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Piccolo racconto neozelandese

È ORA DI CONFRONTARMI CON UN ALTRO LUOGO MITICO: LA NUOVA ZELANDA!

Buona lettura!


Sottotitolo: soliloquio

(Immagine presa da qui)

Come va la scrittura?
(Bene.)
Fammi un po’ leggere:
“Il Pifferaio Magico, eliminati tutti i riferimenti culturali, si svegliò senza peso. Leggero, etereo, librante. Andò a sbattere contro il muro dei ricordi, si fece un ematoma grosso così e decise che suonare lo avrebbe aiutato sia a liberarsi dal dolore dell’amata ita, sia dal dolore alla fronte.”
(Che c’è?)
No, pensavo. Chi è questo?
(Subito devi arrivare alla conclusione che debba essere qualcuno. Non è mai così, lo sai da te, non mi ispiro a Musi.)
Lo dici sempre, anche con il Piccolo racconto andino… chi è il neozelandese?
(Un personaggio di fantasia!)
Ti piace molto?
(È ardito.)
E perché sbatte contro il muro? Cosa hai combinato questa volta?
(Ma niente, dai, le solite cose.)
Quali solite cose?
(Ma sì, le solite incomprensioni.)
Incomprensioni?
(Superficialità.)
Tu?
(Ma ti pare? Lui!)
Un altro?
(Eh…)
E che ha fatto?
(Bionda.)
Ti ha dato della bionda?
(E mi ha chiamata Giulia.)
Porco!
(Artista.)

My Heart Will Go On – Recorder By Candlelight by Matt Mulholland

Ringrazio Nina per la felice scoperta del Muso.

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Piccolo racconto andino

ECCOMI QUI, NEL SOLCO DELLA TRADIZIONE, ULTIMA TRA ILLUSTRISSIMI, SENZA ESSERE TALE. MI CONFRONTO CON LE ANDE!

Buona lettura!

Sottotitolo: soliloquio

(immagine presa da qui)

È andino.
(Sì).
È un piccolo racconto andino.
(Sì).
Ci vogliono le Ande.
(Uff).
L’hai appena scritto.
(Bene).
Hai presente la catena montuosa?
(Non ne ho voglia).
Ma come!
(Eh).
Non è difficile, piazzaci qualcosa da scoprire, lì.
(No).
No?
(Non ne ho voglia).
Mettici quacluno almeno!
(Sì, figurati, per poi lasciarmi trascinare chissà dove).
Là!
(Appunto, ci sei andata tu sulle Ande?).
E che vuol dire? E Salgari? Ma che dico Salgari, De Amicis!
(A parte che De Amicis da quelle parti c’è stato. Comunque, grossa fatica).
Allora cosa vuoi fare?
(Cancello “andino”).
No! È così musicale!
(Ecco, la musica, adesso ascolto un po’ di musica.)
Prima chiudi il racconto.
(Non ci penso proprio).
Non vedo altre forme di distrazione all’orizzonte.
(Lo dici tu!).
Cosa stai facendo?
(Ginnastica).
Ma quando mai!
(Adesso. Mi preparo per andare sulle Ande).
Ma quando mai?
(Ipocrita).

Dieci minuti dopo

L’andino ti chiama.
(Mh).
Balla tutto e fa smorfie ammiccanti.
(Mh).
È pieno di sentimento.
(Certo).
Accarezza i cespugli, cammina scalzo e si strofina contro l’albero.
(Uff).
É corredato da oggetti vagamente allusivi.
(Non avevo dubbi).
Si è lavato i capelli con il tuo shampoo preferito.
(Bastardo…).
È triste.
(Io non lo volevo scrivere il racconto andino!)

Leo Rojas – El Condor Pasa
Versione in quechua
“Yaw kuntur llaqtay urqupi tiyaq
maymantam qawamuwachkanki,
kuntur, kuntur
apallaway llaqtanchikman, wasinchikman
chay chiri urqupi, kutiytam munani,
kuntur, kuntur.
Qusqu llaqtapim plazachallanpim
suyaykamullaway,
Machu Piqchupi Wayna Piqchupi
purikunanchikpaq”
Versione in italiano
Oh maestoso Condor delle Ande
portami a casa mia, sulle Ande
Oh Condor
Voglio tornare alla mia amata terra e vivere
con i miei fratelli Inca, che è ciò che più rimpiango
Oh Condor
A Cuzco, nella piazza principale
aspettami
affinché sul Machu Picchu e sull’Huayna Picchu
andremo a passeggiare.
(testo e traduzione da qui)

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Story-Lenny 10

QUESTO È UN TESTO MANIPOLABILE DAL LETTORE, SIA LA SINGOLA PUNTATA CHE LA TRAMA COMPLESSIVA, A PIACERE.

BREVE RIASSUNTO
Il Narratore irrompe nella quotidianità di un suo personaggio: Cara. Considerandola una propria creatura assume l’atteggiamento di un Creatore Onnipotente. Cara reagisce e resiste, ha una vita e in essa è presente Lenny. Il Narratore, invaghito, alterna seduzione e irrispettoso interventismo per costringerla a lasciare Lenny e dedicarsi a lui soltanto.
Qui, siamo al punto in cui il Narratore ha fatto saltare la cena romantica di Cara e Lenny, spaventando quest’ultimo e costringendolo alla fuga.


Ringrazio (in ordine di apparizione) brunonavoni, Yleniaely, andream2016, Ettore Massarese (fu Franz), raccoltaedifferenziata, Nonna Pitilla, Marco, Sara Provasi, Adriano, Alidada, eleonorabergonti, Evaporata!!!

I materiali sono tutti in fondo. Buon divertimento!


Lenny, torna su! (10)

(immagine da qui)

La porta si apre piano. Dal pianerottolo giunge una voce “Lenny, torna su!”, ma non pare ottenere risultati. Cara rientra furiosa. La porta si chiude piano, autonoma.

– Dobbiamo parlare!

È bellissima… vestita per sedurre e arrabbiata. Pare sarò io il fortunato a goderne appieno.

– Eh no, caro!

Non vuoi un goccio di vino? C’è il decanter, il tuo bicchiere preferito, sei sempre più soave dopo un bicchiere di vino.

Soave un par di palle, Narratore!

Ahi… non è un bel segno quando mi chiami per nome. Siediti, su, non ti affaticano quei tacchi alti? Non hai voglia di toglierli, massaggiarti le piante dei piedi, allungare le belle gambe sul divano e ascoltare magari un po’ di musica d’atmosfera? Non hai voglia poi, magari, di accarezzarti languida il ventre e…

– Ma la pianti? Ho detto che dobbiamo parlare!

