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Supplica col senno di poi

Io credo che ai piccoli si debba insegnare a esprimere il proprio malessere. Anche a costo di sentire queste parole rivolte a noi.

Dal blog Il Buio Dentro


Supplica col senno di poi.

Non mi toccare, non farmi del male, ti prego, le tue mani sono ferri roventi che mi bruciano l’anima. Mi fai desiderare, ogni secondo, di essere morto. Non mi trattare come un oggetto o un tuo giocattolo. Ti prego, non mi guardare negli occhi, sono già perduto nelle tenebre. Non dirmi che è normale. Non dirmi che tutti lo fanno. Non togliermi i vestiti. Lasciami scappare.
Ora so, ma non ho mai accettato le azioni che tu hai scelto di infliggermi.

Lasciami andare, la tua prigione continua a farmi stare male.