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Rudimenti

Mi accodo come il nuovo vagone al traino e propongo una poesia bella.

Di Erin.

Il suo sito è Grianainech e io l’andrò a trovare spesso.

Poco sotto, poiché la poesia l’ho fatta un po’ mia, ho scritto una risposta ideale.


Rudimenti

Porgimi la punta della lingua,

le parole riarse delle risaie 

allagate, aperte al trapianto, e

quelle strisciate sul palato 

dei bambini che si rincorrono 

con un’oscura gaiezza

sulle mulattiere che 

costeggiano i graduali 

terrazzamenti, rudimenti

verso il cielo.

Il linguaggio funereo del 

fato sputa costantemente 

i tentativi di sciogliere 

le tue strade intricate e

ustionare la curiosa

irruenza che si porta

appresso un lenzuolo sfatto.

Si aggrappa con 

morsa premurosa alla 

celia della vita, si reca 

addosso la carie del 

quotidiano e la grana di 

zucchero che aspetta

di schiudersi in un 

lieve gemito 

di verità.


Ecco, poichè io ci ho visto anche una serie di domande (ognuno interpreta le liriche a proprio uso e consumo), se qualcuno dovesse pormele io risponderei così.

Sguardo fisso

in volta

veloce

di sorpresa l’immobile affanno.

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Modulo d’Amore

Che scippo!
Ecco in anteprima la bozza del prossimo modulo per la circolazione consapevole e coscienziosa!
(Ringrazio l’anonimo curatore)
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Le domande esistenziali: proposta di referendum abrogativo

Il Comitato è un organismo costituito da cittadini, quindi democratico; opera nel campo della salvaguardia della salute pubblica, quindi nel bene e nell’interesse di tutti.

La proposta di abrogare le domande esistenziali, tramite una consultazione popolare, nasce da un’attenta analisi del problema e, dopo le dovute considerazioni, è risultata essere l’unica forma di prassi davvero risolutiva al fine dell’estirpazione del male che affligge tutte le menti pensanti.

Le domande esistenziali sono un prodotto umano innaturale e artificiale.

Da sempre compaiono ovunque seminando il panico.

Nei soggetti più resistenti si trasformano in spinte propulsive verso la ricerca di una risposta, ma la domanda esistenziale non è destinata a fornire risposte, si rigenera in continuazione in forme più o meno scomposte.

Inducono a pensare, ma con un inevitabile portato d’ansia. Per questo sono dannose e pericolose per la salute pubblica.

Per combatterle e neutralizzarle è importante conoscerne le caratteristiche, per distinguerle dalle sorelle più innocue.

Conosciamole, solo così potremo evitarle.

Caratteristiche comuni:

  • nascono di fronte all’inspiegabile;
  • sono dotate di punto di domanda;
  • non sono dotate di risposta;
  • rendono chiunque nervoso.
  1. La domanda esistenziale essenziale

Perché?

La domanda esistenziale essenziale è caratterizzata dall’estrema sintesi concettuale. La sua conformazione la rende di facile lettura, d’immediata comprensione, ma di ostica interpretazione, poiché lascia nell’interlocutore il dubbio di un’errata attribuzione di senso. Elevato grado di pericolosità.

  1. La domanda esistenziale autoreferenziale

Questa è una domanda esistenziale?

La domanda esistenziale autoreferenziale è caratterizzata da una forma di autocertificazione: qualunque domanda semplice, o innocua, preceduta da questa domanda esistenziale è destinata alla trasformazione. Non è sufficiente una risposta negativa, un “No” per intenderci, a evitare il peggio, poiché il dubbio si è insinuato in chi la produce e ciò la promuove allo stato di fatto di domanda esistenziale. Elevatissimo grado di pericolosità.

  1. La domanda esistenziale mutante

Ho una domanda esistenziale da porvi, pronto? Mi sentite? È una domanda importantissima, non ci dormo la notte, ma mi sentite? Pronto? Davvero, per me è una cosa vitale, cerco una risposta, ma, pronto? Pronto? Ma così non posso porvela, se non mi rispondete non posso, lo capite? Mi sentite? C’è un’interferenza? Va bene, mi avete costretto voi, voi mi costringete! Cambio domanda. Ma mi sentite o cosa? Rispondete! … me lo fate un prestito?

La domanda esistenziale mutante è caratterizzata dall’assenza, reale, fittizia, momentanea, di un interlocutore; finisce inevitabilmente per mutare in domanda semplice o innocua, nel tentativo di avere comunque una risposta. Chi la pone abbandona l’intento in breve. Basso grado di pericolosità.