Va bene.

– Così non si può andare avanti. Ho una vita io!

Lo rispetto.

– Non è vero! Non ti limiti a osservare, tu vuoi dirigere il mio presente! Per non parlare del futuro.

So che la cosa ti disturba, ma è nell’ordine delle cose. Io sono il tuo Narratore.

– Non me ne frega un cazzo di chi sei! Non ti ho evocato come uno spirito dell’Oltretomba!

La situazione non cambia.

– Sì invece… io, io voglio che tu te ne vada.

No.

– Sì.

Lo sai, poi ti manco, lo hai ammesso ieri.

– Ieri non avevo idea della piega che avresti preso!

Lo sai da sempre qual è la mia piega, non ho mai nascosto l’essere un manipolatore!

– Stai alzando la voce?

Sì!

– Ah!

Cosa stai facendo adesso?

– Vado da Lenny!

No!

– Sì!

Ah!

– Non aspettarmi!

L’ho appena mandato a giocare a calcetto!

– No!

Sì!

– Ah!

Esco, non aspettarmi!

– No!

Sì!

– Ah!

Cara resta inebetita dallo scambio appena avvenuto. La finestra si chiude piano.

LETTORE M

Ma Cara esisterà ancora senza il narratore? Son curiosa!!!

Nonna Pitilla (24-2-2021 ore 19:06)

A sorpresa arriva Hannibal the cannibal che si mangia il narratore così Cara può fare quello che le pare.
Però, ormai, Hannibal è entrato nella storia, quindi…
Ah…stai attenta anche tu, perché lui riesce a materializzarsi in qualunque momento alle tue spalle.
Magari stanotte mentre dormi.
Compra un pacco grande di Arbre magique alla vaniglia dolce, e mettili tutti intorno al letto, so che Hannibal li detesta.
Insomma un po’ come quando girano i vampiri e bisogna circondarsi di aglio, che poi non è detto che tutti i vampiri mordano il collo per succhiare sangue.
Io ne conosco uno che…ti ho mai raccontato la storia di Biancaneve e Dracula?

Evaporata (24-2-2021 ore 19:45)

VOCE FUORI CAMPO

Beh, Cara deve pur realizzare prima o poi che senza il Narratore lei cesserà di esistere, quindi deve agire con furbizia per allontanarlo da sé senza eliminarlo dalla sua vita. Penso che dovrà cercargli un diversivo che lo occupi, un qualcosa come nel film di Wargames in cui computer bellico sta per distruggere il mondo, ma gli eroi gli insegnano il gioco di filofiletto e così lui si distrae e tutti vissero felici e contenti. Ora c’è da pensare quale potrebbe essere un buon diversivo… no?

Alidada (24-2-2021 ore 23:52)

LETTORE E

Secondo me, dopo questa discussione, il Narratore se n’è andato a giocare a calcetto insieme a Lenny ma siccome è una pippa a giocare a calcetto l’hanno messo in porta, è stato notato da un talent scout ed ora è il portiere di riserva dell’Italia per gli Europei di quest’anno.

eleonorabergonti (26-2-2021 ore 10:00)


STORY-LENNY è un gioco di trame. Ecco qualche informazione in più QUI.

Si può giocare in diversi modi:

  1. Contributi interni alla singola puntata (comunque autoconclusiva);
  2. contributi di stravolgimento della trama complessiva;
  3. contributi esterni a piacere.

Per chi vuol cercare il pelo nell’uovo ammetto che sì, camuffate vi sono alcune pubblicità occulte… trovatele se ne siete capaci!
Ricordo mestamente che a chi tocca non si ingrugna e che i botta e risposta sono leciti, anzi sono i benvenuti.
Da oggi è possibile attaccare trame a quelle altrui! Anche nelle puntate precedenti.

Poi ci sono i super supporti HARD e DIVERSAMENTEHARD alla trama, i divertenti Extra-Lenny 1, Extra-Lenny 2 e Extra-Lenny 4 e Extra-Lenny 5 di Andream2016 e l’Extra-Lenny 3 di Sara Provasi – (Grazie!)


RIEPILOGO AGGIORNATO DEL CAPITOLO

  1. Lenny è scappato dalla cena romantica spaventato dal “BU!” del Narratore.
  2. Cara affronta il Narratore e lo vuole fuori dalla sua vita.estita da sera e decide d’ntervenire spaventando Lenny.
  3. Dopo un botta e risposta tra i due, il Narratore se ne va.
  4. Mentre il Lettore M si chiede se esisterà ancora Cara senza Narratore, fa il suo ingresso Hannibal che se lo pappa lasciando Cara libera e bella.
  5. Hannibal minaccia le notti dell’autrice (me, io).
  6. La Voce fuori campo si interroga su come Cara possa, per sopravvivere senza il Narratore, distrarlo in altro. In questo vien utile la metafora di “Wargames”, ma il modo è da pensare…
  7. Il Lettore E ipotizza che il Narratore sia andato a giocare a calcetto con Lenny. Essendo una schiappa e messo in porta, potrebbe essere stato adocchiato per occupare la panchina come portiere dell’Italia agli Europei.

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E Lenny?

– E Lenny?
(Mi ha chiesto l’Ulivo Pensante.)
– Torna.
(Ho risposto all’Ulivo Pensante.)
– Ah, ecco.
(Ha … l’Ulivo Pensante.)


Nel frattempo, per il diletto di tutti, allego i link dei PROIBITI, BOLLENTI, SUPERSEXY E FINANCHE PORNO Extra-Lenny!
Non ingozzatevi!

Grazie ad ANDREAM2016 e a SARA PROVASI!!!
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tre tree

Sono stata a trovare MANUEL sul suo bel blog e, come sempre accade quando son dalle quelle parti, mi ingolosisco e gli chiedo di portare a casa un ricordo della visita: le sue immagini.

Ho aggiunto anche tre miei scritti tree. Non ho resistito.


LA PRIMA VOLTA

La prima volta che mi sentii albero, fu a un risveglio.
Dopo una lunga operazione, avvertii sinapsi.


LA SECONDA VOLTA

La seconda volta che mi sentii albero, fu sotto una nevicata.
Senza guanti. Senza berretta. Senza un tragitto. Ferma.


LA TERZA VOLTA

La terza volta che mi sentii albero, fu sul far di un’ora senza tempo.

