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Pass per ogni cosa — ✩ The FAMILY ⛧ Life is a nonsense, be artistic, be magick

Ogni cosa che fai DEVI dirlo allo Stato (usando il greenpass) ma non chiamarla dittatura perché le scimmie ammaestrate ti riderebbero in faccia. Un controllo così invasivo della popolazione che neppure Adolf Hitler si sarebbe sognato di avere. Le schedature della IBM erano lontane anni luce dalla capillarità dei risultati odierni. Pensare che quando studiavo […]

Pass per ogni cosa — ✩ The FAMILY ⛧ Life is a nonsense, be artistic, be magick
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Ostinatamente accanto – Stubbornly alongside

Il testo è stato ispirato da una fotografia di Yolanda. Grazie per avermi permesso di portarla qui sulle pagine beige!
(Il testo è tradotto in inglese con deepl.com)

The text was inspired by a photograph of Yolanda. Thank you for allowing me to bring it here on the beige pages!
(The text is translated into English with deepl.com)

Immagine di Yolanda – Image made by Yolanda

Ostinatamente accanto.

E così sei tu il secondo, il lindo, quello chiaro. Il gemello buono che la notte dorme. Il fratello senza buchi nei calzini, L’amico sorridente e con la ragazza giusta, la principessa del quartiere.

Sempre tu. Fedelmente vicino. Ostinatamente accanto, sempre impegnato in giuste cose, e quanti altri smaglianti aggettivi potrei trovare per le tue cose.

Non ti avevo mai visto di fronte, ho sempre e solo avuto la vicinanza del costone rugoso. Consola che l’uso logori anche te. Non abbastanza, mai abbastanza, un bel confronto non c’è che dire.

Potrei morire appassito per questo confronto, ma so, io so: tu sei lo specchio che non riflette.


English version

Stubbornly alongside.

So you’re the second one, the clean one, the clear one. The good twin who sleeps at night. The brother with no holes in his socks, The smiling friend with the right girl, The neighbourhood princess.

Always you. Faithfully close. Stubbornly near, always engaged in the right things, and how many other bright adjectives could I find for your things.

I had never seen you in front of me, I only had the proximity of the wrinkled edge. it’s comforting that use wears you down too. Not enough, never enough, a good comparison no doubt.

I could die withered by this comparison, but I know, I know: you are the mirror that does not reflect.
(in Italian the verb reflect also has the meaning of think.)

Speglar, arbetsplats — Yolanda – “Det här är mitt privata krig”
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LE DOMANDE ESPLICITE -4

Immagine da qui

Eccoci alla 4° puntata della rubrica! (E chi l’avrebbe mai detto.)

NOVITÀ!

Da oggi faranno la loro comparse le DOMANDE IMPLICITE
(suggerite da ilnoir)

Compariranno un po’ come parrà a loro:
nei commenti, nelle considerazioni, nella trattazione.
Non importa chi le formalizzerà, loro ci saranno!

La domanda di oggi è di Giuseppe La Mura.
(Lascio in sospensione la domanda di Alessandro Gianesini, per quando ricomparirà sugli schermi, quindi anche la conseguente domanda di BD, poiché richiede un’interlocuzione con Alessandro.)

È un’impresa rispondere, lo riconosco, ma non intendo nascondermi dietro a un dito e dirò la mia, con la consueta verve!

La domanda è questa:

Come farmi fare soldi?

Se anche tu vuoi incrementare sensibilmente le tue risorse economiche clicca QUI

Buon divertimento!


COME FUNZIONA?

Come funziona la rubrica? A fronte di domande esplicite darò risposte esaurienti. Cosa sono le domande esplicite? Le domande esplicite sono quelle che non tergiversano e vanno dritte al punto. Il punto in genere è caldo, scottante e per questo la pagina dedicata sarà accessibile tramite una password. Non risponderò alle domande esplicite rivolte alla mia persona. (Troppo facile? Sì!)


Le vostre domande:

Sabine Stuart De Chevalier

Come posso fare se un uomo con un gattino tatuato sull’ombelico m’invita una prestazione orale? (Risposto!)

Adriano

È giusto chiedere al proprio/alla propria partner quali sarebbero le sue fantasie sessuali più audaci? (Risposto!)

(Alessandro Gianesini

Ok, mi hai convinto: qual è il segreto per uno spiedo perfetto? 😮

BD

Ma Ale che intende per spiedo?)

Giuseppe La Mura

farmi fare soldi. (Risposto!)

Dueppi & un Punto

Domanda: ma se uno adora gli scheletri, ha dei problemi mentali seri? Grazie.

andream2016

Come girare un film porno con le amiche e gli amici? Sembra facile, ma tra il dire ed il fare sesso davanti ad una telecamera ce ne corre.

ilnoir

Tra le domande che mi vengono in mente c’è: ma se ti indico una gelateria, voglio un gelato? Voglio comprare un nuovo negozio di gelati? Mio zio è nel ramo dei gelati?

alemacotti

La mia…Come si fa ad essere sul pezzo se perdi pezzi in giro?


The scent of a dry flower, Paola Pioletti

Domanda: come faccio a fare 100 cose contemporaneamente con due mani e un solo cervello??? Perché sembra facile ma non lo è.


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Lunedì 4 Ottobre 2021 — Emanuele Cazzaniga

Ringrazio Emanuele Cazzaniga per avermi lasciato portare a casa queste fotografie darkissime! Illustrerebbero egregiamente qualsiasi racconto nero.

Buona visione!


Lunedì 4 Ottobre 2021

Piove a dirotto da stamattina; speriamo che l’acqua non faccia cadere tutte le foglie, altrimenti… addio ai colori autunnali! Non oso pensarci. Sei scatti serali con l’iPhone, convertiti in bianco e nero con Snapseed (diavolerie digitali…).

Lunedì 4 Ottobre 2021 — Emanuele Cazzaniga

MUSALOGIA!

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Strani addebiti PostePay da Google Play senza autorizzazione, Malware? — Vitforlinux blog di Linux, Opensource, soluzioni, tecnodeliri e chiacchere

Leggo su Hackerjournal.it e diffondo. Si tratta di piccole cifre ma ripetute… così da passare inosservate, ma poi fanno totale e possono anche svuotare il conto. Sulla pagina di HackerJournal si riceve il consiglio di segnalare a PosteItaliane e fare denuncia. Io rimango della mie solite vecchie idee: Meglio non mettere il portafoglio in altri […]

Strani addebiti PostePay da Google Play senza autorizzazione, Malware? — Vitforlinux blog di Linux, Opensource, soluzioni, tecnodeliri e chiacchere

Blog in modalità automatica, ci vediamo lunedì!

MUSALOGIA?

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Intervallo

Immagine da qui

Starò via qualche giorno. Lascio qui tutti i miei articoli e anche Musalogia (alcuni articoli dedicati alle Muse sono programmati e saranno pubblicati in automatico).

Non fate cose che io non farei e fate cose che io farei, poi, fate cose che io non farei e non fate cose che io farei 🙂

Nel frattempo buone letture! E non solo.

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Mi chiedevo…

Mi chiedevo, rispolverando un antico termine/concetto ormai desueto, i Padroni, esattamente, di cosa sono padroni?
E di seguito, di cosa vogliono ancora essere padroni?
E poi, i cittadini, mi chiedevo, di cosa sono padroni?
E di cosa dovrebbero essere padroni?

Pensando e pensando mi sono anche chiesta qualcosa sulla fatica.


Ode alla fatica (che ode non è).

Ho visto un uomo
robusto
un po’ sovrappeso
decisamente sovrappeso
ciccione (eee checcazz!).

Ho visto un uomo
molto vestito
vestito pesante
molto pesante
con la corazza (eee porcaputtan!).

Ho visto un uomo
camminare veloce
in corsetta
correre
correre come un quattrocentista (maaa che è?).

Ho visto un uomo
avvicinarsi a un uomo seduto
rivolgersi all’uomo seduto
sovrastare con il corpo robusto l’uomo seduto
manganellare senza sosta l’uomo seduto (eee mavaffanc!).

Ma la fatica, mi sono chiesta
la fatica? mi son richiesta.

A parte la fatica di trattenersi dal manganellare.

Ma la fatica, mi sono chiesta
la fatica? mi son richiesta.

A parte la fatica di picchiare un inerme inoffensivo.

Ma la fatica, mi sono chiesta
la fatica? mi son richiesta.

A parte la fatica di pestare il tuo datore di lavoro.

E mi son chiesta:

MA LA FATICA DI UN UOMO DI MEZZA ETÀ SOVRAPPESO BARDATO DA GUERRA CHE CORRE COME UN UNDICENNE E RANDELLA FINO ALLA BAVA ALLA BOCCA

mi chiedo

la fatica

non c’è?


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La più bella del mondo

Questo articolo mi ha fatta saltare sulla sedia.

Ve lo ripropongo.

Buona lettura!


Autore: ivano f

La più bella del mondo

Pubblicato da ivano f in 11 ottobre 2021

   La Costituzione della Repubblica Italiana dovrebbe essere conosciuta da tutti, dovrebbe essere insegnata come si deve nelle scuole. Chiunque dovrebbe poterne discutere in piena libertà e con cognizione di causa, in fondo si tratta della legge fondamentale dello Stato. Invece i costituzionalisti sorridono e vorrebbero essere gli unici a dialogare su di essa. Anche se questa pretesa di dover essere gli unici a interpretare la (ribadisco) legge fondamentale -su cui poggia tutta la costruzione statale da cui dipendono doveri e libertà (la vita!) di tutti- ha un chiaro sapore di classe sacerdotale, ha comunque un suo senso: la Costituzione contiene varie espressioni gonfie di retorica, e la retorica fa rima con vaghezza (vi dico di sì 😀 ); inoltre lascia ampi spazi vuoti, che inevitabilmente devono essere riempiti quando bisogna metterla in pratica. Abbiamo bisogno dei sacerdoti per interpretare quella vaghezza e per offrirci valide deduzioni su quegli spazi- pur se è inevitabile che fra loro le opinioni siano discordanti.
Proprio uno scritto di uno di quei sacerdoti ha reso chiaro ai miei occhi le conseguenze di qualcosa che nella Costituzione non viene detto esplicitamente, qualcosa che mi ha fatto fare un salto sulla sedia e di cui non so quanti si rendano conto:


“Il Governo non è un organo a termine: esso rimane in carica, infatti, sin quando le Camere non gli revochino la fiducia o non decida di dimettersi.”

 “Il Governo può dimettersi anche[…]:
in seguito ad elezioni generali, al fine di accertare la permanenza del rapporto fiduciario. Una norma di correttezza costituzionale vuole che il Governo si dimetta anche se le elezioni abbiano confermato la maggioranza al potere; ma, secondo un’altra norma di correttezza, il Presidente della Repubblica respingerà le dimissioni.”

 (Diritto costituzionale – Temistocle Martines)

Secondo la più bella del mondo potremmo benissimo avere un Governo permanente. Al tempo mi è venuto un brivido ma mi sono sùbito tranquillizzato, convinto che una situazione del genere sia solo un caso di scuola, impossibile da riscontrare nella realtà. Dopo uno stato di emergenza così prolungato però sono più suggestionabile… Ma andrà tutto bene. Non vi sembra così inquietante? Ora provate a rileggere le citazioni con questa musica in sottofondo…


MUSALOGIA?

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Aggiornamento di “È domenica: che 3 palle…”!

Manca un’idea sulla domenica?

Mi rendo conto che vista così l’attività è improponibile, allora ecco la soluzione!

(Mi è piaciuto il ciuffo, inutile dirlo!)

La teoria

La pratica


MUSALOGIA?

IL NUOVO ARTICOLO: Musi: una testimonianza!

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Dopo il diario cinese – 2

Timbro con il pittogramma cinese di Aldo Terminiello

Aldo Terminiello (l’autore del mio avatar), dopo il bellissimo Diario cinese, ha illustrato un romanzo.


Il romanzo, satirico e satanico, si intitola
MDP – La Multinazionale della Pace,
è scritto da
L. V. Raiola.

Ne ho già parlato QUI, ma oggi ho avuto modo di avere anche il secondo capitolo.

Buona lettura!

Immagine di Aldo Terminiello

“I programmi di denuncia sociale erano il miglior humus del degrado sociale.”

Tratto da MDP – La Multinazionale della Pace di L.V. Raiola
Immagine di Aldo Terminiello
Copertina di MDP – La Multinazionale della Pace (Immagine di Aldo Terminiello)

111 pagine, 8 illustrazioni in b/n
paperback €9,00
ebook €4,00
gratis su Kindle Unlimited.


DIARIO CINESE, di Aldo Terminiello

Diario Cinese, pp. 300 a colori, €10 (incluse spese di spedizione).
Contattate Aldo Terminiello tramite il form.

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Chi scrive

Come va con Musalogia?

Bene, grazie!

Aggiornamento in corsa.

Buon divertimento!
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5 cose che ancora non sai sui Finti Lego

immagine di Aurelio

RINGRAZIO AURELIO PER AVER CIBATO LA MIA INSAZIABILE CURIOSITÀ!


Viviamo Tempi in cui è sempre più difficile distinguere ciò che è vero da ciò che non lo è. Lo sa bene endorsum che ci chiede di trattare oggi l’argomento: 5 cose che ancora non sai sui Finti Lego.

1) Copie (quasi) perfette: come è possibile che un oggetto così complesso e carico di alta tecnologia come il mattoncino Lego sia stato copiato in maniera quasi perfetta? Il motivo è semplice, quanto sorprendente: i Finti Lego in realtà non sono copie di un Lego originale, ma sono copiati da una copia di un mattoncino Lego, conservato al Museo del Copyright di Pechino sotto una teca di finto cristallo di Boemia. Per questo motivo sono QUASI identici.

2) Un dolore lancinante: come tutti sanno il mattoncino Lego è stato progettato con un unico vero scopo: disperdersi per la casa, mimetizzarsi con l’ambiente e infine farsi calpestare a piedi nudi causando il maggior dolore possibile. Proprio l’anno scorso, la facoltà di Riflessologia Plantare del Wyoming (USA) ha pubblicato uno studio in cui si evidenzia che i Finti Lego causano un dolore inferiore di 5 Punti della scala Brick rispetto agli originali.

3) Come riconoscere un Finto Lego da uno originale? Su questo enigma a Billund (città danese ove sorge la sede della Lego) si scervellano da un bel po’. L’analisi chimico-fisica del materiale, che ovviamente un consumatore normale non può fare da solo a casa, sembrava fino pochi mesi fa l’unico sistema valido per dirimere la questione. A Maggio di quest’anno il colpo di scena: la Divisione Neuro Scienze della Lego ha realizzato un additivo psicopolimerico che, aggiunto alla mescola, produce mattoncini in grado di urlare a squarciagola se incastrati con pezzi non originali. Scacco matto falsari di giocattoli!

4) Ogni novembre, dal 2001, nel Comune di Barzotto (BG) si organizza la Mostra Del Lego Finto. Partita in sordina nei primi anni, si è via via ampliata raggiungendo le dimensioni di un vero e proprio evento globale. Per l’edizione 2021 sono previste le partecipazioni di 75 paesi, ognuno con il suo carico di Finti Lego, pezzi da collezione e autentiche rarità. Una curiosità: nel 2012 lo stand del Lussemburgo venne estromesso dalla kermesse per aver esposto un mattoncino Lego originale.

5) Per diffondere i Finti Lego il Governo Cinese ha spedito in orbita una stazione spaziale internazionale costruita unicamente da mattoncini di Finto Lego e sta progettando, per il 2024, la costruzione della prima base lunare, con lo stesso materiale. Sgomento in Danimarca per l’adesione di Finlandia, Norvegia e Svezia al progetto. Una busta anonima con sei mattoncini Lego originali è stata recapitata al ministro dello Spazio cinese. L’ONU indaga.

E così anche oggi sappiamo come stupire i nostri amici in pausa caffè. La settimana prossima, grazie al calzante suggerimento di BD, parleremo delle 5 cose che ancora non sai sugli alluci incarniti.

E tu, lettrice/lettore curioso, di che cosa vorresti leggere in questa rubrica? Scrivilo nei commenti: entra anche tu nel meraviglioso Club di 5 cose che ancora non sai!

 […]

5 cose che ancora non sai sui Finti Lego — LaChimicaDelleLettere

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“Forza triestini! Tornerà il bel tempo.”

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Chi cercava gli ultracorpi? #Endorsum

Chi cercava gli ultracorpi? #Endorsum — Evaporata

Un’altra incredibile testimonianza!

Evaporata, non temere, ci siamo (quasi)!!!

TUTTO ACCADE
E COSÌ DEL NULLA.

endorsum

CI SONO:

ALEMARCOTTI
ADRIANO
SILVIA
GIANNID
TONY PASTEL
ANDREAM2016
ANTARTICA
RAFFA
SILVIATICO
DEBOROH SENSITIVESON
VIKTOR SPIDER
LA PASTEL GRIS
ILNOIRE
BD
ALESSANDRO GIANESINI
KIKKAKONEKKA
ALIDADA
GRAVANTES
YLENIAELY
SARA PROVASI
ROBERT C DAY
CARASSIUS AURATUS
ARCADIO LUME
EVAPORATA
MALINCONICA SORRIDENTE

ANONIMA/O
e, per gentile intercessione di Silvia (“Ok supergirl con i suoi ha detto che ci sta!”), loro:

VINCEREMO!

e

VINECEREMOLO!

(Remo ha detto che non può più)
– incitazione di Adriano

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Dedicato alle donne – 3

Continua l’avventura della rubrica dedicata alle donne. Oggi vi propongo un accurato e utile articolo di Sara Beltrami. (Il Predicato verbale)

Come ho già avuto modo di dire, l’informazione è il primo passo per conoscere e iniziare a pretendere la considerazione dovuta all’altra metà del mondo: le donne.

Ringrazio fin da ora anche gli uomini che vorranno appassionarsi all’argomento, pensando alle donne, piccole o grandi, che hanno accanto (ma anche quelle a 5 metri e più).

Gli articoli precedenti sono:
Dedicato alle donne – 1;
Dedicato alle donne – 2.

Buona lettura.


Autrice: Sara Beltrami

Uno studio conferma l’efficacia dell’osteopatia sul dolore pelvico nell’endometriosi.

Nella primavera di quest’anno alcuni giornali hanno riportato gli esiti di uno studio svolto su 160 pazienti affette da endometriosi, con l’obiettivo di indagare l’efficacia del trattamento osteopatico nel dolore pelvico cronico causato dall’endometriosi.

Chi segue questo blog avrà notato come io abbia cercato di raccontare, nel corso di questi mesi, in cosa consista la medicina manipolativa e il trattamento osteopatico , la terapia manuale e miofasciale, e vi ho infine parlato anche del caso che riguarda il riconoscimento dell’osteopatia.

Negli anni associazioni di pazienti, studenti e operatori hanno partecipato a studi e tesi condotte su campioni di donne affette da endometriosi da parte delle scuole osteopatiche. Inoltre la letteratura internazionale riporta già numerosi esempi di come l’osteopatia si sia fatta notare per i benefici sulla sintomatologia dolorosa. Nel caso dell’endometriosi, il sospetto che l’osteopatia potesse migliorare la funzionalità del pavimento pelvico, ridurre il dolore durante i rapporti e in generale la sintomatologia dolorosa, o riequilibrare le funzioni gastrointestinali esisteva già.

