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Protetto: Le nuove avventure di Pinka. Parte 2 de “il pianeta Three”

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Altro Extra-Lenny

(immagine presa qui)
IL NARRATORE… SÌ, QUELLA GRAZIOSA PRESENZA CHE VORREBBE FARE, DISFARE E RESISTE A FATICA ALLE BORDATE DEL SUO AMATO PERSONAGGIO: LUI.
SCOPRIAMO INSIEME DOVE VA QUANDO NON SI OCCUPA DI CARA E DI LENNY.
QUESTO EXTRA È UN CONTRIBUTO PREZIOSO CHE ARRICCHISCE DI NUOVE SFUMATURE L’UOMO, MA CHE DICO UOMO, LA DIVINITÀ LETTERARIA PER ECCELLENZA.
ESSENDO NOMINATA ENDY, NON POSSO CHE CONSIDERARLO UN REGALONE!
(qui l’Extra-Lenny precedente)
(GRAZIE ANDREAM!)

AVVISO: CONTENUTO ESPLICITO!

Le nuove avventure di Pinka. Parte 2 de “il pianeta Three” – entra in scena il Narratore (per accedere digitare in maiuscolo: NARRATORE)


GLI STORY-LENNY SONO TUTTI A DISPOSIZIONE PER INSERIRE PEZZI DI TRAMA: STORY-LENNY 1, STORY-LENNY 2, STORY-LENNY 3, STORY-LENNY RIASSUNTO, PUNTATE LENNY ORIGINARIO.

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Regalone!

opera di ALDO TERMINIELLO (aka Qin Aode 秦奥德)

L’aveva detto e l’ha fatto.

Aldo Terminiello (aka Qin Aode 秦奥德) mi ha donato un regalone, una endorsum con il riflesso del suo X a fior di labbra.

(È bellissimo e ti ringrazio di cuore.)


Preparando L’Extra-Lenny, lascio i link degli articoli dedicati fin qui pubblicati.

Buona visione!

L’ULTIMO VOLO (breve e stupenda graphic novel)

MOSSE DI JIANZI (divertenti pagine dal DIARIO CINESE)

DIARIO CINESE (il bellissimo diario a fumetti di un viaggio in Cina)

Ah, anche un po’ di musica, la sua ovviamente.

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Story-Lenny 3

Story-Lenny è un gioco di trame che poggia sulle 14 puntate di Lenny (da me scritte).
Poiché ogni puntata è autoconclusiva, ci si può sbizzarrire come si crede. La libertà è assoluta (solo alla fine armonizzeremo la trama complessiva).
In questa fase, si potrà inserire (nei commenti) un intervento a testa per capitolo.
Dal 7° capitolo in poi si potrà tornare indietro e dar vita a dei veri e propri botta e risposta narrativi.
Il riassunto aggiornato è QUI.
Puntate precedenti: Story-Lenni 1 e Story-Lenny 2

(IN FONDO C’È IL RIASSUNTO DELLA PUNTATA)

Grazie a tutti e buon divertimento!

Lenny, scappa!

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è donna_seduta_sul_wc_1.jpg
(foto presa da qui)

Tre mandate, la maniglia si abbassa. La porta si apre piano e la sua testa sbuca in ispezione.

Benvenuta cara, cos’è questo fare? Mi nascondi qualcosa?

La testa si ritrae e dal pianerottolo si ode un confabular di voci. Due. La testa riappare.

– Vai via per piacere?

Non posso perdermi questa novità. Son qui, ormai, esclusivamente per te.

La testa si eclissa ancora. Le voci son di turbolenza. A un tratto la ragazza esclama: “Ci sono i ladri ti ho detto! Resto io a chiamare la Polizia, tu, tu… ma non hai capito? Lenny, scappa!”. Rumor di fuga vigliacca.

Io non sarei scappato. Lo sai.

(Ogni volta quella fuga vigliacca disegna uno splendido ghirigoro d’ombra sul mio muro interiore.)

raccoltaedifferenziata (21:52 23/10/2020)

– Già. E chi ti uccide?

Entra nell’appartamento chiudendosi alle spalle la porta. Si va a proiettare sul divano, sconsolata.

Non esser triste. Ci sono io con te, il tuo Narratore.

Lo sconforto prende il sopravvento e un pianto quasi isterico vien spinto agli occhi dal diaframma.

– Non stare qui! Non vedi che piango?

Io devo stare qui proprio perché piangi.

– E io non voglio che tu mi veda!

Non c’è nulla da nascondere, è naturale ciò che sta accadendo.

– Ma che cazzo vuoi saperne tu?

Dimmelo, sapere è il mio mestiere, cara.

– A te non dico proprio niente!

E si alza andandosi a chiudere in bagno. Esce con il viso rinfrescato dall’acqua. Tituba. Rientra per fare una pipì. Scrosci: del water prima, del lavandino poi. Torna al divano, ma aspetta a sedersi. Mi cerca…

– Per parlarti, da qualche parte devo pur guardare.

È così bella con i resti del congestionamento da pianto. E gli occhi, nel rigonfio, paiono pure più grandi.

– Non sei venuto in bagno.

Cosa vorresti dire?

– Dico: non sei venuto in bagno.

Prendevo nota di come hai lasciato il divano, cara.

– Non ci vieni in bagno?

… ZONA FRANCA!

———————-

Cara si appisola dolcemente sul divano…

– Eccomi! Ciao Cara !

– Franca, ma da dove arrivi?

– Ma dal bagno, la tua zona Franca… ti ricordi che giochetti facevamo?

Cara avverte una lieve tensione fra le gambe e…

Ma ti sei adormentata? Cosa stavi facendo???

Cara è sognante e frastornata.

– Nulla pensavo alla zona Franca, ho sognato!

Nonna Pitilla (20:43 23/10/2020)

RIEPILOGO AGGIORNATO DEL CAPITOLO

  1. Cara è sul pianerottolo con Lenny, accorgendosi che in casa c’è il Narratore, induce Lenny a scappare.
  2. Cara è sconsolata e ha un momento di vero sconforto.
  3. Cara va in bagno per lavarsi la faccia e si accorge di non essere stata seguita.
  4. Dopo un veloce scambio Cara capisce che il bagno è per lei una zona franca.
  5. Cara si addormenta sul divano e sogna i giochetti fatti con Franca in bagno.
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Nel frattempo

Domani sarà pronto lo Story-Lenny 3 (gioco di trame, pazzerello e aperto a tutti). Nel frattempo lascio qui un cantante incredibile. A domani e buon ascolto!

