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Il portatore d’acqua

foto da qui

Quando il portatore d’acqua s’innamorò dell’acqua, il pozzo si ruppe una pietra per ferirgli la mano.
La goccia tonda cadde e intorpidì l’acqua, la quale, non si riconobbe più. Gli scivolò così tra le dita, capitò a terra e lì gioì d’una porosità amica. Il portatore guardò le mani vuote e rosse, toccò il pozzo, marchiandolo a sangue.
Il pozzo senz’acqua, soffrì il suo primo pianto. Asciutto.

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La perpetua – 16

(immagine da qui)
puntata precedente

Il Gran Finale

La perpetua è soddisfatta.

Si aggira per le stanze vaticane, potente.
Vuole il conclave, subito.
Non le è difficile convincere, minacciare, soffocare gli oppositori e si autoelegge, quindi: Papessa.

Il sogno antico. La rivalsa. L’arrivo.
La Chiesa si trasforma e ha un capo donna. Perpetuo.

Perpetuo? Perpetuo?? Perpetuo???

Il genere maschile batte nello sprint finale in un testa a testa mozzafiato il genere femminile!
Com’è stato possibile?
Il gioco linguistico si è mangiato la mantide mangiatrice di lingue.
La perpetua è sbalzata all’inferno disperata e piagnucolante. Nemmeno il diavolo riesce a consolarla, non dopo aver perduto dettando lei le regole del gioco.

Se la dovrà sopportare così. Perpetuamente.

Fine.

BARBARA HANNINGAN & GSO – MYSTERIES OF THE MACABRE
Libretto
Soprano
Psst! Pspsst! Pspspsst!

Chorus
Pspspsst!

Soprano
Shsht!
Co! Coco!

Chorus
Co!

Soprano
Cocococo! Cococo! Cocoding zero! Oh!

Chorus
Aha!

Soprano
Cococoding Zero Zero: highest security-grade!

Chorus
Aha!

Soprano
Zero, Zero! Birds on the wing!

Chorus
Chchchchch!

Soprano
Doubleyousee!
Snakes in the grass!
Rabble, rabble, rabble! Riot, riot!

Chorus
Tootootootootoo!

Soprano
Unlawful assemblies!

Chorus
Chashashashasha!

Soprano
Communal insurrection! Mutinous masses!

Chorus
Chacheechochoocha!

Soprano
Turbulence! Panic! Panic! Paaaaaapaapapapanic!
Groundless! Groundless! Phobia!
Wide of the mark! Right off the track!
Hypopo-Hypopooooooopoooooooopopopopopata-
Hypopochondriria!
Rrsh!

Chorus
What did you say?

Soprano
Rrsh!
March! Marcht! March target! Direction! -rection!
Direction! Prince! Your Palace!
March target royal palace! Palace!
Password: Gogogogolash! / Gogolash!
Demonstrations, ha! Protest actions, ha!
Provocation, ha!
Pst! Pst! Much discretion! Observation!
Take precautions! That’s all!

Pst! Pst! Not a squeak!
Confidential!
One more thing: Bear in mind:
Silence is golden!

One
What is it now?

Soprano
Secret cypher! Code name: Loch Ness Monster!
Comet in sight! Red Glow! Burns bright!
Pst! Sit tight! No fright!
Yes!
No! No!
Yes! No! No! Yes! Yes! No! Beyond all doubt!
Satellite! Asteroid! Planetoid!
Coming fast! Hostile! Perfidious!
Menacing! Momentous!
Fatal!

Stern measures! Stern measures!
Stern measures! Stern measures!

Kukuriku! Kikiriki! He’s coming!
Coming! …
Kekerike! Kokoroko! Kukuriku! Kakarika!
Makarikaka! Makabrikaka! Makabrika!
Kabrikama! Brikamaka! Kamakabri!
Makabri! Makrabi! Makrabey! Makrabey! …
Coming! … Look there! There! There! There!
He’s getting in! … He’s in!
Where’s the guard? … The guard! …
Call the guard! … Call the guar’ …
Call ‘e gua’! … Call guard-a! Da! …
A-da! … Da!! …

Da Da Da Da Psst Da.

Text by Michael Meschke / György Ligeti
English version by Geoffrey Skelton


Misteri del Macabro

Libretto
Soprano

Psst! Pspsst! Pspspsst!


Coro

Pspspsst!


Soprano

Shsht!

Co! Coco!


Coro

Co!


Soprano

Cocococo! Cococo! Cocoding zero! Oh!


Coro

Aha!


Soprano

Cococoding Zero Zero: il più alto grado di sicurezza!


Coro

Aha!


Soprano

Zero, Zero! Uccelli in volo!


Coro

Chchchchch!


Soprano

Vedi doppio!

Serrpenti nell’erba!

Rabbia, marmaglia, marmaglia! Rivolta, rivolta!


Coro

Tootootootootoo!


Soprano

Assemblee illegali!


Coro

Chashashashasha!


Soprano

insurrezione comunale! Masse ammutinate!


Coro

Chacheechochoocha!


Soprano

Turbulence! Panico! Panico! Paaaaaapaapapapanic!

Infondato! Infondato! Fobia!

Largo del segno! Fuori pista!

Hypopo-Hypopooooooopoooooooopopopopopata-

Ipopocondriria!

Rrsh!


Coro

Cosa hai detto?


Soprano

Rrsh!

Marzo! Marcht! Obiettivo di marzo! Direzione! -rezione!

Direzione! Principe! Il tuo palazzo!

Marzo bersaglio palazzo reale! Palazzo!

Password: Gogogogolash! / Gogolash!

Dimostrazioni, ah! Azioni di protesta, ah!

Provocazione, ah!

Pst! Pst! Molta discrezione! Osservazione!

Prendere precauzioni! È tutto!


Pst! Pst! Non uno squittio!

Riservato!

Un’altra cosa: tenete a mente: il

silenzio è d’oro!


Uno

Cosa c’è adesso?


Soprano

Secret cypher! Nome in codice: mostro di Loch Ness!

