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Lei sulle tue dita

Questo racconto ha pochi mesi, oggi l’ho portato a socializzare su world of sphaera.

Kazuhiko okushita

Il pesce ha dato un colpo di coda e in torsione ha spostato la pancia, in alto.

Mi spaventa sempre un po’.

È successo anche ieri. Tu eri alla cena di lavoro. Capiterà mai che si invitino mogli alle cene? Quando le organizza la nostra Società, le coppie clandestine ne approfittano e dopo il primo piatto spariscono. Puff!

Da quell’istante tutti sanno di non dover andare in bagno, a prendere i cappotti o alle macchine, per non imbattersi in scene d’itinerante sesso selvatico. Mentre in sala si assapora dell’ottimo Cacc’e Mmitte, altrove lo si pratica. Da voi non capita? No? Che felice eccezione. Comunque, sazi, gli amanti riemergono all’ora del dolce. Prosciugati dall’arsura da fiamma bevono, bevono e bevono, fino a mandar giù il sapore dell’altro.

Anche tu ieri sera eri disidratato, ti sei scolato un intero litro d’acqua, prima di venire a letto.

Non gradisci l’argomento. Ti giri verso il frigorifero cercando un interesse solido. Sbadigli perfino. Qualche passo e sei la sagoma nera davanti a una luce colma di auspici. Noto soltanto l’abbassamento del baricentro. Ti sei appesantito, Amore.

Sbircio il tavolo. Rosolino è ancora a pancia in su. Galleggia. Potessi farlo io.

Buono il tramezzino? Sì? Con la bocca piena ora puoi ascoltare il turbamento della tua donna?

La risposta è ricca di frammenti di cibo sputacchiati. Ne schivo alcuni.

Ottimi riflessi, già, ho anche le gambe zuppe di acido lattico. Mah, ti avrò dato calci questa notte per zittire il solito rantolio. Non hai lividi alle gambe? Peccato.

Mastichi, mi dai un buffetto sulla guancia, deglutisci. Con il pollice indichi la posizione del pesce alle tue spalle. Non ti sei lavato le dita, da ieri. Va bene, continuo.

Ho delle ipotesi in merito alle pantomime di Rosolino: la prima è che con il suo movimento ambiguo lo chiami; la seconda è che ne senta l’arrivo e vada in trance.

Ridi. Mi baci la bocca con labbra unte e ti liberi delle briciole spostandole sul divano. Ridi ancora. Incroci le gambe deciso a seguirmi in questo viaggio, appollaiato su scetticismo. Hai l’aria divertita di chi vuole assistere all’ennesima idiozia di una moglie stravagante. Sono il tuo personale show. Non so se voglio davvero condividere questa cosa.

Mi spettini i capelli, vigoroso. Per farti smettere devo desistere. Va bene, continuo.

È carino, sai? Piccolo. Scuro. Odora di legno intriso di catrame e di presenze salmastre; un profumo di liquore prevale sugli altri e, aromatico, s’infila dritto nel naso mentre, etereo, gonfia minute pezze giallastre. Scomodato da Lilliput, veleggia immobile nella boccia e vive, respira, in una bruma impalpabile.

Non guardarmi così. Son seria!

Odio dover dire “son seria” e vorrei cambiassi atteggiamento. Se non tiri giù gli angoli della bocca, se preferisci lasciarli appesi, io non posso andare avanti. Mi fermo qui, non ti racconto altro. No, non toccarmi i capelli! Mo-o-lla! Ancora il lezzo di lei. Va bene, continuo.

Come un trofeo in bottiglia, o il messaggio lanciato all’onda da chissà quale marinaio essiccato al sole, il veliero fantasma punta la prua verso di me e attende. Se non mi accorgo della sua venuta, sottili voci chiamano, compresse dalle misure e ridotte in confusi brusii senza senso (le senti? Io le sento).

Iniziamo un dialogo fitto, da qualche parte nella mia testa, che mi fa sentire forte, capace, potente. Capisci? Non importa.