Dimash Kudaibergen
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Eppure

Vilhelm Hammershøi, Interno con donna di spalle (1898; olio su tela, 51,5 x 46 cm; Stoccolma, Nationalmuseum)

Ciao. Sì, ciao.

Così comincia e così finisce.

Sono una pazza, mi dico e me lo dico pensando a quant’altro ho perso. Non ho idea del lasciato, non voglio tenerne conto, so che è perso.

Eppure.

Una relazione quotidiana sul filo del ci sono-ci sei e ingordo il mio sguardo a frugare, mai pago. I soliti gesti, ormai, va da sé, solo talvolta più celeri.

Di quale soddisfazione si stia parlando non lo so più. L’andarmene ogni volta. Il suo stare. Il suono felpato delle mie scarpe da ginnastica, mai diverso, costantemente risolutivo a ogni incontro.

Chiara la luce, per non confondere, per non giocare con percezioni errate, per essere certa di quanto accade, e sempre buono il profumo. Da amare.

Eppure.

Di giorno in giorno m’interrogo: se potessi fare a meno di ciò che ha il sapore di un rito? Ma quale rito, è così e basta. Talvolta è la prova, la prova che cerco, intima, di riuscire a uscirne e cerco due occhi diversi, due mani migliori.

Legati.

Attimi sempre legati, al bisogno. E osservare il bisogno a pupille cattive, sviscerare il motivo fino al cuore: della dipendenza. Per scuotere ogni volta il capo, arresa. Che io scuoto il capo, lì ci sono le ragioni, lì i torti.

Oggi.

Rieccomi, con le solite vecchie speranze e il timore. Sempre presente. Rieccomi, con la lingua sulle labbra, ancora. E lo spazio chiaro. E una supplica: “Ciao, due mantovanine, grazie”.

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La gioia

EH… QUESTO È L’ULTIMO REGALONE CHE ALESSANDRO GIANESINI MI FECE UN DÌ. SONO SEMPRE TRISTE UN PO’.

MA -zzzzzzzffffrrrrrr- SENTO UN’INTERFERENZA PROVENIRE DALL’OLTREWORDPRESS.

(“SOLO ET PENSOSO…”)

EH?

(“SOLO ET PENSOSO!”)

EH…

“SOLO ET PENSOSO, ECCHECCATZ!”

GIANE?

Finito! Spengo il PC e raccolgo la giacca dallo schienale della sedia; un rapido sguardo e vedo che le luci sono tutte spente: bene. Chiudo la porta dell’ufficio e imbocco le scale scendendo gli scalini a due a due.

Il sole è ancora alto e la primavera si sta rivelando più calda del solito, ma sono fuori da quelle quattro mura e non ci sarà più nessun cliente a lamentarsi di questo o di quell’altro fino a domani. Mai nessuno che si fermi a far due parole per dire che è stato soddisfatto: pazienza, ormai non ci spero nemmeno più.

Respiro a pieni polmoni e sorrido «Buonasera, Emma!» la vicina sta innaffiando le sue erbette sul balcone del primo piano, senza curarsi dell’acqua che cade anche sui passanti, ma io ho imparato il trucco ed evito di farmi la doccia da vestito come le prime volte. È un po’ rincoglionita, è vero, ma non è cattiva. Quando si accorge di me agita la mano e risponde al mio sorriso, con un la faccia felice.

Butto la giacca sul sedile posteriore e accendo la macchina: parte l’autoradio e dalla chiavetta inizia la traccia “The Passenger” di Iggy Pop, uno dei miei brani preferiti: con i pollici picchietto sul volante mentre mi immetto nella rotatoria e canticchio “Lalalalallalalla” come un deficiente, ma sono di buon umore e me ne fotto degli altri.

Il semaforo è rosso. Nella macchina accanto che una bella ragazza, bionda, capelli corti. Si gira a guardarmi e io continuo a canticchiare in playback, fissandola mentre mi esibisco: scoppia a ridere alla mia performance ed è un peccato che diventi già verde, però mi saluta agitando le dita con un sorriso radioso.

Mi sono lasciato la città alle spalle sto arrivando a casa e il mio pensiero vola a lei: tra poco la rivedrò e so già che non aspetta altro. Sospiro, mentre svolto uscendo dalla statale per entrare nel paese. Un paio di curve, un cenno di saluto a un amico che sta facendo jogging e arrivo al cancello di casa.

Eccola là, che sbircia da dietro la tenda: non riesco a trattenere un sorriso mentre entro, mi levo le scarpe e sento i suoi passi in cucina, avanti e indietro, avanti e indietro.

Aspetto ancora un po’ cercando di sbirciare attraverso il vetro satinato.

Abbasso la maniglia e lei che mi fissa con i suoi occhioni marroni «Quante volte te lo devo dire che non devi saltare sul divano?» la sgrido agitando l’indice davanti al suo tartufino.

Ha le orecchie basse, ma scodinzola furiosa e saltella come un grillo. Mi metto in ginocchio davanti a lei e mi si avvicina fissandomi con occhi adoranti: la massacro di coccole e lei si mette distesa a zampe all’aria.

«Andiamo a fare un giretto?» campionessa mondiale di rotolamento, si rimette in piedi e inizia a girarmi attorno latrando a intermittenza «Va bene! Ho capito, ho capito, ho capito: adesso andiamo…» un’altra carezza, il guinzaglio e siamo di nuovo per strada, io e lei.

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Story-Lenny 2

immagine presa da 123rf.com
In questa fase: 1 contributo alla trama a testa per capitolo (da inserire nei commenti)

C’È UN RIEPILOGO IN FONDO AL TESTO

Lenny, sei tu?

La porta si apre piano.

– Lenny, sei tu?

Silenzio e un fiato di contraria.

– Lenny, non farmi prendere spaventi!

Spaventati invece, cara.

– Aaaaah! Ancora tu? Ma non dovevamo vederci più?

Canta anche, il mio personaggio preferito!

– Ma non stavi da Lenny?

È più carino seguire te.

– Non se ne parla proprio!

Come no? Non sono forse il tuo Narratore prediletto?

– Cosa fai, broccoli?

Sono serio, Lenny è troppo noioso per me… non c’è paragone con la tua sensuale presenza!

– Mi stai corteggiando per caso??? Ma levati proprio, io sono soltanto del mio Lenny!

