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Intermezzo — Spunti da asporto

Bill Hicks (immagine presa da qui)

Questo è un raccontino di Ivano f e ha provocato in me una serie di pensieri circonflessi.
Non poteva essere altrimenti: è colpa di quel suo sguardo lucido, della rara abilità nel creare situazioni solo all’apparenza normali e solo all’apparenza surreali.

Ivano f è colpevole, Vostronorevoleonore, sì, di far pensare, avvicinando incautamente il mondo del possibile e dell’impossibile, o meglio, dell’impensabile, o meglio del “e chi le vuol pensare?”.

Colpa sua!

Buona lettura! (Grazie Ivano f!)


Autore: ivano f

Titolo: Intermezzo

Entra in scena un povero guitto in jeans e maglietta blu della Pfike, forse l’unico sano disponibile. Non può avere più di vent’anni ed è magro magro, ha le guance scavate e la testa ricoperta di riccioli neri. Tiene in mano un foglio a quadretti. Fa due passi in avanti
Mi hanno detto…
e si ferma, si volta all’indietro e resta in ascolto, poi si rivolge di nuovo alla sala e dice
Buonasera… No un momento non mi hanno detto buonasera, volevo dire… Avete capìto dài… Forse lei no
rivolgendosi a un’anziana signora in prima fila
ma spero tanto in voialtri.

   Il teatro è pieno solo per metà, gli altri hanno giustamente approfittato di quella pausa in mezzo a sei ore di storielle edificanti per sgranchirsi le gambe. Gli spettatori rimasti si scambiano opinioni, si lamentano di qualcosa o sono al telefono con le babysitter. In pochi danno un’occhiata al palco, e sono occhiate poco rispettose verso quel tale, che sembra uno stagista buttato nella mischia in mancanza d’altro.

   Il ragazzo avanza verso il centro del palco e intanto dice
Mi hanno detto di leggervi una cosa e… chi sono io per oppormi?
Nessuno! grida un tale dalle ultime file.
Grazie, grazie davvero, troppo zelo, nessuno sono, stavo per dirlo eh. In realtà non è che mi hanno detto, me l’ha detto Giuseppe che come sapete… ah non lo sapete, giusto, anche lui è…
e con un gesto invita a intervenire il tale di prima, che si fa trovare pronto: Nessuno!
L’hai detto tu eh. Dato che non sapete niente vi dico io che Giusè ha una figlia… ma qui si va per le lunghe quasi quasi mi faccio portare una sedia. Mariooo!
grida
Sì sì lo so che state pensando “ah questi giovani d’oggi sempre stanchi” ma dovreste provare a essere giovani oggi, intanto, poi in realtà io non sono “igiovanidoggi”, c’avrò i miei difetti ma sono roba tutta mia. Mariooo! Quanto ci mette ogni volta oh. Ah, eccolo. Dài dài!

   Dalla sinistra entra in scena un tizio sulla sessantina in giacca e cravatta. Tiene la sedia con due mani davanti a sé e avanza a piccoli passi incerti, come temendo che con un’andatura più spedita possa lacerare i pantaloni. Finalmente posiziona la sedia sopra alla stellina dipinta sul palco, poi rimane per un po’ in piedi lì accanto, a fissare la sala che nel frattempo si è riempita quasi del tutto. Il taglio cadente dei suoi occhi scuri ha un che di rettilesco, e si esibisce in un inquietante mezzo sorriso sbilenco.
Dài Mario basta, non sono qui per te, me li spaventi.
Mario si gira e si incammina con la stessa flemma di poco prima.
Non correre Mario, pensa a me. È spericolato, mi fa venire il batticuore.
qualche timida risata
Un applauso per Mario!
ma niente di tutto questo
Ah è così? Peggio per voi, non sembra ma Mario è un permalosone.
Si siede.

   Ooh finalmente. Allora. Per colpa di Mario non mi sono ancora presentato. Io sono Davide, è facile da ricordare, Davide contro Golia, avete presente? Beh lui almeno aveva la fionda io ho solo questo foglio e non lo so mica se basterà ma fate una prova fra due mesi e vediamo cosa vi ricordate di questa serata… Dicevo che Giusè ha una figlia molto carina, Francesca, che io chiamo la France, e non vi dico come la chiamo in altri momenti… Scherzo Giusè! Non sapete cosa sto rischiando, è un bestione permaloso.
Pure lui!
Pure lui sì, immaginate il mio ambiente lavorativo, la sedia mi serve anche per difendermi… Insomma la France ha scritto questa… poesia? questi versi, meglio, e il suo babbo ci tiene tanto a farveli sentire, che tenero. Comincia così: “Fu sera ma tardava la mattina” e io mi sarei fermato qui, ha il suo perché e allora perché, appunto, perché ostinarsi a proseguire? Ma sentitempo’. “tardava la mattina” e l’abbiamo detto “a svelare la tiepida luce, avvolta intorno alle cose” e come la chiude? “rugiada memore dell’Alto” Ma ragazza mia esci un po’ la sera, vedi qualcuno, fatti una vita e vedrai che non le scrivi più cose così. Ma in fondo io non ci capisco niente di poesia, e posso forse rifiutarmi di leggere questa cosa?
Noooo! da almeno metà dei presenti.
Grazie del sostegno eh, sono commosso. Allora andiamo avanti. “Tardava la mattina” Ancora! È chiaro che sapeva di avere un pubblico di una certa età… “Tardava la mattina incatenata, ma un canto morbido e gioioso” Morbido! “parlava ai cuori di chi c’era, quando si credeva alle mattine” E ok, sei in qualche modo arrivata fino a qui, però ora basta, no? Forse è un po’ colpa mia, avrebbe avuto meno tempo per questo se le avessi dato tutto quello che mi chiedeva ma gente,ve lo dico sinceramente, un po’ mi faceva paura, era insaziabile… Sto scherzandoooo! Giusè, hai capito? È solo uno scherzo.
fa l’occhiolino al pubblico, che si concede qualche risata
Allora, Giusè conosce bene sua figlia eppure anche scherzando gli ho messo in testa qualche dubbio. Immaginate quanti dubbi si possono mettere in testa riguardo a degli sconosciuti, immaginate che qualcuno vi dica che io sono un pericoloso sovversivo, che qualcuno mi paga per fare quello che faccio. In effetti non sarebbe male essere pagato ogni tanto.
qualche risata

   Ma il nostro tempo è quasi finito e allora arriviamo fino in fondo. “Ghignavano le grigie nubi, tese e gonfie come rospi, e piovvero non capendo, e svanirono piovendo” punto e fine. Mi sembra tutto poco concreto, poco carnoso, e non abbastanza alto, una cosa a metà strada come se ne trovano ovunque diciamo, ma se l’ho letta è perché dimostra che la France ha occhi per vedere, orecchie per sentire, e un cuore per giudicare, e tanto mi basta. Anche se sembra un po’ forzato, manieristico… Questa l’ho imparata oggi, suona bene vero? Insomma si capisce cosa vuole dirvi, lo so che siete intelligenti ma siete anche abbastanza svegli? Lei non credo
guardando la signora anziana
ma su di voi potrei anche scommettere. Forse vi hanno convinto a stare seduti, vi hanno detto che il soffitto è basso e che se vi alzate in piedi sbatterete la testa, ma non vorreste provare a vedere se è davvero così? Mariooo! Sei pronto per il finale? È una settimana che lo proviamo ma è un po’ duro di comprendonio
qualche risata. Davide comincia a piegare il foglio da cui ha letto.
Le parole sono importanti, certo, ma forse non è importante che siano le parole esatte, forse è più importante il loro senso, quello che mostrano, gli ingranaggi che mettono in movimento nella testa. Non ci vedremo un’altra volta ma fra due mesi, fra due anni qualcuno… non lei magari
facendo l’occhiolino alla solita signora anziana
ma qualcuno almeno si ricorderà non delle parole precise da citare, ma che è sempre possibile guardare le cose con onestà, coi propri occhi, col proprio cuore, e trovare da sé le  parole, le proprie parole. E ora il tanto atteso finale!
Mario entra in scena, seguìto da due poliziotti. Davide ha trasformato il foglio in un aeroplano di carta e lo lancia verso il pubblico: non fa molta strada, si ferma a due metri dalla prima fila. Mario compie un passo in quella direzione ma una signora si alza e va a raccogliere l’aereo. I due si fissano per almeno un minuto, poi Mario si volta e fa un cenno con la testa a Davide, che si alza in piedi, e allora anche tutto il pubblico si alza in piedi. Sul volto di Davide compare il sorriso stanco di chi ha appena concluso una giornata di lavoro duro e appagante, ma quando i poliziotti lo portano via nessuno si muove.
La signora dispiega l’aereo di carta ma per quanto se lo rivolti fra le mani la sostanza non cambia: il foglio è immacolato.


Entra in scena un povero guitto in jeans e maglietta blu della Pfike, forse l’unico sano disponibile.  […]

Intermezzo — Spunti da asporto
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Prossimamente

– Embè?

– Eh…

– Ah bé!

– Eh!

– Ma quando?

– Poco pochello.

– Ecco.

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Il muro (e le patate)

Ero lì, sempre per caso, sempre pensando agli affari miei ed è successo nuovamente: l’occhio è caduto dove gli è capitato.

Aggiustiamo lo spazio e il tempo di questa situazione.

Spazio – Il posto è il MURO di AMARO (destinato a diventare un neo-luogo della mitologia norrena).

Tempo – Tipo ieri, dai.

Ok, adesso andiamo al sodo.

Con nuove ansie all’orizzonte, veloci, rumorose e apocalittiche, giungono nuove prassi.

Come questa.

opera di  Amaro (alias Alessandro Marelli)

Mentre vi auguro una progressiva e crescente lontananza dai video, propongo a tutti coloro che abbiano deciso di piantar patate di porre l’attenzione su nuove e inaspettate evenienze… (Allegrooooo, occhiooooo!)

Ringrazio Amaro per la gentile concessione!

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Groane in Infrarosso — Emanuele Cazzaniga

Respirare profondamente.
Rimettere in circolo l’energia.

Ecco, guardando le fotografie di Emanuele Cazzaniga diventa tutto molto più semplice.

Buon viaggio!


Autore: Emanuele Cazzaniga

Titolo: Groane in Infrarosso

Pausa di lavoro nel solito Parco delle Groane con la piccola Olympus E-PL3 modificata IR 720mn.

La sperimentazione continua…

Groane in Infrarosso — Emanuele Cazzaniga
opera di Emanuele Cazzaniga, alias eemac73
opera di Emanuele Cazzaniga, alias eemac73
opera di Emanuele Cazzaniga, alias eemac73
opera di Emanuele Cazzaniga, alias eemac73
opera di Emanuele Cazzaniga, alias eemac73
opera di Emanuele Cazzaniga, alias eemac73
opera di Emanuele Cazzaniga, alias eemac73
opera di Emanuele Cazzaniga, alias eemac73
opera di Emanuele Cazzaniga, alias eemac73
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Il muro (e le banche)

Ero lì, per caso, pensando agli affari miei ed è successo: l’occhio è caduto dove il dente ha doluto (ok, ok, io e la banca viviamo un momento condito con qualche dissapore, ma non ho iniziato io!).

Cioè, ero proprio lì, in piedi, guardando un muro a occhi persi e a un tratto il muro ha preso forma, anzi, forme.
E questa è la prima.

Signore e Signori ecco a voi Amaro (alias Alessandro Marelli)!

P.S.
Racconterò ancora di quel muro, perché non è che uno può riempire un muro di cose e pensare di passarla liscia, dico io.

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Anche gli ultracorpi festeggiano il Natale, a modo loro. — @didiluce photo blog

Va bene il Natale, ma perché non anche il nuovo anno?

Ho trovato questo bellissimo alberello ultracorpale da @didiluce ed è talmente affascinante da risuonare come un azzurro augurio di serenità e nuove e belle cose.
Mi si potrà dire: “gli auguri degli ultracorpi sono destinati a loro soltanto”.
Vero, ma fa niente, mettiamoli insieme ai nostri e via a tutta dritta!

BUON 2022 A TUTTI!


Autrice: @didiluce photo blog

Titolo: Anche gli ultracorpi festeggiano il Natale, a modo loro.


fotografia di @didiluce

L’alberello quest’anno l’ho creato con due differenti immagini (l’ #ultracorpo in alto a sinistra ha detto che va bene così 😎) forse perché non ho avuto né tempo né ispirazioni migliore, ma forse, ancora più vero, è che lo spirito natalizio, che si esprime una volta all’anno, lo vorrei vedere sui visi e nelle azioni di ognuno tutti i giorni dell’anno.

Sereni giorni a tutti voi […]

Anche gli ultracorpi festeggiano il Natale, a modo loro. — @didiluce photo blog

Inoltre…

Il mini ultracorpo domestico studia vecchi occhiali da motociclista…
(immagine endorsum)

Ci vediamo il 5 gennaio
con un ricco bollettino!

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AUGURI!!!

TANTI AUGURI!

Per queste Feste faccio così:

1 – Libri!

Evaporata ha scritto un romanzo:
UNA FORMULA PER LA LIBERTÀ.
A me l’incipit ha messo fame…
(leggete l’incipit premendo il FREE PREVIEW in basso a destra.)


Manuel Chiacchiararelli incarna la possibilità di cambiare vita, partendo da un viaggio non solo simbolico.
WANDERING ITALIA -un viaggio per riprendersi la vita allungando la lista.
(leggete l’incipit premendo il FREE PREVIEW in basso a destra.)


Trattoforte non poteva che mettere in fumetto la sua splendida storia d’amore. Indicatissimo per le personalità romantiche (ok, anche io sono romantica).
ATTIMI PUCCIOSI.
(leggete l’incipit premendo il FREE PREVIEW in basso a destra.)


2 – Balli!

OK, SÌ, OK 🙂
FATELO! UN CENTRO COMMERCIALE QUALSIASI E OSATEEEEEE!
UN… UN… COS’È? UNA SCUOLA? UNA SCUOLA! OSATEEEEEE!

3 – Canti!

4 – Passatempo!

Direttamente da LA BORSETTA DELLE DONNE ecco splendide decorazioni da costruire, donare e usare! Per le istruzioni cliccate qui.

DECORAZIONE DELLE FOGLIE: CANDELA IN BARATTOLO (immagine presa qui)

5 – E resistenza attiva!


Buone Feste a tutte e a tutti!
Ci vediamo l’anno prossimo!


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Acquisti di natale 5

Ebbene, i giorni sono diventati pochi e i libri sono molti, quindi proporrò più letture.

Partiamo da PAOLA PIOLETTI!

Immagine personale di Paola Pioletti

Mi affiderò alle parole di SILVIA e alla sua recensione per presentarvi…

La casa di cera di Paola Pioletti

Immagine personale di Silvia
Immagine personale di Silvia

Mi è arrivato oggi a fine mattinata, ho iniziato subito a leggerlo e in poco più di 2 ore l’ho finito.

Finalmente questa è Paola, nel libro c’è tutta la sua vita, anche se ha voluto omettere, secondo me giustamente, alcune vicende molto crude e crudeli che non avrebbero aggiunto nulla di importante ma solo addolorato.

Questo è il racconto di una vita e del suo riscatto, questo sì che è un libro chiaro, scritto divinamente, in maniera fluida e comprensibile, che può davvero essere un libro di natura didattica perché può aiutare tanti bambini e ragazzini che si trovano in situazioni simili anche solo emotivamente.

Dico la verità, la biografia che hanno fatto anni fa non mi ha mai convinto fino in fondo, non ci ho trovato la vera Paola, se non in pochi passi, ma una favola molto romanzata e a tratti penso davvero esagerata.

Qui invece c’è davvero lei, la Paola che abbiamo imparato a conoscere e ad apprezzare, con la sua fantasia e i suoi mostri con cui ha imparato a convivere e non a nascondere come invece fa la maggior parte di noi.

Trasformare il brutto, il doloroso e il crudele in un mondo in cui vivere e crescere e riscattarsi, questo è il messaggio del libro, questo è quello che è stata la sua vita, raccontata con armonia, con delicatezza, con cura ma senza astio e senza dolore come può fare solo chi è riuscito a fare i conti con il passato e a prendere consapevolezza di se stessa e della propria rinascita.

Un bellissimo libro che può essere un ottimo regalo di natale perché vero, senza romanzamenti inutili, chiaro e che ti lascia sereno e positivo con un ottimo messaggio, quello di non giudicare mai senza conoscere e di saper andare oltre tutto ciò che è convenzionale.

Brava Paola!

silvia


Il secondo libro in proposta è volutamente diverso, per non sovrapporre argomentazioni e interessi. Si tratta di un libro che qui non vi aspettereste mai, ma io seguo il suo blog e qualche volta ho messo in pratica i suoi ottimi consigli.