Cometa in vista! Red Glow! Brucia luminosa!

Pst! Attendi! Niente paura!

Sì!

No! No!

Sì! No! No! Sì! Sì! No! Senza dubbio!

Satellitare! Asteroide! Planetoide!

Venendo veloce! Ostile! Perfido!

Minaccioso! Momentous!

Fatale!


Misure di poppa! Misure di poppa!

Misure di poppa! Misure di poppa!


Kukuriku! Kikiriki! Lui sta arrivando!

In arrivo! …

Kekerike! Kokoroko! Kukuriku! Kakarika!

Makarikaka! Makabrikaka! Makabrika!

Kabrikama! Brikamaka! Kamakabri!

Makabri! Makrabi! Makrabey! Makrabey! … In

arrivo! … Guarda qui! Là! Là! Là!

Sta entrando! … È dentro!

Dov’è la guardia? … La guardia! …

Chiama la guardia! … Chiama il guar ‘…

Chiama “e gua”!
… Chiama la guardia-a!
Da!


A-da!
… Da !!



Da Da Da Da Psst Da.

Testo di Michael Meschke / György Ligeti

Versione inglese di Geoffrey Skelton

(traduzione google)

 

 

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La perpetua – 15

(immagine da qui)
puntata precedente

Gatto contro cane

Da quella partita, però, la guerra si scatena. Dove prima regnava una costretta collaborazione, ora spadroneggia un insanabile conflitto.

Il fenomeno si dimostra presto di grossa portata.
Come cellule impazzite tutti gli ordini minori pretendono ciò a cui non avevano mai potuto ambire. Anche le suore si ribellano e indicono l’autonomia decisionale e finanziaria.
Le porte dei monasteri si chiudono, dentro ci si attrezza per la resistenza, i beni economici sono sottratti allo IOR e nascosti tra costole di santi e zucchine; per essere espugnati ci vorrà una macchina da guerra, non certo una mediazione diplomatica.

Nelle alte sfere si prendono decisioni a colpi d’encicliche e la preoccupazione più grande è che gli obbedienti e operosi possano decidere di assalire il Vaticano.
Con miopia strategica si proibisce di parlare il latino al di fuori della cerchia oligarchica al potere.
La lingua, proprio la lingua negata, fa rinvigorire le mille lingue e le mille anime della Chiesa. È il caos.

continua…

MIMOSA – Terza Guerra
Mi sembra d’impazzire
andare in giro per Milano
e vedere tutte quelle ragazze
in bilico sui loro plateu oh oh
mi sembra d’impazzire
hanno chiuso un gran teatro
per farci un bel supermercato
dove vendono pregiati paté
mi sembra d’impazzire
mi hanno rubato il tempo
ad aspettare in fila
per fare il documento
mi sembra d’impazzire
tu mi hai lasciata sola
in mezzo ai grattacieli
che coprono i tramonti
sono la figlia del lontano futuro
sono zingara come una gatta
sono la figlia degli anni novanta
in preda a una crisi economica erotica
io sono la terza guerra mondiale
sono la terza guerra mondiale
sono la terza guerra mondiale
sono la terza guerra mondiale
sono allergica a mia madre
vorrei conoscere mio padre
il giorno del suo funerale
e dirgli è banale il tuo male
mi sembra d’impazzire
con tutta questa gente a cena
pesce crudo per dimagrire
estinzione all you can eat
perché sono stanca
perché ho finito i soldi
perché giro a vuoto
per riempire il vuoto
mi sembra d’impazzire
tu mi hai lasciata sola
in mezzo hai grattacieli
che coprono i tramonti
sono la figlia del lontano futuro
sono zingara come una gatta
sono la figlia degli anni novanta
in preda a una crisi economica erotica
io sono la terza guerra mondiale
sono la terza guerra mondiale
sono la terza guerra mondiale
sono la terza guerra mondiale.

 

 

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ENNIO FLAIANO – L’uomo che ragionava per paradossi – di Paola Cingolani — lementelettriche

NON HO RESISTITO, LE HO VISTE LÌ TUTTE INSIEME, INFILATE UNA DIETRO L’ALTRA…
E NIENTE, RINGRAZIO PAOLA CINGOLANI.


ENNIO FLAIANO – L’uomo che ragionava per paradossi

Chi apre il periodo lo chiuda.
È pericoloso sporgersi dal capitolo.
Cedete il condizionale alle persone anziane, alle donne e agli invalidi.
Lasciate l’avverbio dove vorreste trovarlo.
Chi tocca l’apostrofo muore.
Abolito l’articolo, non si accettano reclami.
La persona educata non sputa sul componimento.
Non usare l’esclamativo dopo le 22.
Non si risponde degli aggettivi incustoditi.
Per gli anacoluti servirsi del cestino.
Tenere i soggetti al guinzaglio.
Non calpestare le metafore.
I punti di sospensione si pagano a parte.
Non usare le sdrucciole se la strada è bagnata.
Per le rime rivolgersi al portiere.
L’uso del dialetto è vietato ai minori dei 16 anni.
È vietato servirsi del sonetto durante le fermate.
È vietato aprire le parentesi durante la corsa.
Nulla è dovuto al poeta durante il recapito.

Ennio Flaiano – “La grammatica essenziale” – 1959

Scrittore, giornalista e sceneggiatore, ha usato l’arma dell’ironia più e meglio di altri che – certo – non sono Ennio Flaiano (diciamolo) ma si prendono troppo sul serio. Nonostante tutto. Nonostante niente…
Così, spesso, quando leggo post strampalati, prese di posizione tassative o alcune testate asservite mi viene spontaneo dire “Ridatemi Ennio Flaiano”, anche se fra me e me.

ENNIO FLAIANO – L’uomo che ragionava per paradossi – di Paola Cingolani — lementelettriche

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La perpetua – 14

Philip Mulryne, dalla divisa del Manchester United al tradizionale abito bianco e nero dei frati domenicani (immagine da qui)
puntata precedente

L’importanza dello sport.

