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Consulenze

8 sfumature di musa – BIGINO

Armin Glatter – The reader (Ungheria, 1861-1916)
olio su tela, 70 x 50cm – immagine presa qui
IN ATTESA DEL CORSO DI AGGIORNAMENTO PER MUSE, ECCO QUI UN UTILE BIGINO A RIASSUMERE ALCUNI CONCETTI DI BASE E I 20 SUGGERIMENTI ESSENZIALI A OGNI MUSA PER NON PERIRE DI SCONFORTO.

A) L’oggetto del contendere: l’Amore.

Musa (musa)
oh mia musa…

artista a caso

Di quell’amore dichiarato, cantato, declarato, inutile dirlo, le tracce sono tutte nell’opera che la musa ispira. E lì resta. Dell’amore purissimo e profondo esiste solo un costrutto linguistico, visivo, sonoro vuoto. D’altro, vuoto. Questo è ciò che la musa deve sapere e tener sempre a mente, poiché ella è mezzo e mai fine.

B) Per una moderna enunciazione:

La musa è un veicolo per.
Un forma che attira.
Un abitacolo quando.
Un motore se.
Un’autoscuola, in ogni caso.
La voglia in movimento.
L’ispirazione.
Ma mai, dico mai, una destinazione!

endorsum

LA MUSA È

VEICOLO: la musa è un veicolo per.
Andare da qui a lì in un tempo limitato. È, per così dire, il modo più agevole e veloce per mettersi su una strada che porta a.
Dove porta? In infiniti luoghi, spesso tutti interni all’artista. Talvolta esterni come una mostra, una pubblicazione, un concerto, in ogni caso porta all’ammirazione di un pubblico più vasto.

FORMA: una forma che attira.
Ebbene sì, la musa è una forma della quale poco si indaga il contenuto. Riluce e attira, poiché lucida e riflettente. Riflette ciò che vi si proietta addosso. È uno specchio traslato.
Solo uno specchio? Sì, solo uno specchio utile alla conoscenza dell’artista stesso. Egli si conosce, ignorandovi totalmente. È un paradosso. Non importa con quanta dovizia di particolari descriva la piega del vostro sorriso, l’artista indaga unicamente le proprie capacità descrittive ed espressive e la gioia che ne deriva.

ABITACOLO: un abitacolo quando.
Quando la vita è triste e cupa, piena di solitudini e frustrazioni, ecco che la musa è il contenitore perfetto per abitare: è il sogno da alimentare e dal quale essere alimentati: un utero.
Un utero? Certamente, l’esperienzia primigenia, il luogo caldo e accogliente nel quale percepirsi esseri al sicuro. Che lo si voglia o meno, si è il dolce porto nel quale attendere il passaggio della tempesta, per poi ripartire più gagliardi e pimpanti che pria.

MOTORE: un motore se.
Se il proprio motore è spompato, con all’attivo troppi chilometri macinati e vien meno la spinta propulsiva originale, ecco che la musa rappresenta il motore ausiliario .
Cioè? Cioè l’artista ha la rara capacità di funzionare in modalità ibrida: quando il motore a benzina è a secco, parte quello elettrico, cerebrale, sinaptico, innescato dalla curiosità di provarsi su un nuovo oggetto di gioco: voi.

AUTOSCUOLA: un’autoscuola, in ogni caso.
Dire nave scuola pareva brutto e inappropriato, dato l’uso dell’immagine di un veicolo a 4 ruote, ma il concetto resta. Fatevene una ragione, in questi luoghi internettiani ameni la musa è una palestra.
Una palestra? Ovvio che sì, un luogo nel quale esercitarsi in prossimità di una sfida vera e concreta nella quale tutte le abilità messe in campo dovranno essere utilizzate al loro meglio.

VOGLIA: la voglia in movimento.
Oh, sempre sia benedetta una voglia che si sveglia dai torpori del quotidiano! Benché nascosta sotto strati e strati di arte bene o mal creata, la voglia fa capolino e certifica l’esistenza in vita dell’artista.
Una voglia sconcia? Sempre! Ma non c’è nulla di male in questo, è alla radice della vita, della conoscenza e carburante corrisposto della curiosità esistenziale.

ISPIRAZIONE: l’ispirazione.
Ovvero la scintilla creativa, quell’essere divinità creatrice che si esplica non solo nel dar seguito a una progenie, ma nel generare “oggetti” nuovi e personali, talvolta baciati dall’anelito universale.
Per merito mio? Per merito dell’interazione che l’artista ha con l’idea di te, oh musa. Di idee si parla. E di interazione con esse.

MAI LA DESTINAZIONE: mai, dico mai, la destinazione!
E qui siamo al vero nodo dolente. La musa non è destinataria di amore, ne è solo la scusa per riscoprirlo. L’artista si accalora, eccita, accende e tanto basta.
Come sarebbe a dire? Sentirsi vivo è tutto ciò che cerca, la musa è un mezzo, non la destinazione.

E L’AMORE? QUELLO CHE VIVIFICA E CURA? QUELLO CHE ACCOGLIE E PROTEGGE? QUELLO CHE CONDIVIDE E PROGETTA? QUELLO DELLA FIDUCIA E DELL’ESTREMO SACRIFICIO (TANTO OSANNATO)?

… AHAHAHAHAHAHAHAHAH!

C) Il piccolo compendio di sopravvivenza.

1) “Mi ha dedicato un racconto: bruttissimo.”
L’ABUSO DI BUONA CREANZA: sì, diciamolo, non tutto ciò che ispiriamo esce col buco e sì, diciamolo, a forza di compiacere l’artista si incorre in indicibili malori. La vostra buona creanza è un problema. Florida e bella, polposa come un frutto maturo, la buona creanza si presterà a essere fraintesa e violata, continuamente violata, in una parola: abusata. Per quanto possa costare, non siate troppo entusiaste di fronte a un’arte brutta, è diseducativo per l’artista e non lo aiuterà a raggiungere le vette dell’Arte. Lo fate per l’Arte, l’Artista e per il vostro stato psico-fisico. Dite che è brutto!

2) “Una poesia, bella era bella, ma non ho capito nulla.”
LA MANCATA COMPRENSIONE DELL’OPERA: oh, talvolta le parole, come le forme e le note, sono messe insieme con una logica molto personale. Sì, è come pensate… alla cazzo! La comprensione fugge, con il senso; sono di fatto una bella coppia e quando scappano lo fanno alla grande, lasciandovi interdette. Non abbiate timori, non siete voi a essere ignoranti e stupide e non coltivate pudori inutili, ditelo: non ho capito.

3) “Sono finita in un quadro astratto e non mi sono trovata.”
“Continua a rappresentarmi bionda: sono castana.”
MANCATA COINCIDENZA DI ATTRIBUTI FISICI E MORALI: duole, fa male, sì, non è sbagliato sentire le urla del vostro piccolo Narciso interiore, ha tutte le ragioni del mondo. Quando l’Artista esagera e vi proietta addosso un’immagine ideale troppo lontana, il dubbio è lecito e va esplicitato: hai cambiato musa?

4) “Continua a dedicarmi liriche chiamandomi con il nome della ex-moglie.”
IL NOME ERRATO: Santissimo Ragazzo, ma, ma, ma! Non si sorride davanti al nome errato, non si nicchia, non si sorvola perché solo voi sapete quanta acidità di stomaco provoca, quindi, prevenire l’ulcera è prioritario. La Musa qui non può lasciar correre. È indispensabile una strigliata con la spazzola dai denti di ferro. Pretendete di essere chiamate per nome ogni volta che vi rivolge la parola. L’alternativa è l’uso della succinta frase, terribile da sentirsi porre, “come mi chiamo io?” spruzzata a pioggia sulle conversazioni.

5) “Mi ha dedicato una canzone riciclando un vecchio testo.”
IL RICICLO: qui, Signore mie, è utile la prova. Le sensazioni non contano, è indispensabile la flagranza di reato. Certo, l’Artista avrà un bel dire che il suo linguaggio artistico è composto da quei cinque elementi lì, ma plagiare se stesso a fronte di differenti Muse è un’onta più per lui che per voi. Perciò non esitate, siate magnanime nella sottolineatura e, permettendovi anche di sbottare, affermate il vero: ma l’hai riciclato!

6) È SERIALE
L’essere polimusico di un Artista non è in assoluto un tratto disdicevole. Lo diventa quando si dichiara innamorato. Perdutamente innamorato. Poichè la condizione del perdutamente innamorato comporta un notevolissimo consumo di energie psico-fisiche, è chiaro che il moltiplicarsi in analoghe dichiarazioni ad altre Muse nasconde una forma menzognera, atta a mantenerevi in compiacenza. La responsabilità non è delle colleghe, bensì della leggerezza con la quale l’Artista dichiara il suo perduto amore. Ecco, siate il suo amore perduto e permettetevi un sonante e liberatorio ma vaffanculo!

7) “Ha iniziato a chiedermi di mandargli immagini di parti del mio corpo per aiutare l’ispirazione.”
L’IMMAGINE: che dire, va a gusti. Alla Musa può piacere essere un po’ esibizionista, sia pur protetta dall’immancabile promessa “tengo l’immagine per me, ma se vuoi la cancello all’istante”. Attente a cosa mandate però, oh Muse, potreste pentirvene amaramente ritrovando la vostra patonza a grandezza innaturale sbattuta sui muri della vostra città, o usata in promiscui giri d’affari che non vi riguardano, ma che esistono. L’immagine è tante cose: un trofeo di guerra (e va esposto come ogni buon trofeo, se no che trofeo è?), una stimolazione immaginifico-ghiandolare, un feticcio, un oggetto contro il quale scaricare ire, un simulacro, uno strumento ricattatorio; perciò pensate e valutate con attenzione, uscite per un attimo dallo stato confusional-narcisistico e riflettete sulle conseguenze.
E la fiducia?
…AHAHAHAHAHAHAHAH!
Quindi che foto mando? Il gomito!
Un ottimo consiglio, qualora le richieste fossero incessanti e fastidiose, lo fornisce Biagina Danieli (nel commento del :
“N.7 uhhhhhh….una volta, ma tempo fa, ho inviato foto di un Pisellone enorme, ha smesso di rompere”
Per spirito di servizio, segnalo un luogo in cui poter trovare qualche pezzo d’arte che ben si presta alla situazione (grazie A TE per arricchire ogni giorno il nostro triste immaginario):
cazzi fantastici e dove trovarli – prima parte
cazzi fantastici e dove trovarli – seconda parte

8) “Non vuole che risponda ad altri maschi.”
LA GELOSIA: l’artista polimusico (con più Muse) è, con ogni probabilità, anche un ottimo esternatore di gelosia. E annessi.
Il fatto di dedicare le proprie attenzioni a più Muse lo induce a credere che tutti siano poli-qualcosa e ciò lo porta a simpatiche forme di: stizza, muso, aggressività verbale, dispettucci, sputtanamento, provocazione di senso di colpa, sminuimento, bullismo, sarcasmo, offese in pubblico e in privato, stalking informatico, violazione della privacy.
Se le cose dovessero farsi pesanti, oltre a limitare le forme di accesso alle vostre pagine, è una denuncia ciò che ci vuole: Cyberstalking (sito informativo della Polizia Postale e delle Comunicazioni)

9) “Ho finito i complimenti, ne vuole sempre di nuovi o si offende.
DELL’INSAZIABILE: lo sapete in molte, si parte da un “che carino” e si arriva a “hai sconvolto la mia concezione di eurismo, costringendomi continuamente (ma continuamente continuamente) a trovare significati nuovi e, seppur non volendo, a trovare (ancora trovare e continuamente trovare) inedite suggestioni a O-G-N-I SINGOLA parola (suono, forma, quello che è…).”
Fermate subito la progressione! Non sapete dove potrà infilarvi, anche a rate mensili, se non siete in grado di dire di no! Preparetevi, i capricci non mancheranno, quindi addestratevi tramite qualche seduta con piccoli despoti figli di parenti o amici (la vostra figliolanza è sconsigliata, poiché è necessario un ambito in cui il distacco risulti fin da subito elemento salutarissimo). Appena pronte, regalatevi uno stop, un passo indietro e sì, rischiate tutto, di nuovo, su ciò che davverò sentite per l’opera: che carino!

10) “Mi ha detto un mucchio di bugie.”
BUGIE IN ENRATA: diciamolo, sono tante.
Del tutto comprensibile, sia chiaro, cosa non farebbe l’Artista per avvicinarsi all’immagine ideale che ci ha acchiappate? Di tutto. Sì. Anche qualcosa di più. Ah, umana debolezza!
La tentazione è fortissima ed è semplice mettere in atto il castello di parole e fantasie. La casistica continuamente offre le più belle e immaginifiche trasfigurazioni; sarebbe facile ingentilire il testo riportandone alcune, ma no, ognuna pensi alla propria esperienza, c’è di sicuro ottimo materiale per ridere diversi minuti. Ovvio, non c’è riso se la situazione è in corso (permane un simpatico misto di sconforto e incazzatura rivolto alternativamente a sé o all’Artista.).
Quindi, Signore, abituatevi ad applicare la TARA! Non incolpatelo ripetutamente, è inutile. Vi ha detto di essere un figo pazzesco? TARA! Di essere solo? TARA! Di amare unicamente voi? TARA! Di essere ricchissimo? TARA!
La tara è indispensabile, ma non risolve, soprattutto nel caso in cui lui vi abbia davvero sommerse di balle, così tante da rendere impossibile il denudarsi di fronte ai vostri complici occhi.
E quindi?
E quindi il rischio sostituzione di persona è dietro l’angolo. Terribile, lo so, ma Cyrano è un classico sempre attuale.
Esiste un’alternativa?
La buona notizia è che l’alternativa esiste e si chiama spoglia la cipolla. Sì, si piange e non si sa dove si va a finire a forza di togliere e pulire, ma… non eravate interessate al suo cuore?

