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Il Metodo

IL METODO – 16

Victor Vasarely, Tau-Ceti-Ny, 1967
(Immagine tratta da qui)

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LIBRO

Il Libro della LEGGENDA racconta dell’esistenza di un altro pianeta simile al nostro, in un angolo dell’Universo, abitato da Umani con Anima. Sono in perfetto equilibrio da tempo immemore e nessuno osa avvicinarsi.

Il Libro della LEGGENDA li identifica come i “Cattivi”. Probabilmente il Libro della LEGGENDA non fu scritto da loro, ma da qualcuno degli sconfitti. Forse qualcuno che ora non esiste più. Una razza molto simile agli Human oppure dagli antenati stessi degli Human; i primi Osservatori.
Molte ipotesi e nessuna certezza, sulle origini del Libro. L’unica certezza è che quel libro non proviene dalla Terra. La carta su cui è stampato, è composta da fibre vegetali che sulla Terra non esistono e non sono mai esistite. È una carta stranissima; non si altera col tempo, è resistente, non brucia e, sopra tutto, i nostri inchiostri non scrivono su quella carta. Come se fosse stata concepita perché non potesse essere danneggiata, né modificata durante il suo lungo viaggio.

Quasi sicuramente il Libro era conservato dai Novanta durante l’epoca di Gaja; alcuni riferimenti al libro sono stati rinvenuti nelle poche informazioni che ho ritrovato su Gaja. La lingua utilizzata è molto simile al sanscrito antico e tradurlo non fu complesso. Tutta la storia dei Cattivi era raccontata, nei minimi dettagli.
La nascita della loro civiltà, a partire dalla comparsa dei primi Umani, la crescita, gli attacchi subiti da razze provenienti da altri sistemi, la comparsa dei senz’Anima, le prime guerre, la fuga della loro Gerarchia, la costruzione del mondo segreto, i sacrifici per rubare agli invasori pezzi di tecnologia, il tempo dedicato a ricreare l’armonia, le trattative con i senz’Anima e gli invasori per cercare un equilibrio comune, la guerra e, alla fine, la cacciata degli invasori, l’uccisione di tutti i senz’Anima e la rinascita.
Il loro mondo è una copia perfetta di Gaja, che si conserva da moltissimi anni grazie a una tecnologia che impedisce a qualunque essere senza Anima di avvicinarsi al loro sistema solare. Chi osò, in passato, fu distrutto, oppure catturato e ora vive, esposto come un animale, negli zoo.

Lo schermo protettivo che circonda il loro sistema solare, così racconta il Libro, continua ad allargarsi e l’obiettivo, l’obiettivo dei Cattivi, è quello di estendere lo schermo protettivo in modo che possa comprendere tutto il nostro Universo. Un Universo, a quel punto libero da tutti i senz’Anima.

Studiando la loro storia, sembra quasi di scorgere la copia speculare di ciò che succede sulla nostra Terra. Le similitudini sono talmente sconcertanti, che più di una volta mi sono sorpreso a pensare ai Cattivi come se fossero la proiezione, in un’altra dimensione, di ciò che noi siamo nella nostra. Due mondi che vivono, in momenti temporali diversi, la stessa storia. Come se il tempo, le vite dei Cattivi, non si esaurissero, ma per qualche strano motivo, utilizzando un canale che noi non conosciamo, completato il compito nella loro dimensione, ricominciassero da noi.

Se così fosse, potrebbe significare che abbiamo qualche speranza di sopravvivere a questo momento, qualche speranza, una volta superata l’era della forza, di veder nascere l’era dell’intelligenza, sperare che riesca a sopravviverci e farci tornare ciò che siamo: esseri pensanti con Anima.

Leggendo e rileggendo il Libro, sono giunto alla conclusione che, dal punto di vista scientifico e tecnologico, noi Umani siamo molto più avanzati dei Cattivi, il giorno in cui decisero di dichiarare guerra ai senz’Anima e agli invasori. Potrebbe essere un vantaggio da sfruttare. Oppure no.

Ciò che a noi manca, per intraprendere una Guerra, che prima o poi dovrà scoppiare, è la consapevolezza che non abbiamo più nulla da difendere: che non possediamo più nulla oltre a noi stessi.
L’altra sensazione, più che una sensazione, è che gli invasori abbiano fatto tesoro della precedente esperienza con i Cattivi e cambiato metodo. Le informazioni che possediamo parlano di scontri cruenti, di repressione, di una vera e propria caccia all’Umano con Anima. Fu questo atteggiamento crudele che rafforzò la convinzione dei Cattivi, la loro determinazione e rese chiara quale fosse la scelta giusta; a tutti.
Da noi è diverso.
I nostri invasori sono delicati.
Hanno elargito tecnologia e conoscenza per apparire “buoni”. Sfruttando queste leve hanno stretto un patto con la Massoneria, le grandi multinazionali e i militari, per garantirsi tutta la libertà d’azione che gli serve. Nessuno scontro frontale con gli Umani; solo un costante indebolimento del legame fra Mente, Spirito e Anima e un rafforzamento metodico, nelle posizioni di comando, dei senz’Anima o degli ibridi, che controllano.

Il patto prevede che gli invasori non disturberanno gli affari terreni di questi “signori” anzi, nei limiti del possibile, li aiuteranno e in cambio chiedono solo di poter condurre esperimenti in santa pace.

Potrebbe anche esistere una seconda opzione. Nonostante per milioni di anni abbiano tentato di conquistare Anima e l’immortalità, senza mai desistere, alcuni episodi iniziano a indicare una possibile, diversa direzione: se non riusciranno a strappare Anima, allora faranno in modo che Anima non abbia più esseri viventi con cui legarsi. Almeno sulla Terra.

La nemesi, come tutte le nemesi, è strepitosa: la Gerarchia della rinascita, offuscata dal mito di Gaja, voleva eliminare tutti i senz’Anima e cacciare gli invasori per ricreare il mondo perfetto; i nostri invasori vogliono eliminare i cinquecento milioni con Anima, Gerarchia compresa, e lasciare il caos.

Non possono permettersi un’altra sconfitta. Se gli Umani raggiungessero la vittoria, come fu per i Cattivi, l’universo si restringerebbe a vista d’occhio e, in un tempo non molto lontano, sarebbe liberato dai senz’Anima: terreni o alieni che fossero. Dovrebbero cercare altre vie e immergersi in Multiversi che non conoscono e, da cacciatori, potrebbero diventare prede.
Inaccettabile per chi ha gestito l’intero Universo per milioni, forse miliardi di anni, come se fosse il salotto di casa.

Può essere che il mio sia solo un punto di vista sbagliato, forse solo una visione paranoica del futuro, ma voi, sotto, sempre aggrappati ai vostri ideali, ve la sentite di escluderla?

puntata successiva…


L’opera “Il Metodo” è di proprietà esclusiva e riservata dell’autrice ed è protetta dalle vigenti norme nazionali e/o internazionali in materia di tutela dei diritti di Proprietà Intellettuale. Ogni riproduzione, anche solo parziale, è proibita senza il consenso dell’autrice stessa.

46 risposte su “IL METODO – 16”

This chapter is very intense, very difficult to understand. it’s like dirt scattered in the fields, you realize that it exists, only when the wind drags it against the nets of the fence walls. Then you look around and see the dirt.

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