Tornato dalle ferie teso e arrabbiato come quando era partito, il figlio scopre d’esser stato spostato ad altro incarico, d’essere ufficialmente sotto osservazione e di essere circondato da un nuovo clima di paternalistica accondiscendenza.
Incassa il risultato e smette di fantasticare ad alta voce di apocalisse clericale. Il nuovo impiego è squalificante, umiliante persino, ma mai quanto il rientro in canonica.
Dal delicato macramè, intessuto per ricongiungere bordi slabbrati di relazioni a rischio, alla raccolta di sponsor per gli eventi sportivi interni, ciò è quanto gli hanno cucito addosso, tanto per dimostrare a lui e a tutti come l’attività fisica assicuri equilibrio mentale e disciplina spirituale. Il pacchetto ha incluso anche costante pratica di nuoto e calcetto.

Passano i mesi. Sta circuendo, in una bell’ufficio dall’arredo tecnologico, l’amministratore delegato di una nota azienda svizzera.
I due cellulari iniziano a vibrargli in entrambe le tasche, riponde all’unisono con le mani a pressare le orecchie, in quella posa casuale che tanto bene raffigura la disperazione dell’incredulo. Concitata e brutale la notizia lo assale: mega rissa durante la partita domenicani contro gesuiti: sette morti e quindici feriti.
Ecco l’urlo.
L’AVEVO DETTO! IO L’AVEVO DETTO! IO-L’AVEVO-DETTOOOOOOO!!!!!
Urlo che prosegue per tre giorni.
Poi lo sedano.
Nessuno collega i fatti alle sue precedenti asserzioni, l’urlar per giorni semplicemente struttura in tutti la certezza di una mente fragile di fronte alle pressioni e al dolore.

continua…

Melga – Dicono che sono pazzo
Sento l’aria che mi manca
dicono che sono pazzo
faccio delle cose strane
non ho nemmeno la televisione
preferisco passare il tempo
un po’ dentro di me
che mi capisco a malapena
che sento anche il respiro di un cane,
e faccio a botte con le croci
con i santi, con i rumori
e scrivo una canzone
per te
Un po’ più con te
che lo sai
che questo mondo di maghi e stronzi
non ti ascolta mai
non ti aspetta mai
e mi chiamano pazzo
Non voglio dilungarmi
è una storia complicata
di catene nella testa
di ricordi al caffè
di mia madre e mio padre
loro sanno che c’è
qualcosa dentro me
di reale di profondo
una sorta di ribelle
in lotta con il mondo
ma non con te
Un po’ più con te
che lo sai
che questo mondo di maghi e stronzi
non ti ascolta mai
non ti aspetta mai
non ti crede mai
Un po’ più con te
che lo sai
che questo mondo di maghi e stronzi
non ti ascolta mai
non ti aspetta mai
e mi chiamano pazzo.
(Written and composed by Melga)

 

 

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La perpetua – 13

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 440px-Solomon_Ajax_and_Cassandra.jpg
Aiace d’Oileo porta via Cassandra, opera dell’artista Solomon Joseph Solomon, 1886. (da qui)
puntata precedente

Cassandra

Il figlio pensa a una menzogna.
Ma ingranato è il dubbio. In moto il timore di perdere l’avuto.
Inizia così a scandagliare le future occasioni d’incontro fra i due ordini. Di recente ha notato un aumento d’acredine: amministrabile, conclude.
Più il tempo trascorre e più si convince della possibile veridicità della rivelazione. Sì. Individua alcuni appuntamenti delicati e si mette in azione per ridefinirne i programmi.
L’attività pare curiosa a chi l’osserva e gli si chiede ragione in un’occasione conviviale. Dopo un primo tentennamento, risponde con l’elenco dei probabili rischi. Gli interlocutori lo studiano un attimo e gli rispondono con grasse risate. Non creduto, aumenta la dose e snocciola l’eventualità di morti e feriti. Gli interlocutori gli rispondono con grasse risate. Battendo il pugno sul tavolo e disinteressandosi del bicchiere rovesciato ribatte enumerando i lavori di pregio fino ad allora svolti, una professionalità indiscutibile, ma gli contestano che con una così eccessiva preoccupazione è tempo che si prenda una vacanza. Prosit.
Non demorde, nei giorni successivi, convinto della bontà dell’ipotesi, scavalca alcune gerarchie intermedie e ripropone le stesse preoccupazioni più in alto. Non gli ridono in faccia, ma il consiglio di una piccola vacanza permane.
Vistosi nell’impossibilità di impedire gli eventi, decide di parlare con alcuni rappresentanti dei domenicani e dei gesuiti. Ovviamente la prospettiva di uno scontro frontale di tale portata è negata da tutti. Nel frattempo i diretti superiori iniziano a sospettare un suo smodato protagonismo.

Ha assistito a ogni riunione in calendario, si è sbracciato nelle assemblee per calmare gli animi, placati più che altro dallo stupore indotto in chi lo guardava. È stato ritenuto eccessivo, chissà, forse un po’ sotto pressione, stanco, perfin malato. Queste ultime considerazioni hanno accompagnato il suo nome nei recenti sei mesi e, finalmente, ecco l’ordine non derogabile: vacanza.

