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I finali possibili (Story-Lenny 12-13-14).

immagine presa da qui

Ci siamo, la fine è giunta…
Sarei tentata dalla retorica del caso, ma dirò solo: puoi scrivere un finale o scegliere quello che ti piace di più!

Buon divertimento!


(QUESTO È UN TESTO MANIPOLABILE DAL LETTORE, SIA LA SINGOLA PUNTATA CHE LA TRAMA COMPLESSIVA, A PIACERE.)

BREVE RIASSUNTO
Il Narratore irrompe nella quotidianità di un suo personaggio: Cara. Considerandola una propria creatura, assume l’atteggiamento di un Creatore Onnipotente. Cara reagisce e resiste, ha una vita e in essa è presente Lenny. Il Narratore, invaghito, alterna seduzione e irrispettoso interventismo per costringerla a lasciare Lenny e dedicarsi a lui soltanto.
Qui, siamo al punto in cui il Narratore dopo essersene andato per un battibecco, va a casa di Lenny per spaventarlo e convincerlo a lasciare Cara.


Ringrazio (in ordine di apparizione) brunonavoni, Yleniaely, andream2016, Ettore Massarese (fu Franz), raccoltaedifferenziata, Nonna Pitilla, Marco, Sara Provasi, Adriano, Alidada, eleonorabergonti, Evaporata, Giuseppe La Mura, ArcadioLume, Alessandro Gianesini, ivano f !!!

I materiali sono tutti in fondo. Buon divertimento!


Lenny, vieni! (12)

(immagine presa da qui)

– Sola. Alla fine son da sola. E per forza! Lenny scappa per colpa di QuelloQuello scappa per colpa di Lenny. Ma si può? Ma è giusto? Vigliacchi tutti e due! Non si fa così, non se ci sono io di mezzo! Ecco! Ecco… oh mioddio… che dubbio brutto brutto! Non è che magari? Eh? Non è che magari quei due si stanno comportando come innamorati spaventati all’idea di amarsi? Oh mioddio-mioddio! Non è che il premio non è altro che la scusa per incrociare le spade? Eh? Eh??? … Naaaa. Avranno studiato all’Accademia Dell’In Amore Vince Chi Fugge, ma se fuggono entrambi chi cazzo rimane? Io. Sempre io… Lenny, Lenny, sei così tenero, audace, fantasioso e così pavido certe volte. Il Narratore non è mica un fantasma, ma chi te lo spiega? Mi prenderesti per pazza credendo a ciò che si crede di solito quando le porte si aprono e si chiudono da sole (contraria a parte). Già, le porte, non sbattono più, non si aprono quando ho la spesa in mano, non si chiudono se me le dimentico aperte. Narratore, Narratore, cosa ci fai intorno a me sempre a rompere piani e sequenze? Chi ti ha mandato? E chi mi ci ha messa in questa situazione? Intanto adesso non c’è nessuno. Dalla porta alla finestra. Vuoto vero. Silenzio. Non l’ho nemmeno chiusa, la finestra, non si sa mai. Anche in bagno ci vado meno volentieri da quando non mi devo più nascondere. La tua presenza, l’esserci sempre, sempre troppo, troppo e con invadenza! Ma l’esserci… Ci si abitua a tutto. Quando ci si abitua alla presenza, arriva anche la mancanza. Mi manchi. Un po’. Un po’ tanto. Non ha senso. Non ha davvero senso: dai, alzati e telefonagli, che la vita continua. Dove ho messo il cellulare? Ah, eccolo. Chiama… Ciao Lenny, come stai?… davvero? … no-no, non c’è più il fantasma! … sei quasi arrivato? … Lenny, vieni!

La porta si apre piano e un giovane uomo sta per varcare la soglia.

TA-DÀ!!! Sono il Narratore! E non sono un fantasma!

Sono diventato l’ultracorpo di me stesso…

Giuseppe La Mura (ore 16 del 27/9/2021)

Il giovane uomo fugge, non contando i gradini.


Lenny, non scappi? (13)

(immagine presa qui)

La porta si chiude piano. Cara è sul divano, lancia le scarpe al vento. Urla. Un urlo delizioso.

– Non puoi fare sempre così!

Sì, posso.

– No, non puoi!

Sì, posso!

– Sono stufa di te!

Non è vero!

Cara si alza dal divano col broncio e un piagnucolio senza lacrime, va buttarsi sul letto.

– Non entrare!

Entro.

