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Il guscio d’ostrica

immagine da Wikipedia

Dopo l’ultimo articolo di ilnoire, mi è stato impossibile astenermi. Di seguito il guanto di sfida.

“L’anello di congiunzione tra passato e presente… il rimasuglio di quella stirpe che erano i dinosauri, uccelli che tutt’ora sono le creature (dopo i micro organismi e le zanzare) più resistenti e forti della Terra. Un paio di (innocui) uccelli di scogliera scacciano un orso affamato a colpi di becco… becco con cui spaccano il guscio delle ostriche. Ed ecco il là per un nuovo racconto (potresti scriverlo tu!).”

È così che ilnoire mi ha buttato una provocazione creativa. La raccolgo. (E qui la sua ripubblicazione! Grazie 🙂 )

Buona lettura!


Che quel becco abbia scacciato un orso, è ormai storia (ne porta ancora i segni).
Che quello stesso becco abbia aperto l’ostrica, invece, è storia in divenire.

Stremato dopo il lungo viaggio, la vista di cibo pronto su una barca a vela bialbero è un dono, il dono di benvenuto in questo luogo caldo.

E il dono è raccolto in una canestro metallico di facile accesso, quindi lo si ghermisce, lo si porta in alto e dall’alto lo si lascia cadere su una pietra: che s’apra. E poi ancora a picco, sulle valve esposte, a mangiarne.

Così, da resto, il guscio vuoto ha ora la sua storia, rotolando a riva, trovando alla fine un assetto non banale, incastrandosi tra cocci levigati e sassi appena baciati dall’acqua dolce.

«Serrate i ranghi! Serrate i ranghi!» Esclama l’uomo con gli auricolari e fermo sulla battigia.
L’ordine è indiscutibile ed è l’unico sensato per evitare il declino.
Dall’altro capo della conversazione si odono rumori di una serrata confusa; disordine; mezze frasi.
L’incombenza del declino agita l’uomo e gli provoca un reflusso esofageo, ma si piega, raccoglie la conchiglia vuota per ricevere conforto dal toccarne l’interno liscio. Sembra funzionare.

Raddrizza la schiena. Parte un altro ordine.
«Che non si dica! Che non si nomini la sconfitta
Invece eccola che si autoavvera: la perdita.
Ma non della partita, che chissà se di quella importa ancora. Ma di lei.

«Lei lei. Mia bella lei. Dove sei? Chi si avvicina alle tue labbra? Chi si riscalda il cuore?» Si domanda a voce bassa l’uomo. (Come se non lo sapesse, con tutti i pedoni perduti in piccoli passi. Ce n’è una lista: quello bellicapelli, quello senzacapelli, quello dallo sguardo sprezzante, quello dallo sguardo intenso…)
«Lei lei. Mia bella lei. Cosa fai? Cosa farai? Smetterai di giocare alla cazzo?» Si domanda con voce isterica l’uomo. (Giocatrice non certo scaltra, no, ha solo quel maledetto intuito e quei maledetti pedoni a regina, in una moltiplicazione infinita di mosse a spruzzo. A spruzzo, porcaputtana! Come si fa a giocare in modo così arrangiato e far cadere uno a uno i pezzi migliori?)

«Le sono rimasto sotto io!» Grida una torre.
«Ce l’ho! Ce l’ho!» Gli risponde il cavallo impagliato.
Silenti gli alfieri, suicidati quando troppo vicini.

«Che manica d’imbecilli! … Regiiiina!» E con moto di stizza lancia in acqua la conchiglia vuota.

La Regina non ama occuparsi del lavoro sporco, soprattutto se per garantire il successo al Re (eh no!) e la malavoglia la prende in un modo così indolente e sfacciato da provocarle l’arresto, a un passo da lei.

«No, no, noooooooo! Perché devo occuparmi di tutto io? Sempre! Pezzi di scacchiera malandati! Pezzi di scacchiera usata! Pezzi di sc-ACCO!» Urla l’uomo.

Una speranza! Finalmente una mossa buona! Ci voleva ingegno-astuzia-conoscenza da giocatore esperto e così non perderà, in ordine: la faccia, la speranza, lei.

Peccato, l’ordine dei 3 elementi è errato.

La conchiglia ritorna al piede, spinta dalla scia di un motoscafo. Lì, da vuoto, gli lambisce un vuoto.
Poi rotola in risacca.
(Ma questa è un’altra storia.)


IL BLOG CHIUDE PER FERIE.
SI RIAPRE A SETTEMBRE.
BUONE VACANZE A TUTTI!

(Io le trascorrerò con la mia piccola cabrio, non ancora verniciata.)

Вера Брежнева – Я не святая
Ты понимаешь, тут такое дело –
В двух словах не скажешь то, что накипелось давно.
Ты понимаешь, я сказать хотела –
Был то плюс, то минус, а теперь вдруг стало равно.
[Переход]: Не потому, что мне так кажется;
Не потому, что всё надоело мне –
А потому что не хочу каяться
И разбираться, кто виноват.
Я не могу в пол силы любить тебя
И потому мне снова покоя нет.
И потому, когда душа мается –
Я повторяю эти слова:
[Припев]: Я не святая и грехи свои точно знаю,
Но ты не хочешь их делить на двоих.
Я не святая, иногда мы не совпадаем –
Только взять себя в руки, я смогу если в руки твои.
Я не святая и грехи свои точно знаю,
Но ты не хочешь их делить на двоих.
Я не святая, иногда мы не совпадаем –
Только взять себя в руки, я смогу если в руки твои.
[Куплет 2, Вера Брежнева]: Ты понимаешь, тут такое дело –
Просто утомилась, то взлетать, то падать на дно.
Ты понимаешь, я сказать хотела:
Был то плюс, то минус – а теперь вдруг стало равно.
[Переход]: Не потому, что мне так кажется;
Не потому, что всё надоело мне –
А потому что не хочу каяться
И разбираться, кто виноват.
Я не могу в пол силы любить тебя
И потому мне снова покоя нет.
И потому, когда душа мается –
Я повторяю эти слова:
[Припев]: Я не святая и грехи свои точно знаю,
Но ты не хочешь их делить на двоих.
Я не святая, иногда мы не совпадаем –
Только взять себя в руки, я смогу если в руки твои.
Я не святая и грехи свои точно знаю,
Но ты не хочешь их делить на двоих.
Я не святая, иногда мы не совпадаем –
Только взять себя в руки, я смогу если в руки твои.
[Инструментал]
[Припев]: Я не святая и грехи свои точно знаю,
Но ты не хочешь их делить на двоих.
Я не святая, иногда мы не совпадаем –
Только взять себя в руки, я смогу если в руки твои.

