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Insulto semplice: l’aggettivo nudo

(immagine da qui)

L’insulto è il felice parto di una volontà: insultare.

Pare, leggendo nell’immagine qui sopra, che si presenti in mancanza di provocazione, così, come il calcio nel culo da parte di un passante qualsiasi (Ahi! Cazz…).

Sappiamo che l’insulto è però animato da una motivazione forte, fortissima, sì: quale?

Teniamo in caldo la domanda e procediamo.

L’insulto semplice è spesso rappresentato da un singolo aggettivo, per questo lo chiameremo nudo; quando lo stesso aggettivo è ripetuto più volte, con fare rafforzativo, è nudo nudo, per forza.

Se l’aggettivo è nudo nudo, mioddio, che lo si copra! Una foglia di fico, presto! Che cotanta nudità non metta in evidenza il motivo dell’intenzione!

Perché è così, l’aggettivo nudo nudo mostra molto molto, molto più dell’intenzione.

Dopo aver visto molto molto, molto più dell’intenzione, ci interessa ancora la motivazione forte che anima l’insulto?

PS: sì, nel caso in cui fosse rimasto un dubbio, quanto scritto è un modo articolato per dare del coglione o della cogliona… un’offesa in effetti, affinché “alcuno si possa dolere, reputandola diminuzione di buona fama”.

PPS: questo cappello introduttivo è stato istigato dalla proposizione e dalla riproposizione (a sproposito) dell’aggettivo SESSISTA.


Autore: Alessandro Gianesini

Tciù sessisti is megl che uan!

Alessandro GianesiniAltro81 commenti

A meno di un giorno dalla bellissima cag… pseudo-recensione sulla raccolta di racconti Relazioni Pericolose ecco che emerge una nuova chicca, che poi forse nuova non è: ormai, è risaputo, scrivo cose sessiste.
Non sai a cosa mi sto riferento? Sembra che stia sparlando, vero?
Ecco, leggi tu stesso la recensione sul La Brigata della Speranza in cui una persona (con un nome e cognome, che però non riesco a contattare per un chiarimento) dopo aver letto ben tre (3) capitoli, ci piazza, frettoloso di restare senza spazio di affissione, il commentazzo definitivo (che si dice disponibile a cambiare in corso d’opera – certo, certo…) per allertare il mio numeroso seguito di non leggere altro!

Questo “lui” ha persino dato qualche spiegazione (per uno che legge del fantasy, stupirsi che in un mondo medievaleggiante una ragazza di 16 anni sia una donna, fa ridere, ma vabbè), ma il fatto che usi la stessa parola della “recensione” altrove e che rincari la dose con “pedofilia” mi sta altamente sui coglioni.
Da notare che è pure la prima recensione cha abbia mai scritto: che ci sia una fretta di qualche tipo, dientro? No, nessun complotto, solo invidia, ne sono certo…

Che poi non ce l’ho con lui in particolare, ma con quello che una simile “recensione” rappresenta: è il fottutissimo politacally correct che ha imposto che le cose possono essere solo ed esclusivamente in un modo per essere appropriate e che tutto ciò che non lo è diventa il male!
Io non posso più esprimere la mia creatività senza essere etichettato in qualche modo (ora va di moda “sessista”, chissà con che diritto, poi – cit. Ligabue) e già la cosa mi dà sui nervi perché è quanto di più lontano dalla realtà, ma se poi ci metti delle cose più pesanti (pedofilia? Ma davvero?), allora significa che hai un interesse a farlo.

Sappi che dopo questa, non solo ho deciso di non dartela vinta manco per un ca… per niente, ecco, ma ho la ferma intenzione di continuare a distruggere quel tuo mondo fintamente perbenista portando avanti la mia scrittura bella o brutta che sia (gli attestati di stima non mancano, perciò non mi metto certo a piangere) e che saranno soprattuto mie e ispirate dalla realtà anche quando sono fantasy.
E un giorno mi piacerebbe che il tuo mondo, fatto di buonismo ipocrita, crollasse perché si fonda solo sul materiale organico che esce da ogni orifizio, sfinterale o meno che sia (sì, so parlare forbito, se mi va), di chi lo abita.

Ora ti saluto, sempre che tu mi legga.

