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Palette da matti: i musi

ECCO UN ALTRO FANTASTICO REGALONE! NON C’È NIENTE DA FARE, LE MUSE ISPIRANO AL SOL PENSIERO… ANCHE I MUSI PERÒ!

TRASLAZIONE O PARODIA? IN OGNI CASO GRAZIE NINA!


Palette da matti: i musi

Postato il di Camelia Nina

Dopo la lettura del piccolo manuale di sopravvivenza per Muse scritto egregiamente da Endy (e che potete trovare qui), ho pensato che in questi tempi di lotte per il conseguimento della parità, anche gli uomini meritano un occhio di particolare premura e considerazione.

Perché certe cose accadono a tutti. Indistintamente!

NB Questo articolo nasce come speCulare a quello di Endy, come già detto, ma gode di una sua esistenza autonoma e individuale. Per cui non so se e quando seguiranno. approfondimenti.

Buona lettura.

UOMI!
INUTILE GIRARCI ATTORNO, A QUALCUNO CAPITA, IN QUESTI LUOGHI INTERNETTIANI AMENI ANCHE A PIÙ DI QUALCUNO: SI DIVENTA “MUSI: I SPIRATI”. ADDENTRIAMOCI QUINDI NELLA MATERIA, ABBEVERIAMOCI ALLA CHIARA FONTE DELLA CONSAPEVOLEZZA E IMPARIAMO A VIVERE TALE FELICE STATO IN SERENA LEGGEREZZA.
INIZIA OGGI IL BREVE CORSO DI SOPRAVVIVENZA PER MUSI.

“Cantami o Divo
Di quel peloso Muso
L’irta barbetta che infiniti addusse lutti
ai Clitoridei. Molte (donne n.d.r.), anzi tempo all’Orco,
generose  inflataron (anglicismo) negli oboi,
O erano cani? O augelli? Orrido e infasto
lor pelo rasò (così per Giove!
l’alto consiglio anche sulla tempia), da quando
primamente disgiunse aspra contesa
Tra il Prurito, l’ Artrite e il sivo  (arcaico per sporco) a mille.

Il muso è un veicolo per.
Un forma che attira.
Un abitacolo quando.
Un motore se.
Un’autoscuola, in ogni caso.
La voglia in movimento.
L’ispirazione.
Ma mai, dico mai, una destinazione!

1) VEICOLO: il muso è un veicolo per.
Portare in giro denti e lingua, nonché saliva (saliva indica proprio che è un nesso di trasporto!) in un tempo limitato. È, per così dire, il modo più agevole e veloce per.

2) FORMA: una forma che attira.
Ebbene sì, il muso è una forma della quale poco si indaga il contenuto. Riluce e attira, poiché lucido e riflettente. Riflette ciò che vi si proietta addosso. È uno specchio traslato. Come quello del cesso che denuncia sempre un wc in bella mostra.

3) ABITACOLO: un abitacolo quando.
Quando la vita è triste e cupa, piena di solitudini e frustrazioni, ecco che il muso diventa la giusta e perfetta espressione dell’esistenza.

4) MOTORE: un motore se.
Se il proprio motore è spompato, con all’attivo troppi chilometri macinati e vien meno la spinta propulsiva originale, ecco che il muso rappresenta l’ausiliario del traffico.

5) AUTOSCUOLA: un’autoscuola, in ogni caso.
Dire navescuola  pareva brutto e inappropriato, ma il concetto quello resta.

6) VOGLIA: la voglia in movimento.
Oh, sempre sia benedetta una voglia che si sveglia dai torpori del quotidiano! 

7) ISPIRAZIONE: l’ispirazione.
Ovvero la scintilla crativa, quell’essere divinità cratrice che si esplica non solo nel dar seguito a una progenie, ma nel generare “oggetti” nuovi e personali, talvolta baciati dall’anelito universale.

8) MAI LA DESTINAZIONE: mai, dico mai, la destinazione!
E qui siamo al vero nodo dolente. Il muso non è destinatario di amore, ne è solo la scusa per riscoprirlo.
Ma per ora, copriamolo.

CORRISPONDENZE TRA LE CARATTERISTICHE SUCCITATE, I MUSI E LE ARTI CUI SOVRINTENDONO

I musi

1) Musumeci —》 geografia
2) Aculodigallina —》geometria sacrale
3) Musone —》tragedia
4) Mustang —》 arti meccaniche
5) Duro —》 lirica accorata
6) Mousse (dialettale) —》 g-astronomia
7) Musetto —》 poesia amorosa, musica neomelodica e lirica meroliana
8) Museruola —》 commedia2019 o abbreviato c-19

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Faro!

OK, È UN PO’ FORTINA, MA COME NEGARLO?
DI SEGUITO L’ILLUMINANTE POST SUL NUOVO FARO DELLA CULTURA ITALIANA!
(GRAZIE DEBBY PER IL REGALONE, MA I MIEI POST SONO TUTTI GODIBILISSIMI 😛 )


“Magari i suoi post non sono tutti godibilissimi, niente da dire, ma il leggendario fiuto mondan-letterario di Endorsum ( https://wordpress.com/read/blogs/171106590 ) si conferma quasi infallibile!!!” — Antalgica Poetica

In coda al suo ormai leggendario “Manuale di sopravvivenza per muse” le pagine letterarie dei più letti quotidiani m o n d i a l i s’accendono di riscontri e prese di posizione ….. finalmente è DIBBBBATTITO!!!!!! 😀 😀 😛 😛


Musa a chi? Storie di donne rimaste nell’ombra

di Lara Crinò

Proserpina, di Dante Gabriele Rossetti, raffigura Lizzie Seddal, compagna e musa dell’artista 

Da Lou Andreas-Salomé, che ispirò Rilke e Nietzsche, alla fidanzata di Kerouac, Alene Lee. In un’antologia intitolata ironicamente “Musa e getta”, sedici scrittrici italiane ripercorrono l’esistenza di signore “indimenticabili ma a volte dimenticate”. Per riportarle al centro della scena, come qui spiegano le curatrici del progetto.

tratto da “La Repubblica” online del 1° marzo 2021

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Story-Lenny 10

QUESTO È UN TESTO MANIPOLABILE DAL LETTORE, SIA LA SINGOLA PUNTATA CHE LA TRAMA COMPLESSIVA, A PIACERE.

BREVE RIASSUNTO
Il Narratore irrompe nella quotidianità di un suo personaggio: Cara. Considerandola una propria creatura assume l’atteggiamento di un Creatore Onnipotente. Cara reagisce e resiste, ha una vita e in essa è presente Lenny. Il Narratore, invaghito, alterna seduzione e irrispettoso interventismo per costringerla a lasciare Lenny e dedicarsi a lui soltanto.
Qui, siamo al punto in cui il Narratore ha fatto saltare la cena romantica di Cara e Lenny, spaventando quest’ultimo e costringendolo alla fuga.


Ringrazio (in ordine di apparizione) brunonavoni, Yleniaely, andream2016, Ettore Massarese (fu Franz), raccoltaedifferenziata, Nonna Pitilla, Marco, Sara Provasi, Adriano, Alidada, eleonorabergonti, Evaporata!!!

I materiali sono tutti in fondo. Buon divertimento!


Lenny, torna su! (10)

(immagine da qui)

La porta si apre piano. Dal pianerottolo giunge una voce “Lenny, torna su!”, ma non pare ottenere risultati. Cara rientra furiosa. La porta si chiude piano, autonoma.

– Dobbiamo parlare!

È bellissima… vestita per sedurre e arrabbiata. Pare sarò io il fortunato a goderne appieno.

– Eh no, caro!

Non vuoi un goccio di vino? C’è il decanter, il tuo bicchiere preferito, sei sempre più soave dopo un bicchiere di vino.

Soave un par di palle, Narratore!

Ahi… non è un bel segno quando mi chiami per nome. Siediti, su, non ti affaticano quei tacchi alti? Non hai voglia di toglierli, massaggiarti le piante dei piedi, allungare le belle gambe sul divano e ascoltare magari un po’ di musica d’atmosfera? Non hai voglia poi, magari, di accarezzarti languida il ventre e…

– Ma la pianti? Ho detto che dobbiamo parlare!

Va bene.

– Così non si può andare avanti. Ho una vita io!

Lo rispetto.