In quel fraseggio tutto diventa semplice, e io mi scordo chi sono. (Chi sono?).

Poi la vista si offusca.

Che c’è? Che cos’ho? Non toccarmi gli occhi per favore. Ti puzzano le dita razzadibifolco! Mi pulisco da sola!

Oh, una lacrima nera. No, non preoccuparti, mi è venuta anche ieri, adesso passa. Dura poco, davvero. Guarda, l’ho tirata via.

Ne ho un’altra?

Ne ho gli occhi pieni?

Finisco e passa. Stai buono un secondo. Finisco. E passa.

So tutto di quel bastimento: conosco chi lo abita, le battaglie intraprese, come giocano col tempo. La loro storia, ora, è anche un po’ la mia. Mi hanno accolta come sposa novella, istruendomi. Io ho imparato.

Amo quel mondo tondo e perfetto, racchiuso nella sua palla di vetro. Ordinato e impietoso, è dotato di avvocato, di giudice e…

di un BOIA!

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Chuck

Chuck

Ciao Chuck.

L’aggettivo.

Me lo devi restituire.

Ciao.

Photo by David Bertozzi
Chuck su fondo verde (origine foto)
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a proposito di luoghi

Se chiude gli occhi vede Padova

Padova sa da sé che città sia. Non ha bisogno di una forèsta per abbellir le piume.

Elena, dal canto suo, se ne frega di Padova.

Però (però), quando lo sguardo si perde vuoto, quando il presente retrocede il passo, le capita.

Riempie il vuoto con i Giardini dell’Arena. E non lo sa.

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Oggi parliamo di vèci

Un mio raccontino su World of Sphaera. L’argomento è presto detto e ha a che vedere con questo contributo video.

https://www.la7.it/propagandalive/video/il-monologo-di-andrea-pennacchi-i-veci-non-hanno-paura-27-03-2020-316236

(Se non parte il video digitate su un motore di ricerca: “i veci non hanno paura”)

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spalloni

Un ricordo / 1

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Se strettamente necessario

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spalloni

Riassumendo/1

L’avventura estemporanea e itinerante di SPALLONI richiede che ogni tanto mi fermi a fare il punto della trama. Riassumendo:

Capitolo 1 – ADUNANZA

  1. Sangue nel lavandino: è il segnale. Con il segnale arriva la chiamata di conferma (che annuncia l’adunanza alle 00:15).
  2. Lui e lei sfidano il coprifuoco per raggiungere il luogo stabilito. Lui ha la mascherina (e la porta anche a letto).
  3. L’Aula Magna è piena nonostante i divieti e gli unici individui con la mascherina sono Lui e una donna sottobraccio a un direttore editoriale.

Capitolo 2 – UN MESE PRIMA

  1. Lui riceve le gocce di prepotenza organica, il preparato da assumere per sensibilizzarsi al segnale – il sangue – dell’arrivo dell’accadimento (immunizzante al resto).
  2. Lucio è tenuto a consegnare le gocce ai nuovi cooptati e non condivide tutti i nomi iscritti nella lista da Claudio.
  3. Lucio porta a Elisabetta i boccettini che si rifiuta di consegnare. Lei ricorda quando fu cooptata da Umberto.
  4. Lui mostra a lei le gocce. Sono il segno di un’appartenenza esclusiva e il simbolo di un’imminente carriera, a spese del padre di lei.
  5. Ciccino si vanta con Stellina di aver ricevuto da Elisabetta le gocce e le chiede di cucirgli gli scarpini cerimoniali. Stellina contratta il cucito con la promozione del suo libro.
  6. Lui e Stellina sono alle prese con un amplesso difficoltoso. Stare con altri per interesse è stressante, ma dopo l’accadimento potranno tornare ufficialmente insieme.
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regaloni

Viralità e arte

Resto in zona REGALONI.