Mah… se conosci me altroché Lenny! Lasciamo perdere va’!

– Non ho capito perché ti piace così tanto insinuarti nella vita degli altri, cosa trovi di così divertente nel perseguitare il prossimo?

Sono un narratore, non perseguito nessuno! Il mio compito è raccontare la storia della persona che scelgo! Ma posso sempre cambiare se non mi va più di seguire la vita di quella persona, come ho già fatto.

– E in mezzo a miliardi di persone dovevi scegliere proprio me?!

Ti ho scelta perché sei interessante. Mia sola ed unica cara… non pensare di liberarti di me perché non accadrà mai!

– Io dico che accadrà invece, ti stancherai presto di me!

No. Non credo. Sai una cosa? Quasi sono geloso di Lenny, può avere tutte le tue attenzioni e tenerezze. L’unica cosa che invidio di lui.

Cara prende il telefono situato sul tavolino e si siede sulla poltrona, velocemente compone il numero di telefono di… Lenny?!

– Che ti importa chi chiamo?!

Dopo tre squilli una voce profonda e al contempo vellutata risponde alla chiamata.

– Ciao Lenny! Senti, ti va di venire a cena fuori con me stanotte? Dai… voglio vederti, mi mancano tantissimo le nostre indimenticabili serate insieme.

Ah, scommetto che vuole trascorrere una serata galante… con lui sì che diventa mansueta, con me tira sempre fuori gli artigli!

Cara parla languidamente, la sua voce si riduce quasi ad un flebile sospiro mentre si arriccia una ciocca di capelli fra l’indice e il pollice della mano destra.

Ahhh… quanto è bella la mia Cara.

– Alle 21 quindi? Ok, allora mi preparo immediatamente! A dopo carissimo Lenny! Smack!

Yleniaely (22:11 19/10/2020)

Cara si passa un dito sulle labbra e lo sguardo, oh lo sguardo sdilinquisce pago. Accavalla lentamente le gambe sul bracciolo della poltrona e la gonna leggera scopre, fin quasi all’inguine.

– Ma cosa dici? Ho su i jeans!

E non ti cambieresti per me?

– Non se ne parla proprio, sto leggendo un trattato di biochimica e mi disturbi!

Cara, non son letture da te, quelle. Quanto impegno mal speso. Dovresti leggere poemetti erotici e assecondare posizioni diverse, introspettività sensuali. Saresti perfetta.

– Guarda “caro”, nell’appartamento in parte c’è chi cerchi: sciò!

Potresti avvertire un sussurro languido all’orecchio, cara.

– Hai intenzione di stare qui a lungo?

Tutto il mio tempo.

Il libro si chiude in botto. Cade pesante a terra. Gli occhi sprizzano giocosa malizia e… no, no dai, non fare così.

– Vattene.

Non sono posizioni serie, rimettiti a sedere composta.

– Il mondo è bellissimo a testa in giù e le scarpe da guardaboschi per aria si ossigenano!

Cara, non me ne andrò per questi infantili dispetti.

Mettiti composta e ascoltami signorina, sono stufo della tua boria ribelle. Mettiamo giù pagina e fatti docile. Arriverà il buon Lenny e tu ti farai trovare mite… poi magari io mi inserisco e ti regalo na bella sfuriata sulle sue assenze… concertiamo ‘sta cosa… ma mi devi regalare uno scenario credibile. Dunque sta buona e postura da donna un po’ triste per l’attesa. Proviamo?

Ettore Massarese (fu Franz) (21:45 19/10/2020)

Il sospiro è d’arresa. Vinta dal fato s’alza e si avvicina al frigorifero con l’espressione di chi non sa che fare. Mangiare forse?

Ma non devi uscire non Lenny?

endorsum (22:40 19/10/2020)

– Mi metti una tale ansia, Narratore.

Perdonami creatura amata, ma non son qui per questo.

– Allora vai via!

Sarà divertente studiarti in atteggiamenti e piccoli vizi, fai pure, cara.

– E comunque ci esco! (Mi faccio giusto uno spuntino.)

endorsum (22:42 19/10/2020

Guarda ancora con circospezione l’intorno, come a scoprir qualcosa di misterioso e affascinante: me.

– Ma cosa ti salta in mente? Ti inserisci nella narrazione?

Sono il Narratore e posso. Oh se posso!

– Allora vieni a darmi una mano a scegliere.

Apre il portellone del frigorifero e indaga l’interno in una scelta senza fine.

– Cosa mangio adesso?

Eccomi pronto, cara. Vediamo-vediamo. Un bell’ordine, non c’è che dire, ma non capisco. Fammi strada, cosa c’è in quel cartoccio? Non ti dispiace vero se allungo una mano e sollevo la stagnola. Dunque, interessante, profumo invitante, ottimo appetising…

– Uff, decidi in fretta. Ho fame! Guarda anche sul ripiano in basso, giù in fondo.

Scomodo da raggiungere, ma di sicuro una piacevole scoperta, brava! Questo mi sembra perf…

SBAMMMM!

(cartoccio piccolo, cartoccio grande, uva, more, insalata, carote, cipolla, caprino, limoni, cetriolini sott’aceto…)

RIEPILOGO AGGIORNATO DEL CAPITOLO

  1. Il Narratore è ora in casa di Cara.
  2. Battibecco tra i due in cui il Narratore esprime le proprie intenzioni e Cara protesta.
  3. Cara chiama Lenny per uscire a cena, ribadendo le proprie preferenze.
  4. Per trascorrere il tempo prima di uscire, Cara fa dei dispetti al Narratore che prova a convincerla ad essere il personaggio che lui desidera.
  5. Il Narratore la rimbrotta deciso e Cara si adombra, triste, cerca il frigorifero per uscire in qualche modo dallo stato d’animo.
  6. Cara chiede al Narratore di aiutarla a scegliere il cibo e lo chiude dentro il frigorifero.
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Story-Lenny riassunto

AGGIORNATO!

