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Story-Lenny 2

immagine presa da 123rf.com
In questa fase: 1 contributo alla trama a testa per capitolo (da inserire nei commenti)

C’È UN RIEPILOGO IN FONDO AL TESTO

Lenny, sei tu?

La porta si apre piano.

– Lenny, sei tu?

Silenzio e un fiato di contraria.

– Lenny, non farmi prendere spaventi!

Spaventati invece, cara.

– Aaaaah! Ancora tu? Ma non dovevamo vederci più?

Canta anche, il mio personaggio preferito!

– Ma non stavi da Lenny?

È più carino seguire te.

– Non se ne parla proprio!

Come no? Non sono forse il tuo Narratore prediletto?

– Cosa fai, broccoli?

Sono serio, Lenny è troppo noioso per me… non c’è paragone con la tua sensuale presenza!

– Mi stai corteggiando per caso??? Ma levati proprio, io sono soltanto del mio Lenny!

Mah… se conosci me altroché Lenny! Lasciamo perdere va’!

– Non ho capito perché ti piace così tanto insinuarti nella vita degli altri, cosa trovi di così divertente nel perseguitare il prossimo?

Sono un narratore, non perseguito nessuno! Il mio compito è raccontare la storia della persona che scelgo! Ma posso sempre cambiare se non mi va più di seguire la vita di quella persona, come ho già fatto.

– E in mezzo a miliardi di persone dovevi scegliere proprio me?!

Ti ho scelta perché sei interessante. Mia sola ed unica cara… non pensare di liberarti di me perché non accadrà mai!

– Io dico che accadrà invece, ti stancherai presto di me!

No. Non credo. Sai una cosa? Quasi sono geloso di Lenny, può avere tutte le tue attenzioni e tenerezze. L’unica cosa che invidio di lui.

Cara prende il telefono situato sul tavolino e si siede sulla poltrona, velocemente compone il numero di telefono di… Lenny?!

– Che ti importa chi chiamo?!

Dopo tre squilli una voce profonda e al contempo vellutata risponde alla chiamata.

– Ciao Lenny! Senti, ti va di venire a cena fuori con me stanotte? Dai… voglio vederti, mi mancano tantissimo le nostre indimenticabili serate insieme.

Ah, scommetto che vuole trascorrere una serata galante… con lui sì che diventa mansueta, con me tira sempre fuori gli artigli!

Cara parla languidamente, la sua voce si riduce quasi ad un flebile sospiro mentre si arriccia una ciocca di capelli fra l’indice e il pollice della mano destra.

Ahhh… quanto è bella la mia Cara.

– Alle 21 quindi? Ok, allora mi preparo immediatamente! A dopo carissimo Lenny! Smack!

Yleniaely (22:11 19/10/2020)

Cara si passa un dito sulle labbra e lo sguardo, oh lo sguardo sdilinquisce pago. Accavalla lentamente le gambe sul bracciolo della poltrona e la gonna leggera scopre, fin quasi all’inguine.

– Ma cosa dici? Ho su i jeans!

E non ti cambieresti per me?

– Non se ne parla proprio, sto leggendo un trattato di biochimica e mi disturbi!

Cara, non son letture da te, quelle. Quanto impegno mal speso. Dovresti leggere poemetti erotici e assecondare posizioni diverse, introspettività sensuali. Saresti perfetta.

– Guarda “caro”, nell’appartamento in parte c’è chi cerchi: sciò!

Potresti avvertire un sussurro languido all’orecchio, cara.

– Hai intenzione di stare qui a lungo?

Tutto il mio tempo.

Il libro si chiude in botto. Cade pesante a terra. Gli occhi sprizzano giocosa malizia e… no, no dai, non fare così.

– Vattene.

Non sono posizioni serie, rimettiti a sedere composta.

– Il mondo è bellissimo a testa in giù e le scarpe da guardaboschi per aria si ossigenano!

Cara, non me ne andrò per questi infantili dispetti.

Mettiti composta e ascoltami signorina, sono stufo della tua boria ribelle. Mettiamo giù pagina e fatti docile. Arriverà il buon Lenny e tu ti farai trovare mite… poi magari io mi inserisco e ti regalo na bella sfuriata sulle sue assenze… concertiamo ‘sta cosa… ma mi devi regalare uno scenario credibile. Dunque sta buona e postura da donna un po’ triste per l’attesa. Proviamo?