11) “Gli ho detto un mucchio di bugie.”
BUGIE IN USCITA: diciamolo, sono tante.
Del tutto comprensibile, sia chiaro, cosa non fareste per avvicinarvi all’immagine ideale in chi avete acchiappato? Di tutto. Sì. Anche qualcosa di più. Ah, umana debolezza!
La tentazione è fortissima ed è semplice mettere in atto il castello di parole e fantasie. (Questo incipit è praticamente identico a quello del punto precedente: è vero, non ho fatto distinzioni.)
E adesso?
Adesso sono “cazzi amari” (ringraziamo, per il prestito del modo di dire, il M.R.D.F.M.R. o Movimento di Riconoscimento Dignità alle Frasi dalla Miglior Resa). Ben dice chi sostiene che la verità paghi sempre: è una bugia anche questa. La verità paga in casi eccezionali e non subito, ma a 30/60/90 giorni, come foste una fattura.
Sono sicura di essere il caso eccezionale, tutto sommato sono addirittura piacente.
Attenzione! Non sottovalutate mai la vostra peggiore antagonista: voi, nella sua testa!
Nei mesi son successe cose, vi ha attribuito vezzi, gesti, modi d’essere e di fare… ABITI! Ok, anche mugolii, abilità amatorie, frasario e di sicuro non ha visualizzato la cellulite. Per lui sarà comunque dura.
E quindi?
E quindi lo si prepara. E poi, è il caso di ricordarglielo, non aveva chiuso con il passato? Ecco, fategli includere anche il vostro passato prossimo.

IL CONSIGLIO IN PIÙ

Quando il giorno verrà, regalatevi reciprocamente l’elenco delle balle profuse. Vi hanno detto che non si fa? Che guai ad ammettere? Ok, mi contraddico, ebbene mi contraddico: la verità paga, più o meno, sempre.

12) “Ho scoperto che altre donne sono certissime che l’opera sia stata dedicata a loro.”
L’OPERA POLIVALENTE: è quell’opera ispirata che, guarda un po’, ha valore per più persone. Ora, non parliamo di una semplice immedesimazione, un sentire universale, la capacità dell’opera di parlare a molti cuori, no, qui si parla di una rete a strascico.
Cos’è una rete a strascico?
La rete a strascico è l’opera, creata da un abile Artista, composta da riferimenti a più Muse. Ciascuna coglierà il riferimento unico e univoco e considererà l’opera a sé dedicata, felice.
È indubbiamente una tecnica che implica cura e attenzione, ma il suo rapporto impegno/benefici la rende in assoluto la più economica.
Quando le Muse hanno occasione di confrontarsi sull’arte che hanno ispirato, capita che la costernazione si presenti di fronte a quell’unico prodotto comune a tutte. Non mancano esclamazioni tipo: “la rosa è il mio fiore, io sono la rosa dai petali vellutati e dal profumo intensissimo!”; “il mare è la metafora del suo sentimento da quando ha iniziato a dedicarmi opere!”; “la luna, cazzo, sono sempre stata la sua luna!”.
Ebbene sì, l’opera polivalente ha dentro tutto. Ma indaghiamola con attenzione, per riconoscerla.
CARATTERISTICHE DELL’OPERA POLIVALENTE:
1) Presenza di più immagini simboliche (che una Musa si complimenta per l’uscita dal conseueto codice amoroso, credendo d’ispirare, di tanto in tanto, un soffio di eccentrica novità!);
2) Vaghezza (l’occhio è di fuoco, dolce, luminoso, i capelli son di seta, morbidi, sul viso, tra le dita, il seno è… il capezzolo è un bocciolo turgido, i fianchi morbidi, le mani bellissime; scordatevi colorazioni, forme effettive, tutto ciò che identifica, scordatevi soprattutto il nome!);
3) Richiesta (sì, perché c’è chi ha dato e chi deve dare; chi ha dato che si replichi, chi deve dare cosa sta aspettando ancora?);
4) Collocazione a-temporale (vaghezza + metafora; l’attimo è inevitabilmente elevato e prende le sembianze di un immaterico vissuto, sia pur carnale, impossibile da piazzare qui o lì nel tempo, nello spazio, nella situazione reale.).
Che fare quando ci si accorge della polivalenza dell’opera?
Una cosa faticosissima: cercare le altre Muse e parlarsi.
Ma questo farà sparire l’Artista!
Oh, sì, capisco.
Come si fa a sapere se un’opera è genuina e dedicata solo a me?
Il metodo più sicuro? L’opera non pubblica, bensì privata. Certo, l’Artista seriale lo è anche in questo e invierà molteplici opere personalissime tutte uguali, ma che fatica! Comunque non rischierete che quella nata per voi serva smaccatamente e pubblicamente da esca per altre Muse… sempre antipatico, no?

13) “Mi corteggia in modo serrato e non so come arginare la cosa.”
LO STOP: lo so, è brutto, è la morte della Musa interiore, ma quando la cosa vi asfissia è arrivato il momento di prendere aria. Quanta aria, vedete un po’ voi.
Di vero c’è solo una cosa: se vi sentite a disagio, c’è qualcosa di sbagliato, da indagare: FATELO!

IL CONSIGLIO IN PIÙ

Le altre Muse sono risorse importanti. Non lasciatevi mettere in competizione e aiutatevi, perché il momento della sostituzione, che piaccia o meno, arriva per tutte.

14) “Da quando ho accettato la videochiamata non mi dedica più nulla.”
DELLA GRADEVOLEZZA: oh, questo è un problema, non si corrisponde all’immagine idealizzata. Non c’è soluzione. L’aver dato indicazioni precise, o meno, conta poco. Un rifiuto è sempre duro da accettare, ma va fatto. Regalatevi una coccola speciale e voltate pagina, non siete in assoluto sbagliate, semplicemente non siete giuste per l’Artista, capita anche alle migliori e il video è lì a dichiararlo, quindi, si ritorni all’antico e potente vecchio adagio: chi non vi ama non vi merita!

15) “Da quando ci siamo incontrati non mi dedica più nulla.”
DELLA SPIACEVOLEZZA: spiace, ma non è scattata la scintilla. Magari la gradevolezza c’era, ma la compatibilità a pelle non è stata invitata all’appuntamento, e ve ne siete accorte. In qualche modo ne siete anche rimaste sollevate e non avete fatto nulla, nulla, nulla, per far funzionare l’incontro. In certe occasioni si ha addirittura voglia di scappare.
Ecco, la prossima volta osate: scappate!

16) “Da quando glie l’ho data non mi dedica più nulla.”
LA SINDROME DA TROFEO: sì, bellissimo, ambito, agognato trofeo. Qual è il posto di un trofeo? Sulla mensola (a prender polvere).
TIMOR PANICO: esiste e vive in mezzo a noi.
Il panico è un animaletto poco docile che usa saltar fuori quando meno ci si aspetta e l’Artista può esserne vittima al pari degli altri. Troppo coinvolgimento duole a chi si teme in amore. Scordatevi d’essere la terapia!
INCASTRI: eh, niente, non ha gradito la vostra particolare mossa dell’aragosta. Qualche domanda potete pur porvela: che non vada bene per tutti? che non vada bene proprio con nessuno? è ora di rinnovare il parco posizioni magiche? Le domande sane non guastano, ma con cautela, siete Muse.

17) “Da quando non ho accettato di dargliela, mi dedica cose terribili.”
IL CAMPANELLO D’ALLARME: c’è un solo modo per dirlo: ARIA!!!

18) “Da quando non gliel’ho data mi dedica cose bellissime. (Camelia Nina)
L’ETERNO VIRGINEO: ecco, la situazione è assai confortevole e appagante per il piccolo e amato Ego… ma la carne?

19) “Continua a dedicarmi canzoni di Gigi D’Alessio. (Centoquarantadue)
DELL’ESTRANEITÀ: c’è qualcosa, qualcosa che non capite, non vi spiegate quella sensazione di estraneità che coglie a un tratto, il dubbio sonoro di un equivoco, il fastidio fisico, la nausea mattutina, un senso di stanchezza… siete incinte! E non è la notizia peggiore: il padre è lui! Gli amanti di Giggino hanno lo spermatozoo veloce, è ora che lo sappiate.

20) Son stanca de esser corteggiata dalli defunti vaginae!
LO SEGAIOLO STOLTO: esso appare se la Divina Musa è provvista sopratutto di mammella procace, e per levarsi dalle caviglie siffatto sfrangiator d’organi altrui, ella allontanerà dalla sottana – anco per non esser accusata di pulcredine o impudicizia – a colpi di cilicio lo molesto impestatore spacciatosi per principe dell’arte. (by Adriano)

I VOSTRI CONSIGLI

unallegropessimista Dice:
Comunque dipende per chi si fa la musa.
A pittori la devi dare. Marta Marzotto il culo di Renato Gottuso. Amanda Lear Savator Dalì
Ai poeti assolutamente non devi dargliela, continueranno a scrivere poesie. Petrarca e Laura, Dante e Beatrice.
I cantanti vi dedicheranno canzoni all’inizio e alla fine della storia. Ramazzotti Hunziker, Ligabue e Donatella Missori.
Gli scrittori al massimo un libro.
Quindi come vedi dipende per chi diventi musa. In ogni caso se vuoi essere eterna musa non devi dargliela mai.

zipgong Dice:
ritorniamo alla lectio magistralis.
Primo. Non dargliela.
Secondo. Non dargliela ma con il contorno.
Terzo. Il dolce alla fine ci vuole. Dai, dagliela.

andream2016 Dice:
Ok! Dialogo:
Musato: “oh mia musa ecco un quadro a te ispirato”
Musa: “fa schifo!”
Musato: “ma è un’ode alla tua bellezza!!”
Musa: “te lo dico io che fare, prendi la tua «ode» arrotolala e ficcatela su per il deretano! E se insisti ti denuncio per stalking!!”
Della serie « i musati sono bestie anco loro, muse, non feriteli »

D) Varie ed eventuali.


Se c’è un’indicazione che vorrei restasse è questa:
in caso di attenzioni moleste, furti (o uso improprio) di materiale personale, ricatti, non esitate a rivolgervi qui: Cyberstalking (sito informativo della Polizia Postale e delle Comunicazioni).

Bene, il breve corso termina qui.
È però in preparazione una giornata di corso avanzato, un aggiornamento vero e proprio.
Resto a disposizione per dubbi, suggerimenti e scambio di opinioni: endorsement@virgilio.it


Grazie a tutte e a tutti per l’attenzione e i preziosissimi contributi, in particolare (in rigoroso ordine di apparizione) Camelia Nina, Centoquarantadue, BD, unallegropessimista, zipgong, andream2016, Nonna Pitilla, Adriano!
Alla prossima!

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Orgasmo

GIRA CHE TI RIGIRA ECCO IL POST TUTTO SESSO!


MA NON L’HO SCRITTO IO:
L’HA SCRITTO ADRIANO.


BUONA DOMENICA E BUON GOD DIVERTIMENTO!


Orgasmo.

Adriano

A letto esistono solo due categorie di persone: quelle che fingono l’orgasmo e gli uomini.
– Sigmund Freud.

L’orgasmo è, assieme ai mondiali di calcio, una di quelle cose per cui vale la pena vivere.

In passato si sapeva ben poco su questo argomento:

Paziente:Dottore, non riesco a raggiungere l’orgasmo!
Medico:Provi a correre più veloce.
( Un medico nel 1965.)

Oggi, invece, si può scegliere tra orgasmo maschile, femminile, singolo, di gruppo, senza zucchero, diet senza caffeina.

Introduzione.

La lettura di questo post dà diritto ad un orgasmo gratuito, ma a chi lo farà provare lo deciderò io.

Nella specie umana, sia uomini che donne possono avere l’orgasmo. Gli uomini lo hanno sempre saputo ma per secoli hanno tentato di nascondere questa verità alle donne per evitare che queste ultime li caricassero di responsabilità. D’altronde, gli uomini non sono nuovi a certe mistificazioni: fino a vent’anni fa avevano fatto credere alle donne che la saliva femminile avesse proprietà antibatteriche. Cosa non si arriva a dire pur di farsi fare un pompino.

Negli uomini l’orgasmo si presenta come un picco rapido di eccitazione seguito dall’eiaculazione, a cui segue la fase che in termini scientifici i sessuologi chiamano “fase dell’ho-avuto-quel-che-cercavo-per-me-va-bene-così-buonanotte“.

Nelle donne l’orgasmo è molto più incerto, più difficile e più problematico da raggiungere, questo per essere perfettamente in linea con la loro indole.