Vera Brezhneva – Non sono una santa
Vedi, il fatto è questo.
Non puoi dire in due parole quello che si è accumulato per così tanto tempo
Sai, stavo per dire.
C’era un più o un meno, e ora è tutto uguale.
[Transizione]: Non perché ne ho voglia;
Non è perché ne ho avuto abbastanza.
È perché non voglio pentirmi
E non voglio sapere di chi è la colpa.
Non posso amarti la metà di quanto dovrei
Ecco perché non posso riposare di nuovo.
Ed è per questo che quando la mia anima soffre
Ripeto queste parole:
[Coro]:
Non sono una santa e conosco i miei peccati,
Ma non vuoi condividerli.
Non sono una santa, a volte non corrispondiamo.
Posso prendere me stesso nelle mie mani solo se ti tengo nelle mie mani.
Non sono una santa e conosco i miei peccati,
Ma non vuoi condividerli.
Non sono una santa, a volte non siamo uguali
Posso prendere me stesso nelle mie mani solo se è nelle tue mani
[distico 2]:
Sai, il fatto è questo –
Sono solo stanco, ora vado su e ora vado giù.
Sai, volevo dire:
C’era un più, poi un meno – E ora è improvvisamente uguale.
[Transizione]:
Non perché ne ho voglia;
Non è perché sono annoiato
È perché non voglio pentirmi
E non voglio sapere di chi è la colpa.
Non posso amarti la metà di quanto dovrei
Ecco perché non posso riposare di nuovo.
Ed è per questo che quando la mia anima soffre
Ripeto queste parole:
[Coro]:
Non sono una santa e conosco i miei peccati,
Ma non vuoi condividerli.
Non sono una santa, a volte non corrispondiamo.
Posso prendere me stesso nelle mie mani solo se ti tengo nelle mie mani.
Non sono una santa e conosco i miei peccati,
Ma non vuoi condividerli.
Non sono una santa, a volte non siamo uguali
Posso prendere me stesso nelle mie mani solo se è nelle tue mani.
[Strumentale]
[Coro]:
Non sono una santa e conosco i miei peccati con certezza,
Ma non vuoi condividerli.
Non sono una santa, a volte non corrispondiamo.
Posso prendere me stesso nelle mie mani solo se è nelle tue mani
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Argomentario

Arriva l’estate calda! (e 3!)

immagine da qui

Ah, eccoli-eccoli, li aspetto tutti al varco… dallo SBLOCCO DEI LICENZIAMENTI attuato dal Governo, questi signori sono i terzi.
Ringrazio andream2016 per la segnalazione: la Timken (altra multinazionale) chiude e lascia a casa 106 lavoratori a Villa Carcina (Brescia).


Altro licenziamento di massa con e-mail! Il giorno stesso della chiusura! Come siamo ecologisti!

152 lavoratori Gianetti Fad Wheels di Ceriano Laghetto (Monza e Brianza).


SBLOCCO DEI LICENZIAMENTI!
SIGNORE E SIGNORI, SI INIZIA…

La vicenda riguarda il licenziamento dei lavoratori di un intero stabilimento (422 ai quali seguiranno i 500 dell’indotto, in tutto un migliaio di famiglie): lo Gkn di Campi Bisenzio (Firenze).

In quest’epoca di dematerializzazione è bastata una sola e-mail e un buon indirizzario: una scelta davvero greeeen!

Qui pubblico la loro lettera e di seguito, per chi volesse approfondire, l’articolo di TVPRATO.it.
L’articolo è interessante anche perché rende piuttosto chiara la differenza tra ECONOMIA e FINANZA, così, tanto per capire le conseguenze di chi scommette nel gioco ai dadi.

Ah, la lettera è davvero bella.


L’appello degli operai Gkn in lotta

(immagine presa dal blog noi non abbiamo patria)

Quando imbocchi la strada per andare al Mise, imbocchi la strada percorsa da migliaia di altre vertenze. Lungo quella strada si sono persi quasi tutti. Cotti a fuoco lento da una girandola di tavoli e promesse, piegati dai peggiori ricatti, dalla rassegnazione o dalla disperazione economica.
Noi non abbiamo la presunzione di essere più bravi, più coraggiosi o semplicemente migliori di chi ci ha preceduto. Siamo fragili. Con le nostre paure e i nostri egoismi. Non c’è nulla da idealizzare in noi. Sappiamo di avere a che fare con dei professionisti della miseria e della divisione dei lavoratori.
Noi siamo uguali a tutti coloro che ci hanno preceduto. Ci portiamo dietro tutte le ferite e le sconfitte delle precedenti vertenze. Siamo e siamo stati i minatori sardi, gli operai dell’Alfa Romeo di Arese, di Termini Imerese, siamo gli operai della Bekaert ecc. ecc.

Ma proprio perché li portiamo tutti con noi, perché li sentiamo sulla nostra pelle, noi possiamo provare a essere diversi. Saremo diversi se saremo tutti.
Si perde sempre, tranne quella volta che si vince.

Noi siamo in fabbrica. Questa è casa nostra. Da qua non ci muoviamo.

Se sfondano qua, sfondano dappertutto.

Fatevi un favore. Unitevi alla lotta.

19 luglio sciopero generale provinciale

24 luglio iniziativa nazionale

Lavoratori Gkn

Gkn, sindaco di Campi Bisenzio: blocco tir per evitare smantellamento. Il governo convoca l’azienda

12 luglio 2021

Un’ordinanza, con effetto immediato, che introduce il divieto di avvicinamento al perimetro aziendale dello stabilimento di Gkn per i mezzi pesanti. E’ quanto firmerà nelle prossime ore il sindaco di Campi Bisenzio (Firenze), Emiliano Fossi, che conferma quanto pubblicato oggi da Repubblica.
“Voglio dare un segnale amministrativo e politico chiaro che non accettiamo lo smantellamento dello stabilimento da parte della proprietà”, spiega Fossi. “Stiamo vagliando tutte le possibilità per richiamare l’azienda, che si è comportata in modo così vile, alle proprie responsabilità – continua – ma la partita non si gioca sul campo del comune, è una vicenda nazionale, bisogna che si muovano il Mise e la Presidenza del consiglio”. Intanto all’interno della fabbrica, conferma Fossi, va avanti l’assemblea permanente dei lavoratori iniziata venerdì sera dopo l’annuncio di 422 licenziamenti.

“C’è un presidio costante dei dipendenti – spiega Fossi – che stanno portando avanti la loro legittima battaglia in modo dignitoso e corretto. C’è un continuo flusso di cittadini, che portano cibo e bevande ai lavoratori, ma anche dei rappresentanti istituzionali. L’attenzione è forte”.

E in tarda mattinata è giunta la notizia che il governo ha convocato le parti per un confronto. E’ stato convocato per giovedì 15 alle ore 14 al ministero dello Sviluppo un tavolo per affrontare il nodo dei licenziamento dei lavoratori di Gkn. Lo rende noto la sottosegretaria Alessandra Todde che presiede il tavolo che si svolgerà in videoconferenza e prevede la partecipazione del ministero del Lavoro, delle organizzazioni sindacali, dei rappresentanti di Gkn Firenze, Gkn Automotive e Melrose, oltre alla Regione Toscana e agli enti locali.

Giani: “Sospendere la procedura dei licenziamenti, che è immotivata”

L’obiettivo, spiega Eugenio Giani – che da giovedì scorso segue passo passo la vicenda Gkn – è e resta quello di “sospendere la procedura dei licenziamenti, che è immotivata”. Secondo il governatore servono determinazione, vicinanza ai lavoratori e la forza di parlare con Melrose “per indurre atteggiamenti di ragionevolezza” perché il primo passo è affidato alla capacità di tutto il sistema delle istituzioni, del movimento movimento sindacale e della rappresentanza dei lavoratori di “essere costante nel chiedere l’interruzione della procedura”.

