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Viralità e arte

Resto in zona REGALONI.

Un giorno o una sera, Andrea si trovò su questa pagina. Lì campeggiava una fotografia di Dennis Evan (ancora visibile). In una bella giornata invernale prese una bomboletta, un apparecchio per fotografare e uscì di casa.

Ciò che appare di seguito è l’opera che ne deriva.

Grazie Andrea!

Istanze

Written by Andrea Roccioletti

Istanze.
Febbraio 2020.

“[…] se non c’è distanza non ti meraviglia
e se non c’è vicinanza non ti emoziona.”
– Peter Brook

roccioletti - istanze 1
roccioletti - istanze a
roccioletti - istanze b
roccioletti - istanze c

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Etimologia

roccioletti - etimologia istanza

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Bonus track

L’effimero per eccellenza
Non-performance, 2020.

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Omaggio

Questo è un omaggio a colui che per primo mi ha dato il suo appoggio in questa landa sperduta di socialità impunita.

Colui che ha cercato invano di individuare le mie fattezze

“Mi presento, sono Eritema Scolpidossi, la più autorevole ed influente critica letteraria europea e dirigo la rivista per adulti Hustler” — Antalgica Poetica

“Vi assicuro che Deboroh Sensitiveson è di gran lunga poeticamente superiore a Dante Alighieri” — Antalgica Poetica

che mi ha offerto libagioni

“ah, proprio un gran scegliere quello tra chi sputa sangue e chi sentenze!” — Antalgica Poetica

redarguendomi bonariamente in merito alla mia missione,

ma incoraggiandomi al momento opportuno

“a vista d’occhio” — Antalgica Poetica
— Antalgica Poetica
“al microscopio
— Antalgica Poetica

per tutto questo

GRAZIE DEBOROH!

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Brocche di latte e acini d’uva di plastica- Tim Burton’s view.

Questo articolo nasce dalla bontà di Paola (colpita dalla mia colpevole ignoranza manifesta). Grazie!

Timothy William (e non Walter) Burton nasce a Burbank nel 1958 in una famiglia che considera noiosa tanto quanto il comune che lo ospita nella contea di Los Angeles, California. 103.000 abitanti secondo il censimento del 2010, incastrati in una posizione geologica distanti poche miglia a nord-est di Hollywood.

Cresce in una sorta di bolla solitaria, annoiato allo sfinimento e conclude i suoi studi presso il California Institute of Art affacciandosi al mondo del cinema grazie alla Walt Disney che gli propone alcune interessanti quanto noiose collaborazioni. Viene definito dal jet set il diverso e solitario, cosa che lo porrà più volte a ricollegare la sua infanzia ad un periodo nel quale i suoi più cari amici erano i film di serie B della Hammer, casa cinematografica Inglese.

Ama e detesta Burbank, ne parla in molto ironico nelle interviste e non si apre facilmente al pubblico. Se lo fa lo fa in modo nervoso e confuso. Tutti i suoi profili social non sono autentici, o meglio sono gestiti e creati da altri in suo nome. Questo fa di lui IL visionario in un’era che dimentica troppo spesso quanto la realtà sia la miglior condizione attraverso la quale trovare fonti d’ispirazione.

A distanza di anni…………

Tim Burton diventa parte e non parte della Hollyweird, nutrita di esseri incredibilmente inesistenti, e prossimi a un decesso vertiginoso nel quale egli stesso sente di farne parte da sempre.

L’incontro con Johnny Depp nasce in un locale nel quale Tim Burton attende scollato dalla realtà il giovanotto “da 4 soldi”, prossimo al più totale fallimento. Pubblicizzare cereali per Depp rappresentava la catastrofe nella catastrofe, la fine dopo un inizio incerto e scarsamente identificativo.

Depp viene “assunto” nel ruolo di Edward scissorhands, Edward mani di forbice dopo settimane di silenzio durante le quali le uniche cose che aveva compreso di Tim Burton erano due: l’esaltazione per l’estetica perversa della brocca del latte a forma di mucca posta sul tavolino e l’attrazione estatica degli acini d’uva di plastica che formavano una piuttosto surreale composizione artistica.

Questo punto di vista piuttosto discutibile ha fatto sì che molti critici abbiano creato il personaggio all’interno della persona, condizione drammatica per chi come lui ha saputo trasformare i canoni di bellezza in verità nude e crude.

Facile amarlo oggi, vent’anni fa e poco più era considerato un poveraccio fissato con la plastilina e lo slow motion, intento a credersi Vincent Price suo maestro da sempre nel cortometraggio Vincent.

Trama

Vincent Malloy è un bambino di sette anni che finge di essere come l’attore Vincent Price (che narra il film). Fa esperimenti sul suo cane Abercrombie, ed è ossessionato dai racconti di Edgar Allan Poe. Il suo distacco dalla realtà durante la loro lettura lo porta a delirare, credendo di essere in realtà un artista torturato, privato della donna che ama, rispecchiando alcune parti de Il corvo di Poe. Vincent, torturato dai componenti del suo mondo di finzione, citando Il corvo cade a terra in fragilità, credendo di essere morto.

La critica dice: Tim Burton non è per tutti ma lo è nella finzione di tutti coloro che guardano senza introspezione alcuna, e forse lo è diventato a suon di mazzate sui denti che a guardar bene l’hanno reso unico nel suo genere.

Per quanto mi riguarda è un intoccabile con le calze a righe come il dentifricio a righe, del quale parlarne solo se ne ho valido motivo.

Per Endorsum, che oggi rappresenta il mio valido motivo.

Buona serata.

immagine web

Paola.

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