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Ali

Mikael Buck per Pinterest

Nott, la mappa è sbagliata, non può essere questo l’itinerario, non riconosco le coordinate. Ho controllato, ne sono sicuro, è escluso: le coordinate sono errate e io non le riconosco! Dai un’occhiata ai valori di scambio se c’è un’alterazione in corso, potrebbe aver fatto saltare gli altri parametri.

Tutto in linea.

Non capisco. Da qui a là ho sempre usato le stesse scale gerarchiche, stessi numeri, stesse proporzioni di riferimento, anche con la dieta idrociclotimica mi sono attenuto ai valori preferenziali per assecondare i salti di stato, sono perfettamente in soma, come le altre volte.

Alita, per cortesia.

Hhhhhhhhaaaaaaa.

Hai ragione, ma le coordinate sono quelle che vedi.

L’anomalia non è tautogena, il rischio è imprevedibile. Quanti kip abbiamo se restiamo fuori?

6 kip, riciclo a doppio flusso.

Bastano per una zona franca. Mostrami la più vicina. Ok: Pumtà. Sì, è fattibile, ma, Nott, quelle cazzo di coordinate! E chi se la sente di rischiar…

Odi. Che succede Odi? ODI! Ricompatta! Lascia il salto e ricompatta subito!

Ali Nott, da dentro. Capisci? Oddio, mi escono ali dalla bo-cca, le vedi? Le vedi anche tu? Ali venate d’azzurro e verde, risplen-dono di luce riflessa (accecano a tratti). Nott io non conosco le coordinate precise, non posso flapppp non posso davvero flapppp non so cosa fare!

Stai fluttuando Odi! Così esci dal prisma!

Non posso farne a meno flapppp sono loro, io sto provando a opporre resistenza, amico, ma fa male, brucia! flapppp

Ok Odi, ok… lasciati andare. Fai buon viaggio. È stato bello conoscerti.

123 risposte su “Ali”

Ma grazie Ylenia!!!! Sono felice ti sia piaciuta! 😀 tecnicamente gli sono uscite dalla pancia e l’hanno portato a spasso, ma l’ide che gli siano cresciute è anche più bella!!! ♥️♥️♥️

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no, credo sia colpa dell’occhio che cerca chiusure, percorsi, qualche volta compensazioni… l’accento avrebbe creato una linea ideale verso l’apice della elle e via così fino alla punta della A 🙂

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“Huston, abbiamo un problema”
“Per via delle ali?”
“No, no. L’autrice. Ormai è partita per la tangente e sta derivando e-alla-x in modo compulsivo”
“Cosa proponete?”
“Raggi gamma-mezzi, al più le friggiamo il cervello, ma è un rischio da correre”
“Va bene, iniziamo la procedura: le mettiamo il ghiaccio contaminato nell’aperitivo, poi vediamo cosa succede”

❤️

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ah, sì: visita gratuita da una dottora alla quale, be’, segreto professionale; passaggi al lago da un amico che, altro segreto professionale; alcuni ingressi gratuiti in locale fighetto; ah, una cena ecco… altro non mi sembra, sì invece, anche altro 🙂

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(the rest of our life begins)
(actually – that might be today)
switching to making-sense mode
I have been deliberately making confusing statements. That was one of them. The reason I have been doing this is that you’re confusing the heck out of me. It’s mainly to do with the language barrier and the use of ambiguous words. When something haa more than one translation it’s difficult to choose the right one. I’ve been telling myself that finding the correct meaning is not important, but I might be wrong. Make sense?

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It usually involves asking questions when sense seems to be lacking (when ambiguous words are used) so that a negotiated meaning is arrived at. This happens instead of assuming a meaning (or making one up).

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