Lei è MARIA FEMIA di “KITCHEN & CLUE”!

“Tra basilico e peperoncino”

Sono felicissima di comunicarvi che potete trovare (oppure ordinare) in tutte le librerie della Liguria e su ordinazione nelle librerie di tutta Italia il mio libro “Tra basilico e peperoncino” De Ferrari editore.

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Un abbraccio Maria ♥️


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Acquisti di natale 3- Frantumi.

“SE SONO FORTUNATA IL MONDO VA IN FRANTUMI O FINISCE SOTTOSOPRA”

“Ok Morgana, facciamo un video su cos’è per te la scrittura.”

“Un sacco da boxe lo abbiamo?”

“Sì.”

“Ok, allora. Facciamolo.”

“Se sono fortunata il mondo va in frantumi o finisce sottosopra” — Chimere

È LA VOLTA DI MORGANA CHITTARI!

BUONI LIBRI A TUTTI!


“Frantumi” è disponibile in libreria e ordinabile sul sito e sui canali social di Lekton Edizioni (spedizione gratuita)

👉https://www.lektonedizioni.it/…/rapsodie…/frantumi/Lekton Edizioni


Musalogia*

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Poche certezze 2

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Immagine da qui

Oggi ripropongo il nuovo gioco: inserirò un incipit e la fine di un testo (brevissimo, breve, medio, lungo, lunghissimo, boh, non lo decido mica io); chi sa dire cosa è successo in mezzo?

(Non è indispensabile scrivere un racconto fatto e finito, è sufficiente la trama.)

Buon divertimento!


INCIPIT“Siediti qui, dai, non farmi il muso. Lo sai, non ho motivo di mentire ancora, semplicemente non posso più. Tra due ore sarà tutto chiaro. Preferisco approfittare di questa opportunità e comunicarti di persona che…”

…………………………………………

FINE – Marco si piegò in due e iniziò a singhiozzare. Lacrime calde caddero sulle ginocchia chiare. Poi rialzò il busto lentamente con il volto congestionato dal pianto, mescolò lo sguardo al cielo e iniziò una risata potente. Infinita.

endorsum

INCIPIT – “Siediti qui, dai, non farmi il muso. Lo sai, non ho motivo di mentire ancora, semplicemente non posso più. Tra due ore sarà tutto chiaro. Preferisco approfittare di questa opportunità e comunicarti di persona che…”

Kikkakonekka – Preferisco approfittare di questa opportunità e comunicarti di persona che la tua amica, quella cui fai il filo da 3 mesi, non ti degna di attenzione per un motivo molto particolare: lei è un maschietto, è un travestito.
Hai capito?

Alessandro Gianesini – Siamo in un igloo: un inuit sta parlando col suo cucciolo di orso bianco e gli spiega che inizia la bella stagione.Non so cosa succeda di preciso nel mezzo, ma lui è avulso dall’abbronzatura! 

Centoquarantadue – Non posso più mentire: tra due ore si autodistruggerà la mia scheda-madre. Non sono una donna, sono un robot, perfettamente somigliante a un essere umano, ma non ho emozioni. Per questo non posso e non potrò mai ricambiare i tuoi sentimenti. Mi dispiace che sia andata così, ho cercato più volte di dirtelo, ma non era facile.

𝕬𝖗𝖈𝖆𝖉𝖎𝖔🌀𝕷𝖚𝖒𝖊 – … sono la Morte!

SabineStuartDeChevalier – NONCINNÈCOVIDDI

inerro.land Che sono pronto per la quarantaduesima dose, ma non ti nego che inizio a nutrire un vago sospetto… Ma, orsù, qui o si fa la dose o si muore!

Tony Pastel – Lei gli dice che non è la ragazzina che lui credeva, ma ha 80 anni e altrettante operazioni di chirurgia plastica, da ragazza faceva la ballerina nell’avanspettacolo, e per dimostrarglielo inizia a raccontargli una serie di barzellette sporche che ricorda ancora benissimo. Lui all’inizio si trattiene perché è un intellettuale di sinistra ma poi finisce per piegarsi in due dalle risate.

unallegropessimista – Bello.

silvia – Se mi preoccupo per te e spesso ti rimprovero per come ti comporti, non è perché sono gelosa come credi tu, anche se è vero che ti amo….ma in un altro modo. Sono tua sorella, la tua sorellastra a dire il vero e nostro padre ci ha convocato in ospedale proprio per questo, per dirti la verità.

Raffa – Tra due ore avrà inizio l’invasione. Non potevo dirtelo: loro sentono tutto e mi avrebbero uccisa. La Terra sta per essere invasa e sottomessa dagli abitanti di Saturno, il mio pianeta. Quando mi hanno mandata in esplorazione non credevo che avrei finito per innamorarmi. Capisci ora perché insistevo che ti facessi iniettare il siero? Se accetterai di sottometterti e fare l’iniezione anche tu come tutti gli altri, avrai salva la vita, e potrai vedermi nel mio vero aspetto. Altrimenti per te non c’è futuro.

alemarcotti

alemarcotti – Che se siamo su questa giostra è solo merito mio! Muovi il sederone e scegli il tuo cavallo!

FINE – Marco si piegò in due e iniziò a singhiozzare. Lacrime calde caddero sulle ginocchia chiare. Poi rialzò il busto lentamente con il volto congestionato dal pianto, mescolò lo sguardo al cielo e iniziò una risata potente. Infinita.


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Adriano, ti vogliamo ricordare così! – Fiat 600 multipla –

In questa giornata un po’ così, tra impegni di lavoro e voglia di qualcosa di buono, ho pensato di rendere omaggio ad Adriano pubblicando un suo pezzo immortale ( 😛 ).

Buona lettura!


Autore: Adriano – L’angolo del Dottor Divago

Fiat 600 multipla.

Adriano

Ci siamo entrati comodamente in sei!!! Purtroppo Mignolo Cucciolo non possiamo portarlo.
– I sei nani a proposito della 600 multipla.

Ci siamo entrati comodamente in sette!!! Poi la Stradale ci ha fatto una multa esagerata.
Mignolo Cucciolo con sensi di colpa evidenti e motivati.

Una macchina davvero robusta! Ci carico molti scatoloni grandi. Sul portapacchi una volta ne ho messi dieci!!!
– Un rappresentante di ovatta sul suo modello 600T fiammante.

La Fiat 600 Multipla è un apparato meccanico semovente costruito dal 1956 al 1966 dalla casa torinese FIAT in circa 170.000 esemplari, quasi tutti estinti, nonostante il feroce accanimento terapeutico di una masnada di meccanici depravati. Di fatto può essere considerata l’antesignana del moderno concetto di monovolume, ma all’epoca fu classificata come furgone che può trasportare degli esseri viventi dentro. Da questo concetto derivò la versione 600T (prodotto dal 1962 al 1964) destinata al “carico di merci ma senza esagerare“. Il nome venne poi ripreso dalla FIAT parecchi anni più tardi. La nuova Multipla offriva di serie ancora sei posti, era più brutta dell’antenata, ma ottenne lo stesso inspiegabile successo come taxi e come cassonetto per la raccolta differenziata.

La progettazione.

La progettazione fu affidata all’élite ingegneristica del Lingotto. Chiusi per tre mesi in una stanza alimentati con acqua e coda alla vaccinara, gli ingegneri elaborarono il disegno finale della vettura, non prima però di aver parlato con l’Arcangelo Gabriele e il fantasma di Rudolf Diesel. Dei sedici iniziali: tre si suicidarono col gas di scarico di una Bianchina, cinque riportarono danni permanenti all’apparato gastroenterico e quattro furono ricoverati alla clinica “Nostra Signora dello Sbrocco” a Superga. I superstiti ci misero due settimane per smettere di parlare in Swahili, poi presentarono ai vertici aziendali il progetto.

La plancia comandi era volutamente sontuosa. Lo scopo era di offrire un veicolo economico ma con allestimenti di gran lusso. Oltre alle due spie acqua e benzina, vennero messi persino gli indicatori delle frecce (sulla destra erano tutti d’accordo, per la sinistra ci fu un accanito dibattito che coinvolse le parti sociali). Gli altri punti cardine erano stati preventivamente fissati, subirono però lievi ritocchi per esigenze di natura tecnica.

  1. Abitabilità. Doveva ospitare sei persone e le relative valigie, sarebbe stato il suo punto di forza. Dopo tre ore di acceso dibattito, fu scartata l’ipotesi di dotare il veicolo di una sega per tagliare le gambe ai passeggeri. L’idea geniale fu diminuire l’angolo tra seduta e spalliera dei sedili. Il passeggero poteva poggiare la testa comodamente sulle ginocchia e, ulteriore vantaggio, avrebbe potuto praticare autoerotismo orale senza difficoltà.
  2. Sportività. La sua particolare forma a pompa di canotto, la rendeva appetibile agli amanti del mare. La versione cabriolet, una volta fuso il motore, poteva essere riutilizzata come biga attaccandoci un paio di cavalli e usata per le scampagnate.
  3. Ecologia. Negli anni ’60 il problema inquinamento era sentito quanto oggi e, proprio come avviene nei nostri giorni, se ne fregarono assolutamente. Il capitolo fu depennato quasi interamente in 2 minuti e 37 secondi netti. L’unica conferma ci fu per la similpelle dei sedili (già utilizzata nella Fiat 500 dell’epoca), ritenuta non inquinante perché degradava in non meno di 400 anni.
  4. Resistenza. Non potendo ancora effettuare i crash test, fu usato uno stratagemma. Uno degli ingegneri, sorteggiato tramite l’elaborazione delle ultime 50 estrazioni del lotto dalle quali risultò statisticamente il numero meno ricorrente compreso tra 1 a 16 (forse bastava “Ambarabaciccicoccò” o altra conta), fu dotato di un caschetto in alluminio che riproduceva il frontale della futura auto, fu alloggiato in una carriola e lanciato a spinta verso la parete. Quando il soggetto-cavia iniziò ad invocare Iside, si decise di abbandonare il test e prevedere sul davanti dell’auto due pratici e innovativi arieti in acciaio.

Il mercato l’aspettava da tempo.

Le preventive ricerche di mercato avevano valutato attentamente le esigenze di un buon numero di intervistati. I primi quattro avevano dichiarato: “Piuttosto che portare anche la suocera in vacanza mi taglio un piede“, gli altri due, invece, erano perplessi sull’impiego commerciale della vettura: “Se ha il motore di una 600 ci carico ‘sta minchia!!!“. A volte però bisogna credere nei propri sogni, anche se visionari. La macchina fu costruita lo stesso e porca zozza la vendettero!!! In effetti, il successo fu determinato dalla capacità tutta italiana di inventare l’incredibile per il proprio tornaconto. Alcuni usi particolarmente fantasiosi:

  • Anti-multa. La forma innovativa, che rendeva impossibile stabilire il davanti dal dietro e quindi il senso di marcia, impediva anche ai Carabinieri molto intelligenti di poter fare la multa.
  • Anti-pirata. Il questore di Napoli, stanco delle continue segnalazioni di corse clandestine con auto modificate, mise delle agenti travestite da suore su una 600 multipla e le fece girare per la città. La temibile accoppiata suora-600 scoraggiò anche i soggetti più ostinati.
  • Mezzo da rapina. I criminali non ci misero troppo tempo a realizzare che usando quel mezzo non sarebbero mai stati presi. “Chi potrebbe mai essere così idiota da farlo?“, questo era il fallace postulato della polizia sul quale i rapinatori basarono il loro successo.
  • Anti-rimorchio. Per non essere infastidite dal pappagallo di turno, le donne giravano liberamente con quel mezzo. Se capitava quello particolarmente cocciuto, bastava dire: “Ho comprato questa macchina perché ci porto i miei cinque figli“. Di norma il soggetto si dileguava accampando scuse del tipo: “Che belli i bambini!!! Ora mi spiace ma devo andare a studiare, domani ho l’esame delle urine“.

I modelli più venduti.

La FIAT puntava molto sul concetto, a quei tempi quasi rivoluzionario, di una autovettura destinata alle teste di al tempo libero, al camping e ai vari hobby, ovviamente senza perdere di vista l’impiego commerciale e come silos per lo sterco. Tra i modelli più richiesti:

  • Vaticano. Utilizzato molto come Papa-mobile e dal clero in generale, fu dismessa dopo l’attentato a Giovanni XXIII. Un bimbominkia, armato di fionda, lasciò partire un bullone che oltrepasso il monoblocco e finì per colpire il Pontefice nel culo. Dal giorno dello sfortunato episodio, i metal detector venivano disattivati al passaggio del Papa buono.
  • Spiffero. La celebre versione cabrio, tanto amata da pneumologi e produttori di sciroppi per la tosse. In caso di rottura del motore, l’interno diventava arredamento da giardino e la parte restante poteva essere usata come biga, legnaia o pitale.
  • Vagabondo. Vettura destinata agli spiriti indipendenti, amanti degli on the road e delle droghe pesanti. Questo modello aveva due soli posti, il resto era adibito a serra per la marijuana (fornita di serie) e, dopo il consumo, a scopatoio.
  • Cozza de mare. Un passo falso nell’inesauribile ricerca stilistica che caratterizza la casa torinese. Il disegno fu affidato a Sergio Pininfarina che elaborò il modello Spiffero, rendendolo più accattivante ed aerodinamico. Più tardi, arrivò la condanna del designer per plagio. Il giudice considerò fondata l’accusa della Piaggio di aver copiato il suo modello di punta Apecar.
  • Furgò. Orgoglio del settore veicoli commerciali, la capacità di carico era impressionante, proprio come la forma del veicolo. L’unica accortezza da usare, era di non fare le curve con velocità superiore ai 25 km/h, soprattutto in presenza di una scarpata. Tra i documenti da firmare durante l’acquisto, veniva proposta anche una assicurazione sulla vita o, in alternativa, un testamento.
  • Majala. Il modello preferito da agenti di commercio e stupratori seriali. Tra gli optional disponibili: gatto a nove code, calendario Playboy, Arbre Magique al profumo di topa, vibratore a pedali e una prostituta nigeriana (solo sulla versione Lusso).

I modelli speciali.

Sulla scia del boom economico, la FIAT concluse accordi vantaggiosi con la pubblica amministrazione. Erano anni di rinnovamento e i mezzi in dotazione, alcuni prototipi regalati nel 1873 da Karl Benz alla Regina Maria Vittoria di Savoia, cominciavano a dare segni di cedimento. I soldi per la ricostruzione del dopoguerra erano arrivati e, anche se stiamo ancora appena pagando gli interessi, dovevamo spenderli. La casa torinese presentò alcuni modelli:

  • Tassinaro. Con i suoi sei posti era il mezzo ideale per quel compito. A richiesta, il mezzo poteva essere dotato di un dispositivo sofisticato in grado di rilevare la presenza di turisti stranieri e far girare il tassametro al triplo della velocità. Andò a ruba.
  • Madama. Il crescente aumento della criminalità portò la polizia a dotarsi di mezzi adeguati. Il motore standard subì qualche ritocco e la madama poteva raggiungere i 190 km/h. Non venne però adeguato l’impianto frenante e, durante gli inseguimenti, capitava che la pattuglia superasse i malfattori e si schiantasse cinque isolati più avanti.
  • Ce la posso fà. Questo mezzo per trasporto malandati, aveva al suo interno tutto l’occorrente per salvare una vita umana, tranne un dottore che sapesse farlo perché non c’entrava.
  • Troppo tardi. Il veicolo viaggiava in alternativa al precedente, ma spesso lo seguiva pazientemente.

A volte ritornano.

Dopo oltre 50 anni, la Suzuki ha capito che l’umanità è finalmente pronta per le accattivanti forme della 600 multipla. Alcuni dirigenti nipponici, capitanati da Miskianto Kolamoto, si sono recati alla clinica “Grigi & Sereni (per quel poco che resta)” di Torino, dove hanno incontrato l’Ing. Alcide Imburrati Potta, l’unico superstite ancora vivente dei progettisti di allora. Dopo un esaustivo dialogo tecnico, si è passati alla firma di una liberatoria sull’uso dei disegni scartati nel 1956.

Kolamoto:Quindi lei partecipò alla stesura delle specifiche?
Potta:Ma tu, sei mio nipote o mio figlio?
Kolamoto:Perché cambiaste del tutto l’avantreno?
Potta:Michele, perché mi guardi con gli occhi stretti stretti? Hai finito i compiti?
Kolamoto:Ma che caz… Ingegnere, dovrebbe gentilmente firmare la liberatoria.
Potta:Aaah… è la pagella? Sei stato promosso? Bravo bravo!
Kolamoto:Ecco firmi qui!!! Grazie ingegnere.
Potta:Ciao Michele, domani porta una mela alla maestra!
Kolamoto:Sì, stia tranquillo… Arigato!
Potta:Rigatoni? Ma io volevo la lasagna… Suoraaaaa!!!