Ettore Massarese (fu Franz) (21:45 19/10/2020)

Il sospiro è d’arresa. Vinta dal fato s’alza e si avvicina al frigorifero con l’espressione di chi non sa che fare. Mangiare forse?

Ma non devi uscire non Lenny?

endorsum (22:40 19/10/2020)

– Mi metti una tale ansia, Narratore.

Perdonami creatura amata, ma non son qui per questo.

– Allora vai via!

Sarà divertente studiarti in atteggiamenti e piccoli vizi, fai pure, cara.

– E comunque ci esco! (Mi faccio giusto uno spuntino.)

endorsum (22:42 19/10/2020

Guarda ancora con circospezione l’intorno, come a scoprir qualcosa di misterioso e affascinante: me.

– Ma cosa ti salta in mente? Ti inserisci nella narrazione?

Sono il Narratore e posso. Oh se posso!

– Allora vieni a darmi una mano a scegliere.

Apre il portellone del frigorifero e indaga l’interno in una scelta senza fine.

– Cosa mangio adesso?

Eccomi pronto, cara. Vediamo-vediamo. Un bell’ordine, non c’è che dire, ma non capisco. Fammi strada, cosa c’è in quel cartoccio? Non ti dispiace vero se allungo una mano e sollevo la stagnola. Dunque, interessante, profumo invitante, ottimo appetising…

– Uff, decidi in fretta. Ho fame! Guarda anche sul ripiano in basso, giù in fondo.

Scomodo da raggiungere, ma di sicuro una piacevole scoperta, brava! Questo mi sembra perf…

SBAMMMM!

(cartoccio piccolo, cartoccio grande, uva, more, insalata, carote, cipolla, caprino, limoni, cetriolini sott’aceto…)

RIEPILOGO AGGIORNATO DEL CAPITOLO

  1. Il Narratore è ora in casa di Cara.
  2. Battibecco tra i due in cui il Narratore esprime le proprie intenzioni e Cara protesta.
  3. Cara chiama Lenny per uscire a cena, ribadendo le proprie preferenze.
  4. Per trascorrere il tempo prima di uscire, Cara fa dei dispetti al Narratore che prova a convincerla ad essere il personaggio che lui desidera.
  5. Il Narratore la rimbrotta deciso e Cara si adombra, triste, cerca il frigorifero per uscire in qualche modo dallo stato d’animo.
  6. Cara chiede al Narratore di aiutarla a scegliere il cibo e lo chiude dentro il frigorifero.

172 risposte su “Story-Lenny 2”

Una storia frigorifero…brrrrr…però, se ci (ci chi? ci noi?…naaaaaaaaaaaaaa…la grammatica mica c’entra in un frigorifero…si conserva da sola)…allora, se ci pensi bene frigorifero serve a…a…con-ser-va-re…e cos’è che dobbiamo conservare in una storia? Ma le solite 5 cose della narrativa: Linguaggio, Stile, Struttura dell’opera, Temi, Costruzione psicologica dei personaggi…cazzo!… Quindi? Boh!…Lenny è nel frigo, la Narratrice fa cartocci, no…nel frigo c’è dell’altro, vero Narratrice?

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ahahahah vediamo—Il narratore: “mettiti composta e ascoltami signorina, sono stufo della tua boria ribelle. Mettiamo giù pagina e fatti docile. Arriverà il buon Lenny e tu ti farai trovare mite…poi magari io mi inserisco e ti regalo na bella sfuriata sulle sue assenze… concertiamo sta cosa…ma ki devi regalare uno scenario credibile. Dunque sta buona e postura da donna un po’ triste per l’attesa. Proviamo? 😀 😀 😀

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Sono serio, Lenny è troppo noioso per me…non c’è paragone con la tua sensuale presenza!

Mi stai corteggiando per caso??? Ma levati proprio, io sono soltanto del mio Lenny!

Mah…se conosci me altroché Lenny!
Lasciamo perdere va!

Non ho capito perché ti piace così tanto insinuarti nella vita degli altri, cosa trovi di così divertente nel perseguitare il prossimo?

Sono un narratore, non perseguito nessuno! Il mio compito è raccontare la storia della persona che scelgo! Ma posso sempre cambiare se non mi va più di seguire la vita di quella persona, come ho già fatto.

E in mezzo a miliardi di persone dovevi scegliere proprio me?!

Ti ho scelta perché sei interessante. Mia sola ed unica cara…non pensare di liberarti di me perché non accadrà mai!

Io dico che accadrà invece, ti stancherai presto di me!

