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EX – I conti tornano (10)

(immagine da qui)

– Eccola!
– Eccolo!
– Mi sei mancata.
– Tu per niente.
– Ah ah ah! Caustica!
– Ogni tanto.
– Ma proprio con me? Che ti ho fatto di male?
– Ho l’elenco.
– Qui?
– Certo!
– Anch’io!
– Davvero?
– Sicuro!
– Ok, quanti punti hai segnato?
– 10, come al solito. Tu?
– 95.
– Minchia! Ma davvero?
– Guarda! Non scherzo.
– Ma, no, dai, non è possibile, sono troppi.
– L’idea è stata tua, vorrei ricordare.
– Sì, mi picciono queste cose, le liste, sono un fanatico delle liste.
– Lo so bene, è il punto numero 29!
– Ma dai, cosa ti hanno mai fatto le mie liste, a parte, lo ammetto, buttarti addosso un po’ di ansia?
– Un po’ di ansia? Ti fossi limitato a compilarle per te non sarebbero state un problema.
– Ma sì, lo sai, mi piace programmare, avere tutti sotto controllo.
– Sì, è il punto 7.
– Hai proprio messo tutto?
– Basta preliminari: scambiamocele.
– Noooooo! Non la voglio leggere!
– C’è! È la numero 12!


Vignetta di Roberto Mangosi (da qui)

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EX – Non volendo (9)

(immagine da qui)

Dialogo precedente


– Oh! Buonasera Signorina!
– Ciao.
– Ti trovo bene!
– Sì, anche tu stai bene.
– Già… sai, non volevo venire.
– Potevi dirmelo prima.
– Già, ma poi ho cambiato idea.
– Ecco.
– Ho cambiato idea perché voglio comunicarti alcuni fatti.
– Ah. Ok, ci sta.
– Già!
– Sento aria da “chiusura dei conti”.
– Senti bene.
– Mi sembra giusto.
– È giusto.
– Sai che potrei dire la mia, naturalmente.
– Preferirei di no, ma è giusto anche questo.
– Ok, sono qui, parla.
– Sai che mia madre ti odia?
– Sì, dal primo giorno, non è una novità.
– Vero.
– Poi?
– Sai che mia sorella ti odia?
– Sì, da quando le ho detto di mettersi con uno psichiatra.
– L’ha fatto.
– Ah…
– Sì, tra loro è finita male e dà la colpa a te.
– E cosa c’entro io? Me n’ero già andata!
– Glielo avevi detto tu, per lei è colpa tua.
– Ah ah ah, sì, tipico.
– Sai che ti odio?
– Sì, da sempre, non me l’hai mai nascosto. Dopo un po’ la cosa diventa pesante, sai com’è.
– Sì, comprensibile.
– Direi che abbiamo fatto 30. Facciamo 31?
– No, lui no… mio padre non ti odia. Nemmeno volendo. Neanche non volendo.


Particolare de I Nottambuli, di Edward Hopper. 1942. Art Institute of Chicago( da qui)

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EX – Esche (7)

(da qui)

Dialogo precedente


– E così poi ti sei messa con lui.
– Sì.
– E?
– Etciù! Allergia alle domande del cazzo.
– Ah ah, spiritosa.
– Sì, sono spiritosa.
– Non ho il senso dell’umorismo, ma non è mai stato un problema, no?
– Io vado di qui. Ciao.
– Ferma. (Fermati).
– Distanza.
– Ok, scusa… aspetta, ancora un minuto.
– Ho riscoperto la fretta.
– Devo dirtelo: mi hai creato un problema.
– Non ho intenzione di assecondarti.
– Te lo dico ugualmente: mia figlia ha voluto che le leggessi la tua favola, per un intero anno.
– Ci sei arrivato finalmente.
– Sì, è servito, molto.
– Ne sono lieta. Davvero, ma adesso vado.
– Appena te ne sei andata lei ha provato a imitarti in tutto. Ha provato a imitare anche la mia ex moglie. Si era messa in testa che conquistando la bambina si sarebbe presa tutto, attività commerciale di mia madre inclusa.
– Non voglio sapere com’è finita.
– Mi dominava.
– È sempre un ottimo sistema.
– Si è presa tutto, me, me, me e me. Tutto me. È stato… non puoi capire.
– Che vuoi che ti dica?
– Che mi farai un prestito.