Maledicendo mamma, se ne va per un paio di settimane.

continua…

Abba – Cassandra
Giù in strada cantano e gridano tutti
Down in the street they’re all singing and shouting
Rimanere in vita anche se la città è morta
Staying alive though the city is dead
Nascondendo la loro vergogna dietro una risata vuota
Hiding their shame behind hollow laughter
Mentre piangi da solo sul tuo letto
While you are crying alone on your bed
Peccato Cassandra che nessuno ti abbia creduto
Pity Cassandra that no one believed you
Ma poi di nuovo ti sei perso dall’inizio
But then again you were lost from the start
Ora dobbiamo soffrire e vendere i nostri segreti
Now we must suffer and sell our secrets
Affare, giocando in modo intelligente, dolorante nei nostri cuori
Bargain, playing smart, aching in our hearts
Scusa Cassandra, ho capito male
Sorry Cassandra I misunderstood
Adesso sta sorgendo l’ultimo giorno
Now the last day is dawning
Alcuni di noi volevano ma nessuno di noi lo avrebbe fatto
Some of us wanted but none of us would
Ascolta le parole di avvertimento
Listen to words of warning
Ma nelle notti più buie
But on the darkest of nights
Nessuno sapeva come combattere
Nobody knew how to fight
E siamo stati presi nel nostro sonno
And we were caught in our sleep
Scusa Cassandra non ci credevo
Sorry Cassandra I didn’t believe
Hai davvero avuto il potere
You really had the power
L’ho visto solo come sogni che avresti intrecciato
I only saw it as dreams you would weave
Fino all’ultima ora
Until the final hour
Quindi la mattina la tua nave salperà
So in the morning your ship will be sailing
Ora che tuo padre e tua sorella se ne sono andati
Now that your father and sister are gone
Non hai motivo di indugiare
There is no reason for you to linger
Stai soffrendo profondamente ma stai ancora andando avanti
You’re grieving deeply but still moving on
Sai che il futuro getta un’ombra
You know the future is casting a shadow
Nessun altro lo vede ma tu conosci il tuo destino
No one else sees it but you know your fate
Fare le valigie, essere lento e accurato
Packing your bags, being slow and thorough
Sapendo, anche se sei in ritardo, quella nave aspetterà sicuramente
Knowing, though you’re late, that ship is sure to wait
Scusa Cassandra, ho capito male
Sorry Cassandra I misunderstood
Adesso sta sorgendo l’ultimo giorno
Now the last day is dawning
Alcuni di noi volevano ma nessuno di noi lo avrebbe fatto
Some of us wanted but none of us would
Ascolta le parole di avvertimento
Listen to words of warning
Ma nelle notti più buie
But on the darkest of nights
Nessuno sapeva come combattere
Nobody knew how to fight
E siamo stati presi nel nostro sonno
And we were caught in our sleep
Scusa Cassandra non ci credevo
Sorry Cassandra I didn’t believe
Hai davvero avuto il potere
You really had the power
L’ho visto solo come sogni che avresti intrecciato
I only saw it as dreams you would weave
Fino all’ultima ora
Until the final hour
Ho visto la nave lasciare il porto all’alba
I watched the ship leaving harbor at sunrise
Vele quasi allentate nella fresca pioggia mattutina
Sails almost slack in the cool morning rain
Era in piedi sul ponte, solo una piccola figura
She stood on deck, just a tiny figure
Rigidi e controllati, occhi azzurri pieni di dolore
Rigid and restrained, blue eyes filled with pain
Scusa Cassandra, ho capito male
Sorry Cassandra I misunderstood
Adesso sta sorgendo l’ultimo giorno
Now the last day is dawning
Alcuni di noi volevano ma nessuno di noi lo avrebbe fatto
Some of us wanted but none of us would
Ascolta le parole di avvertimento
Listen to words of warning
Ma nelle notti più buie
But on the darkest of nights
Nessuno sapeva come combattere
Nobody knew how to fight
E siamo stati presi nel nostro sonno
And we were caught in our sleep
Scusa Cassandra non ci credevo
Sorry Cassandra I didn’t believe
Hai davvero avuto il potere
You really had the power
L’ho visto solo come sogni che avresti intrecciato
I only saw it as dreams you would weave
Fino all’ultima ora
Until the final hour
Mi dispiace Cassandra
I’m sorry Cassandra
Mi dispiace Cassandra
I’m sorry Cassandra
Mi dispiace Cassandra
I’m sorry Cassandra
Mi dispiace Cassandra
I’m sorry Cassandra
(Fonte: Musixmatch)

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La perpetua – 12

puntata precedente

La prima vera rivelazione

Le relazioni tra gli ordini sono sempre un po’ tese, ma accettabili. La diversificazione dei compiti, attuata per secoli dalla Chiesa, ne garantisce prosperità e continuazione.

Il figlio ha fatto altra strada, è ormai a capo di un gruppo che cura le comunicazioni tra i molteplici ordini, tra i paesi, tra i metodi, tra le frustrazioni. Tuttavia non ha accesso ad una serie di informazioni delicate, gli è consentito sapere solo quanto basta. L’impegno di mediazione tra le parti è sempre un po’ monco, in mancanza dei retroscena fondamentali. Non importa.

Mamma si fa viva, è il momento giusto.
Non lo lascia parlare, gli annuncia la prima sciagura, una sciagura che, verificandosi, gli costerà la retrocessione fino al ritorno in canonica.
Ci sarà un feroce scontro tra domenicani e gesuiti: sette morti e quindici feriti.

Crederle? Non crederle?

continua

Daniele Vit – Non ti credo più
Non ti credo più
e va bene così
ho provato a ritornare
ma il fango addosso ancore ce l’ho
Non ti credo più
e forse è meglio così
se il destino vuole questo
non vuole un compromesso
ma sei..quello che io vorrei Rit:
Non ti credo più
corri lontana da me
ho provato a non pensare
a raffreddare il fuoco che è in me
non ti credo più
e non resisto così
ma quel vento del mattino
mi porta il tuo profumo
perchè
non ti credo più
forse ho sbagliato così
se ti perdo ci sto male
si soffre per amore
sei tu
ora non ci sei più
Rit:
Non ti credo più
corri lontana da me
ho provato a non pensare
a raffreddare il fuoco che è in me
non ti credo più
e soffrirò senza te
ma non riesco a non pensare
non riesco a non odiarti
non riesco e tu non mi fermerai
e soltanto un errore pensariti per me
è soltanto un errore pensarmi per te
solo un attimo e sarai lontata
ma ora no
Rit:
Non ti credo più
corri lontana da me
ho provato a non pensare
a raffreddare il fuoco che è in me
non ti credo più
e soffrirò senza te
ma non riesco a non pensare
non riesco a non odiarti
non riesco e tu non mi fermerai
non ti credo più…
(fonte Wikitesti)

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Argomentario

DELLA CREAZIONE DEI BISOGNI – (3° parte)

Ad opera e cura del nostro Centro Studi

immagine presa qui

CASISTICA

1) LA PAROLA OSTILE
2) LA LETTERA MORTA

3) LE “VERBA VOLANT”

Le verba volant si muovono in stormi.
Con l’arrivo della stagione rigida si raccolgono, provano alcune figure in volo e partono per luoghi miti e temperati. Tornano al cambio di stagione, quando l’interno dei vostri armadi trentasei ante parte per la transumanza.
Le troviamo spesso in riserve protette, ove nidificano e fan crescere i piccoli. Qui si pratica il verba-watching.