Un giorno o una sera, Andrea si trovò su questa pagina. Lì campeggiava una fotografia di Dennis Evan (ancora visibile). In una bella giornata invernale prese una bomboletta, un apparecchio per fotografare e uscì di casa.

Ciò che appare di seguito è l’opera che ne deriva.

Grazie Andrea!

Istanze

Written by Andrea Roccioletti

Istanze.
Febbraio 2020.

“[…] se non c’è distanza non ti meraviglia
e se non c’è vicinanza non ti emoziona.”
– Peter Brook

roccioletti - istanze 1
roccioletti - istanze a
roccioletti - istanze b
roccioletti - istanze c

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Etimologia

roccioletti - etimologia istanza

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Bonus track

L’effimero per eccellenza
Non-performance, 2020.

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regaloni

Omaggio

Questo è un omaggio a colui che per primo mi ha dato il suo appoggio in questa landa sperduta di socialità impunita.

Colui che ha cercato invano di individuare le mie fattezze

“Mi presento, sono Eritema Scolpidossi, la più autorevole ed influente critica letteraria europea e dirigo la rivista per adulti Hustler” — Antalgica Poetica

“Vi assicuro che Deboroh Sensitiveson è di gran lunga poeticamente superiore a Dante Alighieri” — Antalgica Poetica

che mi ha offerto libagioni

“ah, proprio un gran scegliere quello tra chi sputa sangue e chi sentenze!” — Antalgica Poetica

redarguendomi bonariamente in merito alla mia missione,

ma incoraggiandomi al momento opportuno

“a vista d’occhio” — Antalgica Poetica
— Antalgica Poetica
“al microscopio
— Antalgica Poetica

per tutto questo

GRAZIE DEBOROH!

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Dimmelo ancora (un mese prima)

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Brocche di latte e acini d’uva di plastica- Tim Burton’s view.

Questo articolo nasce dalla bontà di Paola (colpita dalla mia colpevole ignoranza manifesta). Grazie!

Timothy William (e non Walter) Burton nasce a Burbank nel 1958 in una famiglia che considera noiosa tanto quanto il comune che lo ospita nella contea di Los Angeles, California. 103.000 abitanti secondo il censimento del 2010, incastrati in una posizione geologica distanti poche miglia a nord-est di Hollywood.

Cresce in una sorta di bolla solitaria, annoiato allo sfinimento e conclude i suoi studi presso il California Institute of Art affacciandosi al mondo del cinema grazie alla Walt Disney che gli propone alcune interessanti quanto noiose collaborazioni. Viene definito dal jet set il diverso e solitario, cosa che lo porrà più volte a ricollegare la sua infanzia ad un periodo nel quale i suoi più cari amici erano i film di serie B della Hammer, casa cinematografica Inglese.

Ama e detesta Burbank, ne parla in molto ironico nelle interviste e non si apre facilmente al pubblico. Se lo fa lo fa in modo nervoso e confuso. Tutti i suoi profili social non sono autentici, o meglio sono gestiti e creati da altri in suo nome. Questo fa di lui IL visionario in un’era che dimentica troppo spesso quanto la realtà sia la miglior condizione attraverso la quale trovare fonti d’ispirazione.

A distanza di anni…………

Tim Burton diventa parte e non parte della Hollyweird, nutrita di esseri incredibilmente inesistenti, e prossimi a un decesso vertiginoso nel quale egli stesso sente di farne parte da sempre.

L’incontro con Johnny Depp nasce in un locale nel quale Tim Burton attende scollato dalla realtà il giovanotto “da 4 soldi”, prossimo al più totale fallimento. Pubblicizzare cereali per Depp rappresentava la catastrofe nella catastrofe, la fine dopo un inizio incerto e scarsamente identificativo.

Depp viene “assunto” nel ruolo di Edward scissorhands, Edward mani di forbice dopo settimane di silenzio durante le quali le uniche cose che aveva compreso di Tim Burton erano due: l’esaltazione per l’estetica perversa della brocca del latte a forma di mucca posta sul tavolino e l’attrazione estatica degli acini d’uva di plastica che formavano una piuttosto surreale composizione artistica.

