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La più bella del mondo

Questo articolo mi ha fatta saltare sulla sedia.

Ve lo ripropongo.

Buona lettura!


Autore: ivano f

La più bella del mondo

Pubblicato da ivano f in 11 ottobre 2021

   La Costituzione della Repubblica Italiana dovrebbe essere conosciuta da tutti, dovrebbe essere insegnata come si deve nelle scuole. Chiunque dovrebbe poterne discutere in piena libertà e con cognizione di causa, in fondo si tratta della legge fondamentale dello Stato. Invece i costituzionalisti sorridono e vorrebbero essere gli unici a dialogare su di essa. Anche se questa pretesa di dover essere gli unici a interpretare la (ribadisco) legge fondamentale -su cui poggia tutta la costruzione statale da cui dipendono doveri e libertà (la vita!) di tutti- ha un chiaro sapore di classe sacerdotale, ha comunque un suo senso: la Costituzione contiene varie espressioni gonfie di retorica, e la retorica fa rima con vaghezza (vi dico di sì 😀 ); inoltre lascia ampi spazi vuoti, che inevitabilmente devono essere riempiti quando bisogna metterla in pratica. Abbiamo bisogno dei sacerdoti per interpretare quella vaghezza e per offrirci valide deduzioni su quegli spazi- pur se è inevitabile che fra loro le opinioni siano discordanti.
Proprio uno scritto di uno di quei sacerdoti ha reso chiaro ai miei occhi le conseguenze di qualcosa che nella Costituzione non viene detto esplicitamente, qualcosa che mi ha fatto fare un salto sulla sedia e di cui non so quanti si rendano conto:


“Il Governo non è un organo a termine: esso rimane in carica, infatti, sin quando le Camere non gli revochino la fiducia o non decida di dimettersi.”

 “Il Governo può dimettersi anche[…]:
in seguito ad elezioni generali, al fine di accertare la permanenza del rapporto fiduciario. Una norma di correttezza costituzionale vuole che il Governo si dimetta anche se le elezioni abbiano confermato la maggioranza al potere; ma, secondo un’altra norma di correttezza, il Presidente della Repubblica respingerà le dimissioni.”

 (Diritto costituzionale – Temistocle Martines)

Secondo la più bella del mondo potremmo benissimo avere un Governo permanente. Al tempo mi è venuto un brivido ma mi sono sùbito tranquillizzato, convinto che una situazione del genere sia solo un caso di scuola, impossibile da riscontrare nella realtà. Dopo uno stato di emergenza così prolungato però sono più suggestionabile… Ma andrà tutto bene. Non vi sembra così inquietante? Ora provate a rileggere le citazioni con questa musica in sottofondo…


MUSALOGIA?

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Le età dell’innocenza 9

– Hai lasciato gli occhiali nel lavabo…
– Impossibile!
– Ti dico di sì.
– Li hai spostati tu per farmi sembrare rincoglionito.
– No.
– Sì!
– No ti dico, non c’è nessun bisogno che ti aiuti in questo.
– Puttana!
– Abbiamo passato da tempo quella fase.
– Zoccola!
– Anche quella.
– Bel mignottone porco.
– Ah, quella poi.
– Sceriffa!
– Durata poco.
– Moglie!
– Ma mi prendi in giro?
– Suocera!
– Ok, ti sei rincoglionito.
– No!!!
– Ma sentiti!
– Mh, non hai torto.
– E quindi?
– Badante!
– Badante no! Facciamo che li ho spostati io?

“La Badante” – Fifty Six

Le età dell’innocenza 1 – 2 – 3 – 45 – 6 – 7 – 8


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Ode alla polenta

Ho promesso a Paola un’ode alla polenta, in virtù di una comune passione. Ma ho fatto il passo più lungo della gamba, non sono brava a poetare. Per distrarre lettrici e lettori esigenti, accompagnerò all’ode una canzone e la ricetta base.

Ogni nuova ode o ricetta dedicata al cibo salvavita è benvenuta!


Ode alla polenta

Polenta, oh.

Oh.

Polenta.

endorsum

Le vostre odi


Oh

santa polenta!!!

Luisa Zambrotta

Pulenta de facil digestion, e per culpa de la scarsa sustanza… me se compagna sot al braccet bela contenta per la robetta bona, beeela grasa e de forte sapor !

@rocker

Ave

polenta

Adriano

T’amo,

pia polenta.

Raffa

Dopo il bertagnì (baccalà fritto) ecco la polenta!

Polenta E Baccala

La ricetta!

Il video è lunghetto (per una buona polenta ci vuole tempo), ma date anche solo un’occhiata a questa Signora.

Come fare la polenta – SblogTv Ricette

Nel frattempo continua la raccolta dei finali alternativi dello Story-Lenny e, per chi volesse, la scelta del finale preferito.

Continua anche il conto alla rovescia dedicato al 3° evento: IL NUOVO SPAZIO (- 4 giorni!)

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Oggi bertagnì!

Non è venerdì e non c’è un vero motivo, ma ho voglia di far Festa!

Bertagnì per tutti!

Piergiorgio Cinelli – Sexy Bertagnì
Nel frattempo continua la raccolta dei finali alternativi dello Story-Lenny e, per chi vuole, la scelta del finale preferito.

Continua anche il conto alla rovescia dedicato al 3° evento: IL NUOVO SPAZIO (- 4 giorni!)

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Ancora treni?

Sì sì!

Questi sono quelli che mi avete segnalato!

Grazie! 😀

Da Alessandro Gianesini
Da Alessandro Gianesini
Da SabineStuartDeChevalier
Da Adriano
Da Arcadio Lume
Da Tra Italia e Finlandia
Da Kikkakonekka
Da Kikkakonekka (anche se qui il termine “treno” non è letterale, è come dire “il filo del discorso”)
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Chi scrive

Treni!

Chi mi segue sa che ho una certa e malcelata passione per i treni.

Ma perché?

Mah. Davvero, non ne ho idea.

Li metto qui in attesa dell’evento…

Be’, con questi Signori l’unica è lasciarsi ondeggiare, il resto vien da sé.
(Love is a real train · Tangerine Dream)
Tangerine dream – Love On A Real Train
PAT METHENY – Last Train Home
John Coltrane – Blue train
PHILIP AABERG – That Train
Twilight Train – Dan Lebowitz
The Doobie Brothers – Long Train Running
Josh Turner – Long Black Train
HI-LO & Chocolate Puma – Steam Train
The Gap Band – Party Train
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Segnalazioni e una domanda

segnalazione 1!

Ombelicale

Un nome. Un grido di battaglia.

Il blog in questione cerca testi a tema.

Chi ne ha, o decide di scriverne uno, non si faccia problemi: mandi!

Immagine presa da qui

segnalazione 2!

Ripubblico questo raccontino perché mi piace.
E poi voglio fare un dispetto al suo autore.

Rurale

GIANNI

In quella valle si coltivavano pomodori da salsa, ma solo da qualche anno, perché prima, invece, preferivano quelli da merenghe. C’era chi aveva cercato di creare una variante da tango, però niente, lì non attecchivano bene, l’aria era così diversa dall’Argentina da cui provenivano e allora avevano ripiegato sulla salsa, che comunque metteva allegria.

Come ogni sera, con la vanga in mano, il contadino tornava verso casa, dove lo aspettava la cagnetta Milly, una cagnetta poltrona, che stava sempre in salotto, accanto al divano, attenta a che nessuno le si sedesse sopra.

In genere quando il sole tramontava il padrone arrivava, toglieva gli abiti da lavoro, e dopo essersi ripulito dava alla cagnetta la cena, a base di crocchette. Tutto qua, una vita rurale, fatta di piccole cose.


…e poco altro (questo racconto verrà abbandonato all’oblio)


Immagine presa da qui

una domanda

Ho intenzione di iniziare un conto alla rovescia per lanciare una novità del sito: di quanti giorni lo doto?

Intanto che ci pensate allego una musica che ben rende il lavoro matto per finire di preparare la novità in questione.
(Treni… eh!)

PAT METHENY – Last Train Home

risposte

  • Adriano: per il conto alla rovescia direi 7 giorni
  • ivano: Giorni? Giorni??? Te la vuoi prendere comoda eh!? Dài dài, in posizione e… Dieci… nove… otto… 
  • Kikkakonekka: I conti alla rovescia non iniziano quasi sempre da 10?
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Romanzo breve in cerca di immagini – Incipit

Immagine proveniente da qui

Il sonno rigenera.

«Sono stanca, voglio dormire.» Disse assecondando le palpebre.
E il lenzuolo l’avvolse morbido.
«150 anni.» Finì di dire.
E il piumino la coprì fino alle labbra.
Le porte si sbarrarono, così le finestre; la temperatura variò. Un profumo di lavanda irruppe nell’aria e il mondo si chiuse fuori.

La dimora sprofondò nella terra.
Il tetto divenne un parcheggio, di quelli belli, verniciati di fresco, pieno di vita diurna, di incontri notturni, ricco di rollii, chiacchiere e del prezioso disinteresse al luogo.

Quando un’amministrazione locale decise di sostituirlo con un parcheggio sotterraneo, arrivarono dei sacralizzatori di terreno, che lo sacralizzarono. Al posto del parcheggio fu edificata una piccola struttura lignea sotto la quale iniziarono a essere dispensati buoni auspici di varia natura, per modiche cifre.

La struttura presto si trasformò in uno stabile in muratura e al cambio di religione potè sfoggiare un’enorme insegna luminosa gialla visibile da diversi chilometri di distanza.
Il culto fu florido e lo stabile conobbe una ricca vita diurna, incontri notturni, scalpiccii, chiacchiere e un prezioso interesse al luogo.

Quando giunse l’abolizione dei culti, lo stabile fu raso al suolo. Al suo posto comparve un cerchio di terra battuta adibito all’insegnamento dell’equitazione.
Non durò a lungo, la nuova tipologia di governo dimostrò in poco cupidigia e sul cerchio fu costruito un palazzetto cilindrico.

Quanti rumori concilianti il sonno da quella meraviglia architettonica!
Ma fu troppo sensibile all’usura. Esplosioni programmate le fecero vibrare le palpebre. Cambiò il fianco d’appoggio e continuò a dormire.

In sostituzione del palazzetto cilindrico fu innalzata una grande scultura moderna; metalli con memoria cambiavano continuamente lo schema compositivo, per la gioia di tutti. Terminati gli anni dell’abbuffata tecnologica, alla scultura furono assegnati schemi naturalistici e, tra una figura d’aria e una floreale, lei aprì gli occhi.
Il tempo era infine passato.

La dimora emerse.
Nel trambusto, i metalli confusi cercarono strutture nella terra mossa e poi nei muri. Non potendo più eseguire gli schemi si raccolsero intorno alle parti metalliche della casa e scoprirono, con sorpresa, di potersi aggregare in nuovi schemi-non schemi già attivi. Cambiamento.

Quando lei alzò il busto seduta sul letto, notò gli insoliti spessori per casa e anche qualche libera iniziativa, come le ciabattine in lega leggerissima e un paio di orecchini filiformi appoggiati sul piumino. Sorrise. Sbadigliò e salutò il giorno.

CONTINUA…

Per chi vuole provare la lettura con un accompagnamento musicale, questa è la mia proposta.

Nature and Organisation – Skeletontonguedworld
And as she sleeps around her bed
The blinding deadbled world spins
Black sightless firepierced black universe
Empty the fire as she sleeps
The sleepy skeletontongued world
Massed blast of storms and sand rolls
Oh lovely world – come alive for me
The longtongued god is not real
He drags the chain clasped in his wickerfingered hands
This brother is paperthin – form but no substance
Neverlived so he is not dead
This is man’s fear made trash…
…And as you light the incense stick
I pray that your fingers may burn

E mentre lei dorme intorno al suo letto
Il mondo accecante e stordito gira
Universo nero senza vista e pietrificato dal fuoco
Vuoto il fuoco mentre lei dorme
Il sonnolento mondo dalla lingua di scheletro
Un’esplosione massiccia di tempeste e rotoli di sabbia
Oh, bel mondo, prendi vita per me
Il dio dalla lingua lunga non è reale
Trascina la catena stretta nelle sue mani di vimini
Questo fratello è di carta sottile – forma ma non sostanza
Non ha mai vissuto quindi non è morto
Questa è la paura dell’uomo resa spazzatura…
…E mentre accendi il bastoncino d’incenso
Prego che le tue dita possano bruciare
Tradotto con http://www.DeepL.com/Translator (versione gratuita)
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1° settembre

Riapro.

Quel giorno lì cambierà la pagina di apertura e ci sarà un po’ più di ordine per cercare vecchie e nuove cose.

Quel giorno lì ci sarà un raccontino, meglio, l’incipit del Romanzo breve in cerca di immagini.

Quel giorno lì la colonna sonora sarà questa qui.

Si capisce che mi mancate? 🙂

Buon fine agosto a tutti!

Nature and Organisation – Skeletontonguedworld

And as she sleeps around her bed
The blinding deadbled world spins
Black sightless firepierced black universe
Empty the fire as she sleeps
The sleepy skeletontongued world
Massed blast of storms and sand rolls
Oh lovely world – come alive for me
The longtongued god is not real
He drags the chain clasped in his wickerfingered hands
This brother is paperthin – form but no substance
Neverlived so he is not dead
This is man’s fear made trash……And as you light the incense stick
I pray that your fingers may burn

E mentre lei dorme intorno al suo letto
Il mondo accecante e stordito gira
Universo nero senza vista e pietrificato dal fuoco
Vuoto il fuoco mentre lei dorme
Il sonnolento mondo dalla lingua di scheletro
Un’esplosione massiccia di tempeste e rotoli di sabbia

Oh, bel mondo, prendi vita per me
Il dio dalla lingua lunga non è reale
Trascina la catena stretta nelle sue mani di vimini
Questo fratello è di carta sottile – forma ma non sostanza
Non ha mai vissuto quindi non è morto
Questa è la paura dell’uomo resa spazzatura……
E mentre accendi il bastoncino d’incenso
Prego che le tue dita possano bruciare

Tradotto con http://www.DeepL.com/Translator (versione gratuita)
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Il guscio d’ostrica

immagine da Wikipedia

Dopo l’ultimo articolo di ilnoire, mi è stato impossibile astenermi. Di seguito il guanto di sfida.

“L’anello di congiunzione tra passato e presente… il rimasuglio di quella stirpe che erano i dinosauri, uccelli che tutt’ora sono le creature (dopo i micro organismi e le zanzare) più resistenti e forti della Terra. Un paio di (innocui) uccelli di scogliera scacciano un orso affamato a colpi di becco… becco con cui spaccano il guscio delle ostriche. Ed ecco il là per un nuovo racconto (potresti scriverlo tu!).”

È così che ilnoire mi ha buttato una provocazione creativa. La raccolgo. (E qui la sua ripubblicazione! Grazie 🙂 )

Buona lettura!


Che quel becco abbia scacciato un orso, è ormai storia (ne porta ancora i segni).
Che quello stesso becco abbia aperto l’ostrica, invece, è storia in divenire.

Stremato dopo il lungo viaggio, la vista di cibo pronto su una barca a vela bialbero è un dono, il dono di benvenuto in questo luogo caldo.

E il dono è raccolto in un canestro metallico di facile accesso, quindi lo si ghermisce, lo si porta in alto e dall’alto lo si lascia cadere su una pietra: che s’apra. E poi ancora a picco, sulle valve esposte, a mangiarne.

Così, da resto, il guscio vuoto ha ora la sua storia, rotolando a riva, trovando alla fine un assetto non banale, incastrandosi tra cocci levigati e sassi appena baciati dall’acqua dolce.

«Serrate i ranghi! Serrate i ranghi!» Esclama l’uomo con gli auricolari e fermo sulla battigia.
L’ordine è indiscutibile ed è l’unico sensato per evitare il declino.
Dall’altro capo della conversazione si odono rumori di una serrata confusa; disordine; mezze frasi.
L’incombenza del declino agita l’uomo e gli provoca un reflusso esofageo, ma si piega, raccoglie la conchiglia vuota per ricevere conforto dal toccarne l’interno liscio. Sembra funzionare.

Raddrizza la schiena. Parte un altro ordine.
«Che non si dica! Che non si nomini la sconfitta
Invece eccola che si autoavvera: la perdita.
Ma non della partita, che chissà se di quella importa ancora. Ma di lei.

«Lei lei. Mia bella lei. Dove sei? Chi si avvicina alle tue labbra? Chi si riscalda il cuore?» Si domanda a voce bassa l’uomo. (Come se non lo sapesse, con tutti i pedoni perduti in piccoli passi. Ce n’è una lista: quello bellicapelli, quello senzacapelli, quello dallo sguardo sprezzante, quello dallo sguardo intenso…)
«Lei lei. Mia bella lei. Cosa fai? Cosa farai? Smetterai di giocare alla cazzo?» Si domanda con voce isterica l’uomo. (Giocatrice non certo scaltra, no, ha solo quel maledetto intuito e quei maledetti pedoni a regina, in una moltiplicazione infinita di mosse a spruzzo. A spruzzo, porcaputtana! Come si fa a giocare in modo così arrangiato e far cadere uno a uno i pezzi migliori?)