Stamani Giani ha ricevuto la comunicazione della viceministra Alessandra Todde sull’invio della convocazione per il tavolo nazionale e infatti, ribadisce il presidente, si tratta di “una questione nazionale perché quanto accaduto a Campi può ripetersi altrove”. In questo caso si parla di Gkn e cioè di componentistica di semiassi per autonomobili che poi vengono assemblati da Fiat Stellantis, ma i proprietari si chiamano ‘fondo Melrose’ con sede in Inghilterra”. Lo stabilimento di Campi d’altra parte “produce, non è in crisi, non è privo di commesse. Negli ultimi tempi sono stati fatti forti investimenti in robotica per la produzione di componenti auto che poi sono assemblati per la produzione Fiat Stellantis”. E qui il presidente mette in campo il secondo punto d’impegno: “Vogliamo che Fiat Stellantis, che è al tavolo nazionale automotive con il Governo per gli aiuti alla transizione del settore, sia consapevole del fatto che uno dei suoi principali produttori di componenti si comporta così”.

“Bisogna trarre la lezione da quanto accade e la legislazione italiana deve adeguarsi – continua il presidente -: oggi non hai più di fronte gli imprenditori che comunque hanno a cuore capacità produttiva e l’immissione di prodotti sul mercato”. La logica che ha portato a dire ‘si chiude’ non è infatti “una logica di produzione ma finanziaria”, come si desume dai “brevi contatti avuti con gli esponenti locali di Gkn, con i quali il ragionamento che viene fatto è quello della riorganizzazione aziendale: questo non può esistere”. Quindi, spiega Giani “Ci attiveremo come Regione per un codice etico e per un obbligo di comunicazione preventiva in caso di rischi di chiusura che, qualora non siano rispettate, dia luogo a sanzioni molto forti. L’obiettivo infatti è dare tempo alle istituzioni per intervenire con proposte e soluzioni già sperimentate in diversi casi, evitando che i lavoratori siano scaricati senza remore”.

Il presidente parla di “cinismo estremo” e di “procedura di estrema arroganza” da parte di Gkn e sottolinea che se c’è un aspetto che letteralmente grida vendetta con il richiamo ‘etico’ che campeggia sullo stesso sito del fondo che, spiega Giani “descrive la propria attività come quella di chi “compra, valorizza, rivende: in questo caso sta facendo esattamente l’opposto. Il lavoro è un elemento determinante nella vita della comunità e non si può pensare che nel 2021, in Italia, si mettano a casa oltre 422 lavoratori e l’indotto con una semplice mail, non preavvertita da alcuna comunicazione alle istituzioni e parti sociali”.

Una doccia fredda insomma, anche perché, come chiarito da Valerio Fabiani, consigliere del presidente Giani per lavoro e crisi aziendali, i rapporti degli ultimi mesi con Gkn erano stati difficili, faticosi e mentre dalla parte della Regione si era “pronti a parlare di nuovo piano industriale e di un protocollo d’intesa per dare una cornice istituzionale, loro sono venuti a dirci che non avevano neanche più bisogno degli ammortizzatori sociali”.


Lettera dei lavoratori della Gianetti di Ceriano Laghetto in solidarietà ai lavoratori della Gkn.

immagine presa da qui
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Endorsum – la scrittrice è all’opera

Poiché sono stata messa alle strette con un annuncio inatteso, mi prendo qualche giorno per lavorarci su.

CI VEDIAMO MARTEDÌ!


AUTORE: ilnoire (articolo preso dal suo blog)

     

Ancora non è dato sapere di preciso che tipo di racconto sfornerà Endorsum, io sono sicuro delle sue doti di scrittrice surreale \ reale \ tecnicamente preparata (in particolare sulle muse). Ella ha deciso di sfruttare un mio spunto, datole involontariamente, sia chiaro, perché di fatto, neanche io so essere così musa (ma si dirà muso?) E allora ecco un post preparatorio, dove si caldeggia, si inneggia a un racconto che arriverà presto, e sarà sempre tardi, perché l’attesa brucia come il sudore negli occhi. Che sia allora un racconto nero, gotico, gore? Chissà…

Confidiamo in te Endorsum, so che non deluderai l’attesa.

Ps.: di che colore dominante sarà il nuovo racconto? Già perché secondo la teoria del sottoscritto, ogni racconto ha una sua dominante cromatica. Blu? Nero? Viola? Rosso? Ancora è presto, ma restate collegati a questo (o al suo, meglio) blog, perché appena lo pubblicherà, sarà di sicuro un arcobaleno.

ilnoire


INCISO MIO: oddio, come se stessi scrivendo Cime Tempestose
Kate Bush – Wuthering Heights
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Dove credi di andare?

immagine presa da qui, ma elaborata da me

Dove credi di andare?

Domanda idiota. Non vedi? Sto per uscire dal portone, con tutte e due le borse colme e la voglia di essere altrove, via, lontano da quella voce allarmata. La macchina mi aspetta, c’è un uomo alla guida (un bell’uomo) e il fragore del traffico tra poco mi avrà a riempirlo. Inutile la presa del polso, il trattenermi impulsivo. Strattono. Sono già con un piede fuori e la luce del giorno colora la scarpa di amaranto acceso. Inutile togliermi la borsa dalle dita e appoggiarla a terra, sono davvero decisa e la riprendo con tutto ciò che contiene, non uno spillo di meno. Anche l’altra scarpa si è tinta alla luce e la mia schiena non è un messaggio sufficiente per capire di che natura siano le intenzioni? Infantile cercar di trattenere le spalle. Le scuoto a liberarmi di mani e pensieri e la portiera si apre e un braccio mi cinge la vita e il mio è un urletto d’esasperazione perché prima o poi si deve mollare, perché una donna che ti lascia indietro ha un motivo e il motivo è la macchina che si accende, la portiera aperta, l’uomo che sorride e… graffio. Sì, graffio la pelle scoperta e l’esclamazione sorpresa e dolente accompagna la mia libertà. Sii coraggioso, non ululare di un graffio, non sprecare parole indecenti e lasciami i capelli, cazzo! Mi volto, ci guardiamo. Lui è affranto, vedermi gli occhi gli crea un dolore e lascia. I capelli. La donna. La mattina di sole.
Salgo in macchina.

«40 foulard d’Hermes. Parti!»
«Bel colpo.»


Un contributo che ci sta a pennello (grazie Tony Pastel!)

The Smiths – Shoplifters Of The World Unite (Official Music Video)
Learn to love me /Assemble the ways /Now, today, tomorrow and always /My only weakness is a list of crime /My only weakness is… well, never mind, never mind
Oh, shoplifters of the world /Unite and take over /Shoplifters of the world
Hand it over – Hand it over – Hand it over
Learn to love me /And assemble the ways /Now, today, tomorrow, and always /My only weakness is a listed crime /But last night the plans of a future war /Was all I saw on Channel Four /Shoplifters of the world /Unite and take over /Shoplifters of the world
Hand it over – Hand it over – Hand it over
A heartless hand on my shoulder /A push – and it’s over /Alabaster crashes down
(Six months is a long time) /Tried living in the real world /Instead of a shell /But before I began… /I was bored before I even began / Shoplifters of the world /Unite and take over
Shoplifters of the world /Unite and take over /Shoplifters of the world /Unite and take over /Shoplifters of the world /Take over.
“I taccheggiatori del mondo si uniscono”
Impara ad amarmi /Riunisci i modi /Ora, oggi, domani e sempre /La mia unica debolezza è una lista di crimini /La mia unica debolezza è… beh, non importa, non importa /Oh, taccheggiatori del mondo /Unitevi e prendete il controllo /Taccheggiatori di tutto il mondo /Consegnatela -Passamela -Passamela
Impara ad amarmi /E riunisci i modi /Ora, oggi, domani e sempre /La mia unica debolezza è un crimine elencato /Ma ieri sera i piani di una guerra futura /Era tutto ciò che ho visto su Channel Four /I taccheggiatori del mondo /Unitevi e prendete il controllo
Taccheggiatori di tutto il mondo /Consegnatela – Consegnalo – Passamela
Una mano senza cuore sulla mia spalla /Una spinta – ed è finita /L’alabastro crolla /(Sei mesi è un tempo lungo) /Ho provato a vivere nel mondo reale /Invece di un guscio
Ma prima di iniziare… /Mi annoiavo prima ancora di iniziare /Taccheggiatori del mondo
Unitevi e prendete il controllo /Taccheggiatori di tutto il mondo /Unitevi e prendete il controllo /Taccheggiatori di tutto il mondo /Unitevi e prendete il controllo /Taccheggiatori di tutto il mondo /Prendere il controllo.
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Muse! (Più una sorpresa nei commenti…)

Cosa sto preparando?