Lo studio che riporteremo nelle prossime righe, restituisce alla comunità di pazienti un dato significativo che riguarda anche la possibilità di ridurre l’utilizzo di farmaci antidolorifici e antinfiammatori da parte delle pazienti con endometriosi. Le manipolazioni osteopatiche non curano l’endometriosi di per sè, ma questo studio ha riportato con chiarezza l’ efficacia sul dolore pelvico cronico nell’85% dei casi.

Per queste ragioni la pratica osteopatica, ha molto a che vedere con la prevenzione e la riduzione dell’impiego di farmaci non strettamente necessari (in particolare in campo antalgico, di antinfiammatori e antidolorifici), con effetti positivi sulla salute dei pazienti ma anche sulla riduzione di costi sanitari non giustificati. Anche una revisione pubblicata sulla rivista internazionale Advances in Therapy ha recentemente confermato l’efficacia del trattamento osteopatico sul dolore cronico.

Questa consapevolezza non ha solo conseguenze sull’impatto del dolore cronico in termini di costi sanitari, che un recente rapporto di Federconsumatori ha stimato aggirarsi intorno ai 2 milioni di euro, ma anche sulla qualità della vita delle pazienti, già duramente colpite da un uso massiccio e prolungato di farmaci, e da una spesa ancora oggi non coperta da esenzione che si aggira tra i 500 e i 2000 euro all’anno in media, tra farmaci e diagnostica.

Molto spesso purtroppo l’utilizzo di farmaci che restituiscano un immediato sollievo risulta seducente, e non potrebbe essere altrimenti. Quando si sta male, quando si scivola in un baratro di dolori quotidiani, si desidera solo stare bene, nel più breve tempo possibile. Oggi sappiamo, anche grazie a questo nuovo studio, che il sollievo effimero di un antidolorifico può essere evitato a lungo anche attraverso un percorso osteopatico. Si tratta di un’altra via per la salute, da intraprendere con la giusta pazienza, consapevoli che potrebbe non bastare un singolo trattamento. Un po’ come quando si tenta di ridurre l’infiammazione attraverso l’alimentazione. Salvo la presenza di allergie o intolleranze, non sarà riducendo o eliminando questo o quell’alimento che avremo da subito i risultati sperati, ma sarà grazie ad un impegno costante. Insomma, questo studio conferma, ancora una volta quanto la partita con l’endometriosi si giochi solo in squadra, con una squadra multidisciplinare.

A proposito di questi risultati ho deciso di intervistare la Prof.ssa Simona Melegari, che ha condotto lo studio, e che ringrazio per le preziose spiegazioni che troverete nelle prossime righe. La Dott.ssa Melegari è attualmente Docente C.I.O., Responsabile del percorso “ Osteopatia Donna” e dell’insegnamento di Osteopatia Viscerale, specializzata in Osteopatia Ginecologica e Pediatricadocente all’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, Policlinico di Modena, collabora con diversi ginecologici e ha seguito per 6 anni questo studio sul trattamento del dolore pelvico cronico nell’endometriosi.

Dott.ssa Melegari, molte donne trascurano o non conoscono il ruolo dell’osteopata in un approccio multidisciplinare per il trattamento dell’endometriosi. Può spiegarci in che modo le donne affette da endometriosi possono trovare beneficio dall’osteopatia? 

L’Osteopatia è una Medicina Manuale molto efficace nel trattamento di tutte le sindromi dolorose, anche polifattoriali. L’Endometriosi è una patologia  molto complessa, che presenta svariati sintomi causati da numerose cause legate sia alla malattia stessa che alla storia clinica della paziente.

In questi 10 anni ho valutato e trattato centinaia di pazienti con Endometriosi sintomatica, operate o non operate, con risultati eccezionali. Il trattamento dell’endometriosi e’ molto complesso e necessita di grande esperienza e lavoro d’equipe con i ginecologici che fanno diagnosi. La valutazione osteopatica della paziente affetta da Endometriosi e dei suoi sintomi che presenta motivo è sempre globale. 

Dopo aver valutato attentamente il funzionamento della pelvi e della colonna vertebrale lombo-sacrale da un punto di vista articolare e bio-meccanico (spesso responsabile di dolore riferito in zona pelvica) passo alla valutazione di tutto il sistema muscolare del pavimento pelvico (che può essere responsabile della Dispareunia, cioè del dolore durante i rapporti sessuali).

In ultima analisi, ma non per importanza, valuto e tratto tutto l’apparato genito-urinario e addominale con tecniche viscerali, spesso sede di fenomeni aderenziali o di ridotta mobilità, di retrazioni cicatriziali che alterano in modo significativo la fisiologia di tutto il complesso addomino-pelvico.

Dopo aver risolto o migliorato le disfunzioni presenti proseguo con un lavoro di reinformazione neurologica di tutto il sistema, cerco di abbassare il livello di infiammazione che attiva e mantiene e il dolore pelvico e di togliere tutta la componente di dolore mio-fasciale.

Uno studio condotto insieme al Dott. Alboni su quasi 200 pazienti ha dimostrato come la terapia manuale possa attutire o eliminare il sintomo doloroso… dopo anni di farmaci sarebbe una straordinaria notizia per le donne. Ce ne può parlare?

Lo studio condotto da me ed il Dott. Alboni ha portato risultati sorprendenti ed entusiasmanti. Le pazienti trattate all’inizio presentavano dolore pelvico cronico 8-10/10, dispareunia 8-10/10 e molti altri sintomi quali dolore e/o difficoltà durante la minzione e la defecazione, lombalgia, pubalgia, dolore addominale, stipsi/diarrea, ecc. Dopo 3 sedute il pain score calava a 3/10 in media, per arrivare a scomparire verso la 5/6 seduta nel 95% dei casi.

Parliamo del pavimento pelvico: quanto e come può essere importante prendersene cura per ottenere un miglioramento dei sintomi?

Il pavimento pelvico è un sistema muscolare a più piani molto complesso, forte e delicato nello stesso tempo. Pochissime donne ne conoscono il funzionamento ma nemmeno l’importanza in relazione ai sintomi vari che presentano nel corso della vita. In relazione ai sintomi dell’endometriosi è di fondamentale importanza il suo buon funzionamento. Lo riscontro in 9 casi su 10 fortemente contratto e dolente, al punto da non permettere i rapporti. Questa contrattura in parte è dovuta alla malattia (e quindi è locale) ma in parte a fenomeni di infiammazione più centrali, che attivano il meccanismo del dolore cronico e di conseguenza la contrattura. La memoria del dolore è quasi sempre presente e questo porta la paziente a stare in una sorta di atteggiamento difensivo, di scudo.

Per questo motivo ho attivato parallelamente alle mie sedute di osteopatia un corso per le pazienti dove insegno a prendersi cura attivamente del proprio pavimento pelvico attraverso esercizi e video lezioni.  Non può esserci cura e benessere senza consapevolezza. Devo dire che per ora sono tutte molto soddisfatte dei risultati e questo consente loro di mantenere i risultati ottenuti con il mio protocollo di lavoro.

Dove possiamo trovarla?

Ricevo nel mio studio “OSTEOPATIA DONNA”  a Reggio Emilia in via Ernesto Che Guevara, 2 .

Tengo corsi di formazione in Osteopata Ginecologica per osteopati che vogliano formarsi nel campo dell’endometriosi, del trattamento della donna in gravidanza e puerperio e in menopausa a Parma, a Milano e a Bologna. 

Per informazioni potete consultare il mio sito www.simonamelegari.it o la mia pagina Instagram @dr.ssa_simona_melegari

Il mio numero di telefono è 358022549

La mia eMail: studio@simonamelegari.it

La riproduzione del testo, anche parziale, è vietata salvo consenso scritto.

Uno studio conferma l’efficacia dell’osteopatia sul dolore pelvico nell’endometriosi — Il Predicato verbale
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LE DOMANDE ESPLICITE -3

Immagine da qui

Eccoci alla TERZA puntata della nuova rubrica LE DOMANDE ESPLICITE.

Come funziona la rubrica? A fronte di domande esplicite darò risposte esaurienti. Le domande esplicite sono quelle che non tergiversano e vanno dritte al punto. Il punto in genere è caldo, scottante e per questo la pagina dedicata sarà accessibile tramite una password.

Non risponderò alle domande esplicite rivolte alla mia persona. (Troppo facile? Sì!)

NOVITÀ!

Da oggi faranno la loro comparse le DOMANDE IMPLICITE
(suggerite da ilnoir)

Compariranno un po’ come parrà a loro:
nei commenti, nelle considerazioni, nella trattazione.
Non importa chi le formalizzerà, loro ci saranno, anzi, già ne vedo un paio far capolino nell’articolo in risposta…

La domanda di oggi è di Adriano.
È un’ottima piccantina, come è giusto che sia.

La domanda è questa:

È giusto chiedere al proprio/alla propria partner quali sarebbero le sue fantasie sessuali più audaci?

Fatta la domanda, quale sarà la mia risposta esauriente?

Clicca QUI e digita la parola FANTASIE, maiuscola.

Buon divertimento!

PS: per chi non riuscisse ad accedere alla pagina, consiglio di copiare e incollare questo: FANTASIE

Le vostre domande:

Sabine Stuart De Chevalier

Come posso fare se un uomo con un gattino tatuato sull’ombelico m’invita una prestazione orale? (Risposto!)

Adriano

È giusto chiedere al proprio/alla propria partner quali sarebbero le sue fantasie sessuali più audaci? (Risposto!)

Alessandro Gianesini

Ok, mi hai convinto: qual è il segreto per uno spiedo perfetto? 😮

BD

Ma Ale che intende per spiedo?

Giuseppe La Mura

farmi fare soldi.

Dueppi & un Punto

DomandA: ma se uno adora gli scheletri, ha dei problemi mentali seri. Grazie.

andream2016

Come girare un film porno con le amiche e gli amici?Sembra facile, ma tra il dire ed il fare sesso davanti ad una telecamera ce ne corre.

ilnoir

Tra le domande che mi vengono in mente c’è: ma se ti indico una gelateria, voglio un gelato? Voglio comprare un nuovo negozio di gelati? Mio zio è nel ramo dei gelati?

alemacotti

La mia…Come si fa ad essere sul pezzo se perdi pezzi in giro?


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Protetto: È giusto chiedere al proprio/alla propria partner quali sarebbero le sue fantasie sessuali più audaci?

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Che si fa oggi?

immagine presa da qui

La casa propone:

UNA GITA AL MUSEO!
Per vedere l’opera di Paola Pioletti prendere il volo;

UN VIAGGIO A MUSALOGIA!
C’è un’incredibile raccolta di esperienze vere o presunte tali, finte o presunte tali, in Cose da Muse.
C’è il cantiere per chi è orfano di quelli edili, in Neologizziamo!
C’è la musica, da ascoltare o da portare, in Se ci cantano, poi ci ballano?

In alternativa lascio qui un’immagine che so ispirare pensieri profondi (magari pure ginnici!).

Buona domenica!


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A mezzanotte sai

mezzanotte (immagine presa da qui)

La normalità ha un modo tutto suo di muoversi.
E così quella nuova.

Non ho resistito e ho portato qui il racconto di ivano f, prendendolo dal suo blog Spunti da asporto. A me è piaciuto molto.

Buona lettura!


A mezzanotte sai

-Vado io- parole sprecate rivolte alla forma che russava nell’altra metà del letto. Nyme si alzò a sedere e si guardò attorno: il buio era anomalo, un buio troppo buio.
-Bice, accendi luci soffuse- ma la casa non rispose e non obbedì all’ordine. Nyme era più seccata che turbata, non era certo quello il problema. Si levò in piedi e indossò la vestaglia, poi raccolse il suo BeSphere dal comodino e se ne servì per rischiararsi la via.
   A questo punto di solito Bice le avrebbe già detto Ciao Nyme, hai bisogno di qualcosa? , invece continuava a tacere. In salotto il silenzio sembrava aver assunto una specie di densità, e ciò significava altra apprensione versata in un vaso che ne era già quasi colmo: ancòra una goccia e si sarebbe messa a gridare?
   A due metri dalla porta d’ingresso si fermò. La casa aveva un sistema di isolamento acustico eccezionale -niente doveva permettersi di turbare la loro composta tranquillità- eppure adesso se tratteneva il respiro riusciva a sentire l’abbaiare disperato di una moltitudine di cani. Guardò le persiane con rassegnazione: solo Bice poteva comandarle.
   Bussarono di nuovo furiosamente, intimando Aprite! , e le sfuggì un No! accompagnato da un saltellino all’indietro. Si avvicinò alla porta e guardò attraverso lo spioncino: fuori c’erano tre uomini travestiti da militari. Non capiva cosa ci facessero lì quando mezzanotte era passata da un pezzo, ma stava per scoprirlo: raccolse le chiavi da un brutto souvenir romano e aprì.
   Le strade erano oppresse da una notte senza luna, e sferzate dal frastuono incessante dei latrati di tutti i cani del quartiere, o forse di tutti quelli della città. Solo uno stanco lampione su quattro era acceso, ma oltre a questa consuetudine Nyme vide qualcosa di meno rassicurante: sulla maniglia di gran parte delle porte era appesa una lampada coi vetri rossi, mentre delle lucciole volteggiavano proprio davanti alle poche porte al buio. L’angoscia della situazione filtrò in lei in un attimo, andando a corrodere ulteriormente le fondamenta della sua sicurezza. L’uomo più vicino alla porta impugnava una minuscola torcia elettrica che puntava qua e là con fare indagatore mentre gli altri due, tre passi più indietro, imbracciavano dei fucili a suo giudizio perfettamente credibili, anche se in realtà non ne aveva mai visto uno prima di allora. I tre non le fecero una grande impressione: non erano né alti né robusti, e le loro uniformi  sembravano perfino di due taglie troppo grandi. Nyme voleva tanto ritornare nella sua silenziosa camera, perciò non attese che fossero loro a parlare:
-Carnevale è passato da un pezzo. Vi sembra l’ora di fare scherzi?-
-Non è uno scherzo. Siamo qui in veste ufficiale- rispose l’uomo con la torcia.
– Sì certo, ufficiale, sentite sono stanca e non ho voglia di storie-
-Ma ha visto o no le nostre uniformi?-
-Sì molto belle, vi saranno costate un occhio, ma andate a mostrarle a qualcun altro-
-Ci faccia entrare-
-OK basta, ho detto che non mi va di scherzare a quest’ora, sono abbastanza grande per sapere che i militari non esistono, chiaro?-
-Da quanto tempo non si aggiorna sulla situazione nazionale?-
-Beeh sono andata a dormire alle undici eee…- Nyme portò il BeSphere davanti agli occhi e gli fece fare un veloce quarto di giro in senso antiorario: la piccola sfera luminescente si staccò dalla sua mano e rimase a levitare cinque centimetri più in su, roteando lentamente. Vide che c’erano ventisei nuove notifiche. Una vampata di calore le salì dallo stomaco e andò ad avvolgerle il viso, ma l’attimo dopo rabbrividì perché aveva notato una foto che le aveva mandato la sua amica Petqi, la foto terribile di un cappio appeso al ramo di un albero, con sullo sfondo un portico che lei aveva riconosciuto anche al buio. Non voleva aprire il messaggio davanti a quei tre ma anche nella piccola anteprima riuscì a lèggere le parole iniziali sotto la foto: “non ce la posso fare”. Oltre non riuscì ad andare perché glielo impedivano le lacrime. Povera Pet, pensò, povera piccola Pet. Alzò lo sguardo verso il soldato.
-Ha capìto cosa succede?- le chiese quello.
-Non… non lo so- la voce le tremava. Le sembrava di camminare all’indietro, mezzo passettino alla volta, senza sapere se lo strapiombo fosse distante centinaia di metri o pochi centimetri.
-A partire dalla mezzanotte noi militari esistiamo, e abbiamo deciso di prendere in mano la situazione. Non avremmo voluto farlo ma non c’erano alternative-
Ora a Nyme sembrava che lo strapiombo fosse ovunque attorno a lei, e che le si avvicinasse restringendole lo spazio vitale, aveva la sensazione di essere risucchiata via, di venire staccata a forza dalla realtà a cui era avvinghiata, e di essere sputata fuori in una realtà completamente altra, nella quale il sole era freddo e le dimensioni erano variabili, nella quale erano gli strapiombi a cadere nelle persone e nella quale il buco che aveva nel calzino sinistro avrebbe potuto essere più importante non solo di lei, non solo dell’intera umanità ma addirittura di tutti gli universi rimanenti.
-Ma cosa…- ora le era difficile parlare, le sembrava persino odioso. Abbassò la testa e fissò il buco nel calzino. Per un solo istante riuscì a sentire il suono del non-colore del buco, il suono dell’assenza, e questo le diede un breve conforto di cui non capì il senso. Poi si riprese:
-Ma cosa volete da me?-
-Lei ci faccia entrare, e noi valuteremo se due persone come voi, che non riescono a stare al passo col mondo, possano essere utili alla Nazione. Vedrà, ci vorrà solo un attimo-

[…]

A mezzanotte sai — Spunti da asporto
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Ava

Ava Gardner – immagine presa da Nonsolocinema

Questo raccontino mi è stato ispirato da due articoli:
Ava Gardner, esuberante e indomabile di Raffa;
Mogambo (1953) di Raffa (l’altro suo blog).

I processi propri dell’ispirazione sono un mistero, sì, ne convengo.

Buona lettura.


Ava

Giandomenico è Ava.
Da 35 anni.

L’occhio verde, l’arco sopracciliare, la fossetta al mento. Il naso no, è diverso.

Per lui è normale aver collezionato 35 anni di onorato lavoro notturno in un locale dedicato al travestitismo, come si diceva una volta.

Giandomenico è Ava di notte e un serio professionista di giorno, anche questo per lui è normale. Adesso è normale quasi per tutti, lo sdoganamento ha fatto molto. Troppo. Negli ultimi vent’anni la clientela è aumentata proprio per la sua notorietà in quanto Ava. Ne è stato lieto durante i primi anni.

«Ava, dove hai detto che ti sei fatta la ceretta l’ultima volta?»
«Non l’ho detto.»
«Che strano, ma da chi sei andata?»
«Da un’estetista qualsiasi. Devi firmare questo.»
«Ah, sì, scusa, ma un’estetista qualsiasi, che risposta è? Non è da te!»
«Domani portami tutte le fatture.»
«Ah, certo, ma per la pelle del viso, dico, per la pelle hai fatto qualcosa?»
«Mi rado con un rasoio a mano libera.»
«Ma dai! Fantastico!»
«Insegnamento paterno.»
«Stupendo!»
«Sì. Ciao, adesso ho un altro cliente.»
«Io non sono capace.»
«Succede. Ciao.»
«Questo gusto antico per le tradizioni, il passaggio generazionale di un gesto…»
«Infatti. A domani.»
«È un rimasuglio di mascolinità così pittoresco!»
«Pittoresco un par di palle! È UNA COSA PER UOMINI VERI!»
Lo urla esasperato con voce da baritono. Ecco, questo per Giandomenico non è normale.
Il cliente si zittisce, strabuzza gli occhi, le mani sulla bocca aperta in stupore, un flap-flap di ciglia e, con voce soprana, ribatte eccitato.
«Mi insegni?!»