L’orgasmo è per lo più associato, in ambedue i sessi, ad altri tipi di azioni involontarie, come emissioni verbali – di solito vocali – come AAAH oppure EEEH. I cavalli fanno IIIIIIH mentre, a detta di Povia, i bambini fanno OOOH. Viceversa, non s’è mai visto nessuno orgasmare urlando consonanti (BBBIII!!! EFFEEEE!!! ESSSSSE!!! DDDOPPIA VVUUUU!!!).

L’orgasmo si accompagna altresì a spasmi muscolari in diverse parti del corpo e a una sensazione di generica euforia, quasi paragonabile a un sei al Superenalotto o alla morte di uno scarafaggio.

Orgasmo maschile.

Il maschio dovrebbe raggiungere l’orgasmo al termine di rapporti sessuali con la sua partner, ma nella maggior parte dei casi è già venuto sei volte ancora prima di calarsi i calzoni. Un inconveniente non da poco per la donna ma anche per l’uomo, sopratutto quando viene il momento di rimettersi i pantaloni. Studi altamente scientifici effettuati dalla NASA hanno dimostrato che se un uomo orgasma su Giove, che si muove più lentamente della Terra, la durata di questo orgasmo sarà di 2 minuti e mezzo, cinque volte in più della media terrestre. La NASA, tuttavia, ha avuto diverse perplessità sulla pubblicazione di questi dati per paura che il popolo femminile potesse pressare le autorità per un’immediata colonizzazione del suddetto pianeta, da attuarsi nel più breve tempo possibile.

Schema dei tempi di eccitazione nell’uomo.

Durante l’orgasmo, nell’individuo di sesso maschile si verificano in rapida successione contrazioni ritmiche della prostata, dell’uretra e dei muscoli delle chiappe, che si spremono a ritmo di mambo; tali contrazioni spasmodiche servono ad espellere il seme nella vagina della donna e a sperare che questo le basti per il resto della serata.

Il processo di eiaculazione ha una durata che varia dai 3 ai 10 secondi ma la sensazione di piacere che a esso si accompagna dura in media 3 secondi. Soltanto 3 maledettissimi secondi di piacere. È per questo che l’umanità ha inventato cose come il cioccolato al latte.

All’eiaculazione segue la fuoriuscita dello sperma, una roba biancastra che sa di yogurt magro (fonte: una donna qualunque). Alla fuoriuscita del suddetto yogurt segue il già citato periodo refrattario, durante il quale l’uomo non ha la possibilità di avere un ulteriore orgasmo, ma anzi prova disturbo se i genitali vengono stimolati, con grande dispiacere della donna che spesso scuote il pene e guarda attraverso il meato uretrale come se esaminasse una cannula per spruzzare l’acqua in giardino:

– “Beh? Non esce più nulla?

Ben consapevole di questa momentanea insensibilità, l’uomo per un periodo di tempo variabile diviene insensibile agli stimoli femminili e la sua libido scende ai minimi storici, roba paragonabile al PIL della Sierra Leone. Di conseguenza il suo romanticismo potrebbe risentirne in misura impercettibile:

Prima dell’orgasmo:

Donna:Mi ami?
Uomo:Ti amo, ti amo da impazzire, non posso vivere senza di te!

Dopo l’orgasmo:

Donna:Mi ami?
Uomo:Ma che domande del cazzo fai?

La sensazione dell’orgasmo non è localizzata al solo organo riproduttivo, ma è estesa anche al resto del corpo, perciò non spaventatevi se una di queste sere doveste eiaculare dal gomito: fa tutto parte del grande disegno distorto di Madre Natura.

Orgasmo femminile.

Una donna stupita dal proprio orgasmo.

L’orgasmo femminile è una leggenda, come il Santo Graal, la città di Atlantide e il PD che vince le elezioni. La popolazione femminile si divide infatti tra quelle che fingono e quelle che fingono talmente bene da far credere al proprio partner di saperci fare.

È risaputo infatti che la donna, dopo un attaccante della Juventus, è l’essere vivente che simula meglio sulla faccia della Terra. La simulazione dell’orgasmo è la terza cosa che la donna impara fin da bambina, preceduta dalla parola “mamma” e dall’espressione “mi vedi grassa?“.

Schema dei tempi di eccitazione nella donna.

EEEH CI HAI CREDUTO??? NAH MASCHIETTO ALLA SCOPERTA DELLE DONNE, sappi che le ragazze saranno anche sentimentalone e alla ricerca di un principe, ma sono più affamate di te, e l’orgasmo femminile è otto volte più forte di quello maschile, tanto che se per magia un uomo si trovasse a provare l’orgasmo femminile, sverrebbe come una pera cotta. Addirittura spesso le donne piangono dalla goduria durante l’orgasmo. Ma c’è un però: essendo forte è anche ugualmente complesso da raggiungere e tu dovrai sapere come fare per fare URLARE una ragazza a letto con te, ma questo te lo dirà Madre Natura.

Comunque sia, nell’individuo di sesso femminile questo evento cosmico può essere vaginale, clitorideo o di entrambi i tipi contemporaneamente. Ecco quello che voi donne vi siete perse fino ad oggi:

  • l’orgasmo clitorideo è più veloce rispetto all’orgasmo vaginale. Esso si raggiunge più facilmente se il clitoride viene toccato, leccato o se gli si fanno complimenti sconci.
  • l’orgasmo vaginale, invece, si raggiunge con la penetrazione: di cosa, poi, è la donna a deciderlo di volta in volta. Per le giovani donne raggiungere l’orgasmo è spesso una questione di tempo, quindi se a breve avete una partita di calcetto evitate di far arrivare all’orgasmo la vostra partner.

Secondo il professor Mario Calzino, ordinario di Ginecologia alla facoltà di Lettere, quando una donna si avvicina al culmine dell’orgasmo, il clitoride intimorito si ritira all’interno del prepuzio e le piccole labbra assumono un colore più scuro. Secondo l’Associazione Nazionale Femministe Armate, quando una donna si avvicina al culmine dell’orgasmo stappa lo spumante. Il problema della donna, semmai, è che si è talmente rassegnata a fingere che se un uomo per miracolo riuscisse a farle provare un orgasmo lei neanche lo riconoscerebbe:

Oddio, che mi succede? E questo cos’è? Tesoro, chiama un’ambulanza!

Terminato l’orgasmo, il clitoride torna alle sue dimensioni abituali e per dieci minuti potete chiedere alla vostra donna tutto quello che volete.

A differenza degli uomini, le donne non hanno un periodo di refrattarietà, o ne hanno comunque di molto brevi. Questa particolarità rende loro possibile far seguire altri orgasmi al primo in tempi ravvicinati. Una pessima notizia per gli amanti più svogliati:

Amore, stai tenendo il conto? A quanti orgasmi siamo?
– Maschio che sta eseguendo un cunnilingus da 1 ora e quindici minuti.

Alcune donne riescono ad avere anche un terzo o quarto orgasmo quasi in successione, dando luogo così a quelli che vengono definiti orgasmi multipli. Questo tipo di orgasmo in comitiva si verifica per circa il 13% delle donne, tenute nascoste dai governi dei propri paesi che stanno cercando di sfruttare questa loro caratteristica per fini militari, con grande gioia dei militari.

Attualmente il record mondiale di orgasmi multipli è detenuto da una massaia russa che si era seduta su una bicicletta senza sellino durante una scossa di terremoto.

Gergalità.

Veni, vidi, vici“. Giulio Cesare commenta una notte di sesso con sua moglie.

L’orgasmo non è mai chiamato così. Di solito ci si concentra molto sui verbi di spostamento usando termini come “vengo” oppure “arrivo“. Non è un mistero ormai che a causa di queste consuetudini, la maggior parte degli uomini ha un’erezione pensando a una stazione ferroviaria. Gli spagnoli dicono “Yo corro” proprio ad indicare un noto problema di tempistica tipico di quel popolo. A volte si usano anche espressione più inusuali quali “Sta per uscire tutto” oppure “Prendilo al volo!” o ancora “guarda come macchio la moquette!“.

Altre espressioni comunemente usate sono:

  1. Uuuuuuuh!
  2. Odioddioddio!!!
  3. Arrrggh!
  4. Madonnamiaaaa!!
  5. SIIIIII!!!
  6. EEEETCIÙ!
  7. ROOAAAAAR
  8. Eeeerrhhrrhrrhrhrhrrr (attribuita a Romano Prodi)
  9. Madonna mia, che dolore! (attribuita a Piero Marrazzo)
  10. Ifix Tcen Tcen! (attribuita all’alieno Supersex)

Nei rarissimi casi in cui i rapporti durino oltre gli 8 minuti la donna, ormai stanca di recitare, invita l’uomo a raggiungere il piacere in vari modi:

  1. Vieni!: l’uomo raggiunge il piacere normalmente.
  2. Vieni qui!: l’uomo raggiunge il piacere in un luogo da stabilirsi.
  3. Vieni su: l’uomo salta sull’armadio e raggiunge il piacere.
  4. Vieni giù: l’uomo raggiunge il piacere infilandosi sotto il letto.
  5. Vieni da sinistra: l’uomo raggiunge il piacere venendo alla sinistra della partner.
  6. Vieni da destra: l’uomo raggiunge il piacere venendo da destra ed ha di norma la precedenza.
  7. Vieni al citofono: l’uomo raggiunge il piacere suonando al citofono della partner.
  8. Vieni in chiesa: l’uomo raggiunge il piacere durante la raccolta delle offerte.
  9. Vieni in macchina: l’uomo raggiunge il piacere sedendosi in auto, ma solo se sarà lui a guidare.
  10. Vieni alla finestra: l’uomo raggiunge il piacere eiaculando dal balcone e contemporaneamente annaffia le piante della signora di sotto.
  11. Vieni su Skype: l’uomo raggiunge il piacere cliccando su “Accedi”.
  12. Vieni in chat: Sarà visualizzato il messaggio: Aaaaaahhhhh.
  13. Vieni al telefono: l’uomo raggiunge il piacere tenendo in mano una cornetta.
  14. Vieni da me: I due raggiungono il piacere ascoltando la canzone de “Le Vibrazioni”.
  15. Vieni a tavola: l’uomo raggiunge il piacere imbrattando il tavolo di casa.
  16. Vieni al cinema: l’uomo raggiunge il piacere al cinema, con grande gioia di chi gli sta davanti.
  17. Vieni di corsa: l’uomo raggiunge il piacere durante la maratona di New York.
  18. Vieni alla fermata del bus: l’uomo trae giubilo nell’aspettare l’autobus che non arriva.
  19. Vieni alla festa: l’uomo raggiunge il piacere lungo il tragitto casa-locale.
  20. Vieni a trovarmi: l’uomo raggiunge il piacere andando a casa di un vecchio amico che non vede da tempo.
  21. Vieni subito: l’uomo raggiunge rapidamente il piacere.
  22. Vieni appena puoi: l’uomo raggiunge il piacere liberandosi dai suoi impegni.
  23. Vieni in smoking: l’uomo raggiunge il piacere agghindandosi come Fred Astaire.
  24. Vieni da solo: l’uomo raggiunge il piacere con una mano e un po’ di immaginazione.
  25. Vieni piano: l’uomo raggiunge il piacere stando attento a non svegliare i bambini.
  26. Vieni con calma: ecco un invito che l’uomo non riesce mai ad accogliere.
  27. Vieni in vetta: l’uomo raggiunge il piacere dopo aver scalato l’Everest.
  28. Vieni in farmacia: l’uomo raggiunge il piacere acquistando un’aspirina.
  29. Vieni allo zoo: l’uomo raggiunge il piacere dando da mangiare ai babbuini.
  30. Vieni con noi: l’uomo partecipa ad un torneo di bukkake.
  31. Vieni al lavoro: l’uomo raggiunge il piacere timbrando il cartellino.
  32. Vieni alla riunione: l’uomo raggiunge il piacere osservando la presentazione in Power Point di un collega.
  33. Vieni, per Dio: l’uomo raggiunge il piacere durante una crisi mistica.
  34. Vieni in discoteca: l’uomo raggiunge il piacere sulla pista da ballo.

Un ruolo fondamentale nella realizzazione dell’orgasmo è giocato dalla mente. La sessuologia moderna considera che un soggetto, per raggiungere l’orgasmo, deve essere mentalmente predisposto. L’insoddisfazione riguardante il proprio corpo, sensi di colpa, ansia, insicurezza ed alito cattivo possono incidere negativamente sull’esito dell’orgasmo, questo stando ai risultati del professor George Chapel, che nel 1989 tentò di masturbarsi in una gabbia di tigri siberiane senza tuttavia riuscire a raggiungere il piacere.

Sette cose da sapere sull’orgasmo.