Story-Lenny 1
  1. Cara cerca Lenny nel suo appartamento; il Narratore interloquisce dandolo per assente; Cara non gli crede e lo cerca al telefono.
  2. In un altro luogo il personaggio A e il personaggio B discutono; A dice a B di avere incontrato Lenny al ristorante in atteggiamento galante verso un’altra donna; B chiede di Cara e la risposta di A è vaga.
  3. Cara è alle prese con il Narratore deciso a pedinarla nel suo girovagar per casa.
  4. Scocciata, Cara ricorre a uno stratagemma verbale per liberarsi del Narratore.
  5. Appena fuori dall’appartamento Cara si accorge di essere ancora importunata dal Narratore, che cerca di metterla in guardia su Lenny (e non rinuncia ai privilegi del proprio ruolo). Rumor di passi in avvicinamento.
Story-Lenny 2
  1. Il Narratore è ora in casa di Cara.
  2. Battibecco tra i due in cui il Narratore esprime le proprie intenzioni e Cara protesta.
  3. Cara chiama Lenny per uscire a cena, ribadendo le proprie preferenze.
  4. Per trascorrere il tempo prima di uscire, Cara fa dei dispetti al Narratore che prova a convincerla ad essere il personaggio che lui desidera.
  5. Il Narratore la rimbrotta deciso e Cara si adombra, triste, cerca il frigorifero per uscire in qualche modo dallo stato d’animo.
  6. Cara chiede al Narratore di aiutarla a scegliere il cibo e lo chiude dentro il frigorifero.
Story-Lenny 3
  1. Cara è sul pianerottolo con Lenny, accorgendosi che in casa c’è il Narratore, induce Lenny a scappare.
  2. Cara è sconsolata e ha un momento di vero sconforto.
  3. Cara va in bagno per lavarsi la faccia e si accorge di non essere stata seguita.
  4. Dopo un veloce scambio Cara capisce che il bagno è per lei una zona franca.
  5. Cara si addormenta sul divano e sogna i giochetti fatti con Franca in bagno.
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Extra-Lenny

STORY-LENNY 1 è a disposizione di chi voglia metterci mano, un’unghietta, un po’ di smalto, una passata di crema, una carezza e, e ok, credo si sia capito. Dicevo, prima di pubblicare la seconda puntata di Story-Lenny, ecco quello che ritengo un regalone!

È di certo un contributo extra da parte di Andream2016!

Qui la 1° parte.

Per accedere alle fantastiche peripezie porno-fantascientifiche di Pinka ed Endy (la 2° parte), in fondo c’è la dicitura “… continua cliccando e digitando la parola PINKAENDY (maiuscolo)“. Buon divertimento!

Dimenticavo! DISEGNI ESPLICITI! Metterò in testa la consueta immagine di censura, se la supererete sarà a vostro rischio e pericolo!

Grazie Andrea!

CENSURA!

Posted on di andream2016

Pinka: avventura 2, parte 1

Parte 1: Arriva Endy.

Ciao ciccine e ciccini, il mese scorso stavo curando l’estetica di cazzo e passera quando

La rasatura

DRIIIIIIIIN DRIIIIN … DRIIIIN

il campanello di casa iniziò a suonare ripetutamente.

Mi asciugai velocemente ed andai ad aprire la porta. Davanti a me una bella ragazza dai capelli rossi mi stava fissando.”

“Endy!!! Che bello rivederti. Entra dai, non stare lì impalata.”

Ricordate vero chi sia Endy? E’ l’amica che mi ha convinto a farmi ricostruire la vagina.

Endy entrò velocemente in casa ed io richiusi la porta.

“Ma ti sei fatta nuovamente i capelli rossi! Sono contenta, te lo avevo detto anni fa che eri bellissima così rossa”.

Endy

“Non me lo dire, non è stata una scelta.”

Rimasi un po’ stranita “come sarebbe che non avevi scelta?”

“Ma sì, niente di serio, non ti preoccupare. Sai che ho avuto una specie di relazione con il Sommo Poeta?”

“Lui? Proprio Lui il Sommo Poeta che tutti conosciamo? No, non ci posso credere!” racconta

“Già proprio il Sommo” rispose Endy mettendosi a ridere, “lo so che ti sembra strano che io abbia ‘accalappiato’ l’Irraggiungibile Poeta, ma la vita va così.

Sai, due mesi fa ero stata abbandonata da quel vigliacco di Lenny. Aveva paura di tutto, era addirittura geloso di una specie di fantasma che continuava a chiamare ‘il narratore’. Insomma, per fartela breve, una mattina mi sveglio e Lenny non è nel letto.

Cerco Lenny ovunque, vado in bagno e vedo la finestra aperta con una corda penzoloni sull’esterno.

Eccheccazzo, si era calato fuori dal bagno e se l’era data a gambe levate. Da allora non l’ho più sentito.”

“Ma il Sommo ed Irraggiungibile in tutto ciò?”

“Beh io ero sconvolta, e per tirarmi su leggevo i componimenti dell’Immenso Poeta, quando un giorno senza nemmeno rendermene conto gli scrissi proponendogli di incontrarci.”

“Non ci posso credere che tu abbia trovato il coraggio di fare una cosa simile, hai trovato la forza di scrivere all’Unico?”

“Infatti, anche io quando lo racconto non riesco a credere all’audacia di questo gesto.

In ogni caso passò nemmeno un’ora quando sentii sotto casa uno scalpitar di cavalli. Mi affacciai al balcone e … il Magnifico Poeta era venuto a casa mia, con la sua carrozza trainata da sei splendidi cavalli muniti di altrettanto splendidi supercazzi.”

“E ??? non tenermi in ansia.”

“Il finale forse lo immagini. Lui il Sommo e Irraggiungibile è salito nel mio appartamento ed ha declamato odi per due ore filate. Finito di declamare, si è girato sui tacchi e tornato alla carrozza ed è sparito!”

“Niente sesso? E’ andato via e nemmeno avete scopato? Ma non hai detto di aver avuto una relazione?”

“Ho detto di aver avuto una ‘specie’ di relazione. Ed infatti è stata una relazione esclusivamente poetica. Fattostà che lì per lì mi sono incazzata, e nell’ira ho fatto cadere da una mensola una bottiglia di candeggina sui capelli … sbiancandoli a metà. Che dovevo fare? Per rimediare me li sono fatti tingere di rosso.

Ed infine eccomi qua, ma non certo per raccontarti del Grande Magnifico Poeta, ma perché è accaduta una cosa davvero orribile, l’universo ha bisogno del tuo aiuto!

… continua cliccando e digitando la parola PINKAENDY (maiuscolo)

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Protetto: Pinka e Endy

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Il disgusto

(immagine presa da qui)
Nuova e poco trattata emozione regalatami da ALESSANDRO GIANESINI! Ebbene sì, prima o poi la si doveva annoverare… (cit.) ma niente panico! È meno consueta di quanto si pensi.
Buona lettura!
(GRAZIE ALE!)