Questo punto di vista piuttosto discutibile ha fatto sì che molti critici abbiano creato il personaggio all’interno della persona, condizione drammatica per chi come lui ha saputo trasformare i canoni di bellezza in verità nude e crude.

Facile amarlo oggi, vent’anni fa e poco più era considerato un poveraccio fissato con la plastilina e lo slow motion, intento a credersi Vincent Price suo maestro da sempre nel cortometraggio Vincent.

Trama

Vincent Malloy è un bambino di sette anni che finge di essere come l’attore Vincent Price (che narra il film). Fa esperimenti sul suo cane Abercrombie, ed è ossessionato dai racconti di Edgar Allan Poe. Il suo distacco dalla realtà durante la loro lettura lo porta a delirare, credendo di essere in realtà un artista torturato, privato della donna che ama, rispecchiando alcune parti de Il corvo di Poe. Vincent, torturato dai componenti del suo mondo di finzione, citando Il corvo cade a terra in fragilità, credendo di essere morto.

La critica dice: Tim Burton non è per tutti ma lo è nella finzione di tutti coloro che guardano senza introspezione alcuna, e forse lo è diventato a suon di mazzate sui denti che a guardar bene l’hanno reso unico nel suo genere.

Per quanto mi riguarda è un intoccabile con le calze a righe come il dentifricio a righe, del quale parlarne solo se ne ho valido motivo.

Per Endorsum, che oggi rappresenta il mio valido motivo.

Buona serata.

immagine web

Paola.

Vai alla pagina d’origine, è un bel posto!

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spalloni

Stellina (un mese prima)

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spalloni

Il Ruolo (un mese prima)

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spalloni

Operai (un mese prima)

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spalloni

La lista (un mese prima)

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spalloni

Roba buona (un mese prima)

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spalloni

Mascherina, io ti conosco!

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spalloni

Entriamo

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spalloni

SPALLONI c’è!

Che la saga abbia inizio!

Confini fisici. Confini etici. Di qualunque natura sia il confine, c’è sempre qualcuno che si occupa di saltellarci su. (foto da qui)

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spalloni

Sangue

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il possibile

Gianni

Ciao Gianni.

Vorrei, ma non è abbastanza.

Per far parte dei sirenetti ci vuole quel qualcosa in più.

Ciao.

Come primo tentativo non è male
(foto presa qui)
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Argomentario

Storia di una prassi 3

3°parte – COSTANTE ENDORSUM

La costante sedutamente mutante presenta, in potenza, i caratteri di un cambiamento che non prevede ritorno. Basta un cenno del capo, il suono di una metafora e l’alterazione avviene, mutando l’uomo per sempre.

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Argomentario

Storia di una prassi 2

2°parte – COSTANTEMENTE

La raccolta dati, in merito alla costante sedutamente, mi mise di fronte a una casistica eterogenea meritevole di classificazione.

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Argomentario

Storia di una prassi 1

1°parte – SEDIMENTI

Accadde tempo fa. Ieri. (Il sapore remoto è dovuto a un risveglio eccezionalmente rigenerante.)

Osservando immagini, inciampai in una costante K (che chiamerò sedutamente).

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Chuck

Chuck 13/3

Ciao Chuck.

L’autobiografismo…

Eh.

Ciao.

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Chuck

Chuck 13/2

Ciao Chuck.

L’evidenza.

È scientifica.

Ciao.

(da qui, qui, qui, qui, qui e qua)

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Chuck

Chuck 13/1

Ciao Chuck.

Ci sono.

Ho individuato il problema.

Ciao.

Lo so. Duole.
(foto da qui)
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a proposito di dialoghi impliciti

Il cambio

Chiusa la porta, i due si scambiano convenevoli.

In salone.

Sulle scale.

In corridoio.

Solo nello studio il padrone di casa riesce ad avere la meglio sull’uomo di fiducia e lo proietta in aria. La caduta di schiena ha un suono poco compìto.