Grazie alle stupende e talentuose ragazze VIA Gra – eh, mai nome fu più programmatico – inizia una nuova fase delle 8 sfumature di musa.

Queste incantevoli Muse (dall’Ucraina con furore!) ci accompagneranno durante le prossime trattazioni, avendo prima di me affrontato alcuni temi di fondamentale importanza.

Nulla sarà più come prima!

E nel frattempo consiglio lo studio della biologia e dell’anatomia.


(Immagino non noterete l’accordo armonico delle voci, ma sappiate che anche quello è splendido.)

VIA Gra – Biology (in fondo all’articolo troverete il testo della canzone.)

Per le persone più attente…

Essere fisionomisti è una dote che qualcuno ha. Il video ha prodotto una sensazione di già visto?
Ottimo! La risposta è , la percezione è corretta: nell’ 8 sfumature di musa – breve corso di sopravvivenza per muse (7) ho avuto modo di presentarvi Vera Brežneva.
Ve la ripropongo.

Vera Brežneva – Mamochka

Testo della canzone биология/biologia

Оглянутся, пригнутся не успела / Популярность, как буря, налетела / Моё юное тело у страны захотело / Боже, как это всё мне надоело / Что не слово, то водопады мести / Что не особь, то руки не на месте / Сердце требует мести, даже лет через двести / Это время я не забуду если, если
[Предприпев]
Не забуду если, если
Не забуду если, если
Не забуду если, если, если
Живу!
[Припев]
Биология, биология, биология
Анатомия, изучи её до конца
Биология, биология, биология
Анатомия
И хотелось бы, но нельзя
[Куплет 2]
Топ модели завидуют карьере / Опасаются жёны миллионеров / Папарацци засели у меня на постели / Боже, как это всё мне надоело / Все подруги когда приходят в гости / Бутербродами давятся от злости / Сердце требует мести, даже лет через двести / Это время я не забуду если …

TRADUZIONE FINALE (di DeCa)

Guardati indietro, non abbiamo tempo per essere normali /La popolarità, come una tempesta, volò /Il mio giovane corpo voleva rimanere tranquillo/Dio, quanto siamo stanche di tutto questo /Che non è solo una parola, che prevede vendetta /E ciò che non è speciale, allora è fuori posto /Il cuore chiederà vendetta anche tra duecento anni /Questa volta non dimenticherò se, se[Pre-ritornello]Non dimenticherò se, se

Non dimenticherò se, se Non dimenticherò se, se, se

Vivo!

[Coro]Biologia, biologia, biologia Anatomia, studiala fino in fondo Biologia, biologia, biologia Anatomia

E vorrei, ma non posso[Verso 2]Le top model sono gelose delle loro carriere /Hanno paura delle mogli dei milionari /I paparazzi ci seguivano anche nel nostro letto /Dio, quanto siamo stanche di tutto questo /Tutti i miei amici quando vengono a trovarci /Sono ripieni di rabbia come panini/Il cuore chiede vendetta, anche tra duecento anni /Questa volta non dimenticherò se un…

TRADUZIONE INTERMEDIA (di zoppaz (antonio zoppetti)

Non ho tempo per guardare indietro, non ho tempo per abbassarmi / La popolarità, come una tempesta, è arrivata / Il mio giovane corpo voleva / Dio, come mi ha dato fastidio / Ogni parola, le cascate di vendetta / Ogni singola persona, le mani sono fuori posto / Il mio cuore esige vendetta, anche tra duecento anni / Non dimenticherò questa volta se, se[Pre-coro]Non dimenticherò se, se, se Non dimenticherò se, se, se Non dimenticherò se, se, se Vivrò![Coro]Biologia, biologia, biologia Anatomia, imparare tutto Biologia, biologia, biologia Anatomia

E vorrei poterlo fare, ma non posso[distico 2]Le top model sono gelose delle loro carriere # Le mogli dei milionari sono spaventate # I paparazzi sono sul mio letto # Dio, sono stufo di tutto questo # Tutte le mie ragazze quando vengono a trovarmi # Soffocano con i loro panini # Il mio cuore esige vendetta, anche tra duecento anni # Non dimenticherò mai questa volta se

(Tradotto con http://www.DeepL.com/Translator)

GRAZIE A TUTTI!

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Cosa ho scritto un anno fa? Il racconto “Ping pong”.

PING PONG è un racconto un po’ furetto. Ovviamente ci sono palline, punti, giocatori e un prima, un dopo. Vado a giocare la mia partita (non esattamente quella qui descritta). Vediamo chi la vince.

A martedì!


Mulitplayer (immagine da qui)

«NiiiiHAaaaaa!»

Esce dalle labbra a mo’ d’acuto spasmo e rientra in risucchio verso la macina sciocca dei denti. Il collo issa un capo pesante d’ingombri e gli occhi si aprono piano in controllo. Nessuno.

«Alvì-na!»

Dall’ombra si palesa la donna; premura e azione animano un corpo stanco.

«Signora?»

«Le ciabatte.» la e è ancora nell’aria quando il collo cede all’estrema fatica, e molla: planf!

«State bene Signora?»

«Ma sì… ho sete.»

«Quella sete, Signora?»

«Mh.»

Alvina raccoglie l’abito a teli di georgette arancione ed esce dalla camera senza produrre un rumore.

«Ah…» suono troppo evanescente: si riprova «Aaaah»; non basta «AAAAAAAH!!!» bene, ora si ode. Una mano esce furetta allo scoperto, saggia il mento, la mobilità del naso e spiana la fronte di palmo. La gemella la raggiunge e coordinate massaggiano piano le tempie.

«Porca vacca che ciucca!»

Che ciucca? La bocca si apre, i ricordi li organizza così. Dunque: cena da Gianna (discreta); spostamento al cinema per caricare Patrizio (non guida); rientro da lei con Gianna e Patrizio per la partita di ping pong (settimanale). Punto.

Chi ha vinto? Lei, Gianna, Patrizio. Ok. Arriva Lenny (Lenny…). Il gioco non s’interrompe (e perché mai). Lenny arriccia il naso e in sala accende l’impianto hi fi (si distrae). Il gioco non s’interrompe. Lui si impegna preparando dei cocktails (come in uso). Il gioco non s’interrompe. Lenny vede bene di cadere portando da bere (porcazzozza!). Ha il punto.

Il punto a Lenny l’ha dato Onorina al pronto soccorso che, sul finir del turno, si è proposta per il 4° in coppia. Rientro. Lenny, dopo il punto, ha visto bene di non vincere altro e si è accasciato in poltrona col braccio pendulo.