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La Berceuse

La Berceuse – 1889 – olio su tela (92×73 cm) di Vincent van Gogh. Museo Kröller-Müller, Otterlo. (immagine da qui)

Le falangi, cazzo!
pensa mentre si passa la lingua sui denti.

Come si fa a commettere errori sempre così marchiani?
pensa mentre approfondisce la conta dei denti.

Che uno dice: “ma con tutti i quadri che hai dipinto, non hai ancora capito come farle queste cazzo di falangi?”
pensa mentre il sapore ferroso raggiunge le papille.

E fai delle prove! Ti metti lì di buona lena e provi finché non diventi capace; incapace!
pensa mentre urge interrompere il viaggio del dente verso una delle due cavità: esofago o trachea.

Non riesco a guardare l’insieme con quelle cazzo di falangi male arrangiate. Mi dà fastidio. Mi dà un fastidio pazzesco, un fastidio estetico che brucia. Bruciaaaaa!
pensa e sputa quel che c’è in bocca di troppo.

Lo sguardo sempre fisso al quadro. L’intorno non gli interessa, è un di cui.

Falangi. (Falangi.) Falangi, falangi-falangi: FALANGI! Se fossi stato il compratore ti avrei costretto a cambiarle! Tutti hanno corretto le mani, anche i più grandi. Certo le mani non vengono bene a tutt…
Un calcio ai testicoli gli interrompe il pensiero. Lo sguardo è finalmente cieco. Il silenzio, totale. Il male inghiotte tutto.

«Grazie.» sussurra senza fiato alla donna in piedi, che ancora trema di rabbia. Tradita, solo per ammutolire un’ossessione estetica.


Il ritratto di Augustine Roulin rappresenta una donna reale e insieme un ideale, un simbolo. Con lo sguardo umile, le mani che stringono il cordone con cui dondolava la culla, (berceuse significa appunto, in francese, “colei che culla”). Lei è un mito femminile, quello della moglie e madre, capace di consolare e di placare l’animo.

https://it.wikipedia.org/wiki/La_Berceuse
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In 6 parole?

In 6 parole!
Il titolo è escluso dal conteggio.

A voi la palla!

TERAPIA

Ripeta: COGLIONE TESTA DI CAZZO!
Meglio?
(by endorsum)

SCORTESIE

«Vecchia io?»
Chiese puntando la Beretta.
(by endorsum)

LUOGHI COMUNI

Voi uomini siete tutti uguali: mangiate.
(by endorsum)

PROTESTA

non riesco a dormire
Porca puttana
(by poetella)

EMPATIE

Ti spezzo un lombrico
nell’occhio!
(by silviatico)

UN BUONGIORNO DEL CAZZO

Devo essere al lavoro alle 6.
(by unallegropessimista)

CONDIZIONE CONIUGALE

Dammi tre parole: sei imbranata amore.
(by Adriano)

CAFFÈ

Quant’è? Un euro e venti!?
(by Alessandro Gianesini)

CINEMATOPEICA

I’m too old for this Shit!
(by romolo giacani)

OSSIMORO

Solo sei parole? Non ci riesco.
(by Raffa)

SUSPANCE

Potrei raccontarti i miei segreti, ma…
(by Centoquarantadue)

CINEMATOPEICA 2

Stupido è chi lo stupido fa.
(by romolo giacani)

DEMOCRAZIA

Dimmi pure: tanto ho ragione io.
(by silvia)

PANDEMIA

ma vaffanc___!
(by titti onweb)

STORIA TRAGICA DOMENICALE

Svegliomi. Sbadiglio. Ed è subito lunedì.
(by EmoticonBlu)

FUORITEMPO

Sono troppo vecchio per morire giovane.
(by Bertow)

PARADOSSO ARITMETICO

Uno, due, tre, quattro e cinque.
(by Bertow)

DECONSTRUCTION

Like a Monkey on a Tree
(by LunaReport)

VALERIA ROSSI

Valeria Rossi: “Tre Parole” sono troppe
(by Kikkakonekka)


Ok, le mie le ho scritte ascoltando questa musica…

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La perpetua – la colonna sonora

I VIDEO MUSICALI SONO STATI UNA PARTE INTEGRANTE DELLA STORIA. LI RACCOLGO QUI, SE QUALCUNO VUOLE GODERSELI SENZA GIRONZOLARE TROPPO PER IL BLOG. BUONA VISIONE E BUON ASCOLTO.

(PER CHI VOLESSE FARSI UN’IMMERSIONE NELLO SCOPPIETTANTE MONDO DELLA PERPETUA, QUI È DOVE TUTTO È NATO.)

Nick Cause – Belladonna of Sadness
Depeche Mode –Heaven
LUCIANO PAVAROTTI – Pagliacci
Brunori Sas – Il mondo si divide
Melga – Dicono che sono pazzo
BRUNO MARS – Grenade
Canzoniere Grecanico Salentino – Taranta
BellyActing “O’ Sarracino” –Rivali in Amore
Daniele Vit – Non ti credo più
MIMOSA – Terza Guerra
AC/DC – Hells Bells
Annibale – Liberami
Sara Lyn performs Tribal Fusion Belly Dance in FISSION
ABBA – Cassandra
BARBARA HANNINGAN & GSO – MYSTERIES OF THE MACABRE

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Protetto: Suor Morigerata, nata Prudenzia Accecaragnoli

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Il portatore d’acqua

foto da qui

Quando il portatore d’acqua s’innamorò dell’acqua, il pozzo si ruppe una pietra per ferirgli la mano.
La goccia tonda cadde e intorpidì l’acqua, la quale, non si riconobbe più. Gli scivolò così tra le dita, capitò a terra e lì gioì d’una porosità amica. Il portatore guardò le mani vuote e rosse, toccò il pozzo, marchiandolo a sangue.
Il pozzo senz’acqua, soffrì il suo primo pianto. Asciutto.

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La perpetua – 16

(immagine da qui)
puntata precedente

Il Gran Finale

La perpetua è soddisfatta.

Si aggira per le stanze vaticane, potente.
Vuole il conclave, subito.
Non le è difficile convincere, minacciare, soffocare gli oppositori e si autoelegge, quindi: Papessa.

Il sogno antico. La rivalsa. L’arrivo.
La Chiesa si trasforma e ha un capo donna. Perpetuo.

Perpetuo? Perpetuo?? Perpetuo???

Il genere maschile batte nello sprint finale in un testa a testa mozzafiato il genere femminile!
Com’è stato possibile?
Il gioco linguistico si è mangiato la mantide mangiatrice di lingue.
La perpetua è sbalzata all’inferno disperata e piagnucolante. Nemmeno il diavolo riesce a consolarla, non dopo aver perduto dettando lei le regole del gioco.