(È il mio 500° articolo! cin-cin!)

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La gettata

Questa scena l’ho immaginata. Bene, l’ho immaginata bene. Benissimo, l’ho vista praticamente! Ringrazio Marisa Salabelle per averla scritta.

(avatar di Marisa Salabelle)

Esco a comprare il giornale e a sgranchirmi un po’ le gambe e quando torno a casa il camion della ditta che sta facendo i lavori a casa mia è incastrato perfettamente nel cancellino che dà sul cortile davanti. Di fianco, a sinistra, è piazzata un’immensa betoniera che sporge il suo lungo braccio meccanico verso il posto dove dovrebbe trovarsi il balcone.

«Oggi facciamo la gettata!», mi comunica entusiasta il capocantiere.

«E io come entro in casa?»

«Eh, è un problema… aspetta, forse…»

Guidata dall’uomo salgo sul muretto, entro dentro il cassone del camion, lo attraverso per tutta la sua lunghezza e con l’aiuto di una scala scendo davanti al portone. Entro veloce prima che un getto di cemento mi trasformi in un’opera d’arte.

La gettata — marisa salabelle
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Se abbiamo bisogno di una testimonianza. (E di un avvistamento raccapricciante.)

TUTTO ACCADE
E COSÌ DEL NULLA.

endorsum

Eccola una testimonianza!
Una narrazione epica ricca di pathos.
Da leggere in religioso silenzio.

NULLA DI QUESTO DEVE PIÙ ACCADERE! (per fortuna adesso è con noi cuor di Leone.)

(L’AUTRICE/AUTORE PREFERISCE L’ANONIMATO. COSÌ SIA.)

Attenzione!
A seguito della lettura potreste vedere paperelle…


Autrice/Autore: Anonima/o

Le cose non spariscono

Le cose non spariscono da sole, lo sanno tutti, e le paperelle da bagno non si comportano in maniera stravagante. Ma adesso Davide deve trovare un modo per accordare queste affermazioni agli avvenimenti dell’ultima settimana, un modo razionale e che possibilmente escluda un suo disturbo psichico.
   Se in quella settimana ha fatto tutto il possibile per tenere alla larga ogni eventuale ospite (persino sua madre, persino Ilaria) non è perché le cose hanno cominciato a sparire ma a causa di tutte quelle paperelle, però ciò che lo preoccupa di più non sono le paperelle ma le sparizioni.

   La paperella sembra lì sul tavolo ma Davide sa che se provasse a prenderla le sue mani la attraverserebbero, ha perso il conto di quante volte gli è già successo. Lui possiede una e una soltanto paperella, che tiene ben nascosta dentro a una scatola dentro a una borsa di plastica dentro a un mobiletto del bagno, ma ora gli càpita di ritrovare paperelle ovunque. Tutte finte, tutte illusioni.
   È quasi sicuro che nessuno le possa vedere tranne lui, perciò in teoria non dovrebbe preoccuparsi a ricevere persone. Ma se invece le vedessero? Molto meglio tenersi il dubbio, mentre attende di verificare l’accuratezza della sua autodiagnosi (ragionevolmente plausibile e rassicurante, com’è giusto che sia): stanchezza. Da più di un mese lavora dodici-tredici ore al giorno, sei giorni su sette, e ormai è giunto pure il periodo dell’anno in cui il giardino reclama le sue attenzioni. Se tutto andrà come previsto quella situazione durerà una sola settimana ancòra, poi si tornerà alla normalità e allora potrà darsi una risposta più informata.
   Guarda la paperella sul tavolo. È affascinante l’accuratezza della riproduzione, nelle illusioni l’unica differenza rispetto all’originale sta nella faccia: non la solita neutra espressione ebete, ma una gran varietà di sentimenti, in quel caso lo stupore. Quella sopra la televisione invece sembra annoiata, altre due che se ne stanno sul ripiano lì a lato sono chiaramente terrorizzate, tanto che Davide si volta a controllare dietro di sé, giusto per sicurezza: tutto normale, sempre che si possa considerare normale la scia di paperelle che dal divano del salotto prosegue oltre la sua visuale lungo il corridoio verso la camera da letto. Si volta di nuovo e sbuffa mentre prova ad afferrare la paperella sul tavolo: le sue mani la attraversano e quella svanisce. Forse svanirebbero da sole dopo un po’ ma non riesce a starle a guardare senza fare niente, deve deve deve agire. A quelle nel corridoio penserà poi ma le tre rimaste in quella stanza non intende farle aspettare.
   Si alza di scatto dalla sedia, osserva distrattamente i troppi spazi vuoti sopra i pensili della cucina e poi abbassa gli occhi sul biancore dei pensili stessi, e accade di nuovo: ha le vertigini, gli sembra che la superficie dei pensili sia attraversata da piccole ondulazioni, come se ci fossero delle talpe che si spostano appena al di sotto. Si risiede pesantemente, e anche il legno grigio scuro del tavolo gli fa lo stesso effetto. Gli viene la nausea. Chiude gli occhi e respira lentamente e profondamente: inspiraaaa…… espiraaaa…… inspiraaaa…… espiraaaa…… La nausea se ne va e lui riapre gli occhi: tutto sembra ritornato alla normalità. Quegli strani effetti ottici e quelle vertigini probabilmente dovrebbero preoccuparlo più delle sparizioni, in fondo non si può escludere che siano sintomi di una qualche malattia dal nome lugubre. Ma le malattie dai nomi lugubri non solo non lo preoccupano, a volte le brama persino, cosa che forse non avrà mai il coraggio di confessare.
   Si alza di nuovo e raggiunge la televisione, fa per buttare giù la paperella lì sopra e quella svanisce, poi fa lo stesso alle due paperelle lì vicino e ne svanisce solo una, l’altra lo farà chissaquando ma lo farà. Ritorna a sedersi, più tardi andrà a controllare che la vera paperella sia al suo posto, non può che essere così naturalmente ma la teoria non riesce mai a rassicurarlo quanto la pratica. Ora vuole prendersi del tempo per venire a capo della storia delle sparizioni. In tv c’è un vecchio video con una Anneke così giovane e bella, chissà adesso com’è (Leaves, si ricorda, è il video di Leaves). Lascia il volume a zero e pensa a Ilaria, come gli succede sempre quando pensa a una qualsiasi altra donna, perché Ilaria è… Ilaria, non può farci niente, rimarrà sempre un filo a collegarlo a lei nonostante tutto. Anche pensare al silenzio gliela ricorda, visto che la predilezione di Davide per il silenzio è stata uno dei motivi accessori per cui lei se n’è andata.
   I primi a sparire erano stati i due peluches a forma di tucano che gli aveva regalato Ilaria: il giovedì sera della settimana precedente Davide si era buttato sul divano per rilassarsi un po’ e si era sùbito accorto che i tucani non c’erano. Nessuno a parte lui ha le chiavi di quella casa, perciò per prima cosa aveva provato a ricordare se li avesse spostati ma non gli risultava; comunque si era messo a cercare in giro, dapprima con una certa rilassatezza per poi a poco a poco giungere a livelli pericolosi di nervosismo e infine arrendersi abbracciato all’insensata speranza che “tanto prima o poi usciranno fuori!”. Da allora non li ha più rivisti. Poi aveva notato che fra le calamite attaccate allo sportello del frigo ne mancava una, quella che detesta e tiene lì solo per abitudine (e perché è un regalo): un Babbo Natale che brandisce una campanella e che in teoria dovrebbe lampeggiare in varie colorazioni ma non può farlo perché Davide gli ha tolto la batteria la prima volta che l’ha visto. Aveva pensato che fosse caduto, però da allora non l’ha più rivisto.
   Quella stessa sera aveva visto per la prima volta la superficie dello sportello del frigo ondulare, e il giorno seguente erano comparse le prime due paperelle (rattristate) vicino al portaombrelli. Ora lo sportello del frigo è vuoto, e non è rimasto quasi più niente sopra i pensili della cucina, né sopra la libreria. Se da un certo punto di vista la cosa non gli dispiace è perché per lui la casa è solo una tana, perciò ogni oggetto non strettamente necessario gli sembra superfluo. D’altra parte Ilaria è di parere opposto, perciò quasi tutto ciò che è sparito è un suo acquisto, qualcosa che gliela ricorda.
   L’unica spiegazione plausibile che aveva trovato per le sparizioni (dopo aver velocemente scartato i topi) era il sonnambulismo e per mettere alla prova quella teoria era ricorso a un vecchio trucco: la sera prima aveva cosparso di farina tutti i pavimenti della casa, andando a ritroso fino al proprio letto. Non era riuscito ad addormentarsi fino alle tre del mattino e quando si era svegliato tre ore dopo la sorpresa era stata amara: tutti i pavimenti erano puliti, e la farina era stata raccolta in un mucchio vicino all’ingresso. Inoltre dopo una breve perlustrazione si era accorto che da sopra la libreria era scomparso il Pinocchio ubriaco col boccale in mano. Se sono stati i topi vorrebbe proprio conoscerli. Ora, seduto lì e perso in sé, si rende conto di essere giunto a un punto in cui è costretto a ricorrere a un aiuto esterno ma sa già che farà di tutto per rimandare il più possibile un simile passo.
-Fanculo- esclama sbattendo il pugno sul tavolo, poi raddrizza la schiena, chiude gli occhi e percepisce il mal di testa che da un punto sùbito sopra la radice del naso ha cominciato a lanciare le sue ondate circolari.

Si alza ed esce dalla cucina. Si avvicina al divano e guarda la libreria, tutti quei libri dei quali ne avrà letti sì e no dieci… anzi nove e mezzo, tutti libri di Ilaria. Gli ha detto che non si è ancòra organizzata per portarli via, ma lui pensa che li usi come scusa per tornare lì, per rivederlo: la convivenza a volte aveva fatto rima con sofferenza ma riescono a passare del buon tempo assieme, è rimasta una certa complicità fra loro; e riesce ancòra a farla ridere, ed è bellissimo. I dorsi dei libri ondulano. Davide chiude gli occhi e si appoggia allo schienale del divano, conta fino a dieci e riapre gli occhi. Tutto a posto.
   Si gira verso destra e osserva la scia di paperelle. Gli rivolgono il sedere e sono disposte in modo che con dei passi corti le possa calpestare comodamente tutte. Prova una sincera ammirazione per la propria mente: quelle perfette illusioni proiettano persino un’ombra! Va bene, pensa, prendiamolo come un diversivo. Diversivo? Divertimento, quella è la parola, che c’entra il diversivo? Una mezza idea sta per illuminarlo ma il mal di testa provvede a spegnerla sul nascere.
   Parte. Destro (la paperella sparisce) – sinistro (sparisce) – destro (rimane) – sinistro (sparisce) – destro (rimane) – sinistro (sparisce) – destro (sparisce) – sin…

quiiiiii…

Fa un salto

…-quòu?
comicamente simile a quello di una lepre: mentre è ancòra in aria si gira e atterra ruotato di novanta gradi verso sinistra, perché nel primissimo istante il suo orecchio non è riuscito a localizzare il punto di provenienza del suono. Tutte le paperelle spariscono tranne una più avanti, di fronte alla porta del bagno, e quella che ha appena calpestato. Sembra vera. Ha la strana impressione che il suono del rigonfiamento sia stato leggermente sbagliato, come se contenesse una domanda.
   Si piega sulle ginocchia e prova a raccoglierla. Ci riesce e il suo cuore batte un unico TUM! più forte in mezzo alla regolarità degli altri. Si rialza lentamente. Prova a verificare

quii-quii-quii

con circospezione la realtà dell’oggetto che ha fra le mani, poi ne osserva l’espressione: ebete, ma con una benda nera sull’occhio sinistro. Una paperella pirata? Il suo cuore accelera, e quando se ne rende conto accelera ancòra di più, si rende anche conto che sta sudando nelle solite zone -fronte, inguine, dietro le ginocchia, ascelle ovviamente, l’attaccatura della mascella al collo, e le mani, soprattutto le mani- in cui suda quando è sotto stress, e così la sudorazione aumenta, e poi c’è il mal di testa giunto al punto in cui in pratica riesce a sentire le ondate frangersi contro il cranio e in cui compaiono appena dietro gli occhi come delle piccole e spietate sfere di dolore, e in mezzo a tutto questo un brivido che, partito appena sopra al culo, in un amen gli risale la spina dorsale fino alla nuca e si ramifica e gli riempie la parte alta della schiena come uno spettacolo di fuochi artificiali.
   Guarda nel corridoio ma solo per un attimo, giusto il tempo di appurare che anche l’ultima paperella finta è sparita. Non ha intenzione di controllare se nell’armadietto del bagno c’è o no la paperella originale, perché in ogni caso la paperella che ha in mano e che non dovrebbe essere lì è un elemento sufficiente per ritenere qualunque situazione ugualmente sconcertante. Sente che la febbre gli sta salendo. Sulla schiena ha un formicaio impazzito di brividi, gli sembra che la faccia gli stia andando a fuoco e tutta la stanchezza che la doccia gli ha lavato via dalle gambe è ritornata con gli interessi. La scelta che compie è una sua specialità: rimandare. Sono passate da un po’ le dieci e non ha ancòra cenato: decide di limitarsi a qualche avanzo di affettato e poi di andare sùbito a letto (quel letto troppo grande), domani è domenica e ne approfitterà per dormire il più a lungo possibile, il giardino se ne farà una ragione. Getta la paperella pirata oltre lo schienale del divano ed entra in cucina. Ora in tv c’è di nuovo quella tal Lady Gaga, che avrà pure le sue qualità ma che fisicamente è fatta proprio male. Guarda distrattamente lo sportello del frigo così vuoto e si butta sulla sedia lì di fronte, frastornato e avvilito e sudato. Ha il tempo di rendersi conto di aver dimenticato il cellulare in bagno, poi viene sconfitto dal sonno.

   A un certo punto ritorna un po’ in sé e percepisce la superficie del tavolo contro la fronte -un contatto umido di sudore- e il dolore nei muscoli del collo -deve essere passato un bel po’ di tempo. Sa che dovrebbe alzarsi eppure non riesce nemmeno ad aprire gli occhi, sperimenta un’impotenza che non è quella dei sogni perché è ben conscio di ogni parte del suo corpo ma è come se gli impulsi che si ostina a inviare dal cervello andassero perduti appena prima di raggiungere la meta. Si lascia sconfiggere di nuovo senza opporre una vera resistenza.
   Al successivo quasi-risveglio un’ombra lo convince ad aprire gli occhi almeno per metà: qualcuno (lui stesso, per forza, altrimenti chi altri?) ha spento la tv e al centro del tavolo c’è un ippopotamo rosa, quell’ippopotamo di gesso che fino a due-tre giorni prima non si era mai mosso da sopra la libreria, e che ora lo sta fissando -ma di questo non è sicuro. Non sa cosa pensare -la febbre e tutto il resto non fanno bene alla lucidità. Scommette sull’irrealtà di ciò che crede di aver visto e un’altra volta si arrende.

Quando si risveglia davvero è seduto sul divano. Quel divano giallo è stato testimone e complice di molte attività scabrose, al termine delle quali spesso Ilaria diceva Guarda il divano, è diventato tutto rosso! (lei si diverte proprio a umanizzare le cose), ma una situazione come questa non se la sarebbe mai potuta immaginare. Qualcuno (o qualcosa) ha girato il divano, così Davide è proprio di fronte alla porta spalancata della cucina. Riesce a muovere solo la testa. Si sono organizzati bene: a tenerlo lì ci sono un granchio, due tucani e un gorilla.
   Il granchio sul pavimento è enorme e variopinto e con le chele gli tiene bloccate le gambe contro il divano: è fatto di lego, assemblati senza badare troppo alle questioni cromatiche. Non poteva essersi accorto della scomparsa dei lego perché sono tutti in una scatola dentro al guardaroba. Beh, non più tutti a quanto pare. Davide ha le gambe addormentate ed è sicuro di avere i piedi solo perché li vede: il granchio ci mette tanto impegno.
   I due tucani invece si occupano delle braccia. Il braccio destro è immobilizzato da una splendida riproduzione di un tucano, con tutte le cose al posto giusto: l’elegante corpo nero, la macchia bianca sul davanti del collo, gli occhi blu, e naturalmente l’iconico beccone arancio con quella specie di fumetto nero vicino alla punta. Lui infatti lo chiama l’Unico-E-Vero, in contrapposizione all’altro (il Falsario e/o l’Intruso) che invece del tucano ha ben poco, se non nulla. Non è mai riuscito a farsi dire -seriamente- da Ilaria dove l’abbia comprato, né perché si ostini a spacciarlo per tucano nonostante l’evidenza dica il contario: è tutto di un grigetto smorto e il becco è sì grande, ma troppo sottile. E poi quegli occhi! Dev’essere l’unico peluche al mondo con gli occhi rovesciati a mostrare il bianco, almeno lo spera. Sembra in trance. I due peluches stanno di peso sulle sue mani, e col becco aperto trattengono le sue braccia distese sui fianchi. Sono morbidi ma altrettanto efficaci del duro granchio, e ovviamente non è affatto normale che abbiano il becco aperto. Davide è stordito dall’assurdità di quello che gli sta succedendo.
   Il gorilla è di plastica, indossa il suo solito paio di boxer rossi con una fantasia di banane e dovrebbe stare in piedi sopra la libreria, vicino alla finestra, invece eccolo lì con le zampe posteriori sulle cosce di Davide e le mani a costringergli il petto, la testa abbassata come se stesse compiendo un grande sforzo. Ci sono altre due presenze, sedute sullo schienale del divano: a destra nientemeno che Supermario, evaso dalla solitudine su cui regna(va) –in piedi– sopra il frigo; a sinistra il Pinocchio ubriaco col boccale in mano. Sembrano entrambi annoiati.
   Forse non ha più la febbre ma è ancòra sudato e ha ancòra i brividi che si rincorrono lungo la schiena, e non ha più mal di testa ma i suoi pensieri procedono ancòra a rilento attorcigliandosi tra loro come serpenti nel nido. Si accorge che il tratto di pavimento fra il granchio e il tavolo della cucina è attraversato dalle ondulazioni. Oh no, ancòra. Sopra il tavolo ecco l’ippopotamo rosa che, ora ne è sicuro, lo sta fissando con disprezzo, e lì a fianco pure la superficie del tavolo ondula. Il cuore di Davide accelera ma non in maniera significativa. Poi accanto all’ippopotamo compare il Babbo Natale, anzi è meglio dire che si rende visibile, e Davide è costretto a scartare l’ipotesi di una malattia dal nome lugubre. Dal bianco screziato di un grigio tenue delle piastrelle del pavimento si rende visibile uno schieramento di soldatini. Queste cose maledette si mimetizzano come i camaleonti! Altro che ondulazioni! Aveva rimosso il ricordo dei soldatini di suo nonno paterno, che chissà perché si era deciso di rifilare a lui, e ora eccolì lì tutti belli ordinati in file da quindici. Se non sono mille poco ci manca, però non tutti giallo piscio -definizione certo imprecisa che ha appena ritrovato intatta dall’infanzia- perché le ultime file sono formate da soldatini intrusi di un altro genere, un po’ più grandi e colorati: giubba rossa con fasce bianche incrociate, e pantaloni blu. E quelli da dove diavolo sono arrivati?

