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Il Metodo

IL METODO – 2

Victor Vasarely, Tau-Ceti-Ny, 1967
(Immagine tratta da qui)
puntata precedente

18 Giugno 1999, per l’anagrafe umana la mia età è di quarant’anni. Non sono sposato e ho mezzi sufficienti per procurarmi tutto ciò che desidero, quando lo desidero. Ogni due anni, metodico, scompaio e sostituisco i miei precedenti contatti: numero di cellulare, e-mail, indirizzo, conti in banca, ruolo nella società, automobili. Tutto ciò che possa consentire, alle persone normali, che mi hanno incontrato per due anni, di rintracciarmi. Nessuno conosce il mio vero nome, per loro sono stato Andrea l’esperto di informatica, James l’economista, Maximilian il play boy, Igor il killer, William lo spirituale. Per molti Lupo: il giocatore.

18 Giugno 1999 e una piccola donna decide di cambiare la mia vita e rovesciarla come un calzino. Distruggendo “il metodo” rintraccia, non so come, il mio nuovo numero di cellulare e chiama.
« Sì…» rispondo.
«Ciao, sono Eleonore, ti ricordi di me? Sono passati quasi quattro anni, ma dovresti ricordarti. Tu non dimenticavi mai nulla.»
Certo che mi ricordo di te. Sei la parigina; bionda, molto carina, un viso da fata, un corpo da peccato e quell’accento francese. Ci divertimmo per quasi tre mesi, poi svanii, come sempre. I legami troppo duraturi non sono mai stati in cima alla lista dei miei desideri e poi, tu lavoravi, io no; tu vivevi con la famiglia, io no; tu avevi un solo paese, io no. Troppe differenze e le differenze contano; non è mai come nelle fiabe.
«Come hai fatto a trovarmi?» cerco di essere cortese, lasciando trasparire solo un briciolo di fastidio.
«Scusami, se ti disturbo.» sta quasi per riattaccare, ma sono curioso.
«No, no, nessun disturbo.» dico.
«Sei sicuro? Se vuoi ti chiamo più tardi. Sei impegnato?» la voce trema, è incerta.
«No, no, nessun disturbo» ripeto, «solo la sorpresa di risentirti dopo così tanto tempo.»
«Possiamo incontrarci?» la domanda arriva come una frustata, inattesa e il tremolio della voce è scomparso.
«Perché no. Sono in Italia in questi giorni. Dove ci possiamo vedere? Se ti va mangiamo qualcosa.»
«La sera non posso e ho qualche problema a spostarmi, ma se nel pomeriggio sei libero, possiamo vederci al parco, vicino a casa mia. Se ti va.»
Certo che mi va; sei la prima che riesce a scovarmi, nonostante “il metodo”, e la curiosità di capire come hai fatto è troppa. Troppa anche per me.
«Posso essere da te fra mezz’ora, il tempo di recuperare l’automobile dal parcheggio. Più tardi sarò impegnato, un incontro.»
Dice che le sta bene.
«Ricordi il parco, dove ci sono i giochi per i bambini?»
«Certo che sì. Ci vediamo ai giochi fra mezz’ora. Ciao.»
Non so perché, ma sorrido.

Il parco è uno dei soliti luoghi di paese, costruito a imitare i parchi delle grandi città, anche se un paese circondato dal verde non ne avrebbe bisogno, ma con i politici è così, sono come i bambini, non sanno pianificare e si limitano a desiderare i giochi degli altri. Non ha alcuna importanza se poi, una volta esaudito il desiderio, dimenticheranno ogni cosa un attimo dopo il taglio del nastro; i politici funzionano così, altrimenti non farebbero i politici e si cercherebbero un lavoro serio.

Arrivando la scorgo seduta su una panchina, è sempre molto bella, anche se è cambiata. É incinta. Però il pancino, che si intuisce sotto il vestito, le dona e lei è sempre splendida. La sorpresa vera arriva un attimo dopo, dopo che mi ha visto e, nonostante il mio cenno a rimanere seduta si alza, ma invece di incamminarsi verso di me, si volta e chiama: «Michael».

E Michael arriva. Arriva e non serve dire nulla. Michael è identico a me da piccolo, la mia copia perfetta. Solo il viso, in parte, ha ereditato alcuni dei tratti gentili della Mamma e i capelli più chiari, biondi come lei, ma si intuisce che cambieranno colore.
«Ciao Papi!» così dice: «Ciao Papi!»

Quel giorno, 18 Giugno 1999, ho smesso di essere uno dei sette Livelli Novanta degli Illuminati. Io preferisco il nome originale: Gerarchia. Il più giovane di tutti i tempi, il più temuto, il più odiato. So benissimo che pensate sia solo una leggenda e gli Illuminati un’invenzione del passato, un tarlo per qualche scrittore in vena di pubblicità gratuita. Non è così. Non sareste il sotto se foste in grado di comprendere.

Tutto cambia quando scopri di essere padre e Gabriel sarebbe nato il 19 Agosto 1999. Due figli ai quali non avrei mai potuto far rivivere la mia vita.

puntata successiva…


L’opera “Il Metodo” è di proprietà esclusiva e riservata dell’autrice ed è protetta dalle vigenti norme nazionali e/o internazionali in materia di tutela dei diritti di Proprietà Intellettuale. Ogni riproduzione, anche solo parziale, è proibita senza il consenso dell’autrice stessa.

60 risposte su “IL METODO – 2”

🌻🌼💮🌸🌺 questo testo è il mio secondo romanzo, ha quasi 16 anni e mi ha chiesto la macchina da guidare senza patente… per ora va in bicicletta 😝😀😘😍💕💖

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Il cicloesano è un cicloalcano, ossia un idrocarburo privo di doppi e tripli legami C-C il cui scheletro di atomi di carbonio è chiuso ad anello, per l’esattezza un anello composto da sei atomi, ciascuno dei quali lega a sé due atomi di idrogeno.
A temperatura ambiente è un liquido incolore dal lieve odore tipico degli idrocarburi. È infiammabile e nocivo per inalazione e contatto con la pelle.

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