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Story-Lenny 10

QUESTO È UN TESTO MANIPOLABILE DAL LETTORE, SIA LA SINGOLA PUNTATA CHE LA TRAMA COMPLESSIVA, A PIACERE.

BREVE RIASSUNTO
Il Narratore irrompe nella quotidianità di un suo personaggio: Cara. Considerandola una propria creatura assume l’atteggiamento di un Creatore Onnipotente. Cara reagisce e resiste, ha una vita e in essa è presente Lenny. Il Narratore, invaghito, alterna seduzione e irrispettoso interventismo per costringerla a lasciare Lenny e dedicarsi a lui soltanto.
Qui, siamo al punto in cui il Narratore ha fatto saltare la cena romantica di Cara e Lenny, spaventando quest’ultimo e costringendolo alla fuga.


Ringrazio (in ordine di apparizione) brunonavoni, Yleniaely, andream2016, Ettore Massarese (fu Franz), raccoltaedifferenziata, Nonna Pitilla, Marco, Sara Provasi, Adriano, Alidada, eleonorabergonti, Evaporata!!!

I materiali sono tutti in fondo. Buon divertimento!


Lenny, torna su! (10)

(immagine da qui)

La porta si apre piano. Dal pianerottolo giunge una voce “Lenny, torna su!”, ma non pare ottenere risultati. Cara rientra furiosa. La porta si chiude piano, autonoma.

– Dobbiamo parlare!

È bellissima… vestita per sedurre e arrabbiata. Pare sarò io il fortunato a goderne appieno.

– Eh no, caro!

Non vuoi un goccio di vino? C’è il decanter, il tuo bicchiere preferito, sei sempre più soave dopo un bicchiere di vino.

Soave un par di palle, Narratore!

Ahi… non è un bel segno quando mi chiami per nome. Siediti, su, non ti affaticano quei tacchi alti? Non hai voglia di toglierli, massaggiarti le piante dei piedi, allungare le belle gambe sul divano e ascoltare magari un po’ di musica d’atmosfera? Non hai voglia poi, magari, di accarezzarti languida il ventre e…

– Ma la pianti? Ho detto che dobbiamo parlare!

Va bene.

– Così non si può andare avanti. Ho una vita io!

Lo rispetto.

– Non è vero! Non ti limiti a osservare, tu vuoi dirigere il mio presente! Per non parlare del futuro.

So che la cosa ti disturba, ma è nell’ordine delle cose. Io sono il tuo Narratore.

– Non me ne frega un cazzo di chi sei! Non ti ho evocato come uno spirito dell’Oltretomba!

La situazione non cambia.

– Sì invece… io, io voglio che tu te ne vada.

No.

– Sì.

Lo sai, poi ti manco, lo hai ammesso ieri.

– Ieri non avevo idea della piega che avresti preso!

Lo sai da sempre qual è la mia piega, non ho mai nascosto l’essere un manipolatore!

– Stai alzando la voce?

Sì!

– Ah!

Cosa stai facendo adesso?

– Vado da Lenny!

No!

– Sì!

Ah!

– Non aspettarmi!

L’ho appena mandato a giocare a calcetto!

– No!

Sì!

– Ah!

Esco, non aspettarmi!

– No!

Sì!

– Ah!

Cara resta inebetita dallo scambio appena avvenuto. La finestra si chiude piano.

LETTORE M

Ma Cara esisterà ancora senza il narratore? Son curiosa!!!

Nonna Pitilla (24-2-2021 ore 19:06)

A sorpresa arriva Hannibal the cannibal che si mangia il narratore così Cara può fare quello che le pare.
Però, ormai, Hannibal è entrato nella storia, quindi…
Ah…stai attenta anche tu, perché lui riesce a materializzarsi in qualunque momento alle tue spalle.
Magari stanotte mentre dormi.
Compra un pacco grande di Arbre magique alla vaniglia dolce, e mettili tutti intorno al letto, so che Hannibal li detesta.
Insomma un po’ come quando girano i vampiri e bisogna circondarsi di aglio, che poi non è detto che tutti i vampiri mordano il collo per succhiare sangue.
Io ne conosco uno che…ti ho mai raccontato la storia di Biancaneve e Dracula?

Evaporata (24-2-2021 ore 19:45)

VOCE FUORI CAMPO

Beh, Cara deve pur realizzare prima o poi che senza il Narratore lei cesserà di esistere, quindi deve agire con furbizia per allontanarlo da sé senza eliminarlo dalla sua vita. Penso che dovrà cercargli un diversivo che lo occupi, un qualcosa come nel film di Wargames in cui computer bellico sta per distruggere il mondo, ma gli eroi gli insegnano il gioco di filofiletto e così lui si distrae e tutti vissero felici e contenti. Ora c’è da pensare quale potrebbe essere un buon diversivo… no?

Alidada (24-2-2021 ore 23:52)

LETTORE E

Secondo me, dopo questa discussione, il Narratore se n’è andato a giocare a calcetto insieme a Lenny ma siccome è una pippa a giocare a calcetto l’hanno messo in porta, è stato notato da un talent scout ed ora è il portiere di riserva dell’Italia per gli Europei di quest’anno.

eleonorabergonti (26-2-2021 ore 10:00)


STORY-LENNY è un gioco di trame. Ecco qualche informazione in più QUI.

Si può giocare in diversi modi:

  1. Contributi interni alla singola puntata (comunque autoconclusiva);
  2. contributi di stravolgimento della trama complessiva;
  3. contributi esterni a piacere.

Per chi vuol cercare il pelo nell’uovo ammetto che sì, camuffate vi sono alcune pubblicità occulte… trovatele se ne siete capaci!
Ricordo mestamente che a chi tocca non si ingrugna e che i botta e risposta sono leciti, anzi sono i benvenuti.
Da oggi è possibile attaccare trame a quelle altrui! Anche nelle puntate precedenti.

Poi ci sono i super supporti HARD e DIVERSAMENTEHARD alla trama, i divertenti Extra-Lenny 1, Extra-Lenny 2 e Extra-Lenny 4 e Extra-Lenny 5 di Andream2016 e l’Extra-Lenny 3 di Sara Provasi – (Grazie!)


RIEPILOGO AGGIORNATO DEL CAPITOLO

  1. Lenny è scappato dalla cena romantica spaventato dal “BU!” del Narratore.
  2. Cara affronta il Narratore e lo vuole fuori dalla sua vita.estita da sera e decide d’ntervenire spaventando Lenny.
  3. Dopo un botta e risposta tra i due, il Narratore se ne va.
  4. Mentre il Lettore M si chiede se esisterà ancora Cara senza Narratore, fa il suo ingresso Hannibal che se lo pappa lasciando Cara libera e bella.
  5. Hannibal minaccia le notti dell’autrice (me, io).
  6. La Voce fuori campo si interroga su come Cara possa, per sopravvivere senza il Narratore, distrarlo in altro. In questo vien utile la metafora di “Wargames”, ma il modo è da pensare…
  7. Il Lettore E ipotizza che il Narratore sia andato a giocare a calcetto con Lenny. Essendo una schiappa e messo in porta, potrebbe essere stato adocchiato per occupare la panchina come portiere dell’Italia agli Europei.

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E Lenny?

– E Lenny?
(Mi ha chiesto l’Ulivo Pensante.)
– Torna.
(Ho risposto all’Ulivo Pensante.)
– Ah, ecco.
(Ha … l’Ulivo Pensante.)


Nel frattempo, per il diletto di tutti, allego i link dei PROIBITI, BOLLENTI, SUPERSEXY E FINANCHE PORNO Extra-Lenny!
Non ingozzatevi!

Grazie ad ANDREAM2016 e a SARA PROVASI!!!
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La perpetua – la colonna sonora

I VIDEO MUSICALI SONO STATI UNA PARTE INTEGRANTE DELLA STORIA. LI RACCOLGO QUI, SE QUALCUNO VUOLE GODERSELI SENZA GIRONZOLARE TROPPO PER IL BLOG. BUONA VISIONE E BUON ASCOLTO.

(PER CHI VOLESSE FARSI UN’IMMERSIONE NELLO SCOPPIETTANTE MONDO DELLA PERPETUA, QUI È DOVE TUTTO È NATO.)

Nick Cause – Belladonna of Sadness
Depeche Mode –Heaven
LUCIANO PAVAROTTI – Pagliacci
Brunori Sas – Il mondo si divide
Melga – Dicono che sono pazzo
BRUNO MARS – Grenade
Canzoniere Grecanico Salentino – Taranta
BellyActing “O’ Sarracino” –Rivali in Amore
Daniele Vit – Non ti credo più
MIMOSA – Terza Guerra
AC/DC – Hells Bells
Annibale – Liberami
Sara Lyn performs Tribal Fusion Belly Dance in FISSION
ABBA – Cassandra
BARBARA HANNINGAN & GSO – MYSTERIES OF THE MACABRE

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La perpetua – 16

(immagine da qui)
puntata precedente

Il Gran Finale

La perpetua è soddisfatta.