Musalogia!!!

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Acquisti di natale 2 – APECUCE

Mentre preparo l’articolo dedicato agli ultracorpi, lascio qui degli oggetti che mi piacciono molto.
Se ne adocchiate uno da regalare, o da regalarvi, fate che non sia il porta auricolari… no no, non dico altro, se no me lo soffiate.

Buon divertimento con

Apecuce!


https://www.misshobby.com/it/negozi/apecuce


Musalogia*


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Amici (di Evaporata)

Immagine da qui

Autrice: Evaporata

Amici

Ho amici positivi da trent’anni all’HIV, quando ci vediamo c’è sempre il rituale scambio di baci e abbracci, stiamo bene insieme, loro vengono a mangiare da me e io da loro.

Sono sanissima e ho fatto il vaccino anticovid, quindi sono munita di super green pass; altri miei amici, persone tranquille, pacifiche, oneste, che hanno famiglia e lavorano non intendono vaccinarsi quindi non possiamo più frequentare insieme certi luoghi pubblici.

E allora si va a casa di uno o dell’altro, si mangia e si beve serenamente senza sputare odio o rancore addosso a nessuno. 

Amici — Evaporata

Con queste splendide parole di Nadia, vi lascio meditare sulla semplicità delle cose belle e sulla bellezza delle cose vere e sulla verità delle cose sentite e sul sentimento. Soprattutto sul sentimento. Quando il sentimento è a fuoco, le soluzioni si trovano. (Grazie Nadia.)


Ci vediamo lunedì 13, Santa Lucia!


(Se volete curiosare c’è anche musalogia.)

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Faux Outrage (falso oltraggio) — Banter Republic

Mi piace ciò che oggi trovo scritto su Banter Republic. Pubblico prima la traduzione (sapete che viaggio a traduttori on-line); a seguire c’è il testo originale.

Buona lettura!


Autore: Banter Republic

Falso oltraggio

Viviamo in una società in cui le persone sono più offese dalle parolacce e dal dito medio di quanto non lo siano dalla fame, dalla guerra e dalla distruzione dell’ambiente. L’ordine del giorno è che le persone sono costantemente nervose dopo aver precedentemente seguito il permesso di vivere bugie. Una sovrapposizione nel disagio deriva in gran parte da un eccesso di comfort. Non sentirti a tuo agio a vivere una bugia.

Chiamano il bene il male e il male il bene. C’è chi si offende così facilmente da perdere la capacità di discernere sempre qualsiasi verità, e questo spesso deriva da una sorta di frenesia per mezzo del proprio pregiudizio mascherato. Tutto ciò che è importante è la verità. La verità non si preoccupa di essere messa in discussione. A una bugia non piace essere sfidata. Sappi questo, una bugia ripetuta mille volte è ancora una bugia.

Una situazione reale smaschererà sempre un falso amico. Se inciampi sui gradini della terrazza e il tuo amico non inizia a ridere così tanto che l’acqua esce dai suoi occhi, è ancora il tuo amico? Voglio dire che dopo ti porterà all’ospedale, ma non prima di essersi fatto una bella risata. Vorrei che le persone fossero come i soldi, così potrei esporele alla luce per vedere quali sono vere. Alcuni di voi sono banconote false. Utili come i soldi del monopoli.

Sono un comico, e dovrei indignare e far ridere la gente. Parte del far ridere la gente è scuotere il loro pensiero. Ecco perché esiste Banter Republic. Non credo di aver mai intenzione di provocare indignazione, ma non mi dispiace essere provocatorio nei contenuti. Sono a favore del dibattito intellettuale, ma a volte diventa un po’ estenuante. Discutere con una persona che ha rinunciato all’uso della ragione è come somministrare medicine ai morti. Sono cerebralmente morti.

Penso che la gente dovrebbe essere arrabbiata per cose che sono degne di rabbia. Non è la bugia che mi infastidisce, è l’insulto alla mia intelligenza che trovo offensivo. Perché mi hai detto che il tuo telefono era morto, ma che ti piacevano anche i tweet su Twitter? Internet è il veicolo che stiamo guidando per condividere le nostre immagini, indignazione e idee in tutto il mondo. Le persone non cambiano, rivelano chi sono. Per tutto questo tempo, non sapevo che fossi un pollo, ma eccoci qui. Qualcuno riscaldi il forno!

L’idea che alcuni hanno della libertà di parola è che sono liberi di dire quello che vogliono ma se qualcuno risponde, è un oltraggio. Detesto l’idea che si debba essere brutalmente onesti per dimostrare che si è veri. Non c’è assolutamente bisogno di mettere giù qualcuno per segnare un cheat point, a meno che non se lo meriti assolutamente. In tal caso, vi suggerisco di fare uno sforzo in più per distruggere ciò che resta della loro autostima e cancellare la loro fiducia per sempre. Grande fumo!

Pensare è il lavoro più difficile che ci sia, il che è probabilmente il motivo per cui così pochi ci si impegnano. Pensa! Perché sei davvero arrabbiato con me? È per quello che ho fatto o per quello che ho detto? O stai solo presupponendo e ora hai pensato troppo e sei diventato paranoico? Non farmi così paura che non posso più essere onesto con te, tesoro. Qualunque sia il caso, sappi questo. Non ti sto insultando.

Ti sto descrivendo.

©️ Gottfried. All rights reserved


Faux Outrage

We live in a society where people are more offended by swear words and middle fingers than they are by farmine, warfare and the destruction of the environment. The order of the day is people are constantly nerve-stricken after previously following the permission to live lies. An overlap into discomfort largely comes from an excess of comfort. Don’t get comfortable living a lie.

They call good evil and evil good. There are those who are so easily offended that they lose their ability to ever discern any truth, and this is often derived from a sort of frenzy by way of their own masked prejudice. All that’s important is truth. Truth doesn’t mind being questioned. A lie does not like being challenged. Know this, a lie repeated a thousand times is still a lie.

A real situation will always expose a fake friend. If you trip up the terrace steps and your friend doesn’t start laughing so much water is coming out of their eyes, are they even your friend? I mean they’ll take you to the hospital afterwards but not before having a good laugh. I wish people were like money so I could hold them to the light to see which ones are real. Some of you are fake dollar bills. As useful as monopoly money.

I’m a comic, and I’m supposed to outrage and make people laugh. Part of making people laugh is to shake up their thinking. That’s why Banter Republic exists. I don’t think I ever intend to provoke outrage, but I don’t mind being provocative in content. I’m all for an intellectual debate but sometimes it gets a bit exhausting. To argue with a person who has renounced the use of reason is like administering medicine to the dead. They’re brain dead.

I think people should be angry at things that are worthy of anger. It’s not the lie that bothers me, it’s the insult to my intelligence that I find offensive. Why would you tell me that your phone died but you were also somehow liking tweets on Twitter? The Internet is the vehicle we’re driving to share our visuals, outrage, and ideas around the world. People don’t change, they reveal who they are. All this time, I didn’t know you were a chicken, but here we are. Somebody heat up the oven!

Some people’s idea of free speech is that they are free to say whatever they like but if anyone says anything back, that is an outrage. I detest the idea that you have to be brutally honest to show that you are real. There’s absolutely no need to put anyone down to score a cheat point unless they absolutely deserve it. In which case, I suggest you put in extra effort to destroy what’s left of their self esteem and obliterate their confidence forever. Big smoke!

Thinking is the hardest work there is, which is probably the reason why so few engage in it. Think! Why are you really angry at me? Is it what I did or what I said? Or are you just assuming and now you’ve overthought yourself into paranoia? Don’t make me so scared I can’t be honest with you anymore sweetheart. Whatever the case, know this. I’m not insulting you.

I’m describing you.

©️ Gottfried. All rights reserved

We live  […]

Faux Outrage — Banter Republic
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Acquisti di natale 1- “rehaBáthory: niente è come sembra”.

INIZIO CON CAMELIA NINA NINA LE PROPOSTE PER LE LETTURE NATALIZIE.

BUONI LIBRI A TUTTI!


Finalmente il giorno tanto atteso è arrivato. Ogni libro ha il suo destino.

“rehaBáthory: niente è come sembra” è un piccolo saggio sulla riabilitazione di Erszébet Báthory, controverso personaggio strappato alla cronaca storica per essere consegnato, damnatio memoriae, al folklore e alla letteratura di genere horror-vampiresco senza diritto di difendersi, murata viva e costretta in sostanza al silenzio eterno.
La contessa sanguinaria è, infatti, il nome col quale la protagonista del libro è ricordata e raccontata: assassina seriale, torturatrice, cannibale, vampira, licantropa, strega e perversa. Moltissime altre sono state le pesanti colpe, recuperate dagli anfratti più oscuri e dagli abissi più spaventosi della psiche collettiva, ipnotizzata dalla propaganda cattolica, a lei attribuite come manovra strategica per estrometterla dalle sue enormi ricchezze e risorse economiche e politiche e per costruire la più eclatante farsa giudiziaria della storia.

Il mio lavoro, sulla scia dei recenti studi di due storici ungheresi citati nello scritto, e basato sui libri di Kimberly L. Craft, mira a riscattare la figura mettendo in risalto le molteplici contraddizioni tra quel poco di storia che emerge dallo scarsissimo ma significativo materiale originale degli archivi della famiglia Báthory- Nadasdy e lo svolgimento dei due procedimenti legali pieni di gravi violazioni, decisive manipolazioni dell’opinione pubblica del tempo e lo stile di vita della Contessa, ricostruito attraverso una cinquantina di lettere personali tradotte dalla Craft in inglese dall’ungherese (un paio della quali da me tradotte in italiano e inserite nel corpo del testo).
Alla fine del saggio, al lettore saranno state date nuove coordinate storiche e culturali per farsi un’idea più oggettiva di come possono essere andati realmente i fatti; è comunque lasciata aperta la possibilità di scegliere da che parte stare.

Il libro è in versione ebook (Print Replica) e versione cartacea (Print On Demand).

rehaBáthory: niente è come sembra
 https://www.amazon.it/dp/B09J31NFYZ/ref=cm_sw_r_apan_glt_JQQDA7JEP47D3B0NQ59Z


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Barbie e il Pink Pass

Eh, la delicatezza di Sara Provasi è rara! Ecco la sua ultima sconvolgente opera (penultima, ok, andate da lei a vedere anche l’ultima.)


Autrice: Sara Provasi – Atti effimeri di comunicazione

Barbie e il Pink Pass

Ciao a tutti!

Ricordate che Barbie doveva fare un lingerie party, come le aveva suggerito la sua nuova vicina di casa?

Eccola pronta a organizzare tutto!

Ha chiamato il suo fidato amico Guillaume, nonché maestro di stile (non tutti possono portare dei pantaloni rosa salmone come lui), per un briefing davanti a una tazza di tè!

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Opera di Sara Provasi

Barbie: caro Guillaume, menomale che ci sei tu ad aiutarmi… non so come farei senza di te a farmi da PR per la festa! Hai segnato tutto quello che serve?

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Opera di Sara Provasi

Guillaume: ovviamente, mia cara! Sono nato per questo!

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Opera di Sara Provasi

Barbie: ah, un’ultima cosa… ci sarà da controllare che gli invitati abbiano il pink pass all’ingresso, ci puoi pensare tu? Io sarò sotto stress in quel momento!

Guillaume: ma chiaramente, ma chère!

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Opera di Sara Provasi

Midge: pink pass? Ma di che cosa state parlando?

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Opera di Sara Provasi

Barbie: ecco cosa succede a passare il tempo solo sui siti d’incontri… si trascura la vita reale! Ma come, non sai cos’è il pink pass? Lo sanno tutti ormai!

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Opera di Sara Provasi

Guillaume: è un documento da esibire all’entrata dei luoghi di vita mondana, che attesta che tu abbia fatto almeno due interventi di chirurgia estetica! E tra un po’ scatterà il terzo!

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Opera di Sara Provasi

Barbie: Era ora che ci pensassero… non se ne poteva più di vedere certe facce in giro! E certa cellulite! Finalmente il ministero della bellezza ha fatto una scelta per il bene pubblico!

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Opera di Sara Provasi

Midge: mah… e voi ce l’avete?

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Opera di Sara Provasi

Barbie: beh, io l’anno scorso mi sono rifatta da capo a piedi, credo che avrò il pink pass valido per tutta la vita!

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Opera di Sara Provasi

Guillaume: io invece lo avrò a giorni… essendo giovane e bello in modo assurdo, finora mi ero solo fatto una punturina alza-zigomi, sai… ma ci tengo a essere in regola per presenziare a tutti i party possibili, quindi dopodomani mi farò una bella brazilian butt lift… che non guasta mai, con la mia magrezza! Quindi per la festa avrò anch’io il mio bel pass!

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Opera di Sara Provasi

Midge: ma tu sarai il controllore, quindi potresti anche non averlo!

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Opera di Sara Provasi

Guillaume: giammai, la bellezza è un dovere civico, per me e soprattutto per gli altri! E spero che impongano presto il pass anche per bar, ristoranti, negozi, banche, mezzi pubblici, tutto! Ogni volta che esco per fare Starbucks+sushino/colazione+pranzo, appena sveglio incontro certi elementi!

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Opera di Sara Provasi

Midge: ma scusa… e se uno è bello già di suo e non vuole farsi niente?

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Opera di Sara Provasi

Barbie: cara, non ti riconosco più… non si è mai abbastanza belli!

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Opera di Sara Provasi

Midge: ma… io non ho mai fatto interventi estetici, e sono fantastica!

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Opera di Sara Provasi

Barbie: che bugiarda! Negli anni ’90 sei stata tra le prime a rifarti labbra e palpebre!

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Opera di Sara Provasi

Midge: sì, beh, è vero, ma… a parte il fatto che l’effetto ormai è svanito, chi li ritrova più quei documenti? E poi… se io non volessi far sapere al mondo che mi sono rifatta? Non sono forse fatti miei?

Guillaume: ma ora non c’è più niente di cui vergognarsi, tesoro! La chirurgia estetica è stata sdoganata!

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Opera di Sara Provasi

Midge: sarà… ma comunque questo pink pass non ce l’ho… quindi alla vostra festa non ci vengo!

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Opera di Sara Provasi

Barbie: oh…

Guillaume: ma sì, sono io il controllore, no? Vorrà dire che stavolta, solo per te, chiuderò un occhio!

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Opera di Sara Provasi

Midge: e va bene… ma lo so che lo fai solo per vedermi in lingerie!


Ciao a tutti! […]

Barbie e il Pink Pass — Atti effimeri di comunicazione

Musalogia eh?

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Giornata mondiale

immagine da qui

Oggi è un giorno triste. Adriano ha chiuso il blog. Era stufo e stufo e stufo. Bon direte voi, ma io son triste e ho sentito di dover fare una cosa importante per ricordare questo giorno.

Ho così deciso di istituire la:

GIORNATA MONDIALE DELLA CHIUSURA DEL BLOG,
il 2 dicembre!

(Non dimenticate questo magnifico sito: GIORNATAMONDIALE.IT)

Come ho già detto altrove, a me le giornate mondiali non piacciono molto, alzano il polverone, fanno girare qualche cifra interessante, mettono in evidenza un problema, dettano ai Media l’argomento da trattare, alcune personalità di caratura istituzionale affermano impegno e il giorno seguente è la giornata mondiale degli animali da cortile.

Ma per Adriano uno strappo è d’obbligo e così, in questo giorno commemorativo, vorrei ricordarlo con la nostra prima collaborazione, di un esatto anno fa(lacrimuccia)

Orfani ti diciamo: adottac… (no, scusate, era un altro appello) CI MANCHI!


Autori: endorsum e Adriano

GM (giornata mondiale)

https://www.tp24.it/immagini_articoli/31-01-2016/1454256591-0-giornata-mondiale-delle-zone-umide-martedi-un-convegno-al-centro-polivalente-di-petrosino.jpg
c’è tutto in questa immagine: yin e yang (da qui)

Il raccontino narra della nascita delle “Giornate Mondiali” (o Internazionali, a piacere).

È a 4 mani, le mie due e le due mani di ADRIANO.

Trovaticisi sul sentiero del fastidio fisico nei confronti di questa nobile istituzione, abbiamo deciso di rendere almeno piacevole la percorrenza.

Buona lettura!

P.S.: le giornate mondiali nominate sono tutte realmente esistenti, tranne due: quali?


