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Racconto nero (1)

(immagine da qui)

Il racconto a puntate è datato 18 aprile 2005.
Ho deciso di riproporlo in questa sede.
Buon viaggio!


CAPITOLO 1
– LE SOTTILETTE –

Nel quotidiano si annida il mistero del creato.
È talmente schivo e poco propenso all’esibizionismo che difficilmente ci si rende conto dell’inesorabile cosmico.
Ma è lì.

– Caro!
– Dimmi Amore?
– Hai messo tu le sottilette sul pavimento della camera?
– No di certo Tesoro… le cosa?
– Le sottilette, Amore…

Lui si alza dal divano. Sorride sarcastico mentre si affaccia in camera. Lei è in piedi, fissa il pacchetto di sottilette in un punto qualsiasi del pavimento.
Si guardano, cercando di non tradire il reciproco sospetto. Tradiscono il reciproco sospetto.
Prima di raccoglierle da terra si siedono sul letto, si studiano un po’ e decidono di amoreggiare. Sono una coppia così, appena il dubbio si avvicina, si avvicinano.

Debellati i sospetti sulle loro persone, ipotizzano: una troppo longeva permanenza nel frigorifero delle sfoglie di formaggio fuso; una libera iniziativa di prendere e andare altrove, per diventare altro.
L’idea li soddisfa e, satolli per la spiegazione, si dirigono in cucina.


CAPITOLO 2
– IL POSTO CHE FU DELLA MUFFA –

La materia è in grado di stupire, anche quando si reputa di conoscerne ogni aspetto e comportamento.

Il frigorifero è aperto. Quattro occhi vigili ne studiano il contenuto.
Le sottilette erano lì, sul ripiano alto, vicino alle marmellate, ad altri formaggi e al cartoccio del prosciutto; lì le rimettono.

È un frigorifero pieno di cose, diversamente da altri momenti in cui era sembrato un vecchio albergo ad ore.
I quattro occhi si compiacciono della nuova disposizione degli ospiti alimentari; c’è del disordine, qualche odore forte, qualche colatura della quale non si riesce più a definire l’origine, resti vegetali e, nell’angolo del cassetto della verdura e frutta, a destra, in basso, un’audace chiazza di muffa.

No, fermi, la muffa non c’è più.

Nessun passaggio di straccio umido l’ha tolta, nessun tampone da microbiologo. La piccola coltura personale dei Signori è semplicemente scomparsa. Non potranno continuare a foraggiare idee di produzione artigianale dei vaccini.
Al suo posto è parcheggiata una piccola macchia nera. L’indole tollerante dei quattro occhi le dà il benvenuto silenziosamente.

Sbunf!


Puntata successiva

85 risposte su “Racconto nero (1)”

😉👍😎😎🤩😁😄🥰❤️🤗😘😘😘❤️😍🥰🤗😘❤️💞💞💕💞💕💞💕💞🌹💕🌹💕🌹💕🌹💕💞❤️😘😘🤗❤️💞💕💞💕💞💕💕

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Bellissimo inizio …
Ora però mi sorgono dubbi sui tuoi rapporti con i frigoriferi.
Ti ricordi che ad un certo punto ci avevi rinchiuso l’autore?
La cosa in realtà mi affascina, e qui potrei iniziare una serie di complimenti sperticati sulla tua eccezionale fantasia e sulla tua capacità di creare storie a partire da ambientazioni che per altri sarebbero banali, ma non lo faccio. Ah sì l’ho fatto, evvabbè sono riuscito a scrivere ciò che stavo scrivendo di non voler scrivere proprio nel mentre lo scrivevo …. aiutoooo.
Dai sei bravissima … questo l’ho detto semplicemente 😘❤️😘

Piace a 2 people

😄 grazie Andrea!!! Il frigorifero come luogo detentivo dell’autore aveva questo precedente, in effetti. Infilarci un buco nero è stato divertente. Quelli sono stati gli anni in cui mi sono scoperta una scrittrice ludica e ho sperimentato tanto. Adesso anche. 😀🤗😘

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Ok, è presto per dire dove si andrà a parare ma le premesse sono mooolto interessanti, come ti dicevo 🙂 Lo stile mi piace, ecco forse un ritmo un po’ più lento di quello a cui mi ero abituato ultimamente, più scrittura e meno teatro, potrei dire anche se non so se so quello che dico, comunque mi piace 🙂
Ci metto anch’io un pollice in su per i capitoli corti 🙂
Per adesso comunque ciò che mi sembra più inquietante è la coppia: sono come leggermente “sbagliati”, come se ci fossero piccoli particolari fuori posto che, all’apparenza insignificanti, sono in realtà sintomi di qualcosa di mooooolto sbagliato, di irreparabilmente sbagliato.

L’unica controindicazione qua, per quanto mi riguarda, è che quello che faccio io per contrasto mi sembra tutto vecchio e polveroso, e questo mi scoraggia. Ma io sono facile allo scoraggiamento, perciò tutto nella norma 🙂

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Grazie! 😀
Tieni conto che in quel periodo ho scritto tanto e tutto alla “buona la prima”, nel senso che la voglia di sperimentare era tanta e non sono corsa dietro a molti particolari. Questo racconto è tra i miei “naïf”, la coppia lo è in pieno… o forse no (non posso dire nulla!)

Quello che fai tu a me piace moltissimo. Proprio. Lo sai. Non è piaggeria. Crei atmosfere palpabili, inquietanti, intrise di ogni umore, fresche 🙂

"Mi piace"

Prego, è il minimo 😉
No no non dire nulla, è naturale essere curiosi perchè potenzialmente si potrebbe finire proprio ovunque… ma tanto pubblicherai in fretta, lo so che sei una brava ragazza e non ci terrai sulle spine a lungo, vero?

(vero? 😮 😛 🙂 )

Oook ferma. Credo che possa bastare per i prossimi vent’anni. Grazie, davvero, mi sembra… troppo, mi sembrerà sempre troppo, ma grazie 🙂
(Ssst, non serve dire altro… mi piace avere l’ultima parola 😛 )

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