Si aggira per le stanze vaticane, potente.
Vuole il conclave, subito.
Non le è difficile convincere, minacciare, soffocare gli oppositori e si autoelegge, quindi: Papessa.

Il sogno antico. La rivalsa. L’arrivo.
La Chiesa si trasforma e ha un capo donna. Perpetuo.

Perpetuo? Perpetuo?? Perpetuo???

Il genere maschile batte nello sprint finale in un testa a testa mozzafiato il genere femminile!
Com’è stato possibile?
Il gioco linguistico si è mangiato la mantide mangiatrice di lingue.
La perpetua è sbalzata all’inferno disperata e piagnucolante. Nemmeno il diavolo riesce a consolarla, non dopo aver perduto dettando lei le regole del gioco.

Se la dovrà sopportare così. Perpetuamente.

Fine.

BARBARA HANNINGAN & GSO – MYSTERIES OF THE MACABRE
Libretto
Soprano
Psst! Pspsst! Pspspsst!

Chorus
Pspspsst!

Soprano
Shsht!
Co! Coco!

Chorus
Co!

Soprano
Cocococo! Cococo! Cocoding zero! Oh!

Chorus
Aha!

Soprano
Cococoding Zero Zero: highest security-grade!

Chorus
Aha!

Soprano
Zero, Zero! Birds on the wing!

Chorus
Chchchchch!

Soprano
Doubleyousee!
Snakes in the grass!
Rabble, rabble, rabble! Riot, riot!

Chorus
Tootootootootoo!

Soprano
Unlawful assemblies!

Chorus
Chashashashasha!

Soprano
Communal insurrection! Mutinous masses!

Chorus
Chacheechochoocha!

Soprano
Turbulence! Panic! Panic! Paaaaaapaapapapanic!
Groundless! Groundless! Phobia!
Wide of the mark! Right off the track!
Hypopo-Hypopooooooopoooooooopopopopopata-
Hypopochondriria!
Rrsh!

Chorus
What did you say?

Soprano
Rrsh!
March! Marcht! March target! Direction! -rection!
Direction! Prince! Your Palace!
March target royal palace! Palace!
Password: Gogogogolash! / Gogolash!
Demonstrations, ha! Protest actions, ha!
Provocation, ha!
Pst! Pst! Much discretion! Observation!
Take precautions! That’s all!

Pst! Pst! Not a squeak!
Confidential!
One more thing: Bear in mind:
Silence is golden!

One
What is it now?

Soprano
Secret cypher! Code name: Loch Ness Monster!
Comet in sight! Red Glow! Burns bright!
Pst! Sit tight! No fright!
Yes!
No! No!
Yes! No! No! Yes! Yes! No! Beyond all doubt!
Satellite! Asteroid! Planetoid!
Coming fast! Hostile! Perfidious!
Menacing! Momentous!
Fatal!

Stern measures! Stern measures!
Stern measures! Stern measures!

Kukuriku! Kikiriki! He’s coming!
Coming! …
Kekerike! Kokoroko! Kukuriku! Kakarika!
Makarikaka! Makabrikaka! Makabrika!
Kabrikama! Brikamaka! Kamakabri!
Makabri! Makrabi! Makrabey! Makrabey! …
Coming! … Look there! There! There! There!
He’s getting in! … He’s in!
Where’s the guard? … The guard! …
Call the guard! … Call the guar’ …
Call ‘e gua’! … Call guard-a! Da! …
A-da! … Da!! …

Da Da Da Da Psst Da.

Text by Michael Meschke / György Ligeti
English version by Geoffrey Skelton


Misteri del Macabro

Libretto
Soprano

Psst! Pspsst! Pspspsst!


Coro

Pspspsst!


Soprano

Shsht!

Co! Coco!


Coro

Co!


Soprano

Cocococo! Cococo! Cocoding zero! Oh!


Coro

Aha!


Soprano

Cococoding Zero Zero: il più alto grado di sicurezza!


Coro

Aha!


Soprano

Zero, Zero! Uccelli in volo!


Coro

Chchchchch!


Soprano

Vedi doppio!

Serrpenti nell’erba!

Rabbia, marmaglia, marmaglia! Rivolta, rivolta!


Coro

Tootootootootoo!


Soprano

Assemblee illegali!


Coro

Chashashashasha!


Soprano

insurrezione comunale! Masse ammutinate!


Coro

Chacheechochoocha!


Soprano

Turbulence! Panico! Panico! Paaaaaapaapapapanic!

Infondato! Infondato! Fobia!

Largo del segno! Fuori pista!

Hypopo-Hypopooooooopoooooooopopopopopata-

Ipopocondriria!

Rrsh!


Coro

Cosa hai detto?


Soprano

Rrsh!

Marzo! Marcht! Obiettivo di marzo! Direzione! -rezione!

Direzione! Principe! Il tuo palazzo!

Marzo bersaglio palazzo reale! Palazzo!

Password: Gogogogolash! / Gogolash!

Dimostrazioni, ah! Azioni di protesta, ah!

Provocazione, ah!

Pst! Pst! Molta discrezione! Osservazione!

Prendere precauzioni! È tutto!


Pst! Pst! Non uno squittio!

Riservato!

Un’altra cosa: tenete a mente: il

silenzio è d’oro!


Uno

Cosa c’è adesso?


Soprano

Secret cypher! Nome in codice: mostro di Loch Ness!

Cometa in vista! Red Glow! Brucia luminosa!

Pst! Attendi! Niente paura!

Sì!

No! No!

Sì! No! No! Sì! Sì! No! Senza dubbio!

Satellitare! Asteroide! Planetoide!

Venendo veloce! Ostile! Perfido!

Minaccioso! Momentous!

Fatale!


Misure di poppa! Misure di poppa!

Misure di poppa! Misure di poppa!


Kukuriku! Kikiriki! Lui sta arrivando!

In arrivo! …

Kekerike! Kokoroko! Kukuriku! Kakarika!

Makarikaka! Makabrikaka! Makabrika!

Kabrikama! Brikamaka! Kamakabri!

Makabri! Makrabi! Makrabey! Makrabey! … In

arrivo! … Guarda qui! Là! Là! Là!

Sta entrando! … È dentro!

Dov’è la guardia? … La guardia! …

Chiama la guardia! … Chiama il guar ‘…

Chiama “e gua”!
… Chiama la guardia-a!
Da!


A-da!
… Da !!



Da Da Da Da Psst Da.

Testo di Michael Meschke / György Ligeti

Versione inglese di Geoffrey Skelton

(traduzione google)

 

 

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La perpetua – 15

(immagine da qui)
puntata precedente

Gatto contro cane

Da quella partita, però, la guerra si scatena. Dove prima regnava una costretta collaborazione, ora spadroneggia un insanabile conflitto.

Il fenomeno si dimostra presto di grossa portata.
Come cellule impazzite tutti gli ordini minori pretendono ciò a cui non avevano mai potuto ambire. Anche le suore si ribellano e indicono l’autonomia decisionale e finanziaria.
Le porte dei monasteri si chiudono, dentro ci si attrezza per la resistenza, i beni economici sono sottratti allo IOR e nascosti tra costole di santi e zucchine; per essere espugnati ci vorrà una macchina da guerra, non certo una mediazione diplomatica.

Nelle alte sfere si prendono decisioni a colpi d’encicliche e la preoccupazione più grande è che gli obbedienti e operosi possano decidere di assalire il Vaticano.
Con miopia strategica si proibisce di parlare il latino al di fuori della cerchia oligarchica al potere.
La lingua, proprio la lingua negata, fa rinvigorire le mille lingue e le mille anime della Chiesa. È il caos.

continua…

MIMOSA – Terza Guerra
Mi sembra d’impazzire
andare in giro per Milano
e vedere tutte quelle ragazze
in bilico sui loro plateu oh oh
mi sembra d’impazzire
hanno chiuso un gran teatro
per farci un bel supermercato
dove vendono pregiati paté
mi sembra d’impazzire
mi hanno rubato il tempo
ad aspettare in fila
per fare il documento
mi sembra d’impazzire
tu mi hai lasciata sola
in mezzo ai grattacieli
che coprono i tramonti
sono la figlia del lontano futuro
sono zingara come una gatta
sono la figlia degli anni novanta
in preda a una crisi economica erotica
io sono la terza guerra mondiale
sono la terza guerra mondiale
sono la terza guerra mondiale
sono la terza guerra mondiale
sono allergica a mia madre
vorrei conoscere mio padre
il giorno del suo funerale
e dirgli è banale il tuo male
mi sembra d’impazzire
con tutta questa gente a cena
pesce crudo per dimagrire
estinzione all you can eat
perché sono stanca
perché ho finito i soldi
perché giro a vuoto
per riempire il vuoto
mi sembra d’impazzire
tu mi hai lasciata sola
in mezzo hai grattacieli
che coprono i tramonti
sono la figlia del lontano futuro
sono zingara come una gatta
sono la figlia degli anni novanta
in preda a una crisi economica erotica
io sono la terza guerra mondiale
sono la terza guerra mondiale
sono la terza guerra mondiale
sono la terza guerra mondiale.