Sono arrabbiato?
Certo!
Mi fa schifo sapere di vivere sullo stesso pianeta in cui ci sei anche tu, il disgusto prende il sopravvento e non potendo far niente per inculcarti (attento a leggere bene la C della terza sillaba: non vorrei che mi venissi a dire che sono anche sodomita, visto il tuo modo di ragionare) l’educazione di cui sei sprovvisto, mi limito a dirti il mio punto di vista.
In faccia.
Con un nome.
Con la possibilità di un contraddittorio che tu non concedi.

Ciao.

PS: manco me n’ero accorto: non è nemmeno un acquisto verificato, perciò non ha comprato il libro su Amazon… o forse non l’ha nemmeno comprato. E nemmeno letto!

Alessandro Gianesini – Lo Scribacchino del web

77 risposte su “Insulto semplice: l’aggettivo nudo”

Ma se emergesse una terza volta, diventa nudo, nudo, nudo? Così da essere pronto per il sole in una spiaggia di nudisti, insomma… 😀

E io che pensavo che l’insulto potesse anche essere motivato: #MaiUnaGioia

PS: grazie, socia! 😘
PPS: socia potrebbe persino risultare offensivo, ma non è questo il caso! 😉

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Nudo nudo già assolve a una funzione plurima, ma nudo nudo nudo proprio nudo ha un potenziale evocativo di notevole impatto 😝

La motivazione può anche esserci, ma in presenza di aggettivo nudo nudo si vede già che si ha a che gare con un/a coglion e tutto il resto è noiaaaaa 😉😘

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Da pareggiare con la mua: necrofila. Ho un marito per fortuna da 26 anni, vivo quindi non abuso sessualmente di cadaveri😄

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uh ci fu un vero e proprio caso qui su wordpress inerente alla mia storia, tutto un giro di mail e gente che mi riportava cose, nel tempo ho scoperto la macchinazione

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Leggo su più blog come molti autori si ritrovino con feedback/commenti/valutazioni/recensioni tutt’altro che obiettive.
Laddove io credo che una recensione “negativa” faccia parte del gioco, noto tuttavia che spesso si insinuano maleducati o semplicemente invidiosi che godono sul fatto di dare una recensione negativa al “rivale” di turno.
Direi “guarda e passa”, ma ovviamente ci si rimane male, e la reputazione resta in parte “offuscata” (non direi “macchiata”). Dal primo idiota (insulto gratuito) che passa..

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Ideona! Mandiamo tutti questi pseudo-recensori su un’isola deserta (come Nudo all’Isola dei Famosi), ma con una sostanziale differenza: loro ci resterebbero a vita… voglio proprio vederli come fanno a sparare giudizi senza la tecnologia. 😉

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Io invece non ha avuto nemmeno la fortuna di ricevere una recensione insultante, in quanto Amazon si è rifiutata di pubblicare il mio libretto con le storie di Pinka, giudicandolo pornografico (il che è la verità, ma cosa c’é di male nella pornografia?). La recensione in oggetto è in qualche modo anche “esilarante” quando scrive fastidiosissime scene pervertite . Fastidiose per chi?
Io odio le recensioni pubbliche … e non mi piace che Amazon le pubblichi, perché allora vorrei poter recensire il recensore. Ma con che diritto uno spala merda pubblicamente su un altro? Se io sottopongo un libro alla Feltrinelli e la casa editrice mi risponde privatamente che il mio libro è merda allo stato puro lo accetto, anche se ci rimango male. Ma se la casa editrice pubblicasse urbi et orbi tale recensione allora si entrerebbe nel regno della diffamazione.

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il politically correct, che era nato con intenzioni lodevoli, è diventato una clava in mano a bacchettoni e moralisti che possono berciare, in nome di una formale correttezza contro ogni cosa che non aggrada loro.
L’accusa di pedofilia è poi davvero ridicola: una ragazzona di 16 anni con tanto di tette da far ballonzolare è quanto di più lontano da un’immagine infantile e casta!
ml

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le mannaie inquisitorie cambian faccia ma quello restano: adesso van di moda sessista, ista ista e ista vari. Sono convinta che se si dovessero focalizzare su carraista diventerebbe in breve un super insultone.
L’immagine della 16enne è in effetti lontanissima e mi fa quindi chiedere il motivo dell’etichetta gratuita.
Grazie del passaggio 🙂

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