Le verba volant sono, senza ragione, considerate proprie da chi le pronuncia, per lo stesso motivo per cui i genitori considerano di proprietà i figli, ma le parole, una volta articolate, appartengono solo a se stesse, come i figli.

Tra tutte sono le più ricercate, per la difficile acquisizione. La tecnologia ne mina in continuazione lo stato brado (registrazioni, videoriprese). La falsificabilità (nel senso husserliano) dei supporti utilizzati per imprigionare le verba volant, depone in favore dell’inutilità di tale spregevole attività. I prodotti che ne derivano sono scientificamente inattendibili per l’impossibilità di una reale e circostanziata attribuzione.

Il nostro Centro Studi propone, in loco, visite guidate e itinerari ad alto contenuto filologico-naturalistico.

Le verba volant, però, continuano a essere considerate ambite e l’infausta tratta illegale, che le vede oggetto di disdicevoli operazioni commerciali, crea grandi guadagni al mercato nero. I bracconieri sono perseguiti da una feroce legislazione; opera del nostro Centro Studi.

Poiché non neghiamo il forte senso di frustrazione, nato dal desiderio incompiuto di possedere almeno una verba volant, il Centro Studi è in grado di offrire terapie di gruppo condotte da nostro personale altamente qualificato, esperti che possono supportarvi anche con efficaci e risolutive terapie individuali.
(Preventivi gratuiti)

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DELLA CREAZIONE DEI BISOGNI – (2° parte)

Ad opera e cura del nostro Centro Studi

immagine presa qui

CASISTICA

1) LA PAROLA OSTILE

2) LA LETTERA MORTA

La lettera morta non parla.

È morta.

Ve ne mostriamo una:

………………….

…………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………

…………………………

Il Centro Studi sa quanto dolore accompagni questo momento.

Siamo in grado, con discrezione e delicatezza, di farci carico dell’indispensabile cerimonia funebre.
I nostri esperti sapranno trovare la soluzione più adeguata ad ogni vostra esigenza.
(Preventivo gratuito)

continua
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DELLA CREAZIONE DEI BISOGNI – (1° parte)

Ad opera e cura del nostro Centro Studi

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CASISTICA

1) LA PAROLA OSTILE

“Questa parola non mi dice nulla.”

Una parola omertosa.
E come può esserlo una parola?
Può esserlo, siatene certi. Tutte le volte che una parola decide di non dirvi nulla, lo sentite; ronza vuota, senza un significato altro da quello dato da un buon vocabolario. Si rifiuta di evocare, di rimandarvi a qualcosa di specifico o aspecifico e la scansate, come si fa con un pensiero superfluo.
La parola omertosa è così e lo fa per scelta, vi manifesta una silenziosa opposizione passiva.
Ora, perché tanto livore? Che avremo mai fatto per meritarci un trattamento di questa natura?
Qui la spiegazione del fenomeno si fa complessa, ma siamo certi, in questo Centro Studi, di avere attenti estimatori.

La parola che nulla dice non lo dice a voi (e ha seri motivi).
In un passato remoto o prossimo certamente l’avrete trattata con poca cura o, addirittura, con sgarbo. È bastato sbagliarla in qualche ambito, deriderla in pubblico, impiegarla con sufficienza e noncuranza, confonderla con altre.
La parola ricorderà. Ha una memoria elefantiaca e non mancherà di farvi pagare dazio. Lo farà così, con una sommessa assenza al vostro cospetto, con una ribellione intima e profonda; si negherà all’interpretazione e alla corrispondenza che la vostra mente tenterà, invano.
Non si presenterà sulle vostre lingue e tra i vostri palati in una rotolante impronunciabilità, in un balbettio; non giocherà nemmeno all’eterno proporsi con errore grammaticale annesso, no, è permalosa e le offese le lava con l’oblio.
Non si fiderà di voi, non vi aprirà al suo senso e godrà nell’esservi assente.
La cercherete per sempre, ma vi punirà impunita.

SOLUZIONE DEL PROBLEMA
Ci si potrà quindi chiedere quale sia il sistema adeguato e, in termini personali, più economico per avere a che fare con lei.
Il consiglio, che il nostro Centro Studi suggerisce, è uno solo: ognuno trovi la propria soluzione. Circoscrivere il problema è già una vittoria, nella guerra all’arma bianca intrapresa da queste parole.

Noi saremo a vostra disposizione. Il Centro Studi offre la consulenza di importanti esperti nel settore e potranno, così, venire incontro a ogni vostra necessità e domanda.
(Preventivo gratuito)

continua…
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In tutto

Immagine presa qui

Eccomi qui. Come tu mi vuoi. Tuta d’oro. Come le ragazze che possono. Scarpe con tacco alto. Nere. I riccioli di quella tonalità castana che ti piace tanto. Folti, più folti di prima, da non poterli accarezzare. Ti basta guardarli. Le labbra da pompino, finalmente. Gli zigomi un po’ gonfi, per tener su la faccia e le rughe, andate. Via, scappate. Il volpino al piede, stranamente tranquillo. Tutto è tranquillo qui fuori e anche lui. E anche io. Grazie a Dio ho gli occhiali da sole grandi. Grandissimi. Fa freddo oggi e ti ho dato due figli. Ti ho assecondato in tutto.

