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Lenny? (14)

Jane Fonda, 83 anni, alla premiazione degli Oscar 2020 (immagine presa da qui)

Luce. Penombra. Buio. Penluce. I giorni si consumano cambiando rifrazione. Porta e finestre aperte ad accogliere. Un profumo di fiori di ciliegio ad aggraziar la vita in quattro mura. Desolazione a tratti. E a punti. A suggerire linee dall’imminente senso compiuto. Ribelle al segno tracciato da una volontà non mia, ripercorro gli angoli del perduto amore e trovo, negli oggetti che vi stanziano, il rarefatto pulviscolo di momenti sempre a filo di tangente. Cara, Mia Cara, te ne sei andata. L’abbandono brucia gli occhi di un Narratore senza corpo, occhi di fuoco, occhi d’inappetenza e fame, occhi brulicanti angoscia, che solo quella vedo in riempimento all’aria vuota. Di te.

Cara, Mia Cara… quando cazzo torni?

Non torni, già so, senza potere e inerme sto.

Oh, ecco, la porta si apre piano. Entrano uomini nerboruti dotati di imballi. Fuori dalla porta… Lenny?

BRUTTO BASTARDO FIGLIO DI PUTTANA!

Ma non sente, nessuno mi sente più.

Va bene. Si faccia: cambio genere!

Abbandonare il noto per il nuovo è eccitante e controverso, ma che sia! Solo uomini nelle future stesure! Monaci, magari! Monaci e di altri tempi, che la mia voce salga a equiparare quelle note! Non temo alcun confronto! Monaci, sì! E poche donne! Magari ottuagenarie!

SÌ, SOLO OTTUAGENARIE!

115 risposte su “Lenny? (14)”

Non lo trovo.
Eravamo ad una processione e davanti a noi era pieno di vecchiette agghindate per la festa , e guardandole ho pensato che fino ad una certa età va bene poi per un uomo farselo diventare duro agghindate o no diventa impossibile , quindi ho esortato dolce consorte a sfruttare il tempo che ci rimane. Più o meno

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l’oggetto del desiderio “prete”, per quanto si possa pensare, non è affatto rassicurante e non solo si resta in fissa, ma fa anche perdere il sonno, al pensiero di tutte quelle confessioni in baracchini coperti di tende e propizi a poche posizioni, ma sempre propizi 😀

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Allora. L’idea è molto sfiziosa, e il risultato mi sembra bello fresco, incalzante (?), divertente. Bello bello bello 🙂
Mi ha fatto pensare che il narratore onnisciente non potrebbe innamorarsi di un suo personaggio, si illuderebbe, mentre in realtà si starebbe solo abbronzando sotto i raggi del suo stesso narcisismo. Per innamorarsi ha bisogno di un lato nascosto di lei, e ancora meglio di scoprire che una cosa che era sicuro di sapere di lei si rivela completamente diversa, una cosa che riteneva fondamentale per amarla, invece si accorge di amarla lo stesso. Parlo per sentito dire, s’intende…

…e parlo troppo azz. Cercherò di contenermi, occheei? 🙂

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Grazie! 😀 Mi sono divertita molto. Uh, circoscrivi la traccia di evento raro: il narciso innamorato. Poiché non ho mai creduto all’ipotesi (mito brutto, brutto mito!) di una caduta in acqua innamoratosi della propria immagine (io credo vedesse qualcun altro attraverso l’acqua, o sul pelo dell’acqua), non fatico a credere che il Narratore possa provare amore vero per un’altra umana creatura. 🙂

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Volevo dire: se è onnisciente e fa fare ai personaggi quello che vuole (ok, vorrebbe 🙂 ), decide tutto lui e quindi tutti i personaggi sono una parte di lui, allora si innamorerebbe di una parte di sé. Se è un narratore un po’ più sfigato 🙂 allora ha un po’ di mistero da esplorare e di cui potersi innamorare…
Mi ero dimenticato di dire che secondo me è ancora innamorato e non ci sarà ottuagenaria che riuscirà a distrarlo 😀

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Sì, si innamorerebbe di una parte di sé, ma lui non è forse una parte degli altri? E il mistero, o l’ignoto, forse ha a che fare con una reciprocità inesplorata e ricchissima di variabili, un’esperire sé in modi nuovi, colpiti da luci diverse, sorprendenti.
Non ho scritto il sequel, non so come finirà con queste nuove scritture monacali 😀

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