  1. Se la vostra partner tiene in casa un dildo di gomma di 22 centimetri dicendovi che si tratta di un cotton fioc elettrico, forse ha difficoltà a raggiungere l’orgasmo con voi, oppure ha le orecchie come Dumbo.
  2. Il sesso tantrico potrebbe aiutare la vostra partner a raggiungere l’orgasmo, specie se voi andate a farvi un giro e lasciate la vostra partner da sola con l’istruttore di sesso tantrico.
  3. La posizione del missionario in tutte le sue varianti (gambe distese, gambe divaricate, gambe avvinghiate, gambe amputate) rappresenta per entrambi i partner un’ottima posizione per raggiungere abbastanza rapidamente l’orgasmo, quindi è particolarmente consigliata per scopate clandestine consumate in ufficio sul tavolo delle riunioni aziendali.
  4. Nella Russia sovietica l’orgasmo raggiunge TE!
  5. Nel 1965 il professor Aristide Chiabozzi dimostrò con formule matematiche che è impossibile starnutire mentre si eiacula.
  6. Sull’onda del successo della missione spaziale Apollo 12, nel 1972 iniziò la missione Cicciolina 69. L’equipaggio era composto da 5 astronauti e due pornostar. Il suo scopo era valutare gli effetti di un orgasmo in assenza di gravità.
  7. Nelle donne il raggiungimento dell’orgasmo può comportare l’emissione di liquido durante l’eccitazione sessuale. Gli esperti sostengono:
    1. che questo liquido potrebbe derivare alla stimolazione del famoso punto G
    2. che è ottimo bevuto on the rocks e con una spruzzata di limone.

by dottordivago.home.blog

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Campagna di reclutamento e 1° importante successo!

CERCHIAMO CHI HA CORAGGIO. ALMENO QUANTO UN DOGANIERE SVIZZERO! (immagine da qui)

Non si può aprire una CAMPAGNA DI RECLUTAMENTO senza mostrare ai reclutandi quanto si sia bravi e fighi da questa parte della staccionata.


Ecco, quindi, il 1° SUCCESSO!


Chi mi segue sa quanto ami la musica elettronica abbinata ai treni (ok, ho avuto un trenino elettrico da piccola), ma non lo sa solo chi mi segue sul blog…

In una fresca sera di primavera, cercai su internet musica per le mie orecchie.
A un tratto accadde qualcosa di veramente strano: ebbi accesso a un’unica e sola canzone. Solo a quella e in continuazione. Non male, seducente perfino, a suo modo. Ipnotica.

Mmmmm…
Ormai son consapevole dei possibili attacchi, ma è stata la gran quantità di musica-mantra assunta in precedenza a farmi resistere agli ordini subliminali del nemico. Sì, la canzone era il loro subdolo strumento di soggiogamento!
Non solo.
La lucidità, la profonda concentrazione e l’addestramento (!!!) mi hanno permesso di decrittare il messaggio nascosto diretto ai loro gruppi d’assalto (una musica = più obbiettivi… economico, ma stupido!).
La logistica di altre imminenti operazioni è qui ben descritta e la propongo a chiunque sia nella condizione di agire un assalto al treno!

(Non temete, il brano è stato neutralzzato nella sua funzione “plagio mentale”.)

VINCEREMO!

Messaggio di endorsum a tutte/i le/i valorose/i (del 17 aprile 2021)
Kraftwerk – Trans Europe Express
Trans-Europe Express (8 volte)
Appuntamento sugli Champs-Elysees
Rendezvous on Champs-Elysees
Lascia Parigi la mattina con T.E.E.
Leave Paris in the morning with T.E.E.
Trans-Europe Express (4 volte)
A Vienna ci sediamo in un caffè aperto fino a tarda notte
In Vienna we sit in a late-night cafe
Connessione diritta, T.E.E.
Straight connection, T.E.E.
Trans-Europe Express (4 volte)
Di stazione in stazione
From station to station
Ritorno a Düsseldorf City
Back to Düsseldorf City
Incontra Iggy Pop e David Bowie
Meet Iggy Pop and David Bowie
Trans-Europe Express (4 volte)

È UFFICIALMENTE APERTO IL RECLUTAMENTO!


NON STAREMO SOLO A GUARDARE, PENSARE, STUDIARE E RACCONTARCELA, NO!

UNITEVI A NOI!

CI SONO:

ALEMARCOTTI,
ADRIANO,
SILVIA,
GIANNID,
TONY PASTEL,
ANDREAM2016,
ANTARTICA,
RAFFA,
SILVIATICO,
DEBOROH SENSITIVESON
e, per gentile intercessione di Silvia (“Ok supergirl con i suoi ha detto che ci sta!”), loro:

VINCEREMO!


L’OSSERVATORIO
IL PENSATOIO
IL BOLLETTINO N° 1
IL BOLLETTINO N° 2
IL BOLLETTINO N° 3
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Bollettino Osservatorio Invasione Ultracorpi – N° 3/2021

HANNO MESSO LA FIRMA… (immagine personale endorsum)

L’INVASIONE È INIZIATA!

EBBENE SÌ… L’EVENTO È IN CORSO!
L’OSSERVATORIO NON MENTE!

NON SOLO: GLI ULTRACORPI CI INFETTANO!

CHE FACCIAMO?
IL LABORATORIO DA CAMPO STA PER ESSERE ALLESTITO, MA GLI SCIENZIATI PROPONGONO DI BAGNARE I PELUCHES E DI MANGIARE GLI ULTRACORPI EDIBILI.
ALLA CURA SI PENSERÀ POI.

NEL FRATTEMPO IL PENSATOIO LAVORA ALLA RICERCA DELL’ARMA DEFINITIVA!

VINCEREMO!


AGGIORNAMENTO OSSERVATORIO!

by SILVIA

ALLARME! l’INVASIONE E’ INIZIATA!!!!

PURTROPPO LE NOTIZIE CHE ABBIAMO CONFERMANO CHE I SEGNALI CHE AVEVAMO ERANO ESATTI, L’INVASIONE E’ INIZIATA IN TUTTO IL MONDO IN MANIERA SUBDOLA E IN MODO DA NON DESTARE PAURA:
SEMBRANO SIMPATICI E CARINI E SI MOSTRANO AFFABILI MA SONO PERICOLOSISSIMI!!!!!!
LA GENTE SI LASCIA ABBINDOLARE PURTROPPO, BASANDOSI SOLO SUL LORO ASPETTO AMICHEVOLE…
NON HANNO PAURA DI NIENTE E SI INFILTRANO TRA LA GENTE…..
STATE ATTENTI, FATE MOLTA ATTENZIONE, I PRIMI SEGNALI DI CONTAMINAZIONE SONO GIA’ VISIBILI PURTROPPO!!!!!
LA CONTAMINAZIONE E’ IRREVERSIBILE, STATE LONTANO, BISOGNA DIFFONDERE L’ALLARME, SIAMO IN GRANDE PERICOLO, STANNO CONTAMINANDO ANCHE LE FORZE DI POLIZIA!!!!!!

by Adriano

Il ritorno degli Ultraboh.

Adriano

Sono tornati 😰
E hanno le sembianze di esseri carini e coccolosi 🥶

AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!!


by Deboroh Sensitiveson

C’è una convinzione condivisa tra gli studiosi circa l’origine della pandemia (suffragata da indiscutibili riscontri etimologici) ma nessuno si arrischia a dichiararlo in pubblico ….


by Alemarcotti

Bollettino Osservatorio Invasione Ultracorpi – N° 3/2021

Attenzione attenzione…
Io vi avverto…
Hanno iniziato a lasciare in giro anche i loro mezzi di trasporto…
La faccenda si fa grave…
Milano trema.

GRAZIE ALLE CORAGGIOSE E AI CORAGGIOSI CHE COMBATTONO QUESTA GUERRA DI SOPRAVVIVENZA!
In ordine di reclutamento: ALEMARCOTTI, ADRIANO, SILVIA, GIANNID, TONY PASTEL, ANDREAM2016, ANTARTICA, RAFFA, SILVIATICO, DEBOROH SENSITIVESON! EROE ed EROI!

VINCEREMO!


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Argomentario

In avvicinamento

Ci arrivo eh, sto circoscrivendo l’argomento, ma ci arrivo (al post tutto sesso)!

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Argomentario

Alleggerimento

Dovrei pubblicare un post tutto sesso. Facciamo che la prendo solo un po’ alla larga.

CALMO – Politically scorrect – live @bagno
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Tavoletta di terracotta o mattoncino?

LE ULTIME DAL PENSATOIO!

Tavoletta di terracotta con inciso l’obbiettivo della missione dell’UltraUovo (ultracorpo) – (foto personale endorsum)

TROVATA LA TAVOLETTA DI TERRACOTTA CON INCISO IL NOME DEL POSSIBILE OBBIETTIVO,
VISTI IN SEGUITO GLI ULTRABACCELLI
E LA COMPARSA DI FORME PRIMORDIALI DI ANDROIDI,
IL PENSATOIO HA RIVISTO LE PROPRIE IPOTESI A SEGUITO DI NUOVE SEGNALAZIONI…
SCARTI DI LAVORAZIONE DI ULTRACORPO (foto personale endorsum)
L’IPOTESI DI PRODUZIONE DI ANDROIDI ERA GIÀ STATA EVIDENZIATA DALLA COMPARSA DI MINI ANDROIDI DA CANTIERE, MA QUESTI SCARTI LASCIANO PENSARE A BEN ALTRO!
DICHIARAZIONE D’INTENTI – INTERVENTI SUL GENOMA (foto personale endorsum)
SE LA TAVOLETTA DI TERRACOTTA È IN REALTÀ UN MATTONCINO DI DNA, COSA DOBBIAMO DAVVERO ASPETTARCI DA QUESTI ULTRACORPI?
E COSA RAPPRESENTA ALLORA QUEST’ALTRA DICHIARAZIONE?
SOLUZIONE GENETICA FINALE? (foto personale endorsum)
SOLUZIONE GENETICA FINALE? (foto personale endorsum)
GRAZIE ALLE CORAGGIOSE E AI CORAGGIOSI CHE COMBATTONO QUESTA GUERRA DI SOPRAVVIVENZA!
In ordine di reclutamento: ALEMARCOTTI, ADRIANO, SILVIA, GIANNID, TONY PASTEL, ANDREAM2016, ANTARTICA, RAFFA, SILVIATICO! EROE ed EROI!

VINCEREMO!


AGGIORNAMENTO OSSERVATORIO!

by alemarcotti

Nonostante stiano alla guardia….

La mutazione genetica è arrivata anche qui da noi…

Non lo so se ce la faremo


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IL BOLLETTINO DELL’OSSERVATORIO,
IL PENSATOIO
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Il Metodo

IL METODO – 35

Victor Vasarely, Tau-Ceti-Ny, 1967
(Immagine tratta da qui)

l’inizio

la puntata precedente


Abbiamo vinto. Tutti i bunker sono stati distrutti, una delle anti-arma è stata recuperata, ma nessuno riesce a gioire. Che vittoria è questa? Cosa abbiamo da festeggiare? Un pezzo di ferro conquistato e sette basi dei serpentoni distrutte? Ho perso ventuno dei miei migliori uomini e nessuno restituirà loro ciò che hanno donato anche per proteggere voi, merdoso sotto, incapace di un misero pensiero autonomo, incapace di un minimo d’orgoglio. Anche per voi sono morti, ma verrà il giorno in cui non avrete più un sopra che pensa e agisce e combatte. Non vedo l’ora che quel giorno arrivi e allora scenderò per strada, a osservare le vostre facce meravigliate, i vostri occhi stralunati, ad ascoltare le vostre menti girare a vuoto e i vostri troppi perché senza risposta. Scenderò per strada a vedervi combattere, finalmente, a studiarvi mentre vi ammazzerete a vicenda, mentre venderete i vostri figli e le figlie per un pezzo di pane, una scatoletta di pomodori acidi, una bottiglia di latte cagliato e puzzolente.

Non riuscite a capire, impegnati come siete ad accumulare ricchezze senz’anima, ma pagherete un prezzo alto, molto più alto di qualunque vostra più perversa fantasia.

Per centinaia di anni, commosso dai vostri figli, dai vostri rari atteggiamenti umanoidi di comprensione e pietà e amore, che durano la rivoluzione di un elettrone, ho cercato di capire come riportare l’armonia, immaginando un posto vostro all’interno dell’armonia. Ho sbagliato. Non volevo credere al Libro della LEGGENDA, ai Cattivi e ho sbagliato.

Più nessuno, dei miei Uomini e Donne, nessuno dei discendenti di Gaja, morirà più per proteggere voi e la melma nella quale vi piace sguazzare. Sarà divertente vedere il vostro mondo crollare e voi, incapaci di comprendere e di reagire, affannati a proteggere il nulla delle certezze, da sotto, che vi sorreggono.

Verrà anche per voi il giorno in cui dovrete ricominciare a combattere, ma sarà tardi.

Non c’è nessuno che festeggia, nessuno che sorride quando rientriamo. Uno dopo l’altro i cinque elicotteri tornano, col loro carico di vittoria triste. Tina è la prima, poi Oleg, poi Lorenz e Mario. Sono l’ultimo ad atterrare.

Le Donne, gli Uomini, le Figlie e i Figli sono tutti lì. Aspettano, si tengono per mano, silenziosi, ma il rumore delle lacrime è assordante, il rumore dei cuori un Dies Irae impetuoso.

Mi guardano camminare, gli sguardi si abbracciano.