Il pianto senza lacrime continua, la faccia sprofondata nel cuscino, le spalle in sussulti ritmici. Nulla si bagna. Poi un sospiro lungo. E… un pisolino.

Passa il tempo. Cos’è cambiato in mia assenza? Qualche vestito nuovo (interessante), la spazzatura quasi come quando me ne sono andato (preoccupante), gli appunti e i libri di studio in un luogo diverso (strano), alcuni titoli freschi d’acquisto (caspiterina), uno di questi sul comodino (perdindirindina!). Cara si sveglia al suono della mia voce. Sto recitando a memoria alcuni brani del testo ora vicino al suo capo. Riconosce le pagine (le prime, per non sbagliare), allunga il braccio e inizia a leggere ad alta voce, sostituendomi. Il tono le si ammorbidisce, come la postura, il respiro inizia ad affannarsi, le labbra si inumidiscono e le cosce, oh le cosce si cercano piano. Eccola, è lei, è proprio lei, quella che ho sempre desiderato.

DLIN-DLONG!

– Sei stato tu?

No.

– Vado a vedere.

Si alza svelta abbandonando il poemetto erotico sul letto. Risponde al citofono, sorpresa preme l’interruttore del portone d’ingresso e apre la porta, aspettando.

– È Lenny! Proprio adesso?

Non guardarmi così, non ne so nulla.

Il giovane uomo è già sulla soglia. Con un gesto rapido toglie dalle tasche dei pantaloni due tappi di cera e li infila fulmineo nelle orecchie. Lo sguardo è risoluto, troppo risoluto e… dove vai? Fermati!

BUÙ! TA-DÀ! SONO UN FANTASMA! NON È VERO, SONO MOLTO PEGGIO: SONO IL NARRATORE… CAZZO FERMATI!

Il giovane uomo afferra Cara per la mano, risucchiato dalla visione delle labbra umide la bacia appassionatamente. Lei ricambia, già ingentilita dalla lettura. In breve i corpi si pretendono. Lei si stacca un attimo, come riavendosi da un sogno.

– Lenny, non scappi?

Muto, sorride malizioso.

COSA RIDI STRONZO! SCAPPA! SCAPPA FIFONE DEI MIEI STIVALI!

Si srotola la fune cinta in vita, la lancia in bagno e, con sguardo fiero, prende in braccio Cara, trasportandola nella zona franca. Chiude la porta a chiave. Rumori di discesa (dalla finestra).

Silenzio.


Lenny? (14)

Jane Fonda, 83 anni, alla premiazione degli Oscar 2020 (immagine presa da qui)

Luce. Penombra. Buio. Penluce. I giorni si consumano cambiando rifrazione. Porta e finestre aperte ad accogliere. Un profumo di fiori di ciliegio ad aggraziar la vita in quattro mura. Desolazione a tratti. E a punti. A suggerire linee dall’imminente senso compiuto. Ribelle al segno tracciato da una volontà non mia, ripercorro gli angoli del perduto amore e trovo, negli oggetti che vi stanziano, il rarefatto pulviscolo di momenti sempre a filo di tangente. Cara, Mia Cara, te ne sei andata. L’abbandono brucia gli occhi di un Narratore senza corpo, occhi di fuoco, occhi d’inappetenza e fame, occhi brulicanti angoscia, che solo quella vedo in riempimento all’aria vuota. Di te.

Cara, Mia Cara… quando cazzo torni?

Non torni, già so, senza potere e inerme sto.

Oh, ecco, la porta si apre piano. Entrano uomini nerboruti dotati di imballi. Fuori dalla porta… Lenny?

BRUTTO BASTARDO FIGLIO DI PUTTANA!

Ma non sente, nessuno mi sente più.

Va bene. Si faccia: cambio genere!

Abbandonare il noto per il nuovo è eccitante e controverso, ma che sia! Solo uomini nelle future stesure! Monaci, magari! Monaci e di altri tempi, che la mia voce salga a equiparare quelle note! Non temo alcun confronto! Monaci, sì! E poche donne! Magari ottuagenarie!

SÌ, SOLO OTTUAGENARIE!


I FINALI POSSIBILI

Finale A

gioco di specchi in cui anche il narratore è narrato…

ArcadioLume (ore 15:30 del 27/9/2021)

Finale B

Silenzio. Poi un canto in lontananza che si avvicina sempre di più alla porta. Odore di incenso e fumo provenire dalla fessura sotto la porta.

