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La perpetua – 14

Philip Mulryne, dalla divisa del Manchester United al tradizionale abito bianco e nero dei frati domenicani (immagine da qui)
puntata precedente

L’importanza dello sport.

Tornato dalle ferie teso e arrabbiato come quando era partito, il figlio scopre d’esser stato spostato ad altro incarico, d’essere ufficialmente sotto osservazione e di essere circondato da un nuovo clima di paternalistica accondiscendenza.
Incassa il risultato e smette di fantasticare ad alta voce di apocalisse clericale. Il nuovo impiego è squalificante, umiliante persino, ma mai quanto il rientro in canonica.
Dal delicato macramè, intessuto per ricongiungere bordi slabbrati di relazioni a rischio, alla raccolta di sponsor per gli eventi sportivi interni, ciò è quanto gli hanno cucito addosso, tanto per dimostrare a lui e a tutti come l’attività fisica assicuri equilibrio mentale e disciplina spirituale. Il pacchetto ha incluso anche costante pratica di nuoto e calcetto.

Passano i mesi. Sta circuendo, in una bell’ufficio dall’arredo tecnologico, l’amministratore delegato di una nota azienda svizzera.
I due cellulari iniziano a vibrargli in entrambe le tasche, riponde all’unisono con le mani a pressare le orecchie, in quella posa casuale che tanto bene raffigura la disperazione dell’incredulo. Concitata e brutale la notizia lo assale: mega rissa durante la partita domenicani contro gesuiti: sette morti e quindici feriti.
Ecco l’urlo.
L’AVEVO DETTO! IO L’AVEVO DETTO! IO-L’AVEVO-DETTOOOOOOO!!!!!
Urlo che prosegue per tre giorni.
Poi lo sedano.
Nessuno collega i fatti alle sue precedenti asserzioni, l’urlar per giorni semplicemente struttura in tutti la certezza di una mente fragile di fronte alle pressioni e al dolore.

continua…

Melga – Dicono che sono pazzo
Sento l’aria che mi manca
dicono che sono pazzo
faccio delle cose strane
non ho nemmeno la televisione
preferisco passare il tempo
un po’ dentro di me
che mi capisco a malapena
che sento anche il respiro di un cane,
e faccio a botte con le croci
con i santi, con i rumori
e scrivo una canzone
per te
Un po’ più con te
che lo sai
che questo mondo di maghi e stronzi
non ti ascolta mai
non ti aspetta mai
e mi chiamano pazzo
Non voglio dilungarmi
è una storia complicata
di catene nella testa
di ricordi al caffè
di mia madre e mio padre
loro sanno che c’è
qualcosa dentro me
di reale di profondo
una sorta di ribelle
in lotta con il mondo
ma non con te
Un po’ più con te
che lo sai
che questo mondo di maghi e stronzi
non ti ascolta mai
non ti aspetta mai
non ti crede mai
Un po’ più con te
che lo sai
che questo mondo di maghi e stronzi
non ti ascolta mai
non ti aspetta mai
e mi chiamano pazzo.
(Written and composed by Melga)

 

 

73 risposte su “La perpetua – 14”

Tradita dalla faccina… C’era una con la lente di ingrandimento quando ho cliccato, un’investigatrice alla ricerca della rarissima onestà (sempre sempre più rara…)… Cosa mi rappresenta adesso??? 🤔😊

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