Kirsten Dunst (da qui)

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EX – Testa dura (6)

(immagine da qui)

dialogo precedente


– Sai che ti dico?
– Sentiamo.
– Mi piaci di più adesso.
– Oh santissimamadonna!
– … Ci vieni a Zurigo con me?
– No.
– Dai!
– No.
– Non sei curiosa di vedere Zurigo?
– No!
– Che testa dura!
– Sei in vena di complimenti?
– Una bella testolina! Dai! Sei sempre stata curiosa di vedere posti nuovi.
– No. Ma poi chi ti dice che non ci sia già stata?
– Ci sei già stata?
– Non sono fatti tuoi.
– Davvero, ci sei già stata?
– Una volta.
– Con chi?
– Con un amico.
– Quanto amico?
– Ma la smetti?
– Buon partito?
– Non sono cose che ti riguardino.
– No perché, se ti piacciono i buoni partiti, io…
– Non dire scemate.
– No, sono serio, io…
– Tu cosa?
– Ecco, noi partiamo per questo viaggio, la prendiamo un po’ larga, ci fermiamo qui e là a dormire, turismo di giorno, cene a lume di candela… se vuoi facciamo l’amore.
– Ma la smetti?
– Pacchetto completo!
– Smettila!!!
– Perché se no?
– Se no mi alzo e vado.
– Hi! Ok, ok.
– Oh!
– Allora ci vieni?
– No.
– C’è una parte anche per te!
– Eh?
– Sì, firmi qualche carta…
– Una testa di legno?
– Sì!!!! Bella testolina! (Bella.)

Greta Garbo e Melvyn Douglas (da qui)

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EX – Reciprocità di effetti (5)

Robert Mitchum (da qui)

Dialogo precedente


– Ciao bella, come stai?
– Bene. Tu?
– …
– Nooooo!
– Che c’è?
– Davvero pensi possa funzionare ancora?
– Cosa?
– Cercare di farmi preoccupare!
– Non funziona più?
– Nooooo!
– Funzionava benissimo.
– Non sei cambiato.
– …
– Nooooo! Il silenzio passivo aggressivo nooooo!
– Mi hai detto che non sono cambiato!
– Va bene, riformulo: ti trovo bene.
– Solita vita, che ti devo dire.
– Nooooo! Ancora con il vittimismo?
– Non funziona più nemmeno quello?
– Riproviamo: che hai combinato in questi anni?
– Mah, niente di particolare.
– Noooooo! Ma dai!
– …
– Noooooo! Lo sguardo da gnagno! [vedi foto in altro – N.d.A.]
– Mi stai mettendo in difficoltà!
– È il minimo!
– Ok, ci sono, buttamene un’altra.
– Passate bene le vacanze?
– C’è il covid! Cazzo, ma lo fai apposta però!
– Sìììììì!!!

Ava Gardner e Walter Chiari (da qui)

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EX – Cop(p)ia e incolla (4)

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Dialogo precedente


– Un caffè?
– Un caffè.
– Ordino io?
– Ordina tu.
– Carino qui.
– Ci vengo ogni tanto.
– Ogni quanto?
– Boh, una volta ogni 15 giorni, più o meno.
– Allora so dove trovarti.
– Non mi sembra il caso.
– Perché no?
– Perché ne è passata di acqua sotto i ponti.
– E Allora?
– E allora va bene così.
– Non sei cambiata.
– Sì invece.
– Non mi pare.
– Pare a me.
– E se ti dicessi che io…
– Lo so bene.
– E come fai a saperlo?
– Ho visto quelle con cui sei stato?
– Ah. Tu dici?
– Mah!
– Forse solo un pochino…
– Ho visto quelle con cui sei stato, ma non dopo di me, mentre eri con me.
– Ah.

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EX – Doppia sorpresa (3)

(immagine da qui)

