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Il Metodo

IL METODO – 14

Victor Vasarely, Tau-Ceti-Ny, 1967
(Immagine tratta da qui)

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TEMPIO

24 Settembre ore 21:07.
Il Gruppo è al completo, le danze stanno per iniziare. Il Tempio, come tutti i templi della Gerarchia, è abilmente camuffato e impossibile da scoprire. È il solito vecchio palazzo, con le pietre ingrigite dal tempo e dallo smog a delimitare portoni e finestre, nel quale ti aspetti di trovare il maggiordomo tossicchiante, intento a servire la vecchia dama con i capelli grigi raccolti a crocchia sulla nuca.

Il palazzo è monitorato da telecamere ad alta risoluzione, gestite centralmente da un sistema che controlla automaticamente ogni movimento esterno.

Passate correndo sul marciapiede? La telecamera vi riprende, identifica i marker del vostro volto, li passa al computer che la gestisce e il “controllore” si collega ai sistemi delle intelligence delle principali nazioni del mondo, recupera i vostri dati, chi siete, dove abitate, lavoro, parenti, amici, fidanzate, hobby, vizi, conto corrente e archivia. Tutto.

Camminate troppo lentamente? Siete un amante delle passate architetture e vi attardate a osservare le inferriate in stile veneziano oppure il bassorilievo romano recuperato da chissà dove e posto a ornamento? Stessa sorte.

Vi appoggiate al muro, dopo essere usciti dal ristorante, con la fidanzata e vi baciate? Idem come sopra.
Avete qualche speranza di uscire indenni da questo attacco alla privacy soltanto tenendo un passo costante, compreso fra i tre e i cinque chilometri all’ora, senza variazioni di direzione, senza fermate improvvise, anche solo per accendere una sigaretta davanti alle sue mura. L’alternativa? Essere filmati, schedati e classificati, col vostro livello di pericolosità teorica calcolato dal software del sistema centrale della Gerarchia.

Le connessioni fra le telecamere sono cifrate. Ogni dieci fotogrammi, uno è firmato digitalmente e marcato temporalmente per evitare che qualche tecnico interno, cedendo alla corruzione dei troppi nemici della Gerarchia, si ingegni a modificarne il contenuto; è impossibile, con una firma digitale a garanzia dell’originalità dei fotogrammi e con la marcatura temporale, recuperata in tempo reale dai satelliti GPS geostazionari che orbitano al di fuori dell’atmosfera terrestre, a certificare la correttezza della sequenza temporale delle riprese. Un sistema quasi perfetto, immodificabile.

Microfoni direzionali ad alta sensibilità registrano i rumori e ciò che dite, nel raggio di circa quattrocento metri, anche se sussurrate; auguratevi che non vi scappino una frase o una parola poco gradite: attiverebbe la costruzione del vostro profilo.

Emettitori a microonde e sonar controllano, ventiquattro ore su ventiquattro, 365 giorni all’anno, i palazzi del circondario. I segnali attraversano i muri e restituiscono la mappa termica di chi vi abita e cosa sta facendo. Impensabile appostare un cecchino.

Telecamere dedicate registrano le targhe di tutti i mezzi che transitano nella via del Tempio e nelle strade circostanti. Verificano chi è seduto nella macchina, calcolano la massa e il peso dei passeggeri, valutano il carico degli ammortizzatori, controllano la dinamica del mezzo. Se anche un solo parametro è sospetto, magari semplicemente perché avete troppe valige nel baule, inizia la vostra schedatura e, se il carico è ritenuto eccessivo, sarete fermati da una pattuglia della polizia. Ma è sufficiente che quelle siano vie lontane, nelle quali vi trovate per una gita, oppure vi siate semplicemente persi e le state percorrendo in tondo, senza sapere bene dove andare.
Non ha importanza, siete un’anomalia, vi seguiranno, registreranno e verificheranno tutto di voi; aiutati anche dai satelliti, che sono perennemente puntati su quelle strade: nulla di ciò che succede sfugge.

Ogni informazione è classificata, conservata e utilizzata, quando serve.

Gli ingressi sono azionati da chiavi biometriche, accoppiate a smartcard elettroniche basate su campi elettromagnetici a induzione e integrati con RFID(1) ad alta sicurezza. Impronte digitali, calco della mano, mappa facciale, lettura della retina, controllo vocale, ma se non hai la chiave giusta oppure il sistema di tracciamento biometrico ha il minimo dubbio, ti tocca sederti paziente e attendere una mappatura del DNA on the fly: fatta al volo. Basta il minimo dubbio e la sicurezza ti blocca, non c’è verso. Se poi la mappatura del DNA non quadra, vorranno scoprire chi sei. Non vorrei essere al posto dell’eventuale “infiltrato”. Sarebbe scorticato vivo, andando a reperire i punti chirurgici utilizzati per modificarne i tratti somatici, quindi torturato per farlo parlare e ammazzato senza alcuna remora.

I punti chirurgici invece, debitamente analizzati, consentono di risalire quasi sempre alla clinica dove è stato eseguito l’intervento e, una volta individuata, è semplice stanare il chirurgo e chi fosse realmente la persona che aveva desiderato, ardentemente, assomigliare così tanto a qualcun altro.

Se poi, per puro caso, l’intervento era stato perfetto e lo stop era avvenuto solo a fronte dell’interrogatorio, dopo aver superato i controlli biometrici, il chirurgo plastico sarà ammazzato. Non prima di avergli fatto raccontare quale tecnico avesse collaborato e fornito i dati per replicare le impronte digitali e il calco delle mani; quale bioingegnere avesse progettato il modulatore vocale; quale società avesse prodotto la pelle sintetica, necessaria per duplicare le impronte digitali; quale fisiatra avesse addestrato all’utilizzo corretto della forza della mano; quale oculista avesse inserito l’impronta falsa della retina.