– Non è vero! Non ti limiti a osservare, tu vuoi dirigere il mio presente! Per non parlare del futuro.

So che la cosa ti disturba, ma è nell’ordine delle cose. Io sono il tuo Narratore.

– Non me ne frega un cazzo di chi sei! Non ti ho evocato come uno spirito dell’Oltretomba!

La situazione non cambia.

– Sì invece… io, io voglio che tu te ne vada.

No.

– Sì.

Lo sai, poi ti manco, lo hai ammesso ieri.

– Ieri non avevo idea della piega che avresti preso!

Lo sai da sempre qual è la mia piega, non ho mai nascosto l’essere un manipolatore!

– Stai alzando la voce?

Sì!

– Ah!

Cosa stai facendo adesso?

– Vado da Lenny!

No!

– Sì!

Ah!

– Non aspettarmi!

L’ho appena mandato a giocare a calcetto!

– No!

Sì!

– Ah!

Esco, non aspettarmi!

– No!

Sì!

– Ah!

Cara resta inebetita dallo scambio appena avvenuto. La finestra si chiude piano.

LETTORE M

Ma Cara esisterà ancora senza il narratore? Son curiosa!!!

Nonna Pitilla (24-2-2021 ore 19:06)

A sorpresa arriva Hannibal the cannibal che si mangia il narratore così Cara può fare quello che le pare.
Però, ormai, Hannibal è entrato nella storia, quindi…
Ah…stai attenta anche tu, perché lui riesce a materializzarsi in qualunque momento alle tue spalle.
Magari stanotte mentre dormi.
Compra un pacco grande di Arbre magique alla vaniglia dolce, e mettili tutti intorno al letto, so che Hannibal li detesta.
Insomma un po’ come quando girano i vampiri e bisogna circondarsi di aglio, che poi non è detto che tutti i vampiri mordano il collo per succhiare sangue.
Io ne conosco uno che…ti ho mai raccontato la storia di Biancaneve e Dracula?

Evaporata (24-2-2021 ore 19:45)

VOCE FUORI CAMPO

Beh, Cara deve pur realizzare prima o poi che senza il Narratore lei cesserà di esistere, quindi deve agire con furbizia per allontanarlo da sé senza eliminarlo dalla sua vita. Penso che dovrà cercargli un diversivo che lo occupi, un qualcosa come nel film di Wargames in cui computer bellico sta per distruggere il mondo, ma gli eroi gli insegnano il gioco di filofiletto e così lui si distrae e tutti vissero felici e contenti. Ora c’è da pensare quale potrebbe essere un buon diversivo… no?

Alidada (24-2-2021 ore 23:52)

LETTORE E

Secondo me, dopo questa discussione, il Narratore se n’è andato a giocare a calcetto insieme a Lenny ma siccome è una pippa a giocare a calcetto l’hanno messo in porta, è stato notato da un talent scout ed ora è il portiere di riserva dell’Italia per gli Europei di quest’anno.

eleonorabergonti (26-2-2021 ore 10:00)


STORY-LENNY è un gioco di trame. Ecco qualche informazione in più QUI.

Si può giocare in diversi modi:

  1. Contributi interni alla singola puntata (comunque autoconclusiva);
  2. contributi di stravolgimento della trama complessiva;
  3. contributi esterni a piacere.

Per chi vuol cercare il pelo nell’uovo ammetto che sì, camuffate vi sono alcune pubblicità occulte… trovatele se ne siete capaci!
Ricordo mestamente che a chi tocca non si ingrugna e che i botta e risposta sono leciti, anzi sono i benvenuti.
Da oggi è possibile attaccare trame a quelle altrui! Anche nelle puntate precedenti.

Poi ci sono i super supporti HARD e DIVERSAMENTEHARD alla trama, i divertenti Extra-Lenny 1, Extra-Lenny 2 e Extra-Lenny 4 e Extra-Lenny 5 di Andream2016 e l’Extra-Lenny 3 di Sara Provasi – (Grazie!)


RIEPILOGO AGGIORNATO DEL CAPITOLO

  1. Lenny è scappato dalla cena romantica spaventato dal “BU!” del Narratore.
  2. Cara affronta il Narratore e lo vuole fuori dalla sua vita.estita da sera e decide d’ntervenire spaventando Lenny.
  3. Dopo un botta e risposta tra i due, il Narratore se ne va.
  4. Mentre il Lettore M si chiede se esisterà ancora Cara senza Narratore, fa il suo ingresso Hannibal che se lo pappa lasciando Cara libera e bella.
  5. Hannibal minaccia le notti dell’autrice (me, io).
  6. La Voce fuori campo si interroga su come Cara possa, per sopravvivere senza il Narratore, distrarlo in altro. In questo vien utile la metafora di “Wargames”, ma il modo è da pensare…
  7. Il Lettore E ipotizza che il Narratore sia andato a giocare a calcetto con Lenny. Essendo una schiappa e messo in porta, potrebbe essere stato adocchiato per occupare la panchina come portiere dell’Italia agli Europei.

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E Lenny?

– E Lenny?
(Mi ha chiesto l’Ulivo Pensante.)
– Torna.
(Ho risposto all’Ulivo Pensante.)
– Ah, ecco.
(Ha … l’Ulivo Pensante.)


Nel frattempo, per il diletto di tutti, allego i link dei PROIBITI, BOLLENTI, SUPERSEXY E FINANCHE PORNO Extra-Lenny!
Non ingozzatevi!

Grazie ad ANDREAM2016 e a SARA PROVASI!!!
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tre tree

Sono stata a trovare MANUEL sul suo bel blog e, come sempre accade quando son dalle quelle parti, mi ingolosisco e gli chiedo di portare a casa un ricordo della visita: le sue immagini.

Ho aggiunto anche tre miei scritti tree. Non ho resistito.


LA PRIMA VOLTA

La prima volta che mi sentii albero, fu a un risveglio.
Dopo una lunga operazione, avvertii sinapsi.


LA SECONDA VOLTA

La seconda volta che mi sentii albero, fu sotto una nevicata.
Senza guanti. Senza berretta. Senza un tragitto. Ferma.


LA TERZA VOLTA

La terza volta che mi sentii albero, fu sul far di un’ora senza tempo.

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8 sfumature di musa – breve corso di sopravvivenza per muse (4)

MARLENE KUNTZ – Musa

Continuiamo.

prima parte del PICCOLO COMPENDIO DI SOPRAVVIVENZA PER MUSE

D) Il piccolo compendio di sopravvivenza.

7) “Ha iniziato a chiedermi di mandargli immagini di parti del mio corpo per aiutare l’ispirazione.”
L’IMMAGINE: che dire, va a gusti. Alla Musa può piacere essere un po’ esibizionista, sia pur protetta dall’immancabile promessa “tengo l’immagine per me, ma se vuoi la cancello all’istante”. Attente a cosa mandate però, oh Muse, potreste pentirvene amaramente ritrovando la vostra patonza a grandezza innaturale sbattuta sui muri della vostra città, o usata in promiscui giri d’affari che non vi riguardano, ma che esistono. L’immagine è tante cose: un trofeo di guerra (e va esposto come ogni buon trofeo, se no che trofeo è?), una stimolazione immaginifico-ghiandolare, un feticcio, un oggetto contro il quale scaricare ire, un simulacro, uno strumento ricattatorio; perciò pensate e valutate con attenzione, uscite per un attimo dallo stato confusional-narcisistico e riflettete sulle conseguenze.
E la fiducia?
…AHAHAHAHAHAHAHAH!
Quindi che foto mando? Il gomito!
Un ottimo consiglio, qualora le richieste fossero incessanti e fastidiose, lo fornisce Biagina Danieli (nel commento del :
“N.7 uhhhhhh….una volta, ma tempo fa, ho inviato foto di un Pisellone enorme, ha smesso di rompere”
Per spirito di servizio, segnalo un luogo in cui poter trovare qualche pezzo d’arte che ben si presta alla situazione (grazie Andream per arricchire ogni giorno il nostro triste immaginario):
cazzi fantastici e dove trovarli – prima parte
cazzi fantastici e dove trovarli – seconda parte