Chi è? Quali personaggi staranno arrivando e a chi farò fare il MIO racconto?

Non distinguo bene le parole ma sembrano in una lingua strana, forse antica. Latino. Sembra latino. Non ne sono sicuro, ma delle lingue che conosco, questa non mi risulta familiare. Ci sarà sempre tempo per indagare, o per farmelo dire.

Ancora silenzio.

I passi, che prima si udivano sotto il canto di tante voci, si sono fermati improvvisamente insieme ad esso. Passano secondi interminabili, rotti soltanto dal movimento della maniglia della porta con un cigolio familiare.

La porta si apre piano con movimento diffidente. Una donna non più giovane ma vestita elegante entra dentro per vedere chi ci possa essere dentro l’appartamento.

È Jane Fonda.

Si ferma al centro della stanza muovendo la testa in ogni angolo per scrutare il posto dov’è entrata, domandandosi cosa ci facesse lì e perché. Non mi sembra vero che sia lei, e controllo e ricontrollo per vedere se sia vera o è solo una mia allucinazione dovuta alla mancanza di colei che c’era prima.

La guardo ancora a mia volta. Non ho più dubbi.

Ciao, cara…

Adriano (ore 17:30 del 27/9/2021)

Finale C

Un asteroide colpisce il mondo e muoiono tutti

Alessandro Gianesini (ore 6:30 del 28/9/2021)

Finale D

Cara mentre si trova ad una festa al ristorante insieme alle sue amiche, intravede Lenny in compagnia di un’altra ragazza e con grande tristezza, si rende conto che lui la tradisce. Cara ferita nei suoi sentimenti, scoppia in lacrime e si allontana in auto lasciando il locale e rientra a casa. Si dirige tremante verso la sua camera e si butta sul letto piangendo a dirotto. Il narratore, nel frattempo lontano da casa, percepisce il dolore di Cara e decide, mosso dai suoi sentimenti nei confronti della ragazza, di ritornare da lei e si materializza nuovamente a casa di Cara.

Nuovamente al suo fianco, resta in silenzio per osservarla, non sopporta di vederla piangere .

« Mia Cara sono tornato da te. Sapevo che Lenny non era sincero nei tuoi confronti… l’ho sempre saputo, è per questo che cercavo di allontanarti da lui, ma tu ingenua e innamorata com’eri, non te ne rendevi conto. Il mio amore per te è più forte del rancore, non ti abbandonerò mai a differenza di Lenny…»

Cara riconosce quella voce così profonda e calda, autoritaria ma accogliente, si volta di scatto. Il narratore è nuovamente al suo fianco.

« Sei tornato… dopo tutto quello che ti ho fatto senti ancora dei sentimenti per me…» sussurra in un filo di voce roca dal pianto.

« Non ho il coraggio di abbandonarti, ti amo perdutamente nonostante tutto e se mi permetti un consiglio, non devi piangere per Lenny, non merita le tue lacrime. Avanti, ora riprenditi e guarda verso il futuro, hai tutta una vita davanti, non permettere a delle persone false, di spegnere la tua luce meravigliosa! »

Quelle parole così cariche di affetto ma severe al contempo, scuotono Cara nel profondo. Come presa da una nuova carica di vitalità, si alza dal letto, ha gli occhi ancora arrossati dalle lacrime, è bellissima, pensa il narratore.

« Non pensavo che provassi ancora dei sentimenti per me, io che ti ho sempre ignorato e mi ostinavo a stare fra le braccia di un uomo che non mi ha mai amata… mentre rientravo a casa pensavo a te che non eri più al mio fianco e che, probabilmente, ti avevo perso per sempre…» Cara abbassa lo sguardo, le lacrime colmano ancora una volta i suoi occhi, avrebbe voluto buttarsi fra le sue braccia per consolarla, ma non può poiché lui è un essere immateriale.

« Narratore… perdonami per tutto ciò che ti ho fatto… solo ora mi sto rendendo conto che ti ho sempre amato, ma accecata com’ero dai miei sentimenti per Lenny, non l’avevo mai capito. Non voglio più mentire, ho sofferto molto la tua lunga assenza, era come se un vuoto si fosse formato nella mia anima, era la nostalgia… mi sono resa conto che senza di te non posso vivere…» Cara solleva il viso rigato dalle lacrime come per guardare negli occhi il suo interlocutore, pur sapendo che non è possibile.