Non sempre queste informazioni sono ottenibili rapidamente, ma difficilmente la Gerarchia fallisce. Tutti costoro finiranno ammazzati e voi, sotto, leggerete dello strano incidente, dell’infarto, del suicidio immotivato del famoso professionista o dell’anonimo fattorino.

Se pensate che questi controlli siano leggeri, eviterò di parlarvi dei metal detector integrati in qualunque ingresso, dei body scanner che vi spiano persino nel buco del culo e dei sistemi a tracciamento molecolare per determinare, automaticamente, eventuali sostanze pericolose.

Mai nessuno è riuscito a violare queste porte e uscirne vivo. Pochi hanno tentato. Per completare il quadro, la sicurezza interna è gestita da ex Blackwater, che vuol dire ex Berretti Verdi, ex CIA, ex di qualunque corpo speciale del mondo vi venga in mente. Mercenari che non hanno alcun problema ad ammazzare. Quindi, se qualcuno dovesse riuscire a forzare l’ingresso e superarlo, sarebbe accolto da un paio di chilogrammi di piombo. Ma se fosse così bravo da superare anche l’esame del DNA, esiste una possibilità ma non starò certo a raccontarvi quale, si troverebbe, una volta completata la sua missione, a ripetere i controlli prima di uscire. A quel punto il sistema genererebbe la richiesta di una verifica manuale e l’esame del DNA, la seconda volta, fallirebbe. A un kamikaze suicida potrebbe anche non interessare…

Noi abbiamo comunque un piccolo vantaggio: non dobbiamo violare nulla; siamo parte della Gerarchia.
Mario è parte della Gerarchia e gli oggetti che introdurrà, non sono individuabili, è una tecnologia troppo avanzata anche per la Gerarchia. Almeno una parte della Gerarchia. Al resto penserà il Gruppo.

puntata successiva…


L’opera “Il Metodo” è di proprietà esclusiva e riservata dell’autrice ed è protetta dalle vigenti norme nazionali e/o internazionali in materia di tutela dei diritti di Proprietà Intellettuale. Ogni riproduzione, anche solo parziale, è proibita senza il consenso dell’autrice stessa.

99 risposte su “IL METODO – 14”

Fantasticoooo la tecnologia è la mia passione!!! 🤩 La parte tecnica è uno spettacolo mi è piaciuta tantissimo!!! 🤩😉😎😍 Complimentoni!!! 🥰😉👏👏👏🤗❤️❤️❤️😘😘😘❤️🤗❤️🤗❤️🤗❤️🤗

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Citazione perfetta il nemico pubblico! Il problema del controllo è immane , io penso sia uno dei nodi centrali del mostro tempo. È un potere che si ha la sensazione si spartiscano in molti o perlomeno pensano di averlo. E devo dire che spesso mi spaventa! Bello davvero questo tuo pezzo! E brava sempre

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Acqua alta in ospedale? Medici nel pallone? Varianti influenzali? Produttività selvaggia per rifarsi dal baratro? Polpette avvelenate? Non saprei 🤔

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Mmmmm… Adesso mi informo. In effetti c’è stato un aumento degli elisoccorso. Però è voce comune che il cov si becchi in ospedale. Un tecnico che si occupa dei condizionatori mi ha confermato che (reparto infettivi a parte) il sistema è centralizzato… (Ogni blocco dovrebbe avere il proprio)

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Ho visto il video. L’ospedale è il 2°cittadino, privato convenzionato (delle suore imprenditrici). Fai conto che la provincia è grande e molto popolosa e molto attiva dal punto di vista lavorativo. Però approfondisco anche chiedendo ai medici.

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Non si sa mai, c’è chi l’ispirazione la provoca con aiuti. Io sono molto tecnica con la mia, poi ok, due caffè, acqua, acqua, un succo di mirtilli o una spremuta di melagrana. La cremina con lo zucchero?

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Da noi usano miscele 60% arabica 40% robusta o 80% arabica e 20% robusta. Oppurre diverse 100%arabica. La robusta 100% la prendo solo in un posto. Se è preparato bene, a me piacciono tutti. La qualità e la proposta è migliorata negli ultimi anni.

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se doveste avere lo stesso problema ho trovato un video in brasiliano, non importa tradurre, spiega molto bene, però usate le pinzette, a dita nude l’ingranaggio salta più di una rana…

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Il controllo….. trovo molto attuale ciò che scrivi, poi ovviamente è solo una mia piccola interpretazione… il finale di questo capitolo dice molto. Brava Endo!!!! Geniale!

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Il castello della mia città ha una storia di inespugnabilità fa far invidia. L’unico modo in cui è stato possibile espugnarlo è stato quello di farsi aprire da un interno… 😉
Grazie Paolaaaaa! 😘🤸🏻‍♀️

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Eh! La storia! Poi, ci sono stati i nostri 2 santi patroni apparsi sulle mura a mezz’aria a proteggere la città con le mani a scudo… 2 volte hanno presentato il numero acrobatico 🤣

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I nostri santiiiiii 😀 poi ce n’è un’altra bella: le cronache del loro martirio… Le hanno provate tutte, non morivanoooo. Alla fine sì. 🙄🤔🧐

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Andrò a cercarle, sono incredibili… Ti presento i nostri santi: san Faustino e Giovita. Ora, perché Faustino sia considerato il santo dei single non mi è chiaro, i due erano sempre insieme!!!! Uno allora potrebbe dire:” santo degli uomini che amano?”. Lecito, ma qualche decennio fa hanno fatto il tagliando alle ossa e… Uno dei due era donna! Si suppone Giovita 😊
Ma quanti bresciani nei secoli si sono chiamati Giovita! 🤣🤣

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