   Il Babbo Natale comincia a lampeggiare: gli si illuminano la pancia e la parte inferiore della faccia -dal bianco al rosa al rosso smorto al viola al blu elettrico al verde chiaro al giallo e poi al bianco e così via. Non puoi farlo, sei senza batteria! Ma non è certo quella la cosa più strana a cui sta assistendo. Ha il tempo di riflettere sul tipo di silenzio in cui sono immersi: l’unico suono che gli arriva dall’interno, a parte le pulsazioni cardiache e quelle delocalizzate, è il ronzio discreto del frigo, mentre dall’esterno non gli arriva niente. Anche senza l’indizio che il lieve fastidio alla vescica gli offre sarebbe comunque in grado di stabilire con buona approssimazione che sono le due-tre del mattino. Poi -probabilmente è sveglio da non più di due minuti- il Babbo Natale suona

dlen!-dlen!-dlen!

la campanella, e Davide sobbalzerebbe per la sorpresa se potesse. Quella campanella non dovrebbe poter suonare, invece lui ha addirittura visto il batacchio-che-batacchia (come direbbe Ilaria), anche se in quel movimento c’era qualcosa di strano che però ha compreso solo dopo aver visto muoversi i soldatini: al suono della campanella l’esercito si lancia all’attacco, non in maniera ordinata ma piuttosto come farebbe un’orda di orchi, o una folla americana all’apertura dei saldi in un centro commerciale -che sono più o meno la stessa cosa. Fra loro i soldatini si ostacolano, si spintonano, si calpestano -tutto nel più completo silenzio. I loro però non sono veri movimenti, non c’è continuità: Davide vede come un velocissimo susseguirsi di fotogrammi. Fotogramma dopo fotogramma l’orda si avvicina sempre più, i soldatini si arrampicano sul granchio, qualcuno cade giù e sùbito si rialza, dal granchio qualcuno riesce a saltare sulle ginocchia mentre altri scalano le gambe aiutandosi –ahia– coi peli, poi dalle cosce tutti si lanciano sul gorilla e quando l’orda finalmente si ferma ha ricoperto completamente il gorilla, le cosce di Davide e il granchio, qualche soldatino non ha trovato spazio ed è rimasto sul pavimento, mentre l’avanguardia è distante un solo saltino dalla bocca di Davide, i cui pensieri durante quell’assalto sono rimasti impantanati nella paura. Quell’avanzare per fotogrammi è troppo sbagliato, troppo alieno, fa male agli occhi e al cervello e –ridatemi le paperelle mi vanno bene le paperelle anche tutta la vita– ricorda troppo un incubo, anzi come dovrebbe essere un incubo, però le sensazioni concrete che percepisce -quelle cose addosso, il sudore, l’odore del sudore, la vescica che cerca di farsi notare, lo stomaco che brontola- non gli lasciano scampo: quella è la realtà, e se nella realtà può succedere ciò che gli sta succedendo, allora… Si costringe a non chiudere il ragionamento, e lo spazio mentale che ha così ricavato è sùbito riempito da due domande: perché hanno aspettato che mi svegliassi? cosa vogliono farmi?

Si accorge che il suo corpo ha reagito in maniera autonoma: ha la testa voltata verso destra, la bocca fuori della portata dell’orda. Il Babbo Natale pone fine

dlen!-dlen!-dlen!

a quella breve pausa. Supermario, fotogramma dopo fotogramma, si alza in piedi e gli si avvicina camminando sul crinale del divano, gli passa dietro la testa e gliela abbraccia all’altezza della fronte, poi senza tanti complimenti lo riporta a guardare dritto davanti a sé, a guardare quel maledetto Babbo Natale che continua a illuminarsi -sembra che si diverta un mondo. Ora Davide è completamente immobilizzato -è incredibile quanta forza abbiano quelle piccole cose. Con la coda dell’occhio vede avvicinarsi il Pinocchio, che lancia il boccale in terra, e il boccale di legno con un rumore di vetri infranti va in mille pezzi. Ma cosa vogliono? Io la bocca non la apro, non esiste proprio! È arrivato al punto in cui si può dire che ha il cuore in gola, e in mezzo al battito accelerato ci sono quei colpi più forti che sembra lo stiano per spaccare, il cuore:

…tum-tum-tum-tum-TUM-tum-tum-tum-tum-tum-TUM-tum-tum-tum-TUM-tum-tum-tum-tum-TUM-tum-tum…

Una voce di dubbia provenienza dice:
-“La Terra è piatta”-
e Davide coglie un movimento sospetto alla sua sinistra. La voce è una grottesca storpiatura di quella di un bambino, una di quelle vocette fastidiose che usano i ventriloqui per i loro pupazzi, qualcuno -l’ippopotamo? è quello il suo còmpito?- sta mettendo in bocca al Pinocchio parole che… no dài non ci credo, avrò visto male.
-“Due più due fa cinque”-
La punta del naso del Pinocchio si insinua un buon centimentro dentro l’orecchio sinistro di Davide. Nononono non scherziamo nonono ti prego…
-“Gli asini volano”-
Il naso del Pinocchio si allunga ancòra e sfonda il timpano di Davide, che lancia un urlo, più per la sorpresa che per il dolore, un urlo che sente solo dalla destra mentre da sinistra gli arriva una specie di fischio continuo a basso volume. Un pensiero veloce come uno sparo –Non sporcatemi di sangue l’ultima maglietta del Brescia ancòra intera!– gli attraversa la mente per poi lasciare spazio a qualcosa di più importante: i soldatini più vicini hanno approfittato del momento dell’urlo per saltargli in bocca e tenergliela aperta. Adesso l’orda si sta lanciando attraverso la bocca e Davide non può evitare di associare l’assalto all’immagine degli spermatozoi alla ricerca dell’ovulo. Ma dove vogliono andare? La paura di soffocare è uno dei suoi incubi peggiori, perciò è l’ipotesi che vogliano ostruirgli la gola la prima che gli viene in mente. Dura poco in primo piano però, andandosi sùbito a confondere assieme a tante altre dentro a quella pioggia incrociata di pensieri cadenti che è il suo attuale stato di terrore. Ha sempre di fronte lo spettacolo del Babbo Natale che si illumina, e gli sembra che la velocità con la quale cambia il colore della luce sia aumentata, ma chissà se è davvero così. Fra le altre cose pensa anche che forse farebbe meglio a svenire ma non sa se è possibile farlo a comando, né sa in realtà come sia, svenire, non gli è mai successo. Il suo cuore non è mai stato così vicino all’infarto:

…tumtumtumtumTUM tumtumTUMtumtumtumTUMtumTUMtumtumTUMTUMtumtumtum…

Per fortuna non vanno verso la gola. Sente dei pizzichi in una zona nei pressi del palato che nemmeno immaginava di avere, poi i pizzichi diventano punture deboli e rarefatte, poi diventano decise e diffuse, poi diventano feroci, poi sente che i soldatini cominciano a lacerare.
   Sta piangendo e non sa quando ha cominciato a farlo. Ora ha l’impressione che i soldatini lo stiano mordendo e sale a un altro livello di terrore: non riesce più a ragionare, riesce solo a starsene lì a farsi bombardare da ipotesi di ogni tipo -e non è in grado di distinguere quelle realistiche, ammesso che ce ne siano, da quelle più assurde- e a pregare e a maledire -non sa nemmeno Cosa o Chi. Non crede che si possa essere più terrorizzati di così, poi però il ventriloquo parla di nuovo -qualcosa che riguarda “un triangolo”- e la vescica di Davide lo tradisce. Sente il naso del Pinocchio allungarsi ancòra fino a perforargli il cervello: non ha mai sperimentato prima un dolore così intenso ma dura solo un attimo. Poi il nulla.
 
 

   Ritorna in sé, in qualche modo. Non vede nulla, non sente nulla, né fischi né dolore, gli sembra di essere nulla. Poi cade: gli sembra di cadere contemporaneamente in sei direzioni diverse. O forse in otto. Finalmente si ferma e apre gli occhi -potrebbe giurare di non avere gli occhi, eppure li apre. Ora è di nuovo in salotto, vicino al divano ma in aria, appena al di sotto del soffitto. Da lassù vede il proprio corpo, ancòra seduto sul divano: quelle cose lo hanno liberato e ora stanno tutte ammassate di fronte a esso. Mi avete ucciso e ora siete contente eh? Il suo corpo però ha gli occhi aperti e dentro di essi si intravede una qualche forma di intelligenza, o almeno di coscienza di sé. Non è possibile! Il corpo lentamente si alza in piedi, fotogramma dopo fotogramma.

No! Non ingannerete nessuno così, vi scopriranno, ci po…

   Cade di nuovo nelle stesse otto direzioni -o forse non sono le stesse. Si ferma, riapre gli occhi che non ha e capisce immediatamente dove si trova, e quando. Al tavolino all’aperto là in basso stanno seduti lui e Ilaria, ricorda la data e anche l’ora della sera, ricorda il luogo ovviamente, ricorda l’odore dell’asfalto che rilascia il calore accumulato durante il giorno, e ricorda anche il tavolino che traballa un poco. Ci sono dei momenti che risaltano in mezzo a tutti gli altri, dei momenti in cui sembra che la realtà sia più… reale, non riesce a esprimerlo meglio di così, e quello è stato il momento più reale che abbia mai vissuto. La loro storia non è durata poi così tanto ma nemmeno così poco e forse si può dire che non è nemmeno finita, perciò ci sono stati parecchi momenti migliori di quello -in molti sensi diversi. Ma quello lì…

Lei sta per dire “Mi guardi in un modo…” e lui le risponderà “Perché non ti sei vista te…” -e in quello scambio stanno le sorgenti di tutto ciò che di buono arriverà dopo- e glielo dirà perché è proprio così, dallo sguardo di lei Davide ha già capìto tutto, forse persino cose che nemmeno lei ha ancòra capìto. Quello sguardo è così reale che Davide ha paura non solo che gli scoppi il cuore, ha paura di scoppiare lui stesso, di non riuscire a contenere tutta quella realtà, quello sguardo

è il Sovrabbondante,

è l’Insperato,

è ciò che non hai nemmeno il coraggio di chiedere, anzi è ciò che nemmeno immagini si possa chiedere.

   E ora lui è di nuovo lì, anzi è sia là sotto che lassù, e Ilaria è così bella mentre sta per dirgli “Mi guardi in un modo…” e lui non si ricorda se le ha risposto “Perché non ti sei vista te…” o se non ne ha avuto il coraggio, ma in fondo che importa, il dopo appartiene all’illusione mentre invece quel momento è il più reale che abbia mai vissuto, e lui sospetta che esistano esseri umani che non hanno mai vissuto di quei momenti così

reali,

come per esempio quel ragazzo là sotto, se ne sta lì di fronte a Ilaria e se è chiaro anche da lassù ciò che lo sguardo di lei esprime, è altrettanto chiaro che il ragazzo non ha capìto, non si sente affatto scoppiare, non sente di essere incapace di contenere tutta quella

realtà,

mentre invece lui conosce bene quella sensazione, la voce che trema un poco come se la verità -ciò che senti davvero, ciò che è davvero importante per te- ti facesse vibrare mentre ti attraversa, ti facesse suonare accordandoti a una melodia inesprimibile con la ragione, la conosce bene anche se non saprebbe più riconoscersi allo specchio, anche se non si ricorda più come si chiama. Ma non è importante, l’importante è che si ricorda di Ilaria, e come potrebbe dimenticarla se è ciò che di meglio ha avuto, se è l’unica cosa

reale

che ha avuto, senza aver immaginato che fosse possibile, la grazia regalatagli del Sovrabbondante, dell’Insperato, un po’ come il meraviglioso sguardo di quella ragazza là sotto -di cui non ricorda il nome, anche se è quasi sicuro che cominci con la kappa- che forse non si rende conto di quanto è rivelatore, di quanto saprebbe far vibrare chi lo riceve, che sia un essere umano

o chissà cosa,

un groviglio di pulsioni forse, o un insieme di idee, o un groviglio di pulsioni e idee altrui forse, persino esso vibrerebbe se fosse esposto alla realtà di uno sguardo rivelatore enorme come quello lì di fronte, uno sguardo sempre più distante ma sempre più enorme, talmente enorme e

reale

che è grande quanto il mondo, anzi contiene il mondo, anzi contiene tutto l’universo perché solo dentro il Sovrabbondante può esserci

la realtà,

solo dentro l’Insperato si può perdere la propria forma per ri-trovarsi ovunque, e così

come sempre

l’universo accoglie ciò che gli è sempre appartenuto, ciò che sempre gli sfuggirà, ciò che sempre vibrerà, ciò che sempre è immobile,

e dell’osservatore distratto rimane solo il ricordo di rarefatti grovigli di nostalgia, che continuano a disgrovigliarsi e srotolarsi e distanziarsi rimanendo uniti -parti inseparabili dell’Unica Linea che si svolge via via che procede

l’eterna Espirazione,

e sempre giunge il culmine dell’espansione, e sempre procede

l’eterna Inspirazione,

sempre l’Unica Linea si aggroviglia e si compatta ritornando giovane, al tempo eterno in cui le sue anse e le sue svolte sono culle di infiniti contatti fra punti, che vibrano, che fremono, che a vicenda si completano e si desiderano e si amano e quando sembrano lontani si rimpiangono e si cercano, e sempre si rimpiangeranno e sempre si cercheranno e, se si ritroveranno, allora si riconosceranno e accoglieranno di nuovo la vibrazione a cui appartengono, e sembrerà loro di essere sul punto di  scoppiare, che la realtà sia sul punto di scoppiare, perché solo a queste condizioni

la realtà è.


Attenzione!!!!

BD ha appena trovato una paperella in casa!!!

E nel cuore della notte… guarda un po’? É pure minacciosa! Colpa tua! (foto di BD)

CI SONO:

ALEMARCOTTI
ADRIANO
SILVIA
GIANNID
TONY PASTEL
ANDREAM2016
ANTARTICA
RAFFA
SILVIATICO
DEBOROH SENSITIVESON
VIKTOR SPIDER
LA PASTEL GRIS
ILNOIRE
BD
ALESSANDRO GIANESINI
KIKKAKONEKKA
ALIDADA
GRAVANTES
YLENIAELY
SARA PROVASI
ROBERT C DAY
CARASSIUS AURATUS
ARCADIO LUME
EVAPORATA
MALINCONICA SORRIDENTE

ANONIMA/O
e, per gentile intercessione di Silvia (“Ok supergirl con i suoi ha detto che ci sta!”), loro:

VINCEREMO!

e

VINECEREMOLO!

(Remo ha detto che non può più)
– incitazione di Adriano

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Campagna di reclutamento!

TUTTO ACCADE
E COSÌ DEL NULLA.

endorsum

ALLARME!
Gli ultracorpi si sono infiltrati subdolamente in Lenny! Sì! Hanno preso le tastiere e ZAC! si sono infilati! Lo potete vedere QUI!

Riparte la campagna di reclutamento!

CERCHIAMO CHI HA CORAGGIO. ALMENO QUANTO UN DOGANIERE SVIZZERO! (immagine da qui)

LA PRONTA RISPOSTA DI MALINCONICA SORRIDENTE!

e guerra sia agli Ultracorpi della Endo….!!!

Io propongo il mio supereroe preferito, cuor di Leone, vinceremo….forse

Disegno di Paola Pioletti

NON STAREMO SOLO A GUARDAREPENSARE, STUDIARE E RACCONTARCELA, NO!
UNITEVI A NOI!

VINCEREMOLO!

(Remo ha detto che non può più) – by Adriano


CI SONO:

ALEMARCOTTI
ADRIANO
SILVIA
GIANNID
TONY PASTEL
ANDREAM2016
ANTARTICA
RAFFA
SILVIATICO
DEBOROH SENSITIVESON
VIKTOR SPIDER
LA PASTEL GRIS
ILNOIRE
BD
ALESSANDRO GIANESINI
KIKKAKONEKKA
ALIDADA
GRAVANTES
YLENIAELY
SARA PROVASI
ROBERT C DAY
CARASSIUS AURATUS
ARCADIO LUME
EVAPORATA
MALINCONICA SORRIDENTE

e, per gentile intercessione di Silvia (“Ok supergirl con i suoi ha detto che ci sta!”), loro:
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Tutte le fini (Story-Lenny!)

Bulb Boy (immagine presa da qui)
Ci siamo, le fini son giunte…
Sono tante e bellissime!!!
Ognuno può scegliere la propria, quella che sente più vicina.
Io le amo tutte-tutte e ringrazio chi ha partecipato a questa avventura!
Presto produrrò la resa ultima dello Story-Lenny, nel frattempo buone letture!
(Non c’è una data di scadenza, i finali sono aggiungibili, per chi desiderasse proporne altri.)
Buon divertimento!

(STORY-LENNY CONTINUA A ESSERE UN TESTO MANIPOLABILE DAL LETTORE, SIA NELLA SINGOLA PUNTATA CHE NELLA TRAMA COMPLESSIVA, A PIACERE.)

BREVE RIASSUNTO
Il Narratore irrompe nella quotidianità di un suo personaggio: Cara. Considerandola una propria creatura, assume l’atteggiamento di un Creatore Onnipotente. Cara reagisce e resiste, ha una vita e in essa è presente Lenny.
Il Narratore, invaghito, alterna seduzione e irrispettoso interventismo per costringerla a lasciare Lenny e dedicarsi a lui soltanto.
Lenny ha però raggiunto la maturità dell’eroe e, con uno stratagemma, va a riprendersi Cara, portandola via dall’appartamento.
Il Narratore resta in casa di Cara solo e sconsolato.


Ringrazio (in ordine di apparizione) brunonavoni, Yleniaely, andream2016, Ettore Massarese (fu Franz), raccoltaedifferenziata, Nonna Pitilla, Marco, Sara Provasi, Adriano, Alidada, eleonorabergonti, Evaporata, Giuseppe La Mura, ArcadioLume, Alessandro Gianesini, ivano f !!!


I FINALI POSSIBILI

Finale A

gioco di specchi in cui anche il narratore è narrato…

ArcadioLume (ore 15:30 del 27/9/2021)

Finale B

Silenzio. Poi un canto in lontananza che si avvicina sempre di più alla porta. Odore di incenso e fumo provenire dalla fessura sotto la porta.

Chi è? Quali personaggi staranno arrivando e a chi farò fare il MIO racconto?

Non distinguo bene le parole ma sembrano in una lingua strana, forse antica. Latino. Sembra latino. Non ne sono sicuro, ma delle lingue che conosco, questa non mi risulta familiare. Ci sarà sempre tempo per indagare, o per farmelo dire.

Ancora silenzio.

I passi, che prima si udivano sotto il canto di tante voci, si sono fermati improvvisamente insieme ad esso. Passano secondi interminabili, rotti soltanto dal movimento della maniglia della porta con un cigolio familiare.