«Lenny! La pallina è finita da te!» lui guarda la piccola e insignificante rompicazzo, abbandona la poltrona per andarle incontro e, con suola decisa, la schiaccia: crack! Al suono si affacciano i quattro con diverse modulazioni d’insulto. Punto a Lenny.

Gliel’ha dato Onorina, dopo che Gianna ha tirato furiosa la clutch gioiello, prendendogli il naso.

E dopo?

Dopo, il nostro imbastisce una lunga lamentela quasi esiziale, con accuse d’insipienza agli amici. Passaggio di mano in mano di un colmo bicchiere di whisky scozzese. Approdato alla salda stretta del tumefatto, la richiesta è, a lingua scoccata al palato, di aver compagnia. Gianna lo punzecchia, Onorina gli controlla il cucito, Patrizio si serve un cognac.

E poi? Non ricorda. Punto.

Si alza dal letto, nuda. Le duole una natica, palpeggia. Si sposta allo specchio a parete e si torce. Segno di denti.

«Merda!»

Doccia, intimo e un sospetto. Apre piano la porta e osserva la scena: sull’enorme divano firmato un intreccio carnoso a quattro corpi sogna, boccheggia, russa. Sorride, si veste in silenzio e piano esce, sorpassa i sopravvissuti agli amplessi e raggiunge la cucina. Alvina le serve il dovuto, le mostra una busta e le consegna il telefonino.

«Hanno chiamato cinque volte, Signora.»

«Grazie.»

Mangia con infinita lentezza e sul finire fuma la sigaretta mattutina. Qualche boccata e la spegne. Ricorda. Sorride. Adesso ha fatto il punto.

«Pensa tu ai ragazzi. Questa notte non torno. Resto in convento con le consorelle.»

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8 sfumature di musa – Musa e Muso (3° parte)

IL VIDEO E IL TESTO DELLA CANZONE SONO PREPARATORI E INTRODUTTIVI ALL’ARGOMENTO.
(IL TESTO DELLA CANZONE È NELLA PARTE FINALE DELL’ARTICOLO.)
GlubokoNadija Dorofejeva, MONATIK

DOPO AVER:

APPROFONDIREMO:


RICAPITOLIAMO:

  1. Come detto in precedenza, la Musa, essendo Musa, è soggetta alla condizione d’inarrivabile (condizione statica) e al bisogno d’amore (condizione dinamica);
  2. per raggiungere un certo stato di benessere psicofisico, spera nel raggiungimento di un equilibrio tra le due condizioni;
  3. poiché tale equilibrio è di fatto irrealizzabile, ricorre alla gestione dinamica alla cazzo, ovvero, fa un po’ come le viene;
  4. innamorarsi di un Muso è il tipico esempio di gestione dinamica alla cazzo;
  5. essendo il Muso strutturalmente simile alla Musa, quanto detto per lei vale anche per lui.

CONTINUIAMO


MUSA E MUSO: INNAMORAR-SI.

Dalla gestione dinamica alla cazzo alla trasformazione in Artista.

Esiste un momento fatale nella vita di una Musa ed è quello che coincide con l’innamoramento per un Muso (e viceversa). Tale momento è fatale per un unico motivo: trasforma la Musa e il Muso in Artisti. Ebbene sì.
Ma vediamo come ciò sia possibile.

INNAMORAR-SI

Stanca e delusa dal proprio ruolo d’ispiratrice, la Musa sente l’esigenza di un amore vero, concreto, totalizzante, salvifico.
Chi può capire appieno i suoi stati d’animo? Chi vive la sua stessa realtà esaltante e ricca di frustrazioni tutte da esplorare? Chi può riempire i buchi emotivi che la professione alimenta rendendoli sempre meno colmabili? Solo la sua versione al maschile, lui, il pari, il Muso.

Innamorarsi del Muso (e viceversa) è innamorarsi di se stessi, all’ennesima potenza: esaltante!

LA METAFORA DELLA FRUTTA

Iniziamo con la metafora della mela.
L’ipotesi è che in amore si sia una metà di mela alla ricerca della parte mancante, identica, ma speculare. Questa favola, al pari di quella che istituisce l’esistenza del principe azzurro, riempie di aspettative chiunque, nella speranza di trovare chi permetterà di sperimentare l’Uno, l’unione ultima e appagante.
La versione di sé, dalle diverse fattezze, è in apparenza il ritrovamento di un tesoro a lungo cercato. Il problema, a incontro avvenuto, è che non può sfuggire come lui sia una mezza banana e lei una mezza pera.
Lontani dall’ideale? Ottimi per la macedonia.

LA RELAZIONE SENTIMENTALE

Luogo di infinite proiezioni, la relazione sentimentale tra i due è movimentata. Le accuse portate da una o dall’altra parte sono in genere speculari e vere per entrambe le parti. L’accanimento contro un comportamento o un difetto conduce presto alla rassegnazione e all’accettazione di un dato di fatto: esiste una spiccata similarità.
Le richieste sono vane e la competizione accesa.
Ciò implica che Musa e Muso si lascino, si ritrovino, si lascino, si ritrovino, si lascino, si ritrovino: all’infinito.

IL SODALIZIO

Eppure la Musa e il Muso godono di una qualche complementarietà, fisica indubbiamente, ma anche strettamente lavorativa (in qualità d’ispiratori) e questa, quando l’unione si realizza, è portatrice di uno scambio professionale assai proficuo.

DEL FALLIMENTO

A una lettura attenta non può sfuggire come il fallimento sia insito nella formulazione, ma tale fallimento usa forme talmente bizzarre che si potrebbe essere tentati dal non considerarlo un vero fallimento, ma l’opera d’arte di chi è sempre e solo stata il soggetto di opere d’arte: il fallimento della relazione tra Musa e Muso è un’opera a sé stante di immane bellezza.

IL SENSO ESTETICO

Al senso estetico della coppia così formata, non può sfuggire come tale fallimento rappresenti la loro vera ed esclusiva Opera d’Arte.
(Il termine fallimento a questo punto è tranquillamente archiviabile, dato il risultato.)
All’Opera d’Arte andranno quindi rivolete le energie per far sì che non scompaia, che non si dissolva e resti, nel tempo, fonte di narrazioni, ispirazioni continue e riconoscimento da parte di tutti.
(Qui gli esempi abbondano, a ciascuno rintracciare il preferito.)

STAMPELLE

Musa e Muso, quando si incontrano e si amano, sono destinati a diventare l’una la stampella dell’altro (e viceversa) fino alla vecchiaia. Considerando che Musa e Muso godono spesso di un’autonomia economica, professionale e perfino emotiva (alimentati narcisisticamente dall’opera dell’Artista), questo essere stampellari a lungo è una vera e miracolosa Opera in sé.

IN SINTESI

Per quanto l’innamoramento tra Musa e Muso sia frutto di una gestione dinamica alla cazzo delle proprie esigenze emotive, rappresenta il momento di svolta: la trasformazione in Artisti.


P.S.
Quanto scritto vale anche per amori tra Musa e Musa e tra Muso e Muso.


CONTRIBUTI ALLA DISCUSSIONE

BD
Nooooo…le stampelle nooooo…e che cazzo

Adriano
L’innamoramento tra Musa e Muso è vietato dalla Convenzione di Ginevra in quanto potenzialmente letale a causa della Sindrome dei Sentimenti Offesi (SSO) che i due potrebbero sviluppare a vicenda.