8) “Non vuole che risponda ad altri maschi.”
LA GELOSIA: l’artista polimusico (con più Muse) è, con ogni probabilità, anche un ottimo esternatore di gelosia. E annessi.
Il fatto di dedicare le proprie attenzioni a più Muse lo induce a credere che tutti siano poli-qualcosa e ciò lo porta a simpatiche forme di: stizza, muso, aggressività verbale, dispettucci, sputtanamento, provocazione di senso di colpa, sminuimento, bullismo, sarcasmo, offese in pubblico e in privato, stalking informatico, violazione della privacy.
Se le cose dovessero farsi pesanti, oltre a limitare le forme di accesso alle vostre pagine, è una denuncia ciò che ci vuole: Cyberstalking (sito informativo della Polizia Postale e delle Comunicazioni)

9) “Ho finito i complimenti, ne vuole sempre di nuovi o si offende.
DELL’INSAZIABILE: lo sapete in molte, si parte da un “che carino” e si arriva a “hai sconvolto la mia concezione di eurismo, costringendomi continuamente (ma continuamente continuamente) a trovare significati nuovi e, seppur non volendo, a trovare (ancora trovare e continuamente trovare) inedite suggestioni a O-G-N-I SINGOLA parola (suono, forma, quello che è…).”
Fermate subito la progressione! Non sapete dove potrà infilarvi, anche a rate mensili, se non siete in grado di dire di no! Preparetevi, i capicci non mancheranno, quindi addestratevi tramite qualche seduta con piccoli despoti figli di parenti o amici (la vostra figliolanza è sconsigliata, poiché è necessario un ambito in cui il distacco risulti fin da subito elemento salutarissimo). Appena pronte, regalatevi uno stop, un passo indietro e sì, rischiate tutto, di nuovo, su ciò che davverò sentite per l’opera: che carino!

continua…

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In 6 parole?

In 6 parole!
Il titolo è escluso dal conteggio.

A voi la palla!

TERAPIA

Ripeta: COGLIONE TESTA DI CAZZO!
Meglio?
(by endorsum)

SCORTESIE

«Vecchia io?»
Chiese puntando la Beretta.
(by endorsum)

LUOGHI COMUNI

Voi uomini siete tutti uguali: mangiate.
(by endorsum)

PROTESTA

non riesco a dormire
Porca puttana
(by poetella)

EMPATIE

Ti spezzo un lombrico
nell’occhio!
(by silviatico)

UN BUONGIORNO DEL CAZZO

Devo essere al lavoro alle 6.
(by unallegropessimista)

CONDIZIONE CONIUGALE

Dammi tre parole: sei imbranata amore.
(by Adriano)

CAFFÈ

Quant’è? Un euro e venti!?
(by Alessandro Gianesini)

CINEMATOPEICA

I’m too old for this Shit!
(by romolo giacani)

OSSIMORO

Solo sei parole? Non ci riesco.
(by Raffa)

SUSPANCE

Potrei raccontarti i miei segreti, ma…
(by Centoquarantadue)

CINEMATOPEICA 2

Stupido è chi lo stupido fa.
(by romolo giacani)

DEMOCRAZIA

Dimmi pure: tanto ho ragione io.
(by silvia)

PANDEMIA

ma vaffanc___!
(by titti onweb)

STORIA TRAGICA DOMENICALE

Svegliomi. Sbadiglio. Ed è subito lunedì.
(by EmoticonBlu)

FUORITEMPO

Sono troppo vecchio per morire giovane.
(by Bertow)

PARADOSSO ARITMETICO

Uno, due, tre, quattro e cinque.
(by Bertow)

DECONSTRUCTION

Like a Monkey on a Tree
(by LunaReport)

VALERIA ROSSI

Valeria Rossi: “Tre Parole” sono troppe
(by Kikkakonekka)


Ok, le mie le ho scritte ascoltando questa musica…

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FIAT Duna

ARTICOLO MAGNILOQUENTE!
ADRIANO NE HA COMBINATA UNA DELLE SUE… BUONA LETTURA.

FIAT Duna.

Adriano

N.b.: questo post è stato suggerito durante una chiacchierata con la cara endorsum tra una risata e un’altra, anche in onore e memoria del fu glorioso (?) DunaRaduno Cuore.

Dio non esiste.
– Il Papa dopo aver visto una Fiat Duna.

Io con una lattina di birra ci ho fatto un walkie-talkie, Agnelli c’ha addirittura ricavato una macchina.
– MacGyver sulla Fiat Duna.

È una Uno che non ci ha creduto abbastanza.
– Gli esperti di Quattroruote sulla Fiat Duna.

La Duna è un’auto affidabilissima.
– Uno stuntman sulla Fiat Duna.

Duna bianca… quando guido controvento arranca!!!
– Famoso proverbio sulla Fiat Duna.

Eppur si muove!
– Galileo Galilei sulla Fiat Duna.

In Italia mi ridono in faccia ogni volta che lo dico, ma anche fusa, in età da rottamazione e piena di marocchini, in America ci arrivavo.
– Leonardo Di Caprio spiega che la Duna è meglio del Titanic.

La Fiat Duna è un’auto di dubbio gusto ricavata da una lattina di birra abbandonata.

Storia.

Un proprietario costretto a separarsi dal suo primo amore.

La Duna è stata progettata ai tempi delle guerre puniche (il telaio era di origine 127 color ossido) e prodotta molti secoli dopo quando Lapo Elkann era ancora molto giovane, talmente giovane che l’unica polvere bianca che conosceva allora era il borotalco.

Capostipite di tutte le vetture a tre volumi andate a male, la FIAT Duna deve indubbiamente la sua immortalità alle linee esterne, disegnate da un gruppo di stupratori non ancora identificati, che potrebbero ancora colpire dopo il caso “Dacia Logan” ma che in quegli anni colpirono con altri bei aborti quali Orion, Jetta, R7, Tempra, e altre boiate provenienti da altre vetture sane martoriate e mutilate in cambio di uno scalino e di un bagagliaio non sempre grande.

La famiglia di queste vetture così aerodinamiche si è poi evoluta sfornando una serie di nuovi modelli, tutti sotto copyright della RexElectrolux e della DeLonghi quali:

  • Fiat Uno
  • Fiat Tipo
  • Fiat Regata
  • Fiat Tempra
  • Fiat Palio
  • Fiat Duna

Sostanzialmente telaio, muso e parti meccaniche di questi gioielli della tecnologia erano uguali per tutti i modelli, ma di fatto variavano solo per il sedere e le motorizzazioni (ai tempi il Multijet era solo una squadra di caccia americani). La Duna in particolare ha avuto un tale successo tra il pubblico che ha registrato ben 202 vendite nel mondo, di cui 200 a carico del medesimo acquirente: l’esercito egiziano.

Le Duna hanno permesso agli egiziani di mandare in pensione i cammelli. Il principale uso di queste Duna “militari” era quello di fare da bersaglio per le esercitazioni dei carri armati. Erano particolarmente apprezzate per questo scopo perché si mimetizzavano alla perfezione tra la sabbia del deserto, creando notevoli problemi al cannoniere di bordo, meritando così il soprannome di camaleonti del deserto.

Questo loro pregio ha fatto sì che venissero usate anche in missioni stealth nel deserto. Tuttavia nessuno è tornato vivo da queste missioni, dato che la Duna lasciava i militari a piedi, oltretutto scalzi. L’ultima Duna militare si è guastata nel 1997 durante una ricognizione in Culonia. Attualmente la sua carcassa giace in attesa di demolizione presso uno sfasciacammelli de Il Cairo. La mancanza di pezzi di ricambio non permette la sua riparazione per conservarla come monumento storico in onore al più grande successo della Fiat.

Il rapporto con l’ambiente.

La Fiat Duna è notissima al pubblico internazionale per essere stata una delle primissime automobili, se non l’unica, realizzata interamente in fibra di vetro sfruttando la sabbia delle spiagge italiane.

Lo smaltimento dei modelli attualmente prodotti è in fase di processazione nella discarica del Sahara e in parte delle regioni circostanti.

Alcune note teorie, pubblicate sulla rivista scientifica Nature, propongono l’autocammello come una delle prime cause al mondo di desertificazione. Infatti, gli ingegnosi ingegneri della FIAT si sono scervellati, senza giungere ad alcuna soluzione, nell’evitare di dover ritrasformare la sabbia da vetro in sabbia nuovamente.

