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Il Metodo

IL METODO – 4

Victor Vasarely, Tau-Ceti-Ny, 1967
(Immagine tratta da qui)

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La formazione è fondamentale per chi dovrà comandare. È la base sulla quale adagiare il potere e non esiste età. Non è la formazione immaginata e conosciuta dal sotto.
Il Casato di mia madre si perde nella nobiltà russa, si mescola con i germani, raccoglie brandelli ungheresi, rumeni, francesi, italiani. E rinasce fra gli odori di stalla di un contadino. Non so mai in che lingua parlerà, anche se è divertente vederla arrabbiarsi ora in tedesco, poi in italiano, qualche brandello di russo e l’odiato francese. È l’unica lingua che mi sono sempre rifiutato di memorizzare, come fosse un’allergia e per lei, erede della Gerarchia, era una sofferenza sentirmi rispondere in inglese, oppure in dialetto: la lingua del sotto. Era divertente osservare le sue smorfie, ignorarla e raggiungere obiettivi che lei non aveva e non avrebbe mai raggiunto.

La formazione della Gerarchia non è semplice. Inizia con i sette gradini della conoscenza, da salire uno a uno e termina con i sette gradini della saggezza, da discendere con attenzione. Inutile che ve la racconti, non aggiungerebbe nulla e aumenterebbe solo la vostra incredulità.

È un percorso obbligato per tutti i prescelti, ma non è uguale per tutti i prescelti. La scala è la stessa, ma la Gerarchia è diversa e diversa è la formazione.

Ho già scritto che a comandare è sempre la nobiltà, ma probabilmente vi manca qualche informazione. Anche il sopra ha il suo sotto, e il sotto del sopra è la Massoneria; quella di cui tutti avete sentito parlare. Esistono molti simboli importanti per la Massoneria, ma il simbolo principale è sicuramente la piramide tagliata con l’occhio onniveggente. Sì, avete indovinato, almeno alcuni avranno indovinato: quella stampata anche sulla banconota da un dollaro.

Quella piramide rappresenta il livello di conoscenza da percorrere per salire i gradini della Massoneria: sono 33. Dimenticate le sceneggiate dei raduni per la televisione, quelli servono da scenografia, per farvi sorridere e pensare che voi siete più intelligenti di quegli scemi che vanno in giro col grembiulino. Gli incontri veri sono segreti ed è impossibile, per chiunque non sia affiliato, accedere ai veri incontri, alla vera conoscenza. Arrivare al livello 33 non è facile. Ma questo è tutto ciò che sapete. Quello che avete iniziato a sospettare, se ancora possedete un minimo di intuito, è che il percorso massonico è riservato ai nobili “inadeguati” e, soprattutto, ai non nobili: politici, industriali, scienziati, artisti, santoni, letterati. Tutti coloro che, pur non possedendo sangue blu, sono degni di accedere a un livello di conoscenza negato al sotto: da sempre. Kissinger è un livello 33, Bush padre anche, Churchill, Lenin, Gramsci e Mazzini pure. L’elenco completo sarebbe troppo lungo.

Non sapete invece e nessuno ve l’ha mai raccontato, che esiste un lato nascosto della piramide, che arriva fino alla cima: sopra l’occhio onniveggente. Solo sette prescelti possono ambire a quel livello. Solo sette prescelti maschi riusciranno a compiere quel percorso per arrivare fino al Livello Novanta.

Solo sette prescelti possono entrare nel gotha del potere e decidere i destini di miliardi di persone. Un potere molto più grande del denaro, molto più grande di una convenzione che ha vita breve, si sfalda e scompare nel breve volgere di due secoli, nella migliore delle ipotesi, per morire una volta esaurito il suo ruolo.

Io ero uno dei sette Novanta; per scelta e per colpa vostra, merdoso sotto, ho dovuto rompere, per la prima volta, il patto che legava la Gerarchia. Per colpa di un sotto imberbe, incapace di prendere decisioni e, prima ancora, di comprendere, ho abbandonato un potere immenso per difendere i miei figli. Non è tutta colpa vostra, lo ammetto. Iniziano quando ancora non siete nati a rimbambirvi con il fluoro, che per prevenire la carie non serve a nulla, poi continuano con i metalli pesanti, distribuiti quotidianamente da aerei militari sulle principali città del mondo e vi rallentano. Rallentano il vostro ragionare e voi, invece di informarvi, continuate a lavarvi i denti con dentifrici al fluoro e a farli lavare ai vostri bambini: dementi. Siete dei dementi, incapaci di qualunque giudizio critico.

Nessuno, a differenza dei livelli 33 noti a tutti o quasi, ha mai conosciuto un Novanta e poi è vissuto così a lungo da poterlo raccontare. Nemmeno immaginate, la forza, la conoscenza, l’indifferenza, l’amore e l’odio necessari per salire la piramide fino alla cima e guardarvi, come formiche ordinate e ubbidienti, camminare i percorsi che vi hanno preparato.