Sei caduto male. Ci fermiamo?

Sì.

Dove hai il cambio?

Nella borsa, giù, in salone.

Vado a prendertela io.

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essere X

Messaggio subliminale

X ringrazia chididovere per l’apporto alla campagna di promozione-stampa. (foto da qui)
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a proposito di

155 secondi

Quando la stempiatura si mostrò incipiente, decise di non combattere la battaglia. Vinse la guerra di rasoio.

Non ci volle molto per abituarsi all’immagine riflessa.

(Due minuti e 35 secondi.)

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Chuck

Chuck 12

Ciao Chuck.

C’eri tu. C’ero io.

Racconta solo la tua parte. Grazie.

Ciao.

Il mio lo racconto io. Oh.
(tratto da qui)
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il possibile

Marco

Ciao Marco.

L’hai fatto apposta.

Belle spalle, comunque.

Ciao.

Marco Buticchi, mentre osserva il mare da una scialuppa da bagnini di salvataggio a Lerici (Foto di Claudio Moschin) – didascalia e foto prese qui
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a proposito di dialoghi impliciti

Carezze al pelo

Stefano, tu sei un giornalista di razza.

Non esagerare.

Dico davvero! Hai fiuto, intuito, la rara capacità di collegare i fatti e una grande conoscenza. Io sono solo piacente.

Non esagerare.

Dico davvero! Un bell’aspetto aiuta, sono in TV, non dico che sia male, ma per diventare qualcuno servono le tue doti. Tu farai strada, sono sincero. Uno della tua levatura è sempre un boccone prelibato e ambitissimo.

Non esagerare.

Dico davvero!

Ok, allora continua.

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essere X

Prove tecniche di trasmissione

In qualche modo X deve pur muoversi.
(Phaeodarea di bigblueboo)
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a proposito di

Giornalista televisivo

Un bel tipo. Sveglio. Non potrebbe essere altrimenti, l’ha invitato in trasmissione.

Stefano si lascia offrire un caffè dal collega. Gli studia le unghie curate, il taglio sartoriale dell’abito e finalmente riesce a dare un nome all’insieme: puttone ormonizzato.

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essere X

Problemi di trasmissione

L’auto di X ha dei problemi
(gif di Alessio De Vecchi)
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a proposito di

Puttone ormonizzato

Corti e morbidi ricci biondi. Occhi azzurri. Sorriso perfetto.

Elena osserva il puttone ormonizzato seduto di fronte a lei. Irritata dallo sguardo sicuro, cerca di andare a patti con la realtà: in effetti è sexy.

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Chuck

Chuck 11

Ciao Chuck.

Aldo mi ha chiesto se ti porto a cena.

Minestrone.

Vedi tu.

Ciao.

Io non resto, ti avviso.
(foto di Alan Lacuin, ma presa da qui)
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a proposito di dialoghi impliciti

Vicino

Com’è l’appartamento?

Buono.

Ma ti piace?

Sì.

L’ho reputato adatto, vicino. Resti a cena?

Resto a cena.

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a proposito di

Un luogo sicuro

Il suo Capo, l’amico, un fratello?

È da anni ormai che lo assiste e ogni volta che vede quella testa perfettamente nuda si sente in un luogo sicuro.

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il possibile

Aldo

Ciao Aldo.

Sì, lo so che Chuck ti fa tanto Kerouac.

Chiedo.

Ciao.

Ssì, mi pare giusto…
(foto presa qui)
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il possibile

Helena

Ciao Helena.

Lo so che è stato carino, ma non ci vado da Gigi.

Ciao.

Tu sei più forte di me
(foto da qui)
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a proposito di

Gioventù

Ci sono generazioni protagoniste, quelle a rimorchio e quelle da fottere.

L’uomo di fiducia appartiene a quest’ultime e incarna la discreta dolenza di chi ha creduto al nulla e sa che la crisi sarà risolta da persone nuove. Il suo sguardo accarezza la gioventù, considerandola eroica.