Se la dovrà sopportare così. Perpetuamente.

Fine.

BARBARA HANNINGAN & GSO – MYSTERIES OF THE MACABRE
Libretto
Soprano
Psst! Pspsst! Pspspsst!

Chorus
Pspspsst!

Soprano
Shsht!
Co! Coco!

Chorus
Co!

Soprano
Cocococo! Cococo! Cocoding zero! Oh!

Chorus
Aha!

Soprano
Cococoding Zero Zero: highest security-grade!

Chorus
Aha!

Soprano
Zero, Zero! Birds on the wing!

Chorus
Chchchchch!

Soprano
Doubleyousee!
Snakes in the grass!
Rabble, rabble, rabble! Riot, riot!

Chorus
Tootootootootoo!

Soprano
Unlawful assemblies!

Chorus
Chashashashasha!

Soprano
Communal insurrection! Mutinous masses!

Chorus
Chacheechochoocha!

Soprano
Turbulence! Panic! Panic! Paaaaaapaapapapanic!
Groundless! Groundless! Phobia!
Wide of the mark! Right off the track!
Hypopo-Hypopooooooopoooooooopopopopopata-
Hypopochondriria!
Rrsh!

Chorus
What did you say?

Soprano
Rrsh!
March! Marcht! March target! Direction! -rection!
Direction! Prince! Your Palace!
March target royal palace! Palace!
Password: Gogogogolash! / Gogolash!
Demonstrations, ha! Protest actions, ha!
Provocation, ha!
Pst! Pst! Much discretion! Observation!
Take precautions! That’s all!

Pst! Pst! Not a squeak!
Confidential!
One more thing: Bear in mind:
Silence is golden!

One
What is it now?

Soprano
Secret cypher! Code name: Loch Ness Monster!
Comet in sight! Red Glow! Burns bright!
Pst! Sit tight! No fright!
Yes!
No! No!
Yes! No! No! Yes! Yes! No! Beyond all doubt!
Satellite! Asteroid! Planetoid!
Coming fast! Hostile! Perfidious!
Menacing! Momentous!
Fatal!

Stern measures! Stern measures!
Stern measures! Stern measures!

Kukuriku! Kikiriki! He’s coming!
Coming! …
Kekerike! Kokoroko! Kukuriku! Kakarika!
Makarikaka! Makabrikaka! Makabrika!
Kabrikama! Brikamaka! Kamakabri!
Makabri! Makrabi! Makrabey! Makrabey! …
Coming! … Look there! There! There! There!
He’s getting in! … He’s in!
Where’s the guard? … The guard! …
Call the guard! … Call the guar’ …
Call ‘e gua’! … Call guard-a! Da! …
A-da! … Da!! …

Da Da Da Da Psst Da.

Text by Michael Meschke / György Ligeti
English version by Geoffrey Skelton


Misteri del Macabro

Libretto
Soprano

Psst! Pspsst! Pspspsst!


Coro

Pspspsst!


Soprano

Shsht!

Co! Coco!


Coro

Co!


Soprano

Cocococo! Cococo! Cocoding zero! Oh!


Coro

Aha!


Soprano

Cococoding Zero Zero: il più alto grado di sicurezza!


Coro

Aha!


Soprano

Zero, Zero! Uccelli in volo!


Coro

Chchchchch!


Soprano

Vedi doppio!

Serrpenti nell’erba!

Rabbia, marmaglia, marmaglia! Rivolta, rivolta!


Coro

Tootootootootoo!


Soprano

Assemblee illegali!


Coro

Chashashashasha!


Soprano

insurrezione comunale! Masse ammutinate!


Coro

Chacheechochoocha!


Soprano

Turbulence! Panico! Panico! Paaaaaapaapapapanic!

Infondato! Infondato! Fobia!

Largo del segno! Fuori pista!

Hypopo-Hypopooooooopoooooooopopopopopata-

Ipopocondriria!

Rrsh!


Coro

Cosa hai detto?


Soprano

Rrsh!

Marzo! Marcht! Obiettivo di marzo! Direzione! -rezione!

Direzione! Principe! Il tuo palazzo!

Marzo bersaglio palazzo reale! Palazzo!

Password: Gogogogolash! / Gogolash!

Dimostrazioni, ah! Azioni di protesta, ah!

Provocazione, ah!

Pst! Pst! Molta discrezione! Osservazione!

Prendere precauzioni! È tutto!


Pst! Pst! Non uno squittio!

Riservato!

Un’altra cosa: tenete a mente: il

silenzio è d’oro!


Uno

Cosa c’è adesso?


Soprano

Secret cypher! Nome in codice: mostro di Loch Ness!

Cometa in vista! Red Glow! Brucia luminosa!

Pst! Attendi! Niente paura!

Sì!

No! No!

Sì! No! No! Sì! Sì! No! Senza dubbio!

Satellitare! Asteroide! Planetoide!

Venendo veloce! Ostile! Perfido!

Minaccioso! Momentous!

Fatale!


Misure di poppa! Misure di poppa!

Misure di poppa! Misure di poppa!


Kukuriku! Kikiriki! Lui sta arrivando!

In arrivo! …

Kekerike! Kokoroko! Kukuriku! Kakarika!

Makarikaka! Makabrikaka! Makabrika!

Kabrikama! Brikamaka! Kamakabri!

Makabri! Makrabi! Makrabey! Makrabey! … In

arrivo! … Guarda qui! Là! Là! Là!

Sta entrando! … È dentro!

Dov’è la guardia? … La guardia! …

Chiama la guardia! … Chiama il guar ‘…

Chiama “e gua”!
… Chiama la guardia-a!
Da!


A-da!
… Da !!



Da Da Da Da Psst Da.

Testo di Michael Meschke / György Ligeti

Versione inglese di Geoffrey Skelton

(traduzione google)

 

 

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La perpetua – 15

(immagine da qui)
puntata precedente

Gatto contro cane

Da quella partita, però, la guerra si scatena. Dove prima regnava una costretta collaborazione, ora spadroneggia un insanabile conflitto.

Il fenomeno si dimostra presto di grossa portata.
Come cellule impazzite tutti gli ordini minori pretendono ciò a cui non avevano mai potuto ambire. Anche le suore si ribellano e indicono l’autonomia decisionale e finanziaria.
Le porte dei monasteri si chiudono, dentro ci si attrezza per la resistenza, i beni economici sono sottratti allo IOR e nascosti tra costole di santi e zucchine; per essere espugnati ci vorrà una macchina da guerra, non certo una mediazione diplomatica.

