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L’uomo col cappello

Non è opera mia. Non l’immagine, non il testo.
Sono di Ignazio Piscitelli.

Buona lettura!


L’uomo col cappello
Ignazio Piscitelli Arte e Scrittura

Illustrazione di Ignazio Piscitelli
Ore 21.33, l'uomo indossa il suo cappotto, mette il cappello e scende...Alle 22.00, scatta il coprifuoco...dicono che è per il nostro bene ma l'uomo col cappello, se ne frega: lui non rinuncia alla sua passeggiata serale. 
Ore 22.17, sulla strada che da casa sua, porta fino ad una statua di Morricone, l'uomo viene fermato da una pattuglia della polizia..."Signore, cosa fa a quest'ora, per strada? Lo sa che c'è il coprifuoco e che deve stare a casa?" - "Certo che lo so, ma non sono d'accordo! Non rinuncio alla mia passeggiata...sono anni che , a quest'ora,  passeggio!"- ...La multa di 400 euro e un rimprovero: i poliziotti fanno il loro dovere...
Ore 23.01, l'uomo mette a posto il cappotto e il cappello e posa la multa sul mobiletto, accanto al telefono...Si siede sulla sua poltrona, accende l'abat-jour e legge il quarto capitolo, di un libro comprato ad un mercatino. Il gatto si struscia vicino alla sue gambe e inizia a fare le fusa...
Ore 7.56, caffè, fette biscottate e tv accesa: le news del mattino, sono le stesse del giorno prima e di quello precedente, ancora...Non si parla' d'altro , oramai da mesi. Morte e soluzioni alquanto paradossali per evitarne altre...Giornalisti al servizio della politica che cercano di convincere la massa che non ci sono altre soluzioni, al di fuori di quelle "imposte" dal Governo centrale...Amen!
Ore 9.33, l'uomo indossa il cappotto e il cappello. Prende le chiavi di casa, sul mobiletto dove c'è il telefono e la multa...anzi LE MULTE!...E' la diciottesima, in quasi un mese di coprifuoco violato. Soltanto tre volte, i poliziotti o chi per loro, hanno lasciato correre. Per il resto delle sere, multe accumulate per una somma totale, pari al costo, quasi, di un'auto di piccola cilindrata...
13 Ottobre 1992, ore 21.58, la giovane coppia, sposata da un anno e mezzo, ama passeggiare, ogni sera, dopo cena, lungo il viale che dalla loro casa, arriva fino ad una piazzetta -"In questa piazzetta, ci starebbe bene una bella statua!"- ripete il marito, ogni volta che raggiungono la piazza. La coppia, si siede dieci minuti su di una panchina: due coccole, una sigaretta e poi ritornano a casa. 
16 Ottobre 1992, ore 23.04, la giovane coppia sta rientrando dalla solita e amata passeggiata. Sono quasi sotto casa, quando la donna inizia a dire frasi senza senso: - "Il motore della Ford è fatto di acciughe e limone!...Cristo, figlio di Zuzu!..."-...ore 23.06, la donna si accascia a terra e muore 42 secondi dopo. Un ictus fatale che ferma il tempo, in quella strada, sotto il palazzo e a settecento metri dalla piazza che ventotto anni dopo, avrà una statua, al centro, in memoria del Maestro Morricone.
Ore 9.34, l'uomo guarda tutte quelle multe che non pagherà mai! Non c'è prezzo e non c'è richiamo nè ammonimento nè imposizione!...Il tempo, si è fermato ventotto anni prima: quando il mondo era ancora un mondo libero e le persone erano ancora libere di piangere i propri amori perduti, come cazzo voleva.

Però è specializzato in vignette, caustiche, divertenti, e un tot di altri aggettivi.

80 risposte su “L’uomo col cappello”

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Il mio problema è che non reggo più le persone che si lamentano della libertà perduta invece di dispersi per i più dei centomila morti e protestare per il gravissimo ritardo delle vaccinazioni. Detto ciò trovo le vignette dell’autore molto incisive. Sicuramente molto bravo.

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Allora seguendo questo ragionamento bisognerebbe disperarsi anche dei morti di tumori (che sono ben più di 100.000), o dei morti di altre malattie, quali quelle cardiovascolari o cerebrali giusto per fare due esempi, anche se di esempi ne potrei fare a decine, eppure non mi pare che nessuno abbia mai protestato dicendo: “Non viviamo più per rispetto di questi morti”.