La porta si apre piano con movimento diffidente. Una donna non più giovane ma vestita elegante entra dentro per vedere chi ci possa essere dentro l’appartamento.

È Jane Fonda.

Si ferma al centro della stanza muovendo la testa in ogni angolo per scrutare il posto dov’è entrata, domandandosi cosa ci facesse lì e perché. Non mi sembra vero che sia lei, e controllo e ricontrollo per vedere se sia vera o è solo una mia allucinazione dovuta alla mancanza di colei che c’era prima.

La guardo ancora a mia volta. Non ho più dubbi.

Ciao, cara…

Adriano (ore 17:30 del 27/9/2021) – Piace a ivano f

Finale C

Un asteroide colpisce il mondo e muoiono tutti.

Alessandro Gianesini (ore 6:30 del 28/9/2021) – Piace a Tony Pastel

Finale D

Cara mentre si trova ad una festa al ristorante insieme alle sue amiche, intravede Lenny in compagnia di un’altra ragazza e con grande tristezza, si rende conto che lui la tradisce. Cara ferita nei suoi sentimenti, scoppia in lacrime e si allontana in auto lasciando il locale e rientra a casa. Si dirige tremante verso la sua camera e si butta sul letto piangendo a dirotto. Il narratore, nel frattempo lontano da casa, percepisce il dolore di Cara e decide, mosso dai suoi sentimenti nei confronti della ragazza, di ritornare da lei e si materializza nuovamente a casa di Cara.

Nuovamente al suo fianco, resta in silenzio per osservarla, non sopporta di vederla piangere .

« Mia Cara sono tornato da te. Sapevo che Lenny non era sincero nei tuoi confronti… l’ho sempre saputo, è per questo che cercavo di allontanarti da lui, ma tu ingenua e innamorata com’eri, non te ne rendevi conto. Il mio amore per te è più forte del rancore, non ti abbandonerò mai a differenza di Lenny…»

Cara riconosce quella voce così profonda e calda, autoritaria ma accogliente, si volta di scatto. Il narratore è nuovamente al suo fianco.

« Sei tornato… dopo tutto quello che ti ho fatto senti ancora dei sentimenti per me…» sussurra in un filo di voce roca dal pianto.

« Non ho il coraggio di abbandonarti, ti amo perdutamente nonostante tutto e se mi permetti un consiglio, non devi piangere per Lenny, non merita le tue lacrime. Avanti, ora riprenditi e guarda verso il futuro, hai tutta una vita davanti, non permettere a delle persone false, di spegnere la tua luce meravigliosa! »

Quelle parole così cariche di affetto ma severe al contempo, scuotono Cara nel profondo. Come presa da una nuova carica di vitalità, si alza dal letto, ha gli occhi ancora arrossati dalle lacrime, è bellissima, pensa il narratore.

« Non pensavo che provassi ancora dei sentimenti per me, io che ti ho sempre ignorato e mi ostinavo a stare fra le braccia di un uomo che non mi ha mai amata… mentre rientravo a casa pensavo a te che non eri più al mio fianco e che, probabilmente, ti avevo perso per sempre…» Cara abbassa lo sguardo, le lacrime colmano ancora una volta i suoi occhi, avrebbe voluto buttarsi fra le sue braccia per consolarla, ma non può poiché lui è un essere immateriale.

« Narratore… perdonami per tutto ciò che ti ho fatto… solo ora mi sto rendendo conto che ti ho sempre amato, ma accecata com’ero dai miei sentimenti per Lenny, non l’avevo mai capito. Non voglio più mentire, ho sofferto molto la tua lunga assenza, era come se un vuoto si fosse formato nella mia anima, era la nostalgia… mi sono resa conto che senza di te non posso vivere…» Cara solleva il viso rigato dalle lacrime come per guardare negli occhi il suo interlocutore, pur sapendo che non è possibile.

« Cara… le tue parole mi lasciano senza fiato… purtroppo la vita ci è avversa e il destino ha voluto che io fossi un essere immateriale, un Ultracorpo, così come viene chiamata la nostra specie, la nostra relazione a livello fisico è impossibile. Ma potrò stare al tuo fianco sempre e comunque. Vivo in te, nella tua mente e questo mi permette di viverti ogni attimo. »

Cara stringe le braccia attorno al suo corpo come per simulare un abbraccio. È così che Cara e il narratore sono diventati inseparabili.

Yleniaely (ore 21:15 del 28/9/2021) – Piace a unallegropessimista

Finale E

Caro?

– Non c’è nessun caro .

Questo lo decido io.

– E tu chi saresti?

Indovina. Ti aiuto, fa’ attenzione.
Risate dal pianerottolo. Sul pavimento della stanza imballi sballàti. Mai sottovalutare un imballo. Il mistero, le potenzialità. Soprattutto in un Finale poi.

– Non può esserci un Finale adesso, lascio una porta aperta nel caso che Cara…

SBAM! Non tornerà, Caro. Il tuo sguardo appassionato ma limitato ha escluso certi amici di Cara e Lenny, ed eccomi qua.

– Io non ti vedo.

Lo so.
Caro crede ancora di essere un Narratore. Si sforza ma non capisce cosa è successo. Non può farlo perché è legato alle sue consuetudini narrative. Inutili.
Ero in quell’imballo, Caro. Ero ma non ero. Ora però sono.

– Ho mal di testa.

Lo so, Caro. Poi ti passa.

– Non ti ho vista uscire dall’imballo.

Indosso un muta integrale a specchio, Caro. Ma già non sono più qui, non più di quanto sia là.
Questo Caro lo capisce, ma ci sono dei passaggi troppo ostici per lui. Ha bisogno di logica. Della sua. Si sente perduto. Lo è.

– Ma cosa vuoi?

Voglio solo guardarti, Caro. Amarti da lontano, amare te e tutti i tuoi atteggiamenti e i tuoi piccoli vizi. Ti sentirai forse un po’ meno libero, ma la tua Narratrice si prenderà cura di te e ti regalerà un corpo giovane e prestante.
Caro sorride fra sé a quel pensiero, già pregustando momenti di estasi.

– Oh non cominciamo eh!

Ssst! Lascia fare a me.

ivano f (ore 2:30 del 29/9/2021) – Piace a silvia e ad alemarcotti

Finale F

VOCE FUORI CAMPO

“Il Narratore, nel buio d’una notte illuminata dalla luna, lasciò che Lenny fissasse la sua immagine riflessa nello specchio e in quel preciso istante Lenny intuì che il riflesso di Narratore non era altro che il suo Ego. Capì che Narratore mai si sarebbe sottomesso a nessuna rinuncia. Sfrontato, arrogante, sfacciato, con tutti e soprattutto con Cara di cui voleva possederne il corpo.

Lenny pensò subito a Cara e avrebbe voluto in quell’istante dirle tutto per metterla in guardia. Ma come avrebbe reagito Cara? Già, Lenny immaginava che a Cara sarebbe piaciuta una situazione misteriosa e intrigante, sarebbe andata fino in fondo per capire se il desiderio nascosto di Narratore, che pulsava nel suo Ego e nelle sue mutande, fosse per amore o soltanto per un desiderio carnale. Si ma perché, si sarebbe chiesta Lei? Cara era forse bella, interessante, intrigante a tal punto da scatenare la passione in quell’Ego così spudoratamente sfrontato? E allora Jane Fonda era interessante quanto Lei o soltanto una banale tattica utilizzata da Narratore per farla Ingelosire?

Lenny conosceva bene Cara, il suo interesse verso gli uomini così spavaldi, conosceva i suoi pensieri, le sue voglie, le pulsioni più recondite.

Lenny guardò Narratore e poi si guardò anche lui allo specchio. Ma vide la stessa immagine, quella di un uomo sottomesso, senza particolari pulsioni, senza interesse verso il piacere estremo e il godimento della carne e dello spirito. Lenny, ammise allo specchio guardando l’Ego di Narratore, che Lui non era così. E, in questo scontro con l’immagine di Narratore, a Lenny venne un’intuizione. Era forse il figlio dell’Ultracorpo? Il figlio nascosto dell’Ego, di Narratore?  Il figlio della colpa?

Lenny da quell’istante non ebbe più pace e capì che questa storia, l’intreccio con Cara, di Narratore, il suo Ego ultracorpale, sarebbe durata in eterno, non avrebbe mai avuto la parole fine. Oppure era soltanto un sogno, un’elucubrazione onirica da cui prima o poi si sarebbe svegliato?”

Giuseppe La Mura (ore 17:00 del 29/9/2021)

STORY-LENNY è un gioco di trame. Ecco qualche informazione in più QUI.

Si può giocare in diversi modi:

  1. Contributi interni alla singola puntata (comunque autoconclusiva);
  2. contributi di stravolgimento della trama complessiva;
  3. contributi esterni a piacere.

Per chi vuol cercare il pelo nell’uovo ammetto che sì, camuffate vi sono alcune pubblicità occulte… trovatele se ne siete capaci!
Ricordo mestamente che a chi tocca non s’ingrugna e che i botta e risposta sono leciti, anzi sono i benvenuti.
Da oggi è possibile attaccare trame a quelle altrui! Anche nelle puntate precedenti.

Poi ci sono i super supporti HARD e DIVERSAMENTEHARD alla trama, i divertenti Extra-Lenny 1, Extra-Lenny 2 e Extra-Lenny 4 e Extra-Lenny 5 di Andream2016 e l’Extra-Lenny 3 di Sara Provasi – Ma anche Film-Lenny, da un’idea di eleonorabergonti – (Grazie a tutti!)


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Bollettino Osservatorio Invasione Ultracorpi – N° 11/2021

TUTTO ACCADE
E COSÌ DEL NULLA.

endorsum

1

L’ATTIVITÀ DELL’OSSERVATORIO È COMUNQUE INARRESTABILE:
MALINCONICA SORRIDENTE HA FILMATO UNA RARA MANIFESTAZIONE MOTORIA DA PARTE DI APPARENTEMENTE INNOCUI MINI ULTRACORPI DOMESTICI BIDIMENSIONALI;

DB HA INDIVIDUATO UN ULTRACORPO DOMESTICO ESPERTO IN TATTICHE PERSUASIVE;

ALIDADA CONTINUA IMPERTERRITA A CERCARE SUL TERRITORIO TRACCE DI PRESENZA, SIA PUR CAMUFFATE DA OPERE D’ARTE;
EVAPORATA REGISTRA FOTOGRAFICAMENTE FORME DI COMUNICAZIONE A NOI IGNOTE.

2

IL TECHLAB DI ADRIANO HA INDIVIDUATO E TRASCRITTO UN MESSAGGIO ALL’INTERNO DI UN VIDEO MUSICALE, PER LA TRADUZIONE ATTENDIAMO IL RESPONSO DEL PENSATOIO.

3

CI È GIUNTA UN’IMPORTANTISSIMA E ALLARMANTE TESTIMONIANZA, ALLA QUALE DOBBIAMO DARE LA MASSIMA ATTENZIONE PER LE POSSIBILI CONSEGUENZE!
LA STIAMO TRASCRIVENDO…

INIZIAMO!


Autrice: MALINCONICA SORRIDENTE

Post per Endorsum…

Vedremo che combinerà la mitica Endo…

di Paola Pioletti

Autrice: DB

Prova a guardarlo negli occhi e ti ritroverai a ballare nuda sul balcone ‘daje de tacco daje de punta! (immagine personale DB)

Autrice: Alidada

Forme d’arte – la spiegazione

immagine personale di Alidada
immagine personale di Alidada
immagine personale di Alidada
immagine personale di Alidada
immagine personale di Alidada
immagine personale di Alidada

Ebbene, nel titolo ho scritto “la spiegazione” ma la vera e propria spiegazione di ciò che si parlava ieri, io non ce l’ho. Vi scrivo solo qualche riga di ciò che ho saputo e se poi vi interessa, vi metto il link per tutto l’articolo illustrativo. Ecco.

Ora si sa, è Franco Adami, nativo di Calci, un paese pisano,  l’artista che ha plasmato le grandi opere monumentali che da ieri sono esposte a Pisa. Conosciuto in mezzo mondo (meno che a Pisa, a quanto sembra) esporrà da domani fino a settembre le sue 14 sculture, in una mostra “diffusa” che prevede l’installazione in luoghi significativi in centro città ed anche sul litorale pisano.

L’inaugurazione ufficiale della mostra “Franco Adami. L’uomo e i grandi miti” è prevista per le 19,30 di domani, sabato 3 Luglio, al Museo delle Navi Antiche di Pisa presso gli Arsenali Medicei.

Si tratta di una mostra “diffusa” il cui allestimento è costato al Comune più di 20mila euro, spesa che forse rende ancor più difficile comprendere l’arte dello scultore. Ma intanto se ne parla ed è già un qualcosa di positivo

Oggi le sculture di Adami si trovano in tanti musei d’arte contemporanea del mondo, nella maggior parte delle fondazioni e nelle principali collezioni private. Con la Mostra di Pisa dopo un lungo viaggio, l’artista torna finalmente a casa e le sue  monumentali sculture, disseminate tra il centro storico e la marina, ci raccontano de “L’Uomo e i Grandi Miti”.

Belle o brutte che siano, c’è da dire che l’arte ha sempre fatto discutere e l’arte contemporanea ancor di più, soprattutto in una città come Pisa, da sempre ancorata all’arte medievale, che fatica a digerire tutto quello che è arrivato dopo: basti pensare al murale Tuttomondo di Keith Haring, opera che tutto il mondo ammira ma che è stata criticata anche dall’ex assessore alla cultura. ( il mio post qui )

Articolo sulla mostra di Adami è questo


Autrice: evaporata

Anche questa è interessante


Autore: Adriano

TechLab – Galeotta fu la musica.

Tutto cominciò con il post di Endorsum e del video che doveva mostrare una specialità culinaria regionale, ma i sofisticati sensori del TechLab hanno cominciato a suonare appena il video è partito. Eppure non sembrava esserci nulla di strano in quella musica.

Comincio ad indagare.

Con apparecchiature ancora più sofisticate di quelle di prima, il video viene analizzato fotogramma per fotogramma ma non sembrava esserci nulla di insolito, quindi si passa all’audio, e qui sono venuti fuori delle sorprese interessanti.

Infatti, analizzando quello che sembra essere un motivo musicale cantato con un linguaggio altamente autoctono, si è scoperto che invece è cantato con un linguaggio alieno, e chi canta è in realtà un Ultracorpo che sta mandando messaggi in codice in maniera alquanto ingegnosa.

Quindi ecco a voi il suddetto video con la traduzione delle parole aliene, questo per mettervi in guardia e avvisarvi che il nemico si può nascondere ovunque, anche nelle cose più impensabili:

Testo ultracorpale riportato nei sottotitoli da Adriano

VINCEROMOLO!

(Remo ha detto che non può più)


CI SONO:

ALEMARCOTTI
ADRIANO
SILVIA
GIANNID
TONY PASTEL
ANDREAM2016
ANTARTICA
RAFFA
SILVIATICO
DEBOROH SENSITIVESON
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LA PASTEL GRIS
ILNOIRE
BD
ALESSANDRO GIANESINI
KIKKAKONEKKA
ALIDADA
GRAVANTES
YLENIAELY
SARA PROVASI
ROBERT C DAY
CARASSIUS AURATUS
ARCADIO LUME
EVAPORATA
MALINCONICA SORRIDENTE

e, per gentile intercessione di Silvia (“Ok supergirl con i suoi ha detto che ci sta!”), loro:
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Le età dell’innocenza 9

– Hai lasciato gli occhiali nel lavabo…
– Impossibile!
– Ti dico di sì.
– Li hai spostati tu per farmi sembrare rincoglionito.
– No.
– Sì!
– No ti dico, non c’è nessun bisogno che ti aiuti in questo.
– Puttana!
– Abbiamo passato da tempo quella fase.
– Zoccola!
– Anche quella.
– Bel mignottone porco.
– Ah, quella poi.
– Sceriffa!
– Durata poco.
– Moglie!
– Ma mi prendi in giro?
– Suocera!
– Ok, ti sei rincoglionito.
– No!!!
– Ma sentiti!
– Mh, non hai torto.
– E quindi?
– Badante!
– Badante no! Facciamo che li ho spostati io?

“La Badante” – Fifty Six

Le età dell’innocenza 1 – 2 – 3 – 45 – 6 – 7 – 8


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Chi scrive

Ma la Pro Loco? Dalla provincia con furore.

In attesa di un vero impegno con determina, vorrei dimostrare la mia buona volontà nel promuovere la brescianità nel mondo.

Qui endorsum. Brescia.

Buona domenica!


Promuovere la cultura linguistica? Lo faccio!
Promuovere le bellezze naturali? Certo!
E promuovere la bontà delle relazioni familiari? Sì!
Promuovere l’accoglienza e la convivialità? È il minimo…
Promuovere le professioni? Ma sempre.
Promuovere le attività ricreative per gli anziani? Come no!

Promuovere, promuovere… diciamolo!
Donne!
E prendiamoci qualche soddisfazione, che se aspettiamo la Pro Loco…

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Chi scrive Consulenze partnership

Il nuovo spazio!

Musa! (immagine endorsum)

Eccoci al 3° evento: inauguro oggi il nuovo spazio!

Vi ricordate cosa scrissi in un’antica Intervista senza veli 2?

Intervistatore: «Non è l’unica iniziativa che alimenta le interazioni con chi la segue. 8 sfumature di musa sta diventando una rubrica fissa. Sono curioso: c’è qualcosa di riferibile a Lei?»

endorsum: «8 sfumature di musa è un’esplorazione, in chiave ironica, di alcune dinamiche di reciproca seduzione tra frequentatori della rete. Si nutre di continui spunti offerti dalla realtà (non per forza la mia), ma la travalica, trasformandola nell’oggetto di studio di una nuova disciplina scientifica: la musalogia

Intervistatore: «E perché non musologia

endorsum: «Musologia è un vocabolo molto usato, presto diventerà un sinonimo di museologia, data la frequenza dell’errore; musalogia prende atto del fatto che le muse siano molte più dei musi, poiché gli artisti sono, all’oggi, molti più delle artiste. In una situazione di parità si potrà pensare a una nuova definizione. Ultima considerazione pretestuosa: nella mitologia classica musi non ce ne sono (male!).»

da Intervista senza veli 2

L’idea è germogliata!

Il nuovo blog si muoverà in modo autonomo.
Di là l’argomento prenderà tutto il respiro che le serve e, se vorrà, crescerà fino ai frutti.

Buon divertimento!

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Laboratorio…


Mentre cerco di raccapezzarmi in merito alle ultime inquietanti scoperte del Dottor Divago, procedo con gli impegni presi.

Il Mini Ultracorpo Domestico mi ha dato appuntamento in un luogo inconsueto: la cucina.

Mi travesto da ultracorpo per non dare nell’occhio.

endorsum travestita da ultracorpo

Il Mini Ultracorpo Domestico non c’è. Inizio a preoccuparmi.

Trovo infatti una nuova tipologia di ultracorpo. “Parla!” gli dico. Inutile, è muto. (immagine personale endorsum)

Cerco altrove e trovo una citazione vivente (a suo modo).