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Chuck

Chuck 10

Ciao Chuck.

Sai cosa accadde quando portai Soffocare a casa?

Ciao.

La copertina non passa inosservata, diciamo.
(foto da qui)
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essere X

Antropomorfismo

prosthetic knowledge
X che balla
prosthetic knowledge (da qui)
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Argomentario

Barbe

Quando la barba si presenta imponente e screziata, tradisce una gran voglia di farsi dar del MAESTRO.

facciamo finta che il modello di riferimento sia questo qua
(Ernest Hemingway da qui)

(Emanuele Trevi da qui – Carlo Lucarelli da qui – Emanuele Barresi in “Le stanze dei libri”. Foto: Simone Fulciniti da qui – Donato Carrisi da qui – Sandrone Dazieri da qui – Roberto Saviano da qui) Seppiate da me.

certo, il modello potrebbe anche essere quest’altro
Mauro Corona e amico (da qui)
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a proposito di

Giordano Bruno

Se Giordano Bruno avesse l’udito, si staccherebbe dal basamento per fuggire in altra piazza.

Stefano, sentendosi, non fatica ad attribuirgli l’intento.

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a proposito di dialoghi impliciti

Cin-cin!

Stefano! Razza di stronzo! Come stai?

Sai che non amo quella parola. Sto bene.

Allora? Quando mi offri da bere per la promozione?

Fai tu.

Ok, io ne ho 3 o 4 da festeggiare! Signorina, due bianchi!

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essere X

Respiro

Il respiro di X

(gif di uwe heine debrodt http://www.uweheinedebrodt.com/index, ma presa qui)
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il possibile

Domenico

Ciao Domenico.

Sì, ho visto che c’è Sandro sullo schermo.

Ho notato che ne hai presa la postura…

Va bene, ti inserisco in SPALLONI.

Ciao

Della serie “sirenetti”.
(da qui)
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essere X

Incubo

“Incubo!” e ha fatto dei gesti con le pagine.

C’era da calmarlo.

Siamo andati in biblioteca.

No X, non è un brutto sogno, è bello!
(gif presa qui e l’autore è Grafonaute)
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a proposito di

Viaggio in treno

Si è preparato un discorso fluido e coerente. Nelle pause ha spostato più volte il ciuffo scuro dalla fronte, ostentando amor proprio sotto lo sguardo della bella dirimpettaia compagna di viaggio. Ha segnato alcune parole chiave su un blocchetto per aiutarsi nell’esposizione in caso d’interruzione. Una pausa al W.C. per controllar l’aspetto.

Stefano è pronto ad affrontare il compagno di università. O a intrattenersi in mostra di sé per la prossima ora.

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il possibile

Carlo

Ciao Carlo.

Non ce la faccio.

Non posso farcela.

(L’ho fatto.)

Ciao.

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a proposito di dialoghi impliciti

Contessa

Voglio due autopompe e un’ambulanza.

Sì Contessa.

S’irrompe come definito.

Sì Contessa. Come vanno i dolori?

Non osare rivolgerti a me alludendo all’età. Non ti voglio in loco. Sostituisciti.

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il possibile

Riccardo

Ciao Riccardo.

Sì, ci sarai anche tu in SPALLONI.

Potresti prenderla meglio.

Ciao.

Che ore sono? (foto presa qui)
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a proposito di dialoghi impliciti

Uscita

Tieni. C’è tutto.

Fammi leggere.

Posso andare adesso?

Un attimo. Vai.

Lasciati dire che la tua ospitalità fa schifo.

Lasciati dire, Kuno: chi cazzo se ne frega.

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Chuck

Chuck 9

Ciao Chuck.

Quelli del pranzo mi hanno chiesto se sei lo scrittore somigliante a J-Ax.

Ma come si permettono?

Ciao.

Illazioni! (foto da qui)
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essere X

Ecodoppler

Ecodoppler della versione finale di X(di charlie.deck.bigblueboo, qui)
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il possibile

Sandro

Ciao Sandro.