Cos’è ‘sta roba? E io ci dovrei mettere le mani? Mi viene il vomito solo a pensarci, figuriamoci ad avvicinarmi. Si sente la puzza fin da qui. No, no: quello sta lì dov’è e si arrangia, io le mani non me le sporco di certo con quella merda.

E poi, perché lo devo fare io? Non è il mio lavoro. Che si arrangi chi ha fatto quel macello.

«Bleah…» una zaffata acre, un miasma immondo mi arriva alle narici e quasi traballo prima di riuscire a portare la mano al naso.

Dei passi dietro di me, devo decidere cosa fare, o qui si mette male. Ma come si fa? Non ho nemmeno un paio di guanti e poi, quella cosa, continua a muoversi e io… Come ci sono finito in questo pasticcio?

No, non era così che immaginavo di iniziare la giornata. Posso far finta di niente, certo, ma poi?

Mi giro di lato, prendo un gran respiro e faccio un passo avanti: quasi senza guardare allungo le mani, afferro la cosa e l’odore mi riempie le narici. Per poco non mi cade.

Si mette pure a fare un rumore infernale: ma non si scaricano mai le batterie di ‘sto coso?

Solo una fessura, le palpebre quasi del tutto chiuse e il naso che mi si è arricciato in una maniera innaturale. L’ossigeno sta finendo nei polmoni e io son qui ancora lontano dall’aver finito con questa cosa.

Merda, merda, merda! Appoggio alla superficie e tenendolo fermo con una mano, mi volto e prendo fiato, anche se è tutta pervasa da quel lezzo nauseabondo. Non ce la faccio più, non ce la faccio…

«Levati, imbranato: ci penso io a cambiare nostro figlio.»

Non me lo faccio ripetere e mi allontano di qualche passo: l’aria è più buona nell’altra stanza. Non mi sento in colpa, mi sento sollevato. E sorrido: quanto preferisco quel fagottino quando è pulito e profumato!

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Story-Lenny 1

We Can Do It!, poster di J. Howard Miller del 1943 ispirato a Rosie the Riveter

PRIMA FASE: un intervento a capitolo per ciascuno (attaccandolo dove pare e piace)

C’È UN RIEPILOGO IN FONDO AL TESTO

Lenny?

– Lenny?

Non c’è, cara.

– E tu chi sei?

Il Narratore.

– È uno scherzo? Lenny?

Non è uno scherzo, cara.

– Ma quale cara e cara, io non mi chiamo “cara”. Lenny? Dove sei finito?

Non c’è.

Cara smette di girare per la stanza e inizia a fissare gli angoli del soffitto.

– Da dove viene la voce? Ci sono delle telecamere?

No.

– Palle.

Io non mento mai, cara.

– La smetti? Lenny!

Cara è indecisa se cercare l’uomo o apparecchiature tecnologiche. Toglie il cellulare dalla borsa e avvia una chiamata.

– Lenny, santo cielo, rispondi… ciao Lenny, sono io, sono nel tuo appartamento, la porta era aperta, dove sei finito? Ti aspetto qui per una decina di minuti, poi vado, ciao. – Biiiiit

Non ci crederai…a cosa non dovrei credere…vado al solito ristorante, qualche sera fa e chi ti vedo?…eh, chi ti vedi?…Lenny, o forse era Cara: metto gli occhiali e…ed è proprio Lenny che si rivolge a me e mi fa: “E tu?”…tu cosa?…appunto gli chiedo: “Io cosa, Lenny?!”…temevo una brusca reazione invece mi dice di fargliela leggere…scusa, ma lui sa che scrivi?…beh, sì, non bene come Prévert, ma meglio di Catalano Guido…ah, quello che fa il comico?…eh…Lenny mi dice: ma quella lì l’hai vista?…è da quando è arrivata che sa di avere una calza slacciata, ma non si decide…non si decide a fare cosa?…oh, all’improvviso Lenny si alza, va dalla tipa e le dice: “Sono troppo indiscreto se faccio io, la vedo così imbarazzata, anche se devo dire che non c’è niente di più sensuale di quelle pieghette, altro che “…scarpa col tacco a spillo persa in strada…”, come diceva Baricco in City, a p. 61. Lui diceva altro per la verità, ma non faccio la citazione perché endorsum poi si annoia…”. E la tipa: “Chi sarebbe endorsum?” “Vede là quel tipo”, e indica me, “…ecco si è immedesimato in endorsum, una che dice che lei e le poesie, naaaaaaaaaaaaaaa, niente, e poi mette giù così, stia a sentire: Si aspetta una poesia col nome di donna/E non importa che si chiami Amal, Huda o Lamya/Si aspetta una canzone e non sa nemmeno cantare/Non sa che sia musica eppure la vede/Da me si aspetta una donna colorata/Una donna scura/Come i capelli che porto/E lunghi, ma lunghi che il pari non esiste/Da me si aspetta tutto/Labbra, caviglie, unghie rosse e vita senza ritegno/Da me si aspetta che “io sia il mare e tutti i suoi pesci”/Come scrisse la Donna di Jenin/Da me si aspetta che lo faccia sentire uomo/Uomo e basta/Uomo e basta è tutto per un uomo” La tipa: “E il titolo?” “Da me si aspetta tutto…va da sé che, io…mi perdoni, non mi sono presentato: io sono Lenny, quello che da lei si aspetta tutto. È a quel punto che la donna si alza la gonna e dice: “Faccia pure”…calma, eh, Lenny si limita ad allacciarle la calza al gancio…un vero gentiluomo questo Lenny..già ma…ma Cara? Boh, cioè, circa, credo, non so, mi pare che…che cosa?…eh, però direi che…

Bruno Navoni (18:11 15/10/2020)

Non verrà, cara.

– Come sarebbe a dire? E cosa ne sai tu?

Sono il Narratore, io so tutto.

– E ‘sti cazzi?

Ah! Ah! Ah! Sei simpatica.

– Ma vaffanculo!

Cara, non essere volgare.

– Senti non so chi sei e non sai chi sono, non potremmo finirla qui?

No, non potremmo, devo finire il racconto.

– E che devi raccontare? Di come mi muovo in un appartamento cercando chi non c’è?

Anche.

– Frustrato!

Non offendere.

– Cioè, fammi capire, io sarei un tuo “personaggio”?