Se la giocano in base al principio che se gli opposti si attraggono, i simili si respingono.

L’importante è che i due non si salutino mai a vicenda dicendosi “Ciao cara” e “Ciao caro”. MAI!!!

Stolti coloro che fecero questo errore anche se in buona fede perché ne pagheranno le conseguenze fino al giorno del giudizio. Ma la conseguenza più importante tra i Musi/Artisti che si uniscono è proprio l’unione, sia carnale che spirituale, e tanto più essa è profonda e tanto più dovranno usare pomate per leviare i dolori dei traumi che si infliggono a vicenda.

Kogarashi
E qui si svelano le regole, con tanto di melodia al seguito che …..fischietto

ivano f
Non avrei pensato che questo viaggio finisse nel romanticismo. Perché è questo che ci vedo sotto sotto (ma non così tanto sotto dopotutto), del continuo perdersi e ritrovarsi mi rimane negli occhi solo il ritrovarsi.
O forse non ci vedo poi così bene. 😀

zoppaz (antonio zoppetti)
“Nella relazione che si instaura tra Musa e Muso, la Musa vede nel Muso (e/o viceversa) delle rappresentazioni piacevoli (o spiacevoli) di ciò che accade durante il processo artistico. È il Transfert. Oltre a gestire il transfert della Musa, il Muso (e/o viceversa) ha il compito di non lasciarsi andare al controtransfert. In questo caso, è Il Muso a proiettare le proprie esperienze sulla Musa (e/o viceversa) in maniera incosciente.” (Sigmund Freud, “Studi sull’isteria”)

eleonorabergonti
Muso e Musa insieme per la vita finché morte non li separi… a meno che uno dei due non tradisca e scatti il divorzio con tanto di alimenti super salati, 😉 .



Testo della canzone

Gluboko – di Nadija Dorofejeva e MONATIK
Vedo il pericolo ed è meraviglioso
Я вижу опасность и это прекрасно
Altrimenti sarebbe noioso.
Иначе было бы скучно.
Inizia a tormentarmi
Начинай, мучь меня
Vedo il pericolo ed è meraviglioso
Я вижу опасность и это прекрасно
Altrimenti sarebbe noioso.
Иначе было бы скучно.
Inizia a tormentarmi
Начинай, мучь меня
Sono amico della mia testa, sembra che vada tutto bene, ma
Я дружу с головой, вроде бы всё хорошо, но
Va bene, ma aspetta.
Всё хорошо, но стой.
Da qualche parte non c’è pace
Где-то покоя нет
I tram tacciono, respirali
Трамваи молчат, им дышать
È molto tardi.
Уже очень поздно.
Sì, è molto tardi.
Да, очень поздно.
Non ci conosciamo, no (assolutamente)
Мы не знакомы, нет (абсолютно)
Sì, siamo estranei, ma
Да, мы незнакомы, но
Vedo che sei pericoloso
Я же вижу – ты опасна
ed è meraviglioso
И это прекрасно
Altrimenti sarebbe noioso
Иначе было бы скучно
Inizia a tormentarmi
Начинай, мучь меня
Vedo che sei pericoloso
Я же вижу, ты опасен
E questo è inutile.
И это напрасно.
Assolutamente inutile
Абсолютно напрасно
Perché siamo profondi
Ведь мы глубоко
In profondità
Глубоко
Nel profondo dei tuoi occhi.
Глубоко в твоих глазах.
Tutto mi è così familiare
Мне всё так знакомо
Nel profondo dei tuoi occhi
Глубоко в твоих глазах
Vedo il pericolo ed è meraviglioso
Я вижу опасность, и это прекрасно
Qualunque cosa tu voglia, sarò solo per
Всё, что ты захочешь – буду только за
Nel profondo dei tuoi occhi vedo l’assenza di gravità
Глубоко в твоих глазах вижу невесомость
Nel profondo dei tuoi occhi vedo il pericolo
Глубоко в твоих глазах вижу опасность
ed è meraviglioso, altrimenti sarebbe noioso
И это прекрасно, иначе было бы скучно
Inizia a tormentarmi
Начинай, мучь меня
Nel profondo dei tuoi occhi voglio volare
Глубоко в твоих глазах хочу лететь
Probabilmente mi sentirò più calmo
Мне, наверно, станет спокойней
Diventerà più calmo
Станет спокойней
Diventerà più calmo
Станет спокойней
È così pericoloso volerti
Так опасно тебя хотеть
Ed è pericoloso restare senza di te
И без тебя остаться опасно
Orgoglioso, luminoso
Гордая, яркая
Orgoglioso, luminoso
Гордая, яркая
Vedo che sei pericoloso, ed è meraviglioso
Я же вижу – ты опасна, и это прекрасно
Altrimenti sarebbe noioso.
Иначе было бы скучно.
Inizia a torturarmi
Начинай, мучай меня
Vedo che sei pericoloso ed è inutile
Я же вижу, ты опасен, и это напрасно
Assolutamente inutile
Абсолютно напрасно
Perché posso vedere l’assenza di gravità nel profondo dei tuoi occhi
Ведь я глубоко в твоих глазах вижу невесомость
Nel profondo dei tuoi occhi
Глубоко в твоих глазах
Vedo il pericolo ed è meraviglioso
Я вижу опасность, и это прекрасно
Qualunque cosa tu voglia, sarò solo per
Всё, что ты захочешь – буду только за
Nel profondo dei tuoi occhi.
Глубоко в твоих глазах.
Tutto mi è così familiare
Мне всё так знакомо
Nel profondo dei tuoi occhi
Глубоко в твоих глаза
Vedo il pericolo ed è meraviglioso
Я вижу опасность, и это прекрасно
Altrimenti sarebbe noioso, inizia
Иначе было бы скучно, начинай
Sei pericoloso, lo è sicuramente
Ты опасна, это безусловно
Oggi sono una sirena, creo onde
Сегодня я русалка, я создаю волны
Mi ecciti
Ты волнуешь меня
Ti eccito
Я волную тебя
Sei pericoloso, lo è sicuramente
Ты опасна, это безусловно
Oggi sono una sirena, creo onde
Сегодня я русалка, я создаю волны
Mi ecciti
Ты волнуешь меня
Ti eccito
Я волную тебя
Oggi sono una sirena, creo onde
Сегодня я русалка, я создаю волны
Oggi sono una sirena, creo onde
Сегодня я русалка, я создаю волны
Così profondo
Так глубоко
Così profondo
Так глубоко
Oggi sono una sirena, creo onde
Сегодня я русалка, я создаю волны
Oggi sono una sirena, creo onde
Сегодня я русалка, я создаю волны
Così profondo
Так глубоко

Fonte: LyricFind


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Soluzione dell’enigma di 8 sfumature di musa – Musa e Muso (2° parte)

Puntata precedente


CHI SI CELA DIETRO LA COMPILAZIONE DELL’ARTICOLO?

Lo so il tarlo ha lavorato a lungo. Quasi tutti vi siete chiesti a più riprese chi è, chi è? maledicendo il mio sadico posticipare.

Lo so, questo articolo potrebbe sembrare il prenditempo in vista dell’ultima parte dedicata alla Musa e al Muso in amore (mercoledì visibile su ogni schermo).

Ma l’agognata rivelazione saprà far rileggere il testo con una consapevolezza nuova!
Grazie ADRIANO per l’eccellente lavoro e per aver dato il tuo contributo a questa importantissima impresa divulgativa.