Come tutti sanno, è un processo irreversibile regolato dalla formula: c\cdot\sqrt m=\sqrt{\frac F{a\cdot\epsilon_0\cdot\mu_0}}

Curiosità.

Oggi la Fiat Duna viene utilizzata dagli stuntmen di Scuola di pulizia di Mirabilandia per le sue abilità acrobatiche. Ancora oggi rimane infatti l’unica auto al mondo che si ribalta durante un parcheggio.

Una delle due FIAT Duna vendute ai civili è stata acquistata da un vecchietto di 80 anni che era convinto di aver preso un’Alfa Romeo 33. Poco dopo l’affare, il vecchietto morì, lasciando in eredità al nipote tutti i suoi averi. Quest’ultimo rifiutò il testamento quando vide che sarebbe diventato il legittimo proprietario di una Duna. La Duna è stata quindi regalata a Quattroruote che l’ha subito usata per un crash test. Il risultato di quest’ultimo è -2 stelle su 5: perfino il manichino è morto.

Fatti sulla Fiat Duna.

  • Gli sportelli sono un optional presente solo nel modello Evo, che vanta un’unica portiera sul lato guida per accedere ai cinque posti a sedere. Negli altri modelli si accede all’abitacolo attraverso una botola posta al di sopra dell’autovettura.
  • L’unico sportello serve inoltre da alettone frenante in quanto la Duna è basata sul progetto di automobile dei Flintstones.
  • Per procurarsi i pezzi di ricambio per la propria Fiat Duna basta seguirne un’altra, prima o poi li perderà.
  • La FIAT Duna Sport si riconosce dagli altri modelli dalla palla da tennis sul gancio del rimorchio.
  • Nell’ultima pagina del libretto di istruzioni della Duna c’è scritto l’orario degli autobus.
  • I possessori di Duna si conoscevano tutti perché si incontravano sempre in officina.
  • Il possesso di una Fiat Duna in America vi impedisce di sottoscrivere una polizza assicurativa di qualsiasi genere.
  • In Italia il possesso di una Fiat Duna è uno dei pochi crimini per cui si è processati e condannati per direttissima.
  • Secondo la CIA, le armi di distruzione di massa in possesso di Saddam Hussein erano due Fiat Duna modello Weekend.
  • Nel 1992 una Duna fu lanciata in campo da degli juventini durante una partita fra Juventus e Inter. La tifoseria interista fu punita con l’interdizione perpetua dagli stadi per non aver imitato il gesto.
  • L’ideatore della Fiat Duna fu rinchiuso in manicomio non per averla creata, ma per aver pensato di poterla vendere.
  • La Fiat Duna è l’antifurto di sé stessa.
  • La Fiat Duna in verità non si muove: è così orrida che la terra la respinge.
  • La Duna va così lenta che i moscerini si spiaccicano sul lunotto posteriore.
  • La Dacia Logan è la cugina rumena della Fiat Duna.
  • Sebbene avesse fatto cagare chiunque, La Duna Weekend fu resuscitata in Italia come Innocenti Elba (chi la comprò mise la targhetta 127 Panorama) mantenendo all’inizio persino la stessa plancia diversamente bella e lo stesso 1301 benzina diversamente parco. Dopo discreti aggiornamenti (ma poco o niente sulla sicurezza), la vettura sparì dai listini nel 1997 sostituita da un altro capolavoro: la Palio Weekend.

Altro.

Epilogo di una Fiat Duna.
Una Duna dopo essere stata riconvertita.
Una Fiat Duna dopo aver percorso 50 metri su una pista da Rally.
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Chi l’ha scritto? -SPECIALE-

(opera di Adriano)

IMPORTANTISSIMA INDAGINE!!!

La nostra REDAZIONE si è fatta carico di indagare nel delicatissimo ambiente degli scritti senza paternità/maternità. Il caso è stato individuato dal nostro reporter Adriano (sempre sul pezzo!).
Raccogliamo e rilanciamo l’appello di questo scritto:

PAPÀ (MAMMA),TORNA A CASA E RICONOSCIMI!!!

Chiunque avesse notizie dell’autore/autrice scriva o telefoni in Redazione!
Il tempo è un fattore importante, il padre/madre del pezzo potrebbe essere in una condizione di amnesia!
Vi riproduciamo il testo nella speranza che qualcuno possa riconoscere piccoli tic linguistici utili a trovare paparino/mammina!

(Only per chi conosc l’inglisc)

One mattin her mamma dissed:

– “Dear Cappuccett, take this cest to the nonn, but attention to the lup that is very ma very kattiv! And torn prest! Good luck! And in bocc at the lup!

Cappuccett didn’t capish very well this ultim thing but went away, da sol, with the cest.

Cammining cammining, in the cuor of the forest, at acert punt she incontered the lup, who dissed:

– “Hi! Piccula piezz’e girl! ‘Ndove do you go?
– “To the nonn with this little cest, which is little but it is full of sacc of chocolate and biscots and panettons and more and mirtills“, she dissed.

– “Ah, mannagg ‘a Maruschella” (maybe an expression com: what a cul that had) dissed the lup, with a fium of saliv out of the bocc.

And so the lup dissed:

– “Beh, now I dev andar because the telephonin is squilling, sorry.

And the lup went away, but not very away, but to the nonn’s House.

Cappuccett Red, who was very ma very lent, lent un casin, continued for her sentier in the forest.

The lup arrived at the house, suoned the campanel, entered, and after saluting the nonn, magned her in a boccon.

Then, after sputing the dentier, he indossed the ridicol night berret and fikked himself in the let.

When Cappuccett Red came to the fint nonn’s house, suoned and entered.

But when the little and stupid girl saw the nonn (non was the nonn, but the lup, ricord?) dissed:

– “But nonn, why do you stay in let?

And the nonn-lup: “Oh, I’ve stort my cavigl doing aerobics!

– “Oh, poor nonn!“, said Cappuccett (she was more than stupid, I think, wasn’t she?), then she dissed:

– “But… what big okks you have!! Do you bisogn some collir?
– “Oh, no! It’s for see you better, my dear (stupid) little girl“, dissed the nonn-lup.

Then cappuccett, who was more dur than a block of marm: “But what big oreks you have! Do you have the Orekkions?

And the nonn-lup: “Oh, no! It is to ascolt you better“.

And Cappuccett (that I think was now really rincoglionited) said:

– “But what big dents you have!

And the lup, at this point dissed:

– “It is to magn you better!

And magned really tutt quant the poor little girl.

But (ta dah!) out of the house a simpatic, curious and innocent cacciator of frod sented all and dissed:

– “Accident! A lup! Its pellicc vals a sac of solds“.

And so, spinted only for the compassion for the little girl, butted a terr many kils of volps, fringuells and conigls that he had ammazzed till that moment, imbracced the fucil, entered in the stanz and killed the lup.

Then squarced his panz (being attent not to rovin the pellicc) and tired fora the nonn (still viv) and Cappuccett (still rincoglionited).

And so, at the end, the cacciator of frod vended the pellicc and guadagned honestly a sacc of solds. The nonn magned tutt the leccornies that were in the cest.

And so, everybody lived felix and content (maybe not the lup!)

MARCO GRAZIOSI – Dove hai messo Cappuccetto Rosso
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Protetto: Suor Morigerata, nata Prudenzia Accecaragnoli

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L’extra perpetua!

L’altra faccia della perpetua? (immagine da qui)

Certe cose nascono così, per contaminazione.
La perpetua ne ha combinata un’altra, ha solleticato un’ideazione ed è nata una protagonista che non ha nulla da invidiare alla gemella dall’altra parte dello specchio. Lo considero un regalone e ringrazio Andream2016 per lo splendido omaggio.

Poiché il racconto di Andrea è stato scritto prima della pubblicazione del finale della perpetua, è ipotizzabile che narrare di donne di questa portata induca ad analoghe fantasie in merito ai copricapi (sarà chiaro in lettura).

I contenuti sono espliciti. Per accedere al racconto Suor Morigerata, nata Prudenzia Accecaragnoli digitare in maiuscolo la parola: PRUDENZIA

Qui sotto l’incipit

“Suor Morigerata ovviamente non è sempre stata una suora, ricorda ancora quando giovane rampolla della famiglia Accecaragnoli giocava libera e spensierata nel parco della casa dei genitori.