Siete increduli e scettici? Normale. Tenetevi il vostro scetticismo, ma non osate mai affrontare un Novanta; potrebbe schiacciarvi senza muovere nemmeno un dito, seduto sulla poltrona di casa. Ma è presto, troppo presto. Ci sarà tempo.

19 Agosto 1999, 19 Ottobre 1994, 23 Settembre 2010. Tre date che dovete memorizzare.
19 Agosto 1999: Gabriel nasceva in meno di dieci minuti, neppure il tempo di mettere piede in ospedale e avvisare l’ostetrica.
19 Ottobre 1994: Michael nasceva dopo 11 ore di travaglio, mezzo ospedale in agitazione e mia madre, senza che io sapessi nulla, a dirigere le operazioni dietro le quinte.
23 Settembre 2010: oggi qualcuno dovrà tornare. Equinozio d’autunno, 790 giorni e l’era che conosciamo terminerà; non prima di aver regalato al mondo qualche amara sorpresa.

Finirà l’era della Forza, inizierà l’era dell’Intelligenza: il terzo raggio governerà le scelte per qualche migliaia di anni, se tutto andrà nella giusta direzione e la direzione sta cambiando e cambierà.

Come e in che modo, nessuno è in grado di prevederlo.

Sono l’unico rimasto, dei sette livelli Novanta. Era giustificata la loro paura, il loro timore. Tutte le decisioni relative a uno qualunque dei Livelli Novanta, devono essere prese all’unanimità; con la presenza anche del Livello in giudizio. Così dicono le regole. Loro le hanno violate e deciso, ubi maior, di eliminarmi. Un errore. Avevo ripudiato la Gerarchia, teoricamente avrei dovuto essere l’anello debole. Si sbagliavano. I miei poteri, la mia influenza, anche se staccato dalla Gerarchia, non si sono indeboliti nemmeno di un atomo anzi, la solitudine li ha, se possibile, potenziati. Troppo.

Il loro piano era quasi perfetto o sarebbe meglio dire i loro piani. Il primo aveva un nome: Yekaterina Nikolaevna. Purtroppo per loro ci siamo innamorati ed è diventata la mia migliore alleata. Il secondo, fallito l’elemento umano, si chiamava nanotecnologia genetica. Aggeggi infernali progettati per interagire col mio DNA. Ne conoscono solo una porzione, ma sufficiente per realizzare una bomba interna che avrebbe dovuto crescere senza creare alcun problema e poi esplodere al momento giusto: quando un altro livello Novanta fosse stato pronto per sostituirmi. Uno nuovo, fedele alle regole della Gerarchia e senza figli bastardi da difendere. Li ha fregati il pezzo di DNA mancante, quello che non conoscono e la capacità di adattamento di noi Umani; quasi Umani. Come potevano prevederlo? Come potevano sapere che i loro timori erano fondati?

Il DNA sconosciuto ha iniziato a generare anticorpi anomali, contrastando e rallentando il loro piano e un buon gruppo di testoni ha scoperto la fonte dei problemi.
Gli anticorpi anomali e la preparazione di un Novanta hanno fatto il resto, concedendomi il tempo sufficiente per fare le uniche due cose che dovevo fare: fregare quelle nano-cellule maledette trovando una cura ed eliminare i miei giudici e carnefici uno a uno. Due anni e sei mesi per guarire. Con qualche lieve effetto collaterale da risolvere.

23 Settembre 2010, sono l’unico Livello Novanta ancora in circolazione e la Gerarchia non esiste più. Chi tornerà oggi, se tornerà, potrà prendersela solo con me.

puntata successiva…


L’opera “Il Metodo” è di proprietà esclusiva e riservata dell’autrice ed è protetta dalle vigenti norme nazionali e/o internazionali in materia di tutela dei diritti di Proprietà Intellettuale. Ogni riproduzione, anche solo parziale, è proibita senza il consenso dell’autrice stessa.

88 risposte su “IL METODO – 4”

Ciaoooo!☀️🌺😊 domani pioverà perciò la mattina si lavora e poi niente camminatona in centro. Buone letture, qualcosa in streaming, se riesco scriverò, ma sicuramente non mi perdo la lettura del tuo Momento!!😇😄p.s. tu abiti a nord, sud, ovest, est o centro city?⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐

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Ciao !! End, ti chiamerò così…mi viene più facile e poi a me piace sempre usarlo il nome delle persone con cui comunico. Interessante e non facile. Ti tira dentro. Come la Mazzantini in ”non ti muovere”, scrivi al maschile in prima persona. Non facile, penso io….👏👏👏👏👏👏🌺

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Ciao titti! 😀 La prima persona maschile non è stata semplice, ma il divertimento nell’assumerla è stato enorme: ho scorticato graziosità, liberato l’irruenza, palpeggiato i miei testicoli interiori e, dato l’argomento (più avanti prenderanno forma altri generi) l’io maschile risultava più credibile. Grazie per il lusinghiero paragone! 😍🌺

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