  1. La domanda esistenziale collettiva

Perché noi? o anche Noi, perché?

La domanda esistenziale collettiva è caratterizzata da una connotazione di tipo sociale, generalizzante, universale. Valica il senso egoistico e personale a caccia di risposte per la collettività. È molto utilizzata da persone con doti di leadership con un chiaro intento mistificatorio. Elevato grado di pericolosità.

Unisciti a noi e combattile, usa anche tu lo strumento democratico per eccellenza!

Contattaci, il Comitato è ospitale e compagnone!

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Buona l’ultima!

Bene, questo è l’ultimo tentativo: proverò, Signore e Signori, a cercare di passare un’informazione senza generare il sospetto (anche lecito) che possa trattarsi di un falso.

Ringrazio tutte e tutti per avermi invitata all’attenzione, sprone che mi ha permesso di rintracciare questo documento video e di spogliare di salgariane tinte (purtroppo) l’articolo precedente.

La dialettica sull’argomento si è incagliata sui termini di un dualismo vero/falso avvelenato sia da verità non vere che da falsità non false. Con la partizione del campo e gli attori in gioco diventa difficile cercare di approfondire. Auguro che ci si possa ancora provare.

Non sono amante di iniziative partitiche, ma ciò che ne è uscito è comunque degno di interesse.

Qui sotto metto il link al lavoro della commissione parlamentare dalla quale sono nate le esigenze di approfondimento in merito alla tossicità di alcuni vaccini.

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INTERVISTA SENZA VELI

Quest’intervista è stata rilasciata ieri a una nota Firma di un quotidiano a diffusione nazionale. Poiché il luogo d’incontro è top secret (ma se ne può scorgere a tratti l’incantevole vista), il nome dell’intervistatore è omesso. In mancanza di pubblicazione e vendita dei giornali, questo è l’unico spazio in cui è possibile reperire la preziosa testimonianza.

Intervistatore: «Entriamo subito nel vivo. A 3 mesi dall’inizio dell’esperimento promozionale finalizzato alla ricerca di pubblicazione del suo inedito “X”, a che punto siamo?»

endorsum: «Fermo.»

Intervistatore: «Ma come?»

endorsum: «Mi lasci dire, la blogsfera è così, un luogo di perdizione degli intenti originari.»

Intervistatore: «E quindi?»

endorsum: «E quindi mi sto dedicando al beato cazzeggio.»

Intervistatore: «Posso sostituire il termine con “disimpegno”?»

endorsum: «Come crede.»

Intervistatore: «Nell’ambiente c’è chi la crede un uomo.»

endorsum: «Dura poco.»

Intervistatore: «Nell’ambiente c’è chi la ritiene nota.»

endorsum: «Dura poco anche quello.»

Intervistatore: «Posso confermare che personalmente la trovo…»

endorsum: «No. Andiamo avanti.»

Intervistatore: «Lei ama molto la privacy.»

endorsum: «All’ingresso è stato denudato, le hanno consegnato un kaftano, penna e fogli.»

Intervistatore: «Già, nessun’altra domanda sull’argomento. (Il fatto che io non indossi mutande le è di qualche gradimento?)»

endorsum: «Ermeeeete, abbiamo un paio di slip per il Signore?»

Intervistatore: «Dicevamo, la pubblicazione di “X” è lontana. Cosa pensa delle pubblicazioni altrui?»

endorsum: «Una sana invidia. Mi lasci a tal proposito fare una piccola promozione a un romanzo non mio: La Brigata della Speranza di Alessandro Gianesini. A 0,99 € mi sembra un’ottima occasione. Il termine è il 18 aprile. Accorrete! Scusi ho avuto un eccesso strillonico.»

Intervistatore: «A proposito di occasioni, glie ne sono capitate in passato?»

endorsum: «Direi di sì, ma o i termini erano inaccettabili o il salto si è presentato al di fuori di ogni possibile controllo da parte mia.»

Intervistatore: «E quindi?»

endorsum: «E quindi, nel secondo caso, sono stata una Vera Polla!»

Intervistatore: «Rimpianti?»

endorsum: «Ne porto il peso.»

Intervistatore: «Chi l’avrebbe mai detto! Ma gli errori ci fanno diventare chi siamo…»

endorsum: «Anche non farne. (L’intervista è senza veli e l’ipocrisia mi difetta.)»