«Le sono rimasto sotto io!» Grida una torre.
«Ce l’ho! Ce l’ho!» Gli risponde il cavallo impagliato.
Silenti gli alfieri, suicidati quando troppo vicini.

«Che manica d’imbecilli! … Regiiiina!» E con moto di stizza lancia in acqua la conchiglia vuota.

La Regina non ama occuparsi del lavoro sporco, soprattutto se per garantire il successo al Re (eh no!) e la malavoglia la prende in un modo così indolente e sfacciato da provocarle l’arresto, a un passo da lei.

«No, no, noooooooo! Perché devo occuparmi di tutto io? Sempre! Pezzi di scacchiera malandati! Pezzi di scacchiera usata! Pezzi di sc-ACCO!» Urla l’uomo.

Una speranza! Finalmente una mossa buona! Ci voleva ingegno-astuzia-conoscenza da giocatore esperto e così non perderà, in ordine: la faccia, la speranza, lei.

Peccato, l’ordine dei 3 elementi è errato.

La conchiglia ritorna al piede, spinta dalla scia di un motoscafo. Lì, da vuoto, gli lambisce un vuoto.
Poi rotola in risacca.
(Ma questa è un’altra storia.)


IL BLOG CHIUDE PER FERIE.
SI RIAPRE A SETTEMBRE.
BUONE VACANZE A TUTTI!

(Io le trascorrerò con la mia piccola cabrio, non ancora verniciata.)

Вера Брежнева – Я не святая
Ты понимаешь, тут такое дело –
В двух словах не скажешь то, что накипелось давно.
Ты понимаешь, я сказать хотела –
Был то плюс, то минус, а теперь вдруг стало равно.
[Переход]: Не потому, что мне так кажется;
Не потому, что всё надоело мне –
А потому что не хочу каяться
И разбираться, кто виноват.
Я не могу в пол силы любить тебя
И потому мне снова покоя нет.
И потому, когда душа мается –
Я повторяю эти слова:
[Припев]: Я не святая и грехи свои точно знаю,
Но ты не хочешь их делить на двоих.
Я не святая, иногда мы не совпадаем –
Только взять себя в руки, я смогу если в руки твои.
Я не святая и грехи свои точно знаю,
Но ты не хочешь их делить на двоих.
Я не святая, иногда мы не совпадаем –
Только взять себя в руки, я смогу если в руки твои.
[Куплет 2, Вера Брежнева]: Ты понимаешь, тут такое дело –
Просто утомилась, то взлетать, то падать на дно.
Ты понимаешь, я сказать хотела:
Был то плюс, то минус – а теперь вдруг стало равно.
[Переход]: Не потому, что мне так кажется;
Не потому, что всё надоело мне –
А потому что не хочу каяться
И разбираться, кто виноват.
Я не могу в пол силы любить тебя
И потому мне снова покоя нет.
И потому, когда душа мается –
Я повторяю эти слова:
[Припев]: Я не святая и грехи свои точно знаю,
Но ты не хочешь их делить на двоих.
Я не святая, иногда мы не совпадаем –
Только взять себя в руки, я смогу если в руки твои.
Я не святая и грехи свои точно знаю,
Но ты не хочешь их делить на двоих.
Я не святая, иногда мы не совпадаем –
Только взять себя в руки, я смогу если в руки твои.
[Инструментал]
[Припев]: Я не святая и грехи свои точно знаю,
Но ты не хочешь их делить на двоих.
Я не святая, иногда мы не совпадаем –
Только взять себя в руки, я смогу если в руки твои.

Vera Brezhneva – Non sono una santa
Vedi, il fatto è questo.
Non puoi dire in due parole quello che si è accumulato per così tanto tempo
Sai, stavo per dire.
C’era un più o un meno, e ora è tutto uguale.
[Transizione]: Non perché ne ho voglia;
Non è perché ne ho avuto abbastanza.
È perché non voglio pentirmi
E non voglio sapere di chi è la colpa.
Non posso amarti la metà di quanto dovrei
Ecco perché non posso riposare di nuovo.
Ed è per questo che quando la mia anima soffre
Ripeto queste parole:
[Coro]:
Non sono una santa e conosco i miei peccati,
Ma non vuoi condividerli.
Non sono una santa, a volte non corrispondiamo.
Posso prendere me stesso nelle mie mani solo se ti tengo nelle mie mani.
Non sono una santa e conosco i miei peccati,
Ma non vuoi condividerli.
Non sono una santa, a volte non siamo uguali
Posso prendere me stesso nelle mie mani solo se è nelle tue mani
[distico 2]:
Sai, il fatto è questo –
Sono solo stanco, ora vado su e ora vado giù.
Sai, volevo dire:
C’era un più, poi un meno – E ora è improvvisamente uguale.
[Transizione]:
Non perché ne ho voglia;
Non è perché sono annoiato
È perché non voglio pentirmi
E non voglio sapere di chi è la colpa.
Non posso amarti la metà di quanto dovrei
Ecco perché non posso riposare di nuovo.
Ed è per questo che quando la mia anima soffre
Ripeto queste parole:
[Coro]:
Non sono una santa e conosco i miei peccati,
Ma non vuoi condividerli.
Non sono una santa, a volte non corrispondiamo.
Posso prendere me stesso nelle mie mani solo se ti tengo nelle mie mani.
Non sono una santa e conosco i miei peccati,
Ma non vuoi condividerli.
Non sono una santa, a volte non siamo uguali
Posso prendere me stesso nelle mie mani solo se è nelle tue mani.
[Strumentale]
[Coro]:
Non sono una santa e conosco i miei peccati con certezza,
Ma non vuoi condividerli.
Non sono una santa, a volte non corrispondiamo.
Posso prendere me stesso nelle mie mani solo se è nelle tue mani
Tradotto con http://www.DeepL.com/Translator (versione gratuita)
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Endorsum – la scrittrice è all’opera

Poiché sono stata messa alle strette con un annuncio inatteso, mi prendo qualche giorno per lavorarci su.

CI VEDIAMO MARTEDÌ!


AUTORE: ilnoire (articolo preso dal suo blog)

     

Ancora non è dato sapere di preciso che tipo di racconto sfornerà Endorsum, io sono sicuro delle sue doti di scrittrice surreale \ reale \ tecnicamente preparata (in particolare sulle muse). Ella ha deciso di sfruttare un mio spunto, datole involontariamente, sia chiaro, perché di fatto, neanche io so essere così musa (ma si dirà muso?) E allora ecco un post preparatorio, dove si caldeggia, si inneggia a un racconto che arriverà presto, e sarà sempre tardi, perché l’attesa brucia come il sudore negli occhi. Che sia allora un racconto nero, gotico, gore? Chissà…

Confidiamo in te Endorsum, so che non deluderai l’attesa.

Ps.: di che colore dominante sarà il nuovo racconto? Già perché secondo la teoria del sottoscritto, ogni racconto ha una sua dominante cromatica. Blu? Nero? Viola? Rosso? Ancora è presto, ma restate collegati a questo (o al suo, meglio) blog, perché appena lo pubblicherà, sarà di sicuro un arcobaleno.

ilnoire


INCISO MIO: oddio, come se stessi scrivendo Cime Tempestose
Kate Bush – Wuthering Heights
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Muse! (Più una sorpresa nei commenti…)

Cosa sto preparando?

Grazie alle stupende e talentuose ragazze VIA Gra – eh, mai nome fu più programmatico – inizia una nuova fase delle 8 sfumature di musa.

Queste incantevoli Muse (dall’Ucraina con furore!) ci accompagneranno durante le prossime trattazioni, avendo prima di me affrontato alcuni temi di fondamentale importanza.

Nulla sarà più come prima!

E nel frattempo consiglio lo studio della biologia e dell’anatomia.


(Immagino non noterete l’accordo armonico delle voci, ma sappiate che anche quello è splendido.)

VIA Gra – Biology (in fondo all’articolo troverete il testo della canzone.)

Per le persone più attente…

Essere fisionomisti è una dote che qualcuno ha. Il video ha prodotto una sensazione di già visto?
Ottimo! La risposta è , la percezione è corretta: nell’ 8 sfumature di musa – breve corso di sopravvivenza per muse (7) ho avuto modo di presentarvi Vera Brežneva.
Ve la ripropongo.

Vera Brežneva – Mamochka

Testo della canzone биология/biologia

Оглянутся, пригнутся не успела / Популярность, как буря, налетела / Моё юное тело у страны захотело / Боже, как это всё мне надоело / Что не слово, то водопады мести / Что не особь, то руки не на месте / Сердце требует мести, даже лет через двести / Это время я не забуду если, если
[Предприпев]
Не забуду если, если
Не забуду если, если
Не забуду если, если, если
Живу!
[Припев]
Биология, биология, биология
Анатомия, изучи её до конца
Биология, биология, биология
Анатомия
И хотелось бы, но нельзя
[Куплет 2]
Топ модели завидуют карьере / Опасаются жёны миллионеров / Папарацци засели у меня на постели / Боже, как это всё мне надоело / Все подруги когда приходят в гости / Бутербродами давятся от злости / Сердце требует мести, даже лет через двести / Это время я не забуду если …

TRADUZIONE FINALE (di DeCa)

Guardati indietro, non abbiamo tempo per essere normali /La popolarità, come una tempesta, volò /Il mio giovane corpo voleva rimanere tranquillo/Dio, quanto siamo stanche di tutto questo /Che non è solo una parola, che prevede vendetta /E ciò che non è speciale, allora è fuori posto /Il cuore chiederà vendetta anche tra duecento anni /Questa volta non dimenticherò se, se[Pre-ritornello]Non dimenticherò se, se

Non dimenticherò se, se Non dimenticherò se, se, se

Vivo!

[Coro]Biologia, biologia, biologia Anatomia, studiala fino in fondo Biologia, biologia, biologia Anatomia

E vorrei, ma non posso[Verso 2]Le top model sono gelose delle loro carriere /Hanno paura delle mogli dei milionari /I paparazzi ci seguivano anche nel nostro letto /Dio, quanto siamo stanche di tutto questo /Tutti i miei amici quando vengono a trovarci /Sono ripieni di rabbia come panini/Il cuore chiede vendetta, anche tra duecento anni /Questa volta non dimenticherò se un…

TRADUZIONE INTERMEDIA (di zoppaz (antonio zoppetti)

Non ho tempo per guardare indietro, non ho tempo per abbassarmi / La popolarità, come una tempesta, è arrivata / Il mio giovane corpo voleva / Dio, come mi ha dato fastidio / Ogni parola, le cascate di vendetta / Ogni singola persona, le mani sono fuori posto / Il mio cuore esige vendetta, anche tra duecento anni / Non dimenticherò questa volta se, se[Pre-coro]Non dimenticherò se, se, se Non dimenticherò se, se, se Non dimenticherò se, se, se Vivrò![Coro]Biologia, biologia, biologia Anatomia, imparare tutto Biologia, biologia, biologia Anatomia

E vorrei poterlo fare, ma non posso[distico 2]Le top model sono gelose delle loro carriere # Le mogli dei milionari sono spaventate # I paparazzi sono sul mio letto # Dio, sono stufo di tutto questo # Tutte le mie ragazze quando vengono a trovarmi # Soffocano con i loro panini # Il mio cuore esige vendetta, anche tra duecento anni # Non dimenticherò mai questa volta se

(Tradotto con http://www.DeepL.com/Translator)

GRAZIE A TUTTI!

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8 sfumature di musa – Musa e Muso (3° parte)

IL VIDEO E IL TESTO DELLA CANZONE SONO PREPARATORI E INTRODUTTIVI ALL’ARGOMENTO.
(IL TESTO DELLA CANZONE È NELLA PARTE FINALE DELL’ARTICOLO.)
GlubokoNadija Dorofejeva, MONATIK

DOPO AVER:

APPROFONDIREMO:


RICAPITOLIAMO:

  1. Come detto in precedenza, la Musa, essendo Musa, è soggetta alla condizione d’inarrivabile (condizione statica) e al bisogno d’amore (condizione dinamica);
  2. per raggiungere un certo stato di benessere psicofisico, spera nel raggiungimento di un equilibrio tra le due condizioni;
  3. poiché tale equilibrio è di fatto irrealizzabile, ricorre alla gestione dinamica alla cazzo, ovvero, fa un po’ come le viene;
  4. innamorarsi di un Muso è il tipico esempio di gestione dinamica alla cazzo;
  5. essendo il Muso strutturalmente simile alla Musa, quanto detto per lei vale anche per lui.

CONTINUIAMO


MUSA E MUSO: INNAMORAR-SI.

Dalla gestione dinamica alla cazzo alla trasformazione in Artista.

Esiste un momento fatale nella vita di una Musa ed è quello che coincide con l’innamoramento per un Muso (e viceversa). Tale momento è fatale per un unico motivo: trasforma la Musa e il Muso in Artisti. Ebbene sì.
Ma vediamo come ciò sia possibile.

INNAMORAR-SI

Stanca e delusa dal proprio ruolo d’ispiratrice, la Musa sente l’esigenza di un amore vero, concreto, totalizzante, salvifico.
Chi può capire appieno i suoi stati d’animo? Chi vive la sua stessa realtà esaltante e ricca di frustrazioni tutte da esplorare? Chi può riempire i buchi emotivi che la professione alimenta rendendoli sempre meno colmabili? Solo la sua versione al maschile, lui, il pari, il Muso.

Innamorarsi del Muso (e viceversa) è innamorarsi di se stessi, all’ennesima potenza: esaltante!

LA METAFORA DELLA FRUTTA

Iniziamo con la metafora della mela.
L’ipotesi è che in amore si sia una metà di mela alla ricerca della parte mancante, identica, ma speculare. Questa favola, al pari di quella che istituisce l’esistenza del principe azzurro, riempie di aspettative chiunque, nella speranza di trovare chi permetterà di sperimentare l’Uno, l’unione ultima e appagante.
La versione di sé, dalle diverse fattezze, è in apparenza il ritrovamento di un tesoro a lungo cercato. Il problema, a incontro avvenuto, è che non può sfuggire come lui sia una mezza banana e lei una mezza pera.
Lontani dall’ideale? Ottimi per la macedonia.

LA RELAZIONE SENTIMENTALE

Luogo di infinite proiezioni, la relazione sentimentale tra i due è movimentata. Le accuse portate da una o dall’altra parte sono in genere speculari e vere per entrambe le parti. L’accanimento contro un comportamento o un difetto conduce presto alla rassegnazione e all’accettazione di un dato di fatto: esiste una spiccata similarità.
Le richieste sono vane e la competizione accesa.
Ciò implica che Musa e Muso si lascino, si ritrovino, si lascino, si ritrovino, si lascino, si ritrovino: all’infinito.

IL SODALIZIO

Eppure la Musa e il Muso godono di una qualche complementarietà, fisica indubbiamente, ma anche strettamente lavorativa (in qualità d’ispiratori) e questa, quando l’unione si realizza, è portatrice di uno scambio professionale assai proficuo.

DEL FALLIMENTO

A una lettura attenta non può sfuggire come il fallimento sia insito nella formulazione, ma tale fallimento usa forme talmente bizzarre che si potrebbe essere tentati dal non considerarlo un vero fallimento, ma l’opera d’arte di chi è sempre e solo stata il soggetto di opere d’arte: il fallimento della relazione tra Musa e Muso è un’opera a sé stante di immane bellezza.

IL SENSO ESTETICO

Al senso estetico della coppia così formata, non può sfuggire come tale fallimento rappresenti la loro vera ed esclusiva Opera d’Arte.
(Il termine fallimento a questo punto è tranquillamente archiviabile, dato il risultato.)
All’Opera d’Arte andranno quindi rivolete le energie per far sì che non scompaia, che non si dissolva e resti, nel tempo, fonte di narrazioni, ispirazioni continue e riconoscimento da parte di tutti.
(Qui gli esempi abbondano, a ciascuno rintracciare il preferito.)

STAMPELLE

Musa e Muso, quando si incontrano e si amano, sono destinati a diventare l’una la stampella dell’altro (e viceversa) fino alla vecchiaia. Considerando che Musa e Muso godono spesso di un’autonomia economica, professionale e perfino emotiva (alimentati narcisisticamente dall’opera dell’Artista), questo essere stampellari a lungo è una vera e miracolosa Opera in sé.

IN SINTESI

Per quanto l’innamoramento tra Musa e Muso sia frutto di una gestione dinamica alla cazzo delle proprie esigenze emotive, rappresenta il momento di svolta: la trasformazione in Artisti.


P.S.
Quanto scritto vale anche per amori tra Musa e Musa e tra Muso e Muso.


CONTRIBUTI ALLA DISCUSSIONE

BD
Nooooo…le stampelle nooooo…e che cazzo

Adriano
L’innamoramento tra Musa e Muso è vietato dalla Convenzione di Ginevra in quanto potenzialmente letale a causa della Sindrome dei Sentimenti Offesi (SSO) che i due potrebbero sviluppare a vicenda.