Da quando esiste il mondo, lo scorrere del tempo è stato sempre scandito dalle giornate. Queste, di giorno in giorno, di epoche in epoche, di lustri e lustrini vari, hanno segnato la vita di qualunque essere presente sul pianeta, anche dei sassi. Esse sono sempre passate uguali e placide, ma negli ultimi anni si è sentito il bisogno quasi fisiologico di prendere alcune di queste e di renderle speciali per ricordare fatti, avvenimenti, curiosità, nomi, città e cose da far conoscere a tutto il mondo. Sono nate così le giornate mondiali.

Enrichetta, detta Richy, pianta nella neve la tavola fucsia da snowboard e con i denti strappa la fascetta con velcro del guanto, spoglia la mano e con dita irrigidite dallo sbalzo termico tira la zip della tasca fluorescente sul petto: estrae il cellulare. Chi caspita la disturba prima di una discesa? L’ONU. Richy risponde alla telefonata e sì, da adesso è in missione per conto dell’ONU.  

Richy ascolta la voce misteriosa che parla dall’altra parte del telefono con una inaspettata parlantina, e sta lì lì per tirarle un accidente coi controfiocchi che ecco la voce la blocca subito dicendole che non può dire nulla poiché oggi è la Giornata Mondiale della prosopopea e quindi deve sentire e basta. Richy ingoia il rospo chiedendosi quando sarà la Giornata Mondiale delle maledizioni al telefono, e dopo aver salutato mestamente la voce dell’ONU con un: “Obbedisco!”, si rimette il cellulare nella tasca fluorescente a norma di legge, chiude la zip con tutto il guanto e, noncurante di quanto stava succedendo, ridotta ormai a un blocco di ghiaccio con le gambe, si avvia a scendere la pista come meglio può, pronta per avventurarsi in quello che è un ricco calendario di giornate da rispettare.  

Obbedienza.
Si obbedisce per timore, per indolenza spirituale, per mancanza di iniziativa, per economia energetica, per profondissima credenza. Aggiungerne si può, ma si obbedisce. Obbedendo, Richy avrebbe creato nuove parole d’ordine per altre innumerevoli obbedienze sane-sante-savie, ma quali? La parete del salotto decorata con le 15 tavole appese. La parete del salotto decorata con le 15 tavole appese e il profumo di vin brulé nell’aria. La parete del salotto decorata con le 15 tavole appese e il profumo di vin brulé nell’aria e: una visione biblica.   Dal fumo sprigionato dal vin brulé si ode una voce come di tuono dal tono solenne.

“Richy!” esclama la voce.
“Chi è?” esclama Richy stupita.
“Io”
“Io chi?”
“António!”
“Da Padova?”
“Macchè, da Lisbona!”
“Oh scusate, adesso non posso, tengo la pentola sul fuoco, lasciate pure il depliant sotto la porta.”
“Io non ho bisogno di depliant, sono il tuo capo!”
“Uuuh signore, scusate tanto, avete detto Antonio ho pensato al santo. Cosa posso fare per lei?”
“Hai letto le 15 tavole che ti ho mandato?”
“Sì.”
“E?”
“Sono carine, fanno proprio un bel figurone in salotto.”
“Devi rispettarle e farle rispettare tutte!!!”
“Tutte?”
“Sì.”
“Anche quella della migrazione dei pesci?”
“Sopratutto quella.”
“Ammazza che culo!”
“Vai e diffondi nel mondo col sorriso!”
“Sia fatta la sua volont… ehm… ok.”

E come è venuta, la voce sparisce, tra risate alcoliche e di chiodi di garofano.  

Oh che investitura! Ma che bello. E che onore. Che responsabilità. Che eccetera eccetera! Tra il bere, i profumi, gli ordini e la nuova fantastica avventura creativa, Richy si sente eccitata e frenetica, in cerca di carta e penna ove scrivere di getto… cosa? L’ispirazione, si sa, nasce dove l’occhio cade e l’occhio cade, si sa, mosso dal desiderio e il desiderio di Richy, si sa, è concentrato sulle splendide tavole: Giornata mondiale dello snowboard! Fantastico, ecco l’abbrivio! Si volta verso il computer e un pensiero urgente l’assale: Giornata mondiale del backup! Un sospiro di sollievo, come se ideandola si fosse materializzato l’evento. Magico. Chissà se funziona anche con le lingue straniere: Dia internacional del Tango! Ah, che ispirazione seducente, tanto seducente, troppo: Giornata mondiale delle zone umide, e Giornata mondiale dell’orgasmo! Doppietta!  

L’aver pensato alla Giornata mondiale dell’orgasmo le fa tornare alla mente quelli avuti prima di lasciarsi col suo fidanzato, e dal ricordo di tanti momenti felici pensa alla Giornata mondiale dell’uccello migratore. Ma lo spremersi le meningi manda in crisi Richy, anche perché riempire 15 tavole non è uno scherzo. Con lo sguardo della disperazione, alza per un attimo la faccia e vede il frigo. Una certa fame inizia a prenderla sentendo brontolare lo stomaco come se fosse un temporale. Ricordandosi che ha ancora della pizza avanzata dalla sera prima, le viene il colpo di genio: Giornata internazionale della pizza italiana, che insieme a quella delle torte ci sta proprio bene.
“Cavoli, perché non ci ho pensato prima?” e scrive e mangia.
“Che vada al diavolo la dieta!” esclama con tono solenne. Nel mentre che mette il tutto nero su bianco, l’occhio le cade su una rivista che stava guardando con la pagina aperta sull’evoluzione dell’uomo, e quale occasione migliore di questa nel comporre una lista che verrà ricordata dall’umanità intera?
“Chissà cosa avrebbe pensato Darwin di questa nostra evoluzione… Ci sono! Facciamo il Darwin Day così per ricordarmi di tutto questo.” In realtà pensa anche ad altri tipi di evoluzioni ma meglio non scriverle. Gli occhi a questo punto cominciano a diventare sempre più pesanti fino a quando non si addormenta sul tavolo. Nasce così al suo risveglio la Giornata mondiale del sonno.  

“Antò.”
“…”
“Antòòòò! Ho fatto.”
“Sto giocando a frisbee. L’hai inserita la Giornata mondiale del frisbee?”
“No.”
“Non importa, mi piace che resti uno sport di nicchia. Dimmi dunque.”
“Ho finito.”
“Vediamo, sì, buon lavoro, ma manca ancora una giornata fondamentale. Vai ai Bagni di Trevi e…”
“La Fontana di Trevi.”
“Non è la stessa cosa con quel bel piscinozzo?”
“No.”
“Allora ti ordino di immergerti, fare due bracciate, pescare qualche monetina e avrai l’ispirazione ultima e fondamentale. Corri!”
“Adesso?”
“Adesso!”  

Richy obbedisce anche se con molte perplessità. E se non avesse trovato le monetine? E se i vigili l’avessero trovata nuotando e fatto un mazzo tanto? E se i trentatrè trentini non entrano a Trento? Una volta arrivata a destinazione, si immerge furtiva nella fontana alla ricerca delle Monetine della Sacra Ispirazione Ultima (MSIU). Nuotando con la stessa grazia e agilità dei pesci migratori che vanno incontro al proprio destino, Richy tenta di compiere il suo ultimo incarico con le sacre monetine, e avendone trovate solo qualche migliaio, i dubbi aumentarono ancora di più. In compenso, però, pensava a come spenderle. Dopo aver raggiunto per un attimo la pace interiore immaginando l’armadio pieno come un outlet, un cartello la riporta alla dura realtà: le monetine se le deve scordare.
“Aaaaaaa mannaggia i pescetti!” esclama con un certo disappunto. Piena di tristezza per aver fallito la missione che le era stata affidata, sta per scavalcare il muretto della fontana quando all’improvviso vede una monetina più scintillante delle altre. In quel preciso momento è come folgorata sulla Piazza di Trevi ed è lì, finalmente, che trova la sua ultima e definitiva ispirazione per la giornata mondiale mancante all’appello: quella della carbonara.


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Minoranze linguistiche

Ringrazio Marisa Salabelle per avermi permesso di riproporre il suo scritto. Mi ha ricordato che la Lingua Daria è un patrimonio dell’umanità, tutta.

Buona lettura!


Autrice: Marisa Salabelle

Minoranze linguistiche

Ora che anche i suoi amici si stanno rapidamente adeguando, i suoi vicini di casa e i suoi compagni d’asilo iniziano a usare il linguaggio standard e lo salutano come si usa fare nel mondo corrotto degli adulti, «ao Daio», ora che tutti dicono «azie», «acqua», «casa», ora che chiamano le tate per nome e qualcuno si azzarda a formulare frasi tipo «ki è», «voio ciuccio» e persino la sua più cara amica, Olivia, per provocarlo è venuta davanti a lui e si è messa a cantare «gio gio tondo cacca il mondo», ora più che mai lui è deciso a battersi per preservare dall’oblio una delle lingue più rare e interessanti del mondo conosciuto, la lingua Daria. È, come dice il nome, una lingua aerea, fatta di suoni, consistente di poche parole rigorosamente bisillabe, accompagnata da gesti, sorrisi e ammiccamenti. Ci vuole molta competenza per parlare la lingua Daria, non è facile come una lingua codificata da secoli come l’italiano o il francese. La lingua Daria richiede fantasia, improvvisazione, modulazione dei toni, intonazione ascendente o discendente, grandi doti mimiche. Non gliela porteranno via. Non lo omologheranno. Non diventerà un servo dei padroni. Lui combatterà finché avrà fiato. Viva la lingua Daria, viva la libertà!

e […]

Minoranze linguistiche — marisa salabelle

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Sportello Aiuto Muse risponde!

immagine presa da qui

Nina ha posto una questione non da poco, come visto in Nina chiama Endy: S.O.S. MUSA.
Lo Sportello Aiuto Muse si è dunque attivato (ok, con il suo tempo).

Rivediamo la lettera giunta da Nea: NuovaEcologiaArtistica.


“Carissima,

trovo che il tuo team di ricerca musalogica abbia, adesso più che mai, bisogno di una cellula specifica per aiutare le Muse in difficoltà.

Certo, già c’è un gruppo di esperti che si occupa di prestare sostegno psicologico alle sedotte e abbandonate, alle rifiutate, alle dimenticate, alle sacrificate.

Non parlo solo a nome mio, ci mancherebbe! Ma esiste un’altra categoria, un’intera razza, sconosciuta ai più. Ed è quella della Musa Negata, cui viene strappato letteralmente l’impulso poetico, la lirica più aulica, salvo appropriarsene con noncurante piglio d’ingratitudine, relegando la poverella tra quattro display luminosi, vittima innocente (e che sia innocente è fuori di dubbio!) di ingiusto autismo selettivo.

È ora di dire basta!

Agiamo ora, prima che sia troppo tardi!”

Nina&Sabine – Nina chiama Endy: S.O.S. MUSA — Nea: NuovaEcologiaArtistica

Ringraziamo Nina&Sabine per averci ricordato l’esistenza della MUSA NEGATA.

Musa Negata

Come giustamente afferma, alla Musa Negata “viene strappato letteralmente l’impulso poetico, la lirica più aulica“, infatti ella non è riconosciuta in quanto Musa.

L’esperienza non è rara, anche se ogni Musa in cuor suo tende a dimenticarsene con minore o maggior fatica, essa coincide con una forma di annullamento. L’Artista rifiuta di corrisponderci nel nostro desiderio di essergli Musa.

La prima motivata reazione è certamente un: come osa?
La seconda è: ma siamo matti?
La terza è: vediamo se…
La quarta è certamente il solito sonoro: ma vaffanculo!

Tra la prima e la quarta reazione possono trascorrere dai 20 minuti ai 20 anni, in base al carattere.

L’articolo continua qui


Nel frattempo è tornato Alessandro Gianesini! Con tanto di voce, cliccando qui!


Musalogia?

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5 cose che ancora non sai sulla parrucca di Robert Redford negli ultimi film.

Direttamente da La Chimica Delle Lettere ecco a voi il soddisfacimento accuratissimo di una mia curiosità malsana! Grazie Aurelio!


Autore: LaChimicaDelleLettere

Immagine di LaChimicaDelleLettere

Quando ho creato questa rubrica, immaginavo che gli argomenti suggeriti dai lettori sarebbero stati cose del tipo: “i fiori”, “le formiche”, “la pizza”. Cose del genere. Semplici, lineari.

Ma i lettori de LaChimicaDelleLettere non si accontentano di argomenti terra-terra. A chiarire inequivocabilmente questo concetto ecco che endorsum oggi chiede delucidazioni sulle 5 cose che ancora non sai sulla Parrucca di Robert Redford negli ultimi film.

1) Scienza o Magia? Come fa Robert Redford ad avere una sì bella chioma fluente e colorata, alla veneranda età di ottantacinque anni? Quale prodigioso farmaco dona lucentezza e salute alla sua capigliatura? O forse, come dicono le male lingue, è il miracoloso risultato di un patto col diavolo? Niente di tutto ciò: Bobby indossa una parrucca made in Italy (Brambilloni Peli e Affini di Buccinasco, Milano). Il costoso manufatto (15,000 dollari) riproduce minuziosamente la pettinatura che l’attore aveva all’apice del suo sex-appeal.

2) Quarant’anni insieme. Questa parrucca, che risponde al nome di Fernand, accompagna Robert Redford da 40 anni esatti: una vita insieme. L’attore se la fece regalare per il quarantacinquesimo compleanno dalla sua carissima amica Jane Fonda. E’ inevitabile che questa lunga frequentazione con il mondo del cinema abbia influenzato la formazione della parrucca: ad oggi Fernand ha recitato in ben cinque film, con ruoli secondari, e in una serie TV (come coprotagonista). Voci di corridoio danno Fernand come prossimo giudice di X-Factor UK.

3) Una storia italiana. Come avete letto prima, Fernand è una creatura nata dall’ingegno italico e tutti noi, vedendo quell’elegante pelame sulla testa di cotanto attore, dovremmo sentirci orgogliosi di essere italiani. Dovremmo alzarci in piedi, mano sul cuore, a cantare a squarciagola il nostro Inno Nazionale. Non importa se ci troviamo al cinema. A proposito di cinema: a Cinecittà Sorrentino ha iniziato le riprese del suo nuovo film, liberamente ispirato alla vita della parrucca di Redford. Nel ruolo di Fernand un favoloso Pierfrancesco Favino che, per entrare nel ruolo, ha smesso di radersi a Febbraio.

4) Imbarazzo Social. Può apparire strano, ma la parrucca di Robert Redford ha più follower dell’attore su qualunque social. Certo può essere legato al fatto che il vecchio Bob ha altri cazzi a cui pensare, ma fa impressione vederlo così subissato da un, seppur bello, ciuffo di peli. So che adesso vorreste conoscere il nickname di Fernand, ma non me la sento di divulgarlo perché posta quasi esclusivamente selfie in cui compare completamente nudo.

5) Questo pazzo pazzo Fernand: siccome Robert Redford non si risparmia mai sul set, Fernand ha assunto, dall’anno scorso, una propria controfigura: “Non ho intenzione di farmi male: quel vecchio fuori di testa non sta mai fermo!” ha dichiarato al New York Times. La sua controfigura Fluffy, un gatto persiano di quattro anni, si è già messa “in mostra” sui tabloid inglesi per aver vomitato ad un ricevimento del duca di Hamilton, subito dopo aver scandalizzato i presenti con una barzelletta decisamente scabrosa.  

Apprendere o morte! Questo è il nostro motto! Prossima settimana, grazie al prode Tony Pastel parleremo delle 5 cose che ancora non sai sul lancio del riso agli sposi.

E voi? Di cosa vorreste leggere in questa rubrica? Fatemelo sapere nei commenti! Ciao!


Approfittate della golosa occasione!

LaChimicaDelleLettere

Quando ho creato questa rubrica, immaginavo che gli argomenti suggeriti dai lettori sarebbero stati cose del tipo: “i fiori”, “le formiche”, “la pizza”. Cose del genere. Semplici, lineari.

Ma i lettori de LaChimicaDelleLettere non si accontentano di argomenti terra-terra. A chiarire inequivocabilmente questo concetto ecco cheendorsum oggi chiede delucidazioni sulle5 cose che ancora non sai sulla Parrucca di Robert Redford negli ultimi film.

1) Scienza o Magia?Come fa Robert Redford ad avere una sì bella chioma fluente e colorata, alla veneranda età di ottantacinque anni? Quale prodigioso farmaco dona lucentezza e salute alla sua capigliatura? O forse, come dicono le male lingue, è il miracoloso risultato di un patto col diavolo? Niente di tutto ciò: Bobby indossa una parrucca made in Italy (Brambilloni Peli e Affini di Buccinasco, Milano). Il costoso manufatto (15,000 dollari) riproduce minuziosamente la pettinatura che l’attore aveva all’apice del suo sex-appeal.