« Cara… le tue parole mi lasciano senza fiato… purtroppo la vita ci è avversa e il destino ha voluto che io fossi un essere immateriale, un Ultracorpo, così come viene chiamata la nostra specie, la nostra relazione a livello fisico è impossibile. Ma potrò stare al tuo fianco sempre e comunque. Vivo in te, nella tua mente e questo mi permette di viverti ogni attimo. »

Cara stringe le braccia attorno al suo corpo come per simulare un abbraccio. È così che Cara e il narratore sono diventati inseparabili.

Yleniaely (ore 21:15 del 28/9/2021) – approvato da unallegropessimista

Finale E

Caro?

– Non c’è nessun caro .

Questo lo decido io.

– E tu chi saresti?

Indovina. Ti aiuto, fa’ attenzione.
Risate dal pianerottolo. Sul pavimento della stanza imballi sballàti. Mai sottovalutare un imballo. Il mistero, le potenzialità. Soprattutto in un Finale poi.

– Non può esserci un Finale adesso, lascio una porta aperta nel caso che Cara…

SBAM! Non tornerà, Caro. Il tuo sguardo appassionato ma limitato ha escluso certi amici di Cara e Lenny, ed eccomi qua.

– Io non ti vedo.

Lo so.
Caro crede ancora di essere un Narratore. Si sforza ma non capisce cosa è successo. Non può farlo perché è legato alle sue consuetudini narrative. Inutili.
Ero in quell’imballo, Caro. Ero ma non ero. Ora però sono.

– Ho mal di testa.

Lo so, Caro. Poi ti passa.

– Non ti ho vista uscire dall’imballo.

Indosso un muta integrale a specchio, Caro. Ma già non sono più qui, non più di quanto sia là.
Questo Caro lo capisce, ma ci sono dei passaggi troppo ostici per lui. Ha bisogno di logica. Della sua. Si sente perduto. Lo è.

– Ma cosa vuoi?

Voglio solo guardarti, Caro. Amarti da lontano, amare te e tutti i tuoi atteggiamenti e i tuoi piccoli vizi. Ti sentirai forse un po’ meno libero, ma la tua Narratrice si prenderà cura di te e ti regalerà un corpo giovane e prestante.
Caro sorride fra sé a quel pensiero, già pregustando momenti di estasi.

– Oh non cominciamo eh!

Ssst! Lascia fare a me.

ivano f (ore 2:30 del 29/9/2021)

Finale F

VOCE FUORI CAMPO

“Il Narratore, nel buio d’una notte illuminata dalla luna, lasciò che Lenny fissasse la sua immagine riflessa nello specchio e in quel preciso istante Lenny intuì che il riflesso di Narratore non era altro che il suo Ego. Capì che Narratore mai si sarebbe sottomesso a nessuna rinuncia. Sfrontato, arrogante, sfacciato, con tutti e soprattutto con Cara di cui voleva possederne il corpo.

Lenny pensò subito a Cara e avrebbe voluto in quell’istante dirle tutto per metterla in guardia. Ma come avrebbe reagito Cara? Già, Lenny immaginava che a Cara sarebbe piaciuta una situazione misteriosa e intrigante, sarebbe andata fino in fondo per capire se il desiderio nascosto di Narratore, che pulsava nel suo Ego e nelle sue mutande, fosse per amore o soltanto per un desiderio carnale. Si ma perché, si sarebbe chiesta Lei? Cara era forse bella, interessante, intrigante a tal punto da scatenare la passione in quell’Ego così spudoratamente sfrontato? E allora Jane Fonda era interessante quanto Lei o soltanto una banale tattica utilizzata da Narratore per farla Ingelosire?

Lenny conosceva bene Cara, il suo interesse verso gli uomini così spavaldi, conosceva i suoi pensieri, le sue voglie, le pulsioni più recondite.

Lenny guardò Narratore e poi si guardò anche lui allo specchio. Ma vide la stessa immagine, quella di un uomo sottomesso, senza particolari pulsioni, senza interesse verso il piacere estremo e il godimento della carne e dello spirito. Lenny, ammise allo specchio guardando l’Ego di Narratore, che Lui non era così. E, in questo scontro con l’immagine di Narratore, a Lenny venne un’intuizione. Era forse il figlio dell’Ultracorpo? Il figlio nascosto dell’Ego, di Narratore?  Il figlio della colpa?

Lenny da quell’istante non ebbe più pace e capì che questa storia, l’intreccio con Cara, di Narratore, il suo Ego ultracorpale, sarebbe durata in eterno, non avrebbe mai avuto la parole fine. Oppure era soltanto un sogno, un’elucubrazione onirica da cui prima o poi si sarebbe svegliato?”