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La perpetua – 11

puntata precedente

Il disegno

Far litigare, dividere, frazionare.

Sta pensando a uno scisma.

Rafforzare le ambizioni di ordini minori, minare il potere di quelli al comando, mescolare le carte in tavola facendo scontrare più settori su una stessa gestione, aizzare le suore, rendere la lingua comune accessibile a pochi, babelizzare. Un disegno mastodontico. Bellissimo.

continua…

Il mondo si divide · Brunori Sas
Il mondo si divide fra chi pensa che i violenti
Debbano essere trattati con violenza
E chi pensa che con la violenza invece non si ottenga
Nient’altro che violenza
Ci sono certi giorni in cui penso che sia giusto fare bene
A prescindere dal male che mi torna
E ci sono i giorni in cui vorrei strozzare
Anche mia mamma
Ma c’è un universo solo
Che unisce il cielo e il mare
E stanotte io voglio solo respirare
Con l’acqua fino al collo
E gli occhi dritti al cielo
Io stanotte voglio stare un po’ leggero
Il mondo si divide fra chi pensa che i falliti
Debbano essere trattati come tali
E chi pensa che rialzarsi bene dopo una caduta
Sia il meglio della vita
Ci sono certi giorni in cui vorrei alzare anch’io
La Coppa Dei Campioni
E poi ci sono i giorni in cui mi sento veramente
il peggiore dei coglioni
Ma c’è un universo solo
Che unisce il cielo e il mare
E stanotte io voglio solo respirare
Con l’acqua fino al collo
E gli occhi dritti al cielo
Io stanotte voglio stare un po’ leggero
Con l’acqua fino al collo
E gli occhi dritti al cielo
Io stanotte voglio starmene sereno
Superficiale a volte non è male
Anzi spesso è così bello
Ridere del mio cervello
C’è un universo solo
Che unisce il cielo e il mare
E io stanotte voglio solo respirare
Dividere le cose
È un gioco della mente
Il mondo si divide inutilmente
Il mondo si divide inutilmente

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Argomentario

Perle 1

Photo by Anna Shvets on Pexels.com

Le perle sono quelle cose che rimangono tra i denti quando mangi un’ostrica. Mai successo? Nemmeno a me, ma facciamo finta, l’immagine è così poetica e terrorizzante insieme che sarebbe un peccato cambiarla. Le perle sono spezzoni di conversazioni raccolte per strada camminando: questa è la prima.

“In una di 18 anni che si fa mantenere da uno di 63, lui [non il 63enme, ma l’oggetto della discussione] cosa si aspettava di trovare?”

(Donna sulla cinquantina che cammina per strada a passo sostenuto e parla al cellulare. Brescia, 12 gennaio 2021 – ore 12:25)

Secondo voi che storia c’è sotto questa frase?

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luoghi X X: circumnavigazione

Un anno! Il primo articolo

(Immagine da leitv.it qui)

È TRASCORSO UN ANNO DALL’APERTURA DEL BLOG!

INIZIAMO I FESTEGGIAMENTI CON IL PRIMO POST!

(“X” È UNO DEI MIEI 4 ROMANZI INEDITI E IL BLOG ERA NATO PER PRESENTARLO CON PEZZI NON INCLUSI NEL TESTO.)
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partnership racconti racconti brevi

Grow

Ecco una seconda fantastica collaborazione con DiDì. Le immagini sono sue e così il titolo. Di mio c’è il testo.

Buona visione.


Immagine di @didilucephotoblog

Fuuuuuhhhhh.
Fuori tutto. Un negativo polmonare.
Guardo più del dovuto. Non ti disperdi. Stalli.
Forma.
Maledetta forma.
So cosa sei!
(Potrei non essere pronto.)


Immagine di @didilucephotoblog

Breve pressione su palpebre chiuse.
Si inizia.
Ma sì, l’ho accettato.
Continuiamo.
Ti seguo.
(Eppure stavo così bene, non ne capisco il bisogno.)


Immagine di @didilucephotoblog

Ah, quel colore!
A mangiarmi i contorni.
So dove porta.
Sempre troppo fuori.
(Sempre troppo dentro.)


Immagine di @didilucephotoblog

Ci siamo.
Espugni il mio cazzo mentale. E tiri.
Smettila!
(Collaboro.)
Mostrami solo dove ficcarlo! (Son calmo.)

Immergermi e uscire.
Penetrare e ritrarmi.
Insoliti i pensieri seducono e respingono.
Visioni inedite: a morsi.


Immagine di @didilucephotoblog

E sempre in titubanza mi trovi, all’inizio.
(Con questi passi rubati a un cha cha.)
Poi i suoni, perduti nella frenesia.
La nuova acquisizione in monta.
La Verità trascina.
Resisto a un istante.

Che esplode.


Immagine di @didilucephotoblog

Oh, compiuta vampa.
Di mio tinta.

(Di mio tinta…)


Immagine di @didilucephotoblog

Apro gli occhi.
Ti mostri in positivo. Adesso.
Riconosco.
Te. E a te.
Me. E a me.
Lei. E a lei: piccola crescita.

(Svanisci.)

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racconti racconti a puntate

La perpetua – 10

(Immagine ID 84648168 © Voyagerix
| Dreamstime.com)
puntata precedente

Una rivelazione innocente

– Mamma! Che ci fai qui?

– Passavo.

– Qui non passa nessuno se non autorizzato!

– Ho l’autorizzazione, guarda, firma e sigillo, ti basta?

– Che vuoi?

– Devo confessarti una cosa.

– Io non ti confesso.

– Tu non ti puoi astenere dal farlo, su da bravo, ci mettiamo qui e ti racconto un paio di cosette.

– Non ti sento, non ti sento, bla bla bla bla, non ti sento…

– Senti invece, visto che ad andare in paradiso non ci tieni, lo abbiamo assodato la volta scorsa, ti parlerò dell’inferno.

– E che c’entra l’inferno?