2)…

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Dei

@didiluce ha scattato attimi che trovo di un’infinita serena intimità. La ringrazio per avermeli concessi. Ringrazio anche il Muso per il rischio preso!
Ho provato ad aggiungere il testo.

Buona visione e buona lettura!


Dei

Ti ricordi quando il mondo tra le mani era perfetto? Ancora piccolo, ma grandioso e alla nostra portata. Sfera che rifletteva sogni, vi si nutriva, e noi pure. Beati, lì, rapiti, a giocare agli Dei.

Fotografia di @didiluce photo blog

Poi abbiamo alzato lo sguardo, ricordi? Attirati finalmente dall’intorno. La natura ci ha soffocati di bellezza e il mondo si è schiacciato ai poli.

Fotografia di @didiluce photo blog

E poi noi. Sai. Ci siamo visti strani, per la prima volta. Senza capire abbiamo mescolato tutto, anche i nostri profili. E non c’è stata gioia più grande. E il mondo ha inclinato l’asse.

Fotografia di @didiluce photo blog

Ti ricordi poi come andò? Mi senti? Ricordi come andò poi?


MUSALOGIA?

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Dell’inquietudine

Non so, io ero tornata tutta bella pimpante, con i miei articoli nuovi di pacca, ma ho sentito un suono, una voce…

Ecco, non so bene, ma DOVEVO ALLERTARVI SUL PERICOLO IMMINENTE!

Nulla sarà più come prima.

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Un ultraCOSO parlante!

TUTTO ACCADE
E COSÌ DEL NULLA.

endorsum

Ormai siamo quasi in grado di poter individuare delle tipologie di ultracorpi!

Quella scoperta da Adriano è sicuramente inquietante…


Autore: Adriano

TechLab – L’ultracoso parlante.

Al TechLab il lavoro non finisce mai, e a volte possono succedere cose incredibili.

L’altro giorno, ad esempio, rovistando nello scatolone degli aggeggi in cerca di una crimpatrice, spunta fuori all’improvviso un essere inquietante.

e anche parlante!

Dice di chiamarsi Signor Calzino e quindi anche noi lo chiameremo così.

Il Signor Calzino è un essere abbastanza strano e altamente logorroico, non sta zitto un attimo, e sospettiamo che sia proprio quella la sua arma segreta, sfinire con le chiacchiere come la peggiore delle pettegole nostrane.

Abbiamo anche scoperto che gli piacciono le patate, e su questo ci troviamo tutti abbastanza in sintonia visto che abbiamo la stessa passione…

Tra una chiacchiera e una patata, il Signor Calzino sarà la nostra arma per scovare i suoi simili, e se ce lo giochiamo bene diventerà il nostro alleato. L’unica difficoltà sarà nel riuscire a farlo stare zitto il tempo necessario per non farsi scoprire da nessuno, ma abbiamo fiducia di riuscirci.

VINCEREMO!

Il Signor Calzino è un essere […]

TechLab – L’ultracoso parlante. — L’angolo del Dottor Divago

VINCEREMO!!!
E VINCEROMOLO!
(“Remo ha detto che non può più” come disse il Dottor Divago)


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ALEMARCOTTI
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LA PASTEL GRIS
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ALESSANDRO GIANESINI
KIKKAKONEKKA
ALIDADA
GRAVANTES
YLENIAELY
SARA PROVASI
ROBERT C DAY
CARASSIUS AURATUS
ARCADIO LUME
EVAPORATA
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@DRACONIDE
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e, per gentile intercessione di Silvia (“Ok supergirl con i suoi ha detto che ci sta!”), loro:

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Dedicato alle donne – 4

Ho trovato questo articolo di Luisa Zambrotta ideale per la rubrica. La voce di Anne Sexton è autorevole e senza ipocrisia. Le considerazioni di Luisa sono cristalline.

Ringrazio Luisa per avermi permesso di ripubblicarlo.

Buona lettura

(Come sempre nei testi di Luisa, alla parte in inglese segue quella in italiano.)


Autrice: Luisa Zambrotta

Housewife

American poet Anne Sexton (see here) was born on 9 November 1928

Housewife

Some women marry houses.
It’s another kind of skin; it has a heart,
a mouth, a liver and bowel movements.
The walls are permanent and pink.
See how she sits on her knees all day,
faithfully washing herself down.
Men enter by force, drawn back like Jonah
into their fleshy mothers.

A woman is her mother.
That’s the main thing.

Housewife” by Anne Sexton a merciless denunciation of the role in which the society of men has confined women
Pondering over the traditional role of women in society, Sexton believes that a married woman is married to her husband and her house, and maybe obliged to break with her past to face a new life entirely devoted to her family.
While women “marry houses,” they also become the house in some sense. Its various parts correspond to the organs of their bodies. A woman is imprisoned in flesh-toned walls, among which she kneels as she scrubs the floor, simultaneously “washing herself down.”
Both woman and house are often considered the property of the husband and thus she must be entirely submissive to his wishes. Seen as an object of possession , she is expected to please her husbands and attend to her domestic duties.
The sexual imagery portrayed in these lines is aggressive and the words “enter by force” suggest that rape may be forced upon her.
Like Jonah, the Old Testament prophet swallowed by a whale, the male householder penetrates a woman-centred home like an incestuous son returning to his mother’s womb.
The speaker stresses the oneness of women, in particular of mother and daughter, saying that women are their mothers so they have difficulty separating their own selves from the other. This also suggests that men usually marry women who have similar qualities as their mothers as a way to ensure that they will be cared for as she did.

Il 9 novembre 1928 nasceva la poetessa americana Anne Sexton (vedi qui)

Casalinga

Alcune donne sposano la casa.
È un altro tipo di pelle; ha un cuore,
una bocca, un fegato e movimenti intestinali.
Le pareti sono permanenti e rosa.
Guarda come sta in ginocchio tutto il giorno,

a strofinar se stessa per fedeltà.
Gli uomini entrano con la forza, risucchiati come Giona
in questa madre di carne.
Una donna è madre di se stessa.
Questo è ciò che conta

(trad. L.Z.)

“Housewife/Casalinga” di Anne Sexton è la spietata denuncia del ruolo in cui la società degli uomini ha relegato le donne.
Riflettendo sul ruolo tradizionale delle donne nella società, la Sexton ritiene che una donna sposata è sposata con suo marito e la sua casa, e forse obbligata a rompere con il passato per affrontare una nuova vita dedicata alla famiglia.
Mentre le donne “sposano la casa”, in un certo senso diventano loro stesse una casa le cui varie parti corrispondono agli organi del loro corpo. La donna è imprigionata in muri color carne, tra cui si mette carponi mentre pulisce il pavimento e simultaneamente lavando se stessa per fedeltà.
Donna e casa sono spesso considerate proprietà del marito per cui lei deve essere completamente sottomessa ai suoi desideri: vista come un oggetto di possesso, ci si aspetta che compiaccia il marito e compia i suoi doveri domestici.
L’immaginario sessuale rappresentato in queste righe è aggressivo e le parole “entra con la forza” suggeriscono l’imposizione di uno stupro.
Come Giona, il profeta dell’Antico Testamento inghiottito da una balena, il capofamiglia maschio penetra in una casa imperniata sulla donna come un figlio incestuoso che torna nel grembo della madre.
Viene anche sottolineata l’unità delle donne, in particolare di madre e figlia, dicendo che le donne sono le loro madri, quindi hanno difficoltà a separarsi una dall’altra. Ciò suggerisce inoltre che gli uomini di solito sposano donne che hanno qualità simili a quelle della madre per assicurarsi di venire accuditi come faceva lei.

 […]

Housewife — words and music and stories

Musalogia!

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5 cose che ancora non sai sul Taglio della Torta Nuziale — LaChimicaDelleLettere

Esistono le coincidenze? Vi racconto questa e poi valutate voi.

Questa puntata della rubrica, nelle mie intenzioni, doveva essere un po’ speciale in quanto oggi festeggio, con mia moglie, tre anni di matrimonio. Ebbene: quale argomento ci va a proporre per oggi la nostra endorsum? Le 5 cose che ancora non sai sul TAGLIO DELLA TORTA NUZIALE. Incredibile, non trovate?.

1) Un rito antico. Se vi siete sposati almeno una volta, avete avuto già l’esperienza extracorporea più sconvolgente che l’Essere Umano possa provare: il servizio fotografico. Un tizio vi sequestra, mentre il banchetto si intasa di ospiti affamati, e vi porta in culo al mondo, per una estenuante serie di scatti di cui vi vergognerete per l’eternità. Quando vi riconsegna alla folla, vi tocca il pranzo pantagruelico, che voi stessi avete ordito, e infine il Taglio della Torta. Voi volete solo morire, gli ospiti ancora vivi vogliono solo tornare a casa, ma rimane quell’ultima maledetta foto. Perché dura così più a lungo delle altre? Succede perché ritrarre il taglio della torta è un rito che risale al 500 quando, al pittore che dipingeva la scena, poteva essere asportato il membro, nel caso in cui il quadro non fosse stato di gradimento degli sposi. Per questo retaggio genitale, ancora oggi, il fotografo ci mette così tanto.

2) Implicazioni legali. E’ noto che uno dei principali motivi di annullamento di matrimonio, da parte della Sacra Rota, è proprio il mancato taglio della torta nuziale. Non tutti però sanno che le parole “torta nuziale” appaiono per ben quattordici volte nella Costituzione della Repubblica Popolare Cinese. Dal 1985 in Texas, Arkansas e Idaho (USA) è sufficiente il taglio della torta nuziale per contrarre il matrimonio, mentre in Virginia (USA) questa pratica consente di avere il 70% di sconto per l’acquisto di un fucile mitragliatore semiautomatico.

3) Insoliti ingredienti. Basta andare in una qualsiasi biblioteca gastronomica, noleggiare il Libro Nuziale Delle Torte di Stephan Saint Honoré, per rimanere stupefatti di quanti e quali ingredienti sono stati usati per confezionare le torte nuziali dal 1612 a oggi. A me, tra tutte, è rimasta impressa la Trota Nuziale, a base di pesce di acqua dolce, fatta confezionare da un campione di pesca fluviale e da suo marito, un saltatore con l’asta, intollerante al glicine.

4) Torte Criminali. Nel 1898 a Londra regnava il caos: un misterioso criminale, da tre anni, riusciva immancabilmente a far sparire il coltello da torta, o in alternativa la torta stessa, in ogni matrimonio della Capitale. Decine di migliaia di nozze andarono in fumo a causa di questi contrattempi che scatenavano inevitabilmente divorzi precoci, liti furibonde ai banchetti, risse e addirittura omicidi. Sebbene Scotland Yard abbia impiegato ogni sua energia per catturare “Jack l’Asportatore“, non ci riuscì mai.

5) Il Segreto per una Taglio della Torta Nuziale Perfetto. Esiste una formula matematica, lunga ben sette righe, che descrive accuratamente il punto perfetto in cui incidere la torta nuziale, l’angolo di taglio e il numero di fette da tagliare. Tra le variabili considerate dall’inventore di questa equazione, il fisico nucleare olandese Marcus Van Haffenkol, si annoverano: il peso complessivo dei presenti in sala, il numero dei denti naturali degli adulti maggiori di 35 anni, il gruppo sanguigno della sposa, l’intenzione di voto dello sposo alle più vicine elezioni comunali. Il Professor Van Haffenkol ancora oggi lavora alla sua formula per perfezionarla, nell’Istituto di Salute Mentale di Utrecht.

Grazie cari lettrici e cari lettori per essere passati anche oggi di qua. Ricordate di commentare, se vi va, con quel che vi va e SOPRATTUTTO con l’argomento che vorreste vedere in questa rubrica.

Viva gli Sposi

TAGLIO DELLA TORTA […]

5 cose che ancora non sai sul Taglio della Torta Nuziale — LaChimicaDelleLettere

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Ultracorpi in ufficio: la vendetta!

TUTTO ACCADE
E COSÌ DEL NULLA.

endorsum

L’evoluzione della specie? La loro di sicuro!

Grazie a Kikkakonekka e alla sua capacità indagativa!


Autore: Kikkakonekka

Ultracorpi in ufficio: la vendetta

Sembravano innocui.
Incapaci di fare qualsiasi cosa.
Impassibili.
Con una sola espressione dipinta sul volto.

Immagine di Kikkakonekka

Ed invece…

Immagine di Kikkakonekka
Immagine di Kikkakonekka
Immagine di Kikkakonekka

Ed invece…

Ultracorpi in ufficio: la vendetta — Non sono ipocondriaco

VINCEREMO!!!
E VINCEROMOLO!
(“Remo ha detto che non può più” come disse il Dottor Divago)


CI SONO:

ALEMARCOTTI
ADRIANO
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GIANNID
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LA PASTEL GRIS
ILNOIRE
BD
ALESSANDRO GIANESINI
KIKKAKONEKKA
ALIDADA
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SARA PROVASI
ROBERT C DAY
CARASSIUS AURATUS
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E del mare?

Ho preso in prestito alcune fotografie di Ivanchiafotolab e ho aggiunto un testo.

Buona visione!


Autore delle fotografie: Ivanchiafotolab (dall’articolo Fotografia subacquea arte di illuminare colori sommersi.)

Autrice testo: endorsum

Fotografia subacquea arte di illuminare colori sommersi . — Ivanchiafotolab

– Hai visto lì?
– Una sfera in mano.
– Bellissima, è una sfera magica!
– Ma no, non è magica.
– È magica di sicuro, levita!
– Sì, forse hai ragione, qualcosa di magico ce l’ha.
– Te l’ho detto!
– Ma c’è anche un indizio scientifico, quella lente di ingrandimento indica l’analisi, il bisogno di capire.
– Indica miopia!
– Ma come? Distruggi così la mia interpretazione?
– Sei troppo materiale.
– Tu lo sei stato con la storia della miopia!.
– Scherzavo, ti prendevo in giro.
– E se ti dico che ci sono due murene in amore?
– Romanticismo, è chiaro!
– Romanticismo eh?
– Molto, moltissimo romanticismo.
– Potrebbe essere perfino un complimento.
– In compenso c’è un pesce Mago.
– Non credo proprio.
– Io quei colori li spiego solo con una volontà fantasiosa di darsi un tono.
– Sì, un tono sopra le righe: un pagliaccio.
– Ecco, dal romanticismo al dileggio, deciditi.
– E quello nascosto?
– Dirai che è timido.
– Lo dico sì. È timido.
– E io dico che aspetta solo di sferrare il suo attacco migliore!
– Non mi piace come sta andando, facciamo piazza pulita di tutto?
– Non ci penso proprio, alle mie opinioni ci tengo.
– E ho anche insistito per portarti qui oggi!
– Avrai voluto il mio parere.
– Magari la tua compagnia.
– Sì, può anche essere… come due farfalle allora?
– Sembrano proprio due farfalle.
– Siamo finalmente d’accordo.
– Sono stupende, non credi?
– Come noi?
– Noi un po’ meno.
– Non ti lasci mai prendere, come quella stella marina, anzi, lei si è lasciata prendere.
– Non gradirà la presa di sicuro.
– Sei così… così! Sei come quell’essere dagli occhi blu!
– E tu il solito merluzzo!
– Non so se è un merluzzo.
– Nemmeno io.
– Però felice che tu abbia insistito per portarmi.
– Lo sono anch’io.
– Pesce per cena?
– Facciamo gallinacei.

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Ultracorpi d’ufficio verso ultracorpo domestico!

TUTTO ACCADE
E COSÌ DEL NULLA.

endorsum

Succedono cose!

Kikkakonekka, durante la sua pausa pranzo (grazie per aver sacrificato il pranzo!), stava dando un’occhiata al mio sito e.

E gli è caduto l’occhio!

Foto di Kikkakonekka

Ormai sono ovunque. Mai abbassare la guardia.

Ultracorpi in ufficio — Non sono ipocondriaco

Cosa stanno facendo?
A chi stanno mandando il loro messaggio in codice?

Sta di fatto che la giornata di Kikkakonekka ha preso una svolta inquietante e l’ha costretto a manifestare i suoi timori (leciti!).

Non ho potuto che raccogliere il grido d’aiuto e cercare di analizzare la situazione. Ma non da sola!

immagine endorsum

IO – Allora, che succede?
MINI ULTRACORPO DOMESTICO – È per me.
IO – Come è per te?
MINI ULTRACORPO DOMESTICO – Sì, è un messaggio per me.

Cosa gli stanno dicendo?
E quale sarà la sua reazione?


VINCEREMO!!!
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Bollettino Osservatorio Invasione Ultracorpi – N° 12/2021

TUTTO ACCADE
E COSÌ DEL NULLA.

endorsum

Mentre rincorrevo per casa Il Mini Ultracorpo Domestico, sono successe cose.
Non pensate che l’attività si sia spenta! Qui tutto procede, sottotraccia, ma procede.