Nelle alte sfere si prendono decisioni a colpi d’encicliche e la preoccupazione più grande è che gli obbedienti e operosi possano decidere di assalire il Vaticano.
Con miopia strategica si proibisce di parlare il latino al di fuori della cerchia oligarchica al potere.
La lingua, proprio la lingua negata, fa rinvigorire le mille lingue e le mille anime della Chiesa. È il caos.

continua…

MIMOSA – Terza Guerra
Mi sembra d’impazzire
andare in giro per Milano
e vedere tutte quelle ragazze
in bilico sui loro plateu oh oh
mi sembra d’impazzire
hanno chiuso un gran teatro
per farci un bel supermercato
dove vendono pregiati paté
mi sembra d’impazzire
mi hanno rubato il tempo
ad aspettare in fila
per fare il documento
mi sembra d’impazzire
tu mi hai lasciata sola
in mezzo ai grattacieli
che coprono i tramonti
sono la figlia del lontano futuro
sono zingara come una gatta
sono la figlia degli anni novanta
in preda a una crisi economica erotica
io sono la terza guerra mondiale
sono la terza guerra mondiale
sono la terza guerra mondiale
sono la terza guerra mondiale
sono allergica a mia madre
vorrei conoscere mio padre
il giorno del suo funerale
e dirgli è banale il tuo male
mi sembra d’impazzire
con tutta questa gente a cena
pesce crudo per dimagrire
estinzione all you can eat
perché sono stanca
perché ho finito i soldi
perché giro a vuoto
per riempire il vuoto
mi sembra d’impazzire
tu mi hai lasciata sola
in mezzo hai grattacieli
che coprono i tramonti
sono la figlia del lontano futuro
sono zingara come una gatta
sono la figlia degli anni novanta
in preda a una crisi economica erotica
io sono la terza guerra mondiale
sono la terza guerra mondiale
sono la terza guerra mondiale
sono la terza guerra mondiale.

 

 

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La perpetua – 14

Philip Mulryne, dalla divisa del Manchester United al tradizionale abito bianco e nero dei frati domenicani (immagine da qui)
puntata precedente

L’importanza dello sport.

Tornato dalle ferie teso e arrabbiato come quando era partito, il figlio scopre d’esser stato spostato ad altro incarico, d’essere ufficialmente sotto osservazione e di essere circondato da un nuovo clima di paternalistica accondiscendenza.
Incassa il risultato e smette di fantasticare ad alta voce di apocalisse clericale. Il nuovo impiego è squalificante, umiliante persino, ma mai quanto il rientro in canonica.
Dal delicato macramè, intessuto per ricongiungere bordi slabbrati di relazioni a rischio, alla raccolta di sponsor per gli eventi sportivi interni, ciò è quanto gli hanno cucito addosso, tanto per dimostrare a lui e a tutti come l’attività fisica assicuri equilibrio mentale e disciplina spirituale. Il pacchetto ha incluso anche costante pratica di nuoto e calcetto.

Passano i mesi. Sta circuendo, in una bell’ufficio dall’arredo tecnologico, l’amministratore delegato di una nota azienda svizzera.
I due cellulari iniziano a vibrargli in entrambe le tasche, riponde all’unisono con le mani a pressare le orecchie, in quella posa casuale che tanto bene raffigura la disperazione dell’incredulo. Concitata e brutale la notizia lo assale: mega rissa durante la partita domenicani contro gesuiti: sette morti e quindici feriti.
Ecco l’urlo.
L’AVEVO DETTO! IO L’AVEVO DETTO! IO-L’AVEVO-DETTOOOOOOO!!!!!
Urlo che prosegue per tre giorni.
Poi lo sedano.
Nessuno collega i fatti alle sue precedenti asserzioni, l’urlar per giorni semplicemente struttura in tutti la certezza di una mente fragile di fronte alle pressioni e al dolore.

continua…

Melga – Dicono che sono pazzo
Sento l’aria che mi manca
dicono che sono pazzo
faccio delle cose strane
non ho nemmeno la televisione
preferisco passare il tempo
un po’ dentro di me
che mi capisco a malapena
che sento anche il respiro di un cane,
e faccio a botte con le croci
con i santi, con i rumori
e scrivo una canzone
per te
Un po’ più con te
che lo sai
che questo mondo di maghi e stronzi
non ti ascolta mai
non ti aspetta mai
e mi chiamano pazzo
Non voglio dilungarmi
è una storia complicata
di catene nella testa
di ricordi al caffè
di mia madre e mio padre
loro sanno che c’è
qualcosa dentro me
di reale di profondo
una sorta di ribelle
in lotta con il mondo
ma non con te
Un po’ più con te
che lo sai
che questo mondo di maghi e stronzi
non ti ascolta mai
non ti aspetta mai
non ti crede mai
Un po’ più con te
che lo sai
che questo mondo di maghi e stronzi
non ti ascolta mai
non ti aspetta mai
e mi chiamano pazzo.
(Written and composed by Melga)

 

 

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La perpetua – 13

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 440px-Solomon_Ajax_and_Cassandra.jpg
Aiace d’Oileo porta via Cassandra, opera dell’artista Solomon Joseph Solomon, 1886. (da qui)
puntata precedente

Cassandra

Il figlio pensa a una menzogna.
Ma ingranato è il dubbio. In moto il timore di perdere l’avuto.
Inizia così a scandagliare le future occasioni d’incontro fra i due ordini. Di recente ha notato un aumento d’acredine: amministrabile, conclude.
Più il tempo trascorre e più si convince della possibile veridicità della rivelazione. Sì. Individua alcuni appuntamenti delicati e si mette in azione per ridefinirne i programmi.
L’attività pare curiosa a chi l’osserva e gli si chiede ragione in un’occasione conviviale. Dopo un primo tentennamento, risponde con l’elenco dei probabili rischi. Gli interlocutori lo studiano un attimo e gli rispondono con grasse risate. Non creduto, aumenta la dose e snocciola l’eventualità di morti e feriti. Gli interlocutori gli rispondono con grasse risate. Battendo il pugno sul tavolo e disinteressandosi del bicchiere rovesciato ribatte enumerando i lavori di pregio fino ad allora svolti, una professionalità indiscutibile, ma gli contestano che con una così eccessiva preoccupazione è tempo che si prenda una vacanza. Prosit.
Non demorde, nei giorni successivi, convinto della bontà dell’ipotesi, scavalca alcune gerarchie intermedie e ripropone le stesse preoccupazioni più in alto. Non gli ridono in faccia, ma il consiglio di una piccola vacanza permane.
Vistosi nell’impossibilità di impedire gli eventi, decide di parlare con alcuni rappresentanti dei domenicani e dei gesuiti. Ovviamente la prospettiva di uno scontro frontale di tale portata è negata da tutti. Nel frattempo i diretti superiori iniziano a sospettare un suo smodato protagonismo.