 

 

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La perpetua – 14

Philip Mulryne, dalla divisa del Manchester United al tradizionale abito bianco e nero dei frati domenicani (immagine da qui)
puntata precedente

L’importanza dello sport.

Tornato dalle ferie teso e arrabbiato come quando era partito, il figlio scopre d’esser stato spostato ad altro incarico, d’essere ufficialmente sotto osservazione e di essere circondato da un nuovo clima di paternalistica accondiscendenza.
Incassa il risultato e smette di fantasticare ad alta voce di apocalisse clericale. Il nuovo impiego è squalificante, umiliante persino, ma mai quanto il rientro in canonica.
Dal delicato macramè, intessuto per ricongiungere bordi slabbrati di relazioni a rischio, alla raccolta di sponsor per gli eventi sportivi interni, ciò è quanto gli hanno cucito addosso, tanto per dimostrare a lui e a tutti come l’attività fisica assicuri equilibrio mentale e disciplina spirituale. Il pacchetto ha incluso anche costante pratica di nuoto e calcetto.

Passano i mesi. Sta circuendo, in una bell’ufficio dall’arredo tecnologico, l’amministratore delegato di una nota azienda svizzera.
I due cellulari iniziano a vibrargli in entrambe le tasche, riponde all’unisono con le mani a pressare le orecchie, in quella posa casuale che tanto bene raffigura la disperazione dell’incredulo. Concitata e brutale la notizia lo assale: mega rissa durante la partita domenicani contro gesuiti: sette morti e quindici feriti.
Ecco l’urlo.
L’AVEVO DETTO! IO L’AVEVO DETTO! IO-L’AVEVO-DETTOOOOOOO!!!!!
Urlo che prosegue per tre giorni.
Poi lo sedano.
Nessuno collega i fatti alle sue precedenti asserzioni, l’urlar per giorni semplicemente struttura in tutti la certezza di una mente fragile di fronte alle pressioni e al dolore.

continua…

Melga – Dicono che sono pazzo
Sento l’aria che mi manca
dicono che sono pazzo
faccio delle cose strane
non ho nemmeno la televisione
preferisco passare il tempo
un po’ dentro di me
che mi capisco a malapena
che sento anche il respiro di un cane,
e faccio a botte con le croci
con i santi, con i rumori
e scrivo una canzone
per te
Un po’ più con te
che lo sai
che questo mondo di maghi e stronzi
non ti ascolta mai
non ti aspetta mai
e mi chiamano pazzo
Non voglio dilungarmi
è una storia complicata
di catene nella testa
di ricordi al caffè
di mia madre e mio padre
loro sanno che c’è
qualcosa dentro me
di reale di profondo
una sorta di ribelle
in lotta con il mondo
ma non con te
Un po’ più con te
che lo sai
che questo mondo di maghi e stronzi
non ti ascolta mai
non ti aspetta mai
non ti crede mai
Un po’ più con te
che lo sai
che questo mondo di maghi e stronzi
non ti ascolta mai
non ti aspetta mai
e mi chiamano pazzo.
(Written and composed by Melga)

 

 

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La perpetua – 13

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 440px-Solomon_Ajax_and_Cassandra.jpg
Aiace d’Oileo porta via Cassandra, opera dell’artista Solomon Joseph Solomon, 1886. (da qui)
puntata precedente

Cassandra

Il figlio pensa a una menzogna.
Ma ingranato è il dubbio. In moto il timore di perdere l’avuto.
Inizia così a scandagliare le future occasioni d’incontro fra i due ordini. Di recente ha notato un aumento d’acredine: amministrabile, conclude.
Più il tempo trascorre e più si convince della possibile veridicità della rivelazione. Sì. Individua alcuni appuntamenti delicati e si mette in azione per ridefinirne i programmi.
L’attività pare curiosa a chi l’osserva e gli si chiede ragione in un’occasione conviviale. Dopo un primo tentennamento, risponde con l’elenco dei probabili rischi. Gli interlocutori lo studiano un attimo e gli rispondono con grasse risate. Non creduto, aumenta la dose e snocciola l’eventualità di morti e feriti. Gli interlocutori gli rispondono con grasse risate. Battendo il pugno sul tavolo e disinteressandosi del bicchiere rovesciato ribatte enumerando i lavori di pregio fino ad allora svolti, una professionalità indiscutibile, ma gli contestano che con una così eccessiva preoccupazione è tempo che si prenda una vacanza. Prosit.
Non demorde, nei giorni successivi, convinto della bontà dell’ipotesi, scavalca alcune gerarchie intermedie e ripropone le stesse preoccupazioni più in alto. Non gli ridono in faccia, ma il consiglio di una piccola vacanza permane.
Vistosi nell’impossibilità di impedire gli eventi, decide di parlare con alcuni rappresentanti dei domenicani e dei gesuiti. Ovviamente la prospettiva di uno scontro frontale di tale portata è negata da tutti. Nel frattempo i diretti superiori iniziano a sospettare un suo smodato protagonismo.

Ha assistito a ogni riunione in calendario, si è sbracciato nelle assemblee per calmare gli animi, placati più che altro dallo stupore indotto in chi lo guardava. È stato ritenuto eccessivo, chissà, forse un po’ sotto pressione, stanco, perfin malato. Queste ultime considerazioni hanno accompagnato il suo nome nei recenti sei mesi e, finalmente, ecco l’ordine non derogabile: vacanza.

Maledicendo mamma, se ne va per un paio di settimane.

continua…

Abba – Cassandra
Giù in strada cantano e gridano tutti
Down in the street they’re all singing and shouting
Rimanere in vita anche se la città è morta
Staying alive though the city is dead
Nascondendo la loro vergogna dietro una risata vuota
Hiding their shame behind hollow laughter
Mentre piangi da solo sul tuo letto
While you are crying alone on your bed
Peccato Cassandra che nessuno ti abbia creduto
Pity Cassandra that no one believed you
Ma poi di nuovo ti sei perso dall’inizio
But then again you were lost from the start
Ora dobbiamo soffrire e vendere i nostri segreti
Now we must suffer and sell our secrets
Affare, giocando in modo intelligente, dolorante nei nostri cuori
Bargain, playing smart, aching in our hearts
Scusa Cassandra, ho capito male
Sorry Cassandra I misunderstood
Adesso sta sorgendo l’ultimo giorno
Now the last day is dawning
Alcuni di noi volevano ma nessuno di noi lo avrebbe fatto
Some of us wanted but none of us would
Ascolta le parole di avvertimento
Listen to words of warning
Ma nelle notti più buie
But on the darkest of nights
Nessuno sapeva come combattere
Nobody knew how to fight
E siamo stati presi nel nostro sonno
And we were caught in our sleep
Scusa Cassandra non ci credevo
Sorry Cassandra I didn’t believe
Hai davvero avuto il potere
You really had the power
L’ho visto solo come sogni che avresti intrecciato
I only saw it as dreams you would weave
Fino all’ultima ora
Until the final hour
Quindi la mattina la tua nave salperà
So in the morning your ship will be sailing
Ora che tuo padre e tua sorella se ne sono andati
Now that your father and sister are gone
Non hai motivo di indugiare
There is no reason for you to linger
Stai soffrendo profondamente ma stai ancora andando avanti
You’re grieving deeply but still moving on
Sai che il futuro getta un’ombra
You know the future is casting a shadow
Nessun altro lo vede ma tu conosci il tuo destino
No one else sees it but you know your fate
Fare le valigie, essere lento e accurato
Packing your bags, being slow and thorough
Sapendo, anche se sei in ritardo, quella nave aspetterà sicuramente
Knowing, though you’re late, that ship is sure to wait
Scusa Cassandra, ho capito male
Sorry Cassandra I misunderstood
Adesso sta sorgendo l’ultimo giorno
Now the last day is dawning
Alcuni di noi volevano ma nessuno di noi lo avrebbe fatto
Some of us wanted but none of us would
Ascolta le parole di avvertimento
Listen to words of warning
Ma nelle notti più buie
But on the darkest of nights
Nessuno sapeva come combattere
Nobody knew how to fight
E siamo stati presi nel nostro sonno
And we were caught in our sleep
Scusa Cassandra non ci credevo
Sorry Cassandra I didn’t believe
Hai davvero avuto il potere
You really had the power
L’ho visto solo come sogni che avresti intrecciato
I only saw it as dreams you would weave
Fino all’ultima ora
Until the final hour
Ho visto la nave lasciare il porto all’alba
I watched the ship leaving harbor at sunrise
Vele quasi allentate nella fresca pioggia mattutina
Sails almost slack in the cool morning rain
Era in piedi sul ponte, solo una piccola figura
She stood on deck, just a tiny figure
Rigidi e controllati, occhi azzurri pieni di dolore
Rigid and restrained, blue eyes filled with pain
Scusa Cassandra, ho capito male
Sorry Cassandra I misunderstood
Adesso sta sorgendo l’ultimo giorno
Now the last day is dawning
Alcuni di noi volevano ma nessuno di noi lo avrebbe fatto
Some of us wanted but none of us would
Ascolta le parole di avvertimento
Listen to words of warning
Ma nelle notti più buie
But on the darkest of nights
Nessuno sapeva come combattere
Nobody knew how to fight
E siamo stati presi nel nostro sonno
And we were caught in our sleep
Scusa Cassandra non ci credevo
Sorry Cassandra I didn’t believe
Hai davvero avuto il potere
You really had the power
L’ho visto solo come sogni che avresti intrecciato
I only saw it as dreams you would weave
Fino all’ultima ora
Until the final hour
Mi dispiace Cassandra
I’m sorry Cassandra
Mi dispiace Cassandra
I’m sorry Cassandra
Mi dispiace Cassandra
I’m sorry Cassandra
Mi dispiace Cassandra
I’m sorry Cassandra
(Fonte: Musixmatch)