Giuseppe La Mura (ore 17:00 del 29/9/2021)

STORY-LENNY è un gioco di trame. Ecco qualche informazione in più QUI.

Si può giocare in diversi modi:

  1. Contributi interni alla singola puntata (comunque autoconclusiva);
  2. contributi di stravolgimento della trama complessiva;
  3. contributi esterni a piacere.

Per chi vuol cercare il pelo nell’uovo ammetto che sì, camuffate vi sono alcune pubblicità occulte… trovatele se ne siete capaci!
Ricordo mestamente che a chi tocca non si ingrugna e che i botta e risposta sono leciti, anzi sono i benvenuti.
Da oggi è possibile attaccare trame a quelle altrui! Anche nelle puntate precedenti.

Poi ci sono i super supporti HARD e DIVERSAMENTEHARD alla trama, i divertenti Extra-Lenny 1, Extra-Lenny 2 e Extra-Lenny 4 e Extra-Lenny 5 di Andream2016 e l’Extra-Lenny 3 di Sara Provasi – Ma anche Film-Lenny, da un’idea di eleonorabergonti – (Grazie a tutti!)


RIEPILOGO AGGIORNATO DEL CAPITOLO

165 risposte su “I finali possibili (Story-Lenny 12-13-14).”

14

Silenzio. Poi un canto in lontananza che si avvicina sempre di più alla porta. Odore di incenso e fumo provenire dalla fessura sotto la porta.

Chi è? Quali personaggi staranno arrivando e a chi farò fare il MIO racconto?

Non distinguo bene le parole ma sembrano in una lingua strana, forse antica. Latino. Sembra latino. Non ne sono sicuro, ma delle lingue che conosco, questa non mi risulta familiare. Ci sarà sempre tempo per indagare, o per farmelo dire.

Ancora silenzio.

I passi, che prima si udivano sotto il canto di tante voci, si sono fermati improvvisamente insieme ad esso. Passano secondi interminabili, rotti soltanto dal movimento della maniglia della porta con un cigolio familiare.

La porta si apre piano con movimento diffidente. Una donna non più giovane ma vestita elegante entra dentro per vedere chi ci possa essere dentro l’appartamento.

È Jane Fonda.

Si ferma al centro della stanza muovendo la testa in ogni angolo per scrutare il posto dov’è entrata, domandandosi cosa ci facesse lì e perché. Non mi sembra vero che sia lei, e controllo e ricontrollo per vedere se sia vera o è solo una mia allucinazione dovuta alla mancanza di colei che c’era prima.

La guardo ancora a mia volta. Non ho più dubbi.

Ciao, cara

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Tu sei Geniale lo sai vero ??? 😍 … nei tuoi scritti le varianti sono la regola e le varianti ultracorpali delle interazioni con tutti gli altri danno vita a personaggi che non esisterebbero nella mente di nessuno…sei Geniale

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Arrossisco! Grazie però, fa piacere che il lavoro svolto insieme a tutti sia apprezzato. Se poi diverte… Be’, per me è un grande raggiungimento 🙏🥰😀

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caspita! non credevo avessi letto così tanto! Sono stati davvero generosi, cucire il tutto è d’obbligo, ma il peggio deve ancora arrivare… 😂😂😂

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Ho creato un nuovo gran finale! 🥰😘🥰🥰😉😉😉😘🥰❤️💕😍😘😘🤗🤗❤️💖❤️💖❤️💕💕💕💕💕

Cara mentre si trova ad una festa al ristorante insieme alle sue amiche, intravede Lenny in compagnia di un’altra ragazza e con grande tristezza, si rende conto che lui la tradisce. Cara ferita nei suoi sentimenti, scoppia in lacrime e si allontana in auto lasciando il locale e rientra a casa. Si dirige tremante verso la sua camera e si butta sul letto piangendo a dirotto. Il narratore, nel frattempo lontano da casa, percepisce il dolore di Cara e decide, mosso dai suoi sentimenti nei confronti della ragazza, di ritornare da lei e si materializza nuovamente a casa di Cara.
Era nuovamente al suo fianco, restò in silenzio per osservarla, non sopportava di vederla piangere .