«Abbiamo vinto, ma il prezzo pagato è troppo alto e sarà un prezzo che non pagheremo più! Le prossime battaglie saranno solo per noi: è una promessa nel nome di Gaja. Ora dobbiamo accompagnare gli Spiriti dei nostri Amici nell’ultimo viaggio. Li accompagnerò, uno per uno, come deve un Capo e mi inchinerò al loro coraggio, alla vita che hanno offerto per difendere noi, i nostri sogni, il nostro futuro.» ne fossi capace piangerei. «C’è tempo per scoprire cosa stessero progettando. Lo saprete nel momento stesso in cui sarà chiaro quale fosse il progetto covato dai nostri nemici. Ora tornate nelle vostre case ad accudire le Figlie e i Figli e le Donne e gli Uomini. Passerò, casa per casa, a riportare l’etereo dello Spirito dei vostri cari.»

Mi inchino, a salutare queste Donne e questi Uomini, mi inchino al loro coraggio e alla loro lealtà.

Iniziano ad andarsene mentre sono inginocchiato, col capo abbassato. Passano, uno a uno, davanti a me, per confermare la fiducia e scambiare il dolore, da raccogliere e proteggere. Alcuni accarezzano una spalla, altre i capelli, un piccolo si ferma, piega il capo e cerca i miei occhi, sorride e se ne va tenendo per mano sua Madre impegnata a scacciare il pianto.

Magda e Yuliya, aiutate da Mogorean, hanno già scaricato il pacco e sono nel laboratorio, assieme a One, a studiarlo. Lo smonteranno, pezzo dopo pezzo e racconteranno qual era l’obiettivo di Gork. Spero solo che fosse qualcosa di importante, anche se non esiste nulla di così importante.
Noi, il resto del Gruppo, siamo in sala riunioni; dobbiamo analizzare nei dettagli cosa è successo, perché abbiamo avuto così tante perdite.

«Tina, da te com’era la situazione?» chiedo.

«Frank, erano in 153, puoi vederlo sul monitor, Magda ha già travasato i filmati e tutti i dati dei sensori. Mi hanno fregata con il pacco e hanno posizionato delle particelle di antimateria prima che riuscissi a fermarli e li eliminassi. Credo che i sensori lo confermeranno.» dice.

«Oleg, da te com’è andata?»

«Capo, un vero disastro. Erano troppi, 121. I ragazzi hanno fatto miracoli, ma commesso l’errore di cercare di aiutare i feriti. Dobbiamo lavorare ancora su questa parte della formazione. Almeno tre li ho persi perché hanno cercato di soccorrere i feriti e i serpentoni non aspettavano altro.» continua «Poi, se devo dirla fino in fondo, sono degli ottimi combattenti, ma gli manca la rabbia che noi, tutti noi, abbiamo dentro. Per qualche motivo le nostre Anime hanno accettato la battaglia, le ferite, la morte; quelle dei ragazzi non ancora.» è giusta la riflessione di Oleg.

«Mario?»

«Boss, io sono d’accordo con Oleg. Hanno fatto un ottimo lavoro, ma la prossima volta andrò da solo, come te e Tina. Anche i miei si fermavano a soccorrere. Dobbiamo imparare che non siamo come gli altri e questo esocazzo deve essere perfezionato, la schermatura è debole e i serpentoni hanno aumentato la potenza delle armi.»

«Lorenz?»

«Io vado da solo. Li bombardo e li arrostisco in solitudine; non mi piace veder morire i ragazzi, non mi piace veder morire nessuno. Che si occupino delle cose della Terra.»

Siamo arrivati tutti alla stessa conclusione. Ho commesso l’errore di sopravvalutare la preparazione dei nostri uomini, utilizzando come termine di paragone le capacità del Gruppo. Un errore che non commetterò mai più.

«Io… sono d’accordo con voi. Ci riorganizzeremo in modo da riuscire ad affrontare queste attività da soli. Almeno fino a quando sarà possibile. Ora attendiamo il lavoro dei “testoni” e speriamo che il prezzo pagato sia stato ben speso. Io, ora, vado ad accompagnare gli Spiriti.»

Se ne sono andati, tutti, a sistemare le ferite fisiche e della mente. Pochi graffi che guariranno in qualche giorno, sono i ricordi che non scompariranno. Sarà difficile cancellarli, relegarli in un angolo. Gork, grandissimo bastardo, questa è l’ultima volta che mi fai fesso; d’ora in poi si cambiano le regole.

È Magda che interrompe i miei pensieri.

«Capo, vieni immediatamente!» dice. Non usa mai termini così perentori.

«Racconta.» e mi siedo.

«Allora, prima cosa: non fossimo andati sarebbe stato un disastro. Una vera tragedia.» la voce cambia tono e si appesantisce quando pronuncia la parola tragedia.

«Gork e i serpentoni, probabilmente non solo loro, dato che hai incontrato un gruppo di 6 Dita nel tuo bunker, stavano lavorando a una bella sorpresa. Nulla di ciò che avevamo ipotizzato: molto peggio! Non ne siamo ancora certe, ma te lo confermo al 99%. Non volevano eliminare gli Animici, non volevano eliminare nessuno; la loro macchina avrebbe trasmesso un livello di vibrazione in grado di consentire a Lux e Ringhio di andare a infettare TUTTI gli Umani, senza alcuna distinzione. Avrebbero resistito, oltre a te, Tina e Michael, forse noi e forse quelli che lavorano per noi. Tutti gli altri si sarebbero ritrovati invasi da…» fa una pausa e prende aria, come per riacquistare coraggio, «da quelle bestie o come vuoi chiamarle, che ti entrano dentro e ti succhiano tutta l’energia. Non voglio nemmeno immaginare le conseguenze se il loro piano non fosse stato interrotto.» si ferma a scaricare, definitivamente, il peso angosciante di quella scoperta; ora non più solo sua. Non ho nulla da dire, nessuna parola da aggiungere.
Ci scambiamo un cinque, come due ragazzini e se ne va.

Questa guerra sta arrivando a un livello troppo alto. Neppure i Cattivi si erano trovati a dover fronteggiare una simile minaccia. I nostri invasori stanno veramente facendo tesoro della precedente esperienza. Noi invece, fino a poco tempo fa, eravamo ancora intrappolati da una Gerarchia che rincorreva il proprio sogno e, per inseguirlo, aveva venduto tutti, senza alcuna remora. Aveva rinnegato il giuramento dei Novanta senza alcun rimpianto e sostituito la realtà con un sogno impossibile da realizzare, collocando allo stesso livello Animici e senz’Anima.

I morti di oggi non sono periti invano, ma avremo ancora molto da lavorare; in tutte le direzioni.

No, non dovete sperare, voi sotto, che questi eventi riescano a modificare il mio pensiero. Non avrete alcuno sconto e, quando sarà il momento, pagherete tutta la vostra inedia, tutta la vostra stupidità.

Senza di voi questi problemi, semplicemente, non esisterebbero. Siete voi, le loro creature, a rendere tutto più difficile e ogni giorno che passa aumentate di numero, diventate sempre più numerosi e ingordi e pericolosi per la Terra, per noi e per voi stessi. Vi state mangiando il futuro ingoiandolo a bocconi, senza masticarlo, senza gustarlo, senza comprendere ciò che state facendo, senza comprendere che siete voi il vostro peggiore nemico: il nemico che evocherà l’Armageddon e lo realizzerà.
Voi siete l’Armageddon!

continua…


L’opera “Il Metodo” è di proprietà esclusiva e riservata dell’autrice ed è protetta dalle vigenti norme nazionali e/o internazionali in materia di tutela dei diritti di Proprietà Intellettuale. Ogni riproduzione, anche solo parziale, è proibita senza il consenso dell’autrice stessa.

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Bollettino Osservatorio Invasione Ultracorpi – N° 2/2021

NUOVI SVILUPPI!


MENTRE SI ASSISTE ALLA COMPARSA DI NUOVI ULTRACORPI, L’OSSERVATORIO È STATO TEMPORANEAMENTE CHIUSO, MA IL TERRITORIO NON È RIMASTO SENZA SENTINELLE!
(Di seguito la preziosa documentazione.)

GRAZIE A TUTTE LE CORAGGIOSE E AI CORAGGIOSI CHE COMBATTONO QUESTA GUERRA DI SOPRAVVIVENZA!
In ordine di reclutamento: ALEMARCOTTI, ADRIANO, SILVIA, GIANNID, TONY PASTEL, ANDREAM2016, ANTARTICA, RAFFA, SILVIATICO! EROE ed EROI!

VINCEREMO!


NASCITA IN DIRETTA!

Ultracorpo Peloso da baccello (spiccata la propensione, appena nato, ad osservarci!) – (immagine di andream2016)

DOMANDA AL PENSATOIO (ovvero a chiunque voglia pensare in proposito):
QUESTI DUE FOLLETTI QUI SOTTO SONO ULTRACORPI O OSSERVATORI TERRESTRI?

PICCOLO OSSERVATORE TERRESTRE O ULTRACORPO? (immagine di Antartica)
PICCOLO OSSERVATORE TERRESTRE O ULTRACORPO? (immagine di Raffa)

ECCO GLI ALTRI IMPORTANTISSIMI RESOCONTI DAL TERRITORIO!


by alemarcotti

Invasione Ultracorpi

Oggi Osservatorio chiuso per Covid. Stop.

Nessun problema. Stop.

Trovato planetario. Stop.

Andrà comunque bene. Stop.

La città si è armata. Stop.

Tutti contro gli invasori. Stop.

Osservatori della città. Stop.

Da Milano è tutto. Stop.

State all’erta. Stop.


by Silvia

Invasione Ultracorpi

Aggiornamento della situazione stop

Seguito comunicato agente Ape: https://alemarcotti.wordpress.com/2021/04/10/invasione-ultracorpi/ stop

Stiamo disponendo spie ovunque per monitorare la situazione stop

Ci sono segnali e soffiate su imminente invasione di massa stop

Allego esempi di forze in campo mimetizzate per monitorare la situazione stop

Fare massima attenzione stop

L’invasione è data come imminente stop.


L’OSSERVATORIO,
IL BOLLETTINO DELL’OSSERVATORIO,
IL PENSATOIO

BOLLETTINO N° 1/2021

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Il Metodo

IL METODO – 34

Victor Vasarely, Tau-Ceti-Ny, 1967
(Immagine tratta da qui)

l’inizio

la puntata precedente


GORK 3a parte

I cinque elicotteri sono pronti. Non c’è molto altro da aggiungere, un cenno d’intesa e si parte.

Volare da solo mi è sempre piaciuto. Vedere la Terra rimpicciolirsi, i dettagli scomparire e l’occhio che può spaziare, senza ostacoli e restituirti, in un solo sguardo, l’abbagliante bellezza del nostro mondo.

Dovremo imparare a trattarlo meglio, lui ha cura di noi, ma noi Umani non stiamo ricambiando. No, non è la masturbazione mentale del riscaldamento globale, che mi passa per la testa in questo momento; quello, se per voi del sotto non fosse sufficientemente chiaro, è solo l’ennesimo cavallo da cinquecentomila dollari che vi stanno vendendo. Non esiste alcun sistema di simulazione in grado di prevedere l’evoluzione climatica del pianeta nel quale viviamo, è talmente complessa, che ancora non abbiamo capito come fanno a formarsi le nubi, ed è impossibile per chiunque azzardare previsioni che vadano al di là di due settimane. Un paio di giorni e anche poche ore in alcune zone del pianeta.
Si scalderà e poi si raffredderà, come ha sempre fatto. I problemi sono altri. Abbiamo riempito gli oceani di plastica e mercurio che ammazza le creature che ci vivono, e ammazza noi perché li mangiamo assieme al pesce portato in tavola. Sprechiamo l’inverosimile accumulando ogni bene al di là del ragionevole. Ci abbuffiamo come maiali all’ingrasso e siamo tutti sovrappeso, incapaci di fare due rampe di scale senza avere il fiatone. Stiamo massacrando specie animali intelligenti e inoffensive, per il semplice gusto di farlo e mantenere in vita tradizioni arcaiche. Abbiamo alterato la catena alimentare per arricchire pochi e affamare molti.

Siamo una civiltà di merda e, a volte, mi ritrovo a pensare che ci siamo meritati ciò che ci sta succedendo.
Un salutare contrappasso alla dabbenaggine e alla stupidità che non esitiamo mai a mostrare.

È One che mi riporta alla realtà.

«Ciao. Ci vorranno quasi quattro ore per arrivare a destinazione. Se vuoi puoi riposare, gestisco io il velivolo.» dice.

«Grazie One, ma non importa. Gli altri tutto bene?» chiedo.

«Sì, tutto normale. Gli schermi di protezione sono attivi, i sistemi al cento per cento. Atterreremo tutti contemporaneamente con un margine d’errore inferiore a un decimo di secondo.» sempre precisa nelle risposte. «Davvero non vuoi riposare un pochino?» il tono di voce è cambiato, ora non è più One a parlare, ma la Figlia.

«One, no davvero. Rimandami le mappe del bunker. Voglio capire quali sono le entrate. Hai infiltrato i loro sistemi? Non sarebbe male se tu riuscissi a lavorare sui sistemi periferici e a controllare l’apertura e la chiusura delle entrate.»

È come se attendesse da sempre questa richiesta.
«Certo che posso! Sei tu che mi hai sempre impedito, fino a ora, di andare a lavorare nei sistemi quando Gork è nelle vicinanze. Questi sono sistemi dei serpentoni e ci faccio ciò che voglio; lo sai che conosco a memoria la loro elettronica. Potrebbero fare di meglio.»