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Non consideri (volontariamente) che il covid si trasmette per vicinanza, e quella che tu chiami libertà di fare una vita normale diventa la morte per altri. Non ci hai riflettuto abbastanza credo. Non dico altro perché non ho voglia di litigare in casa altrui, dato che questo è il blog di Endorsum. Buona serata

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ci mancherebbe altro che io voglia sindacare la libertà artistica. Esprimevo solo il mio disagio verso certi atteggiamenti. Noi (io e Barbara) abbiamo rinunciato a viaggiare, non siamo potuti neanche andare al funerale di un nostro carissimo amico morto in Giappone, stiamo in casa a meno di esigenze lavorative, perché il diritto alla vita delle persone è molto più importante della nostra voglia di socialità. Ecco in sintesi perché certi atteggiamenti mi danno fastidio.

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Cosa t’infastidisce dello scritto? La violazione della norma? Perché, e di uno scritto parliamo, anche delicato, il protagonista cammina nel vuoto senza mettere in pericolo nessuno. È attaccabile perché immorale? Ahi…

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No mi riferivo al blog dell’autore ed all’ invocare una presunta libertà. Ma è una cosa molto divisiva la posizione sull’emergenza covid-19 ed io sono molto, troppo stressato, quindi meglio che mi taccia.

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Concordo in pieno, Kompagno, anche a me questa teoretica del “la mia libertà vale molto più della vostra”, m’ha proprio stufato.

E poi se muoriamo di tumori invece di limitare l’inquinamento possiamo morire di covid purché non mi rompiate le mie piccole libertà …
Che stufissimo.

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Eh, no. Scusa.
1. Brescia supera i limiti delle polveri sottili già alla prima zona rossa (praticamente in giro ci sono solo le ambulanze e la polizia, oltre agli elicotteri che non vanno a propulsione corporea).
2. Siamo la patria del teleriscaldamento dagli anni 70.
3. Il termovalorizzatore (inceneritore si chiamava una volta) brucia la spazzatura di mezza Lombardia da quando l’A2A, fatto con i soldi dei contribuenti, è stata quasi completamente ceduta agli azionisti … Brucia tanto per far guadagnare tanto.
Bene. Fabbriche fin dentro la città, anche quelle brutte e cattive (chimiche, galvaniche, acciaierie, ferriere).
Un fantastico reparto all’avanguardia di patologie respiratorie e tumorali infantili (ma quanti!) e ci raccontano che l’inquinamento è dovuto alle macchine? Non qui.

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“… E poi se muoriamo di tumori invece di limitare l’inquinamento (possiamo morire di covid purché non mi rompiate le mie piccole libertà …)”
A me sembra una bella semplificare. Ma se dici che non lo è… a me sembra una bella semplificazione comunque. Non prendere freddo.

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La storia dell’inquinamento l’ha tirata fuori adriano commentando i 100000 morti di andream, la storia di dare la colpa macchine e non inceneritori e fabbriche l’hai detta tu.
Peccato

Son coperto tranquilla

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io dico che il testo è bello e scritto molto bene e va preso per quel che è. Se poi vogliamo parlare della realtà, io reputo che una limitazione della libertà era quanto meno necessaria per cercare di contenere la diffusione di questo maledetto virus…che ci piaccia o no. Il confronto con le altre malattie a me sembra improprio. Il covid è un virus contagiosissimo che uccide tanta gente, altre malattie non sono contagiose. Qui nel valdarno , un paio di anni fa abbiamo vissuto una situazione molto critica con la meningite e anche lì fu dura e paurosa e meno male fu contenuta con le vaccinazioni, ma avrebbe potuto essere pericolosa per i contagi.

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Il testo è un bel testo e mi sono sentita libera di riproporlo. La realtà è complessa, faticosa, irrazionale e ognuno ha la propria. L’importante è mantenere l’ascolto dell’altro senza creare fazioni. Avremo bisogno di una comunità viva e collaborante per uscire dalla crisi economica e psicologica che si sta profilando all’orizzonte.

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io non riesco più a leggere i post degli amici su facebook…sono impazziti. Ora ce l’hanno col presidente della regione Toscana.. lo lincerebbero. E poi non fanno che parlare di politica manifestando con orgoglio il loro essere fascisti… Io sono senza parole

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il problema è sempre quello: il sonno della ragione genera mostri. In più c’è davvero chi non ha stipendio da mesi… la situazione è esplosiva, paragonabile alla germania degli anni ’30.

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io ho notato che quelli che sono maggiormente arrabbiati non hanno nemmeno problemi economici, .. sono persone arroganti e presuntuose per natura. Chi è in difficoltà di solito ha dignità da vendere

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