Ha assistito a ogni riunione in calendario, si è sbracciato nelle assemblee per calmare gli animi, placati più che altro dallo stupore indotto in chi lo guardava. È stato ritenuto eccessivo, chissà, forse un po’ sotto pressione, stanco, perfin malato. Queste ultime considerazioni hanno accompagnato il suo nome nei recenti sei mesi e, finalmente, ecco l’ordine non derogabile: vacanza.

Maledicendo mamma, se ne va per un paio di settimane.

continua…

Abba – Cassandra
Giù in strada cantano e gridano tutti
Down in the street they’re all singing and shouting
Rimanere in vita anche se la città è morta
Staying alive though the city is dead
Nascondendo la loro vergogna dietro una risata vuota
Hiding their shame behind hollow laughter
Mentre piangi da solo sul tuo letto
While you are crying alone on your bed
Peccato Cassandra che nessuno ti abbia creduto
Pity Cassandra that no one believed you
Ma poi di nuovo ti sei perso dall’inizio
But then again you were lost from the start
Ora dobbiamo soffrire e vendere i nostri segreti
Now we must suffer and sell our secrets
Affare, giocando in modo intelligente, dolorante nei nostri cuori
Bargain, playing smart, aching in our hearts
Scusa Cassandra, ho capito male
Sorry Cassandra I misunderstood
Adesso sta sorgendo l’ultimo giorno
Now the last day is dawning
Alcuni di noi volevano ma nessuno di noi lo avrebbe fatto
Some of us wanted but none of us would
Ascolta le parole di avvertimento
Listen to words of warning
Ma nelle notti più buie
But on the darkest of nights
Nessuno sapeva come combattere
Nobody knew how to fight
E siamo stati presi nel nostro sonno
And we were caught in our sleep
Scusa Cassandra non ci credevo
Sorry Cassandra I didn’t believe
Hai davvero avuto il potere
You really had the power
L’ho visto solo come sogni che avresti intrecciato
I only saw it as dreams you would weave
Fino all’ultima ora
Until the final hour
Quindi la mattina la tua nave salperà
So in the morning your ship will be sailing
Ora che tuo padre e tua sorella se ne sono andati
Now that your father and sister are gone
Non hai motivo di indugiare
There is no reason for you to linger
Stai soffrendo profondamente ma stai ancora andando avanti
You’re grieving deeply but still moving on
Sai che il futuro getta un’ombra
You know the future is casting a shadow
Nessun altro lo vede ma tu conosci il tuo destino
No one else sees it but you know your fate
Fare le valigie, essere lento e accurato
Packing your bags, being slow and thorough
Sapendo, anche se sei in ritardo, quella nave aspetterà sicuramente
Knowing, though you’re late, that ship is sure to wait
Scusa Cassandra, ho capito male
Sorry Cassandra I misunderstood
Adesso sta sorgendo l’ultimo giorno
Now the last day is dawning
Alcuni di noi volevano ma nessuno di noi lo avrebbe fatto
Some of us wanted but none of us would
Ascolta le parole di avvertimento
Listen to words of warning
Ma nelle notti più buie
But on the darkest of nights
Nessuno sapeva come combattere
Nobody knew how to fight
E siamo stati presi nel nostro sonno
And we were caught in our sleep
Scusa Cassandra non ci credevo
Sorry Cassandra I didn’t believe
Hai davvero avuto il potere
You really had the power
L’ho visto solo come sogni che avresti intrecciato
I only saw it as dreams you would weave
Fino all’ultima ora
Until the final hour
Ho visto la nave lasciare il porto all’alba
I watched the ship leaving harbor at sunrise
Vele quasi allentate nella fresca pioggia mattutina
Sails almost slack in the cool morning rain
Era in piedi sul ponte, solo una piccola figura
She stood on deck, just a tiny figure
Rigidi e controllati, occhi azzurri pieni di dolore
Rigid and restrained, blue eyes filled with pain
Scusa Cassandra, ho capito male
Sorry Cassandra I misunderstood
Adesso sta sorgendo l’ultimo giorno
Now the last day is dawning
Alcuni di noi volevano ma nessuno di noi lo avrebbe fatto
Some of us wanted but none of us would
Ascolta le parole di avvertimento
Listen to words of warning
Ma nelle notti più buie
But on the darkest of nights
Nessuno sapeva come combattere
Nobody knew how to fight
E siamo stati presi nel nostro sonno
And we were caught in our sleep
Scusa Cassandra non ci credevo
Sorry Cassandra I didn’t believe
Hai davvero avuto il potere
You really had the power
L’ho visto solo come sogni che avresti intrecciato
I only saw it as dreams you would weave
Fino all’ultima ora
Until the final hour
Mi dispiace Cassandra
I’m sorry Cassandra
Mi dispiace Cassandra
I’m sorry Cassandra
Mi dispiace Cassandra
I’m sorry Cassandra
Mi dispiace Cassandra
I’m sorry Cassandra
(Fonte: Musixmatch)

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La perpetua – 12

puntata precedente

La prima vera rivelazione

Le relazioni tra gli ordini sono sempre un po’ tese, ma accettabili. La diversificazione dei compiti, attuata per secoli dalla Chiesa, ne garantisce prosperità e continuazione.

Il figlio ha fatto altra strada, è ormai a capo di un gruppo che cura le comunicazioni tra i molteplici ordini, tra i paesi, tra i metodi, tra le frustrazioni. Tuttavia non ha accesso ad una serie di informazioni delicate, gli è consentito sapere solo quanto basta. L’impegno di mediazione tra le parti è sempre un po’ monco, in mancanza dei retroscena fondamentali. Non importa.

Mamma si fa viva, è il momento giusto.
Non lo lascia parlare, gli annuncia la prima sciagura, una sciagura che, verificandosi, gli costerà la retrocessione fino al ritorno in canonica.
Ci sarà un feroce scontro tra domenicani e gesuiti: sette morti e quindici feriti.