«Allora facciamo che ti infili, prendi il controllo di tutte le porte, mi avvisi quando hai fatto e poi avvisi gli altri che hai le porte sotto controllo. Lascia liberi i serpentoni di manovrarle come preferiscono fino a quando non ci muoveremo. Da quel momento in poi chiudi tutti i varchi non coperti dai nostri e resta in contatto per capire se a qualcuno serve qualcosa. Ok?»

La risposta è lapidaria.
«Ok, paparino. Ah, dimenticavo, Mick ti saluta. È un po’ arrabbiato per lo scherzo, ma sarà là fuori a vedere cosa combini. Ma da quando gli hai insegnato ad andare in astrale?» dice.

«One, non gli ho mai insegnato! Mandami le mappe.»

Chiudiamo senza aggiungere altro, non serve.

Siamo atterrati. Il bunker è a meno di settecento metri. Sono tutti pronti e si accende il led: iniziano le danze. Mentre mi avvicino sul visore compaiono le posizioni delle loro sentinelle; sono quattro e armate in modo leggero. Presuntuosi. L’esoscheletro mi aiuta ad accelerare l’avvicinamento e a rendermi meno visibile. La prima sentinella si becca un’onda in piena testa, un serpentone in meno. Le altre tre un colpo laser ciascuna, alla base del cranio; nessuna possibilità di reazione.

Sono davanti all’ingresso. Non si sono ancora accorti della scomparsa delle sentinelle esterne, quando entro tutto si muove come se nulla fosse successo. Ho il tempo di osservare e memorizzare l’interno, diverso da come l’avevamo ipotizzato. Il visore mi segnala la presenza di ottantatre esseri viventi. Carico le armi e i primi spiriti ad abbandonare il corpo, sono di un gruppo di 6 Dita, strano trovarli in un bunker rettiliano. L’inferno è iniziato.

Forzando con l’esoscheletro mi sposto velocissimo, a balzi, scavalcando scale e mezzi. Il mitragliatore a impulsi laser è strepitoso e vedere il loro sangue bluastro schizzare, sentire le menti spegnersi e le vibrazioni degli spiriti che vagano sorpresi, mi esalta. Devo rallentare, la frenesia non è mai una buona compagna.

Il visore lampeggia e una granata al plasma mi manca di poco esplodendo un paio di metri dietro di me. Ho solo il tempo di saltare, sparando a tutto ciò che vedo, per cercare di evitare l’onda d’urto. Atterro su una paratia del bunker, c’è qualcosa che non va.
I sensori non hanno ancora scoperto l’area muta: dove cazzo hanno nascosto il pacco?

«One, c’è una porta a ore due, in basso a destra. Aprila!»
Mi ha sicuramente sentito, punto i piedi, caricando i muscoli e balzo verso la porta, che si apre un attimo prima che mi schianti. Tendo le gambe, a caricare l’esoscheletro e mi preparo all’impatto, continuando a sparare. Il colpo alla gamba arriva improvviso, inatteso.

«Porca puttana!» rotolo e sparo di lato. Il laser trapassa due serpentoni che arrivavano da un corridoio periferico. La gamba mi fa un male cane. L’esoscheletro ha ceduto, il colpo della granata ha danneggiato la parte che integra polpaccio e piede destro. Gli stivali hanno attutito l’urto, ma la gamba mi fa un male cane e non deve. Se mi fa male, sale l’adrenalina, se sale l’adrenalina mi arrabbio e se mi arrabbio la parte Human prende il sopravvento ed esce.

Non vi piacerà.

Urlo mentre sgancio l’esoscheletro e me ne libero, ho abbandonato il mitragliatore, scomodo per il momento e la pistola al plasma è molto più maneggevole. Quattordici colpi per completare l’operazione, poi non avrò il tempo di ricaricare.

La gamba mi fa male, il piede mi fa male, ma non c’è nulla di rotto. L’adrenalina continua a salire. Un colpo dei loro mi prende di striscio, sul fianco, a sinistra. Che cazzo fate?

Mi giro e sparo, serpentone merdoso. Ho quasi completamente tolto l’esoscheletro. Sono troppi e un colpo al plasma mi prende in pieno petto scaraventandomi in fondo al corridoio.

State commettendo un errore, mi fa un male cane, l’adrenalina è salita. Non la controllo più. Sento i muscoli delle spalle cambiare, le mani cambiare, le gambe cambiare. Il volto. Porca puttana, mi massacra i denti tutte le volte che succede. No, non vi piacerà.

I primi a comparire sono quattro serpentoni convinti di raccattare l’Umano morto. Basta laser, basta plasma; quando sono così. Non vi piacerà!

«One, dimmi dov’è il visore e cancella le riprese, se ci sono. Capito?»

«Ok Frank, ma non ci sei, si vede solo il visore che cade dopo il colpo e le camere puntavano una al pavimento e l’altra verso l’alto.» la voce è calma.

«One, ora mi rimetto l’esoscheletro, la parte destra si è rotta, porca puttana. Ho sfilato le microsonde nervose a forza e ho la pelle che brucia. Vedi di ricaricare il secondo livello, devo portare fuori il pacco dono. Gork qui non c’era. Dalla Tina e dagli altri?» voglio sapere.

«Frank, non c’era da nessuna parte, nemmeno nei due bunker che ho preso io. Tina ha finito, ma i serpentoni hanno distrutto la sua macchina. Gli altri stanno ancora combattendo.» sento la sua voce cambiare «Abbiamo un sacco di perdite. Ho provato ad aiutarli, a guidarli, ma abbiamo tante perdite.»

Ho finito con l’esoscheletro, rimetto il visore. Ventuno led rossi, abbiamo perso ventuno dei nostri migliori combattenti. Ventuno Anime che rinasceranno e ventuno Spiriti da accompagnare. La rabbia è quasi incontrollabile e spostare il giocattolo, pagato un prezzo così caro, non è più un problema, poi trovo il carrello, lo stesso che avevano utilizzato per scaricarlo dalla nave di Gork.

Sono sull’elicottero, il pacco è sull’elicottero. Hanno tutti finito, ma ci sono ventuno pallini rossi e tre arancio.

«Gooooooooooork! Dove cazzo sei pezzo di merda galattica?» non sente il mio urlo o forse sì o forse l’esplosione che vaporizza il bunker Cinque lo copre. Ti troverò bastardo e sarò l’ultimo Umano che vedrai. Per Sempre.

puntata successiva…


L’opera “Il Metodo” è di proprietà esclusiva e riservata dell’autrice ed è protetta dalle vigenti norme nazionali e/o internazionali in materia di tutela dei diritti di Proprietà Intellettuale. Ogni riproduzione, anche solo parziale, è proibita senza il consenso dell’autrice stessa.

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Bollicina

(immagine presa da qui)

Qui-qui il rigo azzurrino su cui scrivere dritta. Là-là il ranuncolo arancio fiorito in un dì. Su-su il cielo burgundo che tocca le dita. Lì-lì lo spazio aperto che chiama il domani. Giù-giù le scale che se cadi carezzano. E i pepi di fresia che nel volo mi speziano. E il ficomoro che ha un nome progràmmico. E un po’ di alloro. Che male non sta. Stando alla spiaggia come sto alla cadrega, questo è l’impulso a non esser stratega. Stando alla cima come sto al mio divano, credo che oggi ho toccato lontano. Liscio la treccia, aggroviglio un risvolto, placo la genesi e struscio l’arrocco. Macino passi, volto la carta, scopro un sorriso e mi vesto da Re. Se questo è il gaudio di un giorno qualunque, gioco a pescare e il pesce son me.

Vasco Rossi – Bolle di sapone
Quando alla musica vuoi dare un nome
ci metti sopra le parole
Quando la musica c’ha le parole… ding!
la puoi chiamare anche per nome:
la tua prima canzone
la tua prima canzone
Quando alla musica vuoi dare aria
lascia scorrere le dita
su qualsiasi cosa che faccia rumore… ding!
Ci puoi trovare la tua canzone
Magari una canzone d’amore
Magari una canzone d’amore
Per le parole non preoccuparti
è più facile di quello che pensi
Come le bolle di sapone… ding!
se soffi piano vengono da sole
Anche le parole
Anche le parole
Perché la musica non ha orecchi
non ha padroni, ma che maledetti
viene fuori dal rumore… ding!
Come la luce nasce dal sole
Come la luce dal sole
Come le bolle di sapone.

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In missione

Vento D’Estate – Feat Luca Notaro [Live @automobile]

SPARISCO PER QUALCHE GIORNO.
TORNO MARTEDÌ.
LASCIO QUI:

BUON DIVERTIMENTO!


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Story-Lenny 11

QUESTO È UN TESTO MANIPOLABILE DAL LETTORE, SIA LA SINGOLA PUNTATA CHE LA TRAMA COMPLESSIVA, A PIACERE.

BREVE RIASSUNTO
Il Narratore irrompe nella quotidianità di un suo personaggio: Cara. Considerandola una propria creatura assume l’atteggiamento di un Creatore Onnipotente. Cara reagisce e resiste, ha una vita e in essa è presente Lenny. Il Narratore, invaghito, alterna seduzione e irrispettoso interventismo per costringerla a lasciare Lenny e dedicarsi a lui soltanto.
Qui, siamo al punto in cui il Narratore se n’è andato di casa dopo un battibecco.


Ringrazio (in ordine di apparizione) brunonavoni, Yleniaely, andream2016, Ettore Massarese (fu Franz), raccoltaedifferenziata, Nonna Pitilla, Marco, Sara Provasi, Adriano, Alidada, eleonorabergonti, Evaporata!!!

I materiali sono tutti in fondo. Buon divertimento!


Lenny, pronto? (11)

(immagine presa di qui)

– Lenny, pronto?
– …
– Lenny, che cosa ti prende? Sono 3 giorni che non ti fai vivo.
– …
– Non capisco, davvero.
– Hai i fantasmi in casa!
– E che colpa ne ho io?
– …
– Smettiamo di vederci per questo?
– …
– Lenny, su, siamo al telefono. Nessuno ci darà fastidio.
– …
– Sono qui, tutta sola.
– …
– Sul divano.
– Non possiamo fare in video?
– No! Mi piace come si faceva una volta: immaginazione.
– …
– Oggi ho deciso d’indossare la canotta del campeggio.
– …
– Ricordi come me l’hai tolta l’ultima volta?
– …
– Proprio quella.
– …
– Non l’ho rammendata (come potrei) e lo strappo è dove l’hai lasciato… solleticante, eccitante se penso alle tue dita che ne segnano il contorno e…

SBAMMM!

– Aiuto!!!
– Che succede, Lenny!
– La porta d’ingresso si è aperta e chiusa sbattendo!!! Ciao! Vado a cercare qualcuno che mi liberi la casa!
– Lenny! Lenny!!!

tu.tu.tu.tu.tu.

– (Bastardo!)

LETTORE E
Poveretti, li hanno interrotti proprio mentre la situazione si stava mettendo bene. Magari il fantasma voleva partecipare e, sentendosi escluso, ha preferito far presente che c’era anche lui

eleonorabergonti (9.4.2021)



STORY-LENNY è un gioco di trame. Ecco qualche informazione in più QUI.

Si può giocare in diversi modi:

  1. Contributi interni alla singola puntata (comunque autoconclusiva);
  2. contributi di stravolgimento della trama complessiva;
  3. contributi esterni a piacere.

Per chi vuol cercare il pelo nell’uovo ammetto che sì, camuffate vi sono alcune pubblicità occulte… trovatele se ne siete capaci!
Ricordo mestamente che a chi tocca non si ingrugna e che i botta e risposta sono leciti, anzi sono i benvenuti.
Da oggi è possibile attaccare trame a quelle altrui! Anche nelle puntate precedenti.

Poi ci sono i super supporti HARD e DIVERSAMENTEHARD alla trama, i divertenti Extra-Lenny 1, Extra-Lenny 2 e Extra-Lenny 4 e Extra-Lenny 5 di Andream2016 e l’Extra-Lenny 3 di Sara Provasi – Ma anche Film-Lenny, da un’idea di eleonorabergonti – (Grazie a tutti!)


RIEPILOGO AGGIORNATO DEL CAPITOLO

  1. Dopo la dipartita del Narratore, Cara è finalmente sola in casa e telefona a Lenny; vorrebbe fare sesso al telefono, ma Lenny è incerto, ancora spaventato dall’idea che nell’appartamento di lei ci siano fantasmi.
  2. Quando sembra che Lenny ci stia, la porta del suo appartamento si apre e si chiude sbattendo, interrompendo il momento propizio.
  3. Lenny corre a cercare qualcuno che possa liberargli la casa dalla presenza.
  4. Cara capisce che il Narratore è andato da Lenny.
  5. Il LETTORE E suggerisce che il Narratore volesse partecipare, ma, escluso, abbia voluto far sentire la propria presenza.