1

IL PENSATOIO STA CERCANDO SEGNI DI PRESENZE IN EPOCHE LONTANE, GRAZIE A LUISA ZAMBROTTA!

2

L’ATTIVITÀ DELL’OSSERVATORIO È COMUNQUE INARRESTABILE:
BD HA UN INQUIETANTE INCONTRO NOTTURNO.
– CONTINUANO GLI INCONTRI CASUALI CON FORME IBRIDE, COME È ACCADUTO A EVAPORATA.
MUSASHI HA FOTOGRAFATO UN ULTRANANETTO!
GIUSEPPA LA MURA HA INDIVIDUATO UN ULTRACORPO DOMESTICO ESPERTO IN OSSERVAZIONI…
ALIDADA CONTINUA IMPERTERRITA A CERCARE SUL TERRITORIO TRACCE DI PRESENZA, TROVANDOLE ANCHE QUANDO NON VUOLE!
ALEMARCOTTI RIPRENDE, RIPRENDE, RIPRENDE TUTTO!

INIZIAMO!


Autrice: LUISA ZAMBROTTA

The First Man on TV

(immagine presa da qui)
Perché ci si può anche chiedere se il primo umano fosse davvero Umano…

Autrice: BD

E nel cuore della notte… guarda un po’? É pure minacciosa! Colpa tua! (foto di BD)

Autrice: Evaporata

Va’ che bell’incontro

Lui è molto più di un ultracorpo, è un ultra bruco!

Ieri pomeriggio in Altacollina ho scambiato due chiacchiere con Messer Bruco dal pelo giallo, un tipetto molto carino Eccoci qua

Va’ che bell’incontro — Evaporata

Autore: Musashi

Sono tra di noi

ARTICOLO PROTETTO: CLICCA QUI PER APRIRE LA PAGINA E DIGITA IN MAIUSCOLO LA PAROLA NANETTO.


Autore: Giuseppe La Mura

Ha guardato con un nuovo sguardo ciò che ha sulla scrivania…


Autrice: Alidada

Luminarie moderne

..e il chiocciolone in primo piano (foto di Alidada)

[Pontedera (Pi) la luminaria] ..e il chiocciolone in primo piano Comunque sia anche le luminarie natalizie sono originali a Pontedera, dai su… A dire il vero fanno un po’ l’effetto night club, ma che ci vuoi fare, tempi moderni Tutto questo può sembrare un po’ trash, ma sta per arrivare il Natale, siamo buoni… evviva […]

Luminarie moderne — uno spicchio di cielo

Autrice: ALEMARCOTTI

Messaggi subliminali del tipo “anche se aprite gli occhi… ah ah ah!” (foto di AleMarcotti)
Ultracorpo minaccioso! (foto di AleMarcotti)
Ultracorpo confuso o in modalità GUERRIGLIA!(foto di AleMarcotti)

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Protetto: Sono tra di noi — Musashi -ultracorpi

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Una colonna sonora per il Laboratorio e i Promessi Ultracorpi!


TUTTO ACCADE

E COSÌ DEL NULLA

endorsum

Ringrazio @draconide per aver sottolineato magistralmente questa puntata dei Promessi Ultracorpi!

Dove eravamo rimasti?
All’appuntamento con il Mini Ultracorpo Domestico.
Come già detto all’appuntamento non si è presentato!

Lo cerco nel suo amato pozzo senza fondo (lo chiama così quando gli va di bere un goccetto…)
Il POZZO SENZA FONDO, o bicchiere delle soddisfazioni del Mini Ultracorpo Domenstico
(immagine endorsum)
Non c’è.
Non mi perdo d’animo e guardo nello sporco: indifferenziato non pervenuto; vetro e metallo non pervenuto; umido non pervenuto, plastica… un barlume!
Mini Ultracorpo Domestico nel suo nascondiglio.
(immagine endorsum)
“Cosa ci fai lì?”
“Non urlare, qui nessuno mi trova, non amano l’idea di essere scartati e buttati. Non amano l’idea dell’inceneritore…”
GONG – Radio Gnome Invisible
“Vieni qui. Abbiamo diverse cose delle quali parlare noi due.” Gli dico.
Mini Ultracorpo Domestico in gran segreto.
(immagine endorsum)
Gong – Flute Salad
“Lo so…”
Risponde con aria cospiratoria.
Mini Ultracorpo Domestico cospirazionista.
(immagine endorsum)

Quale sarà la sua confessione?

Zero The Hero and The Witches Spell – Original

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Minimal — Manuel Chiacchiararelli

Nikon D750 / Nikon D500 / Obiettivo Tamron 150-600mm f5-6.3 / GoPro 7 Hero black / Gimbal Neewer / Rollei Tripod C6i Carbon + Rode VideoMicro

Minimal — Manuel Chiacchiararelli

Un’immagine asciutta, emblematica.
Iconica (non ci riesco…).

Questa volta la suggestione la esprimo per prima. (Eh, riuscirci!)

“… 23, 24, 25, 26…”

ECCALLÀ!

(Scusate, ma è più forte di me. Appena ho finito di contare posso pensare ad altro. Dopo però. Dopo.)

“… 27, 28, 29, 30…”

endorsum

Sogni silenti-
annoiati sui rami
complici corvi

ivano f

En ouvrant l’image sous le logiciel Paint
en zoomant et en tachant chaque oiseau
d’un gros point orange après comptage
j’ai comptabilisé exactement 200 oiseaux !

Certains oiseaux sont très difficiles à voir
et se confondent avec les branches
mais ils représentent moins de 10 oiseaux.

Faites-en l’expérience : vous serez étonné !
en comptant rapidement on a l’impression
qu’il n’y en a qu’une centaine.
En fait, il y en a beaucoup plus.
Impossible de les compter correctement
sans les marquer d’un repère.

IL Y A DEUX CENTS (200) OISEAUX !!!

Léo

Aprendo l’immagine in Paint
zoomare e colorare ogni uccello
con un grande punto arancione dopo il conteggio
Ho contato esattamente 200 uccelli!
Alcuni uccelli sono molto difficili da vedere
e si confondono con i rami
ma rappresentano meno di 10 uccelli.
Provatelo: sarete stupiti!
Se si conta velocemente, si ha l’impressione che
che ce ne sono solo un centinaio.
In effetti, ce ne sono molti altri.
È impossibile contarli correttamente
senza marcarli con un pennarello.
CI SONO DUECENTO (200) UCCELLI!!!
Tradotto con http://www.DeepL.com/Translator (versione gratuita)

Ringrazio Manuel per averci permesso di giocare con la sua splendida immagine.


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Nina chiama Endy: S.O.S. MUSA — Nea: NuovaEcologiaArtistica

“Carissima,

trovo che il tuo team di ricerca musalogica abbia, adesso più che mai, bisogno di una cellula specifica per aiutare le Muse in difficoltà.

Certo, già c’è un gruppo di esperti che si occupa di prestare sostegno psicologico alle sedotte e abbandonate, alle rifiutate, alle dimenticate, alle sacrificate.

Non parlo solo a nome mio, ci mancherebbe! Ma esiste un’altra categoria, un’intera razza, sconosciuta ai più. Ed è quella della Musa Negata, cui viene strappato letteralmente l’impulso poetico, la lirica più aulica, salvo appropriarsene con noncurante piglio d’ingratitudine, relegando la poverella tra quattro display luminosi, vittima innocente (e che sia innocente è fuori di dubbio!) di ingiusto autismo selettivo.

È ora di dire basta!

Agiamo ora, prima che sia troppo tardi!

Nina&Sabine”

, […]

Nina chiama Endy: S.O.S. MUSA — Nea: NuovaEcologiaArtistica

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Il regno — Contino Gravantes (e le vostre e mie suggestioni)

Fotografia di Gravantes

Mentre osservavamo quella strana scultura simile ad un castello di ghiaccio, trovata nel bosco profondo, qualcosa o qualcuno sembrava osservarci.

Il regno — Contino Gravantes

A me fa venire in mente tantissime cose,
ma le ho zittite tutte,
attendendo le vostre opinioni.


Le vostre suggestioni…

Arcadio🌀Lume – carbonatazione… 😱

@draconide – La mia reazione? Madó che buio… mi si è scaricato il telefonino.. poi ho capito … avevo davanti il nulla totale dove pure mi ci specchiavo dentro! Riflesso della lampadina… mi ha permesso un varco .🤣 ho visto il nulla lo stesso… però che figata…

Tony Pastel – Quel qualcuno osservava che in media un castello di ghiaccio dura più di un castello di sabbia, purché non lo si costruisca sulla spiaggia, meglio in un bosco profondo.

unallegropessimista – non vedo niente.

ivano f – Mmm prova a tirarne fuori qualcuna tu, io zero proprio.

eleonorabergonti – Dunque, dunque, la mia reazione potrebbe essere… Chiamate i pompieri! C’è un edificio che sta andando a fuoco.
Ops, dimenticato un pezzo del commento che prosegue così: “Ah, no, scusate… c’è una festa e, come al solito, sono in ritardo”

buio dentro – diario di un abusato – Vedo un cristallo minerale, ma non frizzante.

Grazie a tutti! Arcadio🌀Lume, @draconide, Tony Pastel, unallegropessimista, ivano f, eleonorabergonti, buio dentro – diario di un abusato!!!


Aggiungo la mia.

Cri cri. Cri cri. Che strano cristallo notturno, rispondi al richiamo delle antiche gabbiette di vetro.

Ti sono inciampato addosso e non hai alzato un fiato. Che ti rompessi poco importava a uno come te e sei rimasto zitto.

Solo ora mi mostri la luce rifratta, solo al suono.
Ed io la seguo, riappoggiandoti al suolo.


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Poche certezze 1

https://66.media.tumblr.com/88ad5b0cbf53fc27aaad14b1eb105026/tumblr_nwdqdbc8U11six59bo1_500.gif
Immagine da qui

Oggi inauguro un nuovo gioco: inserirò un incipit e la fine di un testo (brevissimo, breve, medio, lungo, lunghissimo, boh, non lo decido mica io); chi sa dire cosa è successo in mezzo?

(Non è indispensabile scrivere un racconto fatto e finito, è sufficiente la trama.)

Buon divertimento!


Grazie a Arcadio🌀Lume, Tony Pastel, @draconide, alemarcotti, Kikkakonekka, laborsettadelledonne, @didiluce, eleonorabergonti!

INCIPIT“Non ci sono dubbi, quello che ha aperto la finestra è Ezechiele!”

…………………………………………

FINELa ragazza chiuse la finestra, raccolse con il palmo della mano i resti di sciolina dal pavimento e iniziò a ridere mostrandola al prete.

endorsum

“Non ci sono dubbi, quello che ha aperto la finestra è Ezechiele!”

Ezechiele ha incerato una corda e si è impiccato;
dopo essersi fumato l’ultima sigaretta affacciato

Arcadio🌀Lume

La ragazza ha ordinato la sciolina su amazon e quando suo fratello Ezechiele ha visto arrivare di tutta corsa il corriere ha aperto la finestra altrimenti il pacco lanciato al volo avrebbe rotto i vetri, ma il pacco si è sfracellato sul pavimento e la ragazza mostra i resti del disastro al prete chiedendogli fino a che punto è umano perdonare questo comportamento. Ah, il prete era lì perché stava facendo una raccolta di alimenti a km zero per la parrocchia e la sfortuna della ragazza era che casa sua distava dalla parrocchia 499 metri (arrotondati a km zero).

Tony Pastel

Abitare al piano terra a quanto pare è un incentivo per Ezechiele, il mio coinquilino perché ancora non concepisce l’uso della porta, quando dal capanno deve correre in bagno. Ma quello che più mi dà fastidio è che ogni volta che va nel capanno a incerare i suoi vecchi sci che mai usa, lui non solo spinge la finestra con le mani sporche e salta dentro, ma sporca tutto quello che incontra! Mi sa che deve essere pure inciampato perché a quanto pare ci sono tracce di quella maledetta resina perfino sul pavimento! Un distratto goffo patentato. Prima o poi lo mando fuori! Sì, anche se si avvicina il Natale! Mannaggia … penso al Natale e arriva il parroco di paese… e mi si sta affacciando pure dalla finestra! … quanto mi piacerebbe che anche lui entrasse da lì solo per il gusto di vederlo inciampare e rimbalzare da quanto è tonfo. Tutte le volte che viene è sempre a parlarmi di offerte per riparare la Canonica! Sto ridendo… con lui non ho scampo .. È troppo tondo per passare dalla finestra e quindi mi tocca anche andare ad aprire la porta … “ buongiorno padre Alfio, ah sì mi scusi non le do la mano, stavo ripulendo dove a quanto pare il mio coinquilino ha imbrattato. Ma se vuole può darmela lei visto che con Ezechiele a quanto pare non ci azzecco… e prima o poi lo CACCIO!!” (ridendo) …

@draconide

La ragazza prese le offerte del prete e le lanciò giù dal settimo piano. Vide gli occhi del prete farsi sempre più iniettati di sangue per la rabbia.

Don Fedostero fece per avvicinarsi alla ragazza ed è così che fece uno scivolone da film comico. Ezechiele corse giù veloce, si riempì le tasche di soldi e iniziò a correre verso la libertà.

alemarcotti

Ezechiele è il vecchietto tuttofare nella canonica del prete.
Ha messo la sciolina confondendola con la cera per pavimenti, e poi è scivolato andando dritto sulla finestra. E’ caduto fuori, ma per sua fortuna era al piano terra e si è solo preso un bello spavento.

Kikkakonekka

Ad Ezechiele piace pattinare e, per poterlo fare senza andare al Palazzo del ghiaccio, ha applicato della sciolina su tutto il pavimento della stanza. Finalmente tutto è pronto e piroetta su piroetta alla fine cade a terra, facendo un baccano terribile! La ragazza, insospettita da tanto rumore, si reca nella stanza e insieme ad Ezechiele apre la finestra. Entrambi si affacciano e sognano ad occhi aperti.

laborsettadelledonne

Ma non è che è quel Ezechiele 25:17 di Pulp Fiction? 

@didiluce

Ezechiele e la ragazza sono due fidanzati in procinto di sposarsi ma lei non è molto d’accordo perché chi ha insistito per unirsi in matrimonio è lui che vuole costruirsi una famiglia dopo che la madre gli ha detto che alla soglia dei quarant’anni doveva trovarsi una ragazza con cui sposarsi. Il giorno delle nozze, la ragazza, per evitare questo passo, mentre lui si stava vestendo è entrata dalla finestra che lui ha lasciato aperto e gli ha messo la sciolina sul pavimento della cucina, poi è scappata. Quando il ragazzo è andato in cucina per prepararsi un caffè è scivolato e si è rotto entrambe le gambe. Risultato? Matrimonio saltato, il ragazzo ne ha minimo per sei mesi ed intanto la ragazza si è già trovata un altro che a sposarsi non ci pensa proprio. 😀

eleonorabergonti
La ragazza chiuse la finestra, raccolse con il palmo della mano i resti di sciolina dal pavimento e iniziò a ridere mostrandola al prete.

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Rabbia e Stelle — Krisis

Ringrazio Krisis per questo sguardo all’immenso.

Buona visione!


Autore: Krisis

Rabbia e Stelle

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Merendintervista con Stef! — Atti effimeri di comunicazione

Ecco, questa è una delle tante produzioni “Sara Provasi”, una doppia recensione che mi piace moltissimo.
Non conosco Stefania Memeo (StefOnWater79), la merendintervista è stata un’occasione per scoprirla!

Buona visione!

Ciao a tutti!Vi ricordate che avevo detto che Stefania Memeo a.k.a. StefOnWater79 e io avremmo voluto fare una merenda-intervista insieme? Ebbene, ci siamo riuscite! Vedrete più che altro un’intervista, perché la merenda è slittata per motivi logistici… Ma mentre parlavamo arrivava dalle finestre un potente aroma di brodo! Anche le riprese non sono il massimo, […]

Merendintervista con Stef! — Atti effimeri di comunicazione
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Ostinatamente accanto – Stubbornly alongside

Il testo è stato ispirato da una fotografia di Yolanda. Grazie per avermi permesso di portarla qui sulle pagine beige!
(Il testo è tradotto in inglese con deepl.com)

The text was inspired by a photograph of Yolanda. Thank you for allowing me to bring it here on the beige pages!
(The text is translated into English with deepl.com)

Immagine di Yolanda – Image made by Yolanda

Ostinatamente accanto.

E così sei tu il secondo, il lindo, quello chiaro. Il gemello buono che la notte dorme. Il fratello senza buchi nei calzini. L’amico sorridente e con la ragazza giusta, la principessa del quartiere.