“E tu, chiacchierone, cos’hai da dirmi?” Niente. Insisto: “Perché non parli?” (immagine personale endorsum)

Mi muovo nel buio (il travestimento non aiuta) e incappo nel possibile colpevole.

Ah! Giusto lui! Ma niente, ridacchia e basta. (immagine personale endorsum)

Trovo una luce e la uso, ah se la uso!

“È il tuo momento, parla! Dove avete fatto sparire l’essere da te partorito?” (immagine personale endorsum)

Quale sarà la sua risposta?


VINCEREMO!!!
E VINCEROMOLO!
(come disse il Dottor Divago)


CI SONO:

ALEMARCOTTI
ADRIANO
SILVIA
GIANNID
TONY PASTEL
ANDREAM2016
ANTARTICA
RAFFA
SILVI
ATICO
DEBOROH SENSITIVESON
VIKTOR SPIDER
LA PASTEL GRIS
ILNOIRE
BD
ALESSANDRO GIANESINI
KIKKAKONEKKA
ALIDADA
GRAVANTES
YLENIAELY
SARA PROVASI
ROBERT C DAY
CARASSIUS AURATUS
e, per gentile intercessione di Silvia (“Ok supergirl con i suoi ha detto che ci sta!”), loro:
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L’ha fatto…

Ok, l’ha fatto per davvero.
Poi mi occuperò di quanto la cosa sia drammatica e insieme rivelatoria, ma ora vi mando là, perché è là che è accaduto e diosolosà quante e quali ripercussioni creerà una simile verità.

Non riesco a parlare, sono nel pensatoio (sono nel pensatoio…).


TechLab – Galeotta fu la musica.

Tutto cominciò con il post di Endorsum e del video che doveva mostrare una specialità culinaria regionale, ma i sofisticati sensori del TechLab hanno cominciato a suonare appena il video è partito. (sì, continua, in un modo che mi lascia senz’altre parole…)

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Chi scrive

Ode alla polenta

Ho promesso a Paola un’ode alla polenta, in virtù di una comune passione. Ma ho fatto il passo più lungo della gamba, non sono brava a poetare. Per distrarre lettrici e lettori esigenti, accompagnerò all’ode una canzone e la ricetta base.

Ogni nuova ode o ricetta dedicata al cibo salvavita è benvenuta!


Ode alla polenta

Polenta, oh.

Oh.

Polenta.

endorsum

Le vostre odi


Oh

santa polenta!!!

Luisa Zambrotta

Pulenta de facil digestion, e per culpa de la scarsa sustanza… me se compagna sot al braccet bela contenta per la robetta bona, beeela grasa e de forte sapor !

@rocker

Ave

polenta

Adriano

T’amo,

pia polenta.

Raffa

Dopo il bertagnì (baccalà fritto) ecco la polenta!

Polenta E Baccala

La ricetta!

Il video è lunghetto (per una buona polenta ci vuole tempo), ma date anche solo un’occhiata a questa Signora.

Come fare la polenta – SblogTv Ricette

Nel frattempo continua la raccolta dei finali alternativi dello Story-Lenny e, per chi volesse, la scelta del finale preferito.

Continua anche il conto alla rovescia dedicato al 3° evento: IL NUOVO SPAZIO (- 4 giorni!)

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Argomentario

Oggi bertagnì!

Non è venerdì e non c’è un vero motivo, ma ho voglia di far Festa!

Bertagnì per tutti!

Piergiorgio Cinelli – Sexy Bertagnì
Nel frattempo continua la raccolta dei finali alternativi dello Story-Lenny e, per chi vuole, la scelta del finale preferito.

Continua anche il conto alla rovescia dedicato al 3° evento: IL NUOVO SPAZIO (- 4 giorni!)

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I finali possibili (Story-Lenny 12-13-14).

immagine presa da qui

Ci siamo, la fine è giunta…
Sarei tentata dalla retorica del caso, ma dirò solo: puoi scrivere un finale o scegliere quello che ti piace di più!

Buon divertimento!


(QUESTO È UN TESTO MANIPOLABILE DAL LETTORE, SIA LA SINGOLA PUNTATA CHE LA TRAMA COMPLESSIVA, A PIACERE.)

BREVE RIASSUNTO
Il Narratore irrompe nella quotidianità di un suo personaggio: Cara. Considerandola una propria creatura, assume l’atteggiamento di un Creatore Onnipotente. Cara reagisce e resiste, ha una vita e in essa è presente Lenny. Il Narratore, invaghito, alterna seduzione e irrispettoso interventismo per costringerla a lasciare Lenny e dedicarsi a lui soltanto.
Qui, siamo al punto in cui il Narratore dopo essersene andato per un battibecco, va a casa di Lenny per spaventarlo e convincerlo a lasciare Cara.


Ringrazio (in ordine di apparizione) brunonavoni, Yleniaely, andream2016, Ettore Massarese (fu Franz), raccoltaedifferenziata, Nonna Pitilla, Marco, Sara Provasi, Adriano, Alidada, eleonorabergonti, Evaporata, Giuseppe La Mura, ArcadioLume, Alessandro Gianesini, ivano f !!!

I materiali sono tutti in fondo. Buon divertimento!


Lenny, vieni! (12)

(immagine presa da qui)

– Sola. Alla fine son da sola. E per forza! Lenny scappa per colpa di QuelloQuello scappa per colpa di Lenny. Ma si può? Ma è giusto? Vigliacchi tutti e due! Non si fa così, non se ci sono io di mezzo! Ecco! Ecco… oh mioddio… che dubbio brutto brutto! Non è che magari? Eh? Non è che magari quei due si stanno comportando come innamorati spaventati all’idea di amarsi? Oh mioddio-mioddio! Non è che il premio non è altro che la scusa per incrociare le spade? Eh? Eh??? … Naaaa. Avranno studiato all’Accademia Dell’In Amore Vince Chi Fugge, ma se fuggono entrambi chi cazzo rimane? Io. Sempre io… Lenny, Lenny, sei così tenero, audace, fantasioso e così pavido certe volte. Il Narratore non è mica un fantasma, ma chi te lo spiega? Mi prenderesti per pazza credendo a ciò che si crede di solito quando le porte si aprono e si chiudono da sole (contraria a parte). Già, le porte, non sbattono più, non si aprono quando ho la spesa in mano, non si chiudono se me le dimentico aperte. Narratore, Narratore, cosa ci fai intorno a me sempre a rompere piani e sequenze? Chi ti ha mandato? E chi mi ci ha messa in questa situazione? Intanto adesso non c’è nessuno. Dalla porta alla finestra. Vuoto vero. Silenzio. Non l’ho nemmeno chiusa, la finestra, non si sa mai. Anche in bagno ci vado meno volentieri da quando non mi devo più nascondere. La tua presenza, l’esserci sempre, sempre troppo, troppo e con invadenza! Ma l’esserci… Ci si abitua a tutto. Quando ci si abitua alla presenza, arriva anche la mancanza. Mi manchi. Un po’. Un po’ tanto. Non ha senso. Non ha davvero senso: dai, alzati e telefonagli, che la vita continua. Dove ho messo il cellulare? Ah, eccolo. Chiama… Ciao Lenny, come stai?… davvero? … no-no, non c’è più il fantasma! … sei quasi arrivato? … Lenny, vieni!

La porta si apre piano e un giovane uomo sta per varcare la soglia.

TA-DÀ!!! Sono il Narratore! E non sono un fantasma!

Sono diventato l’ultracorpo di me stesso…

Giuseppe La Mura (ore 16 del 27/9/2021)

Il giovane uomo fugge, non contando i gradini.


Lenny, non scappi? (13)

(immagine presa qui)

La porta si chiude piano. Cara è sul divano, lancia le scarpe al vento. Urla. Un urlo delizioso.

– Non puoi fare sempre così!

Sì, posso.

– No, non puoi!

Sì, posso!

– Sono stufa di te!

Non è vero!

Cara si alza dal divano col broncio e un piagnucolio senza lacrime, va buttarsi sul letto.

– Non entrare!

Entro.

Il pianto senza lacrime continua, la faccia sprofondata nel cuscino, le spalle in sussulti ritmici. Nulla si bagna. Poi un sospiro lungo. E… un pisolino.

Passa il tempo. Cos’è cambiato in mia assenza? Qualche vestito nuovo (interessante), la spazzatura quasi come quando me ne sono andato (preoccupante), gli appunti e i libri di studio in un luogo diverso (strano), alcuni titoli freschi d’acquisto (caspiterina), uno di questi sul comodino (perdindirindina!). Cara si sveglia al suono della mia voce. Sto recitando a memoria alcuni brani del testo ora vicino al suo capo. Riconosce le pagine (le prime, per non sbagliare), allunga il braccio e inizia a leggere ad alta voce, sostituendomi. Il tono le si ammorbidisce, come la postura, il respiro inizia ad affannarsi, le labbra si inumidiscono e le cosce, oh le cosce si cercano piano. Eccola, è lei, è proprio lei, quella che ho sempre desiderato.

DLIN-DLONG!

– Sei stato tu?

No.

– Vado a vedere.

Si alza svelta abbandonando il poemetto erotico sul letto. Risponde al citofono, sorpresa preme l’interruttore del portone d’ingresso e apre la porta, aspettando.

– È Lenny! Proprio adesso?

Non guardarmi così, non ne so nulla.

Il giovane uomo è già sulla soglia. Con un gesto rapido toglie dalle tasche dei pantaloni due tappi di cera e li infila fulmineo nelle orecchie. Lo sguardo è risoluto, troppo risoluto e… dove vai? Fermati!

BUÙ! TA-DÀ! SONO UN FANTASMA! NON È VERO, SONO MOLTO PEGGIO: SONO IL NARRATORE… CAZZO FERMATI!

Il giovane uomo afferra Cara per la mano, risucchiato dalla visione delle labbra umide la bacia appassionatamente. Lei ricambia, già ingentilita dalla lettura. In breve i corpi si pretendono. Lei si stacca un attimo, come riavendosi da un sogno.

– Lenny, non scappi?

Muto, sorride malizioso.

COSA RIDI STRONZO! SCAPPA! SCAPPA FIFONE DEI MIEI STIVALI!

Si srotola la fune cinta in vita, la lancia in bagno e, con sguardo fiero, prende in braccio Cara, trasportandola nella zona franca. Chiude la porta a chiave. Rumori di discesa (dalla finestra).

Silenzio.


Lenny? (14)

Jane Fonda, 83 anni, alla premiazione degli Oscar 2020 (immagine presa da qui)

Luce. Penombra. Buio. Penluce. I giorni si consumano cambiando rifrazione. Porta e finestre aperte ad accogliere. Un profumo di fiori di ciliegio ad aggraziar la vita in quattro mura. Desolazione a tratti. E a punti. A suggerire linee dall’imminente senso compiuto. Ribelle al segno tracciato da una volontà non mia, ripercorro gli angoli del perduto amore e trovo, negli oggetti che vi stanziano, il rarefatto pulviscolo di momenti sempre a filo di tangente. Cara, Mia Cara, te ne sei andata. L’abbandono brucia gli occhi di un Narratore senza corpo, occhi di fuoco, occhi d’inappetenza e fame, occhi brulicanti angoscia, che solo quella vedo in riempimento all’aria vuota. Di te.

Cara, Mia Cara… quando cazzo torni?

Non torni, già so, senza potere e inerme sto.

Oh, ecco, la porta si apre piano. Entrano uomini nerboruti dotati di imballi. Fuori dalla porta… Lenny?

BRUTTO BASTARDO FIGLIO DI PUTTANA!

Ma non sente, nessuno mi sente più.

Va bene. Si faccia: cambio genere!

Abbandonare il noto per il nuovo è eccitante e controverso, ma che sia! Solo uomini nelle future stesure! Monaci, magari! Monaci e di altri tempi, che la mia voce salga a equiparare quelle note! Non temo alcun confronto! Monaci, sì! E poche donne! Magari ottuagenarie!

SÌ, SOLO OTTUAGENARIE!


I FINALI POSSIBILI

Finale A

gioco di specchi in cui anche il narratore è narrato…

ArcadioLume (ore 15:30 del 27/9/2021)

Finale B

Silenzio. Poi un canto in lontananza che si avvicina sempre di più alla porta. Odore di incenso e fumo provenire dalla fessura sotto la porta.

Chi è? Quali personaggi staranno arrivando e a chi farò fare il MIO racconto?

Non distinguo bene le parole ma sembrano in una lingua strana, forse antica. Latino. Sembra latino. Non ne sono sicuro, ma delle lingue che conosco, questa non mi risulta familiare. Ci sarà sempre tempo per indagare, o per farmelo dire.

Ancora silenzio.

I passi, che prima si udivano sotto il canto di tante voci, si sono fermati improvvisamente insieme ad esso. Passano secondi interminabili, rotti soltanto dal movimento della maniglia della porta con un cigolio familiare.

La porta si apre piano con movimento diffidente. Una donna non più giovane ma vestita elegante entra dentro per vedere chi ci possa essere dentro l’appartamento.

È Jane Fonda.

Si ferma al centro della stanza muovendo la testa in ogni angolo per scrutare il posto dov’è entrata, domandandosi cosa ci facesse lì e perché. Non mi sembra vero che sia lei, e controllo e ricontrollo per vedere se sia vera o è solo una mia allucinazione dovuta alla mancanza di colei che c’era prima.

La guardo ancora a mia volta. Non ho più dubbi.

Ciao, cara…

Adriano (ore 17:30 del 27/9/2021)

Finale C

Un asteroide colpisce il mondo e muoiono tutti

Alessandro Gianesini (ore 6:30 del 28/9/2021)

Finale D

Cara mentre si trova ad una festa al ristorante insieme alle sue amiche, intravede Lenny in compagnia di un’altra ragazza e con grande tristezza, si rende conto che lui la tradisce. Cara ferita nei suoi sentimenti, scoppia in lacrime e si allontana in auto lasciando il locale e rientra a casa. Si dirige tremante verso la sua camera e si butta sul letto piangendo a dirotto. Il narratore, nel frattempo lontano da casa, percepisce il dolore di Cara e decide, mosso dai suoi sentimenti nei confronti della ragazza, di ritornare da lei e si materializza nuovamente a casa di Cara.

Nuovamente al suo fianco, resta in silenzio per osservarla, non sopporta di vederla piangere .

« Mia Cara sono tornato da te. Sapevo che Lenny non era sincero nei tuoi confronti… l’ho sempre saputo, è per questo che cercavo di allontanarti da lui, ma tu ingenua e innamorata com’eri, non te ne rendevi conto. Il mio amore per te è più forte del rancore, non ti abbandonerò mai a differenza di Lenny…»

Cara riconosce quella voce così profonda e calda, autoritaria ma accogliente, si volta di scatto. Il narratore è nuovamente al suo fianco.

« Sei tornato… dopo tutto quello che ti ho fatto senti ancora dei sentimenti per me…» sussurra in un filo di voce roca dal pianto.

« Non ho il coraggio di abbandonarti, ti amo perdutamente nonostante tutto e se mi permetti un consiglio, non devi piangere per Lenny, non merita le tue lacrime. Avanti, ora riprenditi e guarda verso il futuro, hai tutta una vita davanti, non permettere a delle persone false, di spegnere la tua luce meravigliosa! »

Quelle parole così cariche di affetto ma severe al contempo, scuotono Cara nel profondo. Come presa da una nuova carica di vitalità, si alza dal letto, ha gli occhi ancora arrossati dalle lacrime, è bellissima, pensa il narratore.

« Non pensavo che provassi ancora dei sentimenti per me, io che ti ho sempre ignorato e mi ostinavo a stare fra le braccia di un uomo che non mi ha mai amata… mentre rientravo a casa pensavo a te che non eri più al mio fianco e che, probabilmente, ti avevo perso per sempre…» Cara abbassa lo sguardo, le lacrime colmano ancora una volta i suoi occhi, avrebbe voluto buttarsi fra le sue braccia per consolarla, ma non può poiché lui è un essere immateriale.

« Narratore… perdonami per tutto ciò che ti ho fatto… solo ora mi sto rendendo conto che ti ho sempre amato, ma accecata com’ero dai miei sentimenti per Lenny, non l’avevo mai capito. Non voglio più mentire, ho sofferto molto la tua lunga assenza, era come se un vuoto si fosse formato nella mia anima, era la nostalgia… mi sono resa conto che senza di te non posso vivere…» Cara solleva il viso rigato dalle lacrime come per guardare negli occhi il suo interlocutore, pur sapendo che non è possibile.

« Cara… le tue parole mi lasciano senza fiato… purtroppo la vita ci è avversa e il destino ha voluto che io fossi un essere immateriale, un Ultracorpo, così come viene chiamata la nostra specie, la nostra relazione a livello fisico è impossibile. Ma potrò stare al tuo fianco sempre e comunque. Vivo in te, nella tua mente e questo mi permette di viverti ogni attimo. »

Cara stringe le braccia attorno al suo corpo come per simulare un abbraccio. È così che Cara e il narratore sono diventati inseparabili.

Yleniaely (ore 21:15 del 28/9/2021) – approvato da unallegropessimista

Finale E

Caro?

– Non c’è nessun caro .

Questo lo decido io.

– E tu chi saresti?

Indovina. Ti aiuto, fa’ attenzione.
Risate dal pianerottolo. Sul pavimento della stanza imballi sballàti. Mai sottovalutare un imballo. Il mistero, le potenzialità. Soprattutto in un Finale poi.

– Non può esserci un Finale adesso, lascio una porta aperta nel caso che Cara…

SBAM! Non tornerà, Caro. Il tuo sguardo appassionato ma limitato ha escluso certi amici di Cara e Lenny, ed eccomi qua.

– Io non ti vedo.

Lo so.
Caro crede ancora di essere un Narratore. Si sforza ma non capisce cosa è successo. Non può farlo perché è legato alle sue consuetudini narrative. Inutili.
Ero in quell’imballo, Caro. Ero ma non ero. Ora però sono.

– Ho mal di testa.

Lo so, Caro. Poi ti passa.

– Non ti ho vista uscire dall’imballo.

Indosso un muta integrale a specchio, Caro. Ma già non sono più qui, non più di quanto sia là.
Questo Caro lo capisce, ma ci sono dei passaggi troppo ostici per lui. Ha bisogno di logica. Della sua. Si sente perduto. Lo è.

– Ma cosa vuoi?

Voglio solo guardarti, Caro. Amarti da lontano, amare te e tutti i tuoi atteggiamenti e i tuoi piccoli vizi. Ti sentirai forse un po’ meno libero, ma la tua Narratrice si prenderà cura di te e ti regalerà un corpo giovane e prestante.
Caro sorride fra sé a quel pensiero, già pregustando momenti di estasi.

– Oh non cominciamo eh!

Ssst! Lascia fare a me.

ivano f (ore 2:30 del 29/9/2021)

Finale F

VOCE FUORI CAMPO

“Il Narratore, nel buio d’una notte illuminata dalla luna, lasciò che Lenny fissasse la sua immagine riflessa nello specchio e in quel preciso istante Lenny intuì che il riflesso di Narratore non era altro che il suo Ego. Capì che Narratore mai si sarebbe sottomesso a nessuna rinuncia. Sfrontato, arrogante, sfacciato, con tutti e soprattutto con Cara di cui voleva possederne il corpo.