« Mia Cara sono tornato da te. Sapevo che Lenny non era sincero nei tuoi confronti…l’ho sempre saputo, è per questo che cercavo di allontanarti da lui, ma tu ingenua e innamorata com’eri, non te ne rendevi conto. Il mio amore per te è più forte del rancore, non ti abbandonerò mai a differenza di Lenny…»

Cara riconosce quella voce così profonda e calda, autoritaria ma accogliente, si volta di scatto. Il narratore era nuovamente al suo fianco.

« Sei tornato…dopo tutto quello che ti ho fatto senti ancora dei sentimenti per me…» sussurra in un filo di voce roca dal pianto.

« Non ho il coraggio di abbandonarti, ti amo perdutamente nonostante tutto e se mi permetti un consiglio, non devi piangere per Lenny, non merita le tue lacrime. Avanti, ora riprenditi e guarda verso il futuro, hai tutta una vita davanti, non permettere a delle persone false, di spegnere la tua luce meravigliosa! »

Quelle parole così cariche di affetto ma severe al contempo, scossero Cara nel profondo. Come presa da una nuova carica di vitalità, si alza dal letto, ha gli occhi ancora arrossati dalle lacrime, era bellissima, pensò il narratore.

« Non pensavo che provavi ancora dei sentimenti per me, io che ti ho sempre ignorato e mi ostinavo a stare fra le braccia di un uomo che non mi ha mai amata… mentre rientravo a casa pensavo a te che non eri più al mio fianco e che probabilmente, ti avevo perso per sempre…» Cara abbassa lo sguardo, le lacrime colmarono ancora una volta i suoi occhi, avrebbe voluto buttarsi fra le sue braccia per consolarla, ma non poteva poiché il narratore era un essere immateriale.

« Narratore… perdonami per tutto ciò che ti ho fatto…solo ora mi sto rendendo conto che ti ho sempre amato, ma accecata com’ero dai miei sentimenti per Lenny, non l’avevo mai capito. Non voglio più mentire, ho sofferto molto la tua lunga assenza, era come se un vuoto si fosse formato nella mia anima, era la nostalgia…mi sono resa conto che senza di te non posso vivere…» Cara solleva il viso rigato dalle lacrime come per guardare negli occhi il suo interlocutore, pur sapendo che non era possibile.

« Cara…le tue parole mi lasciano senza fiato… purtroppo la vita ci è avversa e il destino ha voluto che io fossi un essere immateriale, un Ultracorpo, così come viene chiamata la nostra specie, la nostra relazione a livello fisico è impossibile. Ma potrò stare al tuo fianco sempre e comunque. Vivo in te, nella tua mente e questo mi permette di viverti ogni attimo. »

Cara strinse le braccia attorno al suo corpo come per simulare un abbraccio. Fu così che Cara e il narratore divenirono inseparabili. ❤️💃🏻🕺❤️

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Wowwwwww Ylenia!!!! Favola! E Ultracorpi 😅😱🤸🏻‍♀️ bellissimo! L’ho inserito!!! (Mi sono presa la libertà di mettere tutto al presente per uniformarlo al testo sopra 😎) Stupendo!!!! ❤️🥰 Un finale inaspettato! 😀😘

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😍😍😍❤️😘🤗😘🤩🤩🤩🤩 grazie infinite con tutto il mio cuoreee sono felicissima super feliceee!!!!! 😍😍😍🤗😘🤗😘❤️❤️❤️❤️💕❤️💕❤️💕🥰🥰💖💖😘🤗😘🤗❤️🤗🤩🥰💕🥰💕💕😉😉😉😉😉😃😃😃😄😄😄❤️🙏🙏🙏🙏❤️❤️❤️💖💖🌹💖🌹💖🌹💖❤️❤️💕❤️

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Io di più! 😀😀😀🥰🥰🥰😎🙏😘😘😘😘🌺🤗🤗🤗🤗🥳🤸🏻‍♀️🥳🤸🏻‍♀️✨🌈😍😁☺️😊☺️😊☺️🙃😌😉😇😇👽🤖✨🎉❤️❤️❤️❤️💕💕💕💕

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🥰🤩🥰🤗🥰💕😃😃😄❤️🤗🥰😘😘😘❤️ È stato meraviglioso partecipare mi sono divertita tantissimo a scrivere il finale, grazie infinite con tutto il mio cuore per la meravigliosa collaborazione!!! 😉😉🥰😘🥰🌹🌹🌹😘😍😍🌹😍🌹💃🏻🕺💕💕💕💕💕🤗🥰💐💐💐💖❤️💕💕💕🥳🥳🥳🥳👽🤸‍♀️🧞🧚🦸‍♀️🦹‍♂️❤️💕💕💕