Lo so, non approvi che al momento X si chiami X.

X però non è XY.

Non sono seducibile sull’argomento.

Ciao.

Manco per sogno (foto da qui)
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a proposito di

Vaticinio

Stefano è ancora sconvolto.

L’unione con lo sciopero destabilizza i sensi.

Ma lui ha parlato: dopo aver masticato impotenza, digerito astio e ruttato, non dissimile da un colossale intestino, della poliglia ha fatto spruzzo.

Tra i resti, il suo vaticinio.

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a proposito di

Costi secondari di uno sciopero in una città di provincia

Nell’euforia dell’incontro, Stefano ha perduto il controllo solo un istante.

Che gli ha svuotato le tasche.

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il possibile

Anita

Ciao Anita.

Sto preparando SPALLONI.

Sì che ci sei.

Ciao.

Cu-cù!
(Daphne du Maurier, da qui)
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essere X

Pulsazioni

Il battito di X
(Geometric Destruction – 170627 di pi-slices)
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il possibile

Niccolò

Ciao Niccolò.

So che non ho potuto esserci.

Cavallette! Uragano!! Urla dei vicini!!!

Ciao.

Bomboniera (da qui)
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a proposito di

Picchetto

Stefano va incontro allo sciopero come a una sposa arrivata all’altare in anticipo. Lo sciopero lo attende sospettandolo uno sposo sbadato o indeciso. Confusi dall’aria di parole d’ordine urlate a un megafono, si congiungono.

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essere X

Parossismi

X si è messo a congiungere apici. (GIF presa qui)
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oggetti

Scarpe

Scarpe. Belle. Bellissime.

Elena è passata a trovarle almeno 15 volte. Deglutendo a ogni visione.

Scarpe da innamorata.

Deciderne l’acquisto è un’ammissione.

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il possibile

Fabio

Ciao Fabio.

La partita, sì.

È che non ho saputo dir no a Raul.

Ciao.

Guarda che non è difficile. (foto da qui)
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essere X

Narciso

Impegnato davanti all’autoritratto

Ci si perde come davanti a uno

Specchio.

Narciso alla fonte – I sec. d.C. – Pompei, Casa di Lucrezio Frontone (V 4, II )
(da qui)
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Chuck

Chuck 8

Ciao Chuck.

Quelli del pranzo mi hanno chiesto se fai anche animazione.

Ho detto di no.

Ciao.

Non so il perché di certe domande.
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a proposito di dialoghi impliciti

Toc toc

Un pugno con nocche smussate da impatti bussa in soffio lo stipite di una porta, aperta.

Contessa, tutto bene?

No.

(La voce le si abbassa privata.)

Non proprio.

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Chuck

Chuck 7

Ciao Chuck.

Ti ho venduto per un pranzo.

Però mangeremo bene.

Ecco.

Ciao.

The Renaissance Series : The Last Supper – One Eyeland Silver Award. Di Freddy Fabris. (foto da qui)
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a proposito di dialoghi impliciti luoghi

Al Pedrocchi

Elena! Ciao.

Ciao!

È incredibile trovarti qui! Vieni, siediti. Ti ordino qualcosa?

Un caffè.

Sei stupenda.

Grazie.

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a proposito di

Calvo

Calvo. Come chi non vuole dare appiglio al nemico.

Solo. Come chi non vuole dare appiglio al nemico.

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essere X

Autoritratto

AUTORITRATTO
(perché X dipinge!)
(immagine di Thoka Maer, presa qui)

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Chuck

Chuck 6

Ciao Chuck.

Tatuaggi con copertine di libri.

Un vero omaggio agli illustratori.

Ciao.

pelle e foto di Brittany Rucklos (presa da qui)

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a proposito di luoghi

Sesso in una città di provincia equidistante dalle città d’origine.

Questa sera si tromba!

Bidet.

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essere X

rapporto con l’arte

Inchiostro basta, dice.