dialogo precedente

– Quanto tempo!
– Hai ragione.
– Ti trovo molto bene.
– Grazie.
– Così hai deciso di non tingerti.
– Già.
– Lo sapevo. He he he! Conoscendoti immagino che…
– Cosa immagini?
– He he he!
– Dai, parla.
– Non l’hai capito? Una volta capivi sempre.
– Era importante.
– E adesso non lo è più?
– Non capisco dove vuoi andare a parare.
– Sempre là, alle recriminazioni.
– Grazie per avermi ricordato la tua arma segreta.
– Te la sei presa?
– Non ora.
– Bene, sarei fuori tempo massimo.
– Direi.
– Sai cosa mi manca?
– Oddio…
– Come sapevi sorprendermi… dai sorprendimi!
– E perché mai?
– Va bene, per una volta ti voglio restituire la cortesia: posso sorprenderti.
– Non è una novità.
– Ma questa volta potrei stupirti tantissimo, non sai quanto.
– Inizio a temerlo.
– Stupire non è spaventare.
– Dipende!
– Ah ah ah, su, lasciati stupire, tanto non ci vedremo per altri vent’anni.
– Non sono sicura, tutto sommato ho ancora qualche buon ricordo.
– Ah ah ah, sciocchina!
– Ok, ci posso riuscire: stupiscimi con effetti speciali.
– Sarà fatto.
– E fallo come se non ci fosse un domani.
– Come ti sei messa a parlare?
– Cattive frequentazioni, forza! E che sia indolore.
– Ma cattiva forte questa frequentazione.
– Uuuuuffff!
– Ok, sei pronta?
– Vai.
– Mi sono regalato un tatuaggio.
– Tutto qui? Tutti si fanno tatuaggi.
– Non è vero, tu no.
– Per te era solo una questione di tempo… non mi hai stupita.
– Un grosso tatuaggio: sulla pancia!
– Ok, hai la mia attenzione.
– Questo!
– AH! (Colpita e affondata.)



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EX – Teneramente con-traenti (2)

dialogo precedente


– Te lo ricordi questo?
– Ce l’hai ancora?
– Un ricordo dolcissimo.
– Oddio, dolcissimo non direi.
– Sì invece, eravamo così…
– Così?
– Sì, così…
– Così come?
– Dolcissimi!
– No, dolcissimi in quel frangente no.
– Sì invece! Tu eri così…
– E tu eri cosà.
– Smettila, lo sai che è vero. Quando ci è mai ricapitato di essere così teneramente…
– Così teneramente cosa?
– Ma sì, ma sì, io ci ho pensato spesso sai? In tutti questi anni, ho pensato di venire a trovarti e mostrartelo.
– Cioè? Me lo stai mostrando per quel motivo?
– Sì!
– …
– Be’, che mi rispondi?
– Questo è il nostro contratto di trombo!
– Sìììììì! Non è meraviglioso? È dolcissimo!
– Ha quasi 30 anni questo coso… questo foglio macilento.
– E allora? Non c’è mica la scadenza! Non l’abbiamo messa apposta (eh!).
– Cioè, tu mi hai cercata per, cito, “trombare allegramente ogni volta che ci andrà“?
– Sì!!!!
– Ma ti rendi conto?
– È dolcissimo!!!
– Ma, scusa, a parte che, però, adesso, onestamente, non è che proprio, ma diciamola tutta, hai un’altra bambina piccola, hai bambine piccole con donne diverse ogni tre per due, anche senza contratto, diciamo poi, io potrei anche non essere disponibile, potrei considerarlo un’allegra cazzata, non avere voglia… MA SANT’IDDIO! NON LO RITENGO ESIGIBILE!
– Hai il mestruo?


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EX – Ricordo in prestito (1)

(immagine presa da qui)

– Quanti ricordi.
– Tanti, sì.
– Ti ricordi quando ti ho mostrato l’equino?
– Sì.
– È che tu…
– Già.
– Io però…
– Così dicevi.
– Era vero!
– Ne sono sicura.
– Sono sempre stato sincero. Anche l’equino.
– Beato lui.
– Ti ricordi quando ho camminato tre giorni tra i monti per raggiungerti?
– Sì.
– Ricorderò sempre quando ti ho vista appena arrivato. Così bella tutta preoccupata.
– Eri disidratato.
– Anche… però non mi hai dato nemmeno un bacio. Nemmeno all’equino.
– Dovevi pensare camminando, hai detto.
– Infatti.
– Ma non hai pensato.
– Infatti.
– Chissà cosa ti aspettavi.
– La ricompensa!
– Ho avuto il sospetto.
– Invece il giorno dopo mi hai rimandato giù a valle. E niente ricompensa.
– Mi hai detto che avresti pensato camminando.
– Esatto.
– Ma non hai pensato.
– Esatto.
– Inizio a credere che l’equino tolga facoltà mentali.
– Però poi, ti ricordi in tenda?
– Sì.
– E alla Sede?
– Sì.
– E a casa dei tuoi zii?
– Eh???
– Ma sì, a casa dei tuoi zii!
– Non ero io.
– Ah.
– Ok, tocca a me: ti ricordi quella volta nel furgone delle bibite? siamo usciti dopo 3 ore, io strisciavo.
– Sì! Sì! Sì!
– Non eri tu.


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