(ivano f ha indovinato l’autore!)

Buona lettura.


Gianna Nannini – Bello e impossibile

DOPO AVER:

APPROFONDIREMO:


Si continua con la figura del Muso!


IL MUSO

Il Muso esiste.
Ha anch’esso a che fare con un mezzo a 4 ruote, pluriaccesoriato.

(Nel testo è introdotto un pezzetto scritto da un/una scrittore/scrittrice fantasma/fantasma: di chi si tratta e che parte ha la sua firma?)


Autore: ADRIANO

IL MUSO È

CRICK: attrezzo utile alla sostituzione della ruota di scorta.

Sebbene la Musa sia per antonomasia la ruota di scorta silenziosa di ogni Artista, il Muso va oltre, trovandosi un po’ al di sotto di tale condizione in quanto utile come attrezzo per montare l’estro creativo di chi trae ispirazione da esso.
Tutto qui? Certo che no. Come ogni buon attrezzo che si rispetti, anche il Muso bisogna oliarlo ogni tanto con complimenti e affini affinché dia il meglio di sé come oggetto ovunque l’Artista ne tragga un qualche tipo di godimento (per il suo estro).

SANTINO SUL PARABREZZA: figura da appendere ben in vista ma allo stesso tempo nascosta nel classico angolino in basso.

Come la classica funzione del santino sul parabrezza è quella di protezione degli occupanti dell’abitacolo di ogni autovettura degna di tale nome da incidenti e altre nefaste sorti, così il Muso offre protezione all’Artista dalle sorti non sempre benevole della propria arte e della vita stessa, pur non potendo compiere quel miracolo tanto sperato che lo porterebbe ad altri livelli, ma non più a quello di Muso.
E quindi? E quindi lì resta, sul parabrezza.

ANTENNA AUTORADIO/PARAFULMINE: antenna atta allo scarico di diverse energie.

Purtroppo può succedere che l’Artista subisca ciò che possiamo definire con il termine scientifico di “Sgamo”, ovvero che il suo estro e la sua arte non siano poi quelli da sempre dichiarati, mostrandosi per ciò che è veramente. Il Muso, in questo caso, ha una doppia funzione: quella di parafulmine per l’artista (“Ma no, ma che dici? È stato LUI a volere queste cose, non io…”) e quella di sireno che con il suo canto ammalia chi lo ascolta facendo dimenticare i problemi precedenti.
In ogni caso al povero Muso si aggiunge anche la condizione di cornuto e mazziato.
Nooo! Sì. Una volta esaurito il suo scopo, si ritrae nell’apposita fessura in caso di fine delle ostilità o di scampato pericolo.

continua…


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Diana

Diana Ankudinova è così.

Diana Ankudinova – derniere danse – febbraio 2018 (aveva 14 anni)

Per approfondire

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Chi scrive partnership

Oggi lavoro

Sì, con le ferie faccio i lavori grossi sul blog. Pagine. Indici. Raccolte. Se no mi perdo anch’io.

Mi servirò di questa utilissima canzone. Fischiettata fa miracoli. Così spero per la mia impresa.

Resto a galla – CALMO

Poiché il lavoro sarà lungo e snervante (440 e passa articoli da sistemare), accetto di buonissimo grado altri suggerimenti musicali!

suggerimento di DB
suggerimento di Alessandro Gianesini
suggerito da zoppaz (antonio zoppetti)
suggerito da eleonorabergonti
suggerimento di ivano f
suggerimento di ivano f
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partnership

Bollettino Osservatorio Invasione Ultracorpi – N° 8/2021

In questi due giorni sarò sul campo.
Movimenti sospetti impongono un attento studio della situazione e devo esserci!

Ma vediamo a che punto è l’invasione.

Gli Ultracorpi ci stanno assediando, sì, è vero, ma le indagini del Laboratorio, l’ausilio del TechLab, le osservazioni dell’Osservatorio, le pensate del Pensatoio, la Campagna di Reclutamento e la fantastica Narrazione Epica ci aiuteranno a VINCERE!!!


by Il diario in soffitta

Buonanotte — Serenità interiore

I due ultracorpi hanno già preso il controllo mentale del piccolo?

by Alidada

guardiani attenti

Guardiani a protezione dell’ultracorpo o a protezione del genere umano?
(immagine personale di Alidada)
Non possiamo non chiedercelo!
(immagine personale di Alidada)

[Sassetta – Livorno]

E le anime nere

facean la guardia

alla fanciulla del borgo…

Alidada

By BD

Si sono impossessati del mio PC, sembrano finti eh?
(immagine personale di BD)
Mega, nascondeva tra le fratte fresche, auscultando e rimuginando.
(immagine personale di BD)

E qui, da me, proseguono gli incubi

1° incubo!
(immagine personale endorsum)
2° incubo!
(immagine personale endorsum)

VINCEREMO!!!


CI SONO:

ALEMARCOTTI
ADRIANO
SILVIA
GIANNID
TONY PASTEL
ANDREAM2016
ANTARTICA
RAFFA
SILVIATICO
DEBOROH SENSITIVESON
VIKTOR SPIDER
©️SPOOKY SKULLERY
ILNOIRE
BD
ALESSANDRO GIANESINI
KIKKAKONEKKA
ALIDADA
GRAVANTES
YLENIAELY
SARA PROVASI
e, per gentile intercessione di Silvia (“Ok supergirl con i suoi ha detto che ci sta!”), loro:

VINCEREMO!


L’OSSERVATORIO
IL PENSATOIO
IL LABORATORIO
IL TECHLAB
LA CAMPAGNA DI RECLUTAMENTO

STORIA DI UN’INVASIONE

NARRAZIONI EPICHE
IL BOLLETTINO N° 1
IL BOLLETTINO N° 2
IL BOLLETTINO N° 3
IL BOLLETTINO N° 4
IL BOLLETTINO N° 5
IL BOLLETTINO N° 6

IL BOLLETTINO N° 7
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EX – Individuazione (11)

(immagine da qui)

dialogo precedente


– Ciao, ti trovo splendidamente!
– Anche tu Mister!
– Ci beviamo qualcosa?
– Volentieri.
– Sai, ti ho pensata di recente.
– Strano.
– Sì, lo so. Lo è.
– Ma sei ancora un collezionista?
– Sempre.
– Già, “Alla natura non si comanda” dicevi.
– Qualche volta dispiace.
– Ma non direi, troppo impegnato nella ricerca di quella successiva, no?
– Sì, ah ah ah, è così in effetti.
– Quindi non capisco.
– È che tu sei…
– Sono?
– Tu sei… così schietta.
– No, ho sempre usato guanti di velluto con te. Sarà stata un’altra.
– Ah. Ok. Allora: tu sei sempre stata così… comprensiva.
– Ti ho lasciato una cicatrice (a forza di reprimere, eh!).
– Ah. Sì, ma quale cicatrice?
– Quella lì, tra indice e medio.
– Giusto. È che tu sei stata talmente difficile da soddisfare…
– No, guarda, quello non è mai stato un problema tra noi.
– Mh. Sei intrattabile.
– Neanche.
– Sadica.
– Riprova.
– Impegnata.
– Ce la puoi fare.
– Snodata.
– L’ho conosciuta la tua snodata.
– Ecco, bene, cioè male, ma sì, bene dai.
– E quindi?
– Tu sei così…
– Cosa ci fai qui Mister?
– Non ricordo cosa sei stata, mi manca il tassello.
– Quando sono troppe sono troppe, o la stronzaggine, o l’età: scegli.