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La perpetua – 12

puntata precedente

La prima vera rivelazione

Le relazioni tra gli ordini sono sempre un po’ tese, ma accettabili. La diversificazione dei compiti, attuata per secoli dalla Chiesa, ne garantisce prosperità e continuazione.

Il figlio ha fatto altra strada, è ormai a capo di un gruppo che cura le comunicazioni tra i molteplici ordini, tra i paesi, tra i metodi, tra le frustrazioni. Tuttavia non ha accesso ad una serie di informazioni delicate, gli è consentito sapere solo quanto basta. L’impegno di mediazione tra le parti è sempre un po’ monco, in mancanza dei retroscena fondamentali. Non importa.

Mamma si fa viva, è il momento giusto.
Non lo lascia parlare, gli annuncia la prima sciagura, una sciagura che, verificandosi, gli costerà la retrocessione fino al ritorno in canonica.
Ci sarà un feroce scontro tra domenicani e gesuiti: sette morti e quindici feriti.

Crederle? Non crederle?

continua

Daniele Vit – Non ti credo più
Non ti credo più
e va bene così
ho provato a ritornare
ma il fango addosso ancore ce l’ho
Non ti credo più
e forse è meglio così
se il destino vuole questo
non vuole un compromesso
ma sei..quello che io vorrei Rit:
Non ti credo più
corri lontana da me
ho provato a non pensare
a raffreddare il fuoco che è in me
non ti credo più
e non resisto così
ma quel vento del mattino
mi porta il tuo profumo
perchè
non ti credo più
forse ho sbagliato così
se ti perdo ci sto male
si soffre per amore
sei tu
ora non ci sei più
Rit:
Non ti credo più
corri lontana da me
ho provato a non pensare
a raffreddare il fuoco che è in me
non ti credo più
e soffrirò senza te
ma non riesco a non pensare
non riesco a non odiarti
non riesco e tu non mi fermerai
e soltanto un errore pensariti per me
è soltanto un errore pensarmi per te
solo un attimo e sarai lontata
ma ora no
Rit:
Non ti credo più
corri lontana da me
ho provato a non pensare
a raffreddare il fuoco che è in me
non ti credo più
e soffrirò senza te
ma non riesco a non pensare
non riesco a non odiarti
non riesco e tu non mi fermerai
non ti credo più…
(fonte Wikitesti)

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La perpetua – 11

puntata precedente

Il disegno

Far litigare, dividere, frazionare.

Sta pensando a uno scisma.

Rafforzare le ambizioni di ordini minori, minare il potere di quelli al comando, mescolare le carte in tavola facendo scontrare più settori su una stessa gestione, aizzare le suore, rendere la lingua comune accessibile a pochi, babelizzare. Un disegno mastodontico. Bellissimo.

continua…

Il mondo si divide · Brunori Sas
Il mondo si divide fra chi pensa che i violenti
Debbano essere trattati con violenza
E chi pensa che con la violenza invece non si ottenga
Nient’altro che violenza
Ci sono certi giorni in cui penso che sia giusto fare bene
A prescindere dal male che mi torna
E ci sono i giorni in cui vorrei strozzare
Anche mia mamma
Ma c’è un universo solo
Che unisce il cielo e il mare
E stanotte io voglio solo respirare
Con l’acqua fino al collo
E gli occhi dritti al cielo
Io stanotte voglio stare un po’ leggero
Il mondo si divide fra chi pensa che i falliti
Debbano essere trattati come tali
E chi pensa che rialzarsi bene dopo una caduta
Sia il meglio della vita
Ci sono certi giorni in cui vorrei alzare anch’io
La Coppa Dei Campioni
E poi ci sono i giorni in cui mi sento veramente
il peggiore dei coglioni
Ma c’è un universo solo
Che unisce il cielo e il mare
E stanotte io voglio solo respirare
Con l’acqua fino al collo
E gli occhi dritti al cielo
Io stanotte voglio stare un po’ leggero
Con l’acqua fino al collo
E gli occhi dritti al cielo
Io stanotte voglio starmene sereno
Superficiale a volte non è male
Anzi spesso è così bello
Ridere del mio cervello
C’è un universo solo
Che unisce il cielo e il mare
E io stanotte voglio solo respirare
Dividere le cose
È un gioco della mente
Il mondo si divide inutilmente
Il mondo si divide inutilmente

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La perpetua – 10

(Immagine ID 84648168 © Voyagerix
| Dreamstime.com)
puntata precedente

Una rivelazione innocente

– Mamma! Che ci fai qui?

– Passavo.

– Qui non passa nessuno se non autorizzato!

– Ho l’autorizzazione, guarda, firma e sigillo, ti basta?

– Che vuoi?

– Devo confessarti una cosa.

– Io non ti confesso.

– Tu non ti puoi astenere dal farlo, su da bravo, ci mettiamo qui e ti racconto un paio di cosette.

– Non ti sento, non ti sento, bla bla bla bla, non ti sento…

– Senti invece, visto che ad andare in paradiso non ci tieni, lo abbiamo assodato la volta scorsa, ti parlerò dell’inferno.

– E che c’entra l’inferno?

– Figlio degenere, la mamma è così perché qualcuno laggiù se ne è incapricciato.

– No…

– Sì.

– No…

– Ho detto di sì e adesso ti dico anche che la campana rosa, i tarantolati, l’esorcista fessacchiotto e la sparizione della cuoca sono opera mia.

– Ma mamma!

– Anche la carriera che hai fatto è opera mia. Ti piace?

– Un sacco!

– Ecco, questa è la mia prima rivelazione, adesso vado.

– Mamma!

– Arrivederci figlio.

Ce l’avrebbe fatta, il figlio sarebbe riuscito a tenersi questa cosa per sé. Lo spauracchio della pazzia e lo spettro di Cassandra aleggiavano sulla sua persona, non avrebbe raccontato a nessuno una storia così, per l’appunto, incredibile.

continua…

Sara Lyn performs Tribal Fusion Belly Dance in FISSION

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Story-Lenny 9

Ringrazio (in ordine di apparizione) brunonavoni, Yleniaely, andream2016, Ettore Massarese (fu Franz), raccoltaedifferenziata, Nonna Pitilla, Marco, Sara Provasi, Adriano, Alidada, eleonorabergonti!!!

I materiali sono tutti in fondo. Buon divertimento!


Lenny, entra…

La porta si apre piano. La figura nota entra. Tituba sull’uscio. Lo sguardo a girovagar per la stanza e poi a un tratto fisso, serio. Mi punta.

– Lenny, entra…

Ma sei pazza? Non son pronto! Guardare il mio antagonist… personaggio appropriarsi dello spazio? Non Guardo! Non sento! Non parlo!

– Vieni Lenny, ho riordinato. Non volevo tu vedessi tutto sottosopra. Accomodati. Vuoi qualcosa da bere? Sistemo la roba della palestra e l’asciugamano bagnato dalla doccia. È un attimo.