Ci vuole qualcosa di diverso, continua.

Seduto sul tavolo fissa una piattina.

Ballerini di flamenco di Alessio Mattei (da qui)
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essere X

Altra PET

PET della 2° stesura di X
(by darkpulsemotion)

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il possibile

Giulio

Ciao Giulio.

Sì, ho scritto di Padova.

Non lo nego.

Ciao.

Sì, di Padova (foto tratta da qui)

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a proposito di

Leggersi

E se così non fosse? Se quella nel libro non dovesse essere lei?

Sollievo. Per un po’.

Vuoto. Per di più.

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essere X

Incipit

Ics non vuole

Cambiare l’incipit.

Si è affezionato.

foto da qui
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Chuck

Chuck 5

Ciao Chuck.

No, non c’è nulla di concettualmente sbagliato e no.

Non civetto con Joël.

Ciao.

File:Noua iconologia di Cesare Ripa perugino, caualier de SS. Mauritio and Lazzaro. Nella quale si descriuono diuerse imagini di virtù, vitij, affetti, passioni humane, arti, discipline, humori, elementi, (14747048212).jpg
GELOSIA da Noua iconologia di Cesare Ripa perugino (immagine tratta da qui)
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essere X

raggi X

X adora farseli, i raggi.
lab.stephenlindberg.com
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Argomentario

Mal di teste

Ciao Ragazzi.

Acqua. Tanta acqua.

2 litri almeno.

Ciao.

foto di Leonardo Cendamo (seppiate da me N.d.A.)

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a proposito di dialoghi impliciti luoghi

La Jolla

Ho ricevuto una email da Kuno.

Blanche, non ti ho sentita, la musica è troppo alta.

MI HA SCRITTO KUNO. DOMANI AVRÀ IL CARTEGGIO!

NON SONO SORDO!

Voglio una squadra all’aeroporto.

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il possibile

Vanni

Ciao Vanni.

Tom Selleck mi ha mandato una camicia.

Io non la uso.

Fammi sapere, o sento i Nobody Cried For Dinosaurs.

Ciao.

Magnum P.I sull'amaca
Camicia hawaiana, usato sicuro (da qui)
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a proposito di oggetti

Lettera

Cara Blanche,

voglio che le parole fissino un istante tanto importante nella storia di questa mia seconda esistenza. Dopo anni trascorsi in formazione e ricerca, sappi, sono a un passo.

Domani incontrerò la Contessa e mi consegnerà il carteggio. Ha un’età assai avanzata e non mi sarà difficile convincerla con buone o cattive maniere.

Sii lieta! Il giorno sarà di festa!

Tuo Kuno.

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essere X

la PET

Questa è la PET di X, dopo la prima stesura.
(Darkpulse)

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Chuck

Chuck 4

Ciao Chuck.

Cimiteri no.

Un giro dei vini e poi ti presento il nuovo scenario.

Si cammina.

Ciao.

Picnic al cimitero e altre stranezze: Un romanzo su Charles Dickens di [Murail, Marie-Aude]
immagine non tratta da qui
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Argomentario

L’ Eco di Sandrone ad Albanese

l’eco di sandrone

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ad albanese

Risultati immagini per sandrone dazieri

io: “Un’immagine più personale.”

foto tratta da qui
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a proposito di luoghi oggetti

Mappa

Una stanza. Due stanze. Tre stanze. Quattro stanze.

Pausa.

Cinque stanze. Sei stanze. Sette stanze. Otto stanze.

Salone. Scala che scende. Scala che sale. Altra porta. Tre stanze in fila e una falsa parete.

Inizia a divertirsi.

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essere X

In sonno

Ieri notte X ha parlato.

Citandosi ad alta voce.

Sarà stato un sogno di gloria.

Magari non proprio in questi termini (foto presa qui)
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il possibile

Jeffery D. 2

Ciao Jeffery.

Donato? Niente?

Ok.

Si cambia.

Non farà male.

Ciao.

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il possibile

Jeffery D.