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Invasione Ultracorpi

NON CI TROVERANNO IMPREPARATI!
ABBIAMO:
L’OSSERVATORIO,
IL BOLLETTINO DELL’OSSERVATORIO,
IL PENSATOIO
E TUTTE LE CORAGGIOSE E I CORAGGIOSI CHE COMBATTONO QUESTA GUERRA DI SOPRAVVIVENZA!
In ordine di reclutamento: ALEMARCOTTI, ADRIANO, SILVIA, GIANNID, TONY PASTEL! EROE ed EROI!

VINCEREMO!


AGGIORNAMENTO!

NON C’È DA DORMIRE SUGLI ALLORI, CI OSSERVANO… MA LI ABBIAMO VISTI!
L’OSSERVATORIO È ATTIVO!
UltraGatto con binocolo – (foto personale endorsum)
Piccoli UltraAndroidi da cantiere, tascabili – (foto personale endorsum)

Androidi????

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Il Metodo

IL METODO – 33

Victor Vasarely, Tau-Ceti-Ny, 1967
(Immagine tratta da qui)

l’inizio

la puntata precedente


LORENZ

Era il miglior elemento degli Specnaz Vympel russi. Poi, un giorno, si incazzò con i capi: scoprì, casualmente, che avevano deciso di farlo ammazzare. Un banale fascicolo, scambiato per errore da un pidocchioso passacarte e la sua vita valeva meno di un copeco.

Fu un discreto shock, per non dire di peggio. Tutta la sua fiducia smantellata in un secondo e nessuno che si prese la briga di provare a parlare con lui. Riuscì, sfruttando le sue conoscenze, a far perdere le tracce, passare la frontiera e inventarsi un nuovo lavoro, da solista. Che lavoro? Lo stesso lavoro di sempre: ammazzare persone. Prima per il governo, poi a pagamento.

Della sua vita non c’è molto da raccontare. Studente modello e atleta modello. Chimico, col massimo dei voti, e atleta che riusciva a vincere qualunque sport praticasse. Talmente strana, questa sua poliedricità che, ben prima che completasse la scuola superiore, i servizi lo stavano già controllando a vista. Lo contattarono il giorno stesso in cui usci dall’aula dell’università dopo aver ritirato il diploma di laurea. Assunto e arruolato.

Fece tutta la gavetta fino a diventare il responsabile per le operazioni di “rendition” russe e non fallì mai una missione, tant’è che lo soprannominarono “Gospodin sto protsentov” [ndr: mister cento per cento], che divenne, per comodità “Protsentov”.

Decisi di scoprire chi fosse quel solitario, quando eliminò una delle sue vittime staccandogli le mani dalle braccia con l’esplosivo, mentre guidava su una strada di montagna, senza rovinare né il volante dell’automobile, né i polsi del maglione di cachemire che indossava. Strabiliante; non avevo mai visto una simile abilità nel maneggiare gli esplosivi.

Utilizzò i cinturini dell’orologio e di un vistoso braccialetto d’oro, per raggiungere il suo obiettivo.

Uno così ci serviva.

Scoprire dove si nascondeva non fu semplice, come per tutti i professionisti seri. Ci vollero quasi sei mesi prima di incastrarlo in una camera d’albergo. Entrai accompagnato da Tina. Da professionista valutò la situazione in un attimo e non fece gesti inconsulti. Parlammo e cercai di convincerlo ad accettare.

Nulla, semplicemente rifiutava. Non rimaneva che la provocazione.

«Non fosse perché mi servi intero, mi sarebbe piaciuto darti una lezione e romperti qualche ossa.» dissi. Sì, era una provocazione per un gigante di 197 centimetri, sentirsi “offendere” così da un nanerottolo che non raggiungeva il metro e ottanta.

Si piazzò davanti a me, gambe piantate e accettò la sfida. «Davai, il primo colpo a te.» Era esattamente ciò che aspettavo. Fu quasi sorpreso quando si trovò, lo sterno e qualche costola rotta, steso a terra dalla violenza del colpo, mentre respirava a fatica. Wu Shu. Sicuramente gli fece un certo effetto, vedere il viso del piccoletto a venti centimetri dal suo che gli diceva a voce bassa, intervallando le parole fra i suoi rantoli: «Davai malʹchik [nrd: Forza ragazzo], e ritieniti fortunato che mi servi intero.»

Metodo strano per arruolare le persone, ma se uno è convinto di essere il migliore, non prenderà mai ordini fino a quando non riuscirai a convincerlo, che sei migliore di lui. Non conosceva quasi nulla di noi e della nostra organizzazione, a quei tempi, ma ebbe due mesi di ospedale e riabilitazione per riflettere, capire e decidere di accettare.

La Terra esiste da 13,7 miliardi di anni, un tempo infinito, persino difficile da compulsare e quasi impossibile da immaginare e descrivere. E gli Umani? Dovessimo ridurre questo tempo infinito in un ipotetico anno cosmico, l’atmosfera, come la conosciamo ora, comparirebbe a Settembre, a ottobre le prime forme di vita, a fine Novembre i primi esseri non unicellulari, a metà Dicembre le prime forme di vita complesse e il 31 dicembre noi, gli Umani del dopo Gaja. Un solo giorno di un tempo infinito e, rapportando la vita media di un Umano al nostro anno cosmico, scopriremmo che dura un decimo di secondo. Un unico solo decimo di secondo. Un battito di ciglia. Una singola nota di una sinfonia complessa e molti milioni di anni dalla scomparsa di Gaja.

Ritroverò i percorsi per le Donne e rinascerà.

puntata successiva…


L’opera “Il Metodo” è di proprietà esclusiva e riservata dell’autrice ed è protetta dalle vigenti norme nazionali e/o internazionali in materia di tutela dei diritti di Proprietà Intellettuale. Ogni riproduzione, anche solo parziale, è proibita senza il consenso dell’autrice stessa.

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Il Metodo

IL METODO – 32

Victor Vasarely, Tau-Ceti-Ny, 1967
(Immagine tratta da qui)

l’inizio

la puntata precedente


Ci sono tutti e ognuno ha la sua squadra. Pistolotto e poi si parte.

«La situazione la conoscete e l’obiettivo è uno solo: gli spacchiamo il culo. Definitivamente! Ci saranno dei morti, fate in modo che siano il meno possibile.»
Nessuno muove un muscolo.

«I bunker da sistemare sono sette, noi solo cinque squadre. Io prenderò il bunker Cinque, Tina e la sua squadra il bunker Tre, gli altri a sorteggio. I due bunker residui li atomizzeremo con due bombe N. Le lanceremo subito dopo l’inizio del nostro attacco.»
Silenzio assoluto.

«Sul visore vedrete comparire la linea verde che segnala l’inizio dell’attacco, se qualcuno non fosse pronto, avrà trenta secondi di tempo, non uno di più, e dovrà segnalare il ritardo. Comparirà una linea gialla. Ogni singolo visore è stato riprogrammato e vedrete sette led circolari diventare verdi, alla distruzione del bunker, o rossi: attacco fallito. Non voglio vedere nemmeno un led rosso. Dovesse comparire, il bunker sarà distrutto con una bomba N. In questa missione non ci sarà né il tempo, né il modo per organizzare operazioni di soccorso quindi avete solo una possibilità: entrare, distruggere tutto, ammazzarli e uscire accendendo il vostro led verde. Niente prigionieri, niente alieni da recuperare per studiarli. Nulla. Entriamo, li ammazziamo e torniamo per cena!»
Un brusio rompe il silenzio.

«Signor Ammiraglio.» è uno della squadra di Oleg che chiede la parola. «Parla.»
«Signore, se ho capito bene led rosso significa essere fritti all’interno.» dice. «Sì.»
«Signore, avrà solo luce verde!» e lancia il nostro urlo. Attendo che finiscano.

«Bene. Ci sono ancora alcuni dettagli da chiarire. Avrete in dotazione gli esoscheletro, tutti voi, e le nuove armi a impulso laser. Ogni caricatore regge mille colpi, il doppio della versione precedente, e in ogni arma sono presenti nove caricatori. Il cambio del caricatore richiede due decimi di secondo. Sembra un tempo breve, ma sarà lunghissimo quando sarete là in mezzo. Tenete d’occhio il visore; quando vedrete avvicinarsi il cambio di caricatore, non fatevi trovare scoperti. Le armi corte sono caricate con proiettili al plasma; quattordici colpi e sei caricatori nella cintura. Utilizzatele solo per il combattimento ravvicinato, la portata è di cento metri, ma un serpentone ben protetto potrebbe assorbire il colpo. Il vostro Capo Squadra riceverà sul visore la segnalazione del vostro stato, arancio ferito, rosso morto. Se sarete feriti, dovrete arrangiarvi e non coinvolgere gli altri della squadra: niente eroismi inutili. I feriti saranno recuperati tutti al termine dell’azione. Il resto dell’armamento lo conoscete. Se vi capiterà di incontrare il personaggio che vedete sullo schermo alle mie spalle sarà, quasi sicuramente, l’ultimo essere vivente che vedrete. Alzate al massimo lo schermo protettivo agganciato all’esoscheletro: solo in questo caso. La potenza massima è sopportata per cinquantuno secondi, dovrebbero essere sufficienti per mettervi al riparo. Qualcuno ha domande?»

È Mario che fa un passo.
«Capo, questi bastardi ci stanno maciullando le palle da millenni. Vaffanculo a loro!»
Osservo il loro entusiasmo, le loro facce, ripenso alle loro storie. Alcune finiranno questa sera, lasciando qualche Spirito da accompagnare, Mogli, Figli e Amici da consolare.
«Fra un’ora, tutti pronti e adesso passate in sala M a ritirare gli armamenti. I Capi Squadra da me per il sorteggio. Marine! In culo alla balena!» e la risposta arriva, all’unisono «E speriamo che non caghi!» seguita da una risata che stempera, per un attimo, la tensione.

Sala riunioni, il sorteggio ha assegnato i bunker. Il numero Quattro e il numero Sei toccheranno a One. Bunker Uno a Mario, bunker Due a Oleg, bunker Sette a Lorenz.

«One ci sei?» è collegata e ci sente. «Sì Frank, ci sono.»
«Ok, ci siamo tutti. Non c’è molto altro da aggiungere. L’obiettivo è chiaro: distruggere tutto. Ognuno di voi avrà una bomba N tattica. Brillerà automaticamente quando sarete ripartiti, a distanza di un miglio dall’obiettivo. I nuovi elicotteri sono schermati e non correte il rischio di rimanere senza la parte elettronica. Non dobbiamo recuperare nulla e tenetelo bene in mente. Dovesse comparire Gork, piazzate la N e via tutti a gambe levate. Non dimenticatevi di segnalare la sua presenza, l’elicottero vi farà da copertura e non potrà seguirvi oltre l’uscita del bunker. Le nuove onde progettate da One lo ammazzerebbero; purtroppo non abbiamo ancora una versione leggera dell’arma.»
Sorseggio un goccio di acqua.

«Useremo i nuovi elicotteri e viaggeremo schermati. Non ci vedranno arrivare e non ci sentiranno. Magda coordinerà la velocità di ognuno degli elicotteri in modo da allineare gli orari di arrivo. Le aree di atterraggio sono già state identificate e sarete visibili superati i duecento metri di distanza dall’elicottero; oltre lo schermo protettivo degli elicotteri è troppo debole. Raggiunta la posizione di attacco segnalatela. Inizieremo solo quando tutti saranno pronti. Avrete due minuti per posizionarvi; in caso contrario One bombarderà il bunker. Attenzione, riusciamo a coprire solo quattro bunker con One, quindi non fatevi fregare. E tornate, voglio rivedervi tutti qui fra sei ore! Dimenticavo, tutto sarà filmato, come sempre.»
Sembra che abbiano compreso che non ho finito, nessuno dice nulla.

«Un’ultima cosa, io e Tina andremo da soli e non voglio sentire una parola. Probabilmente Gork sarà in uno dei nostri due bunker e siamo gli unici, per ora, in grado di combatterlo ad armi pari. Quindi avrete tre operativi in più per ogni squadra. Decidete voi quale lasciare a terra.»
Ora posso rilassarmi, abbandonarmi sulla poltrona e iniziare a dondolare.

È Lorenz, stranamente, a prendere la parola per primo.
«Capo, sbaglio oppure oggi ci giochiamo le palle?» dice.
«Non sbagli Lorenz e almeno una delle nostre squadre deve riuscire a completare la missione, ma non ho dubbi: faremo strike e One rimarrà a bocca asciutta. Ah, dimenticavo, Magda ha protestato perché voleva una Squadra anche lei. L’ho lasciata a terra che ci serve. È stata una decisione mia, il primo che sento fare dello spirito con lei, perché è sempre in ufficio, prima lo piglio a cazzotti e poi pago Magda per farlo fuori.»
E tutti scoppiano in una risata. Ride anche One e non è usuale.
«Andiamo!»

puntata successiva...


L’opera “Il Metodo” è di proprietà esclusiva e riservata dell’autrice ed è protetta dalle vigenti norme nazionali e/o internazionali in materia di tutela dei diritti di Proprietà Intellettuale. Ogni riproduzione, anche solo parziale, è proibita senza il consenso dell’autrice stessa.