(da qui)
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Argomentario

Perle 3

Abito da sposa ottenuto riciclando 6.512 tappi di bottiglie di plastica e 13.880 etichette – di Michelle Brand (immagine da qui).

Le perle sono quelle cose che rimangono tra i denti quando mangi un’ostrica. Mai successo? Nemmeno a me, ma facciamo finta, l’immagine è così poetica e terrorizzante insieme che sarebbe un peccato cambiarla.
Le perle sono spezzoni di conversazioni raccolte qui e là.

– Ha detto che vuole un diamante.
– Perché?
– Perché è per sempre.
– Allora va bene anche la plastica.

Due giovani uomini con indosso la maglietta dall’inconfondibile scritta “Lello stüpid!”, seguiti da altri 4 giovani uomini con indosso un’identica maglietta, tutti in fase addiocelibale. Località turistica iseana. Domenica 13 giugno, ore 17:30.

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Chi scrive

L’incubo

(immagine personale endorsum)
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5 cose che ancora non sai sulla Mille Miglia

immagine di Aurelio

RINGRAZIO AURELIO PER AVER CIBATO LA MIA INSAZIABILE CURIOSITÀ!


L’insaziabile sete di sapere di endorsum, ci porta oggi nel mondo dei motori.

Parliamo oggi infatti delle 5 cose che ancora non sai sulla Mille Miglia.

1. Alcuni di voi, poco avvezzi al mondo delle corse, avranno pensato “Mille Miglia = tessera a punti di una nota compagnia aerea sempre sul punto di fallire, ma ringraziando il cielo (è proprio il caso di dirlo) è sempre salvata con potenti iniezioni di denaro pubblico”. Cari amici COLPO DI SCENA! Non avete sbagliato! In effetti la Mille Miglia si chiama così proprio in onore al programma fedeltà di Alitalia, scoperta da uno dei 4 Fondatori della Gara durante un viaggio nel tempo, a bordo di un prototipo, nel 1926.

2. Il veicolo più strano che abbia mai partecipato alla Mille Miglia è stato il Coguaro Bormioli 8C 2300, completamente in vetro e latta. Arrivò incredibilmente illeso al traguardo, ma con un tempo tra i peggiori di sempre. La trasparenza della carrozzeria fu motivo di scandalo: il pilota Gualtiero Cetriolini e il copilota Goffredo Miele, per un problema in lavanderia, fecero la gara in mutande.

3. Tra la fine degli anni ’30 e metà degli anni ’40 del secolo scorso, dire “Mille Miglia” era l’equivalente di dire “Tua! Suora!” oppure “Tua! Prinz Verde!”. Infatti un grave incidente funestò la gara nel 1938 e ne decretò la sospensione. Pieni di fiducia, per dimostrare che la sfiga era finita, si riorganizzò l’evento nel 1940: scoppiò la Seconda Guerra Mondiale.

4. Non tutti sanno che nel 1954 la gara venne vinta a sorpresa da un dromedario pilotato da Madame De La Benne, cittadina francese da anni residente a Brescia. Il dromedario, caso unico nella Storia della Zoologia, era alimentato fin dalla tenera età di un anno a benzina. Madame De La Benne e il suo singolare veicolo vennero squalificati per avere battistrada non omologato e la vittoria venne assegnata ad Ascari su Lancia D24 Carrera spyder Pininfarina.

5. Ormai diventata gara di regolarità, nel 1999 venne proposto ai piloti una tappa di sabato sul tratto autostradale Modena-Ravenna. Molti si rifiutarono di gettarsi in un tale traffico, mentre 79 coraggiosi accettarono la sfida. Ad oggi, quindici di loro risultano ancora dispersi sulla Tangenziale di Bologna.

Siete lettori coraggiosi, curiosi, dotati di una bellezza fuori dal comune? E allora cosa aspettate?

Scrivete il vostro suggerimento per le prossime puntate nei commenti!

Buona serata

5 cose che ancora non sai sulla Mille Miglia — LaChimicaDelleLettere
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C’era Era, una volta avvolta…

Un Regalone.
Eccolo qui.
Un gioco.
Di quelli in cui le sinapsi banchettano.

Me l’ha donato zoppaz (antonio zoppetti), sapendo che mi piace condividere le cose belle.

(Grazie Antonio!)


immagine e testo di zoppaz (antonio zoppetti)

Che dite, si possono trovare altre storie tra questo incipit così staticamente informale (o ciclicamente volubile, o formalmente dedito al cambio d’abito, o monumentalmente pieno di verità mai narrate)?


CONTRIBUTI

silvia

C’era una, volta
di la! accompagnato dal gesto del braccio perché era ora di…..

Raffa

C’era una, volta sul Serio, che sconvolta diceva: sta volta me ne vado sul serio.

eleonorabergonti

Ecco qui la mia idea di incipit: “C’era una volta una principessa che una volta divorziato dal principe entrò in convento e fece carriera fino a diventare badessa”.

Camelia Nina

C apostrofo e r a u n a v o l t a……lo spelling.

Alidada

Stravolta e sconvolta, stavolta è la volta buona che volto pagina.

unallegropessimista

C’era una volta uno che dava la buonanotte.

Kikkakonekka

Quante … giravolte.

BD

C’era una volta Bofonchio che soleva dire una volta c’era il meglio.
C’era una volta Realista che soleva dire dire una volta c’era quel che c’è oggi.
C’era una volta Giocondo che soleva dire una volta c’era una svolta avvolta chiamata felicità.
C’era una volta Villico che soleva dire una volta c’era formaggio e pecorino accompagnati da un buon vino.
C’era una volta un Io che soleva dire una volta c’era quel che c’era, che sempre sarà passando per di qua.

Tony Pastel

C’era una volta l’Alto Volta. Ora è il Burkina Faso, un Paese al di là del Benin e Del Mali.

ivano f

C’era un volto incolto rivolto a un coltello raccolto a una svolta, la svolta poco svelta e poco cólta fu còlta in colpa e fu coinvolta e divelta e avvolta.

GRAZIE A TUTTI!

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Argomentario

Prendersela, darsele e la messa in posa.

Lotta svizzera (da qui)

Sui blog capita, si litiga. Il mezzo aiuta. Una battuta infelice, un puntiglio, l’incomprensione, una fulminea comprensione, la mancanza del tono di voce, la diversità dei caratteri, la superficialità e via d’elenco.

I modi di litigare sono molti e fantasiosi, dovendo usare solo le parole. Fatto sta che le relazioni sono relazioni ovunque.

Non entro nel merito dei conflitti in corso, gli scazzi secondo me riguardano i protagonisti, con torti e ragioni, ragioni e torti.

Spiace vedere le persone restarci male. Spiace vedere energia male investita. Credo però che le litigate servano, segnano le differenze (e non è certo un male); sull’onda delle emozioni fanno fermare a pensare e pensare non è mai sbagliato. È sbagliato non farlo.

Mettere in posa: per fotografare qualcuno/qualcosa in un determinato momento; posizionare in un luogo ad hoc, allogare. Qualunque sia il significato scelto, mi auguro che aiuti, con una visuale a distanza, a comprendere il meglio per sé.

Pace e pene (nel senso del sostantivo maschile singolare; è un felice augurio di prolungato funzionamento).