Sempre tu. Fedelmente vicino. Ostinatamente accanto, sempre impegnato in giuste cose, e quanti altri smaglianti aggettivi potrei trovare per le tue cose.

Non ti avevo mai visto di fronte, ho sempre e solo avuto la vicinanza del costone rugoso. Consola che l’uso logori anche te. Non abbastanza, mai abbastanza, un bel confronto non c’è che dire.

Potrei morire appassito per questo confronto, ma so, io so: tu sei lo specchio che non riflette.


English version

Stubbornly alongside.

So you’re the second one, the clean one, the clear one. The good twin who sleeps at night. The brother with no holes in his socks, The smiling friend with the right girl, The neighbourhood princess.

Always you. Faithfully close. Stubbornly near, always engaged in the right things, and how many other bright adjectives could I find for your things.

I had never seen you in front of me, I only had the proximity of the wrinkled edge. it’s comforting that use wears you down too. Not enough, never enough, a good comparison no doubt.

I could die withered by this comparison, but I know, I know: you are the mirror that does not reflect.
(in Italian the verb reflect also has the meaning of think.)

Speglar, arbetsplats — Yolanda – “Det här är mitt privata krig”
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Pass per ogni cosa — ✩ The FAMILY ⛧ Life is a nonsense, be artistic, be magick

Ogni cosa che fai DEVI dirlo allo Stato (usando il greenpass) ma non chiamarla dittatura perché le scimmie ammaestrate ti riderebbero in faccia. Un controllo così invasivo della popolazione che neppure Adolf Hitler si sarebbe sognato di avere. Le schedature della IBM erano lontane anni luce dalla capillarità dei risultati odierni. Pensare che quando studiavo […]

Pass per ogni cosa — ✩ The FAMILY ⛧ Life is a nonsense, be artistic, be magick
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LE DOMANDE ESPLICITE -4

Immagine da qui

Eccoci alla 4° puntata della rubrica! (E chi l’avrebbe mai detto.)

NOVITÀ!

Da oggi faranno la loro comparse le DOMANDE IMPLICITE
(suggerite da ilnoir)

Compariranno un po’ come parrà a loro:
nei commenti, nelle considerazioni, nella trattazione.
Non importa chi le formalizzerà, loro ci saranno!

La domanda di oggi è di Giuseppe La Mura.
(Lascio in sospensione la domanda di Alessandro Gianesini, per quando ricomparirà sugli schermi, quindi anche la conseguente domanda di BD, poiché richiede un’interlocuzione con Alessandro.)

È un’impresa rispondere, lo riconosco, ma non intendo nascondermi dietro a un dito e dirò la mia, con la consueta verve!

La domanda è questa:

Come farmi fare soldi?

Se anche tu vuoi incrementare sensibilmente le tue risorse economiche clicca QUI

Buon divertimento!


COME FUNZIONA?

Come funziona la rubrica? A fronte di domande esplicite darò risposte esaurienti. Cosa sono le domande esplicite? Le domande esplicite sono quelle che non tergiversano e vanno dritte al punto. Il punto in genere è caldo, scottante e per questo la pagina dedicata sarà accessibile tramite una password. Non risponderò alle domande esplicite rivolte alla mia persona. (Troppo facile? Sì!)


Le vostre domande:

Sabine Stuart De Chevalier

Come posso fare se un uomo con un gattino tatuato sull’ombelico m’invita una prestazione orale? (Risposto!)

Adriano

È giusto chiedere al proprio/alla propria partner quali sarebbero le sue fantasie sessuali più audaci? (Risposto!)

(Alessandro Gianesini

Ok, mi hai convinto: qual è il segreto per uno spiedo perfetto? 😮

BD

Ma Ale che intende per spiedo?)

Giuseppe La Mura

farmi fare soldi. (Risposto!)

Dueppi & un Punto

Domanda: ma se uno adora gli scheletri, ha dei problemi mentali seri? Grazie.

andream2016

Come girare un film porno con le amiche e gli amici? Sembra facile, ma tra il dire ed il fare sesso davanti ad una telecamera ce ne corre.

ilnoir

Tra le domande che mi vengono in mente c’è: ma se ti indico una gelateria, voglio un gelato? Voglio comprare un nuovo negozio di gelati? Mio zio è nel ramo dei gelati?

alemacotti

La mia…Come si fa ad essere sul pezzo se perdi pezzi in giro?

Domanda: come faccio a fare 100 cose contemporaneamente con due mani e un solo cervello??? Perché sembra facile ma non lo è.

Bharath Upendra

I wanted to ask something too but I have no idea what. So I’ll just drop a nonsensical comment and expect you to somehow make sense of it. Makes sense??
(Anch’io volevo chiedere qualcosa ma non ho idea di cosa. Quindi lascerò cadere un commento senza senso e mi aspetto che tu in qualche modo ne dia un senso. Ha senso?)

ilnoir

Mi sembra evidente, quindi è evidente?


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Lunedì 4 Ottobre 2021 — Emanuele Cazzaniga

Ringrazio Emanuele Cazzaniga per avermi lasciato portare a casa queste fotografie darkissime! Illustrerebbero egregiamente qualsiasi racconto nero.

Buona visione!


Lunedì 4 Ottobre 2021

Piove a dirotto da stamattina; speriamo che l’acqua non faccia cadere tutte le foglie, altrimenti… addio ai colori autunnali! Non oso pensarci. Sei scatti serali con l’iPhone, convertiti in bianco e nero con Snapseed (diavolerie digitali…).

Lunedì 4 Ottobre 2021 — Emanuele Cazzaniga

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Strani addebiti PostePay da Google Play senza autorizzazione, Malware? — Vitforlinux blog di Linux, Opensource, soluzioni, tecnodeliri e chiacchere

Leggo su Hackerjournal.it e diffondo. Si tratta di piccole cifre ma ripetute… così da passare inosservate, ma poi fanno totale e possono anche svuotare il conto. Sulla pagina di HackerJournal si riceve il consiglio di segnalare a PosteItaliane e fare denuncia. Io rimango della mie solite vecchie idee: Meglio non mettere il portafoglio in altri […]

Strani addebiti PostePay da Google Play senza autorizzazione, Malware? — Vitforlinux blog di Linux, Opensource, soluzioni, tecnodeliri e chiacchere

Blog in modalità automatica, ci vediamo lunedì!

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La più bella del mondo

Questo articolo mi ha fatta saltare sulla sedia.

Ve lo ripropongo.

Buona lettura!


Autore: ivano f

La più bella del mondo

Pubblicato da ivano f in 11 ottobre 2021

   La Costituzione della Repubblica Italiana dovrebbe essere conosciuta da tutti, dovrebbe essere insegnata come si deve nelle scuole. Chiunque dovrebbe poterne discutere in piena libertà e con cognizione di causa, in fondo si tratta della legge fondamentale dello Stato. Invece i costituzionalisti sorridono e vorrebbero essere gli unici a dialogare su di essa. Anche se questa pretesa di dover essere gli unici a interpretare la (ribadisco) legge fondamentale -su cui poggia tutta la costruzione statale da cui dipendono doveri e libertà (la vita!) di tutti- ha un chiaro sapore di classe sacerdotale, ha comunque un suo senso: la Costituzione contiene varie espressioni gonfie di retorica, e la retorica fa rima con vaghezza (vi dico di sì 😀 ); inoltre lascia ampi spazi vuoti, che inevitabilmente devono essere riempiti quando bisogna metterla in pratica. Abbiamo bisogno dei sacerdoti per interpretare quella vaghezza e per offrirci valide deduzioni su quegli spazi- pur se è inevitabile che fra loro le opinioni siano discordanti.
Proprio uno scritto di uno di quei sacerdoti ha reso chiaro ai miei occhi le conseguenze di qualcosa che nella Costituzione non viene detto esplicitamente, qualcosa che mi ha fatto fare un salto sulla sedia e di cui non so quanti si rendano conto:


“Il Governo non è un organo a termine: esso rimane in carica, infatti, sin quando le Camere non gli revochino la fiducia o non decida di dimettersi.”

 “Il Governo può dimettersi anche[…]:
in seguito ad elezioni generali, al fine di accertare la permanenza del rapporto fiduciario. Una norma di correttezza costituzionale vuole che il Governo si dimetta anche se le elezioni abbiano confermato la maggioranza al potere; ma, secondo un’altra norma di correttezza, il Presidente della Repubblica respingerà le dimissioni.”

 (Diritto costituzionale – Temistocle Martines)

Secondo la più bella del mondo potremmo benissimo avere un Governo permanente. Al tempo mi è venuto un brivido ma mi sono sùbito tranquillizzato, convinto che una situazione del genere sia solo un caso di scuola, impossibile da riscontrare nella realtà. Dopo uno stato di emergenza così prolungato però sono più suggestionabile… Ma andrà tutto bene. Non vi sembra così inquietante? Ora provate a rileggere le citazioni con questa musica in sottofondo…


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Dopo il diario cinese – 2

Timbro con il pittogramma cinese di Aldo Terminiello

Aldo Terminiello (l’autore del mio avatar), dopo il bellissimo Diario cinese, ha illustrato un romanzo.


Il romanzo, satirico e satanico, si intitola
MDP – La Multinazionale della Pace,
è scritto da
L. V. Raiola.

Ne ho già parlato QUI, ma oggi ho avuto modo di avere anche il secondo capitolo.

Buona lettura!

Immagine di Aldo Terminiello

“I programmi di denuncia sociale erano il miglior humus del degrado sociale.”

Tratto da MDP – La Multinazionale della Pace di L.V. Raiola
Immagine di Aldo Terminiello
Copertina di MDP – La Multinazionale della Pace (Immagine di Aldo Terminiello)

111 pagine, 8 illustrazioni in b/n
paperback €9,00
ebook €4,00
gratis su Kindle Unlimited.


DIARIO CINESE, di Aldo Terminiello

Diario Cinese, pp. 300 a colori, €10 (incluse spese di spedizione).
Contattate Aldo Terminiello tramite il form.

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5 cose che ancora non sai sui Finti Lego

immagine di Aurelio

RINGRAZIO AURELIO PER AVER CIBATO LA MIA INSAZIABILE CURIOSITÀ!


Viviamo Tempi in cui è sempre più difficile distinguere ciò che è vero da ciò che non lo è. Lo sa bene endorsum che ci chiede di trattare oggi l’argomento: 5 cose che ancora non sai sui Finti Lego.

1) Copie (quasi) perfette: come è possibile che un oggetto così complesso e carico di alta tecnologia come il mattoncino Lego sia stato copiato in maniera quasi perfetta? Il motivo è semplice, quanto sorprendente: i Finti Lego in realtà non sono copie di un Lego originale, ma sono copiati da una copia di un mattoncino Lego, conservato al Museo del Copyright di Pechino sotto una teca di finto cristallo di Boemia. Per questo motivo sono QUASI identici.

2) Un dolore lancinante: come tutti sanno il mattoncino Lego è stato progettato con un unico vero scopo: disperdersi per la casa, mimetizzarsi con l’ambiente e infine farsi calpestare a piedi nudi causando il maggior dolore possibile. Proprio l’anno scorso, la facoltà di Riflessologia Plantare del Wyoming (USA) ha pubblicato uno studio in cui si evidenzia che i Finti Lego causano un dolore inferiore di 5 Punti della scala Brick rispetto agli originali.

3) Come riconoscere un Finto Lego da uno originale? Su questo enigma a Billund (città danese ove sorge la sede della Lego) si scervellano da un bel po’. L’analisi chimico-fisica del materiale, che ovviamente un consumatore normale non può fare da solo a casa, sembrava fino pochi mesi fa l’unico sistema valido per dirimere la questione. A Maggio di quest’anno il colpo di scena: la Divisione Neuro Scienze della Lego ha realizzato un additivo psicopolimerico che, aggiunto alla mescola, produce mattoncini in grado di urlare a squarciagola se incastrati con pezzi non originali. Scacco matto falsari di giocattoli!

4) Ogni novembre, dal 2001, nel Comune di Barzotto (BG) si organizza la Mostra Del Lego Finto. Partita in sordina nei primi anni, si è via via ampliata raggiungendo le dimensioni di un vero e proprio evento globale. Per l’edizione 2021 sono previste le partecipazioni di 75 paesi, ognuno con il suo carico di Finti Lego, pezzi da collezione e autentiche rarità. Una curiosità: nel 2012 lo stand del Lussemburgo venne estromesso dalla kermesse per aver esposto un mattoncino Lego originale.

5) Per diffondere i Finti Lego il Governo Cinese ha spedito in orbita una stazione spaziale internazionale costruita unicamente da mattoncini di Finto Lego e sta progettando, per il 2024, la costruzione della prima base lunare, con lo stesso materiale. Sgomento in Danimarca per l’adesione di Finlandia, Norvegia e Svezia al progetto. Una busta anonima con sei mattoncini Lego originali è stata recapitata al ministro dello Spazio cinese. L’ONU indaga.

E così anche oggi sappiamo come stupire i nostri amici in pausa caffè. La settimana prossima, grazie al calzante suggerimento di BD, parleremo delle 5 cose che ancora non sai sugli alluci incarniti.

E tu, lettrice/lettore curioso, di che cosa vorresti leggere in questa rubrica? Scrivilo nei commenti: entra anche tu nel meraviglioso Club di 5 cose che ancora non sai!

 […]

5 cose che ancora non sai sui Finti Lego — LaChimicaDelleLettere

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Chi cercava gli ultracorpi? #Endorsum

Chi cercava gli ultracorpi? #Endorsum — Evaporata

Un’altra incredibile testimonianza!

Evaporata, non temere, ci siamo (quasi)!!!

TUTTO ACCADE
E COSÌ DEL NULLA.

endorsum

CI SONO:

ALEMARCOTTI
ADRIANO
SILVIA
GIANNID
TONY PASTEL
ANDREAM2016
ANTARTICA
RAFFA
SILVIATICO
DEBOROH SENSITIVESON
VIKTOR SPIDER
LA PASTEL GRIS
ILNOIRE
BD
ALESSANDRO GIANESINI
KIKKAKONEKKA
ALIDADA
GRAVANTES
YLENIAELY
SARA PROVASI
ROBERT C DAY
CARASSIUS AURATUS
ARCADIO LUME
EVAPORATA
MALINCONICA SORRIDENTE

ANONIMA/O
e, per gentile intercessione di Silvia (“Ok supergirl con i suoi ha detto che ci sta!”), loro:

VINCEREMO!

e

VINECEREMOLO!

(Remo ha detto che non può più)
– incitazione di Adriano

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Dedicato alle donne – 3

Continua l’avventura della rubrica dedicata alle donne. Oggi vi propongo un accurato e utile articolo di Sara Beltrami. (Il Predicato verbale)

Come ho già avuto modo di dire, l’informazione è il primo passo per conoscere e iniziare a pretendere la considerazione dovuta all’altra metà del mondo: le donne.

Ringrazio fin da ora anche gli uomini che vorranno appassionarsi all’argomento, pensando alle donne, piccole o grandi, che hanno accanto (ma anche quelle a 5 metri e più).

Gli articoli precedenti sono:
Dedicato alle donne – 1;
Dedicato alle donne – 2.

Buona lettura.


Autrice: Sara Beltrami

Uno studio conferma l’efficacia dell’osteopatia sul dolore pelvico nell’endometriosi.

Nella primavera di quest’anno alcuni giornali hanno riportato gli esiti di uno studio svolto su 160 pazienti affette da endometriosi, con l’obiettivo di indagare l’efficacia del trattamento osteopatico nel dolore pelvico cronico causato dall’endometriosi.

Chi segue questo blog avrà notato come io abbia cercato di raccontare, nel corso di questi mesi, in cosa consista la medicina manipolativa e il trattamento osteopatico , la terapia manuale e miofasciale, e vi ho infine parlato anche del caso che riguarda il riconoscimento dell’osteopatia.

Negli anni associazioni di pazienti, studenti e operatori hanno partecipato a studi e tesi condotte su campioni di donne affette da endometriosi da parte delle scuole osteopatiche. Inoltre la letteratura internazionale riporta già numerosi esempi di come l’osteopatia si sia fatta notare per i benefici sulla sintomatologia dolorosa. Nel caso dell’endometriosi, il sospetto che l’osteopatia potesse migliorare la funzionalità del pavimento pelvico, ridurre il dolore durante i rapporti e in generale la sintomatologia dolorosa, o riequilibrare le funzioni gastrointestinali esisteva già.