Se la giocano in base al principio che se gli opposti si attraggono, i simili si respingono.

L’importante è che i due non si salutino mai a vicenda dicendosi “Ciao cara” e “Ciao caro”. MAI!!!

Stolti coloro che fecero questo errore anche se in buona fede perché ne pagheranno le conseguenze fino al giorno del giudizio. Ma la conseguenza più importante tra i Musi/Artisti che si uniscono è proprio l’unione, sia carnale che spirituale, e tanto più essa è profonda e tanto più dovranno usare pomate per leviare i dolori dei traumi che si infliggono a vicenda.

Kogarashi
E qui si svelano le regole, con tanto di melodia al seguito che …..fischietto

ivano f
Non avrei pensato che questo viaggio finisse nel romanticismo. Perché è questo che ci vedo sotto sotto (ma non così tanto sotto dopotutto), del continuo perdersi e ritrovarsi mi rimane negli occhi solo il ritrovarsi.
O forse non ci vedo poi così bene. 😀

zoppaz (antonio zoppetti)
“Nella relazione che si instaura tra Musa e Muso, la Musa vede nel Muso (e/o viceversa) delle rappresentazioni piacevoli (o spiacevoli) di ciò che accade durante il processo artistico. È il Transfert. Oltre a gestire il transfert della Musa, il Muso (e/o viceversa) ha il compito di non lasciarsi andare al controtransfert. In questo caso, è Il Muso a proiettare le proprie esperienze sulla Musa (e/o viceversa) in maniera incosciente.” (Sigmund Freud, “Studi sull’isteria”)

eleonorabergonti
Muso e Musa insieme per la vita finché morte non li separi… a meno che uno dei due non tradisca e scatti il divorzio con tanto di alimenti super salati, 😉 .



Testo della canzone

Gluboko – di Nadija Dorofejeva e MONATIK
Vedo il pericolo ed è meraviglioso
Я вижу опасность и это прекрасно
Altrimenti sarebbe noioso.
Иначе было бы скучно.
Inizia a tormentarmi
Начинай, мучь меня
Vedo il pericolo ed è meraviglioso
Я вижу опасность и это прекрасно
Altrimenti sarebbe noioso.
Иначе было бы скучно.
Inizia a tormentarmi
Начинай, мучь меня
Sono amico della mia testa, sembra che vada tutto bene, ma
Я дружу с головой, вроде бы всё хорошо, но
Va bene, ma aspetta.
Всё хорошо, но стой.
Da qualche parte non c’è pace
Где-то покоя нет
I tram tacciono, respirali
Трамваи молчат, им дышать
È molto tardi.
Уже очень поздно.
Sì, è molto tardi.
Да, очень поздно.
Non ci conosciamo, no (assolutamente)
Мы не знакомы, нет (абсолютно)
Sì, siamo estranei, ma
Да, мы незнакомы, но
Vedo che sei pericoloso
Я же вижу – ты опасна
ed è meraviglioso
И это прекрасно
Altrimenti sarebbe noioso
Иначе было бы скучно
Inizia a tormentarmi
Начинай, мучь меня
Vedo che sei pericoloso
Я же вижу, ты опасен
E questo è inutile.
И это напрасно.
Assolutamente inutile
Абсолютно напрасно
Perché siamo profondi
Ведь мы глубоко
In profondità
Глубоко
Nel profondo dei tuoi occhi.
Глубоко в твоих глазах.
Tutto mi è così familiare
Мне всё так знакомо
Nel profondo dei tuoi occhi
Глубоко в твоих глазах
Vedo il pericolo ed è meraviglioso
Я вижу опасность, и это прекрасно
Qualunque cosa tu voglia, sarò solo per
Всё, что ты захочешь – буду только за
Nel profondo dei tuoi occhi vedo l’assenza di gravità
Глубоко в твоих глазах вижу невесомость
Nel profondo dei tuoi occhi vedo il pericolo
Глубоко в твоих глазах вижу опасность
ed è meraviglioso, altrimenti sarebbe noioso
И это прекрасно, иначе было бы скучно
Inizia a tormentarmi
Начинай, мучь меня
Nel profondo dei tuoi occhi voglio volare
Глубоко в твоих глазах хочу лететь
Probabilmente mi sentirò più calmo
Мне, наверно, станет спокойней
Diventerà più calmo
Станет спокойней
Diventerà più calmo
Станет спокойней
È così pericoloso volerti
Так опасно тебя хотеть
Ed è pericoloso restare senza di te
И без тебя остаться опасно
Orgoglioso, luminoso
Гордая, яркая
Orgoglioso, luminoso
Гордая, яркая
Vedo che sei pericoloso, ed è meraviglioso
Я же вижу – ты опасна, и это прекрасно
Altrimenti sarebbe noioso.
Иначе было бы скучно.
Inizia a torturarmi
Начинай, мучай меня
Vedo che sei pericoloso ed è inutile
Я же вижу, ты опасен, и это напрасно
Assolutamente inutile
Абсолютно напрасно
Perché posso vedere l’assenza di gravità nel profondo dei tuoi occhi
Ведь я глубоко в твоих глазах вижу невесомость
Nel profondo dei tuoi occhi
Глубоко в твоих глазах
Vedo il pericolo ed è meraviglioso
Я вижу опасность, и это прекрасно
Qualunque cosa tu voglia, sarò solo per
Всё, что ты захочешь – буду только за
Nel profondo dei tuoi occhi.
Глубоко в твоих глазах.
Tutto mi è così familiare
Мне всё так знакомо
Nel profondo dei tuoi occhi
Глубоко в твоих глаза
Vedo il pericolo ed è meraviglioso
Я вижу опасность, и это прекрасно
Altrimenti sarebbe noioso, inizia
Иначе было бы скучно, начинай
Sei pericoloso, lo è sicuramente
Ты опасна, это безусловно
Oggi sono una sirena, creo onde
Сегодня я русалка, я создаю волны
Mi ecciti
Ты волнуешь меня
Ti eccito
Я волную тебя
Sei pericoloso, lo è sicuramente
Ты опасна, это безусловно
Oggi sono una sirena, creo onde
Сегодня я русалка, я создаю волны
Mi ecciti
Ты волнуешь меня
Ti eccito
Я волную тебя
Oggi sono una sirena, creo onde
Сегодня я русалка, я создаю волны
Oggi sono una sirena, creo onde
Сегодня я русалка, я создаю волны
Così profondo
Так глубоко
Così profondo
Так глубоко
Oggi sono una sirena, creo onde
Сегодня я русалка, я создаю волны
Oggi sono una sirena, creo onde
Сегодня я русалка, я создаю волны
Così profondo
Так глубоко

Fonte: LyricFind


PER APPROFONDIRE

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8 sfumature di musa – Musa e Muso (1° parte)
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Consulenze partnership

Soluzione dell’enigma di 8 sfumature di musa – Musa e Muso (2° parte)

Puntata precedente


CHI SI CELA DIETRO LA COMPILAZIONE DELL’ARTICOLO?

Lo so il tarlo ha lavorato a lungo. Quasi tutti vi siete chiesti a più riprese chi è, chi è? maledicendo il mio sadico posticipare.

Lo so, questo articolo potrebbe sembrare il prenditempo in vista dell’ultima parte dedicata alla Musa e al Muso in amore (mercoledì visibile su ogni schermo).

Ma l’agognata rivelazione saprà far rileggere il testo con una consapevolezza nuova!
Grazie ADRIANO per l’eccellente lavoro e per aver dato il tuo contributo a questa importantissima impresa divulgativa.

(ivano f ha indovinato l’autore!)

Buona lettura.


Gianna Nannini – Bello e impossibile

DOPO AVER:

APPROFONDIREMO:


Si continua con la figura del Muso!


IL MUSO

Il Muso esiste.
Ha anch’esso a che fare con un mezzo a 4 ruote, pluriaccesoriato.

(Nel testo è introdotto un pezzetto scritto da un/una scrittore/scrittrice fantasma/fantasma: di chi si tratta e che parte ha la sua firma?)


Autore: ADRIANO

IL MUSO È

CRICK: attrezzo utile alla sostituzione della ruota di scorta.

Sebbene la Musa sia per antonomasia la ruota di scorta silenziosa di ogni Artista, il Muso va oltre, trovandosi un po’ al di sotto di tale condizione in quanto utile come attrezzo per montare l’estro creativo di chi trae ispirazione da esso.
Tutto qui? Certo che no. Come ogni buon attrezzo che si rispetti, anche il Muso bisogna oliarlo ogni tanto con complimenti e affini affinché dia il meglio di sé come oggetto ovunque l’Artista ne tragga un qualche tipo di godimento (per il suo estro).

SANTINO SUL PARABREZZA: figura da appendere ben in vista ma allo stesso tempo nascosta nel classico angolino in basso.

Come la classica funzione del santino sul parabrezza è quella di protezione degli occupanti dell’abitacolo di ogni autovettura degna di tale nome da incidenti e altre nefaste sorti, così il Muso offre protezione all’Artista dalle sorti non sempre benevole della propria arte e della vita stessa, pur non potendo compiere quel miracolo tanto sperato che lo porterebbe ad altri livelli, ma non più a quello di Muso.
E quindi? E quindi lì resta, sul parabrezza.

ANTENNA AUTORADIO/PARAFULMINE: antenna atta allo scarico di diverse energie.

Purtroppo può succedere che l’Artista subisca ciò che possiamo definire con il termine scientifico di “Sgamo”, ovvero che il suo estro e la sua arte non siano poi quelli da sempre dichiarati, mostrandosi per ciò che è veramente. Il Muso, in questo caso, ha una doppia funzione: quella di parafulmine per l’artista (“Ma no, ma che dici? È stato LUI a volere queste cose, non io…”) e quella di sireno che con il suo canto ammalia chi lo ascolta facendo dimenticare i problemi precedenti.
In ogni caso al povero Muso si aggiunge anche la condizione di cornuto e mazziato.
Nooo! Sì. Una volta esaurito il suo scopo, si ritrae nell’apposita fessura in caso di fine delle ostilità o di scampato pericolo.

continua…


PER APPROFONDIRE

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Argomentario

Diana

Diana Ankudinova è così.

Diana Ankudinova – derniere danse – febbraio 2018 (aveva 14 anni)

Per approfondire

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Chi scrive partnership

Oggi lavoro

Sì, con le ferie faccio i lavori grossi sul blog. Pagine. Indici. Raccolte. Se no mi perdo anch’io.

Mi servirò di questa utilissima canzone. Fischiettata fa miracoli. Così spero per la mia impresa.

Resto a galla – CALMO

Poiché il lavoro sarà lungo e snervante (440 e passa articoli da sistemare), accetto di buonissimo grado altri suggerimenti musicali!

suggerimento di DB
suggerimento di Alessandro Gianesini
suggerito da zoppaz (antonio zoppetti)
suggerito da eleonorabergonti
suggerimento di ivano f
suggerimento di ivano f
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Chi scrive Chuck Rapporti

Chuck 16

Ciao Chuck,

lo sai

non possiamo andare avanti così…

Le graminacee!

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Consulenze

8 sfumature di musa – Musa e Muso (2° parte)

Gianna Nannini – Bello e impossibile

DOPO AVER:

APPROFONDIREMO:


Si continua con la figura del Muso!


IL MUSO

Il Muso esiste.
Ha anch’esso a che fare con un mezzo a 4 ruote, pluriaccesoriato.

(Nel testo è introdotto un pezzetto scritto da un/una scrittore/scrittrice fantasma/fantasma: di chi si tratta e che parte ha la sua firma?)

IL MUSO È

CRICK: attrezzo utile alla sostituzione della ruota di scorta.

Sebbene la Musa sia per antonomasia la ruota di scorta silenziosa di ogni Artista, il Muso va oltre, trovandosi un po’ al di sotto di tale condizione in quanto utile come attrezzo per montare l’estro creativo di chi trae ispirazione da esso.
Tutto qui? Certo che no. Come ogni buon attrezzo che si rispetti, anche il Muso bisogna oliarlo ogni tanto con complimenti e affini affinché dia il meglio di sé come oggetto ovunque l’Artista ne tragga un qualche tipo di godimento (per il suo estro).

SANTINO SUL PARABREZZA: figura da appendere ben in vista ma allo stesso tempo nascosta nel classico angolino in basso.

Come la classica funzione del santino sul parabrezza è quella di protezione degli occupanti dell’abitacolo di ogni autovettura degna di tale nome da incidenti e altre nefaste sorti, così il Muso offre protezione all’Artista dalle sorti non sempre benevole della propria arte e della vita stessa, pur non potendo compiere quel miracolo tanto sperato che lo porterebbe ad altri livelli, ma non più a quello di Muso.
E quindi? E quindi lì resta, sul parabrezza.

ANTENNA AUTORADIO/PARAFULMINE: antenna atta allo scarico di diverse energie.

Purtroppo può succedere che l’Artista subisca ciò che possiamo definire con il termine scientifico di “Sgamo”, ovvero che il suo estro e la sua arte non siano poi quelli da sempre dichiarati, mostrandosi per ciò che è veramente. Il Muso, in questo caso, ha una doppia funzione: quella di parafulmine per l’artista (“Ma no, ma che dici? È stato LUI a volere queste cose, non io…”) e quella di sireno che con il suo canto ammalia chi lo ascolta facendo dimenticare i problemi precedenti.
In ogni caso al povero Muso si aggiunge anche la condizione di cornuto e mazziato.
Nooo! Sì. Una volta esaurito il suo scopo, si ritrae nell’apposita fessura in caso di fine delle ostilità o di scampato pericolo.

continua…


PER APPROFONDIRE

8 SFUMATURE DI MUSA – BREVE CORSO DI SOPRAVVIVENZA PER MUSE (8 sfumature di musa – breve corso di sopravvivenza per muse (1)) – (8 sfumature di musa – breve corso di sopravvivenza per muse (2)) – (8 sfumature di musa – breve corso di sopravvivenza per muse (3)) – (8 )sfumature di musa – breve corso di sopravvivenza per muse (4)) – (8 sfumature di musa – breve corso di sopravvivenza per muse (5)) – (8 sfumature di musa – breve corso di sopravvivenza per muse (6)) – (8 sfumature di musa – breve corso di sopravvivenza per muse (7)) – (8 sfumature di musa – breve corso di sopravvivenza per muse (8))

8 SFUMATURE DI MUSA – BIGINO

8 sfumature di musa. Corso avanzato. Metodo teorico pratico di sopravvivenza alla retorica del sacrificio (*brevetto endorsum)

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Frutta! (a lunedì)

Che trama si nasconde in questa sequenza?

La trama è semplice, ma, proprio per la sua apparente rigidità, si può provare a darne versioni alternative.

Buon divertimento!

Cogli la prima mela – Angelo Branduardi
Federico Rossi – Pesche
Paolo Barabani – Frutta Fresca (1987)
Sugarfree, Serena de Bari – Frutta
Tricarico – La mela
Pinguini Tattici Nucleari – Verdura

I vostri contributi!

Alessandro Gianesini

Così, dici?


Fa minore


AureliaAlbAtros


Adriano

In un turbinìo continuo di frutti di varia natura, Antonello e Clotilde tentano di rinnovare il loro amore cercando di imitare il comportamento delle calamite a poli ora alternati ora uguali, ma tutto ciò che riescono ad ottenere è l’imitazione del verso dei capibara durante la stagione degli amori.

Vedendo che la situazione è più bloccata dell’intestino di uno stitico, cercano conforto e risposte nella musica, ma ahiloro la situazione è più intricata del solito in quanto troveranno rispettivamente degli psicopatici che parlano di libertà e struggimenti tra pesche, mele e altre robe strane.

Preso atto della situazione ormai irreversibile, Antonello si spoglierà di tutti i suoi averi e correrà nudo in giro per le strade cantando “Grazie Roma” mentre Clotilde si convertirà al nazifemminismo estremo colorandosi di viola e facendosi chiamare Ill*.


Tony Pastel


Kikkakonekka

Anch’io pensavo “Banane e lampone”, ma mi hanno preceduto.
Mi viene anche in mente “Peach” (Prince) “Lemon tree” (Fools garden), e “Strawberry fields forever” (Fab 4)

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Chi scrive

INTERVISTA SENZA VELI 2

intervista del 1974 alla scrittrice Liala

Sì, ci risiamo.
Dopo il primo momento di disvelamento (QUI) è ora di nuovi elementi.

L’intervista è stata rilasciata nel parcheggio di un supermercato (per spegnere ogni velleità dell’intervistatore), ciascuno a cavallo della propria bicicletta.


Intervistatore: «Bel posto…»

endorsum: «Procediamo.»

Intervistatore: «Bella bicicletta. È sua?»

endorsum: «No. Non volevo risalisse a me in nessun modo.»

Intervistatore: «Ma tutta questa privacy?»

endorsum: «È solo per i troppo curiosi, come Lei. Procediamo.»

