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La perpetua – 12

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La prima vera rivelazione

Le relazioni tra gli ordini sono sempre un po’ tese, ma accettabili. La diversificazione dei compiti, attuata per secoli dalla Chiesa, ne garantisce prosperità e continuazione.

Il figlio ha fatto altra strada, è ormai a capo di un gruppo che cura le comunicazioni tra i molteplici ordini, tra i paesi, tra i metodi, tra le frustrazioni. Tuttavia non ha accesso ad una serie di informazioni delicate, gli è consentito sapere solo quanto basta. L’impegno di mediazione tra le parti è sempre un po’ monco, in mancanza dei retroscena fondamentali. Non importa.

Mamma si fa viva, è il momento giusto.
Non lo lascia parlare, gli annuncia la prima sciagura, una sciagura che, verificandosi, gli costerà la retrocessione fino al ritorno in canonica.
Ci sarà un feroce scontro tra domenicani e gesuiti: sette morti e quindici feriti.

Crederle? Non crederle?

continua

Daniele Vit – Non ti credo più
Non ti credo più
e va bene così
ho provato a ritornare
ma il fango addosso ancore ce l’ho
Non ti credo più
e forse è meglio così
se il destino vuole questo
non vuole un compromesso
ma sei..quello che io vorrei Rit:
Non ti credo più
corri lontana da me
ho provato a non pensare
a raffreddare il fuoco che è in me
non ti credo più
e non resisto così
ma quel vento del mattino
mi porta il tuo profumo
perchè
non ti credo più
forse ho sbagliato così
se ti perdo ci sto male
si soffre per amore
sei tu
ora non ci sei più
Rit:
Non ti credo più
corri lontana da me
ho provato a non pensare
a raffreddare il fuoco che è in me
non ti credo più
e soffrirò senza te
ma non riesco a non pensare
non riesco a non odiarti
non riesco e tu non mi fermerai
e soltanto un errore pensariti per me
è soltanto un errore pensarmi per te
solo un attimo e sarai lontata
ma ora no
Rit:
Non ti credo più
corri lontana da me
ho provato a non pensare
a raffreddare il fuoco che è in me
non ti credo più
e soffrirò senza te
ma non riesco a non pensare
non riesco a non odiarti
non riesco e tu non mi fermerai
non ti credo più…
(fonte Wikitesti)

76 risposte su “La perpetua – 12”

La vedo una modalità scomoda. No. Traslata. Vien meno il controllo fisico sull’immagine, che non è fisica, sì, materica. Il risultato è molto buono, ma sono basita dallo strumento. Ecco.

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ah capito … all’inizio era così anche per me, ma poi si impara. Un po’ come quando da giovane dipingevo con l’ aerografo. All’inizio era ancor più strano, neanche il senso di toccare qualcosa, ovvero nessun feedback tattile.

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Sì! Mondo personalissimo; ricerca; poetica; estetica… mancano quattro attribuzioni da parte di una lettura critica e riferimenti dotti, il riconoscimento della singolarità (non scientifica, ma se vuoi anche 😛) ed è fatta 😊

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