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Grow

Ecco una seconda fantastica collaborazione con DiDì. Le immagini sono sue e così il titolo. Di mio c’è il testo.

Buona visione.


Immagine di @didilucephotoblog

Fuuuuuhhhhh.
Fuori tutto. Un negativo polmonare.
Guardo più del dovuto. Non ti disperdi. Stalli.
Forma.
Maledetta forma.
So cosa sei!
(Potrei non essere pronto.)


Immagine di @didilucephotoblog

Breve pressione su palpebre chiuse.
Si inizia.
Ma sì, l’ho accettato.
Continuiamo.
Ti seguo.
(Eppure stavo così bene, non ne capisco il bisogno.)


Immagine di @didilucephotoblog

Ah, quel colore!
A mangiarmi i contorni.
So dove porta.
Sempre troppo fuori.
(Sempre troppo dentro.)


Immagine di @didilucephotoblog

Ci siamo.
Espugni il mio cazzo mentale. E tiri.
Smettila!
(Collaboro.)
Mostrami solo dove ficcarlo! (Son calmo.)

Immergermi e uscire.
Penetrare e ritrarmi.
Insoliti i pensieri seducono e respingono.
Visioni inedite: a morsi.


Immagine di @didilucephotoblog

E sempre in titubanza mi trovi, all’inizio.
(Con questi passi rubati a un cha cha.)
Poi i suoni, perduti nella frenesia.
La nuova acquisizione in monta.
La Verità trascina.
Resisto a un istante.

Che esplode.


Immagine di @didilucephotoblog

Oh, compiuta vampa.
Di mio tinta.

(Di mio tinta…)


Immagine di @didilucephotoblog

Apro gli occhi.
Ti mostri in positivo. Adesso.
Riconosco.
Te. E a te.
Me. E a me.
Lei. E a lei: piccola crescita.

(Svanisci.)

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Seamen

Sono molto contenta: ringrazio DiDì per le bellissime fotografie e per l’individuazione del titolo.

Questa narrazione per immagini era perfetta. Poi ho aggiunto il testo.

Buona visione.


Eccoti.
Onda bell’Onda. Mia bella, mia carezza cazzara… he he!
Oh che permalosa!
Bella.
Bella-bella. La schiuma salata in faccia mi schiaffi. E mi strappi. Che forza hai, eh? Mia dolce, che porti? Che prendi?
Io sto bene, lo sai, si resiste. Si resiste bene. Sì.
Ma aspettami. Aspetta che arrivo.

Dunque, vediamo. Guarda cosa hai combinato l’ultima volta. Mi hai rotto il secchio, he he! Velocità avrei dovuto avere. Giocare con te diventa come una volta: difficile.
Mia bella. Sei vigorosa oggi, sfacciata. Da un po’ non ti facevi così insolente.
Tra poco, eh? Ci troviamo al solito posto.

Sì, è nuova, ti piace? Ci voleva un pezzo fresco-fresco. L’altra l’hai amputata, ricordi? Mi è rimasta in mano solo la cima, il resto te lo sei preso tu.
Hai ragione, mai un dono, un omaggio, devi sempre far da sola. Onda mia bella. He he.
Cosa dici? Il caschetto? Normative. Non te l’aspettavi vero? Mi faccio bello anch’io sai? Ah, come sono elegante con quello in testa, sembro un edile… ok, non temere, niente edili all’orizzonte. Scherzavo. Un po’. Scherzavo un po’.

Mia bella. Ridiamo insieme? Vorrei ridessimo insieme, come una volta. Come quando stavi per rapirmi il braccio e solo ridere insieme ti ha convinta a ridarmelo. Lo sai che ti ho tatuata sulla spalla? Guarda, sei tu. E lui è tuo.
Io sono tuo. Bella che sei… Te ne ho chieste di cose eh? Te ne ho chieste sì. Mai questo: mi vuoi?