Il padre, Cavalier Commendatore Giuseppe Accecaragnoli, grazie alle amicizie con potenti cardinali di Santa Romana Chiesa, aveva creato dal nulla una florida industria di produzione ed esportazione armi in tutti i luoghi in cui i conflitti armati erano consuetudine.”


(GRAZIE ANDREA!)

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Grow

Ecco una seconda fantastica collaborazione con DiDì. Le immagini sono sue e così il titolo. Di mio c’è il testo.

Buona visione.


Immagine di @didilucephotoblog

Fuuuuuhhhhh.
Fuori tutto. Un negativo polmonare.
Guardo più del dovuto. Non ti disperdi. Stalli.
Forma.
Maledetta forma.
So cosa sei!
(Potrei non essere pronto.)


Immagine di @didilucephotoblog

Breve pressione su palpebre chiuse.
Si inizia.
Ma sì, l’ho accettato.
Continuiamo.
Ti seguo.
(Eppure stavo così bene, non ne capisco il bisogno.)


Immagine di @didilucephotoblog

Ah, quel colore!
A mangiarmi i contorni.
So dove porta.
Sempre troppo fuori.
(Sempre troppo dentro.)


Immagine di @didilucephotoblog

Ci siamo.
Espugni il mio cazzo mentale. E tiri.
Smettila!
(Collaboro.)
Mostrami solo dove ficcarlo! (Son calmo.)

Immergermi e uscire.
Penetrare e ritrarmi.
Insoliti i pensieri seducono e respingono.
Visioni inedite: a morsi.


Immagine di @didilucephotoblog

E sempre in titubanza mi trovi, all’inizio.
(Con questi passi rubati a un cha cha.)
Poi i suoni, perduti nella frenesia.
La nuova acquisizione in monta.
La Verità trascina.
Resisto a un istante.

Che esplode.


Immagine di @didilucephotoblog

Oh, compiuta vampa.
Di mio tinta.

(Di mio tinta…)


Immagine di @didilucephotoblog

Apro gli occhi.
Ti mostri in positivo. Adesso.
Riconosco.
Te. E a te.
Me. E a me.
Lei. E a lei: piccola crescita.

(Svanisci.)

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Story-Lenny 9

Ringrazio (in ordine di apparizione) brunonavoni, Yleniaely, andream2016, Ettore Massarese (fu Franz), raccoltaedifferenziata, Nonna Pitilla, Marco, Sara Provasi, Adriano, Alidada, eleonorabergonti!!!

I materiali sono tutti in fondo. Buon divertimento!


Lenny, entra…

La porta si apre piano. La figura nota entra. Tituba sull’uscio. Lo sguardo a girovagar per la stanza e poi a un tratto fisso, serio. Mi punta.

– Lenny, entra…

Ma sei pazza? Non son pronto! Guardare il mio antagonist… personaggio appropriarsi dello spazio? Non Guardo! Non sento! Non parlo!

– Vieni Lenny, ho riordinato. Non volevo tu vedessi tutto sottosopra. Accomodati. Vuoi qualcosa da bere? Sistemo la roba della palestra e l’asciugamano bagnato dalla doccia. È un attimo.

Na na na na na na na na na…

– Fai come fossi a casa tua. Sai, pensavo, se preparassi una pasta al volo? Non grandi quantità, non vorrei ci appesantisse. O preferisci un filetto con della verdura fresca? Io lo voglio al sangue, ma se ti piace ben cotto basta tu lo dica, lo metto su prima del mio. Fammi una cortesia, apri la bottiglia che c’è in cucina e, tanto lo vedi, travasa il vino nel decanter.

Non sento non sento non sento non sento non sento!

– Io vado in camera a cambiarmi. Trovarti fuori dalla palestra è stata una vera sorpresa, ma ora dammi il tempo per una veloce restaurata.

Non vedo non vedo non vedo non vedo non vedo!

– (Maledette etichette) ho comprato un intimo stepitoso ieri, era in saldo… ah, la tovaglia è nel primo cassetto a destra, anzi, le tovaglie, ecco, non quella natalizia, ti prego. Ti ho mai raccontato di come mi sia entrata in casa quella natalizia? Era stesa al piano di sopra e con il temporale è planata sul balcone. Quando sono salita per restituirla gli inquilini erano scappati avvisati di una probabile incursione notturna dei Carabinieri. Hai capito che roba? Roba da matti! Avevo sulla testa dei pregiudicati e non mi ero accorta di niente. Ok, avevano frequentazioni un po’ sopra le righe, ma sai com’è in condominio, se inizi a fare le pulci agli altri non vivi più, il gioco diventa al massacro. Comunque, la tovaglia è molto bella e me la sono tenuta. Lenny? Ah, sì, vanno bene anche quei piatti. I bicchieri fai tu… hai deciso cosa vuoi mangiare? Guarda, sono quasi pronta. Giusto un po’ di trucco.

(Non parlo non parlo non parlo non parlo!) (No!)

Cara ha finito di sculettare per entrare nel tubino da matrimonio altrui. Sta calzando un paio di scarpe con un tacco che non le ho mai visto portare ed è contemporaneamente alle prese con lo spazzolino del mascara. Qualche colpetto a memoria, lo specchio a controllare ed è la volta del rossetto.

Mai vista così…

E che cazzo!

BU!!!

– Eccomi, ci sono, sono pronta Lenny. Lenny? Lenny??? Dove sei Lenny? (stronzo…)

Se Cara abbassa lo sguardo scoprirà che Lenny non è scappato… forse un po’ troppe apparizioni a sorpresa l’hanno messo KO. Qui ci vogliono i sali per farlo rinvenire… qualcuno li ha?

eleonorabergonti (6/12/2021)

LETTORE A

Io credo che a Lenny piaccia scherzare e poi vuole capire fino a che punto Cara desidera la sua presenza. Da qualche parte c’è di sicuro, basta saperlo cercare. Chissà se addosso ha un profumo che lo contraddistingue (sarebbe sensuale se fosse così)… di certo la sensualità di lui sarebbe un bel piacere per Cara.

Alidada (7/1/2021)


STORY-LENNY è un gioco di trame. Ecco qualche informazione in più QUI.

Si può giocare in diversi modi:

  1. Contributi interni alla singola puntata (comunque autoconclusiva);
  2. contributi di stravolgimento della trama complessiva;
  3. contributi esterni a piacere.

Per chi vuol cercare il pelo nell’uovo ammetto che sì, camuffate vi sono alcune pubblicità occulte… trovatele se ne siete capaci!
Ricordo mestamente che a chi tocca non si ingrugna e che i botta e risposta sono leciti, anzi sono i benvenuti.
Da oggi è possibile attaccare trame a quelle altrui! Anche nelle puntate precedenti.

Poi ci sono i super supporti HARD e DIVERSAMENTEHARD alla trama, i divertenti Extra-Lenny 1, Extra-Lenny 2 e Extra-Lenny 4 e Extra-Lenny 5 di Andream2016 e l’Extra-Lenny 3 di Sara Provasi – (Grazie!)


RIEPILOGO AGGIORNATO DEL CAPITOLO

  1. Cara porta Lenny a casa. Il Narratore, non è pronto ad affrontarne la presenza in carne e ossa.
  2. Cara va a cambiarsi e intando dà a Lenny indicazioni per apparecchiare: mangeranno insieme e lì.
  3. Il Narratore non vuole guardare, ma non l’ha mai vista vestita da sera e decide d’ntervenire spaventando Lenny.
  4. Quando Cara torna pronta per la cena, Lenny è scappato.
  5. Se Cara abbassasse lo sguardo lo troverebbe per terra svenuto…
  6. Il Lettore A dice che Lenny vuole in realtà testare quanto la sua presenza sia gradita a Cara, giocando di assenza… e se avesse un profumo che lo distinguesse?
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Buon Anno!

È CON UN CERTO RITARDO, MA PER NON PERDERE ENTUSIASMO, ECCO COME HO INTENZIONE DI CONCRETIZZARE I MIEI AUGURI PER L’ANNO PRESENTE:

AUGURI DI IMMAGINI EMOZIONALI

Scatto di @didiluce photo blog (qui la serie)

AUGURI DI IMMAGINI ENERGETICHE E MISTERIOSOFICHE

(b)ananartista® SBUFFMy Prophecy for 2021
Watch carefully because this is what is going to happen.