Na na na na na na na na na…

– Fai come fossi a casa tua. Sai, pensavo, se preparassi una pasta al volo? Non grandi quantità, non vorrei ci appesantisse. O preferisci un filetto con della verdura fresca? Io lo voglio al sangue, ma se ti piace ben cotto basta tu lo dica, lo metto su prima del mio. Fammi una cortesia, apri la bottiglia che c’è in cucina e, tanto lo vedi, travasa il vino nel decanter.

Non sento non sento non sento non sento non sento!

– Io vado in camera a cambiarmi. Trovarti fuori dalla palestra è stata una vera sorpresa, ma ora dammi il tempo per una veloce restaurata.

Non vedo non vedo non vedo non vedo non vedo!

– (Maledette etichette) ho comprato un intimo stepitoso ieri, era in saldo… ah, la tovaglia è nel primo cassetto a destra, anzi, le tovaglie, ecco, non quella natalizia, ti prego. Ti ho mai raccontato di come mi sia entrata in casa quella natalizia? Era stesa al piano di sopra e con il temporale è planata sul balcone. Quando sono salita per restituirla gli inquilini erano scappati avvisati di una probabile incursione notturna dei Carabinieri. Hai capito che roba? Roba da matti! Avevo sulla testa dei pregiudicati e non mi ero accorta di niente. Ok, avevano frequentazioni un po’ sopra le righe, ma sai com’è in condominio, se inizi a fare le pulci agli altri non vivi più, il gioco diventa al massacro. Comunque, la tovaglia è molto bella e me la sono tenuta. Lenny? Ah, sì, vanno bene anche quei piatti. I bicchieri fai tu… hai deciso cosa vuoi mangiare? Guarda, sono quasi pronta. Giusto un po’ di trucco.

(Non parlo non parlo non parlo non parlo!) (No!)

Cara ha finito di sculettare per entrare nel tubino da matrimonio altrui. Sta calzando un paio di scarpe con un tacco che non le ho mai visto portare ed è contemporaneamente alle prese con lo spazzolino del mascara. Qualche colpetto a memoria, lo specchio a controllare ed è la volta del rossetto.

Mai vista così…

E che cazzo!

BU!!!

– Eccomi, ci sono, sono pronta Lenny. Lenny? Lenny??? Dove sei Lenny? (stronzo…)

Se Cara abbassa lo sguardo scoprirà che Lenny non è scappato… forse un po’ troppe apparizioni a sorpresa l’hanno messo KO. Qui ci vogliono i sali per farlo rinvenire… qualcuno li ha?

eleonorabergonti (6/12/2021)

LETTORE A

Io credo che a Lenny piaccia scherzare e poi vuole capire fino a che punto Cara desidera la sua presenza. Da qualche parte c’è di sicuro, basta saperlo cercare. Chissà se addosso ha un profumo che lo contraddistingue (sarebbe sensuale se fosse così)… di certo la sensualità di lui sarebbe un bel piacere per Cara.

Alidada (7/1/2021)


STORY-LENNY è un gioco di trame. Ecco qualche informazione in più QUI.

Si può giocare in diversi modi:

  1. Contributi interni alla singola puntata (comunque autoconclusiva);
  2. contributi di stravolgimento della trama complessiva;
  3. contributi esterni a piacere.

Per chi vuol cercare il pelo nell’uovo ammetto che sì, camuffate vi sono alcune pubblicità occulte… trovatele se ne siete capaci!
Ricordo mestamente che a chi tocca non si ingrugna e che i botta e risposta sono leciti, anzi sono i benvenuti.
Da oggi è possibile attaccare trame a quelle altrui! Anche nelle puntate precedenti.

Poi ci sono i super supporti HARD e DIVERSAMENTEHARD alla trama, i divertenti Extra-Lenny 1, Extra-Lenny 2 e Extra-Lenny 4 e Extra-Lenny 5 di Andream2016 e l’Extra-Lenny 3 di Sara Provasi – (Grazie!)


RIEPILOGO AGGIORNATO DEL CAPITOLO

  1. Cara porta Lenny a casa. Il Narratore, non è pronto ad affrontarne la presenza in carne e ossa.
  2. Cara va a cambiarsi e intando dà a Lenny indicazioni per apparecchiare: mangeranno insieme e lì.
  3. Il Narratore non vuole guardare, ma non l’ha mai vista vestita da sera e decide d’ntervenire spaventando Lenny.
  4. Quando Cara torna pronta per la cena, Lenny è scappato.
  5. Se Cara abbassasse lo sguardo lo troverebbe per terra svenuto…
  6. Il Lettore A dice che Lenny vuole in realtà testare quanto la sua presenza sia gradita a Cara, giocando di assenza… e se avesse un profumo che lo distinguesse?
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La perpetua – 9

(immagine da qui)
puntata precedente

L’antagonista

– Non un uomo da sedurre, ma una donna dovevano ingaggiare. L’ho detto più di una volta, adesso l’hanno capita.

– Ingaggiare una donna per cosa?

– Per eliminarti, batterti, umiliarti.

– Saresti tu quella donna?

– Sì, togli il condizionale deliziosa sorella, sono io la donna che farà ciò che ti ho appena detto.

La perpetua guarda indifferente la suora anziana. Quest’ultima alza il mento, gonfia il petto e allarga le spalle, ha un’aria familiare. Ma certo: è lei! L’anatra germana all’arancia! La moderna dea dei penati, la custode del sacro spirito del focolare, il volto più noto della cucina sana santa e genuina.

– Hanno sguinzagliato le suffragette vedo e ti trovo particolarmente in salute, parlar di cibo fa ingrassare come il profumo che emana?

– Ridicola donnetta piena di tentazioni e perdizioni, tu non sai, tu davvero non sai niente degli uomini, io so di loro, io preparo per loro i piatti migliori, io, seppur votata, so cosa vogliono. Una come te la desiderano per dieci minuti, una come me la vogliono per sempre, ma non mi avranno mai, è questa la mia forza e con questa ti annienterò, razza di meretrice senza spina dorsale!

Le ricordava davvero un’anatra starnazzante. Quello divenne.

Non si sfida la perpetua.

continua…

BellyActing “O’ Sarracino” – ( Part 4 ) Rivali in Amore – Canzone: Margarita – Da un’idea di Sheeva e Katiuscia Galeassi, qui.

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La perpetua – 8

(immagine da qui)
puntata precedente

La parente

Una parente in visita. La perpetua si aggira tra le stanze cercando il parente da visitare. Trova Don Piero. Visita così Don Piero.

Non che lui sia un parente, ma la donna è talmente credibile, talmente allegra e gioviale, che l’omino finisce per crederle. Lo circonda di aneddoti esilaranti e lirici, la sua spensieratezza è contagiosa e l’esorcista non riconosce in lei la causa dei malefici. Inizia a pensare al suo lavoro con sereno distacco, la leggerezza lo seduce e dimentica perché lui sia lì. È così piacevole questa compagnia inaspettata che sarebbe un peccato mortale privarsene subito.

L’esorcista sorride e sorride, ride e ride, è allegro e allegro. Saltella lungo i corridoi, inventa faccette buffe, si riempie di smorfiette per accompagnare i racconti della perpetua, strizza l’occhio, ammicca, s’improvvisa pagliaccio, gonfia le gote, si manipola il naso, sfarfalla le orecchie. Farebbe qualunque cosa affinché quegli istanti diventassero eterni.

La sua richiesta è accolta. Da smorfie e faccine non si libererà mai più.

Con una tale presentazione anche la lugubre attendibilità professionale è minata, può solo ambire al ruolo di animatore in oratorio. La signora si ritiene soddisfatta.

continua…

LUCIANO PAVAROTTIPagliacci: Atto I. “Recitar! Mentre preso dal delirio” (Canio) – Testo di Ruggero Leoncavallo

Recitar! Mentre preso dal delirio,
non so più quel che dico e quel che faccio!
Eppur è d’uopo… sforzati!
Bah! sei tu forse un uom?
Tu se’ Pagliaccio!

Vesti la giubba e la faccia infarina.
La gente paga, e rider vuole qua.
E se Arlecchin t’invola Colombina,
ridi, Pagliaccio… e ognun applaudirà!
Tramuta in lazzi lo spasmo ed il pianto;
in una smorfia il singhiozzo e ‘l dolor…
Ridi, Pagliaccio, sul tuo amore infranto!
Ridi del duol che t’avvelena il cor!

Compositori: Ruggero Leoncavallo
Testo di Pagliacci: Atto I. “Recitar! Mentre preso dal delirio” (Canio) © Chappell Recorded Music Library, Palace Music Co. Ltd., Naxos Ltd., Tcf Music Publishing Inc, Sesame Street Inc., Australian Music Examinations Board Ltd

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La perpetua – 7

(immagine presa qui)
puntata precedente

L’esorcista

Don Piero è un uomo minuto, avvezzo a tutto. È stato convocato al termine di una riunione importante. Si ricorre sempre di malavoglia a lui, ma a mali estremi, l’estremo rimedio.