Intervistatore: «Ok. Parliamo d’altro. Finalmente un avatar! Ci si chiede se sia un suo ritratto.»

endorsum: «È un dono del disegnatore Aldo Terminiello (aka Qin Aode 秦奥德). Non sono io, l’artista non ha voluto fotografie, ha preferito giocare con le immagini prodotte dalla propria fantasia. Il risultato è stupendo.»

Intervistatore: «Però una sua fotografia c’è!»

endorsum: «Ho partecipato a un una performance traslata di Andrea Roccioletti e sì, ora c’è una mia fotografia

Intervistatore: «A quando una fotografia vera? Magari anche esplicita?»

endorsum: «Domanda inopportuna. Andiamo avanti.»

Intervistatore: «Leggo tra i miei appunti che è stata eletta a personaggio porno-fantasy?»

endorsum: «Un divertente gioco di specchi con andream2016. L’autore ha creato materiali originali, giocosi, fruibili tra gli Extra-Lenny

Intervistatore: «A proposito di Lenny, che fine ha fatto?»

endorsum: «Lo Story-Lenny, sì, l’esperienza è stata entusiasmante, hanno partecipato in molti, ma ho allungato troppo i tempi. Errore mio. Penso riproporrò tutte e tre le ultime puntate insieme, per chiudere l’avventura e poi pensare a darle una veste.»

Intervistatore: «Però è iniziata la nuova avventura degli Ultracorpi. Me ne parla?»

endorsum: «Una sfida nata con Ale Marcotti, un gioco che poi ha preso la mano a diverse persone. Sto tenendo uno storico degli articoli dedicati e costruendo un contenitore in grado di dar spazio e risalto a tutti i fantastici contributi. È una bellissima esperienza di improvvisazione narrativa multimediale, se proprio devo trovare un termine, ed è nata da sola, spontaneamente.»

Intervistatore: «Non è l’unica iniziativa che alimenta le interazioni con chi la segue. 8 sfumature di musa sta diventando una rubrica fissa. Sono curioso: c’è qualcosa di riferibile a Lei?»

endorsum: «8 sfumature di musa è un’esplorazione, in chiave ironica, di alcune dinamiche di reciproca seduzione tra frequentatori della rete. Si nutre di continui spunti offerti dalla realtà (non per forza la mia), ma la travalica, trasformandola nell’oggetto di studio di una nuova disciplina scientifica: la musalogia

Intervistatore: «E perché non musologia

endorsum: «Musologia è un vocabolo molto usato, presto diventerà un sinonimo di museologia, data la frequenza dell’errore; musalogia prende atto del fatto che le muse siano molte più dei musi, poiché gli artisti sono, all’oggi, molti più delle artiste. In una situazione di parità si potrà pensare a una nuova definizione. Ultima considerazione pretestuosa: nella mitologia classica, musi non ce ne sono (male!).»

Intervistatore: «Immagino un dibattito serratissimo. Ma continuiamo. E degli ex? Eh? Degli ex che mi dice?»

endorsum: «Gli EX sono un argomento succoso e irresistibile, stimolano la mia fantasia. Penso che continuerò la serie a lungo, almeno fino a quando non si sarà esaurita la vena creativa sull’argomento. È un esercizio che mi serve anche per mettere a fuoco alcune relazioni tra i personaggi dei nuovi romanzi in opera.»

Intervistatore: «Nuovi romanzi?»

endorsum: «Sì, sto costruendo le trame di 2 diversi testi. Ma ne parlerò a lavoro terminato.»

Intervistatore: «Ora però devo chiederle… cosa sta facendo?»

endorsum: «Abbasso un po’ la sella… diceva?»

Intervistatore: «Sì. C’è un bar qui vicino?»

endorsum: «Deve andare in bagno?»

Intervistatore: «Non possiamo sederci a bere un caffè?»

endorsum: «No, prendo il caffè solo per condividere un momento di piacevolezza.»

Intervistatore: «Va bene, va bene. Dicevamo. Ho visto che ha pubblicato una parte del suo secondo romanzo, Il Metodo. Poi ha smesso. Perché?»

endorsum: «La pubblicazione in rete gli ha permesso di compiere un piccolo passo, ma non voglio dire nulla. È il motivo per cui ho tolto i capitoli.»

Intervistatore: «Ok, parliamo allora del suo rapporto con Chuck Palahniuk. I bene informati sostengono che segua il suo blog.»

endorsum: «Sì.»

Intervistatore: «E che le abbia lasciato un commento.»

endorsum: «Mah!»

Intervistatore: «In che rapporti siete?»

endorsum: «Mah!»

Intervistatore: «Lei è insop… torniamo al blog. Lo considera ancora uno strumento congeniale alla reclamizzazione del suo inedito?»

endorsum: «Vediamo.»

Intervistatore: «Viene a prendere un caffè con me? Sarò piacevole.»

endorsum: «Non lo è stato fino adesso, dubito che possa esserlo in seguito.»

Intervistatore: «Posso stupirla?»

endorsum: «Vado. Buona giornata.»

Intervistatore: «Aspetti! Un’ultima domanda. Lei con ciclicità mensile sparisce per qualche giorno.»

endorsum: «Così pare. Vado.»

Intervistatore: «Aspetti! Mi dica qualcosa della sua vita privata, io…»

endorsum: «Lei sta lavorando. Vado.»

Intervistatore: «Aspetti! Posso dirle che la trovo…»

endorsum: «No, non voglio che dica nulla su come mi trova. Arrivederci.»

Intervistatore: «Alla prossima! E grazie!»

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Consulenze

8 sfumature di musa – Musa e Muso (1° parte)

Musa Di Nessuno · Afterhours

DOPO AVER:

APPROFONDIREMO:

  • il conflitto, nella Musa, tra condizione e bisogno;
  • la figura del Muso;
  • l’emblematico rapporto tra Musa e Muso.

Si inizia!


La Musa e la condizione d’Inarrivabile.

Come abbiamo avuto modo di approfondire fin qui, la Musa si ritrova costantemente nella condizione d’Inarrivabile.
Ciò è dovuto all’essenza stessa del suo ruolo; ogni Musa ispiratrice, per alimentare la creatività dell’artista, deve essere bellezza lontana che insuffla e gonfia l’anelito nei suoi confronti (ok, l’immagine è volutamente allusiva).
Il desiderio, unito all’impossibilità di soddisfarlo, crea il corpus ispirativo.

Morto il desiderio, si cambia Musa.
Su ciò, la consapevolezza di ogni Musa è variabile. Talvolta ne è pienamente consapevole e altre meno, anche nell’arco di una singola giornata.

Poiché la condizione d’Inarrivabile è alla base dell’esser Musa, potremmo definirla una CONDIZIONE STATICA.

La Musa e il Bisogno d’Amore.

Ciò che statico non è, è l’ondivago Bisogno d’Amore.
Non è sufficiente sentirsi anelate e adorate, prima o poi il Bisogno d’Amore fa capolino.

Ondivago perché si muove a onde: arriva e sbatte sull’arena, ma poi retrocede veloce in risacca, ciclicamente. Chiameremo il Bisogno d’Amore una CONDIZIONE DINAMICA.

La Musa e l’equilibrio.

Affinché la Musa possa vivere in un ottimale stato psicofisico, è auspicabile il raggiungimento dell’equilibrio tra la CONDIZIONE STATICA e la CONDIZIONE DINAMICA (condizione d’Inarrivabile e Bisogno d’Amore).

La cattiva notizia è che la frase appena letta è un mistificazione, ma fa sempre il suo effetto (è una balla vestita bene). L’equilibrio è una leggenda.

L’altra cattiva notizia è che non sempre la CONDIZIONE STATICA e la CONDIZIONE DINAMICA si alternano, spesso sono compresenti.

La buona notizia c’è ed è: mettiamo via l’idea di equilibrio e rispolveriamo quella di gestione dinamica alla cazzo.

La Musa e la gestione dinamica alla cazzo.

È quella che ciascuna trova. È costosa, difficile, a volte semplicissima ed è sintetizzabile con l’arte dell’arrangiarsi.
Ebbene sì, ognuna ha le proprie risorse e i propri modi per vivere la situazione e spesso non sono replicabili, ma ciò non toglie che un buon consiglio non possa servire ad altre Muse in difficoltà.
Chi ha consigli?

Innamorarsi di un Muso è un esempio di gestione dinamica alla cazzo.
Questo è l’argomento del prossimo incontro.
continua…

I VOSTRI CONSIGLI

ivano f
(L’unico contributo -scontato- che mi sento di offrire è che una balla, se ben vestita, può fare molta strada)

Alessandro Gianesini
La musa fa quasi sempre una brutta fine, sopratutto se l’artista si sente un dio greco!

alemarcotti
Trovare altro muso con un bel muso… Male non può fare…

Adriano
Un consiglio alle Muse per evitare poi di finire nel bidone dell’indifferenziata degli artisti, è quello di trasformarsi in artiste a loro volta. Se ispirano ad altri disegni, dipinti, canzoni e poesie, perché non sfruttare a loro volta la stessa cosa verso chi le ha elevate a tal rango?

eleonorabergonti
Un consiglio alle Muse in difficoltà? Riciclarli come concorrenti in qualche reality show, così tornano ad essere popolari.

romolo giacani
Così a brutto muso, ti direi che bisogna sempre cercare di fare buon muso a cattivo gioco!

Giuseppe Grifeo
L’unica via di successo e di sopravvivenza per le muse è scendere in sciopero e isolarsi in eremitaggio.
L’umanità “creante” implorerà disperata il loro ritorno. Solo così le muse domineranno in via definitiva. Tira più un neurone di musa…


PER APPROFONDIRE

8 SFUMATURE DI MUSA – BREVE CORSO DI SOPRAVVIVENZA PER MUSE (8 sfumature di musa – breve corso di sopravvivenza per muse (1)) – (8 sfumature di musa – breve corso di sopravvivenza per muse (2)) – (8 sfumature di musa – breve corso di sopravvivenza per muse (3)) – (8 )sfumature di musa – breve corso di sopravvivenza per muse (4)) – (8 sfumature di musa – breve corso di sopravvivenza per muse (5)) – (8 sfumature di musa – breve corso di sopravvivenza per muse (6)) – (8 sfumature di musa – breve corso di sopravvivenza per muse (7)) – (8 sfumature di musa – breve corso di sopravvivenza per muse (8))

8 SFUMATURE DI MUSA – BIGINO

8 sfumature di musa. Corso avanzato. Metodo teorico pratico di sopravvivenza alla retorica del sacrificio (*brevetto endorsum)

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Argomentario

Cosa ho trovato!

In attesa di terminare il Bollettino dell’Osservatorio, ricco di novità importantissime, lascio qui una canzone che ho riconosciuto subito. Come ogni buona canzone in risonanza, ha aperto lo schedario dei ricordi ed ecco cosa ho trovato.

Ho 15 anni.
Dopo varie peripezie, finalmente mi trovo una band coi controcazzi: poca esperienza sul palco, ma ottimi elementi.
Trascorriamo alcuni mesi a conoscerci, sperimentare, cercando affinità, sonorità comuni, suonando senza scopo. Poi s’ingrana: siamo pronti.

Ho 16 anni.
L’uscita dalla sala prove coincide con la data in una discoteca new wave in voga.
L’occasione non è di quelle che capitano spesso e prepariamo una signora scaletta: pezzi nostri e qualche cover.

La sera del concerto è stata fantastica. Anche senza me.

Questo è uno dei miei pezzi cover.

MATIA BAZAR – Ultima volontà
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Consulenze

8 sfumature di musa – Musa e Muso

PROSSIMAMENTE IL PRIMO CORSO ON-LINE SUL TEMA:

MUSA E MUSO.


VIDEO E TESTO SONO PREPARATORI E INTRODUTTIVI ALL’ARGOMENTO.
GlubokoNadija Dorofejeva, MONATIK
Vedo il pericolo e va bene
Я вижу опасность и это прекрасно
Altrimenti sarebbe noioso.
Иначе было бы скучно.
Inizia a tormentarmi
Начинай, мучь меня
Vedo il pericolo e va bene
Я вижу опасность и это прекрасно
Altrimenti sarebbe noioso.
Иначе было бы скучно.
Inizia a tormentarmi
Начинай, мучь меня
Sono amico della mia testa, sembra che vada tutto bene, ma
Я дружу с головой, вроде бы всё хорошо, но
Va bene, ma aspetta.
Всё хорошо, но стой.
Da qualche parte non c’è pace
Где-то покоя нет
I tram tacciono, respirali
Трамваи молчат, им дышать
È molto tardi.
Уже очень поздно.
Sì, è molto tardi.
Да, очень поздно.
Non ci conosciamo, no (assolutamente)
Мы не знакомы, нет (абсолютно)
Sì, siamo estranei, ma
Да, мы незнакомы, но
Vedo che sei pericoloso
Я же вижу – ты опасна
E va bene
И это прекрасно
Altrimenti sarebbe noioso
Иначе было бы скучно
Inizia a tormentarmi
Начинай, мучь меня
Vedo che sei pericoloso
Я же вижу, ты опасен
E questo è inutile.
И это напрасно.
Assolutamente inutile
Абсолютно напрасно
Perché siamo profondi
Ведь мы глубоко
In profondità
Глубоко
Nel profondo dei tuoi occhi.
Глубоко в твоих глазах.
Tutto mi è così familiare
Мне всё так знакомо
Nel profondo dei tuoi occhi
Глубоко в твоих глазах
Vedo il pericolo e va bene
Я вижу опасность, и это прекрасно
Qualunque cosa tu voglia, sarò solo per
Всё, что ты захочешь – буду только за
Nel profondo dei tuoi occhi vedo l’assenza di gravità
Глубоко в твоих глазах вижу невесомость
Nel profondo dei tuoi occhi vedo il pericolo
Глубоко в твоих глазах вижу опасность
E va bene, altrimenti sarebbe noioso
И это прекрасно, иначе было бы скучно
Inizia a tormentarmi
Начинай, мучь меня
Nel profondo dei tuoi occhi voglio volare
Глубоко в твоих глазах хочу лететь
Probabilmente mi sentirò più calmo
Мне, наверно, станет спокойней
Diventerà più calmo
Станет спокойней
Diventerà più calmo
Станет спокойней
È così pericoloso volerti
Так опасно тебя хотеть
Ed è pericoloso restare senza di te
И без тебя остаться опасно
Orgoglioso, luminoso
Гордая, яркая
Orgoglioso, luminoso
Гордая, яркая
Vedo che sei pericoloso, e va bene
Я же вижу – ты опасна, и это прекрасно
Altrimenti sarebbe noioso.
Иначе было бы скучно.
Inizia a torturarmi
Начинай, мучай меня
Vedo che sei pericoloso ed è inutile
Я же вижу, ты опасен, и это напрасно
Assolutamente inutile
Абсолютно напрасно
Perché posso vedere l’assenza di gravità nel profondo dei tuoi occhi
Ведь я глубоко в твоих глазах вижу невесомость
Nel profondo dei tuoi occhi
Глубоко в твоих глазах
Vedo il pericolo e va bene
Я вижу опасность, и это прекрасно
Qualunque cosa tu voglia, sarò solo per
Всё, что ты захочешь – буду только за
Nel profondo dei tuoi occhi.
Глубоко в твоих глазах.
Tutto mi è così familiare
Мне всё так знакомо
Nel profondo dei tuoi occhi
Глубоко в твоих глаза
Vedo il pericolo e va bene
Я вижу опасность, и это прекрасно
Altrimenti sarebbe noioso, inizia
Иначе было бы скучно, начинай
Sei pericoloso, lo è sicuramente
Ты опасна, это безусловно
Oggi sono una sirena, creo onde
Сегодня я русалка, я создаю волны
Mi ecciti
Ты волнуешь меня
Ti eccito
Я волную тебя
Sei pericoloso, lo è sicuramente
Ты опасна, это безусловно
Oggi sono una sirena, creo onde
Сегодня я русалка, я создаю волны
Mi ecciti
Ты волнуешь меня
Ti eccito
Я волную тебя
Oggi sono una sirena, creo onde
Сегодня я русалка, я создаю волны
Oggi sono una sirena, creo onde
Сегодня я русалка, я создаю волны
Così profondo
Так глубоко
Così profondo
Так глубоко
Oggi sono una sirena, creo onde
Сегодня я русалка, я создаю волны
Oggi sono una sirena, creo onde
Сегодня я русалка, я создаю волны
Così profondo
Так глубоко

Fonte: LyricFind
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Alleggerimento

Dovrei pubblicare un post tutto sesso. Facciamo che la prendo solo un po’ alla larga.