(2021 साठीची माझी भविष्यवाणी – իմ մարգարեությունը 2021 թ – 2021 এর জন্য আমার ভবিষ্যদ্বাণী – 我對2021年的預言 – jóslatom 2021-re – 2021 ലെ എന്റെ പ്രവചനം – мое пророчество на 2021 год – ramalan saya untuk tahun 2021 – ჩემი წინასწარმეტყველება 2021 წლისთვის)

AUGURI DI IMMAGINI GRINTOSE

AUGURI DI IMMAGINI POETICHE

Tavola di ALDO TERMINIELLO alias QinAode (qui la storia a disegni)

AUGURI DI IMMAGINI RICONCILIANTI

Fotografie di MANUEL CHIACCHIARARELLI (qui Landscapes)

AUGURI DI IMMAGINI EROTICHE

Immagine di Andream2016 (qui la splendida serie completa di nuove Sante in caso di bisogno) ANDREA ha predisposto la possibilità di scaricare un suo fantastico calendario 2021 e un suo secondo fantastico calendario 2021 (ATTENZIONE – CONTENUTO PIÙ CHE ESPLICITO)

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Seamen

Sono molto contenta: ringrazio DiDì per le bellissime fotografie e per l’individuazione del titolo.

Questa narrazione per immagini era perfetta. Poi ho aggiunto il testo.

Buona visione.


Eccoti.
Onda bell’Onda. Mia bella, mia carezza cazzara… he he!
Oh che permalosa!
Bella.
Bella-bella. La schiuma salata in faccia mi schiaffi. E mi strappi. Che forza hai, eh? Mia dolce, che porti? Che prendi?
Io sto bene, lo sai, si resiste. Si resiste bene. Sì.
Ma aspettami. Aspetta che arrivo.

Dunque, vediamo. Guarda cosa hai combinato l’ultima volta. Mi hai rotto il secchio, he he! Velocità avrei dovuto avere. Giocare con te diventa come una volta: difficile.
Mia bella. Sei vigorosa oggi, sfacciata. Da un po’ non ti facevi così insolente.
Tra poco, eh? Ci troviamo al solito posto.

Sì, è nuova, ti piace? Ci voleva un pezzo fresco-fresco. L’altra l’hai amputata, ricordi? Mi è rimasta in mano solo la cima, il resto te lo sei preso tu.
Hai ragione, mai un dono, un omaggio, devi sempre far da sola. Onda mia bella. He he.
Cosa dici? Il caschetto? Normative. Non te l’aspettavi vero? Mi faccio bello anch’io sai? Ah, come sono elegante con quello in testa, sembro un edile… ok, non temere, niente edili all’orizzonte. Scherzavo. Un po’. Scherzavo un po’.

Mia bella. Ridiamo insieme? Vorrei ridessimo insieme, come una volta. Come quando stavi per rapirmi il braccio e solo ridere insieme ti ha convinta a ridarmelo. Lo sai che ti ho tatuata sulla spalla? Guarda, sei tu. E lui è tuo.
Io sono tuo. Bella che sei… Te ne ho chieste di cose eh? Te ne ho chieste sì. Mai questo: mi vuoi?

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Regali – 3

(immagine da qui)
QUALCHE DONO SPARSO IN CONTINUO AGGIORNAMENTO

Danzabile, confortevole, sexy: musica!


E adesso che avete pensato ai regali di tutti, regalate qualcosa a voi stessi!


Vediamo cos’ho qui nel sacco degli auguri… una palla calda, un fazzoletto con qualche lacrima di gioia, un tubetto di olio per massaggi (per i fortunati), un cuscino zuppo di sogni belli, i vicini sedati, una confezione maxi di abbracci congiunti, una botta di culo (eh, sì), un CD di musica irresistibilmente allegra. E la salute? Pronta in forno!

Auguronzoli!

SE TOCCATE IL VIDEO POTRETE AVERE UNO SPOSTAMENTO DELLA VISUALE…

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Lo meco laboro

Prodiga sempre nella divulgazione scientifica e non, sono lieta di ospitare una chiara e lucida spiegazione di un lavoro misterioso e che tanto incide nella quotidianità di tutti noi. Ringrazio Adriano per essersi prestato a una così sincera ed esaustiva delucidazione dei dubbi, di tutti i dubbi!

Buona lettura.


Lo meco laboro.

Adriano

N.b.: questo post nasce dopo aver constatato, per la miliardesima volta, che quando tento di spiegare cosa faccio, vedo le facce delle persone così: °.° perciò, riprendendo per gioco il post di stamattina, vedo se con un altro linguaggio riesco ad essere più chiaro.

La mia ammiratione verso li marchingegni delli maghi di certa fattura, nacque clandestina nel fiore di giovinezza. Dapprima cercai, con lo aiuto d’Iddio et con le preghiere per lo nostro Papa-Re, di liberarmi da tal maligna presenza, ma invero mi vinse e ne fui attratto come un prode cavaliere est attratto dallo draco.

Crescendo, seppur addolorato dalla momentanea mancanza d’un mago che vuolsi impararmi lo oscuro mestiere, provai di nascosto a cimentarmi lo stesso verso tal prodigio osservando clandestinamente le movenze di certi homini che aveano di tal roba dimesticanza.

Importante fu poi per me la ischola adatta, dove sapienti mastri completarono il mio apprendimento verso tale arte oscura.

Nonostante le primizie difficoltate dovute alla pienezza di albionistici vocaboli, riuscii ugualmente a padroneggiar simil fattura pur essendone ancora discepolo.

E fu così che un dì divenni, poco alla volta, cerusico di cotali marchingegni, che si fossi stato chiamato dallo Papa-Re per una crociata in Terra Santa, avrei potuto anco battere gli Ottomani in domo loro.

Ma non venni chiamato dallo nostro Santo Padre, ma bensì da principi, messeri et financo villani che chiedommi ausilio per i loro problemi con la infernale macchina.

Non mancarono, invero, alcuni gaglioffi che, credendo di poter fregare la esperienza con lo inganno, sfidai a una pugna dove ne venni fori vincitore.

Et con lo aiuto dello Santo Protettore, dapprima risuolsi al termine dello millennio passato lo baco di fine era, per poi sistemare dopo una infezione ancor più virulenta et dannosa della Peste Nigra, che tanti danni fece tra l’homini ma mai quanto alle macchine.

Così si arrivò alli odierni tempi, nell’Anno Domini MMXX, dove ancora odie messeri et madame, presi da potente sconforto per la mala funzione del loro balocco galvanico, chiedommi soccorso verso la loro amata stregoneria.

Colla speranza che tale mestiere fine mai non abbia.

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Considerazioni circonflesse sull’arte

Opera di zipgong
Leggendo l’articolo di zipgong (dove ho preso l’immagine da lui creata), mi è venuto in mente un pezzo che scrissi qualche anno fa e che ben si abbina all’argomento. Buona lettura.

Considerazioni circonflesse sull’arte

Alexander Zass – uomo forzuto (immagine presa qui)

Alcune considerazioni sull’arte presentano una struttura circonflessa. Esimi colleghi le identificano con il termine storturai.

Non è semplice descriverle, ma le vediamo ben rappresentate da un’iconografia raffigurante l’uomo/vir nell’atto di curvare una spranga d’acciaio, con mani agli estremi. Fatica, sudore, sangue, caratterizzano la coloritura di un’immagine destinata a restare vivida nelle nostre coscienze.

Circonflettere una considerazione in merito all’arte è difficoltoso ed innaturale, ma possibile.

Per donare limpidezza a quanto detto vi mostreremo un esempio.

Il materiale che segue è stato prodotto, tramite una registrazione ambientale, dal filosofo-esteta-antropologo J. P. Zanetti il 5 ottobre 2001, alle ore 17,45.

Zona di raccolta: Busto Arsizio (South Europe). La traduzione è a cura del Centro Italiano di Cultura di Boston.

– Quando siamo a sedici chiudiamo le porte, spegniamo la videocamera e andiamo a dormire.

– Sedici cosa?

– Sedici ore.

– Sedici ore?

– Sì, sedici ore.

– Stiamo qui sedici ore?

– Sì, l’opera è così, sedici ore di bolle di sapone.

– Solo?