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Ti ricordo che non hai scritto solo il finale… Grazie a teeeee! 😌🤗😘😘😘🤗🤗😘😊😊😊😘🤗🥰🥰🥰🥰🥰🙏✨❤️💕❤️💕❤️💕❤️💕💕💕💕
Farò altre narrazioni aperte ai contributi. Poi voglio sistemare la trama complessiva e la presenterò. 😎😝😄😄😄😄😱😁😁🙈😀😌😊😊😊🙏✨❤️💕

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Verissimooo che meravigliaaaaa!!! 😍😍😍😍😍😍🤩🤩🤩🤗💖🤗💖🤗💖🤗😍😍😍😘😘😘😘 Wooow non vedo l’ora di leggere le nuove narrazioni, troppo belle!!! 😍😍😉😉😉💖❤️🤗💖🥰❤️🥰😘🥰😍 Assolutamente fantasticoooo la trama di Lenny!!!! 🤩🤩🤩🤩🥰🥰🥰🥰🥰😁😄😁😄😁😄😝😛😛😛🤗😚😚😚💐👽🤸‍♀️😉😉😉🤩😃😄😄😍❤️🤗💖🤗💖🤗💖❤️💖❤️💖

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Mi sono divertita a scrivere Lenny, ma mi è piaciuto ancora di più vederlo trasformarsi sotto le mani della vostra fantasia. È stato un gioco davvero entusiasmante e ogni contributo è stato un vero dono. 🌺🌺🌺🌺🌺🌺🌺🌺🏵️🌸🌻🌼🌻🌷🌷🌷🌹💐🏵️🌸🌺🌷🌺🌺🌺🌻🌻🌻💮🌾❄️☀️

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❤️💖❤️😍😍😍😘😘😘🥰🥰😉😉😉🤩🥰🥰🤗🤗🤗😘😘😘❤️Che meraviglia sono felicissima!!! 🤩🥰🤩🥰🤩🥰 Grazie infinite con tutto il mio cuore per questo gioco fantasticoooo!!!🥰🥰🥰🥰🥰🥰🤗🤗🤗🤗😉 ❤️🙏🙏🙏🙏❤️❤️❤️🥰❤️💖❤️💖❤️❤️💖❤️🌹🌹🌹💕💕💕💕💕🌹🌹🌹🌹🌹🌹🌹🌹

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🤩🤩🥰🥰🥰🤗😍💖😘😘😘 wooowww non vedo l’oraaaa di leggere il seguito!!! 🤩😃😁😄😍😍😍🤗🤗💖😝😛😜🥳🥳🥳😎😎😎😇😇😇😇👽🦹‍♂️🦸‍♀️🧚🧞🥳🥳🥳💃🏻🕺🤸‍♀️💕💕💕❤️🙏❤️💕❤️💕❤️💕🙏❤️💕❤️💕❤️❤️💖💖💖💖🌹🌹🌹🌹🌹😉🌹

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😍🤗🥰🤗🤗😘😘😘😘😘😘😍😍😍😍😘😘😘😘Un Bacioneeeee anche a teeee! 🥰🥰🥰🥰🥰🤗🥰🤗🥰🦹‍♂️🦸‍♀️😎🧞🥳😇😛😛😛😛💖😘😘😘😘😘😘😘😘😘💖💖💖💖❤️💕🤗🤗🥰💕❤️💕❤️🤸‍♀️💖💖💖❤️💕💕❤️💕❤️💕💖❤️💖❤️💖💕💕💖💕💕❤️💕❤️💕❤️❤️💕💕

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🤸‍♀️🤸‍♀️🤸‍♀️🤗🥰🤗🥰🤗🥰🤗🥰🤗🥰🤗🥰🤗🥰🤗🥰😘😘😘😘😘😘😘😘😘😘😘😛😛😛❤️💕❤️💕❤️💕❤️💕❤️💕

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Eeeh ok, non so se ci crederai ma è vero: ho avuto la stessa idea di finale di Arcadio… Comunque ho provato a buttarla giù ed ecco cosa ne è uscito:

Caro?

Non c’è nessun caro.

Questo lo decido io.

E tu chi saresti?

Indovina. Ti aiuto, fa’ attenzione. Risate dal pianerottolo. Sul pavimento della stanza imballi sballàti. Mai sottovalutare un imballo. Il mistero, le potenzialità. Soprattutto in un Finale poi.