CALMO – Politically scorrect – live @bagno
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Bollicina

(immagine presa da qui)

Qui-qui il rigo azzurrino su cui scrivere dritta. Là-là il ranuncolo arancio fiorito in un dì. Su-su il cielo burgundo che tocca le dita. Lì-lì lo spazio aperto che chiama il domani. Giù-giù le scale che se cadi carezzano. E i pepi di fresia che nel volo mi speziano. E il ficomoro che ha un nome progràmmico. E un po’ di alloro. Che male non sta. Stando alla spiaggia come sto alla cadrega, questo è l’impulso a non esser stratega. Stando alla cima come sto al mio divano, credo che oggi ho toccato lontano. Liscio la treccia, aggroviglio un risvolto, placo la genesi e struscio l’arrocco. Macino passi, volto la carta, scopro un sorriso e mi vesto da Re. Se questo è il gaudio di un giorno qualunque, gioco a pescare e il pesce son me.

Vasco Rossi – Bolle di sapone
Quando alla musica vuoi dare un nome
ci metti sopra le parole
Quando la musica c’ha le parole… ding!
la puoi chiamare anche per nome:
la tua prima canzone
la tua prima canzone
Quando alla musica vuoi dare aria
lascia scorrere le dita
su qualsiasi cosa che faccia rumore… ding!
Ci puoi trovare la tua canzone
Magari una canzone d’amore
Magari una canzone d’amore
Per le parole non preoccuparti
è più facile di quello che pensi
Come le bolle di sapone… ding!
se soffi piano vengono da sole
Anche le parole
Anche le parole
Perché la musica non ha orecchi
non ha padroni, ma che maledetti
viene fuori dal rumore… ding!
Come la luce nasce dal sole
Come la luce dal sole
Come le bolle di sapone.

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In missione

Vento D’Estate – Feat Luca Notaro [Live @automobile]

SPARISCO PER QUALCHE GIORNO.
TORNO MARTEDÌ.
LASCIO QUI:

BUON DIVERTIMENTO!


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Pesci

Il Pesce – Tiromancino

Cammina impettito, come pretende l’impresa. Lo sguardo è risoluto e sa già dove posarsi: in avanti.
La ghiaia lascia il posto all’erba, foglie di rami bassi gli carezzano i capelli, una ragnatela l’accompagna per un tratto, attaccata alla fronte. Il sole appare e scompare tra chiome. Nessuna nuvola.
Quando raggiunge la poccia il respiro si blocca, e riprende piano. Niente sorriso d’incontro, non distrazioni, il momento è solenne. Si avvicina al ciglio, alla postazione che ha decretato sua, e si accuccia. I sandaletti chiusi sprofondano nel fango, fino a mezza punta. Un’occhiata svelta allo specchio: l’acqua torbida ha il pelo immobile.
È ora. Il braccio si allunga terminando nell’indice. Un’esitazione, in quel dito tutto il tempo, intero.
L’immerge lento e inizia una minuta danza concentrica nell’enorme caffellatte. Arriva un girino. Arrivano altri girini. L’indice resta immobile al contatto con le testine codate. La voce da torace schiacciato è sottilissima, volutamente, non c’è alcun bisogno di gridare ciò che sta per dire.
– Non sarete pesci per sempre.
Un sospiro paziente e il dito si muove scomposto. I girini scompaiono e lui si rimette in piedi. La voce però resta in sussurro.
– Tra poco avrete le zampe.
E riprende la strada del ritorno.

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Argomentario

Primavera!

(foto presa qui)

Amo le nuove generazioni!
Buon ascolto.


ANGELINA JORDAN nata nel 2006, norvegese (il video è del 2019)

Angelina Jordan – I Have Nothing (Whitney Houston Tribute)

DANELIYA TULESHOVA nata nel 2006, kazaka (il video è del 2020)

Daneliya Tuleshova – Bellyache / Billie Eilish cover / live

COURTNEY HADWIN nata nel 2004, inglese (il video è del 2020)

Courtney Hadwin – Sucker (Live Cover)

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Film-Lenny!

(immagine presa da qui)

Aspettando il prossimo Story-Lenny
– Sì?
eleonorabergonti ha avuto un’idea.
– Quale?
I FILM!
– Cioè?
I film di Lenny! Ma non quelli veri.
– No.
Quelli finti.
– Ce ne sono?
Un casino!
– Non ho capito.
Ma non proprio i film.
– Ah, ma com’è che oggi sei così vaga?
Ma no, è suspance!

Di seguito elencherò le declinazioni in chiave Lenny dei titoli dei film che Eleonora ha ideato. Il gioco è aperto a tutti.

(Grazie Eleonora!)

The return of Lenny
Lenny vs Narratore
Agente segreto Lenny Bond: missione Cara
Lenny Potter e lo scontro contro il Narratore
Lenny Poppins: un tato tuttofare
Scusa, ma ti chiamo Lenny
Lennyorcista
La leggenda di Lenny, Cara e il Narratore
La grande bellezza (di Lenny)
Torna a casa Lenny
Alla ricerca di Lenny
La la Lenny
Lenny-Hur
Lenny: la nuova bambola assassina
The Lennyator
The Iron Lenny
Lenny è il vagabondo

by eleonorabergonti

Lenny Returns

by Adriano

Lenny il magnifico

by Yleniaely

Fermati, o Lenny spara

by Centoquarantadue

Sette Lenny in Tibet

by Bertow

The Nightmare before Lenny

by La piccola bottega degli orrori

La vita (con Lenny) è meravigliosa
Non è un paese per Lenny
Ispettore Lenny, il caso Cara è tuo

by Raffa

Tutti pazzi per Lenny

by Kikkakonekka

Libro-Lenny!

L’idea non è mia, ma di Bertow. Presa al volo!

L’Ennyeide Di Omyero

by Bertow

Song-Lenny!

L’idea non è mia, ma di Alessandro Gianesini. Presa al volo!

La Solitudine: “Lenny se n’è andato e non ritorna più… […]”
Lenny non c’è: “Lenny non c’è, è andato via… […]”
Cara ti Amo

by Alessandro Gianesini

Lenny per caso (neri per caso)
Like a Lenny

by Kikkakonekka

(La musica è offerta da un Lenny noto)

Lenny Kravitz – Stand
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8 sfumature di musa – breve corso di sopravvivenza per muse (conclusioni)

ESEMPIO DI MUSO IN QUADRUPLICE COPIA
Geoff Castellucci – SIXTEEN TONS | Low Bass Singer Cover
Il video è un gentile omaggio proveniente dalla Galassia dei Musi. Grazie Ragazzi!

E) Chiusura dei lavori, ringraziamenti e saluti.

8 SFUMATURE DI MUSA.
Ma perché 8?
8 sono gli elementi dell’enunciazione, o meglio, grazie a una metafora automobilistica, una Musa è così descrivibile: veicolo, forma, abitacolo, motore, autoscuola, voglia, ispirazione, destinazione (ebbene sì, ho utilizzato la classica associazione Donna = Automobile. L’ho fatto.).
La scelta del numero e degli elementi è puramente arbitraria; andando dritta al punto direi che mi piaceva così… l’8 ha una linea così femminile!

BREVE CORSO DI SOPRAVVIVENZA PER MUSE.
Era davvero indispensabile?
No!
In più, quanto scritto non cambierà nulla nelle pratiche di ciascuna. So che ammettere l’inutilità di un corso di sopravvivenza è inusuale, ma è generalmente veritiero.
Quale utilità allora?
Dunque, direi che abbiamo riso, pensato, cazzeggiato.
Se c’è un’indicazione che vorrei restasse è questa:
in caso di attenzioni moleste, furti (o uso improprio) di materiale personale, ricatti, non esitate a rivolgervi qui: Cyberstalking (sito informativo della Polizia Postale e delle Comunicazioni).

Ma prima di piangere e abbracciarci tutte, vediamo di cosa abbiamo parlato in queste giornate:
A) L’OGGETTO DEL CONTENDERE, ovvero L’AMORE;
eh sì.
B) PER UNA MODERNA ENUNCIAZIONE;
si può forse pensare di essere citate utilizzando vecchie enunciazioni?
C) RACCOLTA DELLE TESTIMONIANZE;
detto in termini epistemologici: mi sembra il minimo!
D) IL PICCOLO COMPENDIO DI SOPRAVVIVENZA in 20 punti;
è e sarà il più bel gioiello ciondolo consultabile che abbiate mai visto (ok-ok, sto pensando al merchandising).

Bene, il breve corso termina qui.
È però in preparazione una giornata di corso avanzato, un aggiornamento vero e proprio.
Resto a disposizione per dubbi, suggerimenti e scambio di opinioni: endorsement@virgilio.it

Che dire ancora? I dolci che avete portato e che abbiamo “spazzolato” insieme in pausa caffè erano favolosi, grazie.
Grazie anche per i numeri di telefono di arigiani, massaggiatori, parrucchieri, meccanici, cuochi, sarti, guide e per la fondamentale individuazione di canneti.
Grazie a tutte e a tutti per l’attenzione e i preziosissimi contributi, in particolare (in rigoroso ordine di apparizione) Camelia Nina, Centoquarantadue, BD, unallegropessimista, zipgong, andream2016, Nonna Pitilla, Adriano!
Alla prossima!

endorsum

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8 sfumature di musa – breve corso di sopravvivenza per muse (7)

Вера Брежнева – “Мамочка” (Vera Brezhneva – Mamochka)
(consiglio a ogni musa la visione per intero del video, fortemente attinente all’argomento! ok, il video è ironico…)
Vorrei ascoltarti – Siediti più vicino e dammi un buon consiglio – Da quando ha preso la mia anima? – Non lo so, ma il tuo amuleto non mi salverà – (RIT.)Mamma, mi chiedo di lui con la margherita – Mi ama – non mi ama – Mamma, è tranquillo, come un grande fiume – E io sono come una barca in quel fiume – Non si può spiegare cosa c’è in lui – Non è negli altri, ma non riesco a staccargli gli occhi di dosso – È incomprensibile per i miei amici – È diverso, lo so, lui è unico Mamma, mi chiedo di lui con la margherita Mi ama – non mi ama Mamma, è tranquillo, come un grande fiume E io sono come una barca dentro quel fiume.(rit. 3 volte).

Continuiamo.

D) Il piccolo compendio di sopravvivenza.

14) “Da quando ho accettato la videochiamata non mi dedica più nulla.”
DELLA GRADEVOLEZZA: oh, questo è un problema, non si corrisponde all’immagine idealizzata. Non c’è soluzione. L’aver dato indicazioni precise, o meno, conta poco. Un rifiuto è sempre duro da accettare, ma va fatto. Regalatevi una coccola speciale e voltate pagina, non siete in assoluto sbagliate, semplicemente non siete giuste per l’Artista, capita anche alle migliori e il video è lì a dichiararlo, quindi, si ritorni all’antico e potente vecchio adagio: chi non vi ama non vi merita!

15) “Da quando ci siamo incontrati non mi dedica più nulla.”
DELLA SPIACEVOLEZZA: spiace, ma non è scattata la scintilla. Magari la gradevolezza c’era, ma la compatibilità a pelle non è stata invitata all’appuntamento, e ve ne siete accorte. In qualche modo ne siete anche rimaste sollevate e non avete fatto nulla, nulla, nulla, per far funzionare l’incontro. In certe occasioni si ha addirittura voglia di scappare.
Ecco, la prossima volta osate: scappate!

16) “Da quando glie l’ho data non mi dedica più nulla.”
LA SINDROME DA TROFEO: sì, bellissimo, ambito, agognato trofeo. Qual è il posto di un trofeo? Sulla mensola (a prender polvere).
TIMOR PANICO: esiste e vive in mezzo a noi.
Il panico è un animaletto poco docile che usa saltar fuori quando meno ci si aspetta e l’Artista può esserne vittima al pari degli altri. Troppo coinvolgimento duole a chi si teme in amore. Scordatevi d’essere la terapia!
INCASTRI: eh, niente, non ha gradito la vostra particolare mossa dell’aragosta. Qualche domanda potete pur porvela: che non vada bene per tutti? che non vada bene proprio con nessuno? è ora di rinnovare il parco posizioni magiche? Le domande sane non guastano, ma con cautela, siete Muse.

17) “Da quando non ho accettato di dargliela, mi dedica cose terribili.”
IL CAMPANELLO D’ALLARME: c’è un solo modo per dirlo: ARIA!!!

18) “Da quando non gliel’ho data mi dedica cose bellissime. (Camelia Nina)
L’ETERNO VIRGINEO: ecco, la situazione è assai confortevole e appagante per il piccolo e amato Ego… ma la carne?

19) “Continua a dedicarmi canzoni di Gigi D’Alessio. (Centoquarantadue)
DELL’ESTRANEITÀ: c’è qualcosa, qualcosa che non capite, non vi spiegate quella sensazione di estraneità che coglie a un tratto, il dubbio sonoro di un equivoco, il fastidio fisico, la nausea mattutina, un senso di stanchezza… siete incinte! E non è la notizia peggiore: il padre è lui! Gli amanti di Giggino hanno lo spermatozoo veloce, è ora che lo sappiate.

20) Son stanca de esser corteggiata dalli defunti vaginae!
LO SEGAIOLO STOLTO: esso appare se la Divina Musa è provvista sopratutto di mammella procace, e per levarsi dalle caviglie siffatto sfrangiator d’organi altrui, ella allontanerà dalla sottana – anco per non esser accusata di pulcredine o impudicizia – a colpi di cilicio lo molesto impestatore spacciatosi per principe dell’arte. (by Adriano)

I VOSTRI CONSIGLI

unallegropessimista Dice:
Comunque dipende per chi si fa la musa.
A pittori la devi dare. Marta Marzotto il culo di Renato Gottuso. Amanda Lear Savator Dalì
Ai poeti assolutamente non devi dargliela, continueranno a scrivere poesie. Petrarca e Laura, Dante e Beatrice.
I cantanti vi dedicheranno canzoni all’inizio e alla fine della storia. Ramazzotti Hunziker, Ligabue e Donatella Missori.
Gli scrittori al massimo un libro.
Quindi come vedi dipende per chi diventi musa. In ogni caso se vuoi essere eterna musa non devi dargliela mai.

zipgong Dice:
ritorniamo alla lectio magistralis.
Primo. Non dargliela.
Secondo. Non dargliela ma con il contorno.
Terzo. Il dolce alla fine ci vuole. Dai, dagliela.

andream2016 Dice:
Ok! Dialogo:
Musato: “oh mia musa ecco un quadro a te ispirato”
Musa: “fa schifo!”
Musato: “ma è un’ode alla tua bellezza!!”
Musa: “te lo dico io che fare, prendi la tua «ode» arrotolala e ficcatela su per il deretano! E se insisti ti denuncio per stalking!!”
Della serie « i musati sono bestie anco loro, muse, non feriteli »

continua…

le puntate precedenti

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Piccolo racconto neozelandese

È ORA DI CONFRONTARMI CON UN ALTRO LUOGO MITICO: LA NUOVA ZELANDA!

Buona lettura!


Sottotitolo: soliloquio

(Immagine presa da qui)

Come va la scrittura?
(Bene.)
Fammi un po’ leggere:
“Il Pifferaio Magico, eliminati tutti i riferimenti culturali, si svegliò senza peso. Leggero, etereo, librante. Andò a sbattere contro il muro dei ricordi, si fece un ematoma grosso così e decise che suonare lo avrebbe aiutato sia a liberarsi dal dolore dell’amata ita, sia dal dolore alla fronte.”
(Che c’è?)
No, pensavo. Chi è questo?
(Subito devi arrivare alla conclusione che debba essere qualcuno. Non è mai così, lo sai da te, non mi ispiro a Musi.)
Lo dici sempre, anche con il Piccolo racconto andino… chi è il neozelandese?
(Un personaggio di fantasia!)
Ti piace molto?
(È ardito.)
E perché sbatte contro il muro? Cosa hai combinato questa volta?
(Ma niente, dai, le solite cose.)
Quali solite cose?
(Ma sì, le solite incomprensioni.)
Incomprensioni?
(Superficialità.)
Tu?
(Ma ti pare? Lui!)
Un altro?
(Eh…)
E che ha fatto?
(Bionda.)
Ti ha dato della bionda?
(E mi ha chiamata Giulia.)
Porco!
(Artista.)

My Heart Will Go On – Recorder By Candlelight by Matt Mulholland

Ringrazio Nina per la felice scoperta del Muso.

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8 sfumature di musa – breve corso di sopravvivenza per muse (6)

Roberto Santoro – Giulia già se ne va

Continuiamo.

D) Il piccolo compendio di sopravvivenza.