– Io faccio le bolle e guardo il muro, tu fai le bolle e mi guardi le terga.

– Tu guardi il muro ed io ti guardo il culo?

– Esatto.

– Ma è una rottura di palle!

– No, che dici, si chiama “performance”.

– Ma il senso di questa cosa?

– Me lo sono fatto scrivere da un’amica, un manifesto programmatico. È scritto tutto lì.

– Ma dobbiamo saperlo a memoria?

– No, non è previsto che ci facciano domande.

– E se dopo ce le fanno?

– Diremo che siamo stanchi, che l’opera è stata intensa e l’applicarsi faticoso.

– Ma non possiamo andare avanti così per molto, prima o poi delle domande ce le faranno.

– La prossima che facciamo la facciamo cantando, così non ci possono interrompere.

– Altre sedici ore?

– No solo tre, saremo già un “caso” allora.

– E non ci chiederanno niente?

– Ci facciamo fare un altro manifesto programmatico, oppure no, lasciamo che si interroghino per trovare un significato a seguito dell’altra improvvisata.

– Allora me lo studio.

– Fai come vuoi, io faccio a meno.

– Ci sei all’aperitivo questa sera?

– Sì, solita ora, ma non facciamo tardi che domani devo imbiancare un appartamento.

– Ah, forte! Come quelli della Biennale? Quelli che continuavano a passare le pareti di bianco e quelli dietro di nero e poi ancora di bianco e poi di nero?

– No, questi sono clienti veri.

– Ma anche chi va alla Biennale è un cliente vero.

– Ah, già, hai ragione, è per questo che facciamo la performance, ma non abbiamo agganci per finire alla Biennale.

– Non ancora… se sfondiamo qualche aggancio magari salta fuori.

– Boh, vediamo dai, intanto può bastare il fatto che io abbia fatto l’Accademia per aprirci qualche salottino come si deve.

– La fai facile, con tutti quelli che sono a spasso.

– Va bene, ma io sono anche imbianchino, ricorda: il fascino del pennello.

– Ma dai! Te le vuoi trombare per aprirti la strada?

– Eh, no allora, per chiuderla?

– Non ci avevo pensato.

– Tu non devi pensare, devi fare quello che dico io.

– Ma sei uno stronzo!

– Quando mi presenti tua sorella?

– Sì, buonanotte. Ma perché ti devo guardare il culo mentre faccio le bolle?

– Mi piace quando me lo guardano, non so… se lo farai tu lo faranno tutti, tutti quelli che passano e l’idea mi piace moltissimo.

– Mettiti in mutande no?

– Non ci avevo pensato. Ottima idea.

– Sei uno stronzo malato.

– Dai che se la cosa va in porto tiro dentro anche te per almeno un quinquennio.

– E poi?

– Poi basta, vado a fare l’attore e tu ti arrangi.

– L’attore?

– Ma sì, questa è una forma di bound art; o l’attore o vado a fare la body art, vedo un po’ come butta, dai.

– Non ti credevo così calcolatore.

– Ma quali calcoli, sono già fuori tempo, queste cose andavano anni fa, sono in ritardo sparato, ma ho ancora un fisico decente, me lo devo giocare. In tutti quei provini di merda non mi hanno preso. Devo darmi una mossa! O qui faccio il figo in modo sofisticato o non mi cagherà mai nessuno.

– È la prima volta che ti sento parlare così, credevo non ti interessasse diventare famoso.

– Ok, sono stato un po’ sotto tono in questi anni.

– Ma quale sotto tono, dicevi che quelli dei provini erano “una manica di deficienti senza sostanza in cerca d’effimero”, questo dicevi.

– Va bene ho finto, va bene? Si cambia, si invecchia, facendo il cazzaro non ho ottenuto niente, è ora che mi finalizzi, perdio!

– E se non va come speri?

– Faccio l’intellettuale dannato, quello che offende e si incupisce nella sua arte incompresa, ma grandiosa…

– Ma quale arte?

– Lascia fare a me, cosa vuoi capire di queste cose, mica hai fatto l’Accademia, tu.


i Zanetti, J. P., Morphon, K. (2003), Analisi strutturale delle considerazioni sull’arte, University of California Press, Berkeley.

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Story-Lenny 8

Ringrazio (in ordine di apparizione) brunonavoni, Yleniaely, andream2016, Ettore Massarese (fu Franz), raccoltaedifferenziata, Nonna Pitilla, Marco, Sara Provasi, Adriano, Alidada, eleonorabergonti!!!

I materiali sono tutti in fondo. Buon divertimento!


Lenny, ciao.

La porta si apre piano. Dal pianerottolo si diffonde la voce nota: “Lenny, ciao. E grazie per lo zaino!”. La porta si chiude in autonomia.

Cara entra con in spalle un voluminoso zaino fluorescente. Lo lascia piombare a terra senza preoccuparsi dell’accasciamento in orizzontale. Qualche occhiata furtiva alla stanza, apertura delle finestre per cambiare l’aria. Espressione beata. Sorriso stampato. Sta bene. È felice. La vacanza le dona. È bella. Più bella.

Come è bella…

Non riesco a parlarle.

Va in bagno. Lascia la porta aperta e vedo. Si lava mani e viso, poi ritorna in sala ancora gocciolante, alza le braccia in alto, si issa sulle punte dei piedi e inizia una danza tutta sua, senza musica. La coreografia è quel che è, ma c’è tanta gioia in quelle movenze, tanta energia.

– Non mi chiedi niente Narratore?

E piroetta come una trottola ubriaca. I capelli fanno ciò che le leggi fisiche permettono loro. Dalla bocca inizia a uscirle un motivetto che non riconosco. Quante cose avrei da chiedere a quelle labbra angeliche, ma non posso interrompere un momento tanto speciale.

– Quanti problemi, ti rispondo lo stesso sai?

E con le mani sui fianchi improvvisa una specie di tarantella, ma non ci giurerei, sono tutti passi così poco distinti. Eppure è ipnotica.

– Chiedi pure, non ho intenzione di mentire.

Adesso le braccia si son messe a vorticare lungo i fianchi accompagnati da un fischio modulato (sa fischiare!). Non è chiaro cosa rappresenti nell’economia della, del, non saprei come definire ciò che vedo, ma qualcosa tutto ciò rappresenterà, no?

– È questa la domanda? Sono solo contenta.

Saltelli, ecco, i saltelli mancavano, a piedi uniti, intorno al divano con l’emissione di scanditi Yek-Yek! E una capriola sul divano. Sul quale rimane immobile a far calmare il fiatone.

– Ti sono mancata?

Sì.

– Anche tu.

Ed il narratore si mise a piangere lacrime vere, non poteva credere che la sua creatura gli si rivoltasse contro.
Era vissuto nella fallace convinzione che tutto ciò che Cara diceva nascondesse un messaggio d’amore per lui. Eh sì, credeva davvero fosse amore ed invece era un calesse. E cosa si fa con un calesse? Ci si monta e si fugge via, lontano lontano … peccato che questo fosse un calesse rotto e senza cavallo, al limite un asino alla soglia della pensione. No no, il Narratore non poteva più sperare di fare un’uscita di scena degna dei film di Holliwood anni ’40. E quindi? Non gli rimaneva che ordinare una pizza a domicilio, di quelle piccantissime che tanto piacevano a Cara e poi rinchiudersi nel frigorifero. Il fresco magari gli avrebbe fatto vedere più chiaro, anche perché un tarlo stava avanzando nel suo cervello … e se fosse Lenny ad essere innamorato di lui?

andream2016 (00:50 – 10/12/2020)

Con questa vena ballerina Cara potrebbe entrare nella scuola di Amici.

Un’altra idea: il Narratore, mentre Cara è nella scuola, viene scelto come tronista (meglio over o trono classico?) ma, non contento, decide di abbandonare il trono ed entra nella casa del Grande Fratello dove diventa il confidente di tutti.

eleonorabergonti (15:30 – 8/12/2020)


STORY-LENNY è un gioco di trame. Ecco qualche informazione in più QUI.

Si può giocare in diversi modi:

  1. Contributi interni alla singola puntata (comunque autoconclusiva);
  2. contributi di stravolgimento della trama complessiva;
  3. contributi esterni a piacere.