Lenny pensò subito a Cara e avrebbe voluto in quell’istante dirle tutto per metterla in guardia. Ma come avrebbe reagito Cara? Già, Lenny immaginava che a Cara sarebbe piaciuta una situazione misteriosa e intrigante, sarebbe andata fino in fondo per capire se il desiderio nascosto di Narratore, che pulsava nel suo Ego e nelle sue mutande, fosse per amore o soltanto per un desiderio carnale. Si ma perché, si sarebbe chiesta Lei? Cara era forse bella, interessante, intrigante a tal punto da scatenare la passione in quell’Ego così spudoratamente sfrontato? E allora Jane Fonda era interessante quanto Lei o soltanto una banale tattica utilizzata da Narratore per farla Ingelosire?

Lenny conosceva bene Cara, il suo interesse verso gli uomini così spavaldi, conosceva i suoi pensieri, le sue voglie, le pulsioni più recondite.

Lenny guardò Narratore e poi si guardò anche lui allo specchio. Ma vide la stessa immagine, quella di un uomo sottomesso, senza particolari pulsioni, senza interesse verso il piacere estremo e il godimento della carne e dello spirito. Lenny, ammise allo specchio guardando l’Ego di Narratore, che Lui non era così. E, in questo scontro con l’immagine di Narratore, a Lenny venne un’intuizione. Era forse il figlio dell’Ultracorpo? Il figlio nascosto dell’Ego, di Narratore?  Il figlio della colpa?

Lenny da quell’istante non ebbe più pace e capì che questa storia, l’intreccio con Cara, di Narratore, il suo Ego ultracorpale, sarebbe durata in eterno, non avrebbe mai avuto la parole fine. Oppure era soltanto un sogno, un’elucubrazione onirica da cui prima o poi si sarebbe svegliato?”

Giuseppe La Mura (ore 17:00 del 29/9/2021)

STORY-LENNY è un gioco di trame. Ecco qualche informazione in più QUI.

Si può giocare in diversi modi:

  1. Contributi interni alla singola puntata (comunque autoconclusiva);
  2. contributi di stravolgimento della trama complessiva;
  3. contributi esterni a piacere.

Per chi vuol cercare il pelo nell’uovo ammetto che sì, camuffate vi sono alcune pubblicità occulte… trovatele se ne siete capaci!
Ricordo mestamente che a chi tocca non si ingrugna e che i botta e risposta sono leciti, anzi sono i benvenuti.
Da oggi è possibile attaccare trame a quelle altrui! Anche nelle puntate precedenti.

Poi ci sono i super supporti HARD e DIVERSAMENTEHARD alla trama, i divertenti Extra-Lenny 1, Extra-Lenny 2 e Extra-Lenny 4 e Extra-Lenny 5 di Andream2016 e l’Extra-Lenny 3 di Sara Provasi – Ma anche Film-Lenny, da un’idea di eleonorabergonti – (Grazie a tutti!)


RIEPILOGO AGGIORNATO DEL CAPITOLO

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L’INSONNIA DELLA PANTOPIA #4: LOCDàUN, episodio1

Non ho potuto resistere, mi è piaciuto molto e ho chiesto agli autori un passaggio da queste parti. Loro sono i CARATTERI RIBELLI e hanno accettato alla vista di scintillanti canini. Aggiungerei che…

“La Trabant! No, vabbè, parliamone!”

Ok, l’avete già vista, va bene, mi tolgo dai piedi. Intanto che ne parlate sparisco per due giorni (ma un occhio lo butto). Ci vediamo lunedì con Lenny!
Buonissimo fine settimana e buona lettura!


Autori: CARATTERI RIBELLI

[Ndr: PANTOPIA: luogo utopico che è ovunque 
INSONNIA: passione, mancanza, tormento; ricerca incessante senza riposo]

Il deposito della polvere fra le macerie dei Locdàun ha calcinato desideri, relazioni, gesti, corpi nella fossa comune della distanza.

Malgrado l’abbruttimento di un anno di domiciliari planetari del pubblico O/A-dorante, malgrado il massiccio restyling patriottardo ed eteronomo dei media, la normalità e il suo lezzo si/ci segnalano come disastro da scongiurare, monnezza da buttare disdegnando la fatica della raccolta differenziata.

Mentre i gioielli del Pensiero e della Memoria marciscono sotto strati di PM10 e di pixel, la pandemia dell’infelicità – da solitudine, iperproduzione, egoismo e insicurezza – non conosce confini e vaccini. L’infelicità più del virus gioca la sua paura per già edite strategie di governance. La Trabant è dispositivo libertario e resistente all’obsolescenza programmata dell’umanità, ostinato stercoraro dell’idea che sopravvive all’onda d’urto radioattiva, messaggio nella bottiglia che certifica la condivisione della gioia nel godimento del contenuto… è traghetto pirata in cui si agitano le tempeste di passate utopie, prezioso limo per il deserto dei nostri domani.

le LAB des Castaneux

[Ndr: PANTOPIA: luogo utopico che è ovunque…]

L’INSONNIA DELLA PANTOPIA #4: LOCDàUN, episodio1 — CARATTERI RIBELLI
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LE DOMANDE ESPLICITE -2

Immagine da qui

Eccoci alla seconda puntata della nuova rubrica LE DOMANDE ESPLICITE.

Come funziona la rubrica? A fronte di domande esplicite darò risposte esaurienti. Le domande esplicite sono quelle che non tergiversano e vanno dritte al punto. Il punto in genere è caldo, scottante e per questo la pagina dedicata sarà accessibile tramite una password.

Non risponderò alle domande esplicite rivolte alla mia persona. (Troppo facile? Sì!)


La domanda di oggi è di Sabine Stuart De Chevalier.
È un’ottima domanda, speculare a quella individuata nel precedente articolo Come posso farmi fare un pompino da una donna?
(Essendo l’articolo protetto, per entrare bisogna digitare in maiuscolo FARMIFARE; se non funziona, copiate e incollate la scritta da qui.).

La domanda di Sabine è questa:

Come posso fare se un uomo con un gattino tatuato sull’ombelico m’invita a una prestazione orale?

Per conoscere la risposta cliccate il pulsante qui sotto; ciò che vi è scritto sopra è la parola da digitare in maiuscolo per accedere all’articolo.

Buon divertimento!

PS: per chi non riuscisse ad accedere alla pagina, consiglio di copiare e incollare questo: GATTINO

Le vostre domande:

Sabine Stuart De Chevalier

Come posso fare se un uomo con un gattino tatuato sull’ombelico m’invita una prestazione orale? (Risposto!)

Adriano

È giusto chiedere al proprio/alla propria partner quali sarebbero le sue fantasie sessuali più audaci?

Alessandro Gianesini

Ok, mi hai convinto: qual è il segreto per uno spiedo perfetto? 😮

BD

Ma Ale che intende per spiedo?

Giuseppe La Mura

farmi fare soldi.

Dueppi & un Punto

DomandA: ma se uno adora gli scheletri, ha dei problemi mentali seri. Grazie.

andream2016

Come girare un film porno con le amiche e gli amici?Sembra facile, ma tra il dire ed il fare sesso davanti ad una telecamera ce ne corre.

ilnoir

Tra le domande che mi vengono in mente c’è: ma se ti indico una gelateria, voglio un gelato? Voglio comprare un nuovo negozio di gelati? Mio zio è nel ramo dei gelati?


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Protetto: Come posso fare se un uomo con un gattino tatuato sull’ombelico m’invita a una prestazione orale?

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Bollettino Osservatorio Invasione Ultracorpi – N° 10/2021

Aggiornamento!!!

Sono state avvistate nuove forme organiche ibridate!
E nuovi messaggi inneggianti l’ibridazione!

by ALESSANDRO GIANESINI

HA L’UNCINO SUL POPÒ!!! (immagine personale ALESSANDRO GIANESINI)

by alemarcotti

MESSAGGI SUBLIMINALI PRO-IBRIDAZIONE! (immagine personale alemarcotti)
SAPPIATELO, ALEMARCOTTI È OVUNQUE E VEDE TUTTO!
MENTRE AD ADRIANO CONTINUANO A SALTARE ULTRACORPI IN BRACCIO! (NON CHIEDETE!)

MA ANCHE ARCADIO LUME NE HA VISTE E SENTITE DELLE BELLE!
È VERO L’OSSERVATORIO RILEVA NUOVE PREOCCUPANTI MOVIMENTI (È VERO),
MA RICORDIAMOCI CHE ADESSO CONOSCIAMO I LORO INTENTI, GRAZIE AL CORAGGIO DI CARASSIUS
E IN LABORATORIO IL MINI ULTRACORPO DOMESTICO SI È FATTO AVANTI CON UNA PROPOSTA…

VINCEREMO!


Ma vediamo a che punto è l’invasione.


by alemarcotti

Ultracorpi all’entrata della città

Bollettino Osservatorio Invasione Ultracorpi – N° 3/2021

Endy… Meno male che avevi un piano e non avevamo nulla da temere…

Altro che ce la faremo e andrà tutto bene….

Ape ha paura

Ape ha paura (foto personale Alemarcotti)
Ape ha paura (foto personale Alemarcotti)
Ape ha paura (foto personale Alemarcotti)
Ape ha paura (foto personale Alemarcotti)
Ape ha paura (foto personale Alemarcotti)
Ape ha paura (foto personale Alemarcotti)

by Adriano

TechLab – Messaggi subliminali.

13 settembre 2021

Quando pensi che la giornata al TechLab scorra monotona ma poi all’improvviso appare questo:

Sarà mica un ultracorpo


by alemarcotti

Arieccoli

 

Endy… Abbiamo un problema…

Io credevo avessero lasciato un messaggio per me..

(foto personale Alemarcotti)

Poi ho capito… È passata un’orda…

(foto personale Alemarcotti)
(foto personale Alemarcotti)
(foto personale Alemarcotti)

E poi è comparso lui…

(foto personale Alemarcotti)

Armiamoci e partiamo!


da: ArcadioLume

1697. Ultracorpi!?

Solito bar, pasteggio un tramezzino. Due anziani sull’ottantina, a qualche tavolino di distanza, conversano ad altissima voce per evidenti problemi di sordità. Questo è uno stralcio dei loro discorsi: “Anch’io ho i diverticoli, ma da quando prendo la crusca non faccio altro che andare in bagno… e non faccio la sciolta… non faccio la sciolta… la faccio dura… non faccio la sciolta…”. L’immaginazione corre, favorita dalla vista del completo di lino color senape, abbinato alla cravatta rosa, che indossa il declamatore della buona novella. E il boccone mi si blocca in gola

Non credo serva, ne sia opportuno, allegare immagini di eventuali ultracorpi a questo appunto

*

Endorsum devoted


VINCEREMO!!!


CI SONO:

ALEMARCOTTI
ADRIANO
SILVIA
GIANNID
TONY PASTEL
ANDREAM2016
ANTARTICA
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SILVIATICO
DEBOROH SENSITIVESON
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LA PASTEL GRIS
ILNOIRE
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ALESSANDRO GIANESINI
KIKKAKONEKKA
ALIDADA
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YLENIAELY
SARA PROVASI
ROBERT C DAY
CARASSIUS AURATUS
ARCADIO LUME
e, per gentile intercessione di Silvia (“Ok supergirl con i suoi ha detto che ci sta!”), loro:
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Le mele di aism — alemarcotti

https://sostienici.aism.it/mela/ Se vi piacciono le mele… Pensare che io proprio non riesco a mangiarle🤣 La Mela di AISM

Le mele di aism — alemarcotti
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Manifesto del perfetto robot

Carassius Auratus è venuta in possesso di un testo fondamentale degli Ultracorpi. Ha rischiato, ha copiato in fretta non vista e ha portato a noi il testo con sprezzo del pericolo. Le dobbiamo molto: la visione finale.

Ora sappiamo…


Autore: Carassius Auratus (05/07/2021)

Manifesto del perfetto robot

immagine presa qui

Sono stati anni difficili, di lavoro ininterrotto, di inseguimento e di convincimento, ma alla fine l’obiettivo è stato ottenuto, il progetto è stato compiuto. Abbiamo creato la società perfetta, la più efficiente, nonché la più efficace. Ognuno ha il suo compito, che riesce a portare a termine nel migliore dei modi. Ognuno ha un tempo determinato, da sfruttare in ogni singolo secondo, niente è lasciato al caso, tutto è stato trasformato in una risorsa. E la risorsa crea ricchezza. E la ricchezza crea benessere. Il benessere crea positività. Nessuno può scappare da questa logica.

Benvenuti, allora, nella società perfetta. Per accedervi è richiesto l’attestato, rilasciato dopo un congruo numero di ore per la formazione e per l’assimilazione di verità che vi aiuteranno a decodificare il mondo, i comportamenti, le persone. Cambierete modo di pensare, cambierete sguardo con cui guardare il mondo. Cambierete vita. Non abbiate paura: dopo questa piccola rivoluzione non dovrete subire altri traumi, tutto procederà nel migliori dei modi.

In primo luogo, quindi, sarete educati a pensare. Non potete certo applicare schemi mentali sviluppati altrove in questa società. Noi vi aiuteremo a capire cosa pensare, come e quando, il tutto nell’ottica di un miglioramento della produttività. Non avrete più pensieri, sarete esonerati dai problemi, verrete liberati dalla negatività.

Successivamente vi verranno impartite delle regole di vestiario. È importante non distinguersi da chi vi sta attorno, sarebbe dannoso per il gruppo. Non parliamo di divise, ovviamente, ma di una scelta attenta di colori, di taglio e di indumenti. È preferibile una bella presenza. Non accettiamo persone che possano abbassare lo standard della società perfetta: se è il luogo migliore in cui vivere, è anche il più bello e il più godibile.

Infine, attenzione alle parole e al comportamento. Vi daremo dei mezzi di decodifica del comportamento umano: a ogni occasione avrete subito la possibilità di individuare la migliore modalità di reazione, le frasi da dire e quelle da evitare a ogni costo. Non si tollerano scontri. Non si accettano attriti.

Queste semplici regole servono per mantenere un ambiente efficiente, capace di raggiungere gli scopi più alti, che vadano oltre l’individuo, cellula necessaria, ma potenzialmente disgregante. L’individuo è stato comprato dalla società ed è chiamato a soddisfarne le necessità.

[…]

Manifesto del perfetto robot — Carassius Auratus
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Lenny? (1)

(Lenny ha un anno! Lo ripropongo per rientrare nel clima per poter andare in chiusura dello Story-Lenny, tra 2 giorni. Per chi volesse fare un salto nel passato o nel futuro, ecco la pagina dedicata a Lenny: Il mondo di Lenny)


We Can Do It!, poster di J. Howard Miller del 1943 ispirato a Rosie the Riveter

– Lenny?

Non c’è, cara.

– E tu chi sei?

Il Narratore.

– È uno scherzo? Lenny?

Non è uno scherzo, cara.

– Ma quale cara e cara, io non mi chiamo “cara”. Lenny? Dove sei finito?

Non c’è.

Cara smette di girare per la stanza e inizia a fissare gli angoli del soffitto.

– Da dove viene la voce? Ci sono delle telecamere?

No.

– Palle.

Io non mento mai, cara.

– La smetti? Lenny!

Cara è indecisa se cercare l’uomo o apparecchiature tecnologiche. Toglie il cellulare dalla borsa e avvia una chiamata.

– Lenny, santo cielo, rispondi… ciao Lenny, sono io, sono nel tuo appartamento, la porta era aperta, dove sei finito? Ti aspetto qui per una decina di minuti, poi vado, ciao. – Biiiiit

Non verrà, cara.

– Come sarebbe a dire? E cosa ne sai tu?

Sono il Narratore, io so tutto.

– E ‘sti cazzi?

Ah! Ah! Ah! Sei simpatica.

– Ma vaffanculo!

Cara, non essere volgare.

– Senti non so chi sei e non sai chi sono, non potremmo finirla qui?

No, non potremmo, devo finire il racconto.

– E che devi raccontare? Di come mi muovo in un appartamento cercando chi non c’è?

Anche.

– Frustrato!

Non offendere.

– Cioè, fammi capire, io sarei un tuo “personaggio”?

Esattamente.

– E mi farai fare ciò che credi?

Per esempio.

– No! No caro!

Cara parla voltando alternativamente il capo a destra e a sinistra (con un piglio singolare, in effetti).

– Stai parlando di me?

E di chi altrimenti?

– Non mi piace.

Non ha importanza.

– Stronzo!

Attenta…

– È una minaccia?

Non amo definirla in questo modo.

– Ah! Sei clemente con te stesso!

Se mi garba, lo sono.

– Ma che gran pezzo di merda! Senti un po’ onnipresente e onnisciente, se esco da qui continuerai a rompermi i cosiddetti?

Non ho ancora deciso.

– Allora, se non dico parolacce da scaricatore di porto, mi lasci uscire da qui senza seguirmi?

Mi stai proponendo un patto?

– Figliodiputtanarompicoglionimaledetto!

Su cara, non ti donano, davvero, non ne esci bene.

– Imbecillepuzzolentenanomalefico!

Oh, andrai avanti per molto?

– Scemostupidopezzentecialtrone!

Non sei carina, per niente.

– Facciadimerdastercoschifoso!

Ok. Si può fare.

– Ciao.

Cara esce dalla porta. Con un sorriso.

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Consulenze

LE DOMANDE ESPLICITE -1

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IL PRIMO EVENTO È QUI!

È arrivata la nuova rubrica che prenderà il suo posticino nella pagina delle CONSULENZE!

Il suo nome è: LE DOMANDE ESPLICITE.

A fronte di domande esplicite darò risposte esaurienti.

Le domande esplicite sono quelle che non tergiversano e vanno dritte al punto. Il punto in genere è caldo, scottante e per questo la pagina dedicata sarà accessibile tramite una password.

Le domande esplicite le trovo qui e là, ma, se vorrete pormele, risponderò.

Non risponderò alle domande esplicite rivolte alla mia persona. (Troppo facile? Sì!)

Qui sotto c’è il pulsante per accedere all’articolo e ciò che c’è scritto sopra il pulsante è la parola da inserire nella pagina protetta (la parola è da digitare IN MAIUSCOLO).

Buon divertimento!

PS: per chi non riuscisse ad accedere alla pagina, consiglio di copiare e incollare questo: FARMIFARE

Le vostre domande:

SabineStuartDeChevalier

Come posso fare se un uomo con un gattino tatuato sull’ombelico m’invita una prestazione orale?

Adriano

È giusto chiedere al proprio/alla propria partner quali sarebbero le sue fantasie sessuali più audaci?

Alessandro Gianesini

Ok, mi hai convinto: qual è il segreto per uno spiedo perfetto? 😮

BD

Ma Ale che intende per spiedo?

Giuseppe La Mura

farmi fare soldi ?

3000 mondi in un istante

DomandA: ma se uno adora gli scheletri, ha dei problemi mentali seri. Grazie


Aggiornato al 20/9/2021

2° EVENTO: LA CHIUSURA DI LENNY! -2 giorni

3° EVENTO: IL NUOVO SPAZIO! -13 giorni

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Consulenze

Protetto: Come posso farmi fare un pompino da una donna?