– Figlio degenere, la mamma è così perché qualcuno laggiù se ne è incapricciato.

– No…

– Sì.

– No…

– Ho detto di sì e adesso ti dico anche che la campana rosa, i tarantolati, l’esorcista fessacchiotto e la sparizione della cuoca sono opera mia.

– Ma mamma!

– Anche la carriera che hai fatto è opera mia. Ti piace?

– Un sacco!

– Ecco, questa è la mia prima rivelazione, adesso vado.

– Mamma!

– Arrivederci figlio.

Ce l’avrebbe fatta, il figlio sarebbe riuscito a tenersi questa cosa per sé. Lo spauracchio della pazzia e lo spettro di Cassandra aleggiavano sulla sua persona, non avrebbe raccontato a nessuno una storia così, per l’appunto, incredibile.

continua…

Sara Lyn performs Tribal Fusion Belly Dance in FISSION

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partnership racconti racconti a puntate

Story-Lenny 9

Ringrazio (in ordine di apparizione) brunonavoni, Yleniaely, andream2016, Ettore Massarese (fu Franz), raccoltaedifferenziata, Nonna Pitilla, Marco, Sara Provasi, Adriano, Alidada, eleonorabergonti!!!

I materiali sono tutti in fondo. Buon divertimento!


Lenny, entra…

La porta si apre piano. La figura nota entra. Tituba sull’uscio. Lo sguardo a girovagar per la stanza e poi a un tratto fisso, serio. Mi punta.

– Lenny, entra…

Ma sei pazza? Non son pronto! Guardare il mio antagonist… personaggio appropriarsi dello spazio? Non Guardo! Non sento! Non parlo!

– Vieni Lenny, ho riordinato. Non volevo tu vedessi tutto sottosopra. Accomodati. Vuoi qualcosa da bere? Sistemo la roba della palestra e l’asciugamano bagnato dalla doccia. È un attimo.

Na na na na na na na na na…

– Fai come fossi a casa tua. Sai, pensavo, se preparassi una pasta al volo? Non grandi quantità, non vorrei ci appesantisse. O preferisci un filetto con della verdura fresca? Io lo voglio al sangue, ma se ti piace ben cotto basta tu lo dica, lo metto su prima del mio. Fammi una cortesia, apri la bottiglia che c’è in cucina e, tanto lo vedi, travasa il vino nel decanter.

Non sento non sento non sento non sento non sento!

– Io vado in camera a cambiarmi. Trovarti fuori dalla palestra è stata una vera sorpresa, ma ora dammi il tempo per una veloce restaurata.

Non vedo non vedo non vedo non vedo non vedo!

– (Maledette etichette) ho comprato un intimo stepitoso ieri, era in saldo… ah, la tovaglia è nel primo cassetto a destra, anzi, le tovaglie, ecco, non quella natalizia, ti prego. Ti ho mai raccontato di come mi sia entrata in casa quella natalizia? Era stesa al piano di sopra e con il temporale è planata sul balcone. Quando sono salita per restituirla gli inquilini erano scappati avvisati di una probabile incursione notturna dei Carabinieri. Hai capito che roba? Roba da matti! Avevo sulla testa dei pregiudicati e non mi ero accorta di niente. Ok, avevano frequentazioni un po’ sopra le righe, ma sai com’è in condominio, se inizi a fare le pulci agli altri non vivi più, il gioco diventa al massacro. Comunque, la tovaglia è molto bella e me la sono tenuta. Lenny? Ah, sì, vanno bene anche quei piatti. I bicchieri fai tu… hai deciso cosa vuoi mangiare? Guarda, sono quasi pronta. Giusto un po’ di trucco.

(Non parlo non parlo non parlo non parlo!) (No!)

Cara ha finito di sculettare per entrare nel tubino da matrimonio altrui. Sta calzando un paio di scarpe con un tacco che non le ho mai visto portare ed è contemporaneamente alle prese con lo spazzolino del mascara. Qualche colpetto a memoria, lo specchio a controllare ed è la volta del rossetto.

Mai vista così…

E che cazzo!

BU!!!

– Eccomi, ci sono, sono pronta Lenny. Lenny? Lenny??? Dove sei Lenny? (stronzo…)

Se Cara abbassa lo sguardo scoprirà che Lenny non è scappato… forse un po’ troppe apparizioni a sorpresa l’hanno messo KO. Qui ci vogliono i sali per farlo rinvenire… qualcuno li ha?

eleonorabergonti (6/12/2021)

LETTORE A

Io credo che a Lenny piaccia scherzare e poi vuole capire fino a che punto Cara desidera la sua presenza. Da qualche parte c’è di sicuro, basta saperlo cercare. Chissà se addosso ha un profumo che lo contraddistingue (sarebbe sensuale se fosse così)… di certo la sensualità di lui sarebbe un bel piacere per Cara.

Alidada (7/1/2021)


STORY-LENNY è un gioco di trame. Ecco qualche informazione in più QUI.

Si può giocare in diversi modi:

  1. Contributi interni alla singola puntata (comunque autoconclusiva);
  2. contributi di stravolgimento della trama complessiva;
  3. contributi esterni a piacere.

Per chi vuol cercare il pelo nell’uovo ammetto che sì, camuffate vi sono alcune pubblicità occulte… trovatele se ne siete capaci!
Ricordo mestamente che a chi tocca non si ingrugna e che i botta e risposta sono leciti, anzi sono i benvenuti.
Da oggi è possibile attaccare trame a quelle altrui! Anche nelle puntate precedenti.

Poi ci sono i super supporti HARD e DIVERSAMENTEHARD alla trama, i divertenti Extra-Lenny 1, Extra-Lenny 2 e Extra-Lenny 4 e Extra-Lenny 5 di Andream2016 e l’Extra-Lenny 3 di Sara Provasi – (Grazie!)