Intervistatore: «Ok, parliamo allora del suo rapporto con Chuck Palahniuk. I bene informati sostengono che segua il suo blog.»

endorsum: «Solo quando mi rivolgo a lui.»

Intervistatore: «E che quando lei pubblicherà, lui manderà all’editore una prefazione.»

endorsum: «Voci.»

Intervistatore: «Le ha messe in giro lei?»

endorsum: «No.»

Intervistatore: «Torniamo al blog. Nonostante i risultati tardino ad arrivare, lo considera ancora uno strumento congeniale alla reclamizzazione del suo inedito?»

endorsum: «È uno strumento congeniale a me, reclamizzazione o meno. Ho trovato una comunità viva e vibrante, contagiosa, ricca di originalità e stimoli.»

Intervistatore: «Per come la descrive, mi ha fatto venire una gran voglia di parteciparvi.»

endorsum: «Ma anche no!»

Intervistatore: «Perché?»

endorsum: «Lei si occupi degli ambienti suoi.»

Intervistatore: «A proposito di ambienti, questo luogo è stupendo. È suo?»

endorsum: «No, son qui per caso e queste domande non erano concordate.»

Intervistatore: «Posso restare fino a domani? Non si sentirà tutta sola? Non vuole giocare con me fino all’alba?»

endorsum: «Ermeeeete, il Signore sta andando!»

Intervistatore: «Ok. Parliamo ancora di “X”, l’editoria sta vivendo un momento molto difficile. È ottimista o pessimista per quanto concerne la sua pubblicazione?»

endorsum: «Questa pandemia cambierà lo scenario in un prima e un dopo. Sono focalizzata sul dopo. “X” sarà in grado di sollevare le sorti di chi avrà la lungimiranza di farlo proprio.»

Intervistatore: «Ma come pensa di attirare le attenzioni delle case editrici?»

endorsum: «Con un’asta.»

Intervistatore: «Con un’asta?»

endorsum: «Sì, un’asta molto particolare…»

Più o meno… (immagine tratta da minimaetmoralia)
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La pulzella si arrenderà alle lusinghe del cavaliere?

Lei è bella, magnanima, ambita. Desiderata da tutti, colma le fantasie col tocco di una sua carezza. Però ha un problema.
Lui è audace, spavaldo, possente. Sensibile al gentil richiamo ha allungato una mano, forte del lavoro d’infinite mani.


La notizia è questa: la bella INPS non sa reggere la quantità di accessi in contemporanea al sito; il cavalleresco PornHub, forte della gestione di 400/500 milioni di accessi, si offre per darle una mano (quale tra le tante è ancora in dubbio).

La pulzella si arrenderà alle lusinghe del cavaliere?

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Storia di una prassi 3

3°parte – COSTANTE ENDORSUM

La costante sedutamente mutante presenta, in potenza, i caratteri di un cambiamento che non prevede ritorno. Basta un cenno del capo, il suono di una metafora e l’alterazione avviene, mutando l’uomo per sempre.

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Storia di una prassi 2

2°parte – COSTANTEMENTE

La raccolta dati, in merito alla costante sedutamente, mi mise di fronte a una casistica eterogenea meritevole di classificazione.

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Storia di una prassi 1

1°parte – SEDIMENTI

Accadde tempo fa. Ieri. (Il sapore remoto è dovuto a un risveglio eccezionalmente rigenerante.)

Osservando immagini, inciampai in una costante K (che chiamerò sedutamente).

Accadde tempo fa. Ieri. (Il sapore remoto è dovuto a un risveglio eccezionalmente rigenerante.)

Osservando immagini, inciampai in una costante K (che chiamerò sedutamente).

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Barbe

Quando la barba si presenta imponente e screziata, tradisce una gran voglia di farsi dar del MAESTRO.

facciamo finta che il modello di riferimento sia questo qua
(Ernest Hemingway da qui)

(Emanuele Trevi da qui – Carlo Lucarelli da qui – Emanuele Barresi in “Le stanze dei libri”. Foto: Simone Fulciniti da qui – Donato Carrisi da qui – Sandrone Dazieri da qui – Roberto Saviano da qui) Seppiate da me.

certo, il modello potrebbe anche essere quest’altro
Mauro Corona e amico (da qui)
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Mal di teste

Ciao Ragazzi.

Acqua. Tanta acqua.

2 litri almeno.

Ciao.

foto di Leonardo Cendamo (seppiate da me N.d.A.)

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L’ Eco di Sandrone ad Albanese

l’eco di sandrone

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ad albanese

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io: “Un’immagine più personale.”

foto tratta da qui