Don Piero è esorcista. Tenuto lontano dagli occhi, lontano dal cuore, in solitudine e grazia, in mestizia e dedizione, in disgrazia e perdizione, è la spina nel fianco di mamma Chiesa, e duole.

L’omino giunge a Roma in pandino, gli assegnano una stanzetta sobria e l’uso di una palestra sita in un sotterraneo. Sorseggiando una birra trappista passa in rassegna le descrizioni tecniche. Sorseggiando una birra trappista incontra uno a uno i vescovi tarantolati. Soreggiando una birra trappista si rende conto che tra le farneticazioni di ciascuno compare una donna che morde la lingua. Affiorano una quantità di altri elementi, sorseggiando una birra trappista, ma inerenti le fantasie erotiche dei dodici. Studia i casi, sorseggiando una birra trappista e pensa all’esorcismo apposito (sorseggiando una birra trappista). Finalmente ebbro, fantastica sulla responsabile.

La perpetua si prepara all’appuntamento con cura, l’omino la stuzzica.

continua…

Annibale – Liberami

Liberami, ti prego liberami
Dal tormento e dalle paure
Liberami dalla notte
Che ci inghiotte
E non ci fa dormire
Liberami da ogni vincolo
Che ci distrugge
E non ci fa campare
Lascia la luce accesa
Sto imparando a camminare

Tu puoi non andare
Non lasciarti avvolgere
Ti prego, resta qui
Non scappare per favore
Libero da tutto ciò
Che non fa vivere e dalle incertezze
Libero dalla paura di poter fallire

Liberi, ci confondiamo
Tra la gente che sa dormire
Muti, ci consoliamo
Nascosti a letto da chi non vuol capire
Liberami dalle ingiustizie
Che a volte non so accettare
Nudi noi ci godiamo
La solitudine del nostro amore

Tu puoi non andare
Non lasciarti avvolgere
Ti prego, resta qui
Non scappare per favore
Libero da tutto ciò
Che non fa vivere e dalle incertezze
Libero dalla paura di poter fallire

Tu puoi non andare
Non lasciarti avvolgere
Ti prego, resta qui
Non scappare per favore
Libero da tutto ciò
Che non fa vivere e dalle incertezze
Libero dalla paura di poter fallire
Niccolo Annibale

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La perpetua – 6

puntata precedente

Diversivi

La perpetua si è inventata un giochetto.

Nell’arco di un mese sono stati dodici i vescovi tarantolati, con dovizia di sintomatologia. La contingenza è stata notata dai centri dirigenziali, poiché vistosa e ingombrante quanto la somiglianza somatica tra un parroco e la figliolanza delle devote. Dal globo accorrono neuropsichiatri, tossicologi e antropologi.

Vige sui casi la massima segretezza e discrezione. Nessuno riesce a spiegarsi il fatto, le coincidenze. A mancare è il senso.

Hanno tutti e dodici la lingua pizzicata. Per vero, ne manca un lembo a ciascuno. I colpiti sono stati sottoposti a innumerevoli indagini mediche, lasciando il tutto irrisolto. Frustrata, la scienza si gira e guarda altrove.

Un’unica salvifica luce appare e, forte della tradizione, illumina il super uomo in grado di fermare l’epidemia.

continua…

TARANTA – Canzoniere Grecanico Salentino – (testo: M. Durante / musica: L. Einaudi, M. Durante)
io tegnu nu tormentu intra lu piettu
ca me consuma e nu se ferma mai
me tremula la terra sutta li peti
nu c’è mai fine pe lu miu cadire
quiddhu ca mangiu nu tene sapore
pe mie nu c’è chiui luce ne culore
la gente sapia comu t’i curare
ci lu tou male se chiama’ taranta
e osce ca li tempi hannu cangiati
ci è ca po sentire lu miu dulore
e ci me porta l’acqua pe sanare
a ci chiedu la grazia pe guarire
nu sacciu ci è taranta ca me tene
ma nu me lassa e me face mpaccire
ci è taranta nu me abbandunare
ci balli sulu nu te puei curare
ci e’ taranta lassala ballare
ci e’ malencunia cacciala fore
[ita] io tengo un tormento dentro il petto che mi consuma e non si ferma mai mi trema la terra sotto i piedi non c’è mai fine per il mio cadere quello che mangio non ha sapore per me non c’è più luce né colore la gente sapeva come dovevi curarti se il tuo male si chiamava taranta e oggi che i tempi son cambiati chi è che può sentire il mio dolore e chi mi porta l’acqua per sanare a chi chiedo la grazia per guarire non so se è taranta che mi tiene ma non mi lascia e mi fa impazzire se è taranta non mi abbandonare se balli solo non ti puoi curare se è taranta lasciala ballare se è malinconia cacciala fuori

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La perpetua – 5

Dante e Beatrice contemplano l’Empireo (Paradiso – Canto trentunesimo), incisione di Gustave Doré. (immagine da qui)
puntata precedente

Manifesto programmatico

– Mamma? S-sei tu?

– Sì, razza di degenere.

– Ma sei morta!

– Ti piacerebbe…

– Sei un fantasma, un’allucinazione, sei così bella e giovane, non sto bene (deve esserci in giro il virus della campana). Tu non esisti! Io non sto bene!

– Abituati all’idea.

– Quale?

– Quella di non star bene. Vedi figlio, io attraverso te avviserò il mondo circa le mie intenzioni, tu sei la mia Cassandra, griderai ciò che accadrà e nessuno ti darà ascolto, quindi, abituati al prezioso stato di eletto incompreso, beffeggiato, malato e visionario. Se non impazzisci davvero forse un posticino in paradiso te lo guadagni.

– È questo il modo per conquistare il Paradiso?

– Sì, che c’è, non ti sta bene? Non è che proprio te lo debba scegliere tu il sistema.

– Essere creduto pazzo no!

– Be’, è l’iter che ti è concesso, non ti piace?

– No!

– Ah! Hai la possibilità di avere la strada spianata e rifiuti?

– Sono tutte bugie, tutte bugie, non è così che mi conquisterò il Paradiso, tu menti, come hai sempre fatto e mi vuoi vedere soffrire, come hai sempre fatto. Ti inventi le cose e pretendi ch’io le creda!

– Capisco, il paradiso non ti interessa…

– Vattene mamma, vattene dalla mia mente!

– Arrivederci caro.

Cuore di mamma. Ma sì, che si ribelli all’ovvio, che mastichi qualche certezza mentre il destino si compie. Il destino di un grande comunicatore che il Vaticano presto chiama a sé per farne stratega delle campagne più altisonanti.

E mamma osserva.

continua…

Depeche Mode – Heaven
A volte scivolo via
Sometimes I slide away

Silenziosamente
Silently

Mi perdo lentamente
I slowly lose myself

Ancora ed ancora
Over and over
Trova conforto nella mia pelle
Take comfort in my skin

Infinitamente
Endlessly

Arrenditi alla mia volontà
Surrender to my will

Per sempre
Forever and ever
Mi dissolvo nella fiducia
I dissolve in trust

Canterò con gioia
I will sing with joy

Finirò polvere
I will end up dust

sono in paradiso
I’m in heaven
Sto in raggi d’oro
I stand in golden rays

Radiosamente
Radiantly

Brucio un fuoco d’amore
I burn a fire of love

Ancora ed ancora
Over and over
Riflettono una luce infinita
Reflecting endless light

Inesorabilmente
Relentlessly

Ho abbracciato la fiamma
I have embraced the flame

Per sempre
Forever and ever
Urlerò La Parola
I will scream The Word

Salta nel vuoto
Jump into the void

Guiderò il mondo
I will guide the world

Fino al paradiso
Up to heaven

(Fonte: LyricFind – traduzione by Google)

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La perpetua – 4

Campana dei Caduti, Rovereto – foto di Paolo Aldi (immagine da qui)
puntata precedente

La campana

Uno sfizio alla volta.

Si inizia dalla campana.

Cos’è una campana se non l’apostrofo rosa tra la chiesa che chiama e i credenti che accorrono? La campana ora è rosa.

Il paese tutto la guarda incredulo e annichilito. Cerca scritte, messaggi, qualunque cosa possa ricondurre l’evento a gesti di giovani scriteriati, ma nulla. Con il passare delle ore compaiono sulla sua superficie segni di morbillo. Chi si avvicina lo fa con tute sterili, e maschere. Si prelevano campioni di sostanza. Li si analizza nella vicina clinica. Le macchie prendono sempre più forma: sono gigantesche pustole, sempre più grosse. Lo stato di allerta è indetto. La campana è zona rossa, messa sotto un’altra campana atta a contenerne eventuali agenti contaminanti. Le pustole esplodono e con loro la campana rosa scompare. Ciò che ne rimane viene trattato alla stregua dei peggiori scarti tossici, ma con dolore. Una giornata di lutto è proclamata.