Esattamente.

– E mi farai fare ciò che credi?

Per esempio.

– No! No caro!

Cara parla voltando alternativamente il capo a destra e a sinistra (con un piglio singolare, in effetti).

– Stai parlando di me?

E di chi altrimenti?

– Non mi piace.

Non ha importanza.

– Stronzo!

Attenta…

– È una minaccia?

Non amo definirla in questo modo.

– Ah! Sei clemente con te stesso!

Se mi garba, lo sono.

– Ma che gran pezzo di merda! Senti un po’ onnipresente e onnisciente, se esco da qui continuerai a rompermi i cosiddetti?

Non ho ancora deciso.

– Allora, se non dico parolacce da scaricatore di porto, mi lasci uscire da qui senza seguirmi?

Mi stai proponendo un patto?

– Figliodiputtanarompicoglionimaledetto!

Su cara, non ti donano, davvero, non ne esci bene.

– Imbecillepuzzolentenanomalefico!

Oh, andrai avanti per molto?

– Scemostupidopezzentecialtrone!

Non sei carina, per niente.

– Facciadimerdastercoschifoso!

Ok. Si può fare.

– Ciao.

Cara esce dalla porta. Con un sorriso.

– Finalmente…

Cara sospira di sollievo appena esce dall’abitazione di Lenny.

– Spero che ora quel narratore mi lasci in pace…non ne posso più!

Prende il telefono dalla borsa dopo aver udito il suono ripetuto di alcune notifiche.

– Deve essere Lenny.

Le sue labbra si piegano in un sorriso colmo di gioia, svanito immediatamente alla vista del numero sconosciuto.

Diffidente, apre la chat WhatsApp e vede una serie di messaggi, un dialogo fra amici che parlano proprio di Lenny e di una donna.

– Chi accidenti sono questi, cosa stanno dicendo??? No…non è possibile…Lenny non può…

Le mani le tremano per l’agitazione e velocemente risponde allo sconosciuto.

– ”Chi sei? Chi ti ha dato il mio numero?”

La risposta non tarda ad arrivare.

” Sono un amico di Lenny, ho preso il tuo numero dal suo telefono quando lui l’altro ieri, l’ha dimenticato a casa mia. Scusa se mi permetto di scriverti, ma volevo che tu sapessi ciò che è accaduto, lui non è ciò che sembra, tienilo bene a mente.”

Cara gli invia messaggi in continuazione, pretende una spiegazione più chiara, ma l’uomo, probabilmente, ha già bloccato il numero.

È confusa, piange disperatamente come non le era più successo da tempo né mai con tale disperazione come in quel momento, tutte le sue illusioni le sono crollate addosso in pochi minuti come un macigno.

Te l’avevo detto che non sarebbe venuto…ahah.

– Ti avevo detto di non seguirmi! Vattene via, non voglio ascoltarti, mi fai schifo!!!

Le tue minacce sono inutili, mia cara.

– Taci stronzo!

Non te ne sei accorta, ma io ero lì nel momento in cui hai ricevuto quei messaggi, ho visto tutto, non pensare di farmi fuori con qualche parola volgare, con me non attacca, sai?

– Esci fuori dalla mia vita!

Sei così bella quando dai sfogo alle tue forti emozioni, anche la rabbia e la tristezza rendono ammaliante il tuo viso, le tue labbra tremanti poi…

– Quanto vorrei…

Cara, è inutile che stringi il pugno, non puoi colpirmi.

– Ti offenderò fino a quando sarai costretto ad andartene! Non hai capito che ti odio?! Mi stai rovinando la vita!

Ah, si? Io? Casomai è qualcun’altro che ti sta rovinando la vita, apri gli occhi una buona volta.

– Non permetterti mai più di nominare Lenny!

Decido io cosa fare.

– No! tu non decidi niente, ora basta con le tue intromissioni!

Sono il tuo narratore, non insistere!

– Abbassa la voce altrimenti…

Dei passi decisi avanzano verso Cara costringendola a voltarsi.

Yleniaely (21:50 15/10/2020)

RIEPILOGO AGGIORNATO DEL CAPITOLO

  1. Cara cerca Lenny nel suo appartamento; il Narratore interloquisce dandolo per assente; Cara non gli crede e lo cerca al telefono.
  2. In un altro luogo il personaggio A e il personaggio B discutono; A dice a B di avere incontrato Lenny al ristorante in atteggiamento galante verso un’altra donna; B chiede di Cara e la risposta di A è vaga.
  3. Cara è alle prese con il Narratore deciso a pedinarla nel suo girovagar per casa.
  4. Scocciata, Cara ricorre a uno stratagemma verbale per liberarsi del Narratore.
  5. Appena fuori dall’appartamento Cara si accorge di essere ancora importunata dal Narratore, che cerca di metterla in guardia su Lenny (e non rinuncia ai privilegi del proprio ruolo). Rumor di passi in avvicinamento.
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Story-Lenny!

Sì, perché no?
Lenny è Lenny.
Lenny diventa di tutti.
Puntata per puntata ognuno potrà inserire i propri contributi alla trama.

CHI: chi unque

COSA: uno scampolo di testo (che può seguire qualunque strada)

COME: con il proprio stile

DOVE: nei commenti, poi io li aggiungerò al testo con attribuzione.

QUANDO: da quando esce la puntata (se siamo alla 3° puntata e serve aggiungere un passaggio alla 1°, si può fare)

FINO A QUANDO: fino al capitolo 14

POI: e poi si va avanti!

POI-POI: poi-poi quando siamo stufi e Lenny è diventato un mostro… ce lo autopubblichiamo, per ricordo (eccheccatz!).

IO: mi sentirò libera di inserire deviazioni o spunti, così, tanto per incasinare le cose.

“HAI FATTO DEVIARE IL MIO PEZZO DI TRAMA?”: SÌ, si può fare, la trama è di tutti e a chi tocca non si ingrugna: tolleranza, apertura ai contributi altrui e ridimensionamento narcisistico, se no non si partecipa.

PRIMA FASE: un intervento a capitolo per ciascuno (attaccandolo dove pare e piace)

Domani si comincia con la 1° puntata! Yepa!

Nel frattempo lascio in lettura i diversi capitoli, così, per risvegliare desideri sopiti.