12) “Ho scoperto che altre donne sono certissime che l’opera sia stata dedicata a loro.”
L’OPERA POLIVALENTE: è quell’opera ispirata che, guarda un po’, ha valore per più persone. Ora, non parliamo di una semplice immedesimazione, un sentire universale, la capacità dell’opera di parlare a molti cuori, no, qui si parla di una rete a strascico.
Cos’è una rete a strascico?
La rete a strascico è l’opera, creata da un abile Artista, composta da riferimenti a più Muse. Ciascuna coglierà il riferimento unico e univoco e considererà l’opera a sé dedicata, felice.
È indubbiamente una tecnica che implica cura e attenzione, ma il suo rapporto impegno/benefici la rende in assoluto la più economica.
Quando le Muse hanno occasione di confrontarsi sull’arte che hanno ispirato, capita che la costernazione si presenti di fronte a quell’unico prodotto comune a tutte. Non mancano esclamazioni tipo: “la rosa è il mio fiore, io sono la rosa dai petali vellutati e dal profumo intensissimo!”; “il mare è la metafora del suo sentimento da quando ha iniziato a dedicarmi opere!”; “la luna, cazzo, sono sempre stata la sua luna!”.
Ebbene sì, l’opera polivalente ha dentro tutto. Ma indaghiamola con attenzione, per riconoscerla.
CARATTERISTICHE DELL’OPERA POLIVALENTE:
1) Presenza di più immagini simboliche (che una Musa si complimenta per l’uscita dal conseueto codice amoroso, credendo d’ispirare, di tanto in tanto, un soffio di eccentrica novità!);
2) Vaghezza (l’occhio è di fuoco, dolce, luminoso, i capelli son di seta, morbidi, sul viso, tra le dita, il seno è… il capezzolo è un bocciolo turgido, i fianchi morbidi, le mani bellissime; scordatevi colorazioni, forme effettive, tutto ciò che identifica, scordatevi soprattutto il nome!);
3) Richiesta (sì, perché c’è chi ha dato e chi deve dare; chi ha dato che si replichi, chi deve dare cosa sta aspettando ancora?);
4) Collocazione a-temporale (vaghezza + metafora; l’attimo è inevitabilmente elevato e prende le sembianze di un immaterico vissuto, sia pur carnale, impossibile da piazzare qui o lì nel tempo, nello spazio, nella situazione reale.).
Che fare quando ci si accorge della polivalenza dell’opera?
Una cosa faticosissima: cercare le altre Muse e parlarsi.
Ma questo farà sparire l’Artista!
Oh, sì, capisco.
Come si fa a sapere se un’opera è genuina e dedicata solo a me?
Il metodo più sicuro? L’opera non pubblica, bensì privata. Certo, l’Artista seriale lo è anche in questo e invierà molteplici opere personalissime tutte uguali, ma che fatica! Comunque non rischierete che quella nata per voi serva smaccatamente e pubblicamente da esca per altre Muse… sempre antipatico, no?

13) “Mi corteggia in modo serrato e non so come arginare la cosa.”
LO STOP: lo so, è brutto, è la morte della Musa interiore, ma quando la cosa vi asfissia è arrivato il momento di prendere aria. Quanta aria, vedete un po’ voi.
Di vero c’è solo una cosa: se vi sentite a disagio, c’è qualcosa di sbagliato, da indagare: FATELO!

IL CONSIGLIO IN PIÙ

Le altre Muse sono risorse importanti. Non lasciatevi mettere in competizione e aiutatevi, perché il momento della sostituzione, che piaccia o meno, arriva per tutte.

continua…

le puntate precedenti

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Piccolo racconto andino

ECCOMI QUI, NEL SOLCO DELLA TRADIZIONE, ULTIMA TRA ILLUSTRISSIMI, SENZA ESSERE TALE. MI CONFRONTO CON LE ANDE!

Buona lettura!

Sottotitolo: soliloquio

(immagine presa da qui)

È andino.
(Sì).
È un piccolo racconto andino.
(Sì).
Ci vogliono le Ande.
(Uff).
L’hai appena scritto.
(Bene).
Hai presente la catena montuosa?
(Non ne ho voglia).
Ma come!
(Eh).
Non è difficile, piazzaci qualcosa da scoprire, lì.
(No).
No?
(Non ne ho voglia).
Mettici quacluno almeno!
(Sì, figurati, per poi lasciarmi trascinare chissà dove).
Là!
(Appunto, ci sei andata tu sulle Ande?).
E che vuol dire? E Salgari? Ma che dico Salgari, De Amicis!
(A parte che De Amicis da quelle parti c’è stato. Comunque, grossa fatica).
Allora cosa vuoi fare?
(Cancello “andino”).
No! È così musicale!
(Ecco, la musica, adesso ascolto un po’ di musica.)
Prima chiudi il racconto.
(Non ci penso proprio).
Non vedo altre forme di distrazione all’orizzonte.
(Lo dici tu!).
Cosa stai facendo?
(Ginnastica).
Ma quando mai!
(Adesso. Mi preparo per andare sulle Ande).
Ma quando mai?
(Ipocrita).

Dieci minuti dopo

L’andino ti chiama.
(Mh).
Balla tutto e fa smorfie ammiccanti.
(Mh).
È pieno di sentimento.
(Certo).
Accarezza i cespugli, cammina scalzo e si strofina contro l’albero.
(Uff).
É corredato da oggetti vagamente allusivi.
(Non avevo dubbi).
Si è lavato i capelli con il tuo shampoo preferito.
(Bastardo…).
È triste.
(Io non lo volevo scrivere il racconto andino!)

Leo Rojas – El Condor Pasa
Versione in quechua
“Yaw kuntur llaqtay urqupi tiyaq
maymantam qawamuwachkanki,
kuntur, kuntur
apallaway llaqtanchikman, wasinchikman
chay chiri urqupi, kutiytam munani,
kuntur, kuntur.
Qusqu llaqtapim plazachallanpim
suyaykamullaway,
Machu Piqchupi Wayna Piqchupi
purikunanchikpaq”
Versione in italiano
Oh maestoso Condor delle Ande
portami a casa mia, sulle Ande
Oh Condor
Voglio tornare alla mia amata terra e vivere
con i miei fratelli Inca, che è ciò che più rimpiango
Oh Condor
A Cuzco, nella piazza principale
aspettami
affinché sul Machu Picchu e sull’Huayna Picchu
andremo a passeggiare.
(testo e traduzione da qui)

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Chi scrive Il Metodo X

Sintesi

Alcuni ventilano l’ipotesi che IL METODO non l’abbia scritto io.
Mi sta bene (TESI).
Non mi sta bene (ANTITESI).
SINTESI: non è importante.

Come insegna D.E. Westlake, si possono scrivere generi diversi con più pseudonimi (mi spiace Joanne, il tuo tentativo è fallito).

Ciò che importa è che la storia del romanzo IL METODO sia interamente contenuta in X, e nel suo sequel.

BENVENUTI NEL MIO MONDO!

FAOUZIA – You don’t even know me
I walk into a crowded room
Entro in una stanza affollata
Everybody staring
Tutti mi fissano
What did I, what did I do wrong?
Cosa ho fatto, cosa ho fatto di male?
What did I, what did I do wrong?
Cosa ho fatto, cosa ho fatto di male?
Oh, you see what you wanna see
Oh, tu guardi solo ciò che vuoi vedere
But you don’t even know me
Ma tu nemmeno mi conosci
What did I, what did I do now?
Cosa ho fatto, cosa ho fatto adesso?
What did I, what did I do now?
Cosa ho fatto, cosa ho fatto adesso?
You’re acting like you’re brilliant
Ti comporti come fossi sicuro
But you don’t know
Ma tu non sai
Yeah, you don’t know
Si, tu non sai
You don’t know a thing at all
Tu non sai nulla
You don’t know about the way I am when I am all alone
Tu non sai nulla riguardo a come sto quando sono sola
You don’t even know
Non sai nemmeno
Where I kept the way I’ve grown
Dove conservo come sono cresciuta
You don’t know about the way I love so deeply to my bones
Tu non sai proprio nulla riguardo al mio modo di amare così profondamente fino alle mie ossa
You don’t even know me
Tu non mi conosci nemmeno
Woah, woah
Woah, woah
I walk it off and brush away
L’ho superato e l’ho scartato
Everything you say
Tutto ciò che dici
‘Cause I don’t care, I don’t care
Perché non mi importa, non mi importa
I don’t
Non mi
I don’t care, I don’t care
Non mi importa, non mi importa
I don’t
Non mi
He said she said over it
Lui parlò, lei gli rispose a tono
You’re acting like you’re brilliant
Ti comporti come fossi sicuro
But you don’t know
Ma tu non sai
Yeah, you don’t know
Si, tu non sai
You don’t know a thing at all
Tu non sai nulla
You don’t know about the way I am when I am all alone
Tu non conosci come sto quando sono sola
You don’t even know
Non sai nemmeno
Where I kept the way I’ve grown
Dove conservo come sono cresciuta
You don’t know about the way I love so deeply to my bones
Tu non sai proprio nulla riguardo al mio modo di amare così profondamente fino alle mie ossa
You don’t even know me
Tu non mi conosci nemmeno
Woah
Woah
You don’t even know me
Tu non mi conosci nemmeno
Woah
You don’t even know
Tu proprio non conosci
You don’t know a thing at all
Tu non sai nulla
You don’t know about the way I am when I am all alone
Tu non conosci come sto quando sono sola
You don’t even know
Tu proprio non conosci
Where I kept the way I’ve grown
Dove conservo come sono cresciuta
You don’t know about the way I love so deeply to my bones
Tu non sai proprio nulla riguardo al mio modo di amare così profondamente fino alle mie ossa
You don’t even know me
Tu non mi conosci nemmeno
You don’t even know me
Tu nemmeno mi conosci
Oh
Oh

Writer(s): Nitzan Kaikov, Faouzia Ouihya Testo You Don’t Even Know Me powered by Musixmatch

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8 sfumature di musa – breve corso di sopravvivenza per muse (4)

MARLENE KUNTZ – Musa

Continuiamo.

prima parte del PICCOLO COMPENDIO DI SOPRAVVIVENZA PER MUSE

D) Il piccolo compendio di sopravvivenza.

7) “Ha iniziato a chiedermi di mandargli immagini di parti del mio corpo per aiutare l’ispirazione.”
L’IMMAGINE: che dire, va a gusti. Alla Musa può piacere essere un po’ esibizionista, sia pur protetta dall’immancabile promessa “tengo l’immagine per me, ma se vuoi la cancello all’istante”. Attente a cosa mandate però, oh Muse, potreste pentirvene amaramente ritrovando la vostra patonza a grandezza innaturale sbattuta sui muri della vostra città, o usata in promiscui giri d’affari che non vi riguardano, ma che esistono. L’immagine è tante cose: un trofeo di guerra (e va esposto come ogni buon trofeo, se no che trofeo è?), una stimolazione immaginifico-ghiandolare, un feticcio, un oggetto contro il quale scaricare ire, un simulacro, uno strumento ricattatorio; perciò pensate e valutate con attenzione, uscite per un attimo dallo stato confusional-narcisistico e riflettete sulle conseguenze.
E la fiducia?
…AHAHAHAHAHAHAHAH!
Quindi che foto mando? Il gomito!
Un ottimo consiglio, qualora le richieste fossero incessanti e fastidiose, lo fornisce Biagina Danieli (nel commento del :
“N.7 uhhhhhh….una volta, ma tempo fa, ho inviato foto di un Pisellone enorme, ha smesso di rompere”
Per spirito di servizio, segnalo un luogo in cui poter trovare qualche pezzo d’arte che ben si presta alla situazione (grazie Andream per arricchire ogni giorno il nostro triste immaginario):
cazzi fantastici e dove trovarli – prima parte
cazzi fantastici e dove trovarli – seconda parte

8) “Non vuole che risponda ad altri maschi.”
LA GELOSIA: l’artista polimusico (con più Muse) è, con ogni probabilità, anche un ottimo esternatore di gelosia. E annessi.
Il fatto di dedicare le proprie attenzioni a più Muse lo induce a credere che tutti siano poli-qualcosa e ciò lo porta a simpatiche forme di: stizza, muso, aggressività verbale, dispettucci, sputtanamento, provocazione di senso di colpa, sminuimento, bullismo, sarcasmo, offese in pubblico e in privato, stalking informatico, violazione della privacy.
Se le cose dovessero farsi pesanti, oltre a limitare le forme di accesso alle vostre pagine, è una denuncia ciò che ci vuole: Cyberstalking (sito informativo della Polizia Postale e delle Comunicazioni)

9) “Ho finito i complimenti, ne vuole sempre di nuovi o si offende.
DELL’INSAZIABILE: lo sapete in molte, si parte da un “che carino” e si arriva a “hai sconvolto la mia concezione di eurismo, costringendomi continuamente (ma continuamente continuamente) a trovare significati nuovi e, seppur non volendo, a trovare (ancora trovare e continuamente trovare) inedite suggestioni a O-G-N-I SINGOLA parola (suono, forma, quello che è…).”
Fermate subito la progressione! Non sapete dove potrà infilarvi, anche a rate mensili, se non siete in grado di dire di no! Preparetevi, i capicci non mancheranno, quindi addestratevi tramite qualche seduta con piccoli despoti figli di parenti o amici (la vostra figliolanza è sconsigliata, poiché è necessario un ambito in cui il distacco risulti fin da subito elemento salutarissimo). Appena pronte, regalatevi uno stop, un passo indietro e sì, rischiate tutto, di nuovo, su ciò che davverò sentite per l’opera: che carino!

continua…

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8 sfumature di musa – breve corso di sopravvivenza per muse (3)

En?gma – Musa [Prod. By Wsht]

ripartiamo da qui:

All’inizio ho gradito, ma con il tempo si sono presentati problemi pratici, esistenziali e addirittura emotivi!

Musa in un momento di sconforto

Ecco allora alcuni pratici consigli per affrontare al meglio l’evenienza.

D) Il piccolo compendio di sopravvivenza.

1) “Mi ha dedicato un racconto: bruttissimo.”
L’ABUSO DI BUONA CREANZA: sì, diciamolo, non tutto ciò che ispiriamo esce col buco e sì, diciamolo, a forza di compiacere l’artista si incorre in indicibili malori. La vostra buona creanza è un problema. Florida e bella, polposa come un frutto maturo, la buona creanza si presterà a essere fraintesa e violata, continuamente violata, in una parola: abusata. Per quanto possa costare, non siate troppo entusiaste di fronte a un’arte brutta, è diseducativo per l’artista e non lo aiuterà a raggiungere le vette dell’Arte. Lo fate per l’Arte, l’Artista e per il vostro stato psico-fisico. Dite che è brutto!

2) “Una poesia, bella era bella, ma non ho capito nulla.”
LA MANCATA COMPRENSIONE DELL’OPERA: oh, talvolta le parole, come le forme e le note, sono messe insieme con una logica molto personale. Sì, è come pensate… alla cazzo! La comprensione fugge, con il senso; sono di fatto una bella coppia e quando scappano lo fanno alla grande, lasciandovi interdette. Non abbiate timori, non siete voi a essere ignoranti e stupide e non coltivate pudori inutili, ditelo: non ho capito.

3) “Sono finita in un quadro astratto e non mi sono trovata.”
“Continua a rappresentarmi bionda: sono castana.”
MANCATA COINCIDENZA DI ATTRIBUTI FISICI E MORALI: duole, fa male, sì, non è sbagliato sentire le urla del vostro piccolo Narciso interiore, ha tutte le ragioni del mondo. Quando l’Artista esagera e vi proietta addosso un’immagine ideale troppo lontana, il dubbio è lecito e va esplicitato: hai cambiato musa?

4) “Continua a dedicarmi liriche chiamandomi con il nome della ex-moglie.”
IL NOME ERRATO: Santissimo Ragazzo, ma, ma, ma! Non si sorride davanti al nome errato, non si nicchia, non si sorvola perché solo voi sapete quanta acidità di stomaco provoca, quindi, prevenire l’ulcera è prioritario. La Musa qui non può lasciar correre. È indispensabile una strigliata con la spazzola dai denti di ferro. Pretendete di essere chiamate per nome ogni volta che vi rivolge la parola. L’alternativa è l’uso della succinta frase, terribile da sentirsi porre, “come mi chiamo io?” spruzzata a pioggia sulle conversazioni.

5) “Mi ha dedicato una canzone riciclando un vecchio testo.”
IL RICICLO: qui, Signore mie, è utile la prova. Le sensazioni non contano, è indispensabile la flagranza di reato. Certo, l’Artista avrà un bel dire che il suo linguaggio artistico è composto da quei cinque elementi lì, ma plagiare se stesso a fronte di differenti Muse è un’onta più per lui che per voi. Perciò non esitate, siate magnanime nella sottolineatura e, permettendovi anche di sbottare, affermate il vero: ma l’hai riciclato!

6) È SERIALE
L’essere polimusico di un Artista non è in assoluto un tratto disdicevole. Lo diventa quando si dichiara innamorato. Perdutamente innamorato. Poichè la condizione del perdutamente innamorato comporta un notevolissimo consumo di energie psico-fisiche, è chiaro che il moltiplicarsi in analoghe dichiarazioni ad altre Muse nasconde una forma menzognera, atta a mantenerevi in compiacenza. La responsabilità non è delle colleghe, bensì della leggerezza con la quale l’Artista dichiara il suo perduto amore. Ecco, siate il suo amore perduto e permettetevi un sonante e liberatorio ma vaffanculo!

continua…

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Un signore e una signora

Nell’attesa di pubblicare le prossime puntate de IL METODO (più tardi), lascio un po’ di musica. Buon ascolto e buona visione.

OXYGEN – Silvano Spleen (video scoperto da Paola)
F MAJOR – Hania Rani (video scoperto da Paquerite)
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In 6 parole?