Il campanile senza lingua è muto, perché la lingua del campanile ha toccato il corpo della perpetua. E lei se l’è mangiata. Può.

continua…

Hells Bells – AC/DC
Sto rotolando tuono, pioggia battente
I’m rolling thunder, pouring rain

Sto arrivando come un uragano
I’m coming on like a hurricane

I miei fulmini stanno lampeggiando nel cielo
My lightning’s flashing across the sky

Sei solo giovane, ma morirai
You’re only young, but you’re gonna die

Non prenderò prigionieri, non risparmierò vite
I won’t take no prisoners, won’t spare no lives

Nessuno sta litigando
Nobody’s putting up a fight

Ho la mia campana, ti porterò all’inferno
I got my bell, I’m gonna take you to hell

Ti prenderò, Satana ti prenderò
I’m gonna get ya, Satan get ya
Campane dell’inferno
Hells bells

Campane infernali, mi fai suonare
Hells bells, you got me ringing

Hells bells, la mia temperatura è alta
Hells bells, my temperature’s high

Campane dell’inferno
Hells bells
Ti darò sensazioni nere su e giù per la schiena
I’ll give you black sensations up and down your spine

Se ti piace il male, sei un mio amico
If you’re into evil, you’re a friend of mine

Guarda la luce bianca lampeggiare mentre divido la notte
See the white light flashing as I split the night

Perché se il buono è a sinistra, io rimango a destra
Cos if good’s on the left then I’m sticking to the right

Non prenderò prigionieri, non risparmierò vite
I won’t take no prisoners, won’t spare no lives

Nessuno sta litigando
Nobody’s puttin’ up a fight

Ho la mia campana, ti porterò all’inferno
I got my bell, I’m gonna take you to hell

Ti prenderò, Satana ti prenderò
I’m gonna get ya, Satan get ya
Campane dell’inferno
Hells bells

Campane infernali, mi fai suonare
Hells bells, you got me ringing

Hells bells, la mia temperatura è alta
Hells bells, my temperature’s high

Campane dell’inferno
Hells bells
Hells bells, Satana sta venendo da te
Hells bells, Satan’s coming to you

Campane infernali, le sta suonando adesso
Hells bells, he’s ringing them now

Quelle campane dell’inferno, la temperatura è alta
Those hells bells, the temperature’s high

Campane dell’inferno, attraverso il cielo
Hells bells, across the sky

Hells Bells, ti stanno abbattendo
Hells bells, they’re taking you down

Hells Bells, ti stanno trascinando giù
Hells bells, they’re dragging you down

Hells Bells, spaccheremo la notte
Hells bells, gonna split the night

Hells Bells, non c’è modo di combattere
Hells bells, there’s no way to fight
Campane dell’inferno
Hells bells

(Fonte: Musixmatch traduzione by Google)

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La perpetua – 3

Edvard Munch – Vampire (1895) – olio su tela – Museo Munch Oslo. (da qui)
puntata precedente

Amante disperato

“Inarrivabile Creatura,

non posso più amarti così. L’estasi, l’incanto, il male. Sei maledizione, dipendenza, soffio affilato che sussurra ‘ucciditi’. Ebbene, se è l’unico modo per dimostrarti Amore, lo farò. Questa scelta è il segno di quanto io sia debole per amore e di quanto tu sia forte del mio amore.

Addio”

Il corpo trovato sul marciapiede a contorno di un palazzo di quindici piani, non è l’unico sulla coscienza della donna. Ma lei è leggera e famelica, ha una lunga lista di uomini un tempo feroci, soddisfazioni sottili da togliersi come schegge di legno dalle dita. È che ora ne ha noia, necessita d’altro per dilettarsi i giorni.

Amanti disperati, da vecchia, non ne aveva mai avuti. Da giovane nemmeno, poiché sgraziata e acida, ma frequentando la parrocchia rendendo servigi in cambio di favori, un marito se l’era procurato, figliando. Un pargolo va intessuto fin da subito d’ambizioni materne, la sua utilità è nel riscattare una madre. Una madre con un forte senso di rivincita nei confronti della Chiesa: nata donna, non avrebbe mai potuto scalarne le vette.

continua…

BRUNO MARS – Grenade
Facile vieni, facile vai, è così che vivi, oh
Easy come, easy go, that’s just how you live, oh

Prendi, prendi, prendi tutto, ma non dai mai
Take, take, take it all, but you never give

Avrei dovuto sapere che eri un problema dal primo bacio
Should have known you was trouble from the first kiss

Avevi gli occhi spalancati
Had your eyes wide open

Perché erano aperti?
Why were they open?

(Ooh)
(Ooh)
Ti ho dato tutto quello che avevo e l’hai gettato nella spazzatura
Gave you all I had and you tossed it in the trash

L’hai gettato nella spazzatura, l’hai fatto
You tossed it in the trash, you did

Darmi tutto il tuo amore è tutto ciò che chiedo
To give me all your love is all I ever ask

Perché quello che non capisci è
‘Cause what you don’t understand is
Prenderei una granata per te (yeah, yeah, yeah)
I’d catch a grenade for ya (yeah, yeah, yeah)

Getta la mia mano su una lama per te (yeah, yeah, yeah)
Throw my hand on a blade for ya (yeah, yeah, yeah)

Salterei davanti a un treno per te (yeah, yeah, yeah)
I’d jump in front of a train for ya (yeah, yeah, yeah)

Sai che farei qualsiasi cosa per te (yeah, yeah, yeah)
You know I’d do anything for ya (yeah, yeah, yeah)
Oh, oh, dovrei affrontare tutto questo dolore
Oh, oh, I would go through all this pain

Prendi un proiettile dritto nel mio cervello
Take a bullet straight through my brain

Sì, morirei per te, piccola
Yes, I would die for ya, baby

Ma non farai lo stesso
But you won’t do the same
No, no, no, no
No, no, no, no
Nero, nero, nero e blu
Black, black, black and blue

Picchiami finché non sono insensibile
Beat me ‘til I’m numb

Di ‘al diavolo che ho detto “Ehi” quando torni da dove vieni
Tell the devil I said “Hey” when you get back to where you’re from

Donna pazza, donna cattiva
Mad woman, bad woman

È proprio quello che sei
That’s just what you are

Sì, mi sorriderai in faccia e poi strapperai i freni alla mia macchina
Yeah, you’ll smile in my face then rip the brakes out my car
Ti ho dato tutto quello che avevo e l’hai gettato nella spazzatura
Gave you all I had and you tossed it in the trash

L’hai gettato nella spazzatura, sì, l’hai fatto
You tossed it in the trash, yes you did

Darmi tutto il tuo amore è tutto ciò che chiedo
To give me all your love is all I ever ask

Perché quello che non capisci è
‘Cause what you don’t understand is
Prenderei una granata per te (yeah, yeah, yeah)
I’d catch a grenade for ya (yeah, yeah, yeah)

Getta la mia mano su una lama per te (yeah, yeah, yeah)
Throw my hand on a blade for ya (yeah, yeah, yeah)

Salterei davanti a un treno per te (yeah, yeah, yeah)
I’d jump in front of a train for ya (yeah, yeah, yeah)

Sai che farei qualsiasi cosa per te (yeah, yeah, yeah)
You know I’d do anything for ya (yeah, yeah, yeah)
Oh oh, passerei attraverso tutto questo dolore
Oh oh, I would go through all this pain

Prendi un proiettile dritto nel mio cervello
Take a bullet straight through my brain

Sì, morirei per te, piccola
Yes, I would die for ya, baby

Ma non farai lo stesso
But you won’t do the same
Se il mio corpo fosse in fiamme
If my body was on fire

Ooh, mi guarderesti bruciare tra le fiamme
Ooh, you’d watch me burn down in flames

Hai detto che mi amavi, sei una bugiarda
You said you loved me, you’re a liar

Perché non l’hai mai, mai, mai fatto, piccola
‘Cause you never, ever, ever did, baby
Ma tesoro, prenderei comunque una granata per te (yeah, yeah, yeah)
But darling, I’d still catch a grenade for ya (yeah, yeah, yeah)

Getta la mia mano su una lama per te (yeah, yeah, yeah)
Throw my hand on a blade for ya (yeah, yeah, yeah)

Salterei davanti a un treno per te (yeah, yeah, yeah)
I’d jump in front of a train for ya (yeah, yeah, yeah)

Sai che farei qualsiasi cosa per te (yeah, yeah, yeah)
You know I’d do anything for ya (yeah, yeah, yeah)
Oh oh, passerei attraverso tutto questo dolore
Oh oh, I would go through all this pain

Prendi un proiettile dritto nel mio cervello
Take a bullet straight through my brain

Sì, morirei per te, piccola
Yes, I would die for ya, baby

Ma non farai lo stesso
But you won’t do the same

No, non farai lo stesso
No, you won’t do the same

Non faresti lo stesso
You wouldn’t do the same

Ooh, non faresti mai lo stesso
Ooh, you’d never do the same

No, no, no, no oh
No, no, no, no oh
(Fonte: LyricFindtraduzione by Google)
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La perpetua – 2

Copertina dell’Album Belladonna of Sadness di Nick Cause (immagine da qui)
puntata precedente

Dal vocabolario il destino

Perpetua: che dura sempre, che è destinata a non finire mai: dannazione, felicità perpetua.
Così canta un vocabolario di grido.