Crederle? Non crederle?

continua

Daniele Vit – Non ti credo più
Non ti credo più
e va bene così
ho provato a ritornare
ma il fango addosso ancore ce l’ho
Non ti credo più
e forse è meglio così
se il destino vuole questo
non vuole un compromesso
ma sei..quello che io vorrei Rit:
Non ti credo più
corri lontana da me
ho provato a non pensare
a raffreddare il fuoco che è in me
non ti credo più
e non resisto così
ma quel vento del mattino
mi porta il tuo profumo
perchè
non ti credo più
forse ho sbagliato così
se ti perdo ci sto male
si soffre per amore
sei tu
ora non ci sei più
Rit:
Non ti credo più
corri lontana da me
ho provato a non pensare
a raffreddare il fuoco che è in me
non ti credo più
e soffrirò senza te
ma non riesco a non pensare
non riesco a non odiarti
non riesco e tu non mi fermerai
e soltanto un errore pensariti per me
è soltanto un errore pensarmi per te
solo un attimo e sarai lontata
ma ora no
Rit:
Non ti credo più
corri lontana da me
ho provato a non pensare
a raffreddare il fuoco che è in me
non ti credo più
e soffrirò senza te
ma non riesco a non pensare
non riesco a non odiarti
non riesco e tu non mi fermerai
non ti credo più…
(fonte Wikitesti)

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In tutto

Immagine presa qui

Eccomi qui. Come tu mi vuoi. Tuta d’oro. Come le ragazze che possono. Scarpe con tacco alto. Nere. I riccioli di quella tonalità castana che ti piace tanto. Folti, più folti di prima, da non poterli accarezzare. Ti basta guardarli. Le labbra da pompino, finalmente. Gli zigomi un po’ gonfi, per tener su la faccia e le rughe, andate. Via, scappate. Il volpino al piede, stranamente tranquillo. Tutto è tranquillo qui fuori e anche lui. E anche io. Grazie a Dio ho gli occhiali da sole grandi. Grandissimi. Fa freddo oggi e ti ho dato due figli. Ti ho assecondato in tutto.

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La perpetua – 11

puntata precedente

Il disegno

Far litigare, dividere, frazionare.

Sta pensando a uno scisma.

Rafforzare le ambizioni di ordini minori, minare il potere di quelli al comando, mescolare le carte in tavola facendo scontrare più settori su una stessa gestione, aizzare le suore, rendere la lingua comune accessibile a pochi, babelizzare. Un disegno mastodontico. Bellissimo.

continua…

Il mondo si divide · Brunori Sas
Il mondo si divide fra chi pensa che i violenti
Debbano essere trattati con violenza
E chi pensa che con la violenza invece non si ottenga
Nient’altro che violenza
Ci sono certi giorni in cui penso che sia giusto fare bene
A prescindere dal male che mi torna
E ci sono i giorni in cui vorrei strozzare
Anche mia mamma
Ma c’è un universo solo
Che unisce il cielo e il mare
E stanotte io voglio solo respirare
Con l’acqua fino al collo
E gli occhi dritti al cielo
Io stanotte voglio stare un po’ leggero
Il mondo si divide fra chi pensa che i falliti
Debbano essere trattati come tali
E chi pensa che rialzarsi bene dopo una caduta
Sia il meglio della vita
Ci sono certi giorni in cui vorrei alzare anch’io
La Coppa Dei Campioni
E poi ci sono i giorni in cui mi sento veramente
il peggiore dei coglioni
Ma c’è un universo solo
Che unisce il cielo e il mare
E stanotte io voglio solo respirare
Con l’acqua fino al collo
E gli occhi dritti al cielo
Io stanotte voglio stare un po’ leggero
Con l’acqua fino al collo
E gli occhi dritti al cielo
Io stanotte voglio starmene sereno
Superficiale a volte non è male
Anzi spesso è così bello
Ridere del mio cervello
C’è un universo solo
Che unisce il cielo e il mare
E io stanotte voglio solo respirare
Dividere le cose
È un gioco della mente
Il mondo si divide inutilmente
Il mondo si divide inutilmente

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Grow

Ecco una seconda fantastica collaborazione con DiDì. Le immagini sono sue e così il titolo. Di mio c’è il testo.

Buona visione.


Immagine di @didilucephotoblog

Fuuuuuhhhhh.
Fuori tutto. Un negativo polmonare.
Guardo più del dovuto. Non ti disperdi. Stalli.
Forma.
Maledetta forma.
So cosa sei!
(Potrei non essere pronto.)


Immagine di @didilucephotoblog

Breve pressione su palpebre chiuse.
Si inizia.
Ma sì, l’ho accettato.
Continuiamo.
Ti seguo.
(Eppure stavo così bene, non ne capisco il bisogno.)


Immagine di @didilucephotoblog

Ah, quel colore!
A mangiarmi i contorni.
So dove porta.
Sempre troppo fuori.
(Sempre troppo dentro.)


Immagine di @didilucephotoblog

Ci siamo.
Espugni il mio cazzo mentale. E tiri.
Smettila!
(Collaboro.)
Mostrami solo dove ficcarlo! (Son calmo.)

Immergermi e uscire.
Penetrare e ritrarmi.
Insoliti i pensieri seducono e respingono.
Visioni inedite: a morsi.


Immagine di @didilucephotoblog

E sempre in titubanza mi trovi, all’inizio.
(Con questi passi rubati a un cha cha.)
Poi i suoni, perduti nella frenesia.
La nuova acquisizione in monta.
La Verità trascina.
Resisto a un istante.

Che esplode.


Immagine di @didilucephotoblog

Oh, compiuta vampa.
Di mio tinta.

(Di mio tinta…)


Immagine di @didilucephotoblog

Apro gli occhi.
Ti mostri in positivo. Adesso.
Riconosco.
Te. E a te.
Me. E a me.
Lei. E a lei: piccola crescita.

(Svanisci.)

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La perpetua – 10

(Immagine ID 84648168 © Voyagerix
| Dreamstime.com)
puntata precedente

Una rivelazione innocente

– Mamma! Che ci fai qui?

– Passavo.

– Qui non passa nessuno se non autorizzato!

– Ho l’autorizzazione, guarda, firma e sigillo, ti basta?

– Che vuoi?

– Devo confessarti una cosa.

– Io non ti confesso.

– Tu non ti puoi astenere dal farlo, su da bravo, ci mettiamo qui e ti racconto un paio di cosette.

– Non ti sento, non ti sento, bla bla bla bla, non ti sento…

– Senti invece, visto che ad andare in paradiso non ci tieni, lo abbiamo assodato la volta scorsa, ti parlerò dell’inferno.

– E che c’entra l’inferno?

