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a proposito di dialoghi impliciti

Il cambio

Chiusa la porta, i due si scambiano convenevoli.

In salone.

Sulle scale.

In corridoio.

Solo nello studio il padrone di casa riesce ad avere la meglio sull’uomo di fiducia e lo proietta in aria. La caduta di schiena ha un suono poco compìto.

Sei caduto male. Ci fermiamo?

Sì.

Dove hai il cambio?

Nella borsa, giù, in salone.

Vado a prendertela io.

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a proposito di dialoghi impliciti

Vicino

Com’è l’appartamento?

Buono.

Ma ti piace?

Sì.

L’ho reputato adatto, vicino. Resti a cena?

Resto a cena.

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a proposito di

Un luogo sicuro

Il suo Capo, l’amico, un fratello?

È da anni ormai che lo assiste e ogni volta che vede quella testa perfettamente nuda si sente in un luogo sicuro.

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a proposito di

Gioventù

Ci sono generazioni protagoniste, quelle a rimorchio e quelle da fottere.

L’uomo di fiducia appartiene a quest’ultime e incarna la discreta dolenza di chi ha creduto al nulla e sa che la crisi sarà risolta da persone nuove. Il suo sguardo accarezza la gioventù, considerandola eroica.

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a proposito di dialoghi impliciti

Hai fame?

Ho fatto sanificare la cucina. Hai fame?

Sì.

Nella madia c’è la tovaglia. Io metto su il coniglio.

Ok.

Patate?

Non troppe. Dove ti sposto la parabellum?

Nel cestino del pane.