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Racconto nero (4)

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CAPITOLO 7
– STRANE COSE –

La paura non ha materia.

– Caro…
– Sì?
– È arrivato il momento dei carciofi.
– Dove sono adesso?
– Sul tappeto. Sai, non stanno così male.

Infatti fanno la loro porca figura su un tappeto rosso. L’accaduto trova nuovamente divertiti i due coniugi. Si siedono per terra e costruiscono scenari con altri oggetti in altri luoghi. Ridono di gusto e iniziano ad amoreggiare. Suona il campanello. Altra corsa per rispondere, lei lo tira per le braghe, abbassandole, lui cade con un tonfo sordo. Lo scavalca e arriva prima, ha vinto e apre. Prassi quotidiane.

Carlo entra in casa ed ha un’espressione inconsueta; si guarda intorno con circospezione e chiude subito la porta dell’ingresso.
In un filo di voce dice che stanno succedendo strane cose e che, forse, loro non sono al sicuro. Non sa spiegar nulla, ma ha paura. All’invito a sedersi e a prendere qualcosa da bere, fa seguire un gesto stizzito. Saluta, alza appena lo sguardo, accenna un sorriso e se ne va trafelato. I due restano attoniti e senza parole.
La paura di Carlo aleggia sui carciofi, si siede su una sedia e li osserva curiosa, ma è la serata del tresette e la coppia esce di casa lasciandola di guardia.

Bella rimpatriata, hanno giocato, vinto, perso, vinto e offerto da bere agli amici. Fanno per inserire la chiave nella toppa di casa e la porta si apre con una semplice spinta.

– Avevo chiuso…
– Avevi chiuso…

Un furto, uno strano furto, tutto alla rinfusa, ma le cose di valore sono al loro posto. Cosa cercassero i ladri non è chiaro, forse il filo interdentale? E si mettono a ridere. Vanno in cucina per prendere una bibita ed ecco: il frigorifero non c’è più.


CAPITOLO 8
– COME IN UN FILM D’AZIONE –

“Nemico pubblico”.

C’è un’aria spessa. Non si parlano nemmeno. La tensione li accelera. Prendono documenti e soldi e si dirigono di corsa alla macchina. Partiti.
Dietro di loro due fanali li seguono (e non hanno alcuna intenzione di lasciarli soli in quella buia serata.). Lui improvvisa una fuga per le viuzze del centro, ma quei fari sono sempre più vicini. In una zona poco illuminata spegne anabbaglianti e luci di posizione, parcheggia veloce, scendono e si mettono a correre in una diversa direzione. Guadagnano solo pochi minuti, utili per giungere al piazzale dei taxi e prenderne uno.

Destinazione: la stazione ferroviaria del paese più vicino. Arrivano, ma non hanno ben chiaro dove andare e come. Sembrava una buona idea prima, ma adesso, con il prossimo treno tra un’ora e mezza, iniziano a sentirsi nel posto sbagliato. Un momento utile per prendere un caffè, un paio di giornali, qualche sigaretta e consultare il tabellone degli orari degli autobus. Ne parte uno dopo dieci minuti e porta davvero fuori strada. Come inizio fuga può andar bene.

– Che si fa?
– Andiamo da Giovanna e Marco?
– Non credo sia una buona idea.
– Quando scendiamo potremmo…
– Potremmo?
– Fare come in viaggio di nozze!

La tensione cala e languidi si baciano a lungo.


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54 risposte su “Racconto nero (4)”

Siii sono anche eleganti!!! 😂😂😂😆😜🥰❤️😘❤️🎊🎉😜💞💕💞❤️💞🌹🌺🌹🌸🌸👻👻👻🌸💕💞💕❤️💞❤️💕💕💕💞💞❤️💞💕💞💕❤️❤️

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L’avrei fatto per mostrarmi sul mercato delle sponsorizzazioni occulte, sperando nell’invito, con settimana tutto compreso, di qualche cittadina in cerca di scrittura geolocalizzata.

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