Non può esserci un Finale adesso, lascio una porta aperta nel caso che Cara…

SBAM! Non tornerà, Caro. Il tuo sguardo appassionato ma limitato ha escluso certi amici di Cara e Lenny, ed eccomi qua.

Io non ti vedo.

Lo so. Caro crede ancora di essere un Narratore. Si sforza ma non capisce cosa è successo. Non può farlo perché è legato alle sue consuetudini narrative. Inutili. Ero in quell’imballo, Caro. Ero ma non ero. Ora però sono.

Ho mal di testa.

Lo so, Caro. Poi ti passa.

Non ti ho vista uscire dall’imballo.

Indosso un muta integrale a specchio, Caro. Ma già non sono più qui, non più di quanto sia là. Questo Caro lo capiva, ma c’erano dei passaggi che erano troppo ostili per lui. Aveva bisogno di logica. Della sua. Si sentiva perduto. Lo era.

Ma cosa vuoi?

Voglio solo guardarti, Caro. Amarti da lontano, amare te e tutti i tuoi atteggiamenti e i tuoi piccoli vizi. Ti sentirai forse un po’ meno libero, ma la tua Narratrice si prenderà cura di te e ti regalerà un corpo giovane e prestante. Caro sorrise fra sé a quel pensiero, già pregustando momenti di estasi.

Oh non cominciamo eh!

Ssst! Lascia fare a me.

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Mannaggiatuttoattaccato, provo a rifarlo

Caro?

Non c’è nessun caro.

Questo lo decido io.

E tu chi saresti?

Indovina. Ti aiuto, fa’ attenzione. Risate dal pianerottolo. Sul pavimento della stanza imballi sballàti. Mai sottovalutare un imballo. Il mistero, le potenzialità. Soprattutto in un Finale poi.

Non può esserci un Finale adesso, lascio una porta aperta nel caso che Cara…

SBAM! Non tornerà, Caro. Il tuo sguardo appassionato ma limitato ha escluso certi amici di Cara e Lenny, ed eccomi qua.

Io non ti vedo.

Lo so. Caro crede ancora di essere un Narratore. Si sforza ma non capisce cosa è successo. Non può farlo perché è legato alle sue consuetudini narrative. Inutili. Ero in quell’imballo, Caro. Ero ma non ero. Ora però sono.

Ho mal di testa.

Lo so, Caro. Poi ti passa.

Non ti ho vista uscire dall’imballo.

Indosso una muta integrale a specchio, Caro. Ma già non sono più qui, non più di quanto sia là. Questo Caro lo capiva, ma c’erano dei passaggi che erano troppo ostici per lui. Aveva bisogno di logica. Della sua. Si sentiva perduto. Lo era.

Ma cosa vuoi?

Voglio solo guardarti, Caro. Amarti da lontano, amare te e tutti i tuoi atteggiamenti e i tuoi piccoli vizi. Ti sentirai forse un po’ meno libero, ma la tua Narratrice si prenderà cura di te e ti regalerà un corpo giovane e prestante. Caro sorrise fra sé a quel pensiero, già pregustando momenti di estasi.

Oh non cominciamo eh!

Ssst! Lascia fare a me.

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(Aaaaaah 😱mi sono reso conto solo adesso che bisogna sistemare i tempi verbali della Narratrice: quando narra dovrebbe farlo sempre al presente -o sempre al passato ma preferisco l’effetto che dà il presente. Questo succede a mettersi a scrivere a notte fonda. Uff🙁)

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In realtà suonava bene così, forse per questo mi era sfuggito ( e pure a te 😛 ) ma vogliamo che la Narratrice parta da subito con un’incoerenza del genere? Mi dispiacerebbe per lei 🙂

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Ah, brava tu. 🙂 Forse do troppa importanza alla cosa, ma per onestà è giusto dire che quell’incoerenza non è voluta ma è un errore. Lascio a te decidere il da farsi, in fondo adesso è tuo 🙂

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io però preferisco se il testo lo sistemi te, mettere le mani non mi piace, quindi, se hai una versione alternativa, se hai pensato a come potevano suonare alcune parole, mettimi la tua correzione, che è correzione d’Autore 😛

"Mi piace"

Come non essere d’accordo. Per questo te l’avevo fatto notare. Anche tutto al passato avrebbe avuto un suo senso, sarebbe stata una scelta della Narratrice, io lo preferisco così – basta che non sia un po’ così e un po’ colà 😀

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