Categorie
Il Metodo

IL METODO – 18

Victor Vasarely, Tau-Ceti-Ny, 1967
(Immagine tratta da qui)

l’inizio

la puntata precedente


Mi diede alla luce una Donna Mongola, ingravidata da un guerriero unno e inconsapevole di portare, dentro di sé, il germe del potere. A quei tempi la vita era molto più breve, a 40 anni la tua parabola era alla fine, vecchio, e non c’era molto tempo per fermarsi a pensare e comprendere. A quindici anni eri già uomo, con una moglie e dei figli. A venti anni sarebbe stato chiaro se eri destinato a essere un capo oppure uno schiavo.

Io non ero nato per essere schiavo e la Mente degli Umani del tempo non era condizionata e rallentata come ora, col fluoro, la musica a frequenze innaturali, le vaccinazioni, i metalli pesanti sparsi nel cielo. A quel tempo l’istinto sapeva ancora dirti chi eri o cosa potevi essere e il mio istinto mi diceva che ero nato per comandare.

Mio padre, il mio primo padre, non condivideva la mia idea e così, a quattro anni, lo sgozzai mentre dormiva.
Fu lo sciamano a salvarmi quando, di fronte ai guerrieri che volevano darmi in pasto ai maiali dopo avermi riservato la stessa sorte, aprii le mani, come a scacciare qualcosa che avevo dentro, con un gesto secco, come solo i piccoli sanno fare e due di loro caddero a terra; abbattuti da una forza che nessuno di noi conosceva.

Forse lo sciamano fu solo impressionato dal gesto e dalla casualità, forse conosceva. Finii, dopo un viaggio di due anni, in un tempio confinato fra le montagne della Mongolia. Dopo ventidue anni ero il più potente guerriero del tempio, ma non divenni mai uno dei sette Novanta. Non era ancora il mio tempo e ricordo, come fosse ora, quando il Sacerdote mi nominò Novanta, un attimo prima di morire.

«Tornerai,» mi disse «ma noi non saremo qui ad attenderti».

Non comprendevo il significato di quelle parole, ma un attimo dopo la mia anima era in un altro corpo, un altro uomo che sarebbe diventato Novanta. Fu così che, di vita in vita, con una vita lunga 1.529 anni, sono arrivato a questi tempi: l’unico rimasto della Gerarchia.

L’unico, dai tempi dei tempi, che ha abbandonato la Gerarchia, rifiutandola. Commisero l’errore di appoggiare, per l’ennesima volta, il nostro sotto, la massoneria, nel tentativo, ordito da mia madre, di strapparmi il figlio diretto e uccidere l’altro. Commisero l’errore di continuare a nascondere il viso e la Mente, di fronte alle atrocità che il nostro sotto continuava a commettere; per colpa nostra, per la conoscenza che noi avevamo trasmesso a dei senz’Anima.
All’inizio non era così, erano solo Animici i rappresentanti della massoneria, ma col passare del tempo e il disinteresse della Gerarchia, la conoscenza cambiò. Senza una formazione completa non riuscivano a comprendere e allora, aiutati dai nostri invasori, deviarono dal percorso iniziale e si persero. La verità divenne ambigua, malleabile e i senz’Anima presero il sopravvento.

Sventare i loro propositi omicida non fu complesso, fino a quando non comparve Tina. La Massoneria non poteva conoscere e sapere di lei. Solo la Gerarchia sapeva e l’unica risposta possibile fu che la Gerarchia era pronta a sostituirmi. Non era più solo il sotto, il nostro sotto a voler eliminare me e Gabriel, ma anche la Gerarchia.

Non mi servivano prove. Era così.
La Gerarchia non approvava che uno dei sette Novanta, uno dei loro, difendesse un figlio bastardo e senz’Anima. Gabriel era nato senz’Anima, ma chi ero io per decidere della sua vita e della sua felicità? Chi ero io per decidere della sua vita, della vita e della felicità di Michael, della loro Madre e di Gabriel?

L’errore che la Gerarchia commise fu quello di violare la regola e la regola afferma che, tutte le decisioni relative a uno dei membri, devono essere prese con la presenza di tutti i membri. Con la loro scelta avevano violato la regola cardine, l’unica che può garantire correttezza ed equanimità. L’unica che ci divide dai senz’Anima.
Fu loro la scelta e, a quel punto, mi avevano fornito su un piatto d’argento il contraltare della regola: potevo eliminarli, uno a uno, se ne fossi stato capace, a patto di non spezzare la presenza di almeno uno dei Novanta appartenente al Raggio in vita e al Raggio che nascerà.

Non fu necessario risparmiare nessuno.

La conferma che i fatti si svolsero esattamente come supponevo, arrivò quando mi scontrai con l’altro Novanta che possedeva il Raggio della Forza. Un attimo prima che lo disintegrassi, certo della sua vittoria, mi urlò in faccia la loro scelta. Quando la sua vibrazione scomparve, percepii, netta, la paura che attraversava il campo degli altri cinque.

Sapevano che la vita da Novanta era finita, per sempre. Se è un altro Novanta che interrompe il tuo percorso, non rinascerai mai più.

Non fosse esistito il sotto, voi indefinibili senz’Anima, contenitori egocentrici incapaci di qualunque saggezza, tutto questo non sarebbe successo, non avrei MAI avuto un figlio senz’Anima. Non avrei MAI dovuto eliminare la Gerarchia. Non avrei MAI dovuto caricarmi sulle spalle il fardello di una lotta solitaria e con un obiettivo che non condivido: salvare i senz’Anima.

puntata successiva..


L’opera “Il Metodo” è di proprietà esclusiva e riservata dell’autrice ed è protetta dalle vigenti norme nazionali e/o internazionali in materia di tutela dei diritti di Proprietà Intellettuale. Ogni riproduzione, anche solo parziale, è proibita senza il consenso dell’autrice stessa.

59 risposte su “IL METODO – 18”

la parte finale del tuo pezzo di oggi termina con grande rabbia e durezza direi e anche forse con una forma di delusione, come quando si devono fare lotte che non sempre ci appartengono fino in fondo…questo + un conetto molto importane ed anche trainante nel nostro secolo se ci pensi… brava come sempre

Piace a 2 people

The under, the soulless, the sons. Holly crap! The plot is really very interesting and very original. Its like to read the Dick’s novels and the ask is immediate: had he written of his life or was simply a great fantasy? Charming history.

Piace a 4 people

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.