In 6 parole!
Il titolo è escluso dal conteggio.

A voi la palla!

TERAPIA

Ripeta: COGLIONE TESTA DI CAZZO!
Meglio?
(by endorsum)

SCORTESIE

«Vecchia io?»
Chiese puntando la Beretta.
(by endorsum)

LUOGHI COMUNI

Voi uomini siete tutti uguali: mangiate.
(by endorsum)

PROTESTA

non riesco a dormire
Porca puttana
(by poetella)

EMPATIE

Ti spezzo un lombrico
nell’occhio!
(by silviatico)

UN BUONGIORNO DEL CAZZO

Devo essere al lavoro alle 6.
(by unallegropessimista)

CONDIZIONE CONIUGALE

Dammi tre parole: sei imbranata amore.
(by Adriano)

CAFFÈ

Quant’è? Un euro e venti!?
(by Alessandro Gianesini)

CINEMATOPEICA

I’m too old for this Shit!
(by romolo giacani)

OSSIMORO

Solo sei parole? Non ci riesco.
(by Raffa)

SUSPANCE

Potrei raccontarti i miei segreti, ma…
(by Centoquarantadue)

CINEMATOPEICA 2

Stupido è chi lo stupido fa.
(by romolo giacani)

DEMOCRAZIA

Dimmi pure: tanto ho ragione io.
(by silvia)

PANDEMIA

ma vaffanc___!
(by titti onweb)

STORIA TRAGICA DOMENICALE

Svegliomi. Sbadiglio. Ed è subito lunedì.
(by EmoticonBlu)

FUORITEMPO

Sono troppo vecchio per morire giovane.
(by Bertow)

PARADOSSO ARITMETICO

Uno, due, tre, quattro e cinque.
(by Bertow)

DECONSTRUCTION

Like a Monkey on a Tree
(by LunaReport)

VALERIA ROSSI

Valeria Rossi: “Tre Parole” sono troppe
(by Kikkakonekka)


Ok, le mie le ho scritte ascoltando questa musica…

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La perpetua – la colonna sonora

I VIDEO MUSICALI SONO STATI UNA PARTE INTEGRANTE DELLA STORIA. LI RACCOLGO QUI, SE QUALCUNO VUOLE GODERSELI SENZA GIRONZOLARE TROPPO PER IL BLOG. BUONA VISIONE E BUON ASCOLTO.

(PER CHI VOLESSE FARSI UN’IMMERSIONE NELLO SCOPPIETTANTE MONDO DELLA PERPETUA, QUI È DOVE TUTTO È NATO.)

Nick Cause – Belladonna of Sadness
Depeche Mode –Heaven
LUCIANO PAVAROTTI – Pagliacci
Brunori Sas – Il mondo si divide
Melga – Dicono che sono pazzo
BRUNO MARS – Grenade
Canzoniere Grecanico Salentino – Taranta
BellyActing “O’ Sarracino” –Rivali in Amore
Daniele Vit – Non ti credo più
MIMOSA – Terza Guerra
AC/DC – Hells Bells
Annibale – Liberami
Sara Lyn performs Tribal Fusion Belly Dance in FISSION
ABBA – Cassandra
BARBARA HANNINGAN & GSO – MYSTERIES OF THE MACABRE

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Chi l’ha scritto? -SPECIALE-

(opera di Adriano)

IMPORTANTISSIMA INDAGINE!!!

La nostra REDAZIONE si è fatta carico di indagare nel delicatissimo ambiente degli scritti senza paternità/maternità. Il caso è stato individuato dal nostro reporter Adriano (sempre sul pezzo!).
Raccogliamo e rilanciamo l’appello di questo scritto:

PAPÀ (MAMMA),TORNA A CASA E RICONOSCIMI!!!

Chiunque avesse notizie dell’autore/autrice scriva o telefoni in Redazione!
Il tempo è un fattore importante, il padre/madre del pezzo potrebbe essere in una condizione di amnesia!
Vi riproduciamo il testo nella speranza che qualcuno possa riconoscere piccoli tic linguistici utili a trovare paparino/mammina!

(Only per chi conosc l’inglisc)

One mattin her mamma dissed:

– “Dear Cappuccett, take this cest to the nonn, but attention to the lup that is very ma very kattiv! And torn prest! Good luck! And in bocc at the lup!

Cappuccett didn’t capish very well this ultim thing but went away, da sol, with the cest.

Cammining cammining, in the cuor of the forest, at acert punt she incontered the lup, who dissed:

– “Hi! Piccula piezz’e girl! ‘Ndove do you go?
– “To the nonn with this little cest, which is little but it is full of sacc of chocolate and biscots and panettons and more and mirtills“, she dissed.

– “Ah, mannagg ‘a Maruschella” (maybe an expression com: what a cul that had) dissed the lup, with a fium of saliv out of the bocc.

And so the lup dissed:

– “Beh, now I dev andar because the telephonin is squilling, sorry.

And the lup went away, but not very away, but to the nonn’s House.

Cappuccett Red, who was very ma very lent, lent un casin, continued for her sentier in the forest.

The lup arrived at the house, suoned the campanel, entered, and after saluting the nonn, magned her in a boccon.

Then, after sputing the dentier, he indossed the ridicol night berret and fikked himself in the let.

When Cappuccett Red came to the fint nonn’s house, suoned and entered.

But when the little and stupid girl saw the nonn (non was the nonn, but the lup, ricord?) dissed:

– “But nonn, why do you stay in let?

And the nonn-lup: “Oh, I’ve stort my cavigl doing aerobics!

– “Oh, poor nonn!“, said Cappuccett (she was more than stupid, I think, wasn’t she?), then she dissed:

– “But… what big okks you have!! Do you bisogn some collir?
– “Oh, no! It’s for see you better, my dear (stupid) little girl“, dissed the nonn-lup.

Then cappuccett, who was more dur than a block of marm: “But what big oreks you have! Do you have the Orekkions?

And the nonn-lup: “Oh, no! It is to ascolt you better“.

And Cappuccett (that I think was now really rincoglionited) said:

– “But what big dents you have!

And the lup, at this point dissed:

– “It is to magn you better!

And magned really tutt quant the poor little girl.

But (ta dah!) out of the house a simpatic, curious and innocent cacciator of frod sented all and dissed:

– “Accident! A lup! Its pellicc vals a sac of solds“.

And so, spinted only for the compassion for the little girl, butted a terr many kils of volps, fringuells and conigls that he had ammazzed till that moment, imbracced the fucil, entered in the stanz and killed the lup.

Then squarced his panz (being attent not to rovin the pellicc) and tired fora the nonn (still viv) and Cappuccett (still rincoglionited).

And so, at the end, the cacciator of frod vended the pellicc and guadagned honestly a sacc of solds. The nonn magned tutt the leccornies that were in the cest.

And so, everybody lived felix and content (maybe not the lup!)

MARCO GRAZIOSI – Dove hai messo Cappuccetto Rosso
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Si parte!

In attesa dei prossimi articoli lascio un nuovo viaggio. Ho già provveduto a pagare il viatico… si parte!

Tangerine dream – Love On A Real Train
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La perpetua – 16

(immagine da qui)
puntata precedente

Il Gran Finale

La perpetua è soddisfatta.

Si aggira per le stanze vaticane, potente.
Vuole il conclave, subito.
Non le è difficile convincere, minacciare, soffocare gli oppositori e si autoelegge, quindi: Papessa.

Il sogno antico. La rivalsa. L’arrivo.
La Chiesa si trasforma e ha un capo donna. Perpetuo.

Perpetuo? Perpetuo?? Perpetuo???

Il genere maschile batte nello sprint finale in un testa a testa mozzafiato il genere femminile!
Com’è stato possibile?
Il gioco linguistico si è mangiato la mantide mangiatrice di lingue.
La perpetua è sbalzata all’inferno disperata e piagnucolante. Nemmeno il diavolo riesce a consolarla, non dopo aver perduto dettando lei le regole del gioco.

Se la dovrà sopportare così. Perpetuamente.

Fine.

BARBARA HANNINGAN & GSO – MYSTERIES OF THE MACABRE
Libretto
Soprano
Psst! Pspsst! Pspspsst!

Chorus
Pspspsst!

Soprano
Shsht!
Co! Coco!

Chorus
Co!

Soprano
Cocococo! Cococo! Cocoding zero! Oh!

Chorus
Aha!

Soprano
Cococoding Zero Zero: highest security-grade!

Chorus
Aha!

Soprano
Zero, Zero! Birds on the wing!

Chorus
Chchchchch!

Soprano
Doubleyousee!
Snakes in the grass!
Rabble, rabble, rabble! Riot, riot!

Chorus
Tootootootootoo!

Soprano
Unlawful assemblies!

Chorus
Chashashashasha!

Soprano
Communal insurrection! Mutinous masses!

Chorus
Chacheechochoocha!

Soprano
Turbulence! Panic! Panic! Paaaaaapaapapapanic!
Groundless! Groundless! Phobia!
Wide of the mark! Right off the track!
Hypopo-Hypopooooooopoooooooopopopopopata-
Hypopochondriria!
Rrsh!

Chorus
What did you say?

Soprano
Rrsh!
March! Marcht! March target! Direction! -rection!
Direction! Prince! Your Palace!
March target royal palace! Palace!
Password: Gogogogolash! / Gogolash!
Demonstrations, ha! Protest actions, ha!
Provocation, ha!
Pst! Pst! Much discretion! Observation!
Take precautions! That’s all!

Pst! Pst! Not a squeak!
Confidential!
One more thing: Bear in mind:
Silence is golden!

One
What is it now?

Soprano
Secret cypher! Code name: Loch Ness Monster!
Comet in sight! Red Glow! Burns bright!
Pst! Sit tight! No fright!
Yes!
No! No!
Yes! No! No! Yes! Yes! No! Beyond all doubt!
Satellite! Asteroid! Planetoid!
Coming fast! Hostile! Perfidious!
Menacing! Momentous!
Fatal!

Stern measures! Stern measures!
Stern measures! Stern measures!

Kukuriku! Kikiriki! He’s coming!
Coming! …
Kekerike! Kokoroko! Kukuriku! Kakarika!
Makarikaka! Makabrikaka! Makabrika!
Kabrikama! Brikamaka! Kamakabri!
Makabri! Makrabi! Makrabey! Makrabey! …
Coming! … Look there! There! There! There!
He’s getting in! … He’s in!
Where’s the guard? … The guard! …
Call the guard! … Call the guar’ …
Call ‘e gua’! … Call guard-a! Da! …
A-da! … Da!! …

Da Da Da Da Psst Da.

Text by Michael Meschke / György Ligeti
English version by Geoffrey Skelton


Misteri del Macabro

Libretto
Soprano

Psst! Pspsst! Pspspsst!


Coro

Pspspsst!


Soprano

Shsht!

Co! Coco!


Coro

Co!


Soprano

Cocococo! Cococo! Cocoding zero! Oh!


Coro

Aha!


Soprano

Cococoding Zero Zero: il più alto grado di sicurezza!


Coro

Aha!


Soprano

Zero, Zero! Uccelli in volo!


Coro

Chchchchch!


Soprano

Vedi doppio!

Serrpenti nell’erba!

Rabbia, marmaglia, marmaglia! Rivolta, rivolta!


Coro

Tootootootootoo!


Soprano

Assemblee illegali!


Coro

Chashashashasha!


Soprano

insurrezione comunale! Masse ammutinate!


Coro

Chacheechochoocha!


Soprano

Turbulence! Panico! Panico! Paaaaaapaapapapanic!

Infondato! Infondato! Fobia!

Largo del segno! Fuori pista!

Hypopo-Hypopooooooopoooooooopopopopopata-

Ipopocondriria!

Rrsh!


Coro

Cosa hai detto?


Soprano

Rrsh!

Marzo! Marcht! Obiettivo di marzo! Direzione! -rezione!

Direzione! Principe! Il tuo palazzo!

Marzo bersaglio palazzo reale! Palazzo!

Password: Gogogogolash! / Gogolash!

Dimostrazioni, ah! Azioni di protesta, ah!

Provocazione, ah!

Pst! Pst! Molta discrezione! Osservazione!

Prendere precauzioni! È tutto!


Pst! Pst! Non uno squittio!

Riservato!

Un’altra cosa: tenete a mente: il

silenzio è d’oro!


Uno

Cosa c’è adesso?


Soprano

Secret cypher! Nome in codice: mostro di Loch Ness!

Cometa in vista! Red Glow! Brucia luminosa!

Pst! Attendi! Niente paura!

Sì!

No! No!

Sì! No! No! Sì! Sì! No! Senza dubbio!

Satellitare! Asteroide! Planetoide!

Venendo veloce! Ostile! Perfido!

Minaccioso! Momentous!

Fatale!


Misure di poppa! Misure di poppa!

Misure di poppa! Misure di poppa!


Kukuriku! Kikiriki! Lui sta arrivando!

In arrivo! …

Kekerike! Kokoroko! Kukuriku! Kakarika!

Makarikaka! Makabrikaka! Makabrika!

Kabrikama! Brikamaka! Kamakabri!

Makabri! Makrabi! Makrabey! Makrabey! … In

arrivo! … Guarda qui! Là! Là! Là!

Sta entrando! … È dentro!

Dov’è la guardia? … La guardia! …

Chiama la guardia! … Chiama il guar ‘…

Chiama “e gua”!
… Chiama la guardia-a!
Da!


A-da!
… Da !!



Da Da Da Da Psst Da.

Testo di Michael Meschke / György Ligeti

Versione inglese di Geoffrey Skelton

(traduzione google)

 

 

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La perpetua – 15

(immagine da qui)
puntata precedente

Gatto contro cane

Da quella partita, però, la guerra si scatena. Dove prima regnava una costretta collaborazione, ora spadroneggia un insanabile conflitto.

Il fenomeno si dimostra presto di grossa portata.
Come cellule impazzite tutti gli ordini minori pretendono ciò a cui non avevano mai potuto ambire. Anche le suore si ribellano e indicono l’autonomia decisionale e finanziaria.
Le porte dei monasteri si chiudono, dentro ci si attrezza per la resistenza, i beni economici sono sottratti allo IOR e nascosti tra costole di santi e zucchine; per essere espugnati ci vorrà una macchina da guerra, non certo una mediazione diplomatica.

Nelle alte sfere si prendono decisioni a colpi d’encicliche e la preoccupazione più grande è che gli obbedienti e operosi possano decidere di assalire il Vaticano.
Con miopia strategica si proibisce di parlare il latino al di fuori della cerchia oligarchica al potere.
La lingua, proprio la lingua negata, fa rinvigorire le mille lingue e le mille anime della Chiesa. È il caos.

continua…

MIMOSA – Terza Guerra
Mi sembra d’impazzire
andare in giro per Milano
e vedere tutte quelle ragazze
in bilico sui loro plateu oh oh
mi sembra d’impazzire
hanno chiuso un gran teatro
per farci un bel supermercato
dove vendono pregiati paté
mi sembra d’impazzire
mi hanno rubato il tempo
ad aspettare in fila
per fare il documento
mi sembra d’impazzire
tu mi hai lasciata sola
in mezzo ai grattacieli
che coprono i tramonti
sono la figlia del lontano futuro
sono zingara come una gatta
sono la figlia degli anni novanta
in preda a una crisi economica erotica
io sono la terza guerra mondiale
sono la terza guerra mondiale
sono la terza guerra mondiale
sono la terza guerra mondiale
sono allergica a mia madre
vorrei conoscere mio padre
il giorno del suo funerale
e dirgli è banale il tuo male
mi sembra d’impazzire
con tutta questa gente a cena
pesce crudo per dimagrire
estinzione all you can eat
perché sono stanca
perché ho finito i soldi
perché giro a vuoto
per riempire il vuoto
mi sembra d’impazzire
tu mi hai lasciata sola
in mezzo hai grattacieli
che coprono i tramonti
sono la figlia del lontano futuro
sono zingara come una gatta
sono la figlia degli anni novanta
in preda a una crisi economica erotica
io sono la terza guerra mondiale
sono la terza guerra mondiale
sono la terza guerra mondiale
sono la terza guerra mondiale.

 

 

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La perpetua – 14

Philip Mulryne, dalla divisa del Manchester United al tradizionale abito bianco e nero dei frati domenicani (immagine da qui)
puntata precedente

L’importanza dello sport.

Tornato dalle ferie teso e arrabbiato come quando era partito, il figlio scopre d’esser stato spostato ad altro incarico, d’essere ufficialmente sotto osservazione e di essere circondato da un nuovo clima di paternalistica accondiscendenza.
Incassa il risultato e smette di fantasticare ad alta voce di apocalisse clericale. Il nuovo impiego è squalificante, umiliante persino, ma mai quanto il rientro in canonica.
Dal delicato macramè, intessuto per ricongiungere bordi slabbrati di relazioni a rischio, alla raccolta di sponsor per gli eventi sportivi interni, ciò è quanto gli hanno cucito addosso, tanto per dimostrare a lui e a tutti come l’attività fisica assicuri equilibrio mentale e disciplina spirituale. Il pacchetto ha incluso anche costante pratica di nuoto e calcetto.

