Categorie
racconti racconti brevi

La Berceuse

La Berceuse – 1889 – olio su tela (92×73 cm) di Vincent van Gogh. Museo Kröller-Müller, Otterlo. (immagine da qui)

Le falangi, cazzo!
pensa mentre si passa la lingua sui denti.

Come si fa a commettere errori sempre così marchiani?
pensa mentre approfondisce la conta dei denti.

Che uno dice: “ma con tutti i quadri che hai dipinto, non hai ancora capito come farle queste cazzo di falangi?”
pensa mentre il sapore ferroso raggiunge le papille.

E fai delle prove! Ti metti lì di buona lena e provi finché non diventi capace; incapace!
pensa mentre urge interrompere il viaggio del dente verso una delle due cavità: esofago o trachea.

Non riesco a guardare l’insieme con quelle cazzo di falangi male arrangiate. Mi dà fastidio. Mi dà un fastidio pazzesco, un fastidio estetico che brucia. Bruciaaaaa!
pensa e sputa quel che c’è in bocca di troppo.

Lo sguardo sempre fisso al quadro. L’intorno non gli interessa, è un di cui.

Falangi. (Falangi.) Falangi, falangi-falangi: FALANGI! Se fossi stato il compratore ti avrei costretto a cambiarle! Tutti hanno corretto le mani, anche i più grandi. Certo le mani non vengono bene a tutt…
Un calcio ai testicoli gli interrompe il pensiero. Lo sguardo è finalmente cieco. Il silenzio, totale. Il male inghiotte tutto.

«Grazie.» sussurra senza fiato alla donna in piedi, che ancora trema di rabbia. Tradita, solo per ammutolire un’ossessione estetica.


Il ritratto di Augustine Roulin rappresenta una donna reale e insieme un ideale, un simbolo. Con lo sguardo umile, le mani che stringono il cordone con cui dondolava la culla, (berceuse significa appunto, in francese, “colei che culla”). Lei è un mito femminile, quello della moglie e madre, capace di consolare e di placare l’animo.

https://it.wikipedia.org/wiki/La_Berceuse