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UltraBaccello! (e la manualistica – ok, non è come sembra)

E MENTRE IL PENSATOIO LAVORA E L’OSSERVATORIO TROTTA (ALEMARCOTTI HA INDIVIDUATO NUOVI OSSERVATORI DELL’OSSERVATORIO, MA NON È LA SOLA, ANCHE TONY PASTEL OSSRVA!), C’È CHI CERCA DI TRANQUILLIZZARMI


GianniD
GianniD Dice:

No, tranquilla, di notte gli invasori dormono nel loro guscio.
Anzi, baccello.
Baah-ccello.


GRAZIE GIANNI, MA L’IDEA DI UN BACCELLO NON MI CONFORTA.
PER NIENTE.

ULTRABACCELLO MIMETIZZATO IN UNA VETRINA DI FIORISTA – lato A (foto personale endorsum)
ULTRABACCELLO MIMETIZZATO IN UNA VETRINA DI FIORISTA – lato B (foto personale endorsum)

Ecco dal pensatoio i primi materiali!!! Grazie Silvia

Documentazione segreta per gli agenti impegnati nella eliminazione degli Ultracorpi

L’INVASIONE DEGLI ULTRACORPI SI STA DIFFONDENDO VELOCEMENTE, SI MIMETIZZANO CON OGNI COSA E ORMAI SONO OVUNQUE, LA BATTAGLIA SARA’ MOLTO DIFFICILE E CREDO SIA UTILE DOCUMENTARSI IN PROPOSITO.

L’INVASIONE DEGLI ULTRACORPI E’ STATA TENTATA PIU’ VOLTE NEL CORSO DELLE EPOCHE, QUESTI SONO I DOCUMENTI IN PROPOSITO, AGGIORNIAMOCI……


Ecco dal pensatoio altri materiali!!! Grazie GianniD!

Cosoni al minuto 1:05:35

Ecco dal pensatoio altri materiali ancora!!! Grazie silviatico!

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Il Metodo

IL METODO – 31

Victor Vasarely, Tau-Ceti-Ny, 1967
(Immagine tratta da qui)

l’inizio

la puntata precedente


Non porterò nessuno con me, voglio la base dove si troverà Gork e per tutti gli altri, Tina esclusa, sarebbe troppo pericoloso. Anche per me, ma ricorrerò a qualche supporto esterno; mai sopravvalutarsi.

One mi ha appena inviato i dati dei voli di Gork; da quei voli dobbiamo scoprire quale sarà la sua cabina di regia, dove si siederà per assistere, in prima fila, allo sterminio degli Animici o di tutti i Novanta. Questa è l’idea di Yuliya ed è l’idea giusta. Gork non vuole eliminare gli Animici, ma i Novanta, gli unici che possono contrastarlo e sa che di Novanta ne è rimasto uno solo e di quell’uno ha il DNA. L’elemento che gli mancava per progettare la sua vendetta. Un vero peccato che fosse il DNA di suo fratello, leggermente modificato; anche noi, piccoli e ignoranti Umani, abbiamo fatto progressi con l’ingegneria genetica. Poco appariscenti, ma reali ed efficaci.

Sono seduto, cercando di non pensare; bussano alla porta e un attimo dopo Tina entra, senza attendere la risposta.
«Ciao, non sei a scegliere la tua squadra?» dico.
«No, nessuna squadra, andrò da sola. Come te.» non aggiunge altro.
«Tina, fai almeno la sceneggiata, non sai come possono reagire gli altri e non voglio atti inutili di eroismo da emulazione. Fammi questo favore, poi ripassa che parliamo.»

La vedo uscire e cerco di tornare ai miei non pensieri. Quasi impossibile. Mi occuperò del bunker Cinque, il primo che abbiamo scoperto. Non so per quale motivo, ma ho la netta sensazione che quello sarà il suo osservatorio privilegiato. A Tina toccherà il bunker Tre; i serpentoni hanno sempre avuto la fissa dei numeri, perché non assecondarli? Gli altri a sorteggio.

Questi momenti sono sempre tristi. L’adrenalina, che si alza per lo scontro, non riesce a cancellare la certezza che avremo dei morti; altri giovani schiantati da qualche serpentone o da qualche altro animale alieno. Teste mozzate, braccia strappate, sangue. Morti o mutilati che rimarranno segnati per tutta la loro unica vita terrena. Riuscissi a piangere lo farei, ma non è tempo.

«Magda, mandami Mogorean.»

Mogorean è l’attendente di Magda, il suo assistente. Un pazzo scatenato che parla con i computer. Bah, e poi dicono che sono io quello non normale.
Cinque minuti e Mogorean arriva. «Buonasera.» dice e si mette, quasi sull’attenti, mezzo metro davanti alla porta, senza chiuderla.

«Ciao Mogorean. Quindici minuti per preparare, in sala imbarco, gli armamenti per venticinque IMF; armamenti speciali. Voglio anche due eso [esoscheletro] di ultimo livello per me e Tina. Rimuovi il software di gestione e aggancia i sensori per il controllo diretto e non dirmi che non è ancora stato completato il collaudo, che non sono sicuri, e tutto il resto. Lo so e portali qui da me. Convalida anche l’accesso di primo grado alla sala M. Puoi andare.»
Non ha nulla da dire, gira sui tacchi e se ne va.

Sono curioso di scoprire qual è il colore del sangue di Gork.
Quando conosci il colore del sangue del tuo nemico, ne hai annusato l’odore, ne hai assaggiato il sapore quando ti schizza sulle labbra, tutto diventa più facile; le remore scompaiono e lo senti. Non è più necessario vederlo, non ti servono più gli strumenti per individuarlo. Semplicemente lo senti. Le sue vibrazioni ti arrivano nette, senza alcuna mediazione; chiare. È in quel momento che il combattimento raggiunge il suo apice. È in quel momento che la tecnologia scompare e rinasce l’animale che sbrana, azzanna, taglia. L’animale che sente la tua paura, che sa quando attaccare. L’animale intelligente. L’animale più pericoloso dell’Universo.

«Ciao Frank. Fatto con la mia finta squadra. Di cosa volevi parlarmi?» Tina è entrata nel momento stesso in cui Mogorean stava uscendo. Chiude la porta e si siede.
«Tina, ne abbiamo viste tante e ne vedremo ancora, ma questa potrebbe rivelarsi una delle battaglie più pericolose. Difenderanno le macchine anti-arma in ogni modo. Dovremo, non solo eliminarli, ma salvarne almeno una, per studiarla. Per gli altri sarebbe troppo pericoloso dover gestire un doppio obiettivo, quindi sarà roba nostra; però niente eroismi. Quando sarà finita voglio rivedervi tutti e te in particolare.» ci guardiamo, l’attimo sembra infinito.
«Ehi, ma ti metti a fare pure il romantico?» sorride e con la mano afferra la mia «Non preoccuparti, deve ancora nascere quello che può eliminarmi e anche quello che può eliminare te e gli altri, il Gruppo, non sono dei pivelli.» riflette «Sì, mi pare buona l’idea di dare loro un unico obiettivo, ma come facciamo con gli altri due siti?»
La domanda è più che lecita.
«Faremo un bel botto e lo farà One. So che non ti fidi delle persone che non conosci, ma questa volta dovrai. Guiderà due missili caricati con bombe N tattiche all’interno dei due bunker. Attenderà il nostro via, per non bruciare l’effetto sorpresa, e poi friggerà tutto.» È perplessa.
«Frank, ma guidare quei missili, a quella velocità e infilarli in un bunker senza sbagliare? Nessuno può riuscirci.» Ha ragione, dal suo punto di vista ha ragione.
«Non preoccuparti, One sa ciò che deve fare e lo farà. Quando i due bunker saranno esplosi riceverai il segnale sul visore, Mogorean li sta sistemando in modo che ognuno, ad azione conclusa, possa segnalare il successo, o l’insuccesso. Se vedrai un led rosso, vorrà dire che in uno dei bunker qualcosa è andato storto; probabilmente saranno tutti morti. Dovesse succedere, One eliminerà anche quel bunker. Eliminerà tutti i bunker con un led rosso e tutti quelli che saranno lì dentro, feriti o morti che siano. Non possiamo permetterci distinzioni o tentare azioni di salvataggio; questa volta sarà un colpo unico, senza possibilità di replica.» è inutile addolcire la pillola. Riflette un attimo.

«Va bene, il Capo sei tu e se è vera la nostra ipotesi non vedo altre possibilità. Però, quando sarà tutto finito, voglio conoscere One. Non l’hai mai presentata a nessuno, nessuno sa chi sia, tutti sono curiosi di capire. Anch’io e me lo devi.» Ha lo sguardo soddisfatto di chi è riuscito a incastrare qualcuno.
«Sei sempre la solita, non ti accontenti mai, ma va bene. Poi ne parleremo, ora pensiamo a Gork. Sono quasi certo che vorrà assistere in diretta all’evento, tornare a giocare il ruolo dell’onnipotente e spero di trovarlo dentro uno dei bunker. Non so quale, quindi dovremo scommettere e sperare di indovinare. Se vedrai un led giallo nel visore saprai dove si trova. Io prenderò il bunker Cinque tu il Tre e speriamo che sia in uno di quei due altrimenti potrebbero essere guai. Sia tu, sia io utilizzeremo gli esoscheletro di ultima generazione, con le nuove connessioni al sistema nervoso e non rompere le balle con la storia che non ti serve: lo userai anche tu. Mogorean sarà qui fra poco, abbiamo dieci minuti per testarlo, prima che arrivino gli altri.»
Mi alzo. Prendo dell’acqua e attendo la replica.

«Spero di trovarlo io, quel pallone gonfiato che odia le Donne. Prima gli taglio il cazzo, poi tutto il resto. Ma devo proprio metterlo l’eso?» Rieccola.
«Sì! Vuoi un goccio d’acqua?»

puntata successiva…


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Bollettino Osservatorio Invasione Ultracorpi – N° 1/2021

Mentre il Pensatoio è all’opera per conoscere gli Ultracorpi e adottare misure di difesa, le segnalazioni si moltiplicano dimostrandoci la pericolosità degli Invasori!

AGGIORNAMENTO DELLE SEGNALAZIONI


Segnalazione Alemarcotti

COSA C’È IN UN ULTRAUOVO (ULTRACORPO)?

Questa volta sarà dura. Ma… Mentre la natura invade le nostre vite… Gli ultra corpi cercno di reagire… Intercettano il Generale Lee e legano lo zio Jessy… Ecco il passaggio di devastazione totale degli ultracorpi…

Cosa c’è in un UltraUovo (ultracorpo)? — alemarcotti

Segnalazione Silvia

ATTENZIONE GLI ULTRACORPI SONO ANCHE NELLE UOVA DI CIOCCOLATO!

FATE ATTENZIONE, LIBERATEVI DI TUTTE LE UOVA DI CIOCCOLATO SONO MOLTO PERICOLOSE, SONO GLI ULTRACORPI CHE CI VOGLIONO INVADERE, SBARAZZATEVENE IL PRIMA POSSIBILE, VEDETE QUI: https://endorsum.wordpress.com/2021/04/05/cosa-ce-in-un-ultrauovo-ultracorpo/ QUESTI SONO ALCUNI ESEMPI DI UOVA INVASE… COME VEDETE CERCANO DI PASSARE INOSSERVATI E INTANTO CI SPIANO….. ASSUMONO LE FORME PIU’ STRANE PER ATTIRARE L’ATTENZIONE….. CERCANO ANCHE DI ATTIRARE […]

ATTENZIONE GLI ULTRACORPI SONO ANCHE NELLE UOVA DI CIOCCOLATO! — Come cerchi nell’acqua

Tutte le segnalazioni precedenti

Un gruppo di Coraggiosi ha con me iniziato a monitorare la situazione in corso (Ale Marcotti [1, 2, 3], Adriano, Silvia) ed è stato istituito un Osservatorio a tal scopo.

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Cosa c’è in un UltraUovo (ultracorpo)?

Ho iniziato a segnalare un fenomeno negato dai media, che tacciono colpevoli. Tacciono per non creare panico. Tacciono poiché la situazione è dovuta all’abbandono del territorio, abbandono ordinato dai nostri governanti.
Non so quale sia il disegno dietro a questa Invasione di Ultracorpi, forse l’Invasione stessa.
Un gruppo di Coraggiosi ha con me iniziato a monitorare la situazione in corso (Ale Marcotti [1, 2, 3], Adriano, Silvia) ed è stato istituito un Osservatorio a tal scopo.
Ieri sono stata vittima di un agguato: un UltraUovo (ultracorpo) si è intrufolato in casa mia nel tentativo di… non riesco nemmeno a immaginare il suo intento, ma ho reagito e ora sono salva. Avrei dovuto meglio considerare l’assalto vigliacco di un ultracorpo sintetico rosa ad Adriano. Sciocca!
Comunque, oltre a me, l’UltraUovo aveva anche un’altra missione.
Ho dovuto infilargli le mani nelle – blea – viscere per accedere al suo obiettivo ultimo (pensava di avere la meglio su di me!).
Ora so cosa c’è in un UltraUovo (ultracorpo).
È curioso come gli Ultracorpi comunichino tra loro: pizzini di terracotta.
Tavoletta di terracotta con inciso l’obbiettivo della missione dell’UltraUovo (ultracorpo) – (foto personale endorsum)
UltraUovo colpito a morte dal mio serramanico – (foto personale endorsum)