– Figlio degenere, la mamma è così perché qualcuno laggiù se ne è incapricciato.

– No…

– Sì.

– No…

– Ho detto di sì e adesso ti dico anche che la campana rosa, i tarantolati, l’esorcista fessacchiotto e la sparizione della cuoca sono opera mia.

– Ma mamma!

– Anche la carriera che hai fatto è opera mia. Ti piace?

– Un sacco!

– Ecco, questa è la mia prima rivelazione, adesso vado.

– Mamma!

– Arrivederci figlio.

Ce l’avrebbe fatta, il figlio sarebbe riuscito a tenersi questa cosa per sé. Lo spauracchio della pazzia e lo spettro di Cassandra aleggiavano sulla sua persona, non avrebbe raccontato a nessuno una storia così, per l’appunto, incredibile.

continua…

Sara Lyn performs Tribal Fusion Belly Dance in FISSION

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Story-Lenny 9

Ringrazio (in ordine di apparizione) brunonavoni, Yleniaely, andream2016, Ettore Massarese (fu Franz), raccoltaedifferenziata, Nonna Pitilla, Marco, Sara Provasi, Adriano, Alidada, eleonorabergonti!!!

I materiali sono tutti in fondo. Buon divertimento!


Lenny, entra…

La porta si apre piano. La figura nota entra. Tituba sull’uscio. Lo sguardo a girovagar per la stanza e poi a un tratto fisso, serio. Mi punta.

– Lenny, entra…

Ma sei pazza? Non son pronto! Guardare il mio antagonist… personaggio appropriarsi dello spazio? Non Guardo! Non sento! Non parlo!

– Vieni Lenny, ho riordinato. Non volevo tu vedessi tutto sottosopra. Accomodati. Vuoi qualcosa da bere? Sistemo la roba della palestra e l’asciugamano bagnato dalla doccia. È un attimo.

Na na na na na na na na na…

– Fai come fossi a casa tua. Sai, pensavo, se preparassi una pasta al volo? Non grandi quantità, non vorrei ci appesantisse. O preferisci un filetto con della verdura fresca? Io lo voglio al sangue, ma se ti piace ben cotto basta tu lo dica, lo metto su prima del mio. Fammi una cortesia, apri la bottiglia che c’è in cucina e, tanto lo vedi, travasa il vino nel decanter.

Non sento non sento non sento non sento non sento!

– Io vado in camera a cambiarmi. Trovarti fuori dalla palestra è stata una vera sorpresa, ma ora dammi il tempo per una veloce restaurata.

Non vedo non vedo non vedo non vedo non vedo!

– (Maledette etichette) ho comprato un intimo stepitoso ieri, era in saldo… ah, la tovaglia è nel primo cassetto a destra, anzi, le tovaglie, ecco, non quella natalizia, ti prego. Ti ho mai raccontato di come mi sia entrata in casa quella natalizia? Era stesa al piano di sopra e con il temporale è planata sul balcone. Quando sono salita per restituirla gli inquilini erano scappati avvisati di una probabile incursione notturna dei Carabinieri. Hai capito che roba? Roba da matti! Avevo sulla testa dei pregiudicati e non mi ero accorta di niente. Ok, avevano frequentazioni un po’ sopra le righe, ma sai com’è in condominio, se inizi a fare le pulci agli altri non vivi più, il gioco diventa al massacro. Comunque, la tovaglia è molto bella e me la sono tenuta. Lenny? Ah, sì, vanno bene anche quei piatti. I bicchieri fai tu… hai deciso cosa vuoi mangiare? Guarda, sono quasi pronta. Giusto un po’ di trucco.

(Non parlo non parlo non parlo non parlo!) (No!)

Cara ha finito di sculettare per entrare nel tubino da matrimonio altrui. Sta calzando un paio di scarpe con un tacco che non le ho mai visto portare ed è contemporaneamente alle prese con lo spazzolino del mascara. Qualche colpetto a memoria, lo specchio a controllare ed è la volta del rossetto.

Mai vista così…

E che cazzo!

BU!!!

– Eccomi, ci sono, sono pronta Lenny. Lenny? Lenny??? Dove sei Lenny? (stronzo…)

Se Cara abbassa lo sguardo scoprirà che Lenny non è scappato… forse un po’ troppe apparizioni a sorpresa l’hanno messo KO. Qui ci vogliono i sali per farlo rinvenire… qualcuno li ha?

eleonorabergonti (6/12/2021)

LETTORE A

Io credo che a Lenny piaccia scherzare e poi vuole capire fino a che punto Cara desidera la sua presenza. Da qualche parte c’è di sicuro, basta saperlo cercare. Chissà se addosso ha un profumo che lo contraddistingue (sarebbe sensuale se fosse così)… di certo la sensualità di lui sarebbe un bel piacere per Cara.

Alidada (7/1/2021)


STORY-LENNY è un gioco di trame. Ecco qualche informazione in più QUI.

Si può giocare in diversi modi:

  1. Contributi interni alla singola puntata (comunque autoconclusiva);
  2. contributi di stravolgimento della trama complessiva;
  3. contributi esterni a piacere.

Per chi vuol cercare il pelo nell’uovo ammetto che sì, camuffate vi sono alcune pubblicità occulte… trovatele se ne siete capaci!
Ricordo mestamente che a chi tocca non si ingrugna e che i botta e risposta sono leciti, anzi sono i benvenuti.
Da oggi è possibile attaccare trame a quelle altrui! Anche nelle puntate precedenti.

Poi ci sono i super supporti HARD e DIVERSAMENTEHARD alla trama, i divertenti Extra-Lenny 1, Extra-Lenny 2 e Extra-Lenny 4 e Extra-Lenny 5 di Andream2016 e l’Extra-Lenny 3 di Sara Provasi – (Grazie!)


RIEPILOGO AGGIORNATO DEL CAPITOLO

  1. Cara porta Lenny a casa. Il Narratore, non è pronto ad affrontarne la presenza in carne e ossa.
  2. Cara va a cambiarsi e intando dà a Lenny indicazioni per apparecchiare: mangeranno insieme e lì.
  3. Il Narratore non vuole guardare, ma non l’ha mai vista vestita da sera e decide d’ntervenire spaventando Lenny.
  4. Quando Cara torna pronta per la cena, Lenny è scappato.
  5. Se Cara abbassasse lo sguardo lo troverebbe per terra svenuto…
  6. Il Lettore A dice che Lenny vuole in realtà testare quanto la sua presenza sia gradita a Cara, giocando di assenza… e se avesse un profumo che lo distinguesse?