Nel suo nome il suo destino.

Il diavolo le ridà corpo. Meraviglioso. La vuole felice, in eterno. La vuole dannatrice dei miseri, dei subdoli, degli eroi. La vuole magnifica e vincente, perché ha preso il suo arido cuore. Perché è capricciosa e cattiva. Come solo una vecchia può essere.

La vecchia ha ora il più conturbante degli aspetti, con la capacità di parlare tutte le lingue e di mangiarsi tutte le lingue che toccheranno il suo giovane corpo. Una mantide intelligente e senza la voglia di procreare, delusa dal figlio avuto.

continua…

Nick Cause – Belladonna of Sadness
Lei è Belladonna
She’s Belladonna

Il diavolo è su di lei
The Devil’s on her

Io vengo dalle nuvole e lei è
I’m from the clouds and she’s

Dalla California
From California
Hollywood è in lei
Hollywood’s in her

Un peccatore locale
A local Sinner

Viola i suoi capelli tutti i giorni
Purple her hair everyday

Diventa più magra
She grows thinner
Belladonna è così sola
Belladonna is so lonely

In un angolo sempre triste
In a corner always sad

Perdersi quando si è in pole
Getting lost when on the pole

Il suo liquore è duro, i suoi uomini sono cattivi
Her liquor hard, her men are bad

Li cattura con tristezza
She captures them in Sadness

E porta via la loro anima
And takes away their soul

Dà loro una notte solitaria
Gives them a lonely night

Per trovare l’amore dentro un buco
To find love inside a hole
Oh mia Bella
Oh my Bella

Sono il tuo venditore
I’m your seller

Conservando il tuo sangue nel mio
Storing your blood in my

Neat Wine Cellar
Neat Wine Cellar
Indossa il rosso, oh mio
She’s wearing red oh my

Sembra stellare
She looks stellar

La pelle morbida del suo corpo lo è
Her body’s soft skin is

Immerso nella Nutella
Dipped in Nutella
Belladonna è così sola
Belladonna is so lonely

In un angolo sempre triste
In a corner always sad

Perdersi quando si è in pole
Getting lost when on the pole

Il suo liquore è duro, i suoi uomini sono cattivi
Her liquor hard, her men are bad

Li cattura con tristezza
She captures them in Sadness

E porta via la loro anima
And takes away their soul

Dà loro una notte solitaria
Gives them a lonely night

Per trovare l’amore dentro un buco
To find love inside a hole.
(traduzione by Google)
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Story-Lenny 8

Ringrazio (in ordine di apparizione) brunonavoni, Yleniaely, andream2016, Ettore Massarese (fu Franz), raccoltaedifferenziata, Nonna Pitilla, Marco, Sara Provasi, Adriano, Alidada, eleonorabergonti!!!

I materiali sono tutti in fondo. Buon divertimento!


Lenny, ciao.

La porta si apre piano. Dal pianerottolo si diffonde la voce nota: “Lenny, ciao. E grazie per lo zaino!”. La porta si chiude in autonomia.

Cara entra con in spalle un voluminoso zaino fluorescente. Lo lascia piombare a terra senza preoccuparsi dell’accasciamento in orizzontale. Qualche occhiata furtiva alla stanza, apertura delle finestre per cambiare l’aria. Espressione beata. Sorriso stampato. Sta bene. È felice. La vacanza le dona. È bella. Più bella.

Come è bella…

Non riesco a parlarle.

Va in bagno. Lascia la porta aperta e vedo. Si lava mani e viso, poi ritorna in sala ancora gocciolante, alza le braccia in alto, si issa sulle punte dei piedi e inizia una danza tutta sua, senza musica. La coreografia è quel che è, ma c’è tanta gioia in quelle movenze, tanta energia.

– Non mi chiedi niente Narratore?

E piroetta come una trottola ubriaca. I capelli fanno ciò che le leggi fisiche permettono loro. Dalla bocca inizia a uscirle un motivetto che non riconosco. Quante cose avrei da chiedere a quelle labbra angeliche, ma non posso interrompere un momento tanto speciale.

– Quanti problemi, ti rispondo lo stesso sai?

E con le mani sui fianchi improvvisa una specie di tarantella, ma non ci giurerei, sono tutti passi così poco distinti. Eppure è ipnotica.

– Chiedi pure, non ho intenzione di mentire.

Adesso le braccia si son messe a vorticare lungo i fianchi accompagnati da un fischio modulato (sa fischiare!). Non è chiaro cosa rappresenti nell’economia della, del, non saprei come definire ciò che vedo, ma qualcosa tutto ciò rappresenterà, no?

– È questa la domanda? Sono solo contenta.

Saltelli, ecco, i saltelli mancavano, a piedi uniti, intorno al divano con l’emissione di scanditi Yek-Yek! E una capriola sul divano. Sul quale rimane immobile a far calmare il fiatone.

– Ti sono mancata?

Sì.

– Anche tu.

Ed il narratore si mise a piangere lacrime vere, non poteva credere che la sua creatura gli si rivoltasse contro.
Era vissuto nella fallace convinzione che tutto ciò che Cara diceva nascondesse un messaggio d’amore per lui. Eh sì, credeva davvero fosse amore ed invece era un calesse. E cosa si fa con un calesse? Ci si monta e si fugge via, lontano lontano … peccato che questo fosse un calesse rotto e senza cavallo, al limite un asino alla soglia della pensione. No no, il Narratore non poteva più sperare di fare un’uscita di scena degna dei film di Holliwood anni ’40. E quindi? Non gli rimaneva che ordinare una pizza a domicilio, di quelle piccantissime che tanto piacevano a Cara e poi rinchiudersi nel frigorifero. Il fresco magari gli avrebbe fatto vedere più chiaro, anche perché un tarlo stava avanzando nel suo cervello … e se fosse Lenny ad essere innamorato di lui?

andream2016 (00:50 – 10/12/2020)

Con questa vena ballerina Cara potrebbe entrare nella scuola di Amici.

Un’altra idea: il Narratore, mentre Cara è nella scuola, viene scelto come tronista (meglio over o trono classico?) ma, non contento, decide di abbandonare il trono ed entra nella casa del Grande Fratello dove diventa il confidente di tutti.

eleonorabergonti (15:30 – 8/12/2020)


STORY-LENNY è un gioco di trame. Ecco qualche informazione in più QUI.

Si può giocare in diversi modi:

  1. Contributi interni alla singola puntata (comunque autoconclusiva);
  2. contributi di stravolgimento della trama complessiva;
  3. contributi esterni a piacere.

Per chi vuol cercare il pelo nell’uovo ammetto che sì, camuffate vi sono alcune pubblicità occulte… trovatele se ne siete capaci!
Ricordo mestamente che a chi tocca non si ingrugna e che i botta e risposta sono leciti, anzi sono i benvenuti.
Da oggi è possibile attaccare trame a quelle altrui! Anche nelle puntate precedenti.

Poi ci sono i super supporti HARD e DIVERSAMENTEHARD alla trama, i divertenti Extra-Lenny 1, Extra-Lenny 2 e Extra-Lenny 4 e Extra-Lenny 5 di Andream2016 e l’Extra-Lenny 3 di Sara Provasi – (Grazie!)


RIEPILOGO AGGIORNATO DEL CAPITOLO

  1. Cara saluta Lenny ed entra in casa dopo una vacanza.
  2. Il Narratore è emozionato e la osserva ballare.
  3. Cara è contenta. Buttandosi sul divano chiede al Narratore se gli sia mancata e ammette che lui le è mancato.
  4. In Narratore si abbatte, una botta di inadeguatezza, cerca una botte di freddo per pensare, ma come un botto ecco un dubbio: e se Lenny fosse innamorato di lui?
  5. Il lettore E propone che Cara vada alla scuola di Amici e il Narratore a fare il tronista, per poi abbandonare il trono e dedicarsi al Grande Fratello.