RIEPILOGO AGGIORNATO DEL CAPITOLO

  1. Cara porta Lenny a casa. Il Narratore, non è pronto ad affrontarne la presenza in carne e ossa.
  2. Cara va a cambiarsi e intando dà a Lenny indicazioni per apparecchiare: mangeranno insieme e lì.
  3. Il Narratore non vuole guardare, ma non l’ha mai vista vestita da sera e decide d’ntervenire spaventando Lenny.
  4. Quando Cara torna pronta per la cena, Lenny è scappato.
  5. Se Cara abbassasse lo sguardo lo troverebbe per terra svenuto…
  6. Il Lettore A dice che Lenny vuole in realtà testare quanto la sua presenza sia gradita a Cara, giocando di assenza… e se avesse un profumo che lo distinguesse?
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racconti racconti a puntate

La perpetua – 9

(immagine da qui)
puntata precedente

L’antagonista

– Non un uomo da sedurre, ma una donna dovevano ingaggiare. L’ho detto più di una volta, adesso l’hanno capita.

– Ingaggiare una donna per cosa?

– Per eliminarti, batterti, umiliarti.

– Saresti tu quella donna?

– Sì, togli il condizionale deliziosa sorella, sono io la donna che farà ciò che ti ho appena detto.

La perpetua guarda indifferente la suora anziana. Quest’ultima alza il mento, gonfia il petto e allarga le spalle, ha un’aria familiare. Ma certo: è lei! L’anatra germana all’arancia! La moderna dea dei penati, la custode del sacro spirito del focolare, il volto più noto della cucina sana santa e genuina.

– Hanno sguinzagliato le suffragette vedo e ti trovo particolarmente in salute, parlar di cibo fa ingrassare come il profumo che emana?

– Ridicola donnetta piena di tentazioni e perdizioni, tu non sai, tu davvero non sai niente degli uomini, io so di loro, io preparo per loro i piatti migliori, io, seppur votata, so cosa vogliono. Una come te la desiderano per dieci minuti, una come me la vogliono per sempre, ma non mi avranno mai, è questa la mia forza e con questa ti annienterò, razza di meretrice senza spina dorsale!

Le ricordava davvero un’anatra starnazzante. Quello divenne.

Non si sfida la perpetua.

continua…

BellyActing “O’ Sarracino” – ( Part 4 ) Rivali in Amore – Canzone: Margarita – Da un’idea di Sheeva e Katiuscia Galeassi, qui.

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Argomentario partnership

Buon Anno!

È CON UN CERTO RITARDO, MA PER NON PERDERE ENTUSIASMO, ECCO COME HO INTENZIONE DI CONCRETIZZARE I MIEI AUGURI PER L’ANNO PRESENTE:

AUGURI DI IMMAGINI EMOZIONALI

Scatto di @didiluce photo blog (qui la serie)

AUGURI DI IMMAGINI ENERGETICHE E MISTERIOSOFICHE

(b)ananartista® SBUFFMy Prophecy for 2021
Watch carefully because this is what is going to happen.

(2021 साठीची माझी भविष्यवाणी – իմ մարգարեությունը 2021 թ – 2021 এর জন্য আমার ভবিষ্যদ্বাণী – 我對2021年的預言 – jóslatom 2021-re – 2021 ലെ എന്റെ പ്രവചനം – мое пророчество на 2021 год – ramalan saya untuk tahun 2021 – ჩემი წინასწარმეტყველება 2021 წლისთვის)

AUGURI DI IMMAGINI GRINTOSE

AUGURI DI IMMAGINI POETICHE

Tavola di ALDO TERMINIELLO alias QinAode (qui la storia a disegni)

AUGURI DI IMMAGINI RICONCILIANTI

Fotografie di MANUEL CHIACCHIARARELLI (qui Landscapes)

AUGURI DI IMMAGINI EROTICHE

Immagine di Andream2016 (qui la splendida serie completa di nuove Sante in caso di bisogno) ANDREA ha predisposto la possibilità di scaricare un suo fantastico calendario 2021 e un suo secondo fantastico calendario 2021 (ATTENZIONE – CONTENUTO PIÙ CHE ESPLICITO)

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partnership racconti racconti brevi

Seamen

Sono molto contenta: ringrazio DiDì per le bellissime fotografie e per l’individuazione del titolo.

Questa narrazione per immagini era perfetta. Poi ho aggiunto il testo.

Buona visione.


Eccoti.
Onda bell’Onda. Mia bella, mia carezza cazzara… he he!
Oh che permalosa!
Bella.
Bella-bella. La schiuma salata in faccia mi schiaffi. E mi strappi. Che forza hai, eh? Mia dolce, che porti? Che prendi?
Io sto bene, lo sai, si resiste. Si resiste bene. Sì.
Ma aspettami. Aspetta che arrivo.

Dunque, vediamo. Guarda cosa hai combinato l’ultima volta. Mi hai rotto il secchio, he he! Velocità avrei dovuto avere. Giocare con te diventa come una volta: difficile.
Mia bella. Sei vigorosa oggi, sfacciata. Da un po’ non ti facevi così insolente.
Tra poco, eh? Ci troviamo al solito posto.

Sì, è nuova, ti piace? Ci voleva un pezzo fresco-fresco. L’altra l’hai amputata, ricordi? Mi è rimasta in mano solo la cima, il resto te lo sei preso tu.
Hai ragione, mai un dono, un omaggio, devi sempre far da sola. Onda mia bella. He he.
Cosa dici? Il caschetto? Normative. Non te l’aspettavi vero? Mi faccio bello anch’io sai? Ah, come sono elegante con quello in testa, sembro un edile… ok, non temere, niente edili all’orizzonte. Scherzavo. Un po’. Scherzavo un po’.

Mia bella. Ridiamo insieme? Vorrei ridessimo insieme, come una volta. Come quando stavi per rapirmi il braccio e solo ridere insieme ti ha convinta a ridarmelo. Lo sai che ti ho tatuata sulla spalla? Guarda, sei tu. E lui è tuo.
Io sono tuo. Bella che sei… Te ne ho chieste di cose eh? Te ne ho chieste sì. Mai questo: mi vuoi?