No. Non credo. Sai una cosa? Quasi sono geloso di Lenny, può avere tutte le tue attenzioni e tenerezze. L’unica cosa che invidio di lui.

Cara prende il telefono situato sul tavolino e si siede sulla poltrona, velocemente compone il numero di telefono di…Lenny?!

Che ti importa chi chiamo?!

Dopo tre squilli una voce profonda e al contempo vellutata risponde alla chiamata.

Ciao Lenny! Senti, ti va di venire cena  fuori con me stanotte? Dai…voglio vederti, mi mancano tantissimo le nostre indimenticabili serate insieme.

Ah, scommetto che vuole trascorrere una serata galante…con lui sì che diventa mansueta, con me tira sempre fuori gli artigli! Cara parla languidamente, la sua voce si riduce quasi ad un flebile sospiro mentre si arriccia una ciocca di capelli fra l’indice e il pollice della mano destra. Ahhh…quanto è bella la mia cara.

Alle 21 quindi? Ok, allora mi preparo immediatamente! A dopo carissimo Lenny! Smack!

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eh… perché Fo l’ho conosciuto e ho imparato da vicino (ok, non è proprio così, spettacolo a Brescia, io 5 anni, o 3, dovrei chiedere, giravo per la sala e mi ha usata per non so cosa, ricordo che mi ha presa in braccio e si è messo a sputacchiare versi strani 😀 )

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abbiamo partecipato alla stessa edizione della biennale …quella di scaparro su Lingua e dialetti….na serat assieme magnifica. poi l’ho avuto ospite da me in un seminario spettacolo …na furia presentammo la seconda edizione del manuale minimo dell’attore..e infine un atarga insieme dalla Fondazione delle Atellane a Capua…insomma quasi n’amico 😀 strordinario!!!

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ma sai che con gli anni ho imparato a non vedere non sentire e non parlare in presenza di altre coppie? (delle mie devo dire, ovviamente, che la fatica è stata esclusivamente mia! ahahahah 😀 )

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cannibale! prima operazione, mascherina permettendo, molatura canini, subito, sul confine lombardo! (anche Fonta na si dovrà molare i suoi se non vuole finire in gabbia, e per dare il buon esempio) così è deciso! preservare le carni autoctone!!!!

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Che rebelot, dì a lancillott che c’è alla porta Ginevra e di lasciar stare Lenny che tiene Cara de burro: su, sbattiamoci il personaggio sotto l’occhio dell’autore, chissà che non ci venga una mezza idea.

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Con un solo occhio ti fanno leggere anche per prender patente. E se ti chiami Poli(diminutivo di Polifemo), ti fanno pure lo sconto di mezza patente.
Comunque vorrei vederti leggere una enciclopedia con un occhio solo.

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Eh, dai dì la tua: Dario Fo, irraggiungibile…un po’ come De André. Quando cercavano Fabrizio, si faceva avanti Paolo (sarebbe Villaggio) che diceva: “Ve lo vado a trovare io, tranquilli”. Paolo sapeva bene i gusti di Fabrizio…tutti lo cercavano ma solo ‘Fantozzi’ sapeva dove trovarlo…in quale letto. Così era Fo quando non c’era Franca, e quando lei arrivava, lui era spesso senza i boxer? Chissà perché? Gli veniva meglio l’Urlo Dialettico. Io l’ho adorato, quell’Uomo: Libertino, Libero, e come direbbe Camus, capace di Rigore e Fedeltà…cazzo, non male per essere solo le 9 e 26 del mattino, almeno al mio orologio…

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…invece ti contano le ore per vivere…pare funzioni così…ammesso che si possa parlare di vita…diceva Massimo Fini: “Per la paura di morire, si è smesso di vivere”…va beh, Fini non è Camus né Navoni, ma a volte ci si accontenta…basììì…

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Eh, i tre bisogni fondamentali della Specie: cibo, sesso, sicurezza…avesse trovato la risposta a uno solo di questi…naaaaaa…ha preferito sublimare tutto con la cosa chiamata Arte…eh, altrimenti di che avremmo vissuto? Poi è arrivato il cellulare…no, mica quello che ti porta dietro le sbarre…quello delle Sbarre, proprio…ciao. Basì

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🤣🤣🤣
Però ero organizzato. A volte subodoravo il trucco e mi mettevo d’accordo per la classica chiamata dal lavoro.
“Comandante deve rientrare”.
Cliché!!
E poi meglio di Houdini…🤣🤣🤣

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