Passano i mesi. Sta circuendo, in una bell’ufficio dall’arredo tecnologico, l’amministratore delegato di una nota azienda svizzera.
I due cellulari iniziano a vibrargli in entrambe le tasche, riponde all’unisono con le mani a pressare le orecchie, in quella posa casuale che tanto bene raffigura la disperazione dell’incredulo. Concitata e brutale la notizia lo assale: mega rissa durante la partita domenicani contro gesuiti: sette morti e quindici feriti.
Ecco l’urlo.
L’AVEVO DETTO! IO L’AVEVO DETTO! IO-L’AVEVO-DETTOOOOOOO!!!!!
Urlo che prosegue per tre giorni.
Poi lo sedano.
Nessuno collega i fatti alle sue precedenti asserzioni, l’urlar per giorni semplicemente struttura in tutti la certezza di una mente fragile di fronte alle pressioni e al dolore.

continua…

Melga – Dicono che sono pazzo
Sento l’aria che mi manca
dicono che sono pazzo
faccio delle cose strane
non ho nemmeno la televisione
preferisco passare il tempo
un po’ dentro di me
che mi capisco a malapena
che sento anche il respiro di un cane,
e faccio a botte con le croci
con i santi, con i rumori
e scrivo una canzone
per te
Un po’ più con te
che lo sai
che questo mondo di maghi e stronzi
non ti ascolta mai
non ti aspetta mai
e mi chiamano pazzo
Non voglio dilungarmi
è una storia complicata
di catene nella testa
di ricordi al caffè
di mia madre e mio padre
loro sanno che c’è
qualcosa dentro me
di reale di profondo
una sorta di ribelle
in lotta con il mondo
ma non con te
Un po’ più con te
che lo sai
che questo mondo di maghi e stronzi
non ti ascolta mai
non ti aspetta mai
non ti crede mai
Un po’ più con te
che lo sai
che questo mondo di maghi e stronzi
non ti ascolta mai
non ti aspetta mai
e mi chiamano pazzo.
(Written and composed by Melga)

 

 

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La perpetua – 13

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Aiace d’Oileo porta via Cassandra, opera dell’artista Solomon Joseph Solomon, 1886. (da qui)
puntata precedente

Cassandra

Il figlio pensa a una menzogna.
Ma ingranato è il dubbio. In moto il timore di perdere l’avuto.
Inizia così a scandagliare le future occasioni d’incontro fra i due ordini. Di recente ha notato un aumento d’acredine: amministrabile, conclude.
Più il tempo trascorre e più si convince della possibile veridicità della rivelazione. Sì. Individua alcuni appuntamenti delicati e si mette in azione per ridefinirne i programmi.
L’attività pare curiosa a chi l’osserva e gli si chiede ragione in un’occasione conviviale. Dopo un primo tentennamento, risponde con l’elenco dei probabili rischi. Gli interlocutori lo studiano un attimo e gli rispondono con grasse risate. Non creduto, aumenta la dose e snocciola l’eventualità di morti e feriti. Gli interlocutori gli rispondono con grasse risate. Battendo il pugno sul tavolo e disinteressandosi del bicchiere rovesciato ribatte enumerando i lavori di pregio fino ad allora svolti, una professionalità indiscutibile, ma gli contestano che con una così eccessiva preoccupazione è tempo che si prenda una vacanza. Prosit.
Non demorde, nei giorni successivi, convinto della bontà dell’ipotesi, scavalca alcune gerarchie intermedie e ripropone le stesse preoccupazioni più in alto. Non gli ridono in faccia, ma il consiglio di una piccola vacanza permane.
Vistosi nell’impossibilità di impedire gli eventi, decide di parlare con alcuni rappresentanti dei domenicani e dei gesuiti. Ovviamente la prospettiva di uno scontro frontale di tale portata è negata da tutti. Nel frattempo i diretti superiori iniziano a sospettare un suo smodato protagonismo.

Ha assistito a ogni riunione in calendario, si è sbracciato nelle assemblee per calmare gli animi, placati più che altro dallo stupore indotto in chi lo guardava. È stato ritenuto eccessivo, chissà, forse un po’ sotto pressione, stanco, perfin malato. Queste ultime considerazioni hanno accompagnato il suo nome nei recenti sei mesi e, finalmente, ecco l’ordine non derogabile: vacanza.

Maledicendo mamma, se ne va per un paio di settimane.

continua…

Abba – Cassandra
Giù in strada cantano e gridano tutti
Down in the street they’re all singing and shouting
Rimanere in vita anche se la città è morta
Staying alive though the city is dead
Nascondendo la loro vergogna dietro una risata vuota
Hiding their shame behind hollow laughter
Mentre piangi da solo sul tuo letto
While you are crying alone on your bed
Peccato Cassandra che nessuno ti abbia creduto
Pity Cassandra that no one believed you
Ma poi di nuovo ti sei perso dall’inizio
But then again you were lost from the start
Ora dobbiamo soffrire e vendere i nostri segreti
Now we must suffer and sell our secrets
Affare, giocando in modo intelligente, dolorante nei nostri cuori
Bargain, playing smart, aching in our hearts
Scusa Cassandra, ho capito male
Sorry Cassandra I misunderstood
Adesso sta sorgendo l’ultimo giorno
Now the last day is dawning
Alcuni di noi volevano ma nessuno di noi lo avrebbe fatto
Some of us wanted but none of us would
Ascolta le parole di avvertimento
Listen to words of warning
Ma nelle notti più buie
But on the darkest of nights
Nessuno sapeva come combattere
Nobody knew how to fight
E siamo stati presi nel nostro sonno
And we were caught in our sleep
Scusa Cassandra non ci credevo
Sorry Cassandra I didn’t believe
Hai davvero avuto il potere
You really had the power
L’ho visto solo come sogni che avresti intrecciato
I only saw it as dreams you would weave
Fino all’ultima ora
Until the final hour
Quindi la mattina la tua nave salperà
So in the morning your ship will be sailing
Ora che tuo padre e tua sorella se ne sono andati
Now that your father and sister are gone
Non hai motivo di indugiare
There is no reason for you to linger
Stai soffrendo profondamente ma stai ancora andando avanti
You’re grieving deeply but still moving on
Sai che il futuro getta un’ombra
You know the future is casting a shadow
Nessun altro lo vede ma tu conosci il tuo destino
No one else sees it but you know your fate
Fare le valigie, essere lento e accurato
Packing your bags, being slow and thorough
Sapendo, anche se sei in ritardo, quella nave aspetterà sicuramente
Knowing, though you’re late, that ship is sure to wait
Scusa Cassandra, ho capito male
Sorry Cassandra I misunderstood
Adesso sta sorgendo l’ultimo giorno
Now the last day is dawning
Alcuni di noi volevano ma nessuno di noi lo avrebbe fatto
Some of us wanted but none of us would
Ascolta le parole di avvertimento
Listen to words of warning
Ma nelle notti più buie
But on the darkest of nights
Nessuno sapeva come combattere
Nobody knew how to fight
E siamo stati presi nel nostro sonno
And we were caught in our sleep
Scusa Cassandra non ci credevo
Sorry Cassandra I didn’t believe
Hai davvero avuto il potere
You really had the power
L’ho visto solo come sogni che avresti intrecciato
I only saw it as dreams you would weave
Fino all’ultima ora
Until the final hour
Ho visto la nave lasciare il porto all’alba
I watched the ship leaving harbor at sunrise
Vele quasi allentate nella fresca pioggia mattutina
Sails almost slack in the cool morning rain
Era in piedi sul ponte, solo una piccola figura
She stood on deck, just a tiny figure
Rigidi e controllati, occhi azzurri pieni di dolore
Rigid and restrained, blue eyes filled with pain
Scusa Cassandra, ho capito male
Sorry Cassandra I misunderstood
Adesso sta sorgendo l’ultimo giorno
Now the last day is dawning
Alcuni di noi volevano ma nessuno di noi lo avrebbe fatto
Some of us wanted but none of us would
Ascolta le parole di avvertimento
Listen to words of warning
Ma nelle notti più buie
But on the darkest of nights
Nessuno sapeva come combattere
Nobody knew how to fight
E siamo stati presi nel nostro sonno
And we were caught in our sleep
Scusa Cassandra non ci credevo
Sorry Cassandra I didn’t believe
Hai davvero avuto il potere
You really had the power
L’ho visto solo come sogni che avresti intrecciato
I only saw it as dreams you would weave
Fino all’ultima ora
Until the final hour
Mi dispiace Cassandra
I’m sorry Cassandra
Mi dispiace Cassandra
I’m sorry Cassandra
Mi dispiace Cassandra
I’m sorry Cassandra
Mi dispiace Cassandra
I’m sorry Cassandra
(Fonte: Musixmatch)

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La perpetua – 12

puntata precedente

La prima vera rivelazione

Le relazioni tra gli ordini sono sempre un po’ tese, ma accettabili. La diversificazione dei compiti, attuata per secoli dalla Chiesa, ne garantisce prosperità e continuazione.

Il figlio ha fatto altra strada, è ormai a capo di un gruppo che cura le comunicazioni tra i molteplici ordini, tra i paesi, tra i metodi, tra le frustrazioni. Tuttavia non ha accesso ad una serie di informazioni delicate, gli è consentito sapere solo quanto basta. L’impegno di mediazione tra le parti è sempre un po’ monco, in mancanza dei retroscena fondamentali. Non importa.

Mamma si fa viva, è il momento giusto.
Non lo lascia parlare, gli annuncia la prima sciagura, una sciagura che, verificandosi, gli costerà la retrocessione fino al ritorno in canonica.
Ci sarà un feroce scontro tra domenicani e gesuiti: sette morti e quindici feriti.

Crederle? Non crederle?

continua

Daniele Vit – Non ti credo più
Non ti credo più
e va bene così
ho provato a ritornare
ma il fango addosso ancore ce l’ho
Non ti credo più
e forse è meglio così
se il destino vuole questo
non vuole un compromesso
ma sei..quello che io vorrei Rit:
Non ti credo più
corri lontana da me
ho provato a non pensare
a raffreddare il fuoco che è in me
non ti credo più
e non resisto così
ma quel vento del mattino
mi porta il tuo profumo
perchè
non ti credo più
forse ho sbagliato così
se ti perdo ci sto male
si soffre per amore
sei tu
ora non ci sei più
Rit:
Non ti credo più
corri lontana da me
ho provato a non pensare
a raffreddare il fuoco che è in me
non ti credo più
e soffrirò senza te
ma non riesco a non pensare
non riesco a non odiarti
non riesco e tu non mi fermerai
e soltanto un errore pensariti per me
è soltanto un errore pensarmi per te
solo un attimo e sarai lontata
ma ora no
Rit:
Non ti credo più
corri lontana da me
ho provato a non pensare
a raffreddare il fuoco che è in me
non ti credo più
e soffrirò senza te
ma non riesco a non pensare
non riesco a non odiarti
non riesco e tu non mi fermerai
non ti credo più…
(fonte Wikitesti)

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La perpetua – 11

puntata precedente

Il disegno

Far litigare, dividere, frazionare.

Sta pensando a uno scisma.

Rafforzare le ambizioni di ordini minori, minare il potere di quelli al comando, mescolare le carte in tavola facendo scontrare più settori su una stessa gestione, aizzare le suore, rendere la lingua comune accessibile a pochi, babelizzare. Un disegno mastodontico. Bellissimo.

continua…

Il mondo si divide · Brunori Sas
Il mondo si divide fra chi pensa che i violenti
Debbano essere trattati con violenza
E chi pensa che con la violenza invece non si ottenga
Nient’altro che violenza
Ci sono certi giorni in cui penso che sia giusto fare bene
A prescindere dal male che mi torna
E ci sono i giorni in cui vorrei strozzare
Anche mia mamma
Ma c’è un universo solo
Che unisce il cielo e il mare
E stanotte io voglio solo respirare
Con l’acqua fino al collo
E gli occhi dritti al cielo
Io stanotte voglio stare un po’ leggero
Il mondo si divide fra chi pensa che i falliti
Debbano essere trattati come tali
E chi pensa che rialzarsi bene dopo una caduta
Sia il meglio della vita
Ci sono certi giorni in cui vorrei alzare anch’io
La Coppa Dei Campioni
E poi ci sono i giorni in cui mi sento veramente
il peggiore dei coglioni
Ma c’è un universo solo
Che unisce il cielo e il mare
E stanotte io voglio solo respirare
Con l’acqua fino al collo
E gli occhi dritti al cielo
Io stanotte voglio stare un po’ leggero
Con l’acqua fino al collo
E gli occhi dritti al cielo
Io stanotte voglio starmene sereno
Superficiale a volte non è male
Anzi spesso è così bello
Ridere del mio cervello
C’è un universo solo
Che unisce il cielo e il mare
E io stanotte voglio solo respirare
Dividere le cose
È un gioco della mente
Il mondo si divide inutilmente
Il mondo si divide inutilmente

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La perpetua – 9

(immagine da qui)
puntata precedente

L’antagonista

– Non un uomo da sedurre, ma una donna dovevano ingaggiare. L’ho detto più di una volta, adesso l’hanno capita.

– Ingaggiare una donna per cosa?

– Per eliminarti, batterti, umiliarti.

– Saresti tu quella donna?

– Sì, togli il condizionale deliziosa sorella, sono io la donna che farà ciò che ti ho appena detto.

La perpetua guarda indifferente la suora anziana. Quest’ultima alza il mento, gonfia il petto e allarga le spalle, ha un’aria familiare. Ma certo: è lei! L’anatra germana all’arancia! La moderna dea dei penati, la custode del sacro spirito del focolare, il volto più noto della cucina sana santa e genuina.

– Hanno sguinzagliato le suffragette vedo e ti trovo particolarmente in salute, parlar di cibo fa ingrassare come il profumo che emana?

– Ridicola donnetta piena di tentazioni e perdizioni, tu non sai, tu davvero non sai niente degli uomini, io so di loro, io preparo per loro i piatti migliori, io, seppur votata, so cosa vogliono. Una come te la desiderano per dieci minuti, una come me la vogliono per sempre, ma non mi avranno mai, è questa la mia forza e con questa ti annienterò, razza di meretrice senza spina dorsale!

Le ricordava davvero un’anatra starnazzante. Quello divenne.

Non si sfida la perpetua.

continua…

BellyActing “O’ Sarracino” – ( Part 4 ) Rivali in Amore – Canzone: Margarita – Da un’idea di Sheeva e Katiuscia Galeassi, qui.

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La perpetua – 8

(immagine da qui)
puntata precedente

La parente

Una parente in visita. La perpetua si aggira tra le stanze cercando il parente da visitare. Trova Don Piero. Visita così Don Piero.

Non che lui sia un parente, ma la donna è talmente credibile, talmente allegra e gioviale, che l’omino finisce per crederle. Lo circonda di aneddoti esilaranti e lirici, la sua spensieratezza è contagiosa e l’esorcista non riconosce in lei la causa dei malefici. Inizia a pensare al suo lavoro con sereno distacco, la leggerezza lo seduce e dimentica perché lui sia lì. È così piacevole questa compagnia inaspettata che sarebbe un peccato mortale privarsene subito.

L’esorcista sorride e sorride, ride e ride, è allegro e allegro. Saltella lungo i corridoi, inventa faccette buffe, si riempie di smorfiette per accompagnare i racconti della perpetua, strizza l’occhio, ammicca, s’improvvisa pagliaccio, gonfia le gote, si manipola il naso, sfarfalla le orecchie. Farebbe qualunque cosa affinché quegli istanti diventassero eterni.

La sua richiesta è accolta. Da smorfie e faccine non si libererà mai più.

Con una tale presentazione anche la lugubre attendibilità professionale è minata, può solo ambire al ruolo di animatore in oratorio. La signora si ritiene soddisfatta.

continua…

LUCIANO PAVAROTTIPagliacci: Atto I. “Recitar! Mentre preso dal delirio” (Canio) – Testo di Ruggero Leoncavallo

Recitar! Mentre preso dal delirio,
non so più quel che dico e quel che faccio!
Eppur è d’uopo… sforzati!
Bah! sei tu forse un uom?
Tu se’ Pagliaccio!

Vesti la giubba e la faccia infarina.
La gente paga, e rider vuole qua.
E se Arlecchin t’invola Colombina,
ridi, Pagliaccio… e ognun applaudirà!
Tramuta in lazzi lo spasmo ed il pianto;
in una smorfia il singhiozzo e ‘l dolor…
Ridi, Pagliaccio, sul tuo amore infranto!
Ridi del duol che t’avvelena il cor!

Compositori: Ruggero Leoncavallo
Testo di Pagliacci: Atto I. “Recitar! Mentre preso dal delirio” (Canio) © Chappell Recorded Music Library, Palace Music Co. Ltd., Naxos Ltd., Tcf Music Publishing Inc, Sesame Street Inc., Australian Music Examinations Board Ltd