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regaloni

Il viaggio della vita in treno.

Questo di Adriano è un REGALONE.

I ricordi donati sono sempre regali importanti.

(GRAZIE ADRIANO!)


Il viaggio della vita in treno.

Adriano

Dedicato a Endorsum. Glielo devo.

Cara Endy (ormai ti chiamano in tanti così),

dopo il tuo post di oggi, mi hai fatto ricordare quanto io ami viaggiare, e infatti ogni volta che posso, aereo e treni non mancano mai nelle mie scorrazzate continentali.

Il primissimo viaggio lo feci in aereo all’età di 6 anni, volo Alghero-Pisa effettuato da ATI perché i biglietti costavano un po’ meno di quelli Alitalia.

L’aereo era un McDonnell Douglas DC-9 e si saliva su una scaletta posta in coda all’aereo.

Con gli anni poi ho viaggiato con diverse compagnie e su diversi aerei, inclusi gli ATR-42 e ATR-72, che definirli rumorosi è un eufemismo. Diciamo che un trattore agricolo a piena potenza è più silenzioso. Ovviamente a me capitavano sempre i posti attaccati ai motori, quindi puoi immaginare la gioia che avevo ogni volta che dovevo partire con quei cosi con le ali.

Non mi ricordo invece la prima volta che viaggiai in treno, ma fu dopo (ero sempre piccolo comunque). Ricordo solo che rimasi a bocca aperta quando vidi questo mezzo enorme con delle ruote strane, diverse da tutti gli altri mezzi che avevo visto. E poi era alto, per salire c’erano degli scalini…

Il fatto poi di avere uno zio capotreno mi avvantaggiò non poco sia nei viaggi (anche successivi), sia perché mi portava nelle stazioni a farmi vedere tutti i treni che passavano spiegandomi quali erano e dove andavano.

E allora vai con il mitico E656 Caimano, le carrozze passeggeri prima amaranto e grigie e poi blu e grigie, le varie automotrici ALn 663 e 668, il Pendolino (ETR 450), fino al primo treno ad alta velocità, l’ETR 500. E poi più recentemente i vari ItaloMinuettoJazz e l’ultimo è stato il Rock il mese scorso. Gran bel treno, te lo posso assicurare!

Non dimentico nemmeno i treni merci che ogni tanto passavano e che non finivano mai da quanto erano lunghi e i mezzi speciali per le manutenzioni, così diversi da tutti gli altri ma non per questo meno affascinanti. Visite speciali anche alla stazione di Livorno e nella zona vicino all’interporto.

Vedevo poi treni speciali entrare dentro la ormai ex raffineria ENI (con all’interno il relativo Costiero Gas dove attraccavano grandi navi gasiere) sempre in zona, e molte altre cose ancora.

Ma quello che mi affascinava allora come oggi non erano solo i treni ma anche ciò che vedevo nelle stazioni e chi trovavo poi a viaggiare insieme a me, e di compagni di viaggio di ogni tipo, provenienza ed età ne ho avuti un bel po’.

Dal finestrino i paesaggi a volte sono belli, altre volte troppo rapidi per poter essere visti (e su un Frecciarossa o Italo che va a 300 Km/h è un po’ difficilino scorgere certe cose a quella velocità). Nelle piccole stazioni puoi trovare due persone come decine che non aspettano altro che di salire sulla prima carrozza che gli si para davanti, mentre nelle grandi c’è un mondo a sé, specialmente in quelle molto grandi.

Sentire i racconti di sconosciuti, di persone al telefono o di coppie che parlano, vedere ragazze che tentano di trattenere le lacrime ma non ci riescono nonostante ce la mettano tutta, pensare a tutto questo e riflettere sul tutto e sul nulla allo stesso tempo.

Fermarsi sulla panchina di una stazione piccola per un po’ di tempo e guardare i treni che passano, annunciati dalla classica voce dall’altoparlante, ora che funziona e ora che gracchia un po’ o va ad intermittenza. Sentire se il treno è in orario, in anticipo o in ritardo e di quanto.

Poco importa la sua destinazione, dentro quelle carrozze ci sono persone con i propri problemi, le proprie aspettative, la propria vita, chi è in vacanza e chi al lavoro, chi sta tornando e chi sta partendo.

Tutto all’interno del piccolo spazio di un vagone, singolo o a due piani (tre nel Rock) che sfreccia a velocità variabile trainato insieme agli altri da un locomotore e da una carrozza semipilota.

In fondo, a pensarci bene, la nostra vita sembra proprio un viaggio in treno. Si va ovunque e ogni tanto ci si ferma, si incontrano tanti compagni di viaggio e non si sa mai se arriverà in orario, in anticipo o in ritardo.

Ma forse il bello è proprio questo.

Dedicato a Endorsum. […]

Il viaggio della vita in treno. — L’angolo del Dottor Divago
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Ancora treni?

Sì sì!

Questi sono quelli che mi avete segnalato!

Grazie! 😀

Da Alessandro Gianesini
Da Alessandro Gianesini
Da SabineStuartDeChevalier
Da Adriano
Da Arcadio Lume
Da Tra Italia e Finlandia
Da Kikkakonekka
Da Kikkakonekka (anche se qui il termine “treno” non è letterale, è come dire “il filo del discorso”)
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Chi scrive

Treni!

Chi mi segue sa che ho una certa e malcelata passione per i treni.

Ma perché?

Mah. Davvero, non ne ho idea.

Li metto qui in attesa dell’evento…

Be’, con questi Signori l’unica è lasciarsi ondeggiare, il resto vien da sé.
(Love is a real train · Tangerine Dream)
Tangerine dream – Love On A Real Train
PAT METHENY – Last Train Home
John Coltrane – Blue train
PHILIP AABERG – That Train
Twilight Train – Dan Lebowitz
The Doobie Brothers – Long Train Running
Josh Turner – Long Black Train
HI-LO & Chocolate Puma – Steam Train
The Gap Band – Party Train
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Il governo dei migliori dei peggiori ha deciso il piatto del giorno: coda alla vaccinara per tutti. ( ricetta )

A questo articolo metterei un sottotitolo: “incoerenza e coerenza“.

L’incoerenza di chi dice e disdice, di chi non obbliga e obbliga, di chi legifera e si pone al di sopra della legge.

La coerenza di Allegro.

Buona lettura!


Autore: unallegropessimista

(17 settembre 2021)

Per fare la coda alla vaccinara per prima cosa ci vuole il bue.

Gli scappati di casa che ci governano, il governo dei migliori dei peggiori, ha deciso green pass per tutti i posti di lavoro. Hanno deliberato che volontariamente o con le buone o con le cattive ci dobbiamo obbligatoriamente vaccinare. Non hanno messo l’obbligo vaccinale che avrebbe avuto senso, prendendosi tutte le responsabilità, ci mancherebbe, hanno deciso che il vaccino rimane su base volontaria ma lo si deve fare per forza. Il tampone me lo devo pagare, il vaccino è gratis . “Fatti il vaccino che è gratis ” Ora ti dicono ridendo” fregati prrrrrrrrrrrrrrrrrrrr ” dicevano stamattina sbellicandosi dalle risate.

Anche per il vaccino o il tampone essere ricchi conviene.

Chi ne esce peggio è il più scappato di casa di tutti : Salvini.

Due parole su questo scappato di casa.

Lo sputtanamento è totale, tra quello che ha detto e quello che è successo è una sconfitta senza precedenti, per non parlare della sua guerra personale al ministro dell’interno Luciana Lamorgese.

Salvini lei è a processo per via degli sbarchi, la sua difesa è che il blocco era una scelta collegiale, ora capisco che spesso non sa quello che dice, ma prendersela con la Lamorgese è come darsi la zappa sui piedi. Evidentemente far sbarcare le persone è una scelta di questo governo, e ora le do una notizia incredibile, lei Salvini con tutta la lega fa parte di questo governo.

Sul vaccino e green pass non ci sono parole, tra quello successo ieri nel voto nel governo e quello detto da lei fino a un giorno prima.

Spero sempre in un miracolo, che alla prossima visita ad una Madonna lo faccia diventare muto.

Passiamo alla ricetta.

Per fare la coda alla vaccinara ci vuole un bue e in questo paese per fortuna o sfortuna non mancano.

La coda alla vaccinara era un pasto per i poveri, poi per i ricchi, ora è per tutti, anzi volontariamente obbligatoria per tutti.

Per questa ricetta è obbligatorio avere pazienza, la cottura è lunga lunghissima, ma alla fine avrete un ottimo risultato, basta aspettare che si cuocia a puntino.
La ricetta del governo dei migliori dei peggiori, però la carota non la taglia a pezzettini ma la vuole grossa molta grossa e va messa con forza lì appena più sotto da dove inizia la coda, che al bue vaccinaro piaccia o no.

PS: Mi vaccino? Per il momento no, anche se non sono contrario al vaccino. Credo che spenderò qualche soldo in tamponi, i miei principi valgono sicuramente di più di qualche centinaio di euro. Aspetterò ancora qualche mese e vediamo che succede.

Un buon muuuuuuuuuuuuuuuuuuu a tutti .

Ricordo a tutti che il vaccino è su base volontaria, ed oggi si è puniti e discriminati se non lo si fa. Se non capite dov’è il problema vi meritate il governo dei migliori dei peggiori. Ma in Italia siamo abituati da anni a questi tipi di governi.

Il governo dei migliori dei peggiori ha deciso il piatto del giorno: coda alla vaccinara per tutti. ( ricetta ) — Racconti brevi di vita quotidiana ( spero allegri ed umoristici) aforismi pensieri idee di un allegro pessimista
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Le ultime novità importantissime dal Laboratorio!

(Conto alla rovescia degli eventi: NUOVA RUBRICA DI CONSULENZE -3 giorni e 22 ore; CHIUSURA DI LENNY -6 giorni e 22 ore; IL NUOVO SPAZIO -17 giorni e 22 ore)


Dove eravamo rimasti?
Dall’inizio all’amore.

Ma vediamo cosa è successo in seguito…

Quale sarà la sua proposta?


VINCEREMO!!!


CI SONO:

ALEMARCOTTI
ADRIANO
SILVIA
GIANNID
TONY PASTEL
ANDREAM2016
ANTARTICA
RAFFA
SILVIATICO
DEBOROH SENSITIVESON
VIKTOR SPIDER
LA PASTEL GRIS
ILNOIRE
BD
ALESSANDRO GIANESINI
KIKKAKONEKKA
ALIDADA
GRAVANTES
YLENIAELY
SARA PROVASI
ROBERT C DAY
e, per gentile intercessione di Silvia (“Ok supergirl con i suoi ha detto che ci sta!”), loro:
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30.000!

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– No.
– Sì.
– Chi l’ha detto?
– Lì.
– Non cosa, ma chi.
– Lì, è scritto lì.
– E chi l’ha scritto.
– Tu!


Ebbene sì, il 30.000esimo commento di casaendorsum è targato ivano f!

ivano f

Ha vinto l’omissione pubblica del commento celebrato! E un dialogo a due voci mooolto lontano dal reale, ma si sa, chi scrive interpreta il vero.

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Dedicato alle donne – 2

Dedicato alle donne – 1


Premessa.
Questa è una rubrica dedicata alle donne.
Ma gli uomini informati sono molto belli.

Dopo l’articolo di Sara Beltrami – Il Predicato verbale, vorrei proporre un caso specifico, ma non singolo. La differenza sarà chiara in lettura.

Ringrazio sted.world per avermi permesso di pubblicarlo.

Buona lettura.


Mestruazioni e vaccini — sted.world

AGGIORNATO IL 2 AGOSTO 2021
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Dopo la seconda dose ho un mega ritardo del ciclo (e io tendo ad essere molto molto regolare). Ho cercato su internet se fosse una cosa diffusa o meno, per capire se preoccuparmi (e quanto), e devo leggere robe aberranti tipo: “Ci sono state segnalazioni da parte di molte donne…MA RICORDIAMO CHE ANCHE LO STRESS PUÒ PROVOCARE RITARDI” Ma anche: “È un caso, o una coincidenza”.
Studiare sto fenomeno senza fare gaslighting alle donne che lo segnalano è troppo difficile?
Poi si lamentano che ci stanno persone indecise. Co ‘na comunicazione talebana del genere, te credo che ce so indecisǝ. Altra cosa estremamente fastidiosa: essere tacciata come complottara novax pure se ho fatto entrambe le dosi, e tutto solo perché ho posto mezza questione sul vaccino.

Io credo nella scienza e vorrei semplicemente che questa si occupasse di me in maniera adeguata. Ma non è una novità, né un mistero: la medicina non si occupa adeguatamente né delle donne (vedasi, solo nel periodo recente, la confusione con AstraZeneca o la questione Vulvodinia), né delle minoranze. Questa cosa, per me, è una grave mancanza e non ha nulla di normale, o di giusto. Mi è stato detto che non conosco il metodo scientifico, quando non sto criticando quello, critico la faccenda a monte: che donne e minoranze non vengono proprio prese in considerazione. Quindi, tornando a noi, su Twitter mi segnalano un thread di @gretelisabetta, che trovo abbastanza esaustivo. Lo riporto qua sotto:

“A febbraio, l’antropologa medica Kate Clancy è stata tra le prime a parlare dei cambiamenti nel suo ciclo in seguito alla somministrazione di Moderna.

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Dopo diverse segnalazioni, Clancy ha deciso di creare una survey per mappare gli effetti del vaccino COVID-19 sul ciclo mestruale, aspetto finora non indagato a sufficienza e lasciato fuori dai form per gli effetti collaterali.

Come riportato da BBCNews, al momento non esistono evidenze scientifiche, solo una serie di circostanze e casi che potrebbero essere ricollegati al vaccino. In ogni caso, questi effetti sembrano TEMPORANEI e NON preoccupanti.

Quali possono essere i cambiamenti? Spotting, mestruazioni anticipate, più lunghe, dolorose e/o abbondanti sono tra i più segnalati, ma ogni corpo ha la propria “normalità” e di conseguenza può reagire diversamente.

L’ipotesi principale lega questi effetti al processo infiammatorio e antinfiammatorio che regola la rigenerazione cellulare di tessuti come l’endometrio (il “rivestimento” dell’utero), abituato a rimodellarsi costantemente (https://vajenda.substack.com/…/the-covid-19-vaccine-and…)

Ma perché è importante? Saper riconoscere se un’anormalità è legata al vaccino potrebbe essere di enorme aiuto nell’individuare problematiche più gravi, soprattutto nelle persone trans in terapia ormonale o in menopausa.

Anche se non è preoccupante, parlarne è d’aiuto.
Come dice la ginecologa Jen Gunter: “Immagina se tu non avessi saputo che la febbre poteva essere un effetto collaterale del vaccino? Magari ti saresti preoccupatǝ che qualcosa di inaspettato stesse accadendo al tuo corpo. La stessa cosa vale per le irregolarità del ciclo.”

Insomma, se dopo il vaccino COVID-19 avete notato delle irregolarità sappiate che è comune, non preoccupante e temporaneo.
Tenete comunque sotto controllo questi cambiamenti ed eventualmente contattate unə espertə.

Potete anche segnalarli nella survey linkata.”

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Sono stata molto felice di vedere che almeno Clancy si stesse muovendo per studiare questa cosa senza partire dal presupposto che siamo le solite sceme cacacazzo che non conoscono manco il proprio corpo. Per me è problematico che non esistano evidenze scientifiche, che non ci siano studi su questo, che, a quanto pare, non è una delle priorità. Pure la febbre non viene a tuttǝ, eppure quella appare come effetto collaterale. Possibile che sulle mestruazioni non si possa indagare un minimo più a fondo? Perché trovo assurdo reperire più facilmente certe informazioni da Twitter che dal sito del governo. E lo voglio ribadire: tutto sto pippone non è per togliere credito alla scienza, l’esatto opposto. È semplicemente ora che la scienza si accorga che esistiamo e che ci tratti in modo adeguato, che non è ridurre tutto a “un caso”, “lo stress”, “se stai tranquilla andrà tutto bene” e via così. (Allego alcune risposte che ho ricevuto su Instagram, che non sono evidenze scientifiche, ma comunque esistono)

Altro messaggio importante ricevuto:
È importante segnalare qualsiasi cosa succeda dopo inoculo. Io, che sono nella ricerca clinica, invito i medici sperimentatori a segnalare tutto. Alla fine, la visione di insieme la hanno le sezioni di farmacovigilanza delle aziende farmaceutiche, loro sanno cosa statisticamente sia importante e cosa no. In base ai dati raccolti, si creano i dossier aggiornati. Solitamente i dossier sulle reazioni avverse si aggiornano ogni 6 mesi- ogni anno.

È super importante.

Puoi/potete farlo tutti/e andando sul sito vigifarmaco di aifa. Non necessita la approvazione del proprio medico e, assicuro, le aziende farmaceutiche considerano tutte le segnalazioni pervenute.

Lo ribadisco ancora una volta: non sono una complottara, non sono novax, ma non sono manco scema e non voglio essere trattata come tale.
Mi pare davvero assurdo che o sei contro a prescindere (novax, appunto) o sei pro a prescindere (che significa che non puoi muovere mezza critica né fare una cazzo di domanda legittima e diventi una novax rincoglionita pure se ti sei vaccinata e lo rifaresti). Semplicemente, visto quello che m’è successo, mi sono fatta un paio di domande e ho trovato qualche risposta qua e là e la condivido perché a me ha tranquillizzato molto e spero tranquillizzi pure qualcun* altr*, pure se certe rassicurazioni non dovrebbero arrivare così, da qui: non sono una scienziata e non mi fingo tale, né mi interessa farlo. Vorrei solo un po’ di chiarezza e pure di correttezza; ma, ad oggi, fatico a trovare entrambe queste cose quando si parla di questa cazzo di pandemia (e non solo. E, a dirla tutta, credo sia proprio per questo che nascono e proliferano le fake news e i gombloddi).

Mestruazioni e vaccini — sted.world
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Dopo il diario cinese…

Timbro con il pittogramma cinese di Aldo Terminiello

Aldo Terminiello (l’autore del mio avatar), dopo il bellissimo Diario cinese, ha illustrato un romanzo.

Seguo il suo lavoro e ne rimango sempre rapita, perciò ve lo propongo.

Immagine di Aldo Terminiello

Il romanzo, satirico e satanico, si intitola
MDP – La Multinazionale della Pace,
è scritto da
L. V. Raiola.

Attratta dalle tavole illustrate di Aldo, ho dato una letta al primo capitolo del romanzo e l’ho trovato maledettamente maledettamente maledettamente…
niente aggettivo (troppo facile), solo una citazione emblematica e il testo da leggere (vi piacerà!).

Buona lettura!

“I programmi di denuncia sociale erano il miglior humus del degrado sociale.”

Tratto da MDP – La Multinazionale della Pace di L.V. Raiola
Copertina di MDP – La Multinazionale della Pace (Immagine di Aldo Terminiello)

111 pagine, 8 illustrazioni in b/n
paperback €9,00
ebook €4,00
gratis su Kindle Unlimited.


DIARIO CINESE, di Aldo Terminiello

Diario Cinese, pp. 300 a colori, €10 (incluse spese di spedizione).
Contattate Aldo Terminiello tramite il form.