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Il Metodo

IL METODO – 13

Victor Vasarely, Tau-Ceti-Ny, 1967
(Immagine tratta da qui)

l’inizio

la puntata precedente


La Gerarchia commise anche un altro errore, imperdonabile. Per tentare di percorrere la chimera della rinascita di Gaja, senza averne i mezzi, né la possibilità, senza i Novanta Donna, dimenticarono il compito principale: proteggere il loro popolo, gli Umani.
Fu così che, in accordo con i Rettiliani, distribuirono una parte di conoscenza ai non Novanta Umani, affinché potessero creare una casta di politici in grado di sostituirli e guidare il popolo, con l’unico scopo di ottenere più tempo da dedicare al loro sogno. Demandarono completamente il compito di guide, creando le basi della Massoneria e divennero una casta lontana, un’inutile leggenda estranea agli Umani e trasformata nell’ostacolo principale al ritorno della gloria di Gaja.

Fu molto semplice per i Rettiliani, a quel punto, condizionare i nuovi “potenti” e pilotarli nella direzione che essi stessi tracciarono. Ma gli incenerimenti continuavano e, anche quando con il consolidarsi delle religioni e l’indebolimento di Mente e Spirito, cessarono, non riuscirono mai ad appropriarsi di Anima, passando da un fallimento all’altro.

Ma i Rettiliani sono testardi e confidando nella loro forza – per milioni di anni dopo la scomparsa di Gaja i loro animali avevano dominato la terra e essi stessi si ritenevano i più potenti dell’intero Universo – coinvolsero altre razze, stringendo inizialmente un patto con una razza disperata, le Cavallette, alla ricerca di un pianeta da abitare perché il loro sole si stava esaurendo. L’accordo scellerato, concesse alle Cavallette il dominio e la possibilità di tentare incroci utilizzando un piccolo popolo della Terra.

Non paghi di questo mercimonio immondo i Rettiliani, col favore della Massoneria, completarono la sottomissione degli Umani raccontando, all’Universo intero, della Terra e di Anima. L’eco dei racconti attirò le due peggiori razze dell’Universo: Lux e Ringhio. Esseri immateriali, dotati di poteri immensi e in grado, anche se con modalità diverse, di comportarsi come Anima, entrare in un corpo vivo e condizionarlo. Quasi impossibili da distruggere, anche per i Rettiliani.

Fu l’inizio delle tribolazioni sulla Terra ed è a questo punto che entra in gioco e compare, per la prima volta, Gork. Mentre Rettiliani e Massoneria giocavano al risiko del nostro pianeta, la Gerarchia accoglieva i Giganti, attirando le attenzioni e l’ira di Gork, impegnato a sterminarli.

Gork, assieme al fratello, era l’ultimo essere vivente della razza guerriera per eccellenza, i Gorkian, al tempo acerrima nemica dei Giganti, gli altri “Signori della Guerra”. Nessuno, in tutto l’Universo, era in grado di competere con i Gorkian e i Giganti, dopo molte battaglie perse, solo con l’inganno, rendendo sterili le donne Gorkiane, riuscirono prima a indebolirli e poi a sterminarli quasi completamente.

Pagarono un prezzo carissimo. Gork, all’epoca giovane guerriero prescelto, lontano dal suo pianeta e impegnato nell’esplorazione di un’altra galassia, si salvò e diede inizio alla sua vendetta. Il primo atto si concluse con la distruzione del pianeta dei Giganti, ridotto a un ammasso asettico di pulviscolo. Non soddisfatto, iniziò a perlustrare l’Universo alla ricerca di tutti i Giganti, fuggiti prima dell’esplosione o lontani dal loro pianeta e, col metodo e la pazienza propri solo della vendetta, li sterminò uno a uno, senza risparmiare nulla e nessuno.

Giunto sulla Terra, Gork scoprì la grazia delle Donne, si scontrò con Rettiliani, Cavallette, Lux e Ringhio e, dopo averli sconfitti tutti ed essersi auto eletto Gran Capo Solare, decise che la Terra sarebbe diventata il suo giardino personale. Gli altri avrebbero potuto continuare a lavorare sul progetto, ma lui sarebbe stato tenuto al corrente dei risultati. Come tutti e più di tutti ambiva all’Immortalità.

Questo breve riassunto non è ancora finito e, a questo punto, rientrano in gioco gli Human; gli osservatori. Per la prima volta dall’inizio dei tempi, decidono di provare a modificare gli eventi. No, non intervenendo direttamente, ma lavorando sugli Umani con Anima, modificandone la struttura genetica e inserendo caratteristiche Human. Pensavano, in questo modo, di ottenere una nuova razza, più potente, più intelligente, con Anima e dipendente, per motivi di sangue, dagli Human stessi, con la quale allearsi, in grado di combattere e vincere evitando un coinvolgimento diretto.

Gli esperimenti ebbero successo e nacquero ibridi Umani/Human molto forti, intelligenti e con Anima, ma gli Human fallirono miseramente l’obiettivo finale: tutti i mutati si rifiutavano di sottostare agli ordini e, grazie alla presenza di Anima e alle nuove caratteristiche regalate dalla scienza Human, diventavano più potenti degli Human stessi. Non costituivano sicuramente una minaccia di massa, la tecnologia Human era troppo avanzata a quei tempi, ma erano in grado di contrastarli, rifiutare gli ordini e, se necessario, affrontarli in combattimento e vincere.

Molti dei Miti antichi altro non sono che ibridi Umani/Human.

Io sono un prodotto di quegli esperimenti, forse il loro miglior esperimento. Tracciando le famiglie che generano i Novanta, modificarono la struttura genetica delle mie Madri, che mi regalarono quello che ora sono: un mostro. Non gliene faccio una colpa e, col tempo, ho imparato ad apprezzare e utilizzare i vantaggi offerti dalla mia diversità.

Manca un ultimo tassello per completare questo primo passaggio: Gork. Grazie alla sua rete di informatori e al pieno controllo sui centri di comando e monitoraggio presenti sulla Terra, riuscì a individuare e a catturare uno degli ibridi Human. Scoperto cosa gli Human avevano progettato, si arrabbiò, come solo lui può arrabbiarsi, ma non osò sfidare gli Human. Troppo equilibrio e cane non mangia cane. Si limitò a imitarli, non per replicare dei piccoli simil-Gork, ma per tentare di riportare in vita l’unica razza guerriera in grado di combatterlo: i Raakun. Erano, all’apice della potenza dei Gorkiani, le guardie del corpo fidate. Esecutori perfetti di tutti gli ordini più nefasti. Mostri invincibili, orridi, che divoravano le vittime succhiandone la linfa vitale e sbranando i resti. Vampiri galattici velocissimi, intelligenti, fedeli, con una forza inimmaginabile. Mostri capaci di uccidere o trasformare le vittime, rendendole schiave. Femmine guerriero. Una razza senza Maschi, in grado di autofecondarsi.

Per millenni Gork tentò un incrocio che ne mascherasse le sembianze, generando i mostri della mitologia. Tutti i suoi esperimenti fallirono, fino a quando nacque Yekaterina Nikolaevna: Tina. All’epoca Gork, collaborando con la Massoneria sovietica, scelse la Madre di Tina per le sue caratteristiche e inserì nel suo DNA le modifiche genetiche necessarie affinché diventasse la madre delle risorte Raakun. Ma l’imponderabile, ciò che nemmeno i Gork riescono a gestire e prevenire, si materializzò con la comparsa del Padre di Tina; un nobile, che lavorava in una delle tante Ambasciate estere a Mosca. Si innamorò della Madre e non solo sostituì il valente russo che avrebbe dovuto fecondarla, ma dimostrando insospettabili doti strategiche e coraggio, sottrasse la Madre al giogo dei sovietici e di Gork.

Tina nacque in un’Ambasciata, lontano da occhi indiscreti. Fu un bene, perché solo una Madre pazza d’amore e un Padre innamorato, potevano accettare e amare il mostrò che quel giorno vide la luce. Un mostro che mutava aspetto. Umana e bellissima quando era tranquilla, “qualcosa” di diverso, di orrido, quando perdeva il controllo. Per completare l’opera il Padre trasferì a Tina anche il gene delle Donne Novanta dei tempi di Gaja, ereditato dalla famiglia nobile diretta discendente di una delle più potenti Donne Novanta della rinascita. Una vera iattura per Gork. Perse il controllo del suo guerriero prima ancora di poter vedere il risultato del suo lavoro, solo quella volta perfetto. Quando nacque Tina la nostra tecnologia era già sufficientemente sviluppata da consentirci di costruire camere schermate inaccessibili a qualunque sonda. Camere anecoiche completamente isolate che impedivano a qualunque suono, vibrazione, onda termica o magnetica o elettrica, di uscire e a chiunque di vedere all’interno. Fu così che Tina nacque e si salvò.

Esistono altre razze, nel nostro Universo, ma sarà per un’altra storia. Per ora, per ciò che racconterò, tutto questo può bastare.

puntata successiva…


L’opera “Il Metodo” è di proprietà esclusiva e riservata dell’autrice ed è protetta dalle vigenti norme nazionali e/o internazionali in materia di tutela dei diritti di Proprietà Intellettuale. Ogni riproduzione, anche solo parziale, è proibita senza il consenso dell’autrice stessa.

61 risposte su “IL METODO – 13”

ho letto col fiatone per la corsa! è assolutamnte da meditare e cercare di capire cosa succederà se ancora vedremo Tina è affascinante . e devo dirw che un po’ mi preoccupa! comunque srivi cose non leggere che meroterebbero una lettura molyo più attenta! io spero tu ne facci alla fine o un libro o qualcosa di scaricabile per rileggerlo in continuum…. btavissima!

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Ti ringrazio Mati! Sì, tanto di tutto 😀. L’idea è la pubblicazione cartacea… vediamo come butta 😉 Se tiene strutturalmente le puntate, la lettura in continuum può offrire anche il piacere di fermarsi, correre, rileggere. 🤗

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Esatto io adoro i libri proprio perché posso tornare i dietro e poi metto le note sottolineo! Insomma campi di battaglia. Leggere sul web cose impegnative faccio fatica mi perdo un po’ e tu meriti una lettura accurata , non una botta e via!

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Yeeeeep! 😀😀😀😀 Adesso faccio la ruota e mi pavoneggio. 🤸🏻‍♀️🦚🌟🌈🌈✨🌠🌺🌹🌻🖖💕💕❤️😊🙃🥳🤗🤗🤗😍🥰🥰😘😘😘🦎💚

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