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a proposito di X X: circumnavigazione

Attesa

Da troppo tempo non pubblico pezzi intorno a X.

Rimedio subito.


La porta dello studio è aperta. L’uomo di fiducia, passando sosta.

Dentro, il suo capo ha dita incrociate sul cranio e insegue cieco vecchie immagini incastrate al soffitto. Si volta verso l’interlocutore silenzioso e, con occhi appannati dal bianco e nero, informa:

«Dell’attesa so tutto.»

Dalla soglia giunge uno sguardo morbido di comprensione. Poi si abbassa e sposta.

Night and Day è un brano composto da Cole Porter nel 1932 per la commedia musicale Gay Divorce. Qui nella versione cinematografica Cerco il mio amore (1934), con Fred Astaire e Ginger Rogers.
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Il cambio

Chiusa la porta, i due si scambiano convenevoli.

In salone.

Sulle scale.

In corridoio.

Solo nello studio il padrone di casa riesce ad avere la meglio sull’uomo di fiducia e lo proietta in aria. La caduta di schiena ha un suono poco compìto.

Sei caduto male. Ci fermiamo?

Sì.

Dove hai il cambio?

Nella borsa, giù, in salone.

Vado a prendertela io.

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Vicino

Com’è l’appartamento?

Buono.

Ma ti piace?

Sì.

L’ho reputato adatto, vicino. Resti a cena?

Resto a cena.

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Un luogo sicuro

Il suo Capo, l’amico, un fratello?

È da anni ormai che lo assiste e ogni volta che vede quella testa perfettamente nuda si sente in un luogo sicuro.

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Gioventù

Ci sono generazioni protagoniste, quelle a rimorchio e quelle da fottere.

L’uomo di fiducia appartiene a quest’ultime e incarna la discreta dolenza di chi ha creduto al nulla e sa che la crisi sarà risolta da persone nuove. Il suo sguardo accarezza la gioventù, considerandola eroica.

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Hai fame?

Ho fatto sanificare la cucina. Hai fame?

Sì.

Nella madia c’è la tovaglia. Io metto su il coniglio.

Ok.

Patate?

Non troppe. Dove ti sposto la parabellum?

Nel cestino del pane.