Per chi vuol cercare il pelo nell’uovo ammetto che sì, camuffate vi sono alcune pubblicità occulte… trovatele se ne siete capaci!
Ricordo mestamente che a chi tocca non si ingrugna e che i botta e risposta sono leciti, anzi sono i benvenuti.
Da oggi è possibile attaccare trame a quelle altrui! Anche nelle puntate precedenti.

Poi ci sono i super supporti HARD e DIVERSAMENTEHARD alla trama, i divertenti Extra-Lenny 1, Extra-Lenny 2 e Extra-Lenny 4 e Extra-Lenny 5 di Andream2016 e l’Extra-Lenny 3 di Sara Provasi – (Grazie!)


RIEPILOGO AGGIORNATO DEL CAPITOLO

  1. Cara saluta Lenny ed entra in casa dopo una vacanza.
  2. Il Narratore è emozionato e la osserva ballare.
  3. Cara è contenta. Buttandosi sul divano chiede al Narratore se gli sia mancata e ammette che lui le è mancato.
  4. In Narratore si abbatte, una botta di inadeguatezza, cerca una botte di freddo per pensare, ma come un botto ecco un dubbio: e se Lenny fosse innamorato di lui?
  5. Il lettore E propone che Cara vada alla scuola di Amici e il Narratore a fare il tronista, per poi abbandonare il trono e dedicarsi al Grande Fratello.
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Story-Lenny riassunto

AGGIORNATO!

LE PARTI IN GRASSETTO SONO I NUOVI SPUNTI DI TRAMA

Story-Lenny 1
  1. Cara cerca Lenny nel suo appartamento; il Narratore interloquisce dandolo per assente; Cara non gli crede e lo cerca al telefono.
  2. In un altro luogo il personaggio A e il personaggio B discutono; A dice a B di avere incontrato Lenny al ristorante in atteggiamento galante verso un’altra donna; B chiede di Cara e la risposta di A è vaga.
  3. Cara è alle prese con il Narratore deciso a pedinarla nel suo girovagar per casa.
  4. Scocciata, Cara ricorre a uno stratagemma verbale per liberarsi del Narratore.
  5. Appena fuori dall’appartamento Cara si accorge di essere ancora importunata dal Narratore, che cerca di metterla in guardia su Lenny (e non rinuncia ai privilegi del proprio ruolo). Rumor di passi estranei in avvicinamento.
Story-Lenny 2
  1. Il Narratore è ora in casa di Cara.
  2. Battibecco tra i due in cui il Narratore esprime le proprie intenzioni e Cara protesta.
  3. Cara chiama Lenny per uscire a cena, ribadendo le proprie preferenze.
  4. Per trascorrere il tempo prima di uscire, Cara fa dei dispetti al Narratore che prova a convincerla ad essere il personaggio che lui desidera.
  5. Il Narratore la rimbrotta deciso e Cara si adombra, triste, cerca il frigorifero per uscire in qualche modo dallo stato d’animo.
  6. Cara chiede al Narratore di aiutarla a scegliere il cibo e lo chiude dentro il frigorifero.
Story-Lenny 3
  1. Cara è sul pianerottolo con Lenny, accorgendosi che in casa c’è il Narratore, induce Lenny a scappare.
  2. Cara è sconsolata e ha un momento di vero sconforto.
  3. Cara va in bagno per lavarsi la faccia e si accorge di non essere stata seguita.
  4. Dopo un veloce scambio Cara capisce che il bagno è per lei una zona franca.
  5. Cara si addormenta sul divano e sogna i giochetti fatti con Franca in bagno.
Story-Lenny 4
  1. Cara è al telefono con Lenny e gli nega la serata per aiutare la vicina.
  2. Il Narratore si galvanizza all’idea di Cara insieme alla vicina.
  3. Cara, oppositiva, alla fine propone un accordo al Narratore.
  4. Il Narratore preavvisa Cara che presto dovrà descriverla in una scena di sesso e accetta l’accordo.
  5. Cara incastra in casa il Narratore con uno strattagemma letterario ed evita che la segua a casa della vicina.
  6. Il Narratore cambia libro: PER UN BELL’ABITO OLGA PERSE LE PENNE di Alessandra Marcotti.
Story-Lenny 5
  1. Cara entra furtiva in casa con una borsina.
  2. Il Lettore Sincero fa il suo ingresso in scena, autodichiarandosi un cameo (e dalla distrazione facile).
  3. Cara si va chiudere in bagno millantando esercizi di bondage.
  4. Mentre provengono strani rumori dal bagno, il Narratore cerca di aprirsi sinceramente a Cara.
  5. Solo ammettendo di poterla lasciare in pace, ottiene l’attenzione di Cara, che molla la fune per la discesa di Lenny dalla finestra (dopo la consumazione di un rapido amplesso lontano da occhi indiscreti).
  6. Il giorno dopo: il Narratore si arrabbia per l’infantilismo di Cara e se ne va, lasciandola disperata per le condizioni di Lenny e ora sola.
Story-Lenny 6
  1. Il Narratore è in un’altra casa davanti a due che amoreggiano.
  2. Gli manca Cara, ma si sente offeso dal suo atteggiamento.
  3. Il Narratore torna nell’appartamento di Cara e la trova con un altro giovane uomo in felice sintonia giocosa.
  4. Cara ha portato a casa, con il divano nuovo, il commesso.
  5. Il Narratore non condivide e inserisce Lenny a rovinare la festa a Cara, facendolo presentare al citofono.
Story-Lenny 7
  1. Il Narratore cerca di stimolare Cara, demotivata e inerme sul divano.
  2. Cara prende energia e inizia a sfidare il Narratore narrandolo a sua volta.
  3. Cara fa bussare alla porta un ipotetico buco nero in grado di ingoiare il Narratore, che si lascia suggestionare.
  4. Una voce fuori campo allerta sulla probabile fine del Narratore.
  5. Il Lettore A, il Lettore E e Lettore Sincero commentano l’accaduto iterrogandosi su ipotesi.
Story-Lenny 8
  1. Cara saluta Lenny ed entra in casa dopo una vacanza.
  2. Il Narratore è emozionato e la osserva ballare.
  3. Cara è contenta. Buttandosi sul divano chiede al Narratore se gli sia mancata e ammette che lui le è mancato.
  4. In Narratore si abbatte, una botta di inadeguatezza, cerca una botte di freddo per pensare, ma come un botto ecco un dubbio: e se Lenny fosse innamorato di lui?
  5. Il lettore E propone che Cara vada alla scuola di Amici e il Narratore a fare il tronista, per poi abbandonare il trono e dedicarsi al Grande Fratello.
Story-Lenny 9
  1. Cara porta Lenny a casa. Il Narratore, non è pronto ad affrontarne la presenza in carne e ossa.
  2. Cara va a cambiarsi e intando dà a Lenny indicazioni per apparecchiare: mangeranno insieme e lì.
  3. Il Narratore non vuole guardare, ma non l’ha mai vista vestita da sera e decide d’ntervenire spaventando Lenny.
  4. Quando Cara torna pronta per la cena, Lenny è scappato.
  5. Se Cara abbassasse lo sguardo lo troverebbe per terra svenuto…
  6. Il Lettore A dice che Lenny vuole in realtà testare quanto la sua presenza sia gradita a Cara, giocando di assenza… e se avesse un profumo che lo distinguesse?
Story-Lenny 10
  1. Lenny è scappato dalla cena romantica spaventato dal “BU!” del Narratore.
  2. Cara affronta il Narratore e lo vuole fuori dalla sua vita.estita da sera e decide d’ntervenire spaventando Lenny.
  3. Dopo un botta e risposta tra i due, il Narratore se ne va.
  4. Mentre il Lettore M si chiede se esisterà ancora Cara senza Narratore, fa il suo ingresso Hannibal che se lo pappa lasciando Cara libera e bella.
  5. Hannibal minaccia le notti dell’autrice (me, io).
  6. La Voce fuori campo si interroga su come Cara possa, per sopravvivere senza il Narratore, distrarlo in altro. In questo vien utile la metafora di “Wargames”, ma il modo è da pensare…
  7. Il Lettore E ipotizza che il Narratore sia andato a giocare a calcetto con Lenny. Essendo una schiappa e messo in porta, potrebbe essere stato adocchiato per occupare la panchina come portiere dell’Italia agli Europei.