Lo studio che riporteremo nelle prossime righe, restituisce alla comunità di pazienti un dato significativo che riguarda anche la possibilità di ridurre l’utilizzo di farmaci antidolorifici e antinfiammatori da parte delle pazienti con endometriosi. Le manipolazioni osteopatiche non curano l’endometriosi di per sè, ma questo studio ha riportato con chiarezza l’ efficacia sul dolore pelvico cronico nell’85% dei casi.

Per queste ragioni la pratica osteopatica, ha molto a che vedere con la prevenzione e la riduzione dell’impiego di farmaci non strettamente necessari (in particolare in campo antalgico, di antinfiammatori e antidolorifici), con effetti positivi sulla salute dei pazienti ma anche sulla riduzione di costi sanitari non giustificati. Anche una revisione pubblicata sulla rivista internazionale Advances in Therapy ha recentemente confermato l’efficacia del trattamento osteopatico sul dolore cronico.

Questa consapevolezza non ha solo conseguenze sull’impatto del dolore cronico in termini di costi sanitari, che un recente rapporto di Federconsumatori ha stimato aggirarsi intorno ai 2 milioni di euro, ma anche sulla qualità della vita delle pazienti, già duramente colpite da un uso massiccio e prolungato di farmaci, e da una spesa ancora oggi non coperta da esenzione che si aggira tra i 500 e i 2000 euro all’anno in media, tra farmaci e diagnostica.

Molto spesso purtroppo l’utilizzo di farmaci che restituiscano un immediato sollievo risulta seducente, e non potrebbe essere altrimenti. Quando si sta male, quando si scivola in un baratro di dolori quotidiani, si desidera solo stare bene, nel più breve tempo possibile. Oggi sappiamo, anche grazie a questo nuovo studio, che il sollievo effimero di un antidolorifico può essere evitato a lungo anche attraverso un percorso osteopatico. Si tratta di un’altra via per la salute, da intraprendere con la giusta pazienza, consapevoli che potrebbe non bastare un singolo trattamento. Un po’ come quando si tenta di ridurre l’infiammazione attraverso l’alimentazione. Salvo la presenza di allergie o intolleranze, non sarà riducendo o eliminando questo o quell’alimento che avremo da subito i risultati sperati, ma sarà grazie ad un impegno costante. Insomma, questo studio conferma, ancora una volta quanto la partita con l’endometriosi si giochi solo in squadra, con una squadra multidisciplinare.

A proposito di questi risultati ho deciso di intervistare la Prof.ssa Simona Melegari, che ha condotto lo studio, e che ringrazio per le preziose spiegazioni che troverete nelle prossime righe. La Dott.ssa Melegari è attualmente Docente C.I.O., Responsabile del percorso “ Osteopatia Donna” e dell’insegnamento di Osteopatia Viscerale, specializzata in Osteopatia Ginecologica e Pediatricadocente all’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, Policlinico di Modena, collabora con diversi ginecologici e ha seguito per 6 anni questo studio sul trattamento del dolore pelvico cronico nell’endometriosi.

Dott.ssa Melegari, molte donne trascurano o non conoscono il ruolo dell’osteopata in un approccio multidisciplinare per il trattamento dell’endometriosi. Può spiegarci in che modo le donne affette da endometriosi possono trovare beneficio dall’osteopatia? 

L’Osteopatia è una Medicina Manuale molto efficace nel trattamento di tutte le sindromi dolorose, anche polifattoriali. L’Endometriosi è una patologia  molto complessa, che presenta svariati sintomi causati da numerose cause legate sia alla malattia stessa che alla storia clinica della paziente.

In questi 10 anni ho valutato e trattato centinaia di pazienti con Endometriosi sintomatica, operate o non operate, con risultati eccezionali. Il trattamento dell’endometriosi e’ molto complesso e necessita di grande esperienza e lavoro d’equipe con i ginecologici che fanno diagnosi. La valutazione osteopatica della paziente affetta da Endometriosi e dei suoi sintomi che presenta motivo è sempre globale. 

Dopo aver valutato attentamente il funzionamento della pelvi e della colonna vertebrale lombo-sacrale da un punto di vista articolare e bio-meccanico (spesso responsabile di dolore riferito in zona pelvica) passo alla valutazione di tutto il sistema muscolare del pavimento pelvico (che può essere responsabile della Dispareunia, cioè del dolore durante i rapporti sessuali).

In ultima analisi, ma non per importanza, valuto e tratto tutto l’apparato genito-urinario e addominale con tecniche viscerali, spesso sede di fenomeni aderenziali o di ridotta mobilità, di retrazioni cicatriziali che alterano in modo significativo la fisiologia di tutto il complesso addomino-pelvico.

Dopo aver risolto o migliorato le disfunzioni presenti proseguo con un lavoro di reinformazione neurologica di tutto il sistema, cerco di abbassare il livello di infiammazione che attiva e mantiene e il dolore pelvico e di togliere tutta la componente di dolore mio-fasciale.

Uno studio condotto insieme al Dott. Alboni su quasi 200 pazienti ha dimostrato come la terapia manuale possa attutire o eliminare il sintomo doloroso… dopo anni di farmaci sarebbe una straordinaria notizia per le donne. Ce ne può parlare?

Lo studio condotto da me ed il Dott. Alboni ha portato risultati sorprendenti ed entusiasmanti. Le pazienti trattate all’inizio presentavano dolore pelvico cronico 8-10/10, dispareunia 8-10/10 e molti altri sintomi quali dolore e/o difficoltà durante la minzione e la defecazione, lombalgia, pubalgia, dolore addominale, stipsi/diarrea, ecc. Dopo 3 sedute il pain score calava a 3/10 in media, per arrivare a scomparire verso la 5/6 seduta nel 95% dei casi.

Parliamo del pavimento pelvico: quanto e come può essere importante prendersene cura per ottenere un miglioramento dei sintomi?

Il pavimento pelvico è un sistema muscolare a più piani molto complesso, forte e delicato nello stesso tempo. Pochissime donne ne conoscono il funzionamento ma nemmeno l’importanza in relazione ai sintomi vari che presentano nel corso della vita. In relazione ai sintomi dell’endometriosi è di fondamentale importanza il suo buon funzionamento. Lo riscontro in 9 casi su 10 fortemente contratto e dolente, al punto da non permettere i rapporti. Questa contrattura in parte è dovuta alla malattia (e quindi è locale) ma in parte a fenomeni di infiammazione più centrali, che attivano il meccanismo del dolore cronico e di conseguenza la contrattura. La memoria del dolore è quasi sempre presente e questo porta la paziente a stare in una sorta di atteggiamento difensivo, di scudo.

Per questo motivo ho attivato parallelamente alle mie sedute di osteopatia un corso per le pazienti dove insegno a prendersi cura attivamente del proprio pavimento pelvico attraverso esercizi e video lezioni.  Non può esserci cura e benessere senza consapevolezza. Devo dire che per ora sono tutte molto soddisfatte dei risultati e questo consente loro di mantenere i risultati ottenuti con il mio protocollo di lavoro.

Dove possiamo trovarla?

Ricevo nel mio studio “OSTEOPATIA DONNA”  a Reggio Emilia in via Ernesto Che Guevara, 2 .

Tengo corsi di formazione in Osteopata Ginecologica per osteopati che vogliano formarsi nel campo dell’endometriosi, del trattamento della donna in gravidanza e puerperio e in menopausa a Parma, a Milano e a Bologna. 

Per informazioni potete consultare il mio sito www.simonamelegari.it o la mia pagina Instagram @dr.ssa_simona_melegari

Il mio numero di telefono è 358022549

La mia eMail: studio@simonamelegari.it

La riproduzione del testo, anche parziale, è vietata salvo consenso scritto.

Uno studio conferma l’efficacia dell’osteopatia sul dolore pelvico nell’endometriosi — Il Predicato verbale
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LE DOMANDE ESPLICITE -3

Immagine da qui

Eccoci alla TERZA puntata della nuova rubrica LE DOMANDE ESPLICITE.

Come funziona la rubrica? A fronte di domande esplicite darò risposte esaurienti. Le domande esplicite sono quelle che non tergiversano e vanno dritte al punto. Il punto in genere è caldo, scottante e per questo la pagina dedicata sarà accessibile tramite una password.

Non risponderò alle domande esplicite rivolte alla mia persona. (Troppo facile? Sì!)

NOVITÀ!

Da oggi faranno la loro comparse le DOMANDE IMPLICITE
(suggerite da ilnoir)

Compariranno un po’ come parrà a loro:
nei commenti, nelle considerazioni, nella trattazione.
Non importa chi le formalizzerà, loro ci saranno, anzi, già ne vedo un paio far capolino nell’articolo in risposta…

La domanda di oggi è di Adriano.
È un’ottima piccantina, come è giusto che sia.

La domanda è questa:

È giusto chiedere al proprio/alla propria partner quali sarebbero le sue fantasie sessuali più audaci?

Fatta la domanda, quale sarà la mia risposta esauriente?

Clicca QUI e digita la parola FANTASIE, maiuscola.

Buon divertimento!

PS: per chi non riuscisse ad accedere alla pagina, consiglio di copiare e incollare questo: FANTASIE

Le vostre domande:

Sabine Stuart De Chevalier

Come posso fare se un uomo con un gattino tatuato sull’ombelico m’invita una prestazione orale? (Risposto!)

Adriano

È giusto chiedere al proprio/alla propria partner quali sarebbero le sue fantasie sessuali più audaci? (Risposto!)

Alessandro Gianesini

Ok, mi hai convinto: qual è il segreto per uno spiedo perfetto? 😮

BD

Ma Ale che intende per spiedo?

Giuseppe La Mura

farmi fare soldi.

Dueppi & un Punto

DomandA: ma se uno adora gli scheletri, ha dei problemi mentali seri. Grazie.

andream2016

Come girare un film porno con le amiche e gli amici?Sembra facile, ma tra il dire ed il fare sesso davanti ad una telecamera ce ne corre.

ilnoir

Tra le domande che mi vengono in mente c’è: ma se ti indico una gelateria, voglio un gelato? Voglio comprare un nuovo negozio di gelati? Mio zio è nel ramo dei gelati?

alemacotti

La mia…Come si fa ad essere sul pezzo se perdi pezzi in giro?


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Che si fa oggi?

immagine presa da qui

La casa propone:

UNA GITA AL MUSEO!
Per vedere l’opera di Paola Pioletti prendere il volo;

UN VIAGGIO A MUSALOGIA!
C’è un’incredibile raccolta di esperienze vere o presunte tali, finte o presunte tali, in Cose da Muse.
C’è il cantiere per chi è orfano di quelli edili, in Neologizziamo!
C’è la musica, da ascoltare o da portare, in Se ci cantano, poi ci ballano?

In alternativa lascio qui un’immagine che so ispirare pensieri profondi (magari pure ginnici!).

Buona domenica!


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A mezzanotte sai

mezzanotte (immagine presa da qui)

La normalità ha un modo tutto suo di muoversi.
E così quella nuova.

Non ho resistito e ho portato qui il racconto di ivano f, prendendolo dal suo blog Spunti da asporto. A me è piaciuto molto.

Buona lettura!


A mezzanotte sai

-Vado io- parole sprecate rivolte alla forma che russava nell’altra metà del letto. Nyme si alzò a sedere e si guardò attorno: il buio era anomalo, un buio troppo buio.
-Bice, accendi luci soffuse- ma la casa non rispose e non obbedì all’ordine. Nyme era più seccata che turbata, non era certo quello il problema. Si levò in piedi e indossò la vestaglia, poi raccolse il suo BeSphere dal comodino e se ne servì per rischiararsi la via.
   A questo punto di solito Bice le avrebbe già detto Ciao Nyme, hai bisogno di qualcosa? , invece continuava a tacere. In salotto il silenzio sembrava aver assunto una specie di densità, e ciò significava altra apprensione versata in un vaso che ne era già quasi colmo: ancòra una goccia e si sarebbe messa a gridare?
   A due metri dalla porta d’ingresso si fermò. La casa aveva un sistema di isolamento acustico eccezionale -niente doveva permettersi di turbare la loro composta tranquillità- eppure adesso se tratteneva il respiro riusciva a sentire l’abbaiare disperato di una moltitudine di cani. Guardò le persiane con rassegnazione: solo Bice poteva comandarle.
   Bussarono di nuovo furiosamente, intimando Aprite! , e le sfuggì un No! accompagnato da un saltellino all’indietro. Si avvicinò alla porta e guardò attraverso lo spioncino: fuori c’erano tre uomini travestiti da militari. Non capiva cosa ci facessero lì quando mezzanotte era passata da un pezzo, ma stava per scoprirlo: raccolse le chiavi da un brutto souvenir romano e aprì.
   Le strade erano oppresse da una notte senza luna, e sferzate dal frastuono incessante dei latrati di tutti i cani del quartiere, o forse di tutti quelli della città. Solo uno stanco lampione su quattro era acceso, ma oltre a questa consuetudine Nyme vide qualcosa di meno rassicurante: sulla maniglia di gran parte delle porte era appesa una lampada coi vetri rossi, mentre delle lucciole volteggiavano proprio davanti alle poche porte al buio. L’angoscia della situazione filtrò in lei in un attimo, andando a corrodere ulteriormente le fondamenta della sua sicurezza. L’uomo più vicino alla porta impugnava una minuscola torcia elettrica che puntava qua e là con fare indagatore mentre gli altri due, tre passi più indietro, imbracciavano dei fucili a suo giudizio perfettamente credibili, anche se in realtà non ne aveva mai visto uno prima di allora. I tre non le fecero una grande impressione: non erano né alti né robusti, e le loro uniformi  sembravano perfino di due taglie troppo grandi. Nyme voleva tanto ritornare nella sua silenziosa camera, perciò non attese che fossero loro a parlare:
-Carnevale è passato da un pezzo. Vi sembra l’ora di fare scherzi?-
-Non è uno scherzo. Siamo qui in veste ufficiale- rispose l’uomo con la torcia.
– Sì certo, ufficiale, sentite sono stanca e non ho voglia di storie-
-Ma ha visto o no le nostre uniformi?-
-Sì molto belle, vi saranno costate un occhio, ma andate a mostrarle a qualcun altro-
-Ci faccia entrare-
-OK basta, ho detto che non mi va di scherzare a quest’ora, sono abbastanza grande per sapere che i militari non esistono, chiaro?-
-Da quanto tempo non si aggiorna sulla situazione nazionale?-
-Beeh sono andata a dormire alle undici eee…- Nyme portò il BeSphere davanti agli occhi e gli fece fare un veloce quarto di giro in senso antiorario: la piccola sfera luminescente si staccò dalla sua mano e rimase a levitare cinque centimetri più in su, roteando lentamente. Vide che c’erano ventisei nuove notifiche. Una vampata di calore le salì dallo stomaco e andò ad avvolgerle il viso, ma l’attimo dopo rabbrividì perché aveva notato una foto che le aveva mandato la sua amica Petqi, la foto terribile di un cappio appeso al ramo di un albero, con sullo sfondo un portico che lei aveva riconosciuto anche al buio. Non voleva aprire il messaggio davanti a quei tre ma anche nella piccola anteprima riuscì a lèggere le parole iniziali sotto la foto: “non ce la posso fare”. Oltre non riuscì ad andare perché glielo impedivano le lacrime. Povera Pet, pensò, povera piccola Pet. Alzò lo sguardo verso il soldato.
-Ha capìto cosa succede?- le chiese quello.
-Non… non lo so- la voce le tremava. Le sembrava di camminare all’indietro, mezzo passettino alla volta, senza sapere se lo strapiombo fosse distante centinaia di metri o pochi centimetri.
-A partire dalla mezzanotte noi militari esistiamo, e abbiamo deciso di prendere in mano la situazione. Non avremmo voluto farlo ma non c’erano alternative-
Ora a Nyme sembrava che lo strapiombo fosse ovunque attorno a lei, e che le si avvicinasse restringendole lo spazio vitale, aveva la sensazione di essere risucchiata via, di venire staccata a forza dalla realtà a cui era avvinghiata, e di essere sputata fuori in una realtà completamente altra, nella quale il sole era freddo e le dimensioni erano variabili, nella quale erano gli strapiombi a cadere nelle persone e nella quale il buco che aveva nel calzino sinistro avrebbe potuto essere più importante non solo di lei, non solo dell’intera umanità ma addirittura di tutti gli universi rimanenti.
-Ma cosa…- ora le era difficile parlare, le sembrava persino odioso. Abbassò la testa e fissò il buco nel calzino. Per un solo istante riuscì a sentire il suono del non-colore del buco, il suono dell’assenza, e questo le diede un breve conforto di cui non capì il senso. Poi si riprese:
-Ma cosa volete da me?-
-Lei ci faccia entrare, e noi valuteremo se due persone come voi, che non riescono a stare al passo col mondo, possano essere utili alla Nazione. Vedrà, ci vorrà solo un attimo-

[…]

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