Lenny? (1)Lenny, sei tu? (2)Lenny, scappa! (3)Lenny, non si può (4)Cazzo, Lenny! (5)Lenny??? (6)Lenny… (7)Lenny, ciao. (8)Lenny, entra… (9)Lenny, torna su! (10)Lenny, pronto? (11)Lenny, vieni! (12)Lenny, non scappi? (13)Lenny? (14)

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_ t o _ y – _ e n n _

DOMANDA:

MBÈ?

Hold
My tongue
Clenched teeth
Full lung
Fold
My thought
In one way
In one shot

Got our gestures open wide
Got our language spoken right
Got the blood to your open heart
But the skin thick enough so start it
It’s the question on your lips
It’s the heartbeat, when one skips
It’s the moment we connect
And the moment it conflicted

Can’t resist and can’t refuse
The safety and the danger you use
If you choose
Aimed for a win, missed the cues
The gemstones and the junk that you fuse
If you choose

Then the shit’s on me
The shit’s on me
The joke’s on me
The joke’s on me
2020-10-14T17:14:00

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partnership

Avviso: disegno esplicito! :-)

Non potevo, non potevo! Non potevo non riproporlo! È di Andream2016 e se i disegni espliciti non piacciono, ci si fermi alla sola lettura! (Non sarà difficile fermarsi, ho messo una bella censura.)

Ok, anche il linguaggio è esplicito e ok, le ore non erano 3.


Posted on di andream2016

La nuova Pinka si presenta

Questa è solo l’introduzione alle nuove storie di Pinka ed è in fondo una storia molto seria.
Dedicato a tutt* le/gli intersessuali che ogni anno vedono la luce in Italia e che sono sottopost* a terribili mutilazioni sessuali .

Ciao ciccine e ciccini, sono tornata e sono cambiata.

Oh, non preoccupatevi sono sempre la solita favolosa Pinka solo che ho cambiato taglio dei capelli e … ma procediamo con calma.
Un annetto fa stavo parlando del più e del meno con la mia amica Endy mentre bevevamo il decimo margarita a testa in un bar di Mexixo-City, quando Endy se ne viene fuori con:

“Ma ti rendi conto di quel che ti hanno fatto? E’ mostruoso!”

“Ehhh ?”

“Ma sì, non fare la finta tonta, quello che ti hanno fatto alla nascita!”

“Intendi dire il trasduttore spazio temporale inserito nelle palle?”

Effettivamente dopo dieci margarita ero leggermente sbronza e per niente veloce di comprendonio.

“Ufff, ma no, il trasduttore è una cosa ottima, beata te che ce l’hai. Mi riferisco alla tua vagina.”

“Ma io non ho la vagina!”

“Infatti è questo il problema, tu l’avevi ed ora non ce l’hai più.”

“Lo so lo so, fu una decisione del medico della clinica neonatale”.

“Improvvida? Fu una decisione criminale, presa senza il consenso dei tuoi genitori!” proseguì alterata Endy. “Sai benissimo che quando sei nata la chiesa ipercattolica spadroneggiava in tutto l’universo. E sai bene che il medico che ti ha fatto nascere era un ipercattolico, di quelli più schifosi. Insomma, la chiesa ipercattolica non concepiva niente altro che non la dualità femmina/maschio. Ogni anno il 2% dei nascituri è intersessuale, ovvero nasce con entrambi gli organi genitali maschili e femminili”.

“Lo so, lo so Endy. Io ero una di queste intersessuali, una abominio per la chiesa”.

“Esatto, e cosa fece il buon dottore? Decise lui che sesso dovevi avere secondo la sua testa malata. Fu questione di pochissimo, ti asportò ovaie e vagina, sperando di poterti far diventare un vero maschio.”

“Vero, ma non fece i conti con i miei genitori, che appena scoperto quanto combinato lo appesero letteralmente per le palle al muro! Morì di lenta agonia, fortunatamente moooolto lenta, ma ormai il disastro era stati fatto. Fortunatamente i miei genitori non mi dettero mai gli ormoni per rendere il resto del mio corpo compatibile con il mio cazzo, e questo che vedi è il risultato … che direi essere splendido!”

“E certo che sei splendida” disse Endy “ ma …”

“Ma cosa?”

“Hai mai pensato di rifarti costruire la vagina? I progressi medici sono ormai tali che la vagina sarebbe in tutto e per tutto come se non te l’avessero mai asportata … potresti addirittura rimanere incinta”.

Il sasso era lanciato, Endy mi aveva indubbiamente scossa.


Lì per lì decisi di non pensarci, con Endy andammo nella nostra camera d’albergo e facemmo sesso per tre ore di fila (non vi dico i particolari, diciamo che alla fine cazzo e culo mi bruciavano assai).

Ma ormai il tarlo mentale aveva iniziato la sua opera.

“Chissà come sarebbe avere una vagina ed accogliere dentro un cazzo” pensavo, “io l’ho infilato in tantissime passere e culi, ma l’ho ricevuto solo nel mio (splendido) culetto!”


Dopo una settimana decisi. Mi presentai alla clinica REVERSE e tempo due giorni uscii fuori con la mia passera nuova di zecca. Cazzi dell’universo, aspettatemi!!!


Ciccine e ciccini, sono la nuova Pinka, sempre pronta a salvare l’universo dalle forze del male e sempre pronta a fare sesso … ed oggi ancor più di ieri.

Che l’orgasmo sia con voi!

CENSURA!

Pinka, disegno di Andream2016
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_ _ o _ y – _ e _ n _

DOMANDA:

MBÈ?

Sweet berries ready for two
Ghosts are no different than you
Ghosts are now waiting for you
Are you
Sweet berries ready for two
Ghosts are no different than you
Ghosts are now waiting for you
Are you, dreaming
Dreaming tonight
Dreaming alright
Do we, do we know
When we fly
When we, when we go
Do we die?
Sweet berries ready for two
Ghosts are no different than you
Ghosts are now waiting for you
Are you
Sweet berries ready for two
Ghosts are no different than you
Ghosts are now waiting for you
Are you, dreaming
Dreaming tonight
Dreaming alright
Do we, do we know
When we fly
When we, when we go
Do we die? Yeah
La la la la la la la la
Do we, do we know
When we fly
When we, when we go
Do we die?
La la la la la la la la
2020-10-14T17:14:00

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regaloni

Una sera da bicchieri in alto

Poesie non ne scrivo. Però le pubblico. Ringrazio Bruno Navoni per questo inaspettato e gradito regalone. Buona lirica.
(foto ptresa dai qui)

Vorrei baciarti come

nessuno mai l’ha fatto.

Vorrei averti come

sappiamo noi.

Vorrei che fosse

una sera qualsiasi

una sera di bicchieri in alto.

Vorrei abbracciarti come

dopo una lunga attesa

con le lacrime e

gli applausi di chi ci vuole

bene e sa come siamo.

Vorrei amarti per ricordarmi

che esistiamo.

E alla fine vorrei

che queste fossero

prese per parole banali

come è la vita ogni giorno:

intensa, sprecata e vera

e tanto piccola

da essere dimenticata.

Vorrei che questi baci

fossero quel che sono

di fronte all’universo Infinito

che solo lui sapeva narrare.

Bruno Navoni

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_ _ o _ _ – _ e _ _ _

DOMANDA:

MBÈ?

Sometimes I wonder who the fuck I am
Uhh
Yeah, want you to feel it
I want you all to feel it
So step up on the mic and uhh
Show them what you got tiger
Sometimes I wonder who the fuck I am
So I’ve been lookin’ in the mirror and it still don’t make no sense
I’m askin’ what am I supposed to do?
I’ve done so much in my short lifetime, but I haven’t done shit
I done flew around the whole world
First I shook a million hands and I took a million pictures
But I’m a hostage in my own world
And my thoughts my own enemy, got no time for these bitches
I got too much on my damn mind
So if I add some more stress, I just don’t see how I’m a cope
I think they underestimate the grind
I do, bring this dough, and I’m only 20 years old
I wonder why I sip this devil juice
Cause it feel incredible, problems, I got several
Thank God that none of that medical
Ugh, I’ve been blessed with much to be expected
What am I doing here?
I wonder what am I doing here
What am I doing here
What am I doing here
I hope this feelin’ lasts for fuckin’ ever
I don’t want to come back down, let me stay above the ground
I hope I do what I was meant to do
Cause I’ve been searchin’ for that answer, I just hope I get it now
Please, let me find euphoria
When you up above the clouds, like, who goin’ to touch me now
And do we ever get to know the truth?
Cause everyone seems to have it, but to me it seems they lack it
Now I’m rollin’ and I’m sippin’ lean
Sometimes I catch a buzz just to help me picture love
Drinkin’ liquor and I’m smokin’ weed
And you don’t ever do too much if you could never do enough
Wonder why it’s me instead of you
I’ll be there to rescue you, problems you got several
Thank God that none of that medical
Ugh, I’ve been blessed with much to be expected
What am I doing here?
I wonder what am I doing here
What am I doing here
What am I doing here
2020-10-14T17:14:00

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_ _ _ _ _ – _ _ _ _ _

DOMANDA:

MBÈ?

It’s the questions (what) it’s the questions boy
It’s the questions (what) it’s the questions come on
The questions (what) it’s the questions boy
It’s the questions (hah) it’s the questions yeah
Talking bout the questions, it’s the questions y’all
It’s the questions (what) it’s the questions, dig it
The questions (why) it’s the questions boy
It’s the questions (huh) that’s what it’s all about
Yo, yo
What is an emcee if the wall ain’t got no back
(I don’t know, yo, he must be kinda wack)
What is paper to a nigga if the nigga don’t stack
(Yo, why the hell you asking me that)
Why do these girls, look so good in the summer
(I don’t know, I’m just saying this shit)
If you got ta-dat-ta-dat-tap for your lady would you wanna
(Hmmm, yeah, right)
Cause you answer the phone peace do that mean that you not a freak
(Hell no! That’s right)
Cause you recognize me, yo, I got to speak
(Why can’t you speak What you big a star now)
Why you got-ta, act like, nigga, all the time
(Even on Sunday’s you should)
Is a nigga yo’ complexion, is it all in your mind
(It’s all your mind)
What’s it called y’all
It’s the questions (what) it’s the questions boy
It’s the questions (what) it’s the questions, yeah!
The questions (uh) it’s the questions y’all
It’s the questions (What) it’s the questions come on
The questions, it’s the questions boy
It’s the questions (ah, uh ah) it’s the questions, yeah
The questions (yes) it’s the questions boy
It’s the questions, that’s what it’s all about
Yo, if I’m a intellectual, I can’t be sexual
(I don’t know, you wanna be sexual)
If I want to, does that mean I lack respect for you
(I don’t know you tell me)
You see a grown man, why fuck that young girl, are you lusting
(I might look twenty but I’m 15, slow down girl)
If you got paper like that, then why you still hustling
(Why you still hustling come on!)
Now you know yo’ stomach too big, to be wearing a shirt like that
(Look at your stomach, it’s sloppy)
So why, you want, to go and do that
Why ya why ya why ya why ya why ya wanna why ya wanna
Why ya wanna go and do that love huh
Yo why your girl gigiddy when my name come up
How come the industry build careers that don’t last
(Uh-huh, that’s right, ask him)
How come niggas don’t know but they front and don’t ask
Man I don’t know, I don’t know
It’s the questions (what) it’s the questions girl
It’s the questions (what) it’s the questions come on
The questions (what) it’s the questions Com
It’s the questions it’s the questions yeah
Yo we talking bout the questions, it’s the questions girl
It’s the questions (the who, the where, the when, the why)
It’s the questions, come on!
The questions, the questions y’all (yo we shoutin’ it out)
It’s the questions, that’s what it’s all about
Yo, why they say never say never, when they know that ain’t right
(What)
Cause to never say never you done said never twice
(They scrubs, that’s why yeah that’s twice)
Why do I need I.D. to get I.D.
(I don’t know, beats me beats me)
If I had I.D. I wouldn’t need I.D.
(That’s right, that’s true)
Why do these fine ghetto women got so much ass
(Why’d you talking about our ass though come on now)
Why did Dr. J shave his beard and mustache
(Like this, and like this)
How you got high expectations but got no patience
(Come on, I don’t know, I don’t know, I don’t know)
How come this joint named The Questions is so John Blazin’
(Uh-huh, uh-huh, uh-huh) Man I don’t know, I don’t know
It’s the questions (what) it’s the questions boy
It’s the questions, it’s just my questions black
Some questions, it’s the questions y’all
It’s the questions (what) it’s the questions, yo
Talking bout the questions, it’s the questions girl
It’s the questions (what) it’s the questions, come on
The questions (which) and we’re shoutin’ it out
It’s the questions (huh) that’s what it’s all about, yo
2020-10-14T17:14:00

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