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Di voci e di mano

Nero. La palpebra sbatte.

Il fiuto non aiuta e l’udito banchetta. Una voce –ciao– un’altra voce –vieni– un sussurro –segui– il lamento. E via ancora. Una voce –io– un’altra voce –segui– un sussurro –ferma– il lamento.

Il nero e le voci. Insieme. Il volume in spessore riempie di pece, scomposto si torce sottile in ronzio, blocca il trigemino, immobilizza la lingua. L’odore va in acre e il respiro si appende.

La porta. La porta!

Al tocco della maniglia un frastuono alle spalle. Ahi!-Checcazzo fai!-La caviglia!-Ma sei scemo?-Bastardo!-Un dente, due denti! Aaaaah! Le ditaaaa!

E una mano le prende la mano.