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Il Metodo

IL METODO – 5

Victor Vasarely, Tau-Ceti-Ny, 1967
(Immagine tratta da qui)

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Che qualcosa stia succedendo è chiaro. Il mio lato sinistro, quello forte, da qualche settimana manda strani segnali. Gli omicidi rituali, utili alle mezze seghe di Livello 80 per acquisire potere e invocare il ritorno di qualcosa o qualcuno, sono aumentati vertiginosamente. Li leggete i giornali, merdoso sotto?

Non so ancora chi o cosa tornerà, ma ricordo chiaramente il mio primo 23 Settembre. Gabriel completava il suo primo mese di vita. Un mese appena e già la Gerarchia si era mossa per eliminarlo. Eliminare lui, il mio secondo figlio e me, che avevo osato violare le regole ed elevare un bastardo.
Yekaterina fu il loro primo mezzo. Nata per essere un’arma. Incrociata e manipolata per diventare, fin da piccola, una killer perfetta. La Killer.
Fu una vera sfortuna, per loro, che fosse anche molto bella. Dopo un suo primo tentativo, fallito probabilmente per presunzione, anche se non lo ammetterà mai, prese un’altra direzione: sedurmi.
Troppo semplice e la conclusione fu una seduzione reciproca, anche divertente. La prima sera che finimmo in un letto cercò, per due volte, di utilizzare una delle sue prese da mantide. Non le ho mai chiesto se fingesse, oppure no, se era già innamorata, come io lo ero, oppure se si innamorò quando i tentativi fallirono e servirono unicamente per cambiare posizione. Come due animali che mentre amano si mordono, ululano, ruggiscono, graffiano.

Yekaterina, o meglio Tina, è splendida. Un viso angelico che mescola i tratti orientali con gli zigomi alti occidentali, il seno da morirci, il ventre piatto di chi non ha mai conosciuto l’inedia, due fianchi che ricordano i profili delle colline scozzesi, gambe da gazzella e mani stupende.

Già. Una miscela mortale di bellezza e cinismo.
Sua Madre era una delle “armi umane” meglio preparate e coccolate del vecchio regime sovietico. Sicuramente un esperimento. Fu tolta alla famiglia appena nata e cresciuta, amorevolmente, in uno dei centri di formazione di una divisione molto speciale del KGB. Talmente speciale che alcuni suoi Maestri furono anche i miei.

Come sempre, ma per voi sotto maldestro queste considerazioni non hanno alcun significato, qualcosa andò storto. Come con Tina. Madre Killer si innamorò di un nobile diplomatico, apparentemente un insulso e innocuo ometto di venticinque anni più vecchio di lei. Concepirono la figlia su un taxi, una vecchia Mockba gialla, mentre scorrazzavano per le vie di Mosca cercando di sfuggire ai controllori locali. Il diplomatico insulso non era poi così insulso e riuscirono a infilarsi nella sua Ambasciata e da lì, dopo due anni, a fuggire. Tina nacque nell’Infermeria dell’Ambasciata. Lontano da tutti gli occhi indiscreti del mondo, l’esperimento si animò e prese vita.

Madre Killer iniziò ad addestrarla quando ancora non aveva compiuto tre anni. In questo siamo molto simili e, forse, è stata questa similitudine a farci innamorare. A dieci anni Tina sconfiggeva Madre Killer con la katana. Ancora non lo sapeva, ma già allora era, probabilmente, il Killer assoluto. A lei pensarono i sei pavidi Novanta, quando decisero che ero di troppo. Eravamo di troppo: io e Gabriel.

Quello che nessun medico vi ha ancora raccontato, e non vi racconterà mai, è che noi siamo un campo elettromagnetico vivente e pensante. Quando il nostro campo elettromagnetico naturale si altera, ci ammaliamo. Sarebbe sufficiente ripristinarlo, per risolvere il problema, ma non vale la pena sprecare risorse preziose per dei sotto più che abbondanti, addirittura in soprannumero, quindi voi vi beccate le cure della mutua.

L’altra cosa che non sapete è che un Livello Novanta è in grado di gestire il suo campo elettromagnetico da solo, senza nessun supporto esterno. Lo so, la pranoterapia e l’agopuntura vi hanno sempre fatto sorridere, anche me per la verità, ma sono cure che, pur se blande, a volte, magari per pura fortuna, riescono a ripristinare il campo riportandolo alla normalità.

Purtroppo i pranoterapeuta veri sono pochissimi, la maggioranza ciarlatani da quattro soldi, e la conoscenza delle linee di forza, utilizzate dall’agopuntura moderna, troppo imprecisa per essere efficace. Almeno per il sotto.

Da alcuni giorni il mio campo elettromagnetico è cambiato. Si sta progressivamente deteriorando a sinistra e riesco a controllarlo a fatica. Molta fatica. Questo significa che qualche decina di 80 mezze seghe, sta raccogliendo energia e la sta convogliando con un unico scopo: indebolirmi e semplificare la mia eliminazione. Da soli non potrebbero mai riuscirci, ma oggi 23 Settembre, equinozio d’autunno, potrebbero raggiungere lo scopo facendo tornare, per ventiquattro ore, qualcuno sufficientemente potente e forte per tentare di sfidare un Novanta e vincere. Per questo uccidono, gli serve energia, l’energia che non possiedono. Ciò che ignorano è che, una volta tornato, non è detto che riescano a rispedire il loro “alleato” al mittente; quasi sicuramente non ci riusciranno.

L’ultima volta che un Novanta si distrasse, il suo convitato aveva già rotto il cerchio e ci vollero centotre anni per rimandarlo da dov’era venuto. Fu un vero disastro per tutti.

Dovessero realizzare il loro sogno sarebbe la fine della Gerarchia che regge, da tempo immemore, le sorti del mondo che conosciamo e anche di quello che voi, sotto, non conoscete.

Non hanno ancora scoperto che non mi sono limitato a eliminare i sei stronzi. Non mi piacciono i lavori a metà. Un cane che morde non lo ammazzi per insegnargli che non deve mordere, lo ammazzi e basta. Se attacchi la Gerarchia non ti limiti a eliminare sei pidocchi per poi scaricare, sulla testa della tua progenie, le ire dei prossimi Novanta. Così, per risolvere la questione alla radice, ho distrutto le 47 scuole e nascosto tutti i Testi della Conoscenza. Dovessi morire non esisterà mai più una Gerarchia. Saranno cazzi vostri, caro il mio sotto e vi troverete a dover convivere con le scelte di altri, che non conoscono.

Non è un problema mio, ma non succederà. Non ho tempo per morire, ora. Ho altro da fare, molto altro ancora.

puntata successiva…


L’opera “Il Metodo” è di proprietà esclusiva e riservata dell’autrice ed è protetta dalle vigenti norme nazionali e/o internazionali in materia di tutela dei diritti di Proprietà Intellettuale. Ogni riproduzione, anche solo parziale, è proibita senza il consenso dell’autrice stessa.

100 risposte su “IL METODO – 5”

Avevo cambiato alcune impostazioni e i risultati sono stati nefasti nelle conseguenze. Ho ripristinato quelle originali grazie alla tua segnalazione 😊🌺

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Eccoci, brava brava. E poi aggiungo brava.
Brava bravabravabravabravabravabravabravabravabravabravabravabravabravabravabravabravabravabravabravabravabravabravabravabravabravabravabravabravabravabravabravabravabravabravabravabravabravabravabravabravabravabravabravabravabravabravabravabravabravabravabravabravabravabravabravabravabravabravabravabravabravabravabravabravabravabravabravabravabravabravabravabravabravabravabravabravabravabravabravabravabravabravabravabravabravabrava.

E Brava! (91)

PS: ma la freccia, come mai? (sorpasso a destra? 😜)

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Eh vabbè… se dici a figlia “se esco in terrazza con un piumino nero e lucido color saccone dello